A NNALI DELLA
S CUOLA N ORMALE S UPERIORE DI P ISA Classe di Scienze
L EONIDA T ONELLI
L’estremo assoluto degli integrali doppi
Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Scienze 2
esérie, tome 2, n
o1 (1933), p. 89-130
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di LEONIDA TONELLI
(Pisa).
Mi sono
proposto
di estendereagli integrali doppi,
del Calcolo delle Varia-zioni,
la teoria dell’ estremo assoluto da mesviluppata,
pergli integrali curvilinei,
nei miei Fondamenti di Calcolo delle Variazioni
(1). Questa
teoria è fondatasul concetto di
semicontinuità,
ilquale,
in similiquestioni,
si dimostrapartico-
larmente fecondo.
Nella
presente Memoria,
mi occupo dell’ esistenzadell’ estremo,
riservando adun
prossimo
lavoro la considerazione della variazioneprima
edell’ equazione
aderivate
parziali
di LAGRANGE. E non èpossibile
che io miastenga
dal rammen-tare
qui che,
allo studio dell’ estremo assolutodegli integrali doppi,
hanno arre-’
cato notevolissimi contributi
ARZELÀ, HILBERT, HADAMARD, ZAREMBA,
B.LEVI, FUBINI, LEBESGUE,
S.BERNSTEIN, COURANT,
HAAR.§ 1.
Campi
efunzioni.
1. -
Campi aperti
e limitati D ecampi
chiusicorrispondenti
D.Chiameremo campo
aperto
e limitato unqualsiasi
insieme dipunti
delpiano (x, y),
soddisfacente alle dueseguenti
condizioni :1» ogni punto
dell’ insieme è interno all’ insiemestesso,
vale a dire è ilcentro di un cerchio tutto costituito di
punti dell’ insieme ;
20)
èpossibile
didescrivere,
nelpiano (x, y),
un cerchio checontenga
tuttii
punti
dell’ insieme.I
punti
delpiano (x, y)
che nonappartengono
ad un dato campoaperto
elimitato,
ma che sonopunti
di accumulazione(punti limiti)
dipunti
del campo, costituiscono la frontiera di tale campo.Questa
frontiera è un insieme chiusoe limitato.
~
(1) Bologna, Zanichelli, 1922-1923.
Annali della Scuola Norm. Sup. - Pisa. 7
I
punti
di un campoaperto
e limitato equelli
della sua frontiera costituisconocomplessivamente
un insieme chiuso elimitato,
che sarà chiamato il campo chiusocorrispondente
al campoaperto
e limitato considerato._
Ordinariamente,
indicheremo con D un campoaperto
elimitato,
con D ilcampo chiuso
corrispondente,
con F la sua frontiera.2. - Le condizioni e
[ C, a].
a)
Dato un numeroy>0,
diremo che unpunto Po,
della frontiera di uncampo
aperto
e limitatoD,
soddisfa alla condizione[ CY],
se èpossibile
di deter-minare un
raggio
ro, uscente daPo,
e tre numeri(>0> O, k> 0, k’>0,
di cuigli
ultimi due fra loro diversi(k ~ k’),
in modo che :1°)
assuntoPo
comepolo
e ro come asse
polare
di un sistema di coordinatepolari, e
e co vet-tore, w = anomalia),
tutti ipunti
interni altriangolo
mistilineoTo,
formato dalledue curve
uscenti da
Po, e
dal minore dei due archi della circonferenza di centroPo e raggio
Qo determinati da tali curve,appartengano
aD ; 2o)
perogni punto
Pdi
D,
sufficientemente vicino aPo,
si possa costruire untriangolo
mistilineoT, appartenente
aD, uguale
aTo,
avente il verticecorrispondente
aPo
inP,
eo tale che i suoi
punti
distino daquelli corrispondenti
diTo
di tanto pocoquanto
si vuole.
È
evidenteche,
se ilpunto Po
è il vertice di un settore circolare i cuipunti
interni
appartengano
tutti aD,
talepunto
soddisfa alla condizione[ CY],
perqual-
siasi
y > 0.
Si è in tale caso, peresempio,
sePo
è unpunto
isolatodella
fron-tiera ;
oppure se, nell’ intorno diPo,
la frontiera è costituita da un arco di curvacontinua a
tangente
variabile in modocontinuo ;
ecc. ecc.Se il campo D fosse costituito da tutti e soli i
punti (x, y)
tali cheil
punto (O, 0)
della sua frontiera nonverificherebbe,
pernessun y > 0,
la condi-zione
b)
Dati un campoaperto
e limitato D ed un numeroa>0,
diremo che il campo D soddisfa alla condizione[ C, a]
se, per ciascunpunto Po
della frontiera diD,
esiste almeno un numero y(che può
variare al variare diPo),
con
0 y a,
e tale che ilpunto Po
soddisfi alla condizioneÈ
evidente che il campo D verificherebbe la condizione[ C, a],
per qua-lunque a> 0,
se, peresempio,
la sua frontiera fosse costituita da una curvacontinua,
senzapunti multipli,
ovunque dotata ditangente
variabile in modocontinuo;
oppure se la sua frontiera fosse costituita da un numero finito di archi di tale natura edavente,
neipunti privi
ditangente,
deipunti angolosi,
con
angolo
non nullo rivolto verso l’interno del campo; ecc. ecc.3. - La condizione
[L].
a)
Diremo che unpunto Po,
y della frontiera F di un campoaperto
e limi-tato
D,
soddisfa alia condizione[L]
se iquadrati
di centroPo
e di latiparal-
leli
agli
assi e y, oppure i cerchi di centroPo, aventi, rispettivamente,
sui latioppure sulla circonferenza almeno un
punto
nonappartenente
aD, hanno,
inPo,
una densità minima
positiva (2).
Con ciò intendiamoche,
detta R’ la metà dellato di uno
qualunque
deiquadrati
indicati(oppure
ilraggio
di uno dei cerchidetti),
ilrapporto
1nR:R,
fra la misura(nel
senso diLEBESGUE)
mR dei valori di R’ tali che edR, abbia,
per R-+ 0,
un minimo limitemaggiore
dizero; il che
equivale
a dire che esistano due numeriko > 0
e tali darendere soddisfatta la
disuguaglianza
per tuttigli R > 0
eSRO.
È
evidenteche,
se alla frontiera ~’appartiene
un arco di curva continua(non
ridotto ad un solopunto)
ilquale contenga Po, questo punto
soddisfa alla eondizione[L]. Se, invece, Po
fosse unpunto
isolato dellafrontiera,
esso nonverificherebbe la condizione
[L].
b)
Si dirà che un campoaperto
e limitato D soddisfa alla condizione[L]
se a tale condizione soddisfano tutti i
punti
della sua frontiera.Se la frontiera di D fosse costituita soltanto da una o da un numero finito di curve continue
(non
mai ridotte ad un solopunto),
D verificherebbe certa- mente la condizione[L].
’
4. - Funzioni assolutamente continue.
Una funzione
f(x, y),
data in un campoaperto
e limitatoD,
delpiano (x, y),
si dice che è assolutamente continua in D se verifica le
seguenti
condizioni:10)
essa è continua in tutti ipunti
diD;
20)
perquasi
tutti i valori di yo e di xo,f(x, yo) e f(xo, y)
sonofunzioni, rispettivamente
di x edi y,
assolutamente continue sulle intersezioni di D conle rette y -yo e x=xo,
rispettivamente,
intendendosi con ciòche,
peresempio,
la
f(x, yo)
sia assolutamente continua come funzione della x suogni segmento
della retta y = yo tutto costituito di
punti
diD;
30)
le derivateparziali
[le quali
per2°)
esistono finitequasi dappertutto
in1)~
sonointegrabili (nel
senso del
LEBESGUE)
in D(3).
(2) In questa definizione, in luogo di quadrati e cerchi si potrebbero considerare dei
rettangoli, delle ellissi, ecc. Cfr. H. LEBESGUE : Sur le problème de Dirichlet (Rend. Circolo
Matematico di Palermo, t. XXIV (2° sem. 1907), pp. 371-402), pp. 390-391.
(3) La definizione qui posta è equivalente a quella da me data in : Sur la semicontinuité des
intégrales doubles du Calcul des Variations (Acta Mathematica, t. 53, 1929, pp. 325-346). Vedi
Tutte le funzioni
f(x, y)
continue inD,
con derivateparziali
del 1~ ordine limitate inD,
sono assolutamente continue in tale campo; altrettantopuò
dirsidelle funzioni continue con
rapporti
incrementali limitati in D.Sono pure assolutamente
continue,
nel campo D definito dalledisugua- glianze 0 y 1,
le funzioni(X+y)2, - i
5. - Teorema sull’ assoluta continuità delle funzioni di accumulazione.
Sia í f(x, y) ~
uninsieme
di infinitefunzioni,
assolutamente continue inuno stesso campo
aperto
e limitatoD,
ed esistano duenumeri, maggiori
di zero, a e
A,
tali che tutte le funzioni deLL’ insieme soddisfino alla disu-guaglianza
(i’" " , , . ,D
Allora tutte le funzioni di accumulazione
(4) dell’insieme {f(x, y)},
inD,
risultano assolutamente continue in tale campo.
Per funzione di accumulazione
di f(x, y) ~,
inD,
intendiamo una fun- zionegg(x, y)
taleche,
preso ad arbitrio une> 0,
esista sempre almeno una fun- zionef(x, y),
dell’insiemeconsiderato, soddisfacente,
in tuttoD,
alladisuguaglianza
La
cp(x, y) risulta,
senz’altro,
continua in D.Fissiamo,
nelpiano (x, y),
unquadrato Q
a latiparalleli agli
assi x e y, e contenente tutto il campoD,
e dividiamolo in 4n(per n
interopositivo) quadrati uguali.
Indichiamo conDn l’insieme,
chiuso elimitato,
costituito da tutti i qua-drati,
della successioneottenuta,
cheappartengono completamente (lati compresi)
a
D ;
allora contieneDn
e, preso ad arbitrio unpunto
P diD,
è semprepossibile
di trovare un n taleche,
per tuttigli Dn contenga
P. Perciò ilcampo D risulta costituito da un’ infinità numerabile di
quadrati
q2, q~,....,a lati
paralleli agli
assi x e y(i quadrati
diDi più quelli
diD2
che non fannoparte
diDi, ecc.)
e la misuram(Dn)
diDn,
che è sempre~n(D), tende,
per n - oo, a
m(D).
Ciò premesso, sia
qJ(x, y)
una funzione di accumulazionedell’insieme i f(x, y) ) in D,
e cominciamo col provare che essa è assolutamente continua in ognuno dei anche le mie note: Sulla quadratura delle superficie (Rend. Lincei, Vol. 111, 1926) e Surla quadrature des surfaces (Comptes Rendus, t. 182, 1926).
G. C. EVANS, in : Fundamental points of potential theory (The Rice Institute Pamphlet,
Vol. VII, 1920, pp. 252-329) ha definito quelle che Egli chiama le funzioni potenziali di derivate generalizzate. Queste funzioni, quando si introduca l’ipotesi della continuità, si ridu-
cono alle mie funzioni assolutamente continue. Ciò mette in maggior luce 1’ importanza che questi concetti hanno in svariati campi dell’ Analisi.
(4) Se ne esistono.
quadrati
qi, qz,.... Consideriamone unoqualunque,
q~, diquesti quadrati,
e, persemplicità
discrittura, supponiamo (ciò
che è benlecito)
che le coordinate delsuo vertice di ascissa e ordinata minime siano 0 e 0.
Se
f(x, y)
è unaqualsiasi
delle funzioni del nostroinsieme,
la nuova funzionerisulta,
nelquadrato
qm,doppiamente
assolutamentecontinua ;
epossiamo dire,
di
più,
che le funzioni(2),
che siottengono
incorrispondenza
di tutte lef(x, y)
dell’ insieme
considerato,
sono tutteequidoppiamente
assolutamente continue in qm.In altre
parole,
come ora proveremo, preso adarbitrio,
èpossibile
dideterminare
un ó>0
in modoche,
seR1, R2,...., Rs
è unqualsiasi
gruppo direttangoli
nonsovrapponentisi, appartenenti
a qm, a latiparalleli agli
assi x e y,e di area
complessiva
minore dib,
il valore assoluto della sommadegli
incre-menti
(5)
della funzione(2)
suirettangoli
del gruppo risulti minore di 6, per tutte lef(x, y) dell’ insieme f(x, y) ~. Abbiamo, infatti,
in qm, per esseref(x, y)
una funzione assolutamente
continua,
e
pertanto,
indicando conl’incremento della
(2)
sulrettangolo R,
donde, applicando
la notadisuguaglianza
diSCHWARZ-HÓLDER,
Se
dunque supponiamo abbiamo,
come volevamo provare,-- ---
(5) Se (a, b) e (a + h, b + k) sono due vertici opposti di un rettangolo R, a lati paralleli agli assi x e y, ed è h > 0, k > 0, 1’ ineremento di una funzione y) in R è dato da
Passando alla funzione di accumulazione
y),
fissiamo uno deigruppi
direttangoli Ri, .R2,...., Rs
or oraconsiderati,
escegliamo
una funzionef(x,1/),
delnostro
insieme,
in modo cherisulti,
in tutto q rn, essendo ~1 lalunghezza
del lato diQ.
Per essa sarà allorae dalla
(3) potremo
dedurreSiccome
questa disuguaglianza
vale per tutti igruppi
direttangoli Ri, R2,...., Rs più
sopraindicati,
risultaprovata
ladoppia
assolutacontinuità,
in qm, dellafunzione f ggdx.
Ne segueche,
in qm, èdove è
quasi dappertutto
Dunque, quasi dappertutto
in qm, la derivataparziale ’ dy
esiste finita eduguale
a y ; essa è cos anche
integrabile
e dalla(4)
scendev
donde, derivando,
si ottieneuguaglianza
che sussistequasi dappertutto
in qm.Ma,
suogni parallela
all’ assedelle y
sullaquale
laf
risultiintegrabile,
i due membri dellaprecedente
ugua-òy
. ,
glianza
sono delle funzioni continue della y. Taleuguaglianza
valeperciò
suquasi
tutti i
segmenti
di qmparalleli
all’ assedelle y
e ne viene cos che lay) è,
in qm, per
quasi
tuttigli x,
funzione assolutamente continua della y.Partendo dall’
integrale
invece che da
(2),
si prova, in modoanalogo,
che lacp(x, y) è,
in perquasi
tutti
gli
y, funzione assolutamente continuadella x,
e che la derivataf
esiste dx finitaquasi dappertutto
in q. ed è iviintegrabile. Dunque
lacp(x, y)
è assolu-tamente continua in q.
Siccome
poi
iquadrati
qm sono in un’ infinitànumerabile,
risulta anche pro- vatoche,
perquasi
tutti i valori di yo e di zo, e sonofunzioni, rispettivamente
di x e di y, assolutamente continue sulle intersezioni di D conle rette y=yo e x=xo,
rispettivamente.
Resta da dimostrare che le derivate
)
òx ed~/dy,
òy lequali,
perquanto
abbiamodetto,
esistono finitequasi dappertutto
inD,
sono, in tale campo,integrabili.
Dall’ assoluta continuità di
y)
inogni
qm, risulta la stessaproprietà
anchein e se consideriamo un
qualsiasi
gruppoR~,...., Rs
direttangoli
a latiparal-
leli
agli
assi x e y, nonsovrapponentisi
eappartenenti,
nonpiù
a qm, ma aDn,
abbiamo
dove ai
è la minima ascissa deipunti
diRi.
Scelta ora una funzioney)
del-l’ insieme í f(x, y) I,
in modo che sia(il
che èpossibile perchè
la g è funzione di accumulazioneper fl),
per talefunzione avremo
da
cui,
per ladisuguaglianza
diSCHWARZ-HÖLDER, già applicata,
Questa disuguaglianza
provache,
indicando conPn
l’insieme deipunti
diDn
in cui laa~
ay esiste finita e:> 0,
èe
quindi
ancheSiccome
è,
per daquesta disuguaglianza
segue 1’ inte-grabilità
did~
y in D. In modoanalogo
si ottiene1’ integrabilità
did~ ;
ax e cos ladimostrazione del teorema enunciato risulta
compiuta.
Osservazione. - Per
quanto
si diràal § 3,
anche la funzione di accumula- zionecp(x, y),
soddisfa alla(1).
6. -
Livellamento,
a meno di 1 : n e secondo una datagiacitura,
di una fun-zione assolutamente continua.
Sia
f(x, y)
una funzione assolutamente continua nel campoaperto
e limi-tato
D,
e continua in tutto il campo chiusocorrispondente
D.Riferito lo
spazio,
a tredimensioni,
ad un sistema cartesianoortogonale (x, y, z),
il cui
piano (x, y)
siaquello
contenente il campoD,
si consideri unpiano II,
ditale
spazio,
nonperpendicolare
alpiano (x, y) ; poi,
fissato un numero interoposi- tivo n,
si indichino conPo, Pi,...., Pq,
tutti ipunti
dell’ asse delle zcorrispon-
denti ai valori di z della forma k : n, con k
intero,
e tali che ipiani
per essi condottiparallelamente
a II incontrino tutti lasuperficie 8 definita,
sul campoD, dall’ equazione z=f(x, y).
Intenderemo che i
punti Po, 7~...., Pq,
sianodisposti
sull’ asse delle z in modo che i valori di z ad essicorrispondenti
vadano crescendo.Chiamati
77o, 77~....~ lIq
ipiani paralleli
a IIpassanti, rispettivamente,
per
Po,....,
lPq, considereremo,
inprimo luogo,
l’intersezione dellasuperficie S
col
piano Ho,
perdedurre,
nel modo che oraindicheremo,
dalla funzionef(x, y)
una nuova funzione
fo(x, y).
In
ogni punto (x, y),
diD, appartenente
ad un campoaperto
e limitatoD’,
tutto contenuto in D e tale che la sua frontiera F’
appartenga
allaproiezione ortogonale
sulpiano (x, y)
dell’ intersezione di S conH,,, poniamo fo(x, y) uguale
al valore che la z assume sul
piano IIo
incorrispondenza
allo stessopunto (x, y).
In
ogni
altropunto
diD, poniamo fo (x, y) =-- f(x, y).
Siccome laf(x, y)
è continuain D e assolutamente continua in
D,
anche lafo(x, y) risulta, evidentemente,
continua in D e assolutamente continua in
D ; inoltre,
èfo(x, y) ~ f(x, y)
su tuttala frontiera I’ di D.
Come dalla funzione
f(x, y)
abbiamo dedotto lafo(x, y),
dallay)
dedu-ciaino ora una nuova funzione
y), sostituendo,
in ciò che abbiamo fattopiù
sopra, la funzionef(x, y)
con lafo (x, y)
ed ilpiano Ilo
conII1.
Anchela risulterà continua in tutto D e assolutamente continua in
D ;
e siavrà
y)=fo(x, y) = f(x, y)
su F.Proseguendo
in modoanalogo,
verremo adedurre,
unadopo l’ altra,
le fun-zioni
y), f3(x, y),...., fq(x, y).
L’ ultima di esse sarà detta la funzionededotta,
in
D,
dallaf(x, y),
perlivellamento,
a meno di 1: n,secondo
lagiacitura
del
piano
II. Tale funzionefq(x, y)
risulterà continua inD,
assolutamente con-tinua in
D,
eduguale
allaf(x, y)
sulla frontiera F di D.Inoltre,
inogni punto (x, y)
di D
appartenente
ad un campoaperto D’,
tutto contenuto in D ed avente lafrontiera F’ tutta costituita di
punti
dellaproiezione ortogonale
sulpiano (x, y)
dell’intersezione della
superficie z=fq(x, y)
colpiano lIr (r=o,1,...., q),
yfq(x, y)
èuguale
al valoreche,
nello stessopunto (x, y),
la z assume sulpiano 1Ir.
Se la funzione
f(x, y)
avesse essa stessa leproprietà
or ora indicate per laf(x, y) (vale
adire,
se laf(x, y)
coincidesse con lafq(x, y)),
diremmo che laf(x, y) è, in D,
meno di 1: n, secondo lagiacitura
delpiano
II.Quando
laf(x, y)
sia considerata soltanto in D(e,
peresempio,
non sia defi-nita sulla
frontiera,
oppure su tale frontiera non siacontinua),
diremo che essaè, in D, LiveLLata, a
meno di 1: n, secondo lagiacitura
di unpiano II,
se, perogni
campoaperto D’,
tuttocontenuto,
insieme conD’,
inD,
essa risultalivellata in D’.
§2.
Criteri di uguale continuità.
7. -
Uguale
continuità nell’ interno di un campoaperto
e limitato.Dato un campo
aperto
e limitato D ed uninsieme f(x, y) §
difunzioni,
tuttedefinite in
D,
diremo chequeste
funzioni sonouguaLmente
continue nell’in-terno di D se, considerato un
qualsiasi
gruppo dipunti E,
chiuso e tutto appar- tenente aD,
le funzionif(x, y)
risultanougualmente
continue in E(vale
adire,
preso ad arbitrio un8> O,
èpossibile
di determinareun ó>0
taleche,
se
(Xi, yi)
e(X2, y2)
sono duepunti qualsiasi
diE,
distanti fra loro per meno di~,
ladisuguaglianza Yi) -f(X2, Y2)
I ~ 8 risulta soddisfatta da tutte le funzioni dell’ insiemeconsiderato).
Osserviamo che un insieme E di
punti,
chiuso e tuttoappartenente
aD,
nonpuò
mai contenere tutti ipunti
diD ; inoltre,
la minima distanza deipunti
di Edalla frontiera di D è sempre
maggiore
di zero ; in altreparole,
esiste un b> 0
tale che
ogni
cerchio diraggio
minore dib,
ed avente il centro in unpunto
diE,
risulta tutto costituito di
punti
di D.È
evidente che le funzioni di uninsieme ~ f(x, y) §
possono essereugualmente
continue nelL’ interno di D senza essere
ugualmente
continue in tutto D.8. - Criterio per
l’uguale
continuità nell’ interno di un campoaperto
e limitato.Sia ~ f(x, y) ~ §
un insieme di funzioni assolutamente continue in uno stesso campoaperto
e limitatoD,
ed esistano due numerimaggiori
di zero, a eA,
tali che tutte le funzioni dell’insieme soddisfino alla
disuguaglianza
Allora le funzioni
dell’ insieme f(x, y) }
sonougualmente
continue nelb’ in- terno di D.Scelto un
ê> °,
cominciamo col determinare un ro> 0
in modoche,
inogni
cerchio C di
raggio ro
e tutto(circonferenza compresa) appartenente
aD,
lefunzioni
dell’insieme i f(x, y) ~
abbiano un’ oscillazione nonsuperiore
ad ~.Consideriamo,
a tale scopo, un cerchio C diraggio r,
tuttoappartenente
a D(anche
con la suacirconferenza),
esupponiamo che,
in esso, l’ oscillazione diuna
f(x, y),
del nostroinsieme,
siamaggiore
di e. Potremo allorascegliere,
nel-l’interno di
C,
duepunti (xl, yi)
e(X2, Y2),
in modo da avereIndichiamo con y1 la
parte
della circonferenza di C in cui è sempree con y2
quella
in cui è sempreLa
parte yi
o non contiene nessunpunto
oppure è costituita da un numero finitoo da un’ infinità numerabile di
archi ;
ed altrettanto avviene per 1’’2.Ogni punto
della circonferenza di
C,
se nonappartiene
a yi,appartiene
certamente a y2, per modo che una almeno delleparti
y1 e 72 ha una misuramaggiore
di nr.Sup- poniamo,
per fissare leidee,
che ciò avvenga per 1’i, vale a dire che sia(2)
>Congiungiamo,
mediantesegmenti rettilinei,
ilpunto Y2)
con tutti ipunti degli
archi che costituiscono yi, ed anche congli
estremi e coipunti
di accu-mulazione di tali archi. Tutti
questi segmenti
costituiranno un campo chiusoF,
e, in tutti
quei punti
diquesto
campo che trovansi sulla circonferenza diC,
varràla
disuguaglianza
. FOsserviamo ora
che,
in virtù della(1),
èe
perciò
anche(4)
r
Passiamo dalle coordinate cartesiane x e y a
quelle polari Q-
e w,scegliendo
come
polo
ilpunto (x2, y2)
e come assepolare
ilraggio
per(X2, Y2) parallelo
all’ asse delle x e con lo stesso verso di
questo
asse. La(4)
si trasforma allora inda cui segue, a
fortiori,
con
r>0,
abbiamo1
e
perciò, scegliendo
.l.
Di
qui
segue, per ladisuguaglianza
diSCHWARZ-HÒLDER~
D’ altro
lato, poichè
sullaparte
della frontiera di r che trovasi sulla circonfe-renza di C vale la
(3),
siha,
tenendo conto della(2),
e
pertanto
Se ne deduce
che,
perin
ogni
cerchio C diraggio ro,
tuttoappartenente (circonferenza compresa)
a
D,
le funzionidell’insieme i f(x, y) ~
hanno tutte un’ oscillazione non supe- riore ad -.Sia ora E un
qualsiasi
insieme chiuso dipunti
diD,
e indichiamo con e la minima distanza deipunti
di E dalla frontiera F di D. Diciamopoi o
un nu-mero
positivo
minore di e e di ru.Allora,
se e(x2, y2)
sono duepunti
qualunque
diE,
distanti fra loro per menodi O, poichè
il cerchio di centro(xi, Y i)
e
raggio b appartiene
tutto(circonferenza compresa)
aD,
epoichè
nelcerchio indicato l’ oscillazione di una
qualsiasi f(x, y),
del nostroinsieme,
non su-pera E, e ne viene
L’ uguale continuità,
nell’ interno diD,
è cos dimostrata.9. -
Comportamento
sulla frontiera di D.Le funzioni
y),
del teorema del n.°precedente,
sono state considerate soltanto sul campoaperto
e limitato D.Qui vogliamo
esaminare se esse possono definirsi anche sulla frontiera F diD,
in modo da risultare continue pure su tale frontiera. Vedremo che la cosa è semprepossibile
se la frontiera soddisfa alla condizione[ C, a] (n.° 2),
e che non è invece semprepossibile
nel casocontrario.
a)
Una funzionet’(x, y),
assolutamente continua nelaperto
e limitatoD,
e taleche,
per una > o,
esista finitol’integrale
definirsi in tutti i
punti
della frontiera di D che soddisfano ad unacondizione
[Gr],
con e in modo che laf(x, y)
risulti continua anche in siffattipunti.
Sia
Po = (xo, Yo)
unpunto,
della frontiera F diD,
soddisfacente alla condi- zione[ CY],
per0 y a.
Dicoche,
al tendere delpunto P,
diD,
aPo,
il valorecorrispondente
dellaf(x, y)
tende ad un limitefinito ;
dico cioè che esiste un numero(finito)
L tale che la differenzaL-f(x, y) risulti,
inmodulo,
minore diun numero
positivo,
arbitrariamentefissato,
per tutti ipunti (x, y)
di D suffi-cientemente vicini a
Po .
Basterà
mostrare,
a tal uopo,che,
preso ad arbitrio une> 0,
l’oscillazione dellaf(x, y),
neipunti
di Dappartenenti
ad un intorno sufficientementepiccolo
di
Po,
risulta ~~.Consideriamo il
triangolo
mistilineoTo
relativo alla condizione[ Cy] (n.° 2)
eindichiamo con
Ti
il nuovotriangolo
mistilineo costituito dallaparte
diTo
cheappartiene
al cerchio di centroPo
eraggio
O1go.
Il lato pi, di taletriangolo, opposto
al verticePo,
è costituito da un arco del cerchio di centroPo
eraggio
01, ed halunghezza
data daSu tale arco, consideriamo
quello
dilunghezza metà,
avente in comune con(6) Possiamo sempre supporre po tale che e siano entrambi 203C0.
esso il
punto
medio. Indichiamopoi
conò>0
un numero taleche,
perogni punto P’
diD,
distante daPo
nonpiù di à,
si possa considerare iltriangolo
mistilineo
T,
di cui si è detto al2,
e chequi
indicheremo con T’. Diquesto triangolo
T’ consideriamo laparte T~ uguale
aTi, l’arco uguale
aPi,
e suppo-niamo b abbastanza
piccolo
in modo che la differenza fra il valore dellaf(x, y)
in un
punto qualunque
diro1
equello
nelpunto corrispondente
di risultisempre, in
modulo,
minore di4.
Proviamoche,
se pi è scelto convenientementepiccolo,
nellaparte
di Dappartenente
al cerchio di centroPo
eraggio
lazione della
f(x, y)
è e.Supponiamo,
se èpossibile,
il contrario. Allora sipotranno
trovare duepunti (x’, y’)
e(x", y"), appartenenti
aD,
e ambedue distanti daPo
di nonpiù
dib,
in modo che sia
f(x’, y’) -f(x", y")
> e. Indicata conf1i
laparte
diP,
in cui è sempree con
~82 quella
in cui è sempreuna almeno di
queste
dueparti
avrà misura non inferiore alla metà della mi-sura o
lunghezza
di Per fissare leidee,
siaConsiderato il
punto
P’+(x’, y’)
ed iltriangolo
T’corrispondente,
ed in essola
parte uguale
alla avremoe, in tutto
~1’,
saràIndicando con A un numero
positivo,
non inferioreall’ integrale (1),
avremo"’1
ed
anche, analogamente
aquanto
abbiamogià
fatto nel n.O8,
Passiamo ora, dalle coordinate cartesiane x e y, alle
polari
~o e co,prendendo
come
polo
ilpunto
P’ e come assepolare
ilraggio corrispondente
aquello
roindicato nel n.°
2; poi
facciamo la trasformaziones essendo un numero
maggiore
di1,
che determineremo fra poco. Otteniamoallora, quasi dappertutto,
ed
anche, poichè
èe
quindi,
per la(3),
Prendendo ,
questa disuguaglianza
si scrivedalla
quale,
per ladisuguaglianza
di segueperchè,
per la trasformazione(4),
il campoT1’
diventa nel sistemapolare (e.,
1 a-y
’
un settore circolare di
raggio p I 8 == e’+,
e diangolo
al centro Estendendol’integrazione rispetto
ad w* soltanto aquei
valori checorrispondono
aipunti
di
P,’,
valoriche,
per la(2),
hanno una misura e peri
quali
è/ponendo
cons- 1 + a
otteniamo
Di
qui
e dalla(5)
seguePertanto,
intendendoche
sia stato scelto in modo da verificare ladisugua- glianza
contraria diquella
orascritta,
~ k « .- I i - I J
la
(6)
risultaimpossibile
e ~ oscillazione dellaf(x, y),
nellaparte
di D contenutanel cerchio di centro
Po
eraggio b,
è effettivamente 03B5.Se ne conclude
perciò che,
al tendere di(x, y),
inD,
alpunto Po, f(x, y)
tendead un limite finito L. Ed
allora,
seponiamo,
perdefinizione, f(xo, yo) =L,
laf(x, y)
risulta continua anche in
(xo, Yo).
b)
Se ilpunto Po
della frontiera di D non soddisfacesse ad una condi- zione[Gr],
conquanto
afferma il teorema dimostrato ina)
non sussi-sterebbe in
generale. Consideriamo, infatti,
il campo D e la funzionef(x, y)
defi-niti nel
seguente
modo. PoniamoWn = 2-(n+2)(2+a)
e, assunti comepolo
e assepolare l’origine
O delpiano (x, y)
e il semiassepositivo
delleascisse,
sia D ilcampo chiuso costituito
dall’ origine
O e da tutti ipunti
delpiano (~, y)
le cuicoordinate
polari
9 e coverificano,
per almeno un n intero> 0,
ledisuguaglianze
Assumiamo come campo
aperto
e limitato Dquello
costituito da tutti ipunti
interni a D. Poniamo
poi,
inD,
con
È,
conciò, quasi dappertutto
inD,
e
perciò
E siccome è
risulta
Dunque,
per la funzionef(x, y) qui definita,
che è assolutamente continua inD, l’integrale
ora scritto esistefinito ; peraltro,
al tendere di(x, y),
inD,
a(0, 0), f(x, y)
non halimite, perchè,
neipunti
in cui è 9 =2-n,
èf(x, y)
=0,
ed inquelli
in cui è
o == 2-n + 2-(n+,),
èf(x, y) =1. È
facile vedereche,
nelpunto (0, 0),
nonè verificata nessuna condizione
[ CY],
con 0ya.
10. - Criteri per
l’uguale
continuità in tutto un campoaperto
e limitato.a) Sia i f(x, y) ~
un insieme di funzioni assolutamente continue in unostesso campo
aperto
e limitatoD,
ed esistano due n umerimaggiori
dizero a ed
A,
tali che tutte le funzioni dell’insieme soddisfino alla disu-guaglianza
l11
Si supponga, di
più,
che il campo D soddisfi alla condizione[ C, a].
Allorale funzioni
dell’insieme t f(x, y) §
sono tutteugualmente
continue in D.Osserviamo,
inprimo luogo, che,
in virtù del criterio del n.°8,
le funzionidel nostro insieme sono
ugualmente
continue nell’ interno diD ;
epertanto,
sceltoad arbitrio un in
corrispondenza
diogni punto
P di D si hanno infiniti cerchiCp,
di centroP,
taliche,
in tutta laparte
di D compresa in uno qua-lunque
diessi,
l’ oscillazione della funzionef(x, y)
siasempre
s.. Osserviamo
poi che,
perquanto
abbiamo dimostrato nel n.°precedente,
ognuna delle funzioni
f(x, y) può
essere definita anche su tutta la frontiera F diD,
in modo da risultare continua in tutto il campo chiuso D.Inoltre, poichè,
come si è
già detto,
lef(x, y)
sonougualmente
continue nell’ interno diD,
perogni punto Po
di F il numeroó,
indicato nella dimostrazione del n.°9, può
esserescelto in modo da servire per tutte le funzioni
dell’ insieme f(x, y) ~,
equindi
sipuò
asserire che esistono infiniti cerchiCpo,
di centroPo,
taliche,
in tutta laparte
di D compresa in unoqualunque
diessi; l’ oscillazione
di unaqualsiasi .delle
funzionif(x, y)
siasempre
e.Consideriamo i cerchi concentrici a
quelli Cp
eCP0
e diraggio metà,
e indi-chiamoli con
C’p
eC’P0.
Siccome l’insieme di tutti ipunti
di D èchiuso,
edogni punto
di D è interno ad infiniti cerchiC’p, C’po,
nella totalità diquesti
cerchi
possiamo sceglierne
un numerofinito,
che indicheremo conC1’,....,
in modo che
ogni punto
di D sia interno ad almeno uno diquesti
n cerchi.Sia 1~ il
più piccolo
deiraggi
diC~ ,...., Cn’.
Allorapossiamo
affermareche,
se
(xí 1 yl)
e(X2, Y2)
sono duequalsiasi punti
diD,
distanti fra loro per menodi
R,
ladisuguaglianza
risulta soddisfatta da tutte le funzioni
deIT insieme ~/’(~~.
Edinfatti,
ilpunto
(xí, y i)
è interno ad almeno uno dei cerchiC~,...., Cn’: sia,
peresempio,
internoa
C’m
e consideriamo il cerchioCnz
concentrico ad esso e diraggio doppio.
Questo C~
è uno dei cerchiCp
eCp,,,
ed in esso l’oscillazione di una qua-lunque f(x, y)
è ~ 8. Ma in è contenuto anche(X2, Y2), perchè
la distanzafra
(X2, Y2)
eYi)
èR,
eperciò
la(2)
risulta verificata. Siccome 8 è arbi-trario,
si ha con ciòl’ uguale
continuità di tutte lef(x, y) dei {f(x, y)},
in D.b) Sia f(x, y) ~
un insieme di funzioni assolutamente continue in uno stesso campoaperto
e limitatoD,
ed esistano duenumeri, maggiori
dizero, a e
A,
tali che tutte le funzioni dell’ insieme soddisfino alla disu-guaglianza
Si supponga, di
più,
che lef(x, y)
siano definite anche sulla frontiera F diD, in
modo da risultare continue in tuttoD,
e che talifunzioni,
seconsiderate soltanto su
F,
vi risuttinougualmente
continue. Allora lefunzioni di f(x, y) ~
sonougualmente
continue in tutto D. 1 Proviamoche,
preso une> 0,
adarbitrio,
ed unpunto Po
diF,
èpossibile
determinare
un ó>0
in modoche,
in tutta laparte
di D contenuta nel cerchio di centroPo
eraggio ó,
~ oscillazione diogni
funzionedi ~ y) ~ ]
risulti ~ 8.A tale scopo,
osserviamo,
innanzitutto, che,
con lo stessoragionamento
usatonel n.O
8,
si stabilisce senza difficoltà lapossibilità
di determinare un numeror > 0,
in modo
che,
in nessun campoaperto
e limitato D’ tuttoappartenente
a D e tuttocontenuto in un cerchio di
raggio
r, possa esistere unpunto
nelquale
il valoredi una funzione
di ~ f(x, y) ~
differisca da tuttiquelli
assunti dalla stessa funzione sulla frontiera di D’ per unaquantità
inmodulo > 03B5 : 8;
ed in modoanche,
se- D’ è costituito da tutti i
punti
interni ad unrettangolo R,
ed è sempre conte- nuto in D e in un cerchio diraggio r,
che non possa esistere in D’ nessunpunto
nelquale
il valore di una funzionedi ~ § differisca,
per una quan- tità in modulo > 03B5 :8,
daquelli
assunti dalla stessa funzione su almeno due laticonsecutivi di R.
Ciò premesso,
supponiamo,
se èpossibile,
che inogni
cerchio delpiano (x, y)
di centro
Po (x,,, yo),
si trovi sempre unpunto
in cui una almeno delle fun- zionif(x, y) ~
verifichi ladisuguaglianza
Scegliamo
due numerilo
e1,
tali chelo
r : 2 etali, inoltre, che,
in tuttiAnnali della Scuola Nor1n. Sup. - Pisa. 8