Corso di Laurea in Infermieristica
Mantenimento della temperatura corporea:
aspetti teorico-assistenziali
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TEMPERATURA
Grandezza fisica che rappresenta lo stato termico di un corpo:
è una misura dello stato di agitazione termica (energia cinetica) delle particelle di un corpo, che dipende dall’energia (calore) che esse
possiedono.
Temperature uguali caratterizzano stati termici
uguali
Fisiologia della termoregolazione
- Omeotermia.
La termoregolazione è un processo dinamico regolato dall’ipotalamo
Organismo costituito da due parti:
• superficie (cute e sottocutaneo)
• organi interni (organi vitali, apparato digerente, muscoli)
La trasmissione di calore interessa entrambe le componenti.
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Meccanismi di trasmissione di calore
1. conduzione
trasferimento diretto di calore dal corpo a oggetti contigui più
freddi, in assenza di movimento 2. convezione
trasferimento di calore per mezzo della circolazione di liquido aria più calda
3. irradiazione
trasferimento di calore per mezzo di radiazioni 4. evaporazione
trasferimento di calore per mezzo del passaggio allo stato di
• L’aumento e la perdita di calore dipendono: da rapporto tra
- produzione, (organi interni, regolato da ipotalamo) e
- consumo (richieste metaboliche),
• superficie corporea, vasocostrizione periferica (o tono vasomotore), spessore del tessuto
sottocutaneo.
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• In aria secca, un individuo nudo è capace di mantenere indefinitamente una temperatura interna normale, attorno ai 37 °C; temperature somatiche superiori a 40 °C (alle quali alcune proteine coagulano) e inferiori a 35.5°C sono ritenute pericolose.
• La temperatura somatica è quasi
completamente regolata da meccanismi nervosi a feedback e quasi tutti questi operano
mediante i centri della regolazione della
temperatura che si trovano nell'ipotalamo.
Centro termoregolatore ipotalamico (termostato ipotalamico) regione preottica dell'ipotalamo anteriore
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• Affinchè questi meccanismi di feedback possano operare devono esistere dei recettori della
temperatura somatica.
• I sensori della temperatura si trovano sia all'esterno, sulla pelle, sia in varie strutture interne, cervello
compreso.
• I sensori sono dei neuroni, alcuni dei quali sono sensibili al caldo, altri al freddo.
• L' ipotalamo funziona come un termostato: quando rileva che la temperatura somatica è troppo alta entra in funzione un processo per dissipare il calore, che
impiega il meccanismo della termodispersione; al
contrario una temperatura troppo bassa provoca la
termoconservazione e la termogenesi)
Termo-dispersione o termolisi
L’organismo risponde a un:
aumento del calore corporeo
(dovuto a aumento di produzione di calore,
aumento del metabolismo o innalzamento della temperatura ambientale esterna)
attivando i meccanismi di:
• dispersione del calore
1. dilatazione dei vasi ematici su tutta la superficie corporea.
2. aumento della sudorazione
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Termo-conservazione
L’organismo risponde a una
diminuzione del calore corporeo
(dovuto a riduzione produzione di calore, riduzione del metabolismo o abbassamento della temperatura ambientale esterna)
attivando i meccanismi di:
• termo-conservazione
• aumento della produzione di calore (termogenesi) 1. vasocostrizione cutanea.
2. piloerezione.
3. aumento della produzione di calore mediante brivido, contrazione muscolare, aumento della frequenza cardiaca,
aumento irrorazione muscoli, rilascio di tiroxina e corticosteroidi.
Misurazione temperatura
Attendibilità delle rilevazioni dipende da: tecnica, strumento di misurazione, sede.
• Rilevazione orale: diverse variabili possono renderla
inattendibile: insufficiente contatto tra termometro e mucosa, movimento dell’aria, aver fumato o bevuto prima. Inferiore di 0,5° C rispetto a quella interna.
• Rilevazione rettale: più attendibile.
In caso di normotermia è superiore di 0,5° C rispetto a quella interna. Superiore di circa 1° C rispetto a quella orale. Sotto i 36,5° C misura la temperatura periferica invece di quella
interna.
• Rilevazione ascellare: affidabile solo come temperatura cutanea. E’ inferiore di circa 1° C rispetto a quella orale
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Differenza tra temperature rilevate in sedi diverse:
• RETTALE ORALE ASCELLARE 1° > 1° >
Valori medi di temperature normali (normotermia):
• rilevazione orale: 36,7°-37,5°
Rilevazione rettale:
• 36° clima freddo
• 36,5 – 37,7 normale
• 37,7 - 38,5 adulti molto attivi
• 38,5 - 39 emozione o esercizio moderato
• 38,5 – 40 esercizio duro
IPOTERMIA
Temperature inferiori a 35,5°C.
• Ipotermia lieve 34,6° –36,5°C (rettale)
• Ipotermia grave 28°-34,5°C
• Ipotermia profonda 4°C-28°
• Una ipotermia grave può provocare aritmie letali, riduce la pressione arteriosa
producendo shock ipovolemico.
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IPERTERMIA
Temperature durevolmente maggiori di 37,8°C (ascellare) o 39,8°C (rettale);
(Detta anche piressia o comunemente febbre)
• IPERPIRESSIA: temperatura che raggiunge i 40°C
Febbre: segno importante di infezione,
infiammazione e malattia.
Tipi di febbre
• Intermittente:
periodi alternati ad intervalli regolari di temperature elevata e normali (quotidiana, terzana, quartana)
• Remittente:
oscillazioni di temperatura nelle 24 ore con valori sempre superiori a quelli normali
• Recidivante o ricorrente:
si alternano periodi febbrili di alcuni giorni con altri non febbrili di pochi giorni
• Costante o continua:
temperatura sempre elevata con variazioni minime
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FATTORI CHE INFLUENZANO LA TEMPERATURA CORPOREA
• ETA’
Bambini: maggiormente influenzabili dalla temperatura ambientale (proteggere da cambiamenti estremi)
- producono più calore e sudano meno degli adulti
Anziani >75 anni: maggiormente influenzabili dalla temperatura ambientale (proteggere da cambiamenti estremi)
– rischio ipotermia
– mancanza di riscaldamento o dieta inadeguata – riduzione del grasso sottocutaneo
– riduzione attività fisica
– diminuzione della termoregolazione
• VARIAZIONI CIRCADIANE
– Al massimo 2° C in 24 ore
– Temperature più alte nel tardo pomeriggio – sera (tra le 20h e le 24h) – Temperature più basse tra le 4h e le 6h
FATTORI CHE INFLUENZANO LA TEMPERATURA CORPOREA
ESERCIZIO
• lavoro duro: innalzamento di temperatura fino a 38,5-40° C (rettale) ORMONI
• Tiroxina
• Catecolamine (adrenalina, noradrenalina e dopamina) prodotte nella midollare del surrene e neuroni simpatici
• Progesterone (ovulazione: aumento di 0,3-0,6° C)
• Estrogeni (prima dell’ovulazione: diminuzione della temperatura basale) STRESS:
• Stimolazione del Sistema Nervoso Simpatico AMBIENTE
• Variazioni di temperatura (estreme); (in caso di lavoro duro, valore critico a 30-32°C)
• Umidità (o corpo nell’acqua)
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IPERTERMIA
Per innalzamento del punto di regolazione del termostato ipotalamico (punto critico
normalmente compreso tra 37° e 37,1°) a causa di:
• Sostanze pirogene
• Distruzione tissutale
• Disidratazione
IPERTERMIA - segni clinici nelle diverse fasi
FASE INIZIALE:
temperatura in innalzamento (durata 20-40’)
• Brividi
• Sensazione di freddo
• Cute fredda e pallida
• Cianosi letti ungueali
• “Pelle d’oca” (orripilazione cutanea)
• temperatura corporea
• Frequenza cardiaca
• frequenza respiratoria
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Decorso febbre
35,5 36 36,5 37 37,5 38 38,5 39
6 8 10 12 14 16 18 20 22 24
Tempo
Temperatura corporea
IPERTERMIA
segni clinici nelle diverse fasi
FASE DI DECORSO:
temperatura stabilizzata a livello alto
• temperatura corporea e frequenza cardiaca
• assenza di brivido
• cute calda
• bocca secca
• stanchezza
• riduzione della diuresi
• riduzione dell’appetito
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IPERTERMIA
segni clinici nelle diverse fasi
FASE FINALE (CRISI O LISI):
riadattamento della temperatura corporea a valori normali
• cute rossa e umida
• sudore profuso (rischio di disidratazione e
di perdita di sali minerali
IPOTERMIA
Può insorgere rapidamente a causa di esposizione a freddo o climi molto rigidi.
Segni clinici:
• (all’inizio) brivido intenso
• cute fredda
• aspetto cereo
• viso gonfio
• diminuzione della frequenza cardiaca e respiratoria
• diminuzione della temperatura corporea
• ipotensione
• disorientamento / sonnolenza / irrequietezza
• riduzione della diuresi
• riduzione della coordinazione muscolare
• coma – morte (sotto i 34°C)
La capacità di termoregolazione si riduce notevolmente sotto i 34,5°C
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DI: RISCHIO DI
ALTERAZIONE DELLA TEMPERATURA CORPOREA
Def.: Stato in cui la persona rischia di non essere in grado di mantenere la temperatura corporea entro i valori normali (36°-37,5°C)
Fattori di rischio Fattori correlati:
Fisiopatologici:
Inefficacia della termoregolazione secondaria a:
• coma
• tumore cerebrale
• ictus cerebrale
Correlata a trattamenti:
• raffreddamento provocato da: Infusione parenterale, dialisi Situazionali
IPERTERMIA
DEf.: Stato in cui la persona ha o rischia di avere un persistente innalzamento della temperatura corporea (che supera 37,8 °C orale, 38,8° rettale) a
causa di fattori esterni Caratteristiche definenti Maggiori
• Temperatura orale superiore a 37,8 ° C o temperatura rettale superiore a 38,8° C
Minori
• Arrossamento cutaneo
• Cute calda
• Aumento della frequenza respiratoria,
• Disidratazione
• Malessere, affaticamento astenia
• Diminuzione dell’appetito
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IPERTERMIA
Fattori correlati:
Correlata a trattamenti:
• Ridotta capacità di sudorazione secondaria a (farmaco)
Situazionali:
• Esposizione al calore
• Abbigliamento inadeguato al clima
• Disidratazione
IPOTERMIA
Def.: Stato in cui la persona ha o rischia di avere una riduzione
persistente della temperatura corporea a valori inferiori a 35,5° C (misurata per via rettale) a causa di aumentata vulnerabilità a fattori esterni
Caratteristiche definenti Maggiori
• Temperatura rettale inferiore a 35,5 °C
• Cute fredda
• Pallore moderato
• Brividi (lieve) Minori
• Confusione mentale, sonnolenza, irrequietezza
• Diminuzione del polso e respiro
• Cachessia, malnutrizione.
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IPOTERMIA
Fattori correlati Situazionali:
• Esposizione al freddo, pioggia, neve, vento
• Abbigliamento inadeguato al clima
• Impossibilità di pagare affitto o riscaldamento.
• Diminuzione della circolazione secondaria a:
• Persona sottopeso/sovrappeso
• Disidratazione
• Inattività
• Consumo di alcol
TERMOREGOLAZIONE INEFFICACE
• Def.: Stato in cui la persona ha o rischia di avere, una
incapacità di mantenere stabile la temperatura interna in presenza di fattori esterni avversi o mutati.
Caratteristiche definenti Maggiori
• Fluttuazioni della temperatura, correlate a limitata
regolazione metabolica compensatoria in risposta a fattori ambientali
Fattori correlati Situazionali
• Correlata a: fluttuazioni della temperatura ambientale, oggetti freddi o bagnati, condizioni di alloggio inadeguate, superficie corporea bagnata, abbigliamento inadeguato alle condizioni atmosferiche.
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