R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
U GO M ORIN
Contributi alla geometria degli S
kdi S
nRendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 3 (1932), p. 82-94
<http://www.numdam.org/item?id=RSMUP_1932__3__82_0>
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di UGO MORIN a Padova
Nel
presente
lavoro espongo alcuneproprietà
dei sistemilineari di immersi in un
S,,
che ho avuto occasione d’inda- gare edapprofondire,
nel corso d’ una ricerca non ancoraperfetta.
L’occasione stessa mi ha condotto a
completare
inqualche punto
talune considerazioni contenute inun’ importante
Memoriadel ROSENBLATT
(cfr.
nota(5))
che alla loro volta songeneraliz-
zazioni ai sistemi di
St
diproprietà segnalate
dal ComEssàTTi(nota (3»
per i sistemi di rette.Dei risultati ai
quali
pervengo,segnalo
comepiù
notevoliquelli
del n.°8,
e la classificazione dei sistemi lineari di di sovrabbondanza massima e dimensione uno, data al n.° 14.1. - Le coordinate
grassmanniane
di unospazio
lineare8,
immerso in U~~O
spazio
lineare cioè i determinanti di ordine massimo estratti dalla matrice delle coordinate omogenee di~
+
1punti (indipendenti)
diS,,
saranno indicate con
o
più
brevemente conXi .
Le~= interpretate
come coordinate dipunto
di unospazio
lineareSN,
variano sullavarietà
grassmanniàna V,,,
detta di indici(n, k),
di dimensioneLa
T~~ appartiene alI’ Sn,
è razionale ed è il modellominimo, proiettivamente individuato,
delle varietà normali che rappresen- tano biunivocamente senza eccezionigli ~S’~,
di8,, (1)
2. - Un sistema
algebrico
oot diS~, dell’ 8ft
èrappresentato
entro da una varietà
algebrica
a t dimensioni e viceversa.Se t = d - 1 il
sistema
si dirà uncomplesso cclgebrico
di~5,~ ,
e laV,,_, corrispondente potrà ottenersi,
in base a un teo-rema fondamentale di S~~ ~:RI
(2),
come interseziònecompleta
di1’,,
con unaipersuperficie
Sequesta
è uniperpiano
diequazione
il
eomplesso
si dice lineare.Analogan1ente
un sistemaalgebrico
diS1t
sarà dettolineare,
se la sua
imagine TTt
è intersezionecompleta
della con unospazio
lineareS~_,, .
Se lo
spazio
secante ègenerico,
laVt
ha la dimensionet = d - ja ed
appartiene purchè t> -1.
Ma perspazi particolari potrà
darsi che la dimensione abbia un valoresuperiore
oppure che
TTt appartenga
ad unospazio
di dimensione minore di N h. La seconda eventualità si riduce allaprima
sostituendo allospazio
secante 1’ effetti vospazio d’appartenenza della "F,.
Supponendo
che sia 1’ effettivospazio d’appartenenza
(1)
SEVERI F. Sulla -varietà clie rappresenta gli subordinati di data dimensione, immersi in uno spaxio lineare. [Annali di Matematica.Ser. III. t. XXIV (1915)].
(2) SEVERI F. loco cit. (1).
della J7"~,
se nella(4)
è diremo che i 1 sistema lineare è sozt~°abbo~2day~te e che a neesprime
la sovrabbondanza(3).
3. - La condizione
perché
duespazi duali,
ed~S,y_~._~ ,
di coordinate
grassmanniane
edY,
siano incidentiè,
come sivede
facilmente,
la sommatoria essendo estesa a tutte le
permutazioni pari
1.0 1~1 ·.. ~’,~degli
indici0, l, ..,
n.Più in
generale, perché un Sit
edun S’h
di coordinateX;
ed
Yj
sitaglino
secondo deve essere soddisfatto il sistema delleequazioni
bilineari-
ove 1
degli
indici0, l, ... n
sono tenutifissi,
cioè a ...f,
e, presauna combinazione di k
+ h - 21 + 2 degli
indicirimanenti,
lasommatoria 1 si estenda a tutte le
permutazioni
di detta combi-nazione,
co indicandone lerispettive
classi : ed il sistema essendo formato dalle diverseequazioni
che conquesto procedimento
sicostruiscono
(4).
In
particotare,
la condizioneperchè due S,
sitaglino
in unè data dalle
i~
Se nelle
(6)
identifichiamo con 1’stesso,
otteniamo delleequazioni quadratiche
cui soddisfano leXf : equazioni
chenello
spazio 8,, rappresentano
dellequadriche.
LaYd
sipresenta,
(3) Questo concetto è stato posto da A. COMESSATTI nella Nota Osserva- xioni di geometria della retta in un ~Sn [Atti del Reale Istítuto Veneto LXXX
(1920-21)
Parte seconda).C. Mehrdimensionale Raume. [Encyklop~die der Math. Wiss.
(III, C.
7)]
pag. 793.come noto,
quale
intersezionecompleta
oellequadriche
dedottesoltanto dalle
(7),
diequazioni
di modo che
N + 1
numeri arbitrariXi ,
non tuttinulli,
sod-disfac·enti alle
equazioni (8)
possono considerarsi come le coor-dinate
grassmanniane
di undeterminato Sk del!’ S,¿ .
4. -
Interpretando
nelle(5)
leY,
come costanti e leX;
come
variabili,
otteniamol’equazione
di uncomplesso
linearecostituito da tutti
gli S""
incidenti un fisso. Esso si dicecorraplesso speciale,
e ~ chiameremo il r~2ccleo delcomplesso.
Facendo
l’ipotesi analoga
nelle(6),
vediamo che l’ insiemedegli S,,
incidenti fisso inS, (h
+ h - 1C n)
forma unsistema lineare di dimensione
intersezione
completa
di~T,
con lospazio
base del sistemad’ iperpiani (6).
"
Supponiamo,
ciò che non lede lageneraliià,
che fissosia lo
spazio
fondamentaleOo , 01, ... Oh
dellapiramide
fonda-mentale di vertici
Oo , O1, ...
Le coordinategrassmanniane
di
questo spazio
sono = 1 e tutte le altre nulle. Le equa- zionidivengono quindi
dove a...
f
è una combinaziono di 1degli
indici0, l, ...
h ed~’u . - . r,~_r una delle combinazioni di
k - 1 + 1 degli
indici rima- nentih -~-- l, ... n..A queste equazioni
si possonoag,giungere quelle
cheesprimono
1’ incidenzaall’8,
secondospazi
di dimen-sione minore di l.
Quindi
si avràcomplessivamente
quando al più 1 degli
indici ro , 1~~ ... >.~ sono trattidagli
indiciO, 1, ... h ;
le ulterioriX,
essendo una soluzionegenerica
delle(8).
La
proprietà
che le coordinatedegli Sk,
che soddisfano alleequazioni (10)
soddisfano di conseguenza a tutte leequazioni (11)
sussiste per laproprietà geometrica
che leequazioni aggiunte esprimono (intersezione
secondo unospazio
di dimensione minore diquella
dellospazio già imposto).
Le(11)
sono tutteindipendenti
traloro, qnindi
linearmenteindipendenti
dalle
(10) ; dipendono
invecealgebricamente
dal sistema delle(10)
e delle(8) :
accade cioè che lospazio
base del sistemad’iperpiani (10) taglia
laVd
nella varietà cheappartiene
ad uno
spazio
di dimensione inferiore aquella
dellospazio
se-cante
(n. 2).
5. - Gli
iperpiani (11),
in numero diindividuano un
Sp
la cui intersezione
completa
con laV,
dà laimagine degli Sit
incidenli inS,.
In base alla relazione tra i coefficienti
binomiali,
di imme-diata dimostrazione
possiamo
scrivereChe la
appartenga
all’Sp ,
e non ad unospazio
didimensione
minore,
sipuò
vedere nel n~odoseguente (~). I/ SJ¡
essendo ancora lo
spazio
fondamentaleOo , O1, ... 0,,
otteniamodegli Sit,
fondamentali che fannoparte
del nostro sistema forman- doli con almeno1 + 1
deipunti 00, 01,... Oh.
Avremo cos/’/t
fondamentali che fannoparte
del nostrosistema,
ed essi sonolinearmente
indipendenti
inquanto
sonospazi
dellapiramide
fondamentale. Ciò ci
dice,
in accordo con la(14)
che laV(h,
~~contiene p + 1
punti
linearmenteindipendenti.
Ponendo
(n. 2)
cioè
si constata che il sistema lineare
degli S~
incidentiun 8ft,
in~S’~
è
sovrabbondante,
la(15) esprimendone
la sovrabbondanza.6. - Consideriamo due
particolari
dei sistemi ora trattati:a)
L’insieme di tuttigli S1t
contenuti in unSA (h C h,
L =
k)..
Per le
(11)
saràquando
uno solodegli indici r, >
h. L’immagine
diquesto
sistema suTT~
è una grass- manniana di indici(h, k) appartenente
ad unospazio Sp ,
(5) ROSEXBL.#TT A. Sur la vc~riété de Gf’CGSS)ytan~t qui rep1’ésente les espa-
ces li~téccires à k dimensions contenus dans ttn espace linéaire à r di- mensions. (Mémoires de la Société roy.ale des Sciences de Liége
(3)
X’TI(1930)].
h)
di tuttigli ~S’~,
che passaíioSh (h Ck, 1 = h).
Per le
(11)
sarà ... r1c, = 0 traniiequando
sono conte-nuti tutti
gli
indici0, 1, ...
h. L’imagine
diquesto
sistema suVã
è unagrassmanniana
di indici(n h l,
k h1 )
ap-partenente
ad un7. - Due o di
~S’,~ ,
x,~3,
... si diconolegati
linear-~6)
se le loro coordinategrassmanniane Y¡,...
verifi-cano relazioni della forma
con
X,
11,... non tutte nulle. Ciò è come dire che ipunti ~Y, Y, ...
dellaVd
sonolegati
linearmente.Due 8, legati
linearmente coincidono.Se 1
S it,
a.,~,
y, ... distinti sonolegati linearmente, quindi
uno di essi
(il
cuicoefficiente À:~ O),
per es. a, sipuò risguardare
come combinazione lineare dei rimanenti
~,
y,..., alloraogni
sistema lineare che
contenga questi ultimi,
contiene anchequello.
Da cui
(n. 4)
seun Sit
incidegli spazi ~3,
y, ... in 2cn~S’~
almeno,
esso incide pure lospaxio
a in unS, (almeno).
Ciòvarrà comunque si
prenda
a fragli spazi
a,3,
~, ...quando
si
sappia
che 1 1qualunque
diquesti
sono linearmente indi-pendenti.
Se
gli 1 Sft,
a,~3, ... 8
sonolegati
linearmente senzache lo siano
parte
diessi,
incidente aiprimi 1
- 2 diessi sarà tale che
ogni 8h
+ 1 per esso incidente a y lo è pure a ò e ;iceversa :quindi
incontreràanche y
e 8 oppure 7 e 8 stanno in uno stesso 1 con8. - Si considerino ora h
-f-
2 5 a,a, ... y, ò legati
linearmente senza che lo siano
parte
di essi. Sia l 1 la dimen-(6)
SEGRE C. ~Sui eomplessi lineari di piani nello spaxio a cinque di-maensioni.
[Annali di Matematica (3~
XXVII~p~~o ? c~~-
[Annali
di Matematica(3)
XXVH(1917)].
sione massima
(1 ~ h)
di unospazio generico
che essendo incidente ad 1degli h
+ 2spazi dati,
a,j3,... À,
non lo sia airimanenti ~J.... y, g. Allora
un ~S’~ generico
per 1’ incidenteuno
degli spazi
~J.... 7, 9 li incide tutti. Gli ~....9
stannoquindi
conl’ S,_i
in un medesimo~S’k+~ .
Se diquesto
fac-ciamo variare il
punto d’appoggio
su a, fissi restandogli
l 1
punti d’ appoggio
suj3, ... ~
che individuano un lospazio ~5~,+j
a cuiappartengono gli ~S’~,
~J....Y, S
enon
varia, poichè
risulta dallacongiunzione
dell’ fissocon uno
spazio
sceltogenericamente
nellospazio d’ appar-
tenenza
degli
p.... y, 8 es.9hembo
con 1’(se
ciò non fosse~J.... l, 8 starebbero con in uno stesso
~S’k+L_ 1, quindi ogni St-1
per e dentro~S’k.+.t_ ,
i incontrando tuttigli ~S’~,
tranne a, incontrerebbe anche ~, che verrebbe ad essere contenuto nel- 1’S~,+~_ 1 :
epoichè dall’ ipotesi
iniziale segue che un81-1
i gene- rico non è incidente a tuttigli Sx
a,P,...
y, a ciò vaescluso).
L’ fisso ha in comune con lo
spazio
a unpunto
gene-rico,
contienedunque
anchequesto spazio, quindi
tuttigli
h -~- 2spazi
a,~, ...
71 ò.Teorema : ~e h
+
2spazi Sii
sonolegati linearmente,
sen ~,ache lo siano
parte
diessi, appartengono
ad uno di dimen-sione al
più
k+
h.Dualmente
(avendo
in definitiva sostituito n - k - 1 conk) ;
& h + 2spazi ~S’’~,
sonolegati linearmente,
senxa che losiano
parte
diessi,
passano per unospazio
di dimensione almeno k - h.9. - Osserviamo che h +
2 Slf, legati
linearmente senza che lo sianoparte
diessi,
hanno perimagine
sullaTT~
h + 2punti
di un Lo
spazio d’ appartenenza Sv degli
h +2 Sit
ha ladimensione,
per il teorema oraenunciato,
+ hquindi
k. Abbiamo cos : Se
spazi ~~ legati
linearmentesenza che lo siano
parte
diessi, appartengono
ad 2cn ~S" e nonad
spazio
di dimensioneminore,
la loroirnagine
suV, appartiene
ad almeno.Analogamente, perchè gli h
-~- 2spazi
non abbiano alcunpunto
in comune dovrà essere k - h1,
cioè h ~ t~ + 1.Se
legati
linearmente .senxa che lo sianoparte
di essi non hanno alcun
punto
in la loro SltVd appartiene
ad un10. - distinti
legati
linearmenteappartengono,
comerisulta dalle
proprietà
ora enunciateponendovi
h =1,
ad une passano per un sono cioè tre
8k,
di un fascio.Traducendo
questo
risultato sullaV d
siha,
comenoto,
che lerette su essa
giacenti
sono leimagini
dei fasci di8, ;
e che seuna retta ha in comune con la
V,~
trepunti
dintintigiace
per intero su essa.’
Segue
da ciò faciln~ente che sullaV d
vi sono, comenoto, spazi S1t+l imagini degli /3h,
contenutinegli Sk+l
di51i1;
ed ~’~1>spazi
lineari8,,-k imagini degli Sit passanti
per
gli 8"-1
di11. -
Quattro Sk legati
linearmente senza che lo sianoparte
di essi
(h
=2) appartengono (n. 8)
ad un alpiù
e passano per un almeno.Segando quindi
con un83
dell’sghembo
coll’ si
ottengono
ivi iquattro
rettelegate
linearmente.Quattro
rettelegate
linearmente possonopresentare
le se-guenti
eventualità.I)
Se tre di esse, essendo a due a dueincidenti, giacciono
in un
piano,
laquarta
rettaappartiene
al sistema lineare delle rette di unpiano. Quindi : Quattro 81£ generici
di un(spa-
zio
congiungente
e delpiano) passanti
per unSk,-2.
II)
Se tre di esse, essendo a due a dueincidenti,
passano per unpunto,
laquarta
rettaappartiene
al sistema lineare delle rette per unpunto. Quindi : Quattro
di un81t+,
che passanogenericamente
per un~S’k_, .
III)
Se tre di esse, essendo a due a duesghembe,
indivi-duano il sistema lineare di una schiera
rigata,
aquesto
appar- tiene anche laquarta
retta.Quindi : Quattro 8k,
che da unproiettano quattro
rette di una schierarigata
di un~S’3 sghembo
coll’
IV) Supponiamo
che due dellequattro
rettelegate
linear-mente r, s, p,
q, ad es. r ed s, sitaglino
in unpunto
A.Chiamiamo con B il
punto
d’ incontro della terza retta p colpiano (r, s).
Allora le rette per B nelpiano (r, s)
incontrandotre delle
quattro
rette(n. 7)
iocontreranno anche laquarta retta q :
che non dovendo essere contenuta(I)
nelpiano (r, s) passerà
per B. Iquattro punti imagini
dellequattro
rette sullarispettiva grassmanniana
di85
individuano un~’$
che contiene le due rette dellagrassmanniana imagini
dei fasci(p, q)
ed(r, s) : quindi questi
due fasci diraggi
hanno unraggio
in comune.Proiettando
quattro ,S’’~, ,
due di un fascio e duedi un
altro,
i due fasci avendoun S1;.
in comune.Si
potrebbe
cosproseguire
nella classificazione dicinque
opiù legati
linearmente.Le
proprietà
diquattro legati
linearmente si compen- diano nelseguente
enunciato : Se 2cn ha in comune co~al’d quattro punti,
a tre a tre nonallineati,
essogiace
per intero sullaY~
oppure lataglia
secondo una conica(irrid2cci-
bile o
riducibile).
12. - Consideriamo una varietà
algebrica
diSn
formata da unasemplice infinità
di~S’~, ,
cioè La suaimagine
sullaV~g
sarà una curvaalgebrica
C. L’ ordine della curva C èuguale
al numero
degli ~S’~,
della contenuti in uncomplesso
gene- rico.Specializzando
ilcomplesso,
esso divieneuguale
al numerodegli
cbe siappoggiano
ad unSA-1t-l generico
di~S’~,
cioèuguale
all’ ordine r dellaSy - Vk+1.
Una varietà
algebrica
diSn
e laimagine
Cr sulla
grassmanniana degli ~S’~,
sono dello stesso ordine.13. - In
particolare
unaSh, -
i razionale normale avrà perimmagine
suVd
una cn-kche,
nonpotendo appartenere
aduno
spazio
di dimensione inferioreperchè
altrimenti(n. 9)
laapparterrebbe
ad unospazio
di dimensione infe- riore ad n, sarà pure razionale normale. Facciamo vedere che la Cnw è intersexionecompleta
diV,
con l’ a meno chequesto
sia unospazio
diSupponiamo
esista unpunto
P comune allaVa
edfuori della 0"-k. Prendiamo n - k - 2
punti generici
dellaCts-k
1P1,
1P~ , ....Pn-~,-2
·Questi
ed ilpunto
P individuano un~Sn_~,_~ .
Uniperpiano generico
dell’ per l’taglierà
ulteriormente la C",-k in due
punti,
ePn,-k.
Inquesto
7
iperpiano
vi saranno k+
1punti
linearmentedipen- denti,
senza che lo sianoparte
diessi, imagini
diSi,
che appar-tengono (n. 8)
ad un alpiù.
Se lospazio d’appartenenza degli
che hanno perimagini
ipunti P, , ... P,,h~,_ ~
e Pfosse un
gli S,
che hanno perimagini
ipunti
variabilie
apparterebbero
aquesto Sn-, ,
cioè la appar- terebbe all’ contro 1’ipotesi.
GliSk corrispondenti
aP, , ... P,~k-~
e Pappartengono dunque
ad unSf~-!
alpiù.
Teniamo ora fissi i
punti Pi , ... P"_k ~
facendo variareP,,,-k-2.
Allora se
gli S, corrispondenti
aipunti P, ,
... P ap-partenessero
ad unS.-,,
1’Sk corrispondente
alpunto generico
essendo pure contenuto
Vk_,
sarebbe con-tenuta in
questo spazio,
control’ipotesi. Dunque gli S1f,
corri-spondenti
aipunti P,, ... P.-1c.-3
e P sono contenuti in un5,~~
alpiù.
Cosproseguendo
si viene alla conclusione chegenerico
dellacorrispondente
alpunto P1,
equello
corri-sponpente
alpunto
Pappartengono
ad unLe
generatrici
del cono di vertice P e di curva direttrice C"-’~ sonoperciò
rette dellagrassmanniana V d’ imagini
di fascidi
Sk (n. 10).
Ma ciascunpunto
del cono cos ottenutopoten-
dosi assumere come vertice di un cono
analogo,
si viene ovvia-mente alla conclusione che tutti i
punti
dell’ sonopunti
della In tal caso la essendo formata da per un
(n. 1’0),
si ottieneproiettando
daquesto
ipunti
di unadi un
SA_~, complementare
diSn
alI’S~_i.
14. - Inoltre una curva C intersezione di con un
(che
nonappartenga
allaVa) imagine
di una che appar-tenga
adSn
e non ad unospazio
di dimensioneminore,
è ne-cessariamente una C""w’‘.
Infatti,
ove fosse una C---"+.f(s > 0), prendiamo
n - k 1punti generici
della C~-’~+s .Po, P~,... Pn-"~~ ,
che individue-ranno un
S"._,~~ .
Uniperpiauo generico
per1’ S"_x _~
taglia
ulteriormente la in 1-f- s punti.
Due diquesti
egli n -
k -1punti
scelti-f-
1punti
linearmentedipendenti,
senza che lo sianoparte
diessi, imagini
diS 1t
cheappartengono (n. 8)
ad un i alpiù.
Segli Sk corrispon-
denti ai
punti Po; Pl , ... P"_k_~
individuassero tuttigli S1t
dellaapparterebbero
aquesto spazio,
contro il sup-posto. Quegli Sk appartengono quindi
alpiù
ad unS,~_~ .
Tolto1’Sk corrispondente
alpunto P~_~~.s, supposto variabile, gli Sk
rimanenti
corrispondenti
aipunti Po, ... apparteranno
ad un
Sn,-3
alpiù.
Cosprocedendo
si viene alla conclusione chegenerici
dellaV 1+1 appartengono
ad un~5,~~..1.
Perciògli 8/~,
della passeranno per lo stesso8"-1,
contro1’ ipotesi
che1’ ~,~k
nonappartenga
allaVd (n. 10).
I sistemi lineari di dimensione uno di
~5~, appartenenti
adS,~
oracostruiti,
sono sistemi sovrabbondanti(n. 2)
eprecisa-
mentP di sovrabbondanza a
perchè
la curvaimagine
di un sistema di
8Jc, appartenenti
ad8""
e non ad unospazio
di dimensione
inferiore,
nonpuò appartenere
ad unospazio
didimensione inferiore ad n k
(n. 9).
Siamo cos
pervenuti
alseguente
teorema : I sistemi lineari di sovrabbondanza massimaappartenenti
ad8",
e di d imensione~
uno sono di raxionale
normale,
nonS~_t2013
co-no
(’’).
.15. - Abbiansi k
+ 3 81c, legati
linearmente e siano essi adue a due
sghembi.
Parte di essi saranno allora linearmenteindipendenti, perchè
se ciò non fossegli &
diquesta parte
ap-parterebbero
ad unospazio
di dimensione inferiore a 2 k -~- 1(n. 8)
e sarebberoquindi
a due a due incidenti contro1’ ipotesi.
I k -f- 3
S1f, appartengono
ad un8~1f,+1 (n. 8).
Consideriamouna
generica
rettaS,
incidente a tre di essi. perl’81
incidente a k 1
degli
rimanenti a,~,
... y,8,
ad es.a,
(3, ... ~
incide anche 8(n. 7 ). Vogliamo
far vedere che ciò accadeperché
1’ stesso incidetutti gli 8Jc, . Infatti,
nel casoche ciò non si
verificasse,
sia h - 1( 1 ~ h - 1 ~ k - 1)
ladimensione minima di uno
spazio generico passante
perl’81 teventualmente stesso)
ed incidente ad h - 2degli ~5~,
rima-nenti
a, ~i, ... ~
senza esserlo almeno a due(n. 7), siano y e S, degli
altri k h -~- 2spazi
~, ... 7, 8. Alloragenerico
per 1’ incidente allo
spazio
6 incide tuttigli
altrispazi
~, ... y.Gli 8 stanno
quindi
con in un medesimo(7) Per k = 1 questo teorema trovasi in COMESSATTI loco cit.
(-).
Essi si incidono
quindi
in un(k
-h > 1)
control’ ipo-
tesi che
gli spazi
considerati siano a due a duesghembi.
Le rette incidenti tre
Sk sghembi
diformano,
come
noto,
I una razionale normale che contiene oo’s~,
inci- denti a tuttequelle
rette.Dunque :
k -f- 3Sk legati linearme~ate,
a a d2ce
sghembi, appartengono
adV’+1
raxionale nor-male.
16. - Abbiansi ora
h + 3 (h C k) ~’h legati
linearnleilte che abbiano a due a due in comune unospazio
di dimensionenon
superiore
a h - h 1. Parte di essi saranno allora lineari- mentreindipendenti, perchè,
se ciò nonfosse, gli
diquesta parte passerebbero (n. 8)
per unospazio
di dimensione supe- riore ah h --1,
contro1’ ipotesi.
Questi spazi
dovendo(n. 8) appartenere
ad unospazio
didiimensione al
più k
-~- h + 1 e passare per uno stessospazio
didimensione
apparteranno
per le condizionida noi
imposte
ad un e passeranno per lo stesso~Sk-h -1 ~
Segando
con unS2h+l sghembo
siottengono
ivi h -~-3 ~’,t legati
linearmente e a due a duesghembi.
Quindi (n. 15) : h + 3 legati
li~aea~~rjiente ed aventi Il i due a due in unospa ~io
di dimensionenon a k --
h 1, a~~haj~tengono
ad iina raxio-nale
norjjzccle,
cono di verticePossiamo anche dire : Se it o
spazio (h k)
ha inco?~a2cne con la h + 3
pitiiti,
ad h + 2 ad h -E- 2 linear-niente
indipendenti,
essotaglia
la ingenerale
.secondo una0"+1 di 2cna