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si manifesta con l’assenza di ogni risposta COMA

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Academic year: 2022

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Texte intégral

(1)

COMA

E’ lo stato di non rispondenza durante il quale il soggetto non può essere risvegliato e si manifesta con l’assenza di ogni risposta agli stimoli esterni o a un bisogno interiore.

(2)

La coscienza è lo stato di consapevolezza di sè e dell’ambiente. Il coma è esattamente il contrario, cioè la mancata consapevolezza di sè e dell’ambiente anche in presenza di stimoli

esterni.

COMA

(3)

La coscienza è costituita da da due elementi : il contenuto di coscienza e la vigilanza.

Il contenuto della coscienza rappresenta la somma delle funzioni mentali cognitive ed

affettive. La vigilanza è la partecipazione all’ambiente esterno, strettamente correlata

allo stato di veglia.

COMA

(4)

Si definisce stupor una condizione di sonno profondo da cui il soggetto può essere

risvegliato solo con stimoli vigorosi e ripetuti.

Appena lo stimolo cessa i soggetti stuporosi ricadono nello stato areattivo.

COMA

(5)

Sindrome locked-in (chiuso dentro) è uno stato di deafferentazione motoria con

plegia, per cui il paziente pur mantenendo una cognitività preservata non può

esprimere i propri contenuti a meno che non residui la capacità di muovere

verticalmente gli occhi

COMA

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COMA

(7)

COMA

(8)

E’ necessario valutare i quattro parametri descritti in caso di danno emisferico acuto in quanto l’effetto massa dipendente dalla lesione stessa e dall’edema reattivo tendono a dislocare il

tessuto cerebrale circostante in senso cranio - caudale, determinando un disturbo di coscienza

progressivo fino al coma.

DIAGNOSI

(9)

L’attento monitoraggio indica la progressione del danno anatomico in caso di ipertensione

endocranica evolutiva con interessamento progressivo dalle strutture emisferiche

diencefaliche ai livelli più caudali (mesencefalo -ponte-bulbo)

DIAGNOSI

(10)

COMA

(11)

Respiro di Cheyne Stokes (livello diencefalico) è caratterizzato da un respiro periodico con

alternanza di fasi di iperpnea con fasi di apnea.

TIPO DI RESPIRO

(12)

Iperventilazione neurogena centrale (livello mesencefalico-pontino) è caratterizzata da

una iperventilazione rapida con 40-60 atti respiratori/minuto,regolare.

Indica una lesione anatomica a livello del

mesencefalo inferiore e terzo medio del ponte.

TIPO DI RESPIRO

(13)

Respiro Apneustico (livello pontino inferiore) è

caratterizzato da una pausa di 2-3 secondi in corso di inspirazione.

Indica un danno anatomico a livello pontino inferiore.

TIPO DI RESPIRO

(14)

Respiro atassico (livello bulbare)è dovuto a una lesione diretta dei centri respiratori situati nella formazione reticole del bulbo.

L’atassia è caratterizzata da atti respiratori irregolari sia per profondità che per ritmo

fino a fasi apnoiche sempre più lunghe.

TIPO DI RESPIRO

(15)

Lesioni diencefaliche

Una lesione simpatica isolata determina miosi. Una lesione cerebrale con edema

imponente che sottopone a cono di

pressione la regione diencefalica determina miosi monolaterale, talora bilaterale.

DIMENSIONI E REATTIVITA’ PUPILLARE

(16)

Lesioni mesencefaliche

Se viene colpita la regione del tetto mesencefalico o pretettale il riflesso fotomotore è abolito e le pupille sono

lievemente dilatate o francamente midriatiche DIMENSIONI E REATTIVITA’ PUPILLARE

(17)

Se la lesione mesencefalica è nella sostanza grigia periacquedottale vengono colpite sia le vie simpatiche

che parasimpatiche, le pupille in tal caso sono di grandezza intermedia (5 mm) di diametro e non

reagenti alla luce.

Se viene lesionata la zona in cui emerge il III nervo cranico (ernia dell’uncus) si verifica una midriasi fissa

omolaterale alla lesione, associata a ptosi.

COMA

(18)

Lesioni del ponte

Nelle lesioni primarie del ponte (emorragia pontina) le pupille diventano miotiche

bilaterali “a copocchia di spillo”, con riflesso fotomotore conservato, in quanto la lesione

interrompe solo le vie simpatiche, risparmiando le parasimpatiche.

DIMENSIONI E REATTIVITA’ PUPILLARE

(19)

Lesioni laterali del bulbo

Di solito è da causa ischemica per

occlusione dell’arteria cerebellare antero inferiore. Si verifica miosi unilaterale associata a ptosi ed enoftalmo(occhio in

dentro infossato),ma con riflesso fotomotore conservato.

DIMENSIONI E REATTIVITA’ PUPILLARE

(20)

MOVIMENTI OCULARI

La motilità coniugata nel coma va valutata nel seguente modo:

A- Osservazione della motilità spontanea involontaria

B- Indotta dal riflesso propriocettivo da rotazione del capo (fenomeno degli occhi di bambola)

C- Indotta da irrigazione del condotto uditivo interno con acqua a 0 (stimolazione calorica).

(21)

MOVIMENTI OCULARI

Nel soggetto normale si valuta sia la motilità coniugata volontaria che riflessa.

La motilità riflessa da rotazione del capo determina una deviazione degli occhi dal lato opposto alla direzione della

rotazione.

Con la stimolazione calorica nel soggetto normale si verifica un nistagmo con la componente lenta nella direzione

dell’orecchio stimolato e la componente rapida in allontanamento dall’orecchio irrigato.

(22)

COMA

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MOVIMENTI OCULARI

Coma da lesione emisferica cerebrale con interessamento diencefalico

Motilità oculare spontanea involontaria: occhi lievemente divergenti

Riflessi oculocefalici: presenti

Stimolazione calorica: deviazione coniugata verso il lato stimolato, assenza di nistagmo.

(24)

MOVIMENTI OCULARI Coma da lesione mesencefalica

Motilità oculare spontanea involontaria:

immobili in posizione primaria, assenza di movimenti pendolari.

Riflessi oculocefalici: risposta disconiugata in caso di lesione del III n. cranico o assente.

Stimolazione calorica: deviazione disconiugata

(25)

MOVIMENTI OCULARI

Coma da lesione pontina

Motilità oculare spontanea: deviazione verso il lato opposto alla lesione

Riflessi oculocefalici: assenti

Stimolazione calorica: deviazione disconiugata

(26)

MOVIMENTI OCULARI

Coma da lesione bulbare

Motilità oculare spontanea: assente.

Globi oculari fissi in posizione primaria Riflessi oculocefalici: assenti

Stimolazione calorica: assenza di

risposta

(27)

RISPOSTE MOTORIE

Nel paziente in coma la funzione motoria va

esaminata basandosi sul tipo di risposta a stimoli nocicettivi preferenzialmente sulla regione

sopraorbitaria (innervazione trigeminale) o della regione sternale (fascio spinotalamico).

(28)

RISPOSTE MOTORIE

Lesione emisferica monolaterale con interessamento diencefalico:

Risposta di allontanamento dello stimolo, interessamento piramidale bilaterale con

Babinski bilaterale o in decorticazione

(flessione del braccio, estensione della gamba).

(29)

www.slidetube.it

(30)

RISPOSTE MOTORIE

Stato mesencefalico-pontino superiore:

I segni di rigidità decorticata evolvono verso uno stato di estensione bilaterale degli arti superiori con

adduzione ed iperpronazione.

Gli arti inferiori sono estesi con piede in flessione plantare (rigidità decerebrata). Il quadro può

presentarsi spontaneamente o dopo stimoli dolorifici.

(31)

RISPOSTE MOTORIE

Stato mesencefalico-pontino superiore:

La prognosi in questi casi è infausta per l’alto livello di mortalità o di gravi esiti (stato vegetativo persistente).

Talora la decerebrazione è riscontrabile in situazioni di coma metabolico: epatico, ipoglicemico e anossico.

La situazione evolve caudalmente fino a quando il

soggetto diventa flaccido con scomparsa di risposta alla stimolazione dolorifica.

(32)

RISPOSTE MOTORIE

Stato bulbare:

Il paziente è flaccido, il respiro diventa irregolare atassico fino all’arresto

respiratorio.

La morte si verifica inevitabilmente.

(33)

Un metodo di valutazione clinica con

significato prevalentemente prognostico ma non localizzatorio e di facile applicabilità è la

scala di Glasgow.

VALUTAZIONE CLINICA

(34)

COMA

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RUOLO DEGLI ESAMI NEUROFISIOLOGICI

Il ruolo dell'esame elettroencefalografico (EEG) e dei Potenziali Evocati (PE) è

fondamentale per la conferma diagnostica di stato di coma, sia per quantificarne il grado,

sia per formulare ipotesi prognostiche.

(36)

COMA

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