A NNALI DELLA
S CUOLA N ORMALE S UPERIORE DI P ISA Classe di Scienze
F RANCESCO G HERARDELLI
Deformazioni rigide all’infinito di varietà di Stein
Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Scienze 3
esérie, tome 20, n
o3 (1966), p. 583-588
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DI VARIETÀ DI STEIN
di FRANCESO GHERARDELLI (1)
1. Sia
ir~
unospazio complesso.
Una deformazione diVo
è l’insieme deiseguenti
dati :a)
unospazio complesso puntato (M, mo) ; b)
unospazio complesso ci2, c)
dueapplicazioni
olomorfetali che
1) 1’applicazione i
sia un isomorfismo diVo
su co"1(mo),
2)
perogni x
EC),9
esistano : un intorno W di x inCV,
un intornoU di co
(x)
in un insieme analitico S contenuto in unaperto
di unospazio
numerico(IN,
unisomorfismo q
U m S--> W,
tale che co o cp sia laproiezione
naturale di ~T X S su U.Per la condizione
2) l’applicazione
co èaperta. Se V
ed M sono varietàcomplesse
ed co è di rango massimo inogni punto
diflfl,
la condizione2)
è certo soddisfatta. Per la
1)
sipuò
identificareVo
coni (Vo)
= co-1(1no).
Due deformazioni
(flfl, M)
dello stessospazio Vo
sullastessa base
(M, mo)
si diconoequivalenti
se esiste unisomorfismo V: flfl’
tale Si dice che una deformazione è
(localmente)
banale o
rigida
se essa è(localmente) equivalente
alla deformazione xVo , _p r,, , liT ).
DEFINIZIONE 1
(cfr. [2]
pag.266) Si
dice che(C),9,
co,M) è rigida
all’in-finito
se esistecompatto .go
cVo
ed unisomorfismo
Pervenuto alla Redazione il 20 Gennaio 1966.
(i) Durante la preparazione di questa nota l’A. ha usufruito del grant N. S. F-GP J022 della National Science Foundation.
584
su un
aperto
diC).9,
tale che1)
ildiagramma
sia commutativo e
2) Im g
siaun’applicazioite compatta.
Lo scopo di
questa
nota è la dimostrazione delseguente
TEOREMA. Una
deformazione rigida all’infinito
di una varietà di Steindimensione
complessa
n >1,
è localmente banale.OSSERVAZIONE. Il risultato è banalmente falso se dim
Vo
= 1.~
notoinfatti che per
ogni superficie
di Riemann’Po ogni
deformazioneVt
della strutturacomplessa
diV’0
si ottiene per deformazione della struttura all’in- terno di un intorno coordinato(cfr. [4]).
Se la deformazione èrigida
fuoridi un dominio di coordinate il teorema è noto e vero
qualunque
sia lafibra
(di dimC > 1) (cfr. [3]
pag.461) ; questo
risultato è d’altraparte
de-ducibile dal teorema
precedente,
almeno se il dominio di coordinate è di Stein.2.
Supponiamo
orache, w,16Z )
essendo una deformazionerigida all’infinito, c12
ed 3f siano varietàcomplesse
e che w sia ovunque di rango massimo.Sia W la
famiglia
di tutti ichiusi, F,
di tali che larestrizione,
co F,
di w ad 1" siaun’applicazione compatta.
Poichè ci interessano
qui
soltanto deformazioni locali diVo
sipuò
supporre che .~ sia un
polidisco
con centro mo =(0)
e diraggio ro :
Per la definizione di
deformazione,
sipuò
trovare unricoprimento
localmente finito di
CV, CJ1 =
conaperti Ui
dotati di coordinate e tali che larestrizione, (O I
di wad Ui
sia data dalla :e per
ogui
x E ... ,zl(,»
siano coordinate locali in x sulla varietàSe le
dànno il cambiamento di coordinate in è un campo olomorfo di vettori su
Mro ,
allorasono le
componenti
di un campo olomorfo di vettorilungo
le fibre inui
flUj.
Sia 0 il fascio deigermi
deicampi
di vettori olomorfilungo
lefibre di
C)2.
Si verifica che o(v) :
= è un cociclo sulricoprimento ~
a valori in E Z 1
(CJ1, e).
Poichè
(flfl,
w,M)
èrigida
all’infinito si vede subito che ilsupporto
diQ
(v) appartiene
allafamiglia W, sopra definita.
Se si cambiano le coordi-nate sul
ricoprimento CJ1,
ilcocielo Lo (v)
si altera per un cobordo asupporto
in ~’.
Quindi se 1:
è il fascio deigermi
deicampi
di vettoritangenti
adsi ottiene
un’applicazione
o~ HO(Mro , ~ j
-.g ~ (T, 0),
che è linearesu HO
(O
fascio deigermi
delle funzioni olomorfe su Seprecedente può
essereripetuta
conMr.
eCVr
alposto
di eflfl.
Per O si ha ildiagramma,
evidentementecommutativo,
in cui le frecce verticali sono delle restrizioni e si sono indicate colla stessa lettera W le
famiglie
deisupporti
definite perCVr
e come si è fatto per Se si passa al limite per r- O si ottieneun’applicazione
o :fascio
immagine
diretta di 0 me-diante
m).
PROPOSIZIONE 1. Sia 00,
M) deformazione rigida all’infinito
dellavarietà
complessa Vo .
Se a =0, (~,
co, localmenterigida (e viceversa).
La dimostrazione è del tutto
analoga
aquella
dellaProp.
1 di[1].
586
Se si considera una
famiglia
differenziabile di varietà differenziabili allora il fascio 0 è fine e dallaproposizione precedente
si ottiene ilCOROLLARIO 1. Se
(19,
w, unadeformazione
diVo
= CO-1(0) 9-igida all’infinito
allora essa èdifferenziabilmente
localmente banale.OSSERVAZIONE Se n: Im
( g)
--~( ho - Ko)
X M è l’isomorfismo dato dallarigidità all’infinito,
il diffeomeomorfismo che dà la banalità di(ci2r ,
w,Mr)
si
può scegliere
coincidente con n fuori di( U -
X2Jfr,
dove U è unintorno arbitrario di in
Vo
edM1.
un intorno di(0)
E abbastanzapiccolo.
Ciò risulta subito dal fatto che scrivendo che il cociclo di defor- mazione è uncobordo,
dove esso è zero sipuò esprimere
come « cobordodello zero »
(si
usa, per es., unapartizione dell’unità).
3. Sia ora
(flY,
co,M)
una deformazionerigida
all’infinito della varietà, di Stein
Vo
di dimensionecomplessa n >
1. Si ha laPROPOSIZIONE 2. Se U è
_polidisco
abbastanzapiccolo
di EU, m-1 (U)
è una varietà di Stein.DIM. Siano p e q due funzioni fortemente
plurisottoarmoniche (f.
p. s.a.) positive
suVo
ed Urispettivamente,
lequali
mettano in evidenza la con-vessità di
Vo
ed U.Sia
g : wl ( V ) --~ ~o un’applicazione differenziabile,
che dia larigidità
differenziabile di co-1
( U) ; p o g
è allora una funzione f. p. s. a. su(U).
Si
può scegliere
una costante k)
O cosgrande
o g+ kq
o co siaf. p. s. a. e
gli
insiemi_
siano relativamente
compatti
inco-1 ( U ) :
ne segue checo-1 (U)
è di Stein.’ COROLLARIO 2. Per
ogni t
EU,
wl(t) = Yt
è varietà di Stein.Per la
proposizione
2 sipuò
supporre cheQ~
sia una varietà di Stein.Siano
F1 (a),
...,FN (v)
E HO(C),9, Ò)
delle funzioni olomorfe suCV
tali chesia isomorfismo di
V
su una sottovarietà chiusa di(IN; Fi
o 9(i = 1, ... , N)
sono allora funzioni olomorfe su
(Vo -
X(essendo
g :(Vo -
yX
l’applicazione
olomorfa che dà larigidità all’infinito).
PoichèYo
è di Stein sipuò
trovare unaperto
di SteinAo,
y relativamente com-patto,
a frontiera fortemente convessa eC °°,
tale cheAo :2
Poniamo gJ;,
t =Fi
og | i (V0 - AO)
X t. Le funzioni ggi, t si estendono uni- vocamente a funzioni olomorfe suFo
X t.Infatti,
nella successione esatta dicoomologia
relativa :=
coomologia
asupporti compatti), Hk (>4 O)
= 0perchè Ao
è re-lativamente
compatto
e anchegk (Ao O)
= 0perchè
dim2 ;
.quindi Bt
è isomorfismo.Siano
~~===1~...~)
le estensioni a delle Proviamo chel’applicazione
olomorfaè biolomorfa sopra F
( Yt).
Osserviamo
dapprima che yt
èpropria ;
infatti se .K ècompatto
di(.¡N, (Vo
-Ao)
xt)
ècompatto
perl’ipotesi
dirigidità
all’infinito e-
yt è anche biunivoca come segue dalle
seguenti
considerazioni. Ponia-mo At :
=Vt
- g((V0 - Ao) X t) ; At è aperto
di Steinperchè
è a frontierafortemente convessa e
Vt
è di Stein. Come sopra, dalla successione esatta dicoomologia
relativa all’inclusioneAt
cVt
segue cheè isomorfismo e, isomorfismo
topologico
dialgebre (per
latopolo- gia
della convergenza uniforme suicompatti).
Sianopoi
gli
isomorfismitopologici
dedotti dallarigidità
all’infinito. Per assurdo sup-poniamo yt (xo) #
-,v, EYo
X t. Sia B c unaperto
diStein,
relativamente
compatto,
contenente x, e a frontieraC °°,
fortementeconvessa e contenuta
in (Vo - Ao)
x t. Essendo1To
diStein,
esiste unaPoichè evidentemente,
588
ogni e >
0 esiste unpolinomio P~
e
quindi
anche s M:a alloraUNt
per il
principio
delmassimo I Ps
t, ... ,t) - h| e
in B e l’assurdoI
h(xo)
- hI
28.Essendo Pt propria, t) è
sottoinsieme analitico diGN
epoichè
è varietà e yt è isomorfismo sopra Si è cos
provato
che le(x, t) : t (x) (x E
EM)
definisconoun’applicazione
biunivoca di sopra che è biolomorfa sulle fibre. Verifichiamo che le sono continuerispetto
a t. Poichèa =
Fi,
o g, ciò è ovvio in( Yo - go)
X M. Ma dipiù,
per l’uni-forme continuità delle funzioni
continue, qualunque
siano e> 0,
g cFo
-Ko compatto
eto E -111,
esiste un intorno IT dito
in ~ tale cheper t E
UI ’~J~ (x, t) (X, to) 1 8 qualunque
sia x E K.Scegliendo
g = F -Ao ,
con~’
compatto
diP‘o
contenenteAo,
y dalprincipio
del massimo segue subito che anche per x Ej6~
le(x, t)
sono continuerispetto
a t.Per concludere la dimostrazione del teorema 1 basta provare che le
(x, t),
olomorfein x,
sono ovunque olomorfe anchein t ;
perogni
m-cicloyt di le funzioni
)
dt sono funzioni olomorfe y. -
nulle in
Ao , dunque
nulle su_Fo :
dal teorema di Morera segue che le(x, t)
sono olomorfe in t.Università di Firenze
BIBLIOGRAFIA
[1]
ANDREOTTI A. e E. VESENTINI On the pseado-rigidity of Stein manifolds. Ann. Scuola Norm. Snp. di Pisa, s. III, v. 16, (1962) p.p. 213-223.[21
ANDREOTTI A. e E. VESENTINI On deformations of discontinuous groups, Acta Math.v. 112, (1964), p.p. 249-298.