A NNALI DELLA
S CUOLA N ORMALE S UPERIORE DI P ISA Classe di Scienze
L EONIDA T ONELLI
Sull’esistenza del minimo in problemi di calcolo delle variazioni
Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Scienze 2
esérie, tome 1, n
o1-2 (1932), p. 89-99
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IN PROBLEMI DI CALCOLO DELLE VARIAZIONI
di LEONIDA TONELLI
(Pisa).
Nella
sua
MemoriaÜber
die Existenz der absoluten Minima beireguldren Variationsproblemen
auf derKugel (1),
C. CARATHÉODORY ha dato unimpor-
tante teorema di esistenza del minimo
assoluto,
perproblemi regolari
del Calcolo delleVariazioni,
ilquale
è fondato sulla considerazione del limite inferioreE(P, Q)
dei valori che
l’integrale
inquestione
assume su tutte le ammissibili curve, rettificabili echiuse,
che passano per duepunti qualsiasi P
eQ
del campo baseA,
in cui si suppongono muoversi le curve ammesse. Come osserva lo stessoCARATHÉODORY,
il metodo di dimostrazione da Luiseguito
consente di estendere il teorema anche aproblemi
nonregolari, purchè,
per ciascunpunto
Pdel campo
A,
si possa costruire un campo di estremali forti(o semiforti),
continue o
discontinue,
uscenti da P e circondantiquesto punto completamente.
Seguendo
una via diversa daquella
delCARATHÉODORY,
sipuò però
dimostrare(il
che faremo nellapresente Nota)
la validità del teorema per tutti iproblemi quasi-regolari (positivi) seminormali, indipendentemente
daogni
considera-zione relativa alle
estremali,
equindi indipendentemente
dallapossibilità
dellacostruzione del campo di estremali cui abbiamo
accennato ;
nello stessotempo,
il teorema
può
venire stabilito sotto condizioni estremamentegenerali,
sia inriguardo
al campoA,
sia inriguardo
alla classe delle curverispetto
a cui ilproblema
di minimo vienposto.
La
generalizzazione,
che cos siottiene,
del risultato delCARATHÉODORY,
inducea metterlo a confronto con un altro notevole teorema d’ esistenza - dato alcuni anni or sono da H. HAHN
(2)
perproblemi
semidefinitipositivi, quasi-regolari
seminormali - il
quale
è fondato sulla limitazionesuperiore
dellelunghezze
delle curve,
appartenenti
al campoA,
che annullanol’ integrale
da render minimo.Noi
generalizzeremo qui
anche il teorema diHAHN,
in modo dasopprimere completamente
la condizione che ilproblema
siasemidefinito ;
edopo
diciò,
le~
(1) V. questo stesso fascicolo, pp. 79-88.
(2)
Über ein Existenztheorem der Variationsrechnung. [Sitzungsber. d. Akad. d. Wiss.Wien, Mathem.-naturw. Kl. Abt. II-a, Bd. 134 (1925), pp. 437-447].
proposizioni
di HAHN e diCARATHÉODORY,
cos come noi le enunceremo, risul- teranno(ammessa
una certa condizione - del restogeneralissima
- sullafrontiera del campo
A)
fra loroequivalenti.
Considereremo, infine, gli integrali incompletamente regolari positivi,
per iquali,
comemostreremo,
i due teoremi di HAHN e di CARATHÉODORY conser- vano ancora la loroequivalenza.
1. -
Supporremo
sempre, in ciò che segue, che A sia un cam p o(insieme
di
punti)
limitato e chiuso delpiano (x, y),
e che laF(x,
y,x’, y’)
sia unafunzione finita e continua del
punto (x, y, x’, y’),
perogni (x, y) appartenente
ad A e per
ogni coppia x’, y’
di numeri non ambedue nulli.Supporremo, inoltre, che,
per i medesimipunti (x,
y,x’, y’),
esistano finite e continue le derivateparziali
deiprimi
due ordini(3)
dellaF(x,
y,x’, y’) rispetto
ad x’ ey’,
e chela stessa funzione
risulti,
semprerispetto
ad x’ ey’, positivamente
omogenea digrado
uno, tale cioè da soddisfare sempre alla relazioneper
ogni
2. - Diremo che il
campo A
soddisfa alla condizionea),
se,presi
unqualsiasi
numero
À, maggiore
di zero, ed unqualunque punto
P diA,
sipuò
sempre determinare un cerchio di centroP,
in modo cheogni
suopunto appartenente
ad A sia
congiungibile
con P mediante una curvacontinua, rettificabile,
tuttaappartenente ad A,
e dilunghezza
minore di ~.3. - Per
ogni
curva C ordinaria - e cioècontinua,
rettificabile ed appar- tenente al campo A - considereremol’integrale
dove s
rappresenta
lalunghezza
dell’ arco dellaC,
contata apartire
dalprimo
estremo della curva, o da un suo
punto qualunque
se essa èchiusa ;
e se Pe
Q
sono duepunti qualsiasi
diA,
taliperò
che esista almeno una curva ordi-naria che li
congiunga,
indicheremo cone(P, Q)
il limite inferiore dei valori di9a
relativi a tutte le curve ordinarie e chiuse che passano per ambedue ipunti P
eQ.
4. - Ciò premesso, e conservando la
terminologia
dei nostri Fondamenti di Calcolo delle Variazioni(4),
dimostriamo ilseguente
teorema :~
(3)
La considerazione delle derivate parziali del 2o ordine potrebbe essere completa-mente omessa.
(4) Bologna, Zanichelli; Vol. I, 1921; Vol. II, 1923.
Supponiamo
che il campo A soddisfi alla condizionea),
che l’inte-grale JC
siaquasi-regolare positivo
seminormale(5),
e che si abbia sem-pre
E(P, Q)
>0, qualunque
siano ipunti
P eQ
diA, purchè
non coincidentie tali che si possano fra loro
congiungere
con almeno una curva ordi-naria.
Allora,
fissato comunque un numeroM,
lelunghezze
delle curveordinarie
C,
che soddisfano alladisuguaglianza
restano tutte infe- riori ad un numero fisso.Ammettiamo che il teorema non sia vero, vale a
dire,
ammettiamo che si possa costruire una successioneCi, C2,...., Cn,....
di curveordinarie,
soddisfa-centi,
perogni
n interopositivo,
alle duedisuguaglianze
dove
Ln rappresenta
lalunghezza
della curvaCn.
Senza limitazionealcuna, possiamo
senz’ altro supporre che i secondi estremi delleCn
converganotutti,
per n -+ 00, ad un unico
punto
T(6).
Fissato un
numero 1,
tale che0/~1,
indichiamo con 1’ arco dellaCn,
di
lunghezza 1,
che ha ilprimo
estremo coincidente colprimo
estremo dellacurva. Gli archi
a11~, c~....~ c~,.... (essendo
contenuti in un campo limitato ed avendo tuttilunghezza
inferiore da un numerofisso)
ammettono almeno un arcodi accumulazione
(od
arcolimite),
e dalla successioneC2, C3,...., Cn,.... possiamo perciò
estrarne un’ altraCi,i, C2,1,...., Cn, ~,....
in modo che lacorrispondente
successione
a(1) az~~l,...., anl~~,....
converga uniformemente verso un arco limite Lalunghezza
di risulterà L.Indicato con
a(2)
i l’arco della curva dilunghezza 1
e che segue imme- diatamenteanalogamente
aquanto
abbiamo fatto or orapotremo,
dallasuccessione
C3,
i ,...., 1~~, i,....
estrarne un’ altraCi,
2,C2, 2,...., Cn,
2,.... in modoche la successione
corrispondente ai:)2’ a2~~2,....,
1a~n~2,....
converga uniformementeverso un arco limite a(2). La
lunghezza
12) di a (2) risulteràl,
ed ilprimo
estremo di a(2) coinciderà col secondo estremo di
a(’); inoltre,
anche la succes-sione
a (1) a2~~~,...., an~~2,.... convergerà
uniformemente versoCos
proseguendo, otterremo,
perogni
interopositivo
m, una successione dicurve ordinarie
Ci,1n, C2,m,...., C7c,7n,....
tali che siae che i successivi archi di di
lunghezza 1 : a(2)~~~@ ....
@ conver-gano
uniformemente,
per verso irispettivi
archi limitia(1)@ a~2>,....,
@ iquali
risulteranno tutti dilunghezza l.
Ciascuno diquesti
archi limiti avrà il(5) Fondamenti di Calcolo delle Variazioni, Vol. I, p. 224.
(6) Qualora la Cn fosse chiusa, immagineremo di fissare su di essa un punto da riguar-
dare contemporaneamente come primo e secondo estremo.
primo
estremo coincidente col secondo estremo delprecedente ;
e noipotremo
indicare con
P.
e i due estremi(primo
esecondo, rispettivamente)
diI
punti Pi, P2, P3,....
ammettono almeno unpunto
di accumulazione. Dimo- streremo ora che di talipunti
di accumulazione non nepuò
esistere che uno solo.Siano, infatti,
P* e P** duepunti (distinti)
di accumulazione deipunti Pm,
e si indichi con ~O un numero
positivo,
minore della metà delsegmento P*P**,
e tale che
ogni punto
del campoA, appartenente
al cerchio(P*, e) (di
centro P*e
raggio e),
oppure al cerchio(P**, e),
si possacongiungere
conP*,
oppurerispettivamente
conP**,
mediante una curva ordinaria dilunghezza
minoredi
e(P*, P**) :
dove 03A6rappresenta
il massimo modulo dellaF(x,
y,x’, y’)
per tutti i
punti (x, y)
di A e per tutte lecoppie x’, y’
soddisfacenti alla ugua-glianza x’2 + y’2=1.
Ciò èpossibile
in virtùdell’ ipotesi
che il campo A verifichi la condizionea).
Chiamata la curva avente per archi successivi
a~l~, a (2) a~’~~,
siano :P’ il
primo
deipunti Pi, P2, P3,....
che cade nel cerchio(P*, O) ;
P" ilprimo
di tali
punti,
successivo aP’,
che cade in(P**, ~O) ;
P"’ ilprimo degli
stessipunti,
successivo aP",
che cade in(P*, ~O);
e cos via.Ognuno degli
archiP’P"’, l~~P(v),....
dirm,
sipuò completare
in modo da formare una curva ordinaria chiusapassante
per P* eP**,
e in modo anche da variare alpiù
il valoredell’ integrale
e~ di unaquantità
in modulo minore diE(P*, P**) :
2. Gli inte-grali c7,577 v),....
risultanoperciò
tuttimaggiori
die, preso un numero H
positivo
arbitrariamentegrande,
sipotrà scegliere
m inmodo che sia
Sottoponiamo e
alla ulteriore condizione di esser tale cheogni punto
delcampo A
appartenente
al cerchio(T, e)
possacongiungersi
con T mediante unacurva ordinaria di
lunghezza E (P*, P**) : 8«),
e fissiamo una curva ordi- naria C che abbia ilprimo
estremo interno al cerchio(T, ~O)
ed il secondointerno a
(P*, ~O) (7). Allora, ogni
curva ordinariaC’,
avente ilprimo
estremonel cerchio
(P*, e)
ed il secondo inquello (T, ~O), può
esserecompletata,
mediantela C ed altre
quattro
curve, tutte dilunghezza 8(P*, P**) : 8~,
in modo daformare una curva chiusa
passante
per P* eT;
la C’ soddisfaperciò
alladisuguaglianza
(7)
Di tali curve ne esistono sicuramente, perchè, per n sufficientemente grande, haalmeno un arco con gli estremi interni ai cerchi (P*, (T, e).
Dopo
di ciòabbiamo,
per la semicontinuità inferioredell’ integrale c~C (semi-
continuità assicurata
dall’ ipotesi
chel’ integrale
siaquasi-regolare positivo,
semi-normale
(8))
e per la(2), che,
se n è sufficientementegrande,
laparte
dicostituita
dagli
archian,,,2 an2,....,
dàall’integrale J
un valoremaggiore
di H :
2,
mentre laparte
rimanentesoddisfa,
come laC’,
alla(3). Dunque,
per n sufficientemente
grande,
èSiccome H è un numero
positivo
chepossiamo
supporregrande
apiacere,
perotteniamo
contrariamente alla
prima
delle(1).
È
cosprovato che,
per m--oo,Pm
tende ad unpunto
determinato P*.Stabilito
questo,
osserviamoche,
essendol’ integrale quasi-regolare positivo seminormale,
èpossibile (9)
di determinare un numeror > 0
in modoche,
perogni punto
P del campo A esistano due altrinumeri
e q(generalmente
variabili con
P)
tali da rendere soddisfatta ladisuguaglianza
per tutti i
punti (x, y)
di Aappartenenti
al cerchio(P, r)
e per tutte lecoppie x’, y’
verificantil’uguaglianza x’2+y’2=1.
Indicheremo con eq*
inumeri p e q relativi al
punto
P*.Supponiamo
che il numero 1 consideratopiù
sopra, sia minore della metà di r, esupponiamo
pureche,
per tuttigli
mmaggiori
di un certom, P m
ap-partenga
al cerchio(P*, r’),
conr’3r.
Fissato unqualunque m > m,
indichiamoc, L t d. íY t d li h. (i) (2) (m) . C"
con la
parte composta degli
archial, 1 an’nm ;
conII t d. (m+i) (M) c,,, L t. t I . t,
quella composta
dia(m+1)n,m,....,
1 e con laparte
rimanente. In virtù della semicontinuità inferiore di perogni
nmaggiore
di un certon’,
èInoltre,
se n’ è sufficientementegrande,
pern > n’,
tuttigli
archiappartengono
al cerchio(P*, r),
edetto ~ > 0
il minimo della differenza(8) loc. cit. in
(~),
p. 269.(9)
loc. cit. in(5),
p. 239.per tutti i
punti (x, y)
di Aappartenenti
al cerchio ora indicato e per si hae
quindi
Infine,
se r è stato scelto sufficientementepiccolo,
e se n’ è sufficientementegrande,
pern > n’
siha, analogamente
alla(3),
Dunque,
perogni n > n’,
èSupponendo qui
di aver scelto m in modo chel’espressione
del secondo membro diquesta disuguaglianza
risultimaggiore
diM, otteniamo,
perogni n > n’,
in contrasto con la
prima
delle(1). Questa
contraddizione prova il teorema enunciato.5. - Da
quanto
abbiamo dimostrato nel numeroprecedente,
si deducesubito,
nel solito modo
(10),
laseguente generalizzazione
del teorema di CARATHÉODORY.Se il ca1npo A soddisfa alla condizione
a)
el’integrale da
èquasi- regolare positivo, se1ninormale,.
se,inoltre,
è sempree(P, Q) > 0 qualunque
siano i
punti
P eQ
diA, purchè
non coincidenti e tali che si possanocongiungere
fra loro con almeno una curvaordinaria;
inogni
classecompleta (11)
di curve ordinarie esiste il minimo(assoluto)
dida.
6. - Passiamo ora a
generalizzare
il teorema diHAHN,
alquale
abbiamoaccennato nell’ introduzione. A tal
fine,
dimostriamo laseguente proposizione : Supponiamo
chel’integrale 90
siaquasi-regolare positivo
seminormalee che le curve ordinarie C’ che soddisfano alla
disuguaglianza
abbianotutte
lunghezza
inferiore ad un numero fisso A.Allora,,
scelto comunque1-tn numero
M,
hannolunghezza
inferiore ad un numero fisso anche tutte le curve ordinarie C che soddisfano alladisuguaglianza (12).
(iO) Fondamenti di Calcolo delle Variazioni, Vol. II, Cap. l’
loc. cit. in
(10),
p. 3.(i2)
Questa proposizione fu data da HAHN [loc. cit. in(2)]
con l’ ipotesi supplementareche 1’ integrale sia anche semidefinito.
La
proposizione
è da dimostrarsi soltanto nel caso diM>0. Supponiamo dunque che,
per unM> o,
il teorema non sia vero. Sarà allorapossibile
di co-struire una successione
Cs, C2,...., Cn,....
di curve ordinarie soddisfacenti alledisuguaglianze
Ln
indicando ancora lalunghezza
della curvaCn.
Edinfatti,
in casocontrario,
dovrebbe esistere un intero
positivo
no tale cheogni
curva ordinariaC,
soddi-sfacente alla
disuguaglianza
no, avesselunghezza
no; e siccomeogni
curva ordinaria
C,
soddisfacente allapuò
sempredecomporsi
in unnumero finito n’ di archi su ciascuno dei
quali
il valore di J risulti --.AII: no,e in modo che sia
n’ no,
ne verrebbe che lalunghezza
della Csarebbe n02,
vale a
dire,
inferiore ad un numerofisso,
contrariamente aquanto
abbiamosupposto.
Fissato un
numero 1,
tale che01--1,
mediante ilprocedimento
indicatonel n.° 4
possiamo ottenere,
perogni
interopositivo
m, una successione di curveordinarie
C2, m,...., C?2~ m,....
in modo che sia sempree che i successivi archi di di
lunghezza a;i~""....,
converganouniformemente,
per airispettivi
archi limiti03B1(1), 03B1(2),....,
03B1(m)(tutti
di lun-ognuno dei
quali
avrà ilprimo
estremo coincidente col secondo estremo delprecedente.
Indichiamo ancora con la curva avente per archi successivia~1>, a(2)@...., a~’~>;
chiamiamopoi
laparte
dellacomposta degli
archia;i~"2, c~r’"~ a~2’2~~,
eC" n,m
laparte
rimanente.Mostriamo che
è,
perogni
m,Infatti,
sefosse,
per un certo dalla semicontinuità inferiore di9e (assicurata
dal fatto chel’ integrale
èquasi-regolare positivo seminormale)
risul-terebbe,
perogni n maggiore
di un certon,
e
quindi,
essendoe,
per n
sufficientementegrande,
Ma,
per essere dalla seconda delle(4) seguirebbe
e si avrebbero cos delle curve
ordinarie,
rendentil’integrale J negativo,
e dilunghezza
arbitrariamentegrande,
contro una delleipotesi
del nostro teorema.La
(5)
èdunque provata.
La
lunghezza
di~’~
è allora sempre11,
ed il secondo estremodi
r~
tende necessariamente ad un limite P*.Come
già
abbiamo osservato nel n.°4, possiamo
determinare tre numerir > 0,
~~
eq*,
in modo da rendere soddisfatta ladisuguaglianza
in tutti i
punti (x, y)
di Aappartenenti
al cerchio(P*, r)
e perX’2 + y’2 ~ l.
Rappresenteremo
ancora con q il minimo( > 0)
delprimo
membro delladisugua- glianza
scritta per tuttigli (x, y)
e(x’, y’)
indicati.Essendo
A, possiamo
determinare un m taleche,
perogni m > m,
1’ arco di
1~~
risulti dilunghezza
minore di un numeropositivo
arbi-trariamente
prefissato,
e siaquindi
tutto contenuto nel cerchio 3 Perm > m,
indichiamo con
C’ n,m
laparte
diC’n,m composta dagli
archie con
C"n,m
laparte
rimanente.Supposto m > m
e scelto un e sufficien-temente
grande,
dalla semicontinuità inferiore diabbiamo,
perogni n > n,
abbiamo
inoltre,
sempre per che è tutta contenuta nel cerchio(P*, r)
e che valepertanto
ladisuguaglianza
ossia
Infine,
in virtù della(6),
abbiamoonde,
per una delleipo-
tesi del nostro
teorema,
Otteniamo cos
che,
fissato unm > m,
perogni n maggiore
di uncerto n,
èe
supponendo
di aver fissato m in modo chel’ espressione
del secondo membro diquesta disuguaglianza risulti >M,
ne vienecontro la
prima
delle(4).
Con ciò il teorema enunciato èprovato completamente.
7. - La
proposizione
or ora stabilita conduce subito(anche qui
nel solitomodo)
allaseguente generalizzazione
del teorema di HAHN :Se
l’integrale
èquasi-regolare positivo
seminormale e se le curveordinarie C’ che verificano la
disuguaglianza
hanno tuttelunghezza
inferiore ad un numero
fisso,
inogni
classecompleta
di curve ordinarieesiste il minimo
(assoluto)
di~o.
8. - Ciò che abbiamo
provato
nel n.O 4 mostrache, supposte
soddisfatte leipotesi
del teorema del n.o5,
risultano soddisfatte anchequelle
delteorema del n.,9 7.
Viceversa,
ammesso che il campo A verifichi la condizionea),
esoddisfatte le
ipotesi
del teorema del n.O7,
risultano soddisfatte anchequelle
del teorema del n.O 5.Infatti,
se, per unacoppia
dipunti
distintidi
A,
P eQ,
fossee(P,
esisterebbe una successioneCi, C2,....,
di curve ordinarie
chiuse,
tuttepassanti
per ambedue ipunti
P eQ,
e taliche -
e(P, Q) -:-t~-- 0.
Perogni
nmaggiore
di un certon,
si avrebbe allorae, per la
proposizione
del n.°6,
lelunghezze
delleCn
risulterebbero tutte infe- riori ad un numero fisso. LeCn ammetterebbero, pertanto,
almeno una curva C*di
accumulazione,
chiusa epassante
per P eQ,
come tutte le In virtù della semicontinuità inferiore di9,9
e della8(P, Q) 0,
ne verrebbeQ)0,
e
quindi,
chiamando la curvacomposta
di m archi tuttiuguali
allaC*,
con
C*m
curva dilunghezza grande
apiacere
con m, contro una delleipotesi
del teorema del n.° 7.È perciò
sempre8(P, Q) > 0
e la nostra afferma- zione èprovata.
9. -
Veniamo, infine,
adoccuparci degli integrali incompletamente regolari positivi (13). Seguendo
unmetodo,
da noigià
introdotto nei nostri « Fonda- menti.... », il caso diquesti integrali
sipuò
trattare utilizzando i risultati sta- biliti nei numeriprecedenti
pergli integrali quasi-regolari positivi
seminormali.A tal
fine,
occorre servirsi di unintegrale
ausiliaredefinito alla pag. 193 del Vol. II dei «
Fondamenti.... », integrale
che èquasi- regolare positivo seminormale,
conG(x,
y,x’, y’) F(x,
y,x’, y’).
Perquesto ge (supponendo da incompletamente regolare positivo)
vale ilseguente
lemma :--- --
(13)
loc. cit. in (1°), p. 192. Per simili integrali si ha la possibilità di costruire, intornoa ciascun punto interno al campo A, quel campo di estremali a cui abbiamo accennato nell’ introduzione; 1’ estensione ad essi del teorema del CARATHÉODORY è quindi contenuta
nel lavoro citato in (1) dello stesso CARATHÉODORY.
Annali della Scuola Norm. Sup. - Pisa. 7
Se C è una curva ordinaria tutta
composta
dipunti
interni al campoA,
preso un
r~ > 0,
adarbitrio,
sipuò
sempre costruire un’ altra curva ordi-naria
C’,
aventegli
stessi estremi dellaC,
contenuta inA, appartenente
ordinatamente all’ intorno
(,q)
dellaC,
dilunghezza ~’ > L-n,
e tale che siaLa dimostrazione di
questo
lemma si ottiene suddividendo la C in 1t archi(7’==1, 2,...., n -1),
tutti della stessalunghezza,
e nel sostituire adogni
arcojPrjPr+i
la curva
minimante F
fra tutte le curve ordinarie che hanno ilprimo
estremoin
Pr
ed il secondo in e chegiacciono
interamente nel cerchio(Pr, li’),
con
r~’ r~ :
2. Perq’
sufficientementepiccolo
ed n sufficientementegrande, questo
cerchio risulta
composto
tutto dipunti
delcampo A,
la curva minimante indicata esiste ed èunica,
e su di essagli integrali 9 e ~
assumono lo stesso valore(14).
La nuova curva
C’,
che cos si viene acostruire, soddisfa,
se n è sufficiente- mentegrande,
alle condizioni indicate nel lemma.10. - In
quello
che segue indicheremo conAo
un campochiuso,
tutto costi- tuito dipunti
interni ad A e tale che siapossibile
di determinare un numeropositivo b
in modo che tutte le estremaloidisemplici (i5)
relative alla fun- zioneF(x,
y,x’, y’),
checongiungono
duepunti qualsiasi
P eQ
diAo
e chegiacciono
nel cerchio(P, b), appartengano
interamente al campoAo.
Indicheremopoi
conQ)
il numeroanalogo
ae(P, Q),
ma relativo soltanto alle curveordinarie che
giacciono
interamente inA o .
11. - Con
queste
premesse, abbiamo:Se
9e è
unintegrale incompletamente regolare positivo,
e se è sem-pre
co(P, Q)>0) qualunque
siano ipunti
distinti P eQ
del campoAo, purchè
fra lorocongiungibili
mediante una curva ordinaria tutta appar-tenente ad
Ao :
a)
fissato comunque un numero lelunghezze
delle curve ordinarie C diAo,
che soddisfano alla90
restano tutte inferiori ad un numerofisso ; b)
nella classe K di tutte le curve ordinarie diAo
che uniscono duepunti
dati P eQ,
esiste il minimo(assoluto)
di9cr.
Indichiamo, infatti,
coneo*(P, Q) l’ analogo
dieo(P, Q),
relativamente all’ inte-grale F. È
immediatamenteQ) Q),
e per il lemma del n.°9, co *(P, Q) =co(P, Q). Pertanto,
dallaco(P, Q) > 0
segueco *(P, Q) > 0 ;
e siccomeè
90 :-z--
il teorema del n.O4, applicato a 9
ed al campoAo,
dà laproprietà a).
Per la e per il lemma del n.°
9,
nella classe K i limiti inferiori (14) Ciò risulta da quanto è detto nel n.o 62 dei «Fondamenti.... », Vol. II.(1s) « Fondamenti.... », Vol. II, p. 189.
di ~)
e di~r coincidono;
e siccome dal teorema del n.° 5 segue l’esistenza di almeno una curvaCo
minimanteper F
inK,
ed ancora per il lemma del n.° 9 esiste una curvaCo’
tale che viene 1’ esistenza del minimo(assoluto)
di in K.12. - Abbiamo pure :
Se
90 è
unintegrale incompletamente regolare positivo
e se le curveordinarie
C’,
diAo,
che soddisfano alla hanno tuttelunghezza
infe-riore ad un numero fisso A :
a)
scelto comunque un numero hannolunghezza
inferiore ad un numero fisso anche tutte le curve ordinarie diAo
che verificano lab)
nella classe K di tutte le curve ordinarie diAo
che unisconodue
punti
dati P eQ,
esiste il minimo(assoluto)
dida (i6).
Dalle
ipotesi
orafatte,
segue, per il lemma del n.° 9 e per le condizioniposte,
nel n.°10,
relativamente al campoAo, che,
se C è una curva ordinariadi
Ao
soddisfacente alla esiste una curva ordinaria C’ diAo
tale checon
L’ > L -1.
E siccome èL’ A,
risultaL A ~-1.
Il teo-rema del n.°
6, applicato a 8
ed al campoA o,
dàperciò
laproprietà a).
La
proprietà b)
si stabilisce come nel n.° 11.Osservazione. Il teorema
qui
dimostrato equello
del n.O 11 nonvalgono
per una
qualunque
classe I~completa
di curve ordinarie diAo.
Cos puregli
stessi teoremi possono cadere in difetto se il campo
Ao
non soddisfa alle condi-zioni indicate nel n.° 10.
13. -
Analogamente
aquanto
abbiamo detto nel n.°8,
verificatele
ipotesi
del teorema del n.°11,
risultano soddisfatte anchequelle
delteorema del n. o
12,
e viceversa.Ragionando
come nel n.O8,
ed essendocon
Q) 0,
per la semicontinuità inferiore di9,
si avrebbe 0.Per il lemma del n.°
9,
esisterebbedunque
una curvaC’, ordinaria,
diAo,
chiusa e
passante
per P eQ,
e tale che~==§~~3~~~
il che èimpossibile
per la
ragione già
detta nel n.° 8.14. - Osservazione. Procedendo col metodo costantemente
seguito
nei nostri« Fondamenti.... », tutti i
ragionamenti
delpresente
lavoro si rendonoindipen-
denti dal
postulato
di ZERMELO.(16) Proposizioni analoghe a quelle dei n.i 11 e 12 valgono anche per il problema con
uno o con ambedue gli estremi mobili.