A NNALI DELLA
S CUOLA N ORMALE S UPERIORE DI P ISA Classe di Scienze
F RANCO G ORI
Sulle deformazioni delle varieta algebriche intersezioni complete non singolari di codimensione 2
Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Scienze 3
esérie, tome 24, n
o1 (1970), p. 103-110
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ALGEBRICHE INTERSEZIONI
COMPLETE NON SINGOLARI DI CODIMENSIONE 2
di FRANCO GORI
RIASSUNTO - Utilizzando una caratterizzazione delle varietà algebriche intersezioni com-
plete non singolari di due ipersuperficie dovuta essenzialmente a J. P. Serre
[5],
sitrovano delle condizioni sufficienti perchè tali varietà restino intersezioni complete
per deformazioni nel senso di K. Kodaira e D. C. Spencer
[3].
1. Sia X una varietà
algebrica
nonsingolare
di dimensioned,
contenutanello
spazio proiettivo complesso
pa+2. Indichiamo con E tanto il sistema lineare delle sezioniiperpiane
di Xquanto
il fibrato lineare ad esso asso-ciato. Indichiamo
poi
conO(E)
il fascio deigermi
delle sezioni del fibrato E e con ilmultiplo
secondo y di E.Supponiamo
che X sia intersezionecompleta
nonsingolare
di dueiper- superficie YI
eY2.
In
questa
nota si dimostra che se d+
2 èmaggiore
di 4ogni
defor-mazione « sufficientemente
piccola »
di JT è ancoraalgebrica
e intersezionecompleta.
Precisamente proveremo il
TEOREMA 1. Le varietà
algebriche
di Pd+2 intersezionicomplete
nonsingolari
di dueipersuperficie Y,
eY2
di dati ordini formano unafamiglia algebrica completa (nel
senso di Kodaira eSpecer)
nei casiseguenti :
quando grado
--quando g~rado :
1OSSERVAZIONE. Le limitazioni
II)
eIII)
del Teor. 1 sono essenzialicome mostrano i
seguenti esempi : i) famiglia
analiticacomplessa
dellePervenuto alla Redazione il 19 Ottobre 1969.
104
curve
piane
di ordinemaggiore
di3 ; ii) famiglia
analiticacomplessa
ditutte le
ipersuperficie
nonsingolari
di ordine 4 in P3,([3],
Teor. 14.1 pag.404 e Teor. 14.2 pag.
407).
La dimostrazione del Teorema 1 si basa sulla caratterizzazione delle varietà intersezioni
complete
di dueipersuperficie ([5], [2] [1])
data dalseguente
TEOREMA 2. Perchè la varietà
algebrica
nonsingolare
X sia interse-zione
completa
di dueipersuperficie Y,
eY2
di unospazio proiettivo è
necessario e basta che :
a)
.~ sia una varietànormale ;
b)
il sistema canonico di ~’ siamultiplo
secondo un interodel sistema E delle sezioni
iperpiane :
.E v c~gg ;
c)
se v>
0 allora siano nulli igruppi
dicoomologia
di ~’ a valorinel fascio definito dal fibrato 0 per
i > 0
ePer provare il Teorema 1 basta
quindi
verificare che le condizionia), b)
ec)
del Teorema 2 sono stabili per deformazioniquando :
d+ 2 > 4 ;
d
+
2 = 4 egrado grado Y2 ~ 4 ; d + 2 = 3
egrado grado
2. Cominciamo a provare che la condizione
c)
del Teorema 2 è stabile per deformazioni.Sia
9x
il fascio di ideali definitoda X,
sottofascio del fascioO
deigermi
delle funzioni olomorfe inPd+2, e
siaOx
il fascio deigermi
dellefunzioni olomorfe su X. In altre
parole
consideriamo la successione esattaPoiché X è intersezione
completa
diYi
eY2
è esatta la successione(delle sizigie)
ove
Y,
eY.
sono i fibrati definiti dalleipersuperficie Y,
eY2
e 0ed 82
= 0 sonoequazioni
locali diY,
eY2
l’omomorfismo i è dato dae
1’omomorfismo j
daLe
(1 )
e(2)
siconglobano
nellaancora esatta.
Dalla
(1)
si ha la successione esatta dicoomologia
e
quindi
1’isomorfismo Dalla(2) analogamente
Per un teorema noto dovuto a R. Bott
([3],
pag.405)
si haed in
queste
condizioni sono sicuramente nulli anche igruppi
Se vale la
(4)
èquindi
cioè per la(1’)
si ottiene laTensorizzando
su O
col fibrato sezioneiperpiana,
dalle(1), (2), (3)
si otten-gono le successioni ancora esatte
Dalle successioni esatte di
coomologia associate,
sempre tenendo conto del teorema di R. Bott citato sopra, con facilipassaggi
si ottieneche vale nelle stesse condizioni per cui sono vere la
(4)
e la(5).
106
Sia ora una
qualunque famiglia
di deformazioni della varietà X nel senso di Kodaira eSpencer.
Poichè siamo interessati a
piccole
deformazioni di ~.’possiamo
supporreche ~ sia un
polidisco
che.g =
wl (0)
con 0 E M.Per un teorema di Kodaira e
Spencer ([3],
Teor. 13.2 pag.400)
le(5)
e
(6) implicano
l’esistenza di un intorno~
dello zero in M e di una ap-plicazione
olomorfa sulle fibreI --
Si vede
poi
conargomentazioni analoghe
aquelle
di[3], (Teor.
13.4pag.
400)
che l’intorno9Z
sipuò scegliere
cospiccolo
chel’applicazione
0 sia biolomorfa sulle fibre
Xt
=(t),
t E9~.
Basta infattiapplicare
ilteorema citato tenendo
presente
che la varietà .X èalgebrica
e chepertanto
la dimensione 1 di
Ò (E )Xt)’
costante per la(6)
e per[3] (Teor.
2.1e Teor. 2.3 pag.
350),
èproprio uguale
a d+
2. ,Ma X è intersezione
completa
perogni i > 0
e0
t:::-: 1 -,-
v.Segue quindi
per il teorema di semicontinuitàsuperiore ([3],
Teor. 2.1 pag.
350)
che perqualunque
intorno dello zero in M tale chel’applicazione «)
sia bioloforma sullefibre,
è vera lacioè vale la stabilità della condizione
c)
del Teorema 2.3. Proviamo ora la stabilità della condizione
a)
del Teorema 2.Per un teorema di
Muhly-Zariski [4] è
noto che una varietàalgebrica
X è normale se e soltanto se l~omomorfismo
è
surgettivo
perogni 1 >
0.A noi basta
quindi
provare che esiste un intorno dello zero in .M tale che perogni
tappartenente
ad esso sia esatta la successioneche è sicuramente esatta per t = 0.
Un teorema classico dovuto essenzialmente al Castelnuovo afferma che la
(8)
è esatta perogni
varietàalgebrica
nonsingolare
appena che sia 1maggiore
di uncerto lo
abbastanzagrande. Quindi
la(8)
è veraper 1 > lo opportuno
per tutte leXt
tali che t EC’J1;
essendo9Z
un intorno dello zeroin M per cui
l’applicazione 4Y
è biolomorfa sulle fibre.Resta da provare che la
(8)
vale anchequando
è 1 per tutte leXt
con tappartenente
ad un intorno dello zero in Mopportunamente
determinato.
In base al
già
citato teorema di semicontinuità essendoed essendo
esatta,
comegià
si èdetto,
la(8)
per t =0,
si ottiene che dim ~ perogni
e perogni
t E’M.
Dimostrando
perciò l’esistenza,
perogni positivo,
di un intornodello zero in M :
g£lc 9Z
in cui.sarà
provata
lauguaglianza
vera per
ogni 1 >
0 nell’intorno~
definito dallache è
quanto vogliamo.
Sia
dapprima
l =1 cioèSi
può
supporre che X nonappartenga
a nessuniperpiano
diPd+2, (se
X
appartiene
ad uniperpiano
siprocede analogamente
maquesto
casopresenta
per noi pocointeresse),
allora ciò vale anche per tutte leXt
cont E
opportuno
e per tali valori di t èdunque :
dimNil
= dimInfatti l’immersione
~1>o:
X -Pd+2,
biolomorfasull’immagine, può
es-sere scritta localmente mediante
d + 2
funzioni olomorfe~o, ~ (i =1~ 2, ...
...d-(-2);
e perl’ipotesi
fatta leØo,
i sono linearmenteindipendenti.
Scri-vendo in
componenti
anchel’espressione ø:
pd+2 si hanno delle funzioni olomorfe108
Giacchè si è detto
d+2
(dove
è per definizioneØo (z, t) = 1), (z, t)
una funzioneo
olomorfa,
esiste sicuramente un intorno dello zero in M in cui leøi (z, t)
sono linearmente
indipendenti.
Sia ora 1
>
1.Poniamo
ciò
significa
cheesistono hl polinomi omogenei 99k ()
digrado 1
chegodono
le
proprietà
di essere linearmenteindipendenti,
di non annullarsi suX,
etali che nessuna loro combinazione lineare si annulla su X.
Poichè come è ormai noto le
applicazioni
sonoolomorfe, le hi
funzioni
~k ( ~ (z, t)),
che sono linearmenteindipendenti,
non annullandosi per t = 0 non si annullerannoqualunque
sia t E con~1
intornoopportuno
dello zero.
Infine, poichè Zk Ak
99k(0 (z, t))
è una funzione olomorfa diversa da zeroper t =
0,
esiste sicuramente anche l’intorno tale che perogni
t Esia
Concludendo,
perogni
icioè
4. Verifichiamo ora la stabilità della condizione
b)
del teorema 2.Indichiamo con
KM
il fibrato canonico definito su e con il fibrato canonico su Co-1(t).
Per la definizione di fibrato canonico si haÈ
d’altraparte possibile ([3], Prop.
13.2 pag.398)
costruire l’estensioneéq/
del fibrato _E"x ,
definito su.con CJ1
abba-stanza
piccolo.
~ ’
Sarà allora
/"’o,.
Basterà
quindi
trovare un intornoCJ1
dello zero in M in cui sia = ,M=
ê/"’o,. perchè
in base alla(10)
e alla(11)
siaprovata
la stabilità dellab)
CM
I fibrati lineari e definiscono due elementi del gruppo H
1 (921 0*),
dove
O*
è il fascio deigermi
delle funzioni olomorfe=~=
O suc191
cy. Tenendoallora
presente
ildiagramma
arighe
esatte e commutativo([3],
13.5 pag.398).
l’i potesi
dice che
e
quindi
cioè
Essendo X intersezione
completa
essa èregolare
ovveroLa
(13)
per semicontinuitàimplica
hesistenza di un intorno dello zerol~ tale che in esso sia
e
pertanto posto
dalla(14)
e da[3] (Teor.
2.2 pag.350)
segueda cui segue che nel
diagramma (a)
l’omomorfismo6*
è iniettivo.110
La
(12)
si riscrive allorache è
quanto
sivoleva,
e il teorema 1 ècompletamente
dimostrato.BIBLIOGRAFIA
[1]
U. GASAPINA : Sulle sezioni spaziali delle varietà aritmeticamente normali e aritmeticamenteregolari ; Bollettino dell’Un. Mat. Italiana 1961, serie III, vol. 16, pag. 476-483.