EMBOLIA
POLMONARE
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DEFINZIONE
Si definisce embolia polmonare, o meglio tromboembolia polmonare, una condizione clinica, acuta o ricorrente, secondaria
all’ostruzione dell’albero arterioso polmonare da parte di formazioni trombotiche o emboliche
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EZIOLOGIA
Può essere trombotica e non trombotica:
• Trombotica: autoctona (trombo a
localizzazione polmonare), periferica (complicanza di una Trombosi Venosa
Profonda) o cardiaca (fibrillazione atriale)
• Non trombotica: gassosa o liquida (midollo osseo nelle fratture del bacino)
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TRIADE DI VIRCHOW
• Stasi venosa
• Lesione vascolare
• Ipercoagulabilità del sangue
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FATTORI DI RISCHIO PER EP
• Congeniti: deficit di Anti-Trombina III, fattore V Leyden, deficit di proteina C e proteina S
• Acquisiti: immobilizzazione, neoplasie,
fratture, infezioni, traumi, gravidanza, terapia con E/P
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FISIOPATOLOGIA
L’EP si associa ad effetti respiratori e emodinamici
Respiratori: riduzione del rapporto V/P, accompagnata da ipossiemia, iperventilazione e conseguente alcalosi
ipocapnica. Possibile formazione di aree di atelettasia o di infarto polmonare
Emodinamici: ipertensione polmonare acuta determinata da aumento delle resistenze vascolari, seguita da
insufficienza ventricolare destra e ipoperfusione coronarica e sistemica
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SEGNI E SINTOMI
• Dolore toracico (diagnosi differenziale con IMA, pericardite, dissezione aortica…)
• Dispnea e tachipnea
• Tosse (stimolazione dei recettori J bronchiali)
• Ipotensione
• Cianosi
• Eventuale obiettività della Trombosi Venosa
Profonda (edema monolaterale degli arti inferiori, positività del segno di Homans o di Bauer)
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DIAGNOSI STRUMENTALE
• ECG : pattern S1Q3T3 e diagnosi differenziale con IMA
• Rx del torace: rilevamento di aree di necrosi
polmonare dalla caratteristica forma ‘’a cuneo’’
(apice diretto verso la carena e base verso la parete toracica)
• Ecocardiogramma: valutazione della funzionalità cardiaca (frazione di eiezione, volume
ventricolare…)
• Angiografia polmonare con
mezzo di contrasto mediante cateterismo
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DIAGNOSI DI LABORATORIO
• Emogas analisi: quadro di Ipossiemia- Ipocapnia con alcalosi respiratoria
• Enzimi cardiaci: Troponina I e T, mioglobina e CPK per diagnosi differenziale con IMA
• D-dimero: maggiore di 500 ng/mL per valutazione dello stato coagulativo-
fibrinolitico
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TERAPIA
• Anticoagulanti: eparina e dicumarolici
• Fibrinolitici: streptochinasi e urochinasi
• Ossigenoterapia
• Monitoraggio e correzione della pressione arteriosa sistemica
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ANTICOAGULANTI: dicumarolici
Farmaci anti vitamina K : warfarin
• inibiscono la rigenerazione della forma attiva della vitamina K che funge da coenzima per la carbossilazione dei fattori della coagulazione II, VII, IX e X
• Somministrazione orale
• Monitoraggio mediante INR
• Antidoto: plasma o sangue fresco e vitamina K
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Controindicazioni
• Recente sanguinamento gastro-intestinale
• Ipertensione complicata
• Recente intervento neurochirurgico e di chirurgia addominale maggiore
• Diatesi emorragiche (emofilia…)
Complicanze
• emorragia
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ANTICOAGULANTI: eparina
Può essere normale o a basso peso molecolare (3000-5000 Dalton)
• Normale: somministrazione per EV, monitoraggio mediante aPTT e antidoto solfato di protamina
• Frazionata: somministrazione sottocutanea, non richiede monitoraggio dell’aPTT, non risponde ad antidoti ed ha emivita più lunga rispetto
all’eparina normale
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PROGNOSI
● La probabilità che un paziente con una marcata compromissione della funzione cardiorespiratoria muoia dopo una Embolia Polmonare
rilevante è alta (probabilità > 25%).
● Quando l'evento embolico iniziale è fatale, la morte è spesso improvvisa e sopraggiunge entro 1 o 2 h.
● La probabilità di un'embolia recidivante in un paziente non trattato è di circa il 50% e quasi la metà di queste recidive sono fatali.
● La terapia anticoagulante riduce la frequenza delle recidive al 5%
circa; solo il 20% circa di esse avrà esito fatale.
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Embolia gassosa arteriosa(EGA) è una grave patologia da decompressione a cui può andare incontro un subacqueo,e si manifesta con la presenza di bolle di gas all’interno della
circolazione sanguigna.
paN2 :570mmhg concentrazione 80%
Legge di Henry P=KC
Durante una rapida risalita la pressione ambiente si abbassa rapidamente e l’azoto fuoriesce dalla soluzione formando bolle nei fluidi corporei.
L’ega nei sub è causato da un mancato rispetto delle norme di sicurezza.
● Velocità minima di risalita 9/10 mt/mn
● l’interruzione dell’attività respiratoria,dove il gas
intrappolato,espandendosi,può rompere il polmone(polmone scoppiato). www.slidetube.it
Legge di boyle mariotte PV=costante
la pressione da 0 a 10 mt di profondità passa da 1 a 2 bar(raddoppia).
-Risalita veloce - bronchite o asma
-malformazioni anatomiche
Cause: intrappolamento di aria in zone polmonari
Conseguenze: emorragia pneumotorace embolia gassosa
Segni: sanguinamento dalla bocca e dal
naso,debolezza,convulsioni,arresto respiratorio,morte.
Sintomi: vertigini,disorientamento,dispnea,disturbi cardiaci,pallore,cianosi,dolore toracico.
Terapia: camera iperbarica www.slidetube.it
DIAGNOSI INFERMIERISTICHE
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●D.I.: Rischio di inefficace perfusione tissutale periferica Definizione
Stato nel quale la persona è soggetta, o rischia di essere soggetta a diminuzione della nutrizione e della respirazione a livello cellulare periferico per riduzione dell’apporto
ematico capillare
CARATTERISTICHE DEFINENTI MAGGIORI:
● Claudicatio o dolore a riposo o dolentia
● Polsi arteriosi diminuti o assenti
● Variazione della temperatura cutanea
● Diminuzione della pressione arteriosa
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CARATTETISTICHE DEFINENTI MINORI:
● Edema
● Modificazione delle funzioni sensoriali e motorie
● Modificazioni tissutale trofiche INTERVENTI INFERMIERISTICI:
-Insegnare quali sono i fattori di rischio e le conseguenze che possono determinare
-insegnare le misure preventive per ridurre i fattori di rischiowww.slidetube.it
D.I.: ALTERAZIONE DELLA PERFUSIONE TISSUTALE PERIFERICA CORRELATA A RIDUZIONE DEL FLUSSO
ARTERIOSO
● INTERVENTI INFERMIERISTICI :
-mantenere gli arti inferiori del pz a un livello inferiore a quello del cuore
-stimolarlo a fare esercizi graduali delle estremità e passeggiate
-mantenere calde le estremità
-seguire una dieta ricca di Vitamina C e di proteine -somministrare i farmaci prescritti
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Obiettivi:
● Evitare i fattori che producono
vosocostrizione cioè diminuiscono l’
irrorazione arteriosa:
● Il fumo (anche quello passivo )
● Esposizione al freddo
● Compressioni( evitare calzini con elastici stretti, non sedersi sul bordo della sedia che preme sul cavo popliteo, non
accavallare le gambe)
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D.I. ALTERAZIONE DELLA PERFUSIONE TISSUTALE PERIFERICA CORRELATA A RIDUZIONE DEL FLUSSO
VENOSO .
OBIETTIVI:
1)Promuovere i fattori che migliorano la circolazione venosa INTERVENTI INFERMIERISTICI:
-Elevare gli arti del pz sopra il livello del cuore ( salvo controindicazione per malattia respiratoria o cardiaca).
-Valutare la convenienza dell uso di un bendaggio compressivo o di calze elastiche per prevenire la stasi venosa
2) Evitare fattori che compromettono il ritorno venoso INTERVENTI INFERMIERISTICI
-evitare di stare in piedi o seduto con le gambe basse per lungo tempo -eliminare le compressioni esterne che rendono difficile il ritorno venoso
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D.I.: INTOLLERANZA ALL’ ATTIVITA’
DEFINIZIONE : riduzione della capacità fisica di sopportare l attività a livello desiderato o
richiesto
CARATTERISTICHE DEFINENTI MAGGIORI:
-risposta fisiologia alterata all’ attività(respiro , polso,P.A.)
CARATTERISTICHE DEFINENTI MINORI
-astenia , affaticamento, confusione mentale..
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SIMONA CICERCHIA ALESSIA ABRAMO GIULIA LEVY
GIULIANO BATELLI
PAOLA PIOLI DI MARCO
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