R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
M ARGHERITA B ARTOLOZZI A LDO B RESSAN
Sugli atti di moto, eventualmente isocori, più rigidi possibile
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 65 (1981), p. 235-249
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Sugli
eventualmente isocori, più rigidi possibile (1).
MARGHERITA BARTOLOZZI - ALDO BRESSAN
(*)
PARTE I
Atti di
motoisocori più rigidi possibile.
ABSTRACT - The
theory
of thevelocity
fields asrigid
aspossible-see
[1]- is extended to isochoricsystems.
Suitable commutation formulas are stated withregard
to a Riemannian m-dimensionalmanyfold
that has astrictly positive
metric and ismoving
in a v-dimensional Euclidean space 8,, ( 0 m ~ v) .Then,
theequations
of the acceleration field asrigid
as pos-sible are derived. Furthermore
lasting velocity
fields are defined for amembrane, and a
dynamic
characterization isgiven
to thevelocity
fieldsas
rigid
aspossible.
The results arefinally
carried over to continuoustridimensional
systems.
(*) Indirizzo
degli
AA.: Istituto di Matematica, Università, Via Archi- rafi, 34, 90123 Palermo - Istituto di Analisi e Meccanica, Via Belzoni 7, 35100 Padova.(1) Lavoro
eseguito
nell’ambito dell’attività del gruppo n. 3(Fis.
Mat.) del C.N.R.Il contributo di M. Bartolozzi
riguarda
tutto il lavoro perquanto
concernela
presentazione
e il controllo dei calcoli. Inoltre, M. Bartolozzi ha elaborato(i) l’analogo
per il caso isocoro dello studio del campo delle accelerazionipiù rigido possibile,
ed(ii)
un certoanalogo (N.
8) per icorpi
elastici 3-dimen- sionali della relazione tra atti di moto duraturi e atti di motopiù rigidi
pos- sibile, stabilita nel N. 7 per membrane bidimensionali mobili susuperfici
assegnate.
1. Introduzione.
In
[1J (1)
abbiamogeneralizzato
il concetto di atto di motorigido,
introducendo
gli
atti di motopiù rigidi possibile
in unaporzione
4Jdi una varietà Riemanniana m-dimensionale o = a metrica defi- nita
positiva,
mobile in unospazio
Euclideov-dimensionale Sv
con0mv.
Proseguendo
la nostraindagine, prendiamo
ora in considerazione i sistemi isocori(parte I)
eapplichiamo
la teoriadegli
atti di motopiù rigidi possibile
a tali sistemi:più precisamente, dopo
aver dedottonel N. 2 le
equazioni
di Eulero relative ai moti isocoripiù rigidi
pos-sibile, dimostriamo,
nel N.3,
che un tale atto dimoto, analogamente
a
quanto
avviene nel casodegli
atti di motorigidi,
è individuato dai valoriche,
in conseguenza di esso, vengono assunti in unprefissato punto Po
dalla velocità e dalla velocitàangolare
locale.Allo scopo di
pervenire poi
alleequazioni
del campo delle acce- lerazionipiù rigido possibile (parte rI),
stabilitepreliminarmente
alcuneformule di commutazione con
riguardo
ad una varietà Riemanniana ad m dimensioni(N. 4),
estendiamo tali risultati al caso di una super- ficie fissa(N. 5)
e al caso dei sistemi isocori(N. 6).
Dopo ciò,
definitigli
atti di moto duraturi per unamembrana,
mostriamo come la considerazione di tali atti di moto
permette
difornire una caratterizzazione dinamica dei moti
più rigidi possibile (N. 7).
Infine,
si fissa l’attenzione sopra un sistema elastico tridimensio-nale,
e si prova che(per
vincolifissi) gli
atti di motopiù rigidi
pos-sibile e
quindi,
perquanto
dimostrato in[1], gli
atti di motorigido,
sono
particolari
atti di motoduraturi, possibili
per un continuo tri- dimension ale.2. Preliminari sui moti isocori. - Moti isocori
più rigidi possibile
eloro
equazioni
di Eulero.Sia ci = 6t una varietà Riernanniana
m-dimensionale,
a metricadefinita
positiva,
mobile in unospazio
Euclideo v-dimensionale 8"(1)
I numeri in [ ] rinviano allabibliografia
in fine della Parte I.(0m~)y
il cui moto sia definito dalle funzioni di classe C~2~ove t è il
tempo,
le y,, sono le coordinate cartesiane delpunto
P descri-vente Ji
(in
relazione ad unaprefissata
terna di e le xi sono lecoordinate intrinseche di
questo
su d,. Il tensore fondamentale ela metrica dS 2su dt sian definiti da
La
(1) rappresenta
anche il moto M di un fluido ideale m-dimen- sionale il cuigenerico
elemento sia individuato dalle xi. Introdu- ciamo la massa m di Y e la densità locale k nelpunto
xr .Ciò premesso, fissiamo un
punto (t, y)
==(t, x)
e sia 4J unaporzione
di la suaimmagine
nellaconfigurazione
diriferimento intesa come il campo di variabilità delle y. Allora l’area di 4J è:
Tenendo fisso si h~
Poichè
DyL,r
è ilcomplemento algebrico
dixr,L
inIIXr,L11,
1 riesce:(2)
Qui e nelseguito
indichiamo la derivazioneparziale rispetto
a xi oa t
( = x°)
con unavirgola
Inoltre intendiamoAllora
Ne segue che la condizione di isocorità di
M,
cioèla A
= Oequivale
allaPoniamo vedi nota
(2)
Diciamo che l’atto di moto isocoro vr in è
più rigido possibile
se minimizza
l’integrale f I’
dor nella classedegli
atti di moto isocorida
[cfr. (2)].
Perquesto
occorre che il considerato atto dimoto,
oltre averificare
(2),
stante(3),
soddisfi la condizione variazionale:nella classe di tutti
gli
atti di motoregolari.
(3)
Percompletezza
conviene osservare che essendo la massa L1 0’.della
porzione
L1a*, la sua costanza perogni
d a*equivale
alla versione gene- ralizzata dellaequazione
di continuità(4)
Ove si ponga aro = =aPlat XP1r, i} = {Os, i}
=a2P/( at
az8) XX
aplaxi,
risultabrs
=bsr
conbis = {O(s, i)},
onde il tensorebrs
sicomporta
come un tensoredoppio rispetto
alle trasformazioni delle xi noninvolgenti
iltempo (cfr. [ 1 ] ) .
Valgono
allora leequazioni
di EuleroEssendo risulta onde per
(3)
e peressere
(cfr. (18)2 in [1]), si
ha:Inoltre risulta
2v’rlrl2vi
= 0 e in un riferimento localmentegeodetico T7hil,
= @onde,
per(3), dG/dvi
= 0.Allora,
stante(5),
e le
(4) equivalgono [cfr. (3)2]
alle:Inoltre,
sostanzialmente in base al Teor. 3.1 in[1]
e per(5)
val-gono sulla frontiera E = F 4 a del L1 (J le
Il
problema
della determinazionedegli
atti di moto in 4J isocorie
più rigidi possibile,
è cos ricondotto alla risoluzione delle(2)
e(6)
in
4 6,
nelle( m + 1) incognite
A ev i,
con le condizioni al contorno(7).
3. Teorema di unicità per l’atto di moto isocoro
più rigido possibile.
Supponiamo
cheh)
sia la differenza di due soluzioni( vh , A)
e
A")
delle(6):
=~~ - ~~
e A = h’ - 2’. Allora risultaDetta n la normale esterna al contorno 27 di si ha:
Per
(2)
e(7),
nelle nostreipotesi,
deve aversi:Si
annulla, quindi, l’integrale
aprimo
membro e sisemplifica quello
a secondo membro in
(10);
ne segueAllora = 0 in A6 e
quindi,
come si riconosce facilmente usando un sistema di coordinategeodetiche
eortonormali,
’ljJh/i = O in Nederiva,
per( 8 ) 1,
= 0 onde A- ~," = cost.Inoltre,
stantile condizioni al contorno
(7),
deve aversi+
=O,
cioè A ènulla al contorno ed essendo
costante,
è nulla ovunque. Inogni
caso(V(h/i)’
=~~h)
in ossia sussiste ilseguente
TEOREMA 1. Due atti di moto isocori e
rigidi
ilpossibile
hannola stessa vetocitàc di
de f ormazione
in chepuò quindi
dirsi lapiù rigida possibile
ivi.Allora,
in base al Teorema 4.1 dimostrato in[1],
si ha ilseguente
TEOREMA 2. Esiste al
più
un atto di moto isocoro vipiù rigido
pos-sibite in per cui hanno dati valori in un
assegnato punto Po
sia v2che
PARTE II
Caratterizzazione
dinamicadei campi di velocità più rigidi possibile.
4. Alcune formule di commutazione
(con riguardo
ad una varietàRiemanniana ad m
dimensioni) . Equazioni
del campo delle accele- razionipiù rigido possibile.
Per
ogni tensore 1’... (= Ta ...b... )
si haonde
Quindi
con
Identifichiamo il sistema
(x)
di coordinate(eventualmente mobili)
in
considerazione,
con uno(x*)
taleche, per t
=t*,
si annulli ovunque la velocità vr relativa(al
fluido idealeassociato)
ad esso. Allora la(13)
sisemplifica
ininoltre
In
particolare, intendendo ah
= per(13)-(14)
riesceDalle
segue
Allora
riesce,
stante(16),
yTenendo conto che
bh/i ==
1 Per(13)
si ha:con
Allora da
( 18 ) 1,2
seguee
con
ove
t(2),...,
è uu sistema di versori mutuamenteortogonali
ap-partenenti
a Y 4J.Le
(21)
e(22)
sono leequazioni
in da e sul contorno Yrispet- tivamente,
del campo delle accelerazionipiù rigido possibile.
5. Caso di metrica invariabile e in
particolare
di unasuperficie
O"t fissa.Si
può
osservare che nel caso di vincoli fissi risultaonde per
(13)-(14)
riesceIn
particolare,
nel caso di una varietà a 2dimensioni,
ricordandoche
.Rabcd
=Kêabêcd
con .K curvaturatotale,
e intendendo ah =lbh
1stante
(24),
y si ha:e
Allora dalla validità di
in un campo 4-dimensionale
(spazio temporale)
segueLa
(28)
èl’equazione
del campo delle accelerazionipiù rigido
pos-sibile caso che la
superficie
c~t t siafissa.
6.
Analogo
dei risultati del N. 5 per il caso isocoro.Nel caso di vincoli fissi le
equazioni
del campo che caratterizzanogli
atti di motopiù rigidi possibile,
dei sistemiisocori,
sonoApplicando l’operatore DjDt
alle(29)-(31)
e tenendo conto che per(23), (25)
e(26)1,
riesceLe
(32)-(34)
sono leequazioni
del campo delle]accelerazioni più rigido possibile (per
il caso dei sistemiisocori).
7. Atti di moto duraturi per una membrana di
tipo
e e caratterizza- zione dinamica diquelli più rigidi possibile.
Fissata una
porzione
4J dellasuperficie
fissa a(che
costituisceun
dominio)
e la costante e >0,
diremo che ~AL E se(e
solose)
~AL è una
(possibile)
membrana(iperelastica)
che:a)
è vincolata senza attrito a stare su 0’,b)
è dotata di unacon f igurazione
C* diequilibrio spontaneo (sta- bile)
in cuioccupi
laregione
ec)
harispetto
allaconfigurazione
diriferimento
0* costanti di Lamé A e p cond)
non èsoggetta
aforze
a distanza(esterne
ointerne).
L’equazione
della dinamica di A(E M¿JC1,Q)
vicino allaconfigura-
zione C* a
partire
dallaquale
consideriamo un campo s i dipic-
coli
spostamenti
- èove k è la densità e K la curvatura totale. Poichè
la
(36)
diviene:Alla
(36’) aggiungiamo
leequazioni
al contorno lequali,
se ndenota il versore
tangente
a’normale
all’elemento lineare voltoverso
l’esterno,
siprecisano
inSupponiamo che,
all’istantet*,
JtL si trovi in C*(s3
=0)
con uncampo di velocità
v*,
di classeC~2~. Qualunque
sia talev*,
essendos j =
0, l’accelerazione aj
di JL in è = 0 per(36’). Quindi
il campo di velocitàv(t)
di JÙ all’istante t differisce da v* per infinitesimi(almeno)
del lo ordinerispetto
a( t - t* ) .
Diremo v* duraturo sev(t) - v*
è infinitesimo(almeno)
come(t
-t*)2,
ossia se in 4J riesce(oltre a d a ? = 0 ) anche à;
= 0. Per trovare tali v osserviamo che v,~= 8", per t = t*,
e che con le lecitesostituzioni vh
.-~ s,~ -~ Vh le(25)
e(26 )2
diventano delle relazionirispettivamente
traVhl, 8h,/r e 8h, e tra
In
C*,
ossia per t =t*,
si ha:Allora,
tenendo conto chea? = 0
pert = t*, applicando l’opera-
tore
D/Dt
ai due membri di(36’)
e alla(38)
si ottienee
Concludiamo che v è duraturo se e solo se
Per 9 = o
(o
~o -0)
le(42)
e(41) divengono
le condizioni checara.tterizzano,
in e al contornorispettivamente, gli
atti di motopiù rigidi possibile.
Dunque,
se lasuperficie
at èfissa, gli
atti di motopiù rigidi possi-
bile in una
porzione
4J di essa sono i limitidegli
atti di moto dura-turi per una membrana M E per e - 0.
8. Atti di moto duraturi per un sistema elastico tridimensionale e loro relazione con
quelli rigidi.
Consideriamo un sistema elastico C tridimensionale che suppo- niamo :
a)
dotato di C* diequilibrio spontaneo (sta- bile)
in cui Coccupi una regione
d V data ad acrbitrio :b)
omogeneo eisotropo
nellaeon f igurazione C*,
ee)
aventerispetto
allaconfigurazione
diri f erimento
C* costanti di Lamé A e Il cond)
nonsoggetto
aforze
a distanza(esterne
ointerne),
L’equazione
della dinamica di C vicino allaconfigurazione
C* - apartire
dallaquale
consideriamo un campo s ~ dipiccoli spostamenti
- èove k è la densità.
Supponiamo
allorache,
all’istantet*, C
si trovi inC*(s j
=0)
conun campo di velocità
v*,
di classe C2>.Qualunque
sia talev*,
essendo0, l’accelerazione a
di C in 4 V è = 0 per(44).
Naturalmente di-remo ancora che v* è duraturo se
v(t)
- v* è infinitesimo(almeno)
come(t
-t*)2,
ossia se in 4 V riesce(oltre
ad ai =0)
ancheåi
= 0. Pertrovare tali v osserviamo che v,
= s~ per t
=t*, onde,
inC*,
si haAllora,
tenendo conto che pert==t*,
applicando l’operatore
ai due membri della(44)
si ottieneNe segue che v è duraturo se e solo se
Per e
= 0(o
n --~0)
la(46)
divieneLa
(47)~
caratterizzagli
atti di moltopiù rigidi possibile
equindi,
yper il Teorema 6.1 dimostrato in
[1], gli
atti di motorigidi.
BIBLIOGRAFIA
[1] M. BARTOLOZZI - A.
BRESSAN,
Motipiù rigidi possibile,
Rendiconti del Circolo Matematico di Palermo, 30 (1981).[2] B. FINZI - M. PASTORI, Calcolo tensoriale e
applicazioni,
Zanichelli,Bologna
1961.
[3] C. CATTANEO, Introduzione alla teoria einsteiniana della
gravitazione,
Li-breria Veschi, Roma 1960-61.
[4] A. BRESSAN, Relativistic theories
of
materials,Springer
Tracts in NaturalPhilosophy,
vol. 29 (1978).[5] M. BARTOLOZZI - A. BRESSAN,
Sugli
atti di moto, eventualmente isocori,più rigidi possibile -
Parte I, Rend. Sem. Mat. Univ. Padova.Manoscritto pervenuto in redazione il 12 dicembre 1980.