C ARLO B IRINDELLI
Su nuove formule interpolatorie del Picone per funzioni in piu variabili e loro contributo al calcolo numerico degli integrali multipli
Compositio Mathematica, tome 10 (1952), p. 117-167
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Memoria di
Carlo Birindelli (a Roma)
In
questo
lavoro si mostra che i risultati del Prof.Picone,
sullainterpolazione competente
alla derivazionetotale,
in un intervallodel
piano,
delle fun zioni in due variabil i2 ),
sono estendibili allospazio
ordinario per le funzioni in tre variabili e, tral’altro,
chela formula di
Cavalieri-Simpson
per laapprossimazione degli
inte-grali doppi
stabilita dal Picone é suscettibile di naturale estensione allospazio tridimensionale,
cosicché sipuô
affermare l’esistenza della formula diCavalieri-Simpson
perl’approssimazione degli integrali tripli.
Tale naturale estensione dall’
S(2)
all’S(3)
di tutti irisultati, del §
6 del J.C.2), presi
inblocco,
é consentita dal fatto di far usosistematico
dell’operatore
derivata totale dei vari ordini3),
cheper le funzioni di due o
più
variabili ha Io stesso ufficio che perquelle
di una variabile ha la derivataordinaria,
e dellaconseguente
formula
esprimente
le funzioni inpiù
variabili con unosviluppo tipo Taylor,
che estende nel modopiù semplice possibile quello noto
per funzioni di una.Ovviamente,
la estensione delprocedimento
che si fa sistemati- camente nelpresente lavoro,
per dimostrare che tutti i risultati validi nell’S(2)
permangono nell’S(3),
consente dipoter
affermareche i risultati
del §
6 del J.C.2)
si possono estendere in blocco all’5(r)
e che perl’approssimazione degli integrali multipli
d’ordine r,r = 1, 2, 3, ..., esiste sempre la
formula, tipo Cavalieri-Simpson,
atta a questo scopo, e, denominandola
formula centro-periferica
secondo
Picone, possiamo
concludere il nostro dire affermando che 1) Lavoro eseguito nell’Istituto Nazionale per le Applicazioni del Calcolo.2) Cfr. 1B1. PICONE [1], (Cifre tra parentesi quadre si riferiscono alla bibliografia
al fine del lavoro).
3) 1B1. PICONE [2], Vedi p. 598.
r = 3.
1. Per ovvie
ragioni
diopportunità
manterremoqui
il simbo-lismo e le denominazioni relative al l.c.
2)
esegnatamente
per tutto ciô che ha riferimento congli argomenti
del§
6 del lavorostesso.
Di una funzione
u(x, y, z)
definita in un intervallo T dellospazio
ordinario dipunti
estremo inferiore(a, b, c)
esuperiore (a’, b’, c’), chiamiamo,
colPicone,
derivata totale d’ordine h la derivataparziale
di ordine 3hcon l’intesa che u sia continua in T con tutte le derivate
parziali
d’ordine minore.
Indichi
(ao, bo, co )
il centro di T e siano a,P,
y le tre semi- dimensioni diT ;
conLT
sirappresenti poi
lasuperfice
medianadi
T,
cioè l’insieme dipunti
di T per cuiAl
solito,
col cambiamentol’intervallo
T,
dellospazio (x, y, z),
vienerappresentato
nell’in-tervallo
quadrato Q[(-I,
-1,-1); (1,
1,1)]
dellospazio (r,
s,t),
e di tale intervallo diremo L la
superfice
mediana xyz = 0.Cib premesso
passiamo,
senza altririchiami,
alle estensioni dei TeoremiVI, VII,
VIII(del §
6 l.c.2))
allospazio , ordinario.
2. Vale il teorema
1.
Assegnata,
adarbitrio,
unafunzione F(r,
s,t)
di classe n + 2nel cubo
Q(n
interopositivo
onullo),
esiste una ed una solasoluzione,
della stessa classe in
Q,
dellaequazione
che coincide con la
F(r,
s,t)
sullaperiferia FQ
diQ (e,
per n > 0,supposto
che per ciascuna dellefunzioni
in due variabiliF(±
1, s,t), F(r, :f:
1,t), F(r,
s, ::f:1),
tenendofissa
comunque unaqualsiasi
delle due variabili mentre si rende
infinitesima l’altra,
lafunzione
risulti allora pur essa un
infinitesimo
almeno di ordine nrispetto
asuperfice
mediana L diQ,
ed é data daDimostrazione - Con facili verifiche si vede anzitutto che il secondo membro di
(2*)
si riduce effettivamente adF( -I 1, s, t )
per r = Jb 1, ad
F(r,
± 1,t )
per s = :1:: 1, e adF(r, s,
±1)
t )
suFQ.
Si verifica pure chev(r, s, t )
é di classe n + 2 inQ
e sivede immediatamente, per le
proprietà
diF,
che per n > 0 la v é effettivamentenulla,
con leprime n -
1 derivatetotali,
sullasuperfice
mediana Ldi Q
e cheé,
in0,
v(n+2) = 0.Resta, per
completare
la dimostrazione del teorema, da stabilire l’unicità per la soluzione delproblema
inerente al teorema stesso4).
Le soluzioni di
(2),
per n = 0, di classe 2 nelcubo Q,
sono tuttedate dalla formula
ove
sono arbitrarie funzioni di classe due nell’intervallo
quadrato [(-1, -1); (1, 1)] dell’ S(2).
Le soluzioni della
equazione,
per n > 0, di classe n + 2 nel cuboQ,
identicamente nulle sullasuperfice
mediana L con le derivate totali fino aquella
inclusa d’ordine n - 1, son tutte date dalla formulaove
sono funzioni
arbitrarie,
nellerispettive
duevariabili,
di classe n + 2 nell’intervalloquadrato [(-1, -1), (1, 1)],
tali chetenendo comunque fissa una
qualsiasi
delle due variabili nel mentre che si rende infinitesima l’altra avvenga che pure le fun- zioniA (r, 8),
..., risultinoinfinitesime,
almenod’ordine n,
ri-spetto
all’infinitesimo costituito daquella
delle due variabili che si fa tendere a zero.Il detto teorema d’unicità resta
stabilito, per n ~
0, se sipuô
far vedere che esiste una sola funzione della forma data dal se-
condo membro di
(3)
che coincida con laassegnata F(r, s, t )
suî5-Q.
Tale coincidenza avverrà allora ed allora soltanto che si veri- fichino leseguenti
seiequazioni
4) Il procedimento che a tale scopo seguiamo qui é in sostanza la estensione all’
S(3) die quello svolto dal Prof PICONE per la stessa proposizione nell’ S(2).
Da
queste
siottengono
subito intanto leseguenti
otto relazionile
(8), (9);
siottengono
successivamente leespressioni
delleA(r, s), B(r, s), C(r, t), D(r, t), E(s, t), G(s, t),
sicchè sosti- tuendo in(3)
si trova chev(r, s, t)
é data daOperando
ancora nello stesso modo con le(4),
...,(9) dopo
aver
posto r
= :f: 1, ..., allo scopo diesprimere A (:f:
1,s),
B(±
1,s),
..., mediante lealtre,
si trova,sviluppando
e sem-plificando
con la riduzione dei terminisimili,
cheEsprimendo:
i coefficientiA,
B mediante i restantiC, D, E, G;
quelli E,
G mediantequelli A, B, C, D; quelli C,
D mediantequelli A, B, E, G;
servendosi delle(10),
...,(17),
si trova,dopo
averesvoiti
icalcoli,
che la somma del1°, 2°, 4°, 5°, 7°, 8°, 10°, 11°,
termine del secondo membro nelle tre
espressioni
ultimescritte,
è, rispettivamente,
data daSe alfine si sommano tali tre ultime
espressioni,
avendo cura ditenere sempre
presenti
le(10),..., (17),
si ottiene chel’espressione
complessiva
di tale somma éesprimibile
nelle formeseguenti
Se si tiene conto di tale ultima forma per
l’espressione
dellasomma
complessiva
di cui sopra e se ne fa la sostituzione nell’ulti-mo membro della
(18), l’espressione
dellav(r, s, t )
diventache si rivela subito non essere altro che la
espressione
del secondomembro di
(2*).
Resta cosigiustificata
l’unicità detta e il teorema Iè,
di conseguenza, dimostrato.2.
Assegnata,
nel cuboQ
diS(3),
una arbitraria funzione con-tinua
e(r,
s,t),
risulta subito che la funzioneé di classe 2 in
Q
ed é soluzione della U(2) = e inQ.
Se allora oltre alla
e(r,
s,t)
éassegnata in Q
un’altra arbitrariafunzione
~(r,
s,t)
di classe due e si vuol trovare unaU(r,
s,t)
diclasse 2 soddisfacente le
equazioni
basta rilevare
che,
con siffattaU(r,
s,t),
l’altra funzionesoddisfa le
FQ,
sicchè invocando il teoremaI,
per n = 0, eponendo
in essosi conclude con l’esistenza ed unicità della soluzione
(20) pel
siste-ma
(21)
e che tale unica soluzione é espressa dalla(2*) ponendo
inquesta
la(22)
alposto
di F e facendo n = 0.Ne consegue la validità del teorema
II.
Assegnata
ad arbitrio nel cuboQ
diS(3)
unafunzione
continuae(r,
s,t)
ed inoltre un’altrafunzione ~(r,
s,t)
arbitraria di classe due inQ,
esiste una ed una sola soluzioneu(r,
s,t),
di classedue,
delleequazioni
soluzione costituita dalla somma delle due
espressioni (19’) e (2*),
quando
nella(2*)
si ponga per Fl’espressione (22 ) e si
assuma n = 0.[( 1,
-1,-1); (1,
1,1)]
dell’S(3),
una funzione continuae(r, s, t )
e un’altra~(r, s, t )
di classe n + 2 inQ,
con n > 0, tale che mediante arbitrarie funzioni continue~(h)(r, s, t)[su L] = ~h(r, s, t)
=~(h)(r, s, 0)
+~(h)(0, s, t)
+ ~(h) (r,
0,t)+~(h)(0, 0, 0)2013~(h)(r, 0,0)2013~(h)(0, s, 0) 2013 ~(h)(0, 0, t)
pPr h = 0, 1, ..., n 2013 1. E’ noto
5)
che per leequazioni
esiste ed é unica la soluzione
W,
di classe n + 2, equesta
é es-pressa dalla formula
tipo Taylor (23) W(r, s, t)
=Cfio(r, s, t)
n-1
ove va
qui
inteso che per n = 1 ilsommatorio 2 (...)
deveessere omesso. h=l
Essendo
T,(r, .9, t)
di classe n + 2, inQ,
vale per essa la relativa formulatipo Taylor,
inQ,
ed allora la funzione
F(r, s, t ) = ~(r,
s,t ) 2013 W(r, s, t),
vale adire la
5) Per il caso di r = 2 c.f.r., oltre M. PICONE [2], PAOLO TORTORJCJ [3:. Per il
caso di r h 3 c.f.r. C. BIR.INDELLI [4-.
e dal secondo membro di
questa
ultima si vede subito che taleF(r,
s,t) é,
per n > 0,infinitesima,
d’ordine nalmeno, rispetto
aciascuna delle r, s, t,
rispettivamente, quando,
mantenendo co-munque costanti le altre
due,
la r, o la s, o la t, venga resa infini-tesima ;
ciô inparticolare
avvienepei punti
di L.gQ,
corne è insostanza richiesto nell’enunciato del teorema I per la relativa
F(r, 8, t) quando n
> 0. Si noti ancora che laF(r, s, t )
data dalla(24)
é di classe n + 2 inQ,
e che nel 2° membro di(24)
il somma-n-1
torio S (...)
va omesso se n = 1.Dalla OSSERVAZIONE
precedente
segue il teoremaIII.
A ssegnate,
adarbitrio,
nel cuboQ[(-1,
-1,-1); (1, 1, 1)]
dell’
S(3)
unafunzioni e(r, s, t)
ed unafunzione ~(r, s, t)
di classen + 2
(n
>0)
inQ,
esiste una ed una sola soluzione u, di taleclasse,
delleequazioni
e,
riprendendo
laF(r,
8,t)
e8pressa dalla(24),
tale soluzione u é data dalla 8omma dellee8pressioni (2*)
e(23)
cioé da(scrivendo
per disteso edeffettuando
leintegrazioni possibili)
n-1
ove, al
solito,
per n=1 i varîsommatorî S
devono essere omessi,h=1
e
lungo
Le
lungo FQ
sicché sommando membro a membro risulta che la u = v + W é effettiva soluzione unica delle
equazioni
Interpolazione centro-periferica
per funzionif(x,
y,z)
nello
spazio
ordinario.4. Una volta effettuata per mezzo dei teoremi
I, II, III,
laestensione all’
S(3)
dei teoremiVI, VII, VIII,
indicati dal Piconenel l.c.
2),
é chiaro come, mediante le formule cui siamopervenuti
nei
precedenti ni,
si debbaprocedere
per ottenere la naturale estensione all’5(3)
di tutti i notevoli risultati stabiliti dal detto Autoreal § 6
del c.l. come pure per realizzare tutto ciô nell.S(r)
ingenere, cioé anche per r > 8.
Purtroppo
l’ovvia necessitàimposta
dalla relativa ristrettezza dispazio
perragioni
distampa
ci consente, per lo studio della estensionedegli importanti
risultatidetti,
di·svolgere qui
sola-mente
quanto
ha riferimento con la formulacentro-periferica
8econdo PIC ONE che
esprime
ingenerale
la naturaleesten sione all’S(r) (qui
per noi é r =3)
della classica formula CAVALIERI-SIMPSON che da secoli in modo ben noto
svolge
il ruolo diquella
nel caso
più semplice
di r = 1.Con le convenzioni
precisate
al n. 1 si ottienel’interpolazione centro-periferica
di una funzionef(x, y, z),
di classe n + 2 nello intervallo T dellospazio ordinario, n ¿
1, adottando come fun- zioneinterpolatrice
la soluzione Ut’ della stessaclasse,
delle equa- zioniCon la solita trasformazione di T in
Q
equindi
dellaf(x,
y,z)
e(r,
s,t) = 0).
Per n = 1, per la nota oniissione dei
sommatori ,
con lah=1
(25)
facendo in(24)
F =~(r,
s,t) - ~0(r, s, t)
=Fl(r, s, t)
sitrova come funzione
interpolatrice UlqJ’ della ~,
nel cuboQ, (ove
coi simboli
[1], [2],
...,[26]
si vuol solo indicare un elemento distintivo per le 26espressioni [...]
perpoterle,
nelseguito,
di-stinguere
sinteticamente l’unadall’altra)
con l’errore
Si osservi ora che
Fl (r,
s,t)
=ar (r,
s,t) - qo(r, 8, t )
=r 8 t
a, 1) 8),
e facendo n = 2 la(24)
dà allora perF(r, s, t)
laDi conseguenza, per n = 2, con la
(25)
si trova corne funzioneinterpolatrice u2~,
della ~, nelcubo Q (pensando,
nella(25),
e(r,
s,t)
=0),
Tenendo
presente
chesi
pensi
dieseguire l’integrazione tripla
inQ
per le funzioniu1~(r,
s,t ), u2~(r, s, t), Rl(r,
s,t), R2(r,
s,t).
Leintegrazioni
deivari
termini,
dellau2~(r, s, t ),
che sono funzionidispari
si riducono tutte a 0 e lealtre,
eccettuatequelle
che si riferiscono aiprimi
7termini e a
quelli [ ](1), [ ](2),
...,[ ](203C3),
si elidono due a due comesubito si vede col materiale calcolo ad esse
relativo,
cosicché nellaespressione
definitivadi u2~(r, s, t ) dr ds dt
non apparepiù
traccia della
~(1)
e laespressione Q
stessa si rivela non essere altro che l’altraespressione u1~(r,
s,t) dr ds dt.
Q
Se ne conclude che anche nell’
S(3)
pormane il fatto saliente d’esserecome del resto la
generale
teoria in esame faprevedere
perogni
valore di r
2).
Eseguendo
leintegrazioni
si trova cheDalla
(26)
segueche,
se laf(x, y, z)
é di classe 4 inT , isulta
necessariamente l’identità
Osservando che é
e
svolgendo
leintegrazioni
con la formula di inversione di Dirichlet si trova,successivamente,
che6)
6) In relazione ad una funzione f(x, y, z) si denomina sua VARIAZIONE TRI- PLA LA A A A f(x, y, z) = f(a’, b’, c’) - f(a’, b’, c) - f(a, b’, c’) - f(a’, b, c’)
a b c
-f(a, b, c) + f(a’, b, c) + f(a, b’, c) + f(a, b, c’), relativa all’intervallo di punti
estremi (a, b, c) e (a’, b’, c’).
sicché,
sef(x, y, z)
é di classe 4 inT, proseguendo
perquesta
via il calcolo di R1(r, s, t )dr ds dt, vale a dire anche, per la (28),
quello di R2(r, 8, t) dr ds dt,
si trova che
o
one
approssimata degli integrali (tripli)
nellospazio
ordinario.
5.
Dopo
lequestioni precisate
alprecedente
N. 4, siperviene dunque,
anche nel caso dellospazio
ordinarioS(3),
al risultato:Indicato con
C (ao, bo, co)
il centro dell’intervallorettangolare T[(a, b, c); (a’, b’, c’)],
indicati conC,
i centri dei 12 lati diT,
conCF i
centri delle 6f acce
di T e conVi gli
8 vertici diT, posto
si commette urn errore, dato da
se
f(x, y, z)
é di classequattro.
inT,
chepuo
essere cosimaggiorato
nel
primo
caso, e anche cosinel secondo.
Un
perfezionamento
della formulacentro-periferica.
6.
Decomposto
l’intervallo Td’integrazione
in n3 intervalli e-guali Th, k, p,
dipunti
estremi inferiore(ah-l’ bk-11 Cp-I)
esuperiore h = 1,
2, ..., n(ah, bk , c p )
e di centro(a0h, bi, c0p),
k = 1, 2, ..., n, ao = a,p = 1, 2, ..., n
an
= a’; bo
=b, b.
=b’;
co = C, Cn= c’; allora, applicando
la(31 )
per il calcolodell’integrale
dellaf
esteso a ciascunodegli
inter-valli
Th, k, p
e facendo la somma delleespressioni
che cosi si realiz-zano, si ottiene la nuova
formula,
diapprossimazione
dell’f f(x, y, z) dT, che, specie se T ha dimensioni non piccole,
T
meglio
ancora del secondo membro della(31 )
sipresta
a dare dell’integrale triplo
dif
in T un valoreapprossimato
estremamente vicino al valore esattodell’integrale;
Taleperfezionamento
dellaformula centro-periferica
secondo Picone é espresso dallae con l’u,so di tale
formula, pel
calcoloapprossimato di f(x, y, z)
dT,
si commette un errorePn
tale che Tse f é di classe tre in
T,
come purese
f é
di classequattro
in T.7. Se si pensa
che,
a mezzo dellaformula centro-periferica
com-petente
allospazio
bidimensionale(cfr. 2),
formula(31)),
si posso-no
valutare,
con notaspecificazione
dell’errore chesi commette,
i valoriapprossimati
deiprimi
treintegrali (doppi)
della formulacentro-periferica (31),
si trova, con facileprocedimento,
laseguente
altra
eguaglianza approssimata
e, se a ciascun
integrale
lineare siapplicasse
in tale(34)
laformula centro-periferica
nell’5(1) (cioé
laformula
diCavalieri-Simpson), quindi
anche l’altraeguaglianza approssimata
come del resto l’attuale teoria e
quella già esaurita 2), pei
casi pre- cedenti diS(1)
e diS(2),
facevano facilmenteprevedere.
che si commette,
facendo
uso della(34),
assume laespressione seguente
avendo
posto,
alsolito, (1 -1 r |)3. (1
+ 3|r|)
=F(r).
Sfruttando in f ine
ilfatto
che per laformula
diCavalieri-Simpson
si commette l’errore
e di classe
quattro
formula
(17)],
si ha che:Se
f(x, , z)
é di classe quattro inT,
l’errore P*’ che si commette,facendo
uso della(35),
assume laespressione
seguente8. Sia ora l’intervallo
(rettangolare) T[(al,
a2, ...,a,,); (a’1, a2,
...,
a’r)]
dell’S(r)’
r > 8, di centroC(a01, a2, ..., a°),
aventequin-
di le r semidimensioni 03B11 =
a1 - a1 2,
..., (x,= a’r - ar 2,
e si sup-ponga
assegnata
in T una arbitraria funzione1(xl,
X2, ...,xr)
diclasse tre o di classe
quattro
in T(sempre
nel sensocompetente all’operatore
derivazione totale inqueste
r variabili xl, x2, ...,x,.).
Come conseguenza
della estensione all’S(r)
di tutti iprocedimenti
e formule
del §
6 l.c.2) (pel
caso di r =2)
nonché diquelli
svoltinel corso di
questo
lavoro(pel
caso di r =3)
siperviene,
inparticolare,
al risultatogenerale seguente:
Indichi s un arbitrario intero
positivo, 1 ~ s ~ r - 1,
e(hl, h2,
...,
hs)
lagenerica
combinazionesemplice, priva
diinversioni,
di classe s, per
gli
r numeri 1, 2, ..., r. Incorrispondenza
alla(h1,
...,hs)
viene definita l’altra(K1,
...,Kr-s)
purepriva
di in-versioni,
di classe r - s, i cui elementi assieme aquelli
della(hl,
...,Ag)
esauriscono l’insieme di tuttigli
interi da 1 ad r.In relazione a
qualsiasi prescelta
spla(hl,
...,hs)
sipensino
fatte per
ogni n intero,
0 ~ n ~ s, le combinazionisemplici
diclasse n e
prive
di inversionisugli s
elementihl,
...,Ag
e denomi-nando
(hi1, hi2,
...,hin)
della ognuna di tali combinazioni si(h1, ..., hs)
indichi con
(hi, hi2g ..., hjs-n)
della lacorrispondente altra,
pure(hi, ..., h,)
elementi della
précèdent
esaurisce l’ spla(hl,
...,h.) prescelta.
In base a
queute
considerazioni sipensi
di valutare laf ponendo
per le coordinate d’indice
hl, ..., hs
unoqualsîasi
dei due estremia od a’ del relativo intervallo
(ahi, ahi), ..., (ahs, a’hs)
e di aste-nersi dal far ciô per le restanti coordinate d’indice
Ki,
...,Kr-s;
tali valutazioni per la
f si
convenga di indicarli per ilseguito
coisimboli
Dopo
di ciô é ovvio ilsignificato
che si deve attribuire ai simboli dianalogo tipo
Premesse tali
convenzioni,
laformula centro-periferica
secondoPicone,
nell’S(r),
perqualsiasi
r interopositivo,
é costituita dallaespressione seguente
e l’errore P che si commette, usando tale
espressione
peresprimere
l’
f(P)dT,
é dato dase
f(x1,
...,xr)
é di classe tre inT,
dato anche dase
f(x1,
...,xr)
é di classequattro
inT,
cosimaggiorato
nel
primo
caso, e anche cosi:nel secondo.
9. Tenendo
presente quanto
si é fatto alprecedente
n. 7 per dedurre dalla(31 ), pel
caso di r=3, le(34 ), (35 ),
é chiaro come unacorrispondente
catena diespressioni approssimanti
l’f(P)dT
si
ottenga (per ogni
valore dir)
dalla(31r);
ci limitiamoqui
afar notare che l’ultima di tali deducibili
espressioni
é costituita dal termine finale del secondo membro della(31r)
con la sola elimina- zioné -del fattore( 1)r+1.
E’ evidente corne si possa anche ottenere un
perfezionamento
del la formula
centro-periferica (31r) ripetendo,
nelcaso di rqual-
unque, il
procedimento seguito
al n. 6 per dedurre la(33"’ ) quando
r = 3.
Esempi.
2013 Mettiamo a raffronto leespressioni approssimate,
che si
ottengono
coi varî metoditrovati,
relative al calcolo nu-merico di
particolari esempi d’integrali multipli.
a)
Siprenda
inprimo luogo l’ 1 1log (1 + x + y) dx dy;
comevalutazione diretta si trova
00
0,67116 ...;
mentreché a mezzo di una formula che
perfeziona quella centrale,
cfr.
5),
il T ortorici trova il seguente risultato 0,6712 ... ;cfr. Picone
2),
si trova invece ilseguente
risultatob)
Volendo calcolareva come valutazione diretta
0,8951292... ;
Servendosi della
formula centro-periferica (31)
pura esemplice
sitrova corne risultato
complessivo
per leintegrazioni : doppie,
ilnumero 2,6851600 ... ;
semplici,
il numero - 2, 6849316; mentre- ché la somma dei restanti termini é 0,8948997(cioé
il valore della(35)).
Come valutazionepertinente
allaformula centro-periferica
si ottiene
dunque
ilsorprendente
risultatoseguente (per difetto)
0,8951281... ;
Con la
(34)
si trova l’altro numero 0,8951322(per eccesso);
Usando invece la
(35)
si trova 0,8948997 comevalutazione, (come già
si eradetto ),
assai meno buona delle dueprecedenti
eper difetto.
Formula
periferica.
10. Pur data la ristrettezza di
spazio,
nonpossiamo,
anche per ilegami
intimi che ha con tutta laprecedente trattazione,
passar sotto silenzio un’altra notevole formula che sipub
subito stabilire nel casogenerale
di rqualsiasi,
e inparticolare
per r = 3partendo
dalla
(2*),
estendendo ilprocedimento solito, seguito
nei prece- dentinumeri, quale
é stato indicato dal Prof. Picone al§
6 delJ.c.
2)
per ottenere la formula inquestione
per r = 2 cioé la For- mulaperiferica (27)
J.C.2)
relativa al calcoloapprossimato degli integrali doppi.
Ci limitiamoqui
ad esporregli
enunciati dei teo- remi.a)
Per r = 3 si trova il risultato: Se la1(x,
y,z) é
di classe due nell’intervallo T dellospazio ordinario, ponendo
si commette un errore dato da
che
puô
essere cosimaggiorato:
b)
Riferendoci alle considerazioni e notazioniprecisate
al n. 8, si trova che : laformula periferica
secondoPicone,
nell’S(rh
perqualsiasi
r interopositivo,
é costituita dalla(f(x1,
x2, ...,xr)
essendodi classe 2 in
T)
e
l’errore P
che si commette, usando il secondo membro peresprimere
che
puà
essere cosimaggiorato:
Mettendoci,
persemplicità,
nel casoparticolare
dell’S(3),
si de-componga T nei soliti n3 intervalli
eguali Th,K,p (vedi
n.6).
Laformula,
diapprossimazione dell’ f(P)dT, che, specie
se TT
ha dimensioni non
piccole,
sipresta, meglio
diquella periferica,
a dare valori
approssimati dell’ f(P)dT
é laseguente
T
e l’errore che si sommette con l’uso di tale
formula,
per calcolo diche si
pub maggiorare
nel modo che segueBIBLIOGRAFIA.
M. PICONE
[1] Vedute generali sull’interpolazione e qualche loro conseguenza, Ann. scuola
norm. sup. Pisa, (3) 4, 1932014244 (1951).
[2] Appunti di Analisi Superiore, Napoli: Rondinella Editore, 1940.
P. TORTORICI
[3] Su un metodo numerico di calcolo approssimato per gli integral doppi, Pubbli-
cazione INAC no. 303 (Serie II), Roma 1951.
C. BIRINDELLI
[4] Sul calcolo numerico degli integrali multipli, Rend. Acc. Naz. Linc. (8) XI,
40201444 (1951).
(Oblatum 8-1-52).