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Approfondimenti in Scienze

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Approfondimenti in Scienze Infermieristiche

Endoscopia Pediatrica

Il Ruolo attuale dell’Infermiere in endoscopia:

Compiti e Responsabilità

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(2)

Strumentario

La caratteristica peculiare dello strumentario per la

Esofagogastroduodenoscopia, pediatrica, oltre che il calibro

ridotto (diam. 6mm e canale operativo 2.2 mm, contro 9 mm e 2,8 per gli adulti), è la

sezione orientabile più breve che permette di superare

agevolmente i tratti più angolati, anche nei neonati e prematuri.

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(3)

In età pediatrica si è ampiamente diffusa la pratica dell’esplorazione endoscopica

dell’apparato digerente

sia per la diagnosi che per la

terapia di numerose patologie del tratto digestivo e in particolare in pazienti affetti da handicap

neurologici nei quali si associano quasi sempre grosse

problematiche della funzionalità esofago-gastrica.

Esofagite da reflusso

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(4)

Per la ERCP

Colangeopancreatografia

retrograda endoscopica, si può ordinare un duodenoscopio

pediatrico, a visione laterale, del

diametro di 7,5 mm, ma la pratica di tale esame è limitata ai centri ad

elevata esperienza, al fine di evitare complicanze.

Per la RCS

Rettocolonscopia, oltre che lo strumentario

pediatrico, nei neonati, in estremis, si può anche

utilizzare un

gastroscopio, avendo particolare cura nella progressione.

Strumentario

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(5)

Ecoendoscopia

Ecografia delle strutture interne attraverso la parete intestinale, con l’ausilio di strumenti

endoscopici dotati di sonde ecografiche

all’estremità, o con l’ausilio di speciali sonde ultrasottili “Minisonde”, inserite all’interno dei comuni endoscopi.

INDICAZIONI: per individuare

• Malattie Infiammatorie Croniche del neonato (MICI);

• alcune forme di Gastrite o di Celiachia;

• esofagite Eosinofila.

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Ecoendoscopia

L’ecoendoscopia consente la definizione diagnostica di lesioni di qualsiasi natura, site sia all’interno della parete gastrointestinale che nelle strutture adiacenti, consentendo l’effettuazione di prelievi di tessuto per l’esame istologico.

Solo nei pazienti più grandi si possono utilizzare gli

“Endoscopi Lineari”, con la possibilità di eseguire prelievi bioptici anche di tessuti extraintestinali (pancreas, retroperitoneo, mediastino).

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(7)

Biopsia

per via Endoscopica

• Notevole importanza assume la corretta esecuzione del prelievo bioptico.

• I frammenti prelevati andranno immersi nella soluzione di fissaggio, indicata dall’Istologo, per il quale sarà indispensabile la precisa

descrizione della sede del prelievo, per una esatta valutazione istologica.

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Ileoscopia con videocapsula

Si realizza mediante una

videocamera, della lunghezza di circa due cm che, deglutita,

passa rapidamente lungo tutto il tubo digerente, inviando

immagini ad un registratore che il paziente porta alla cintura.

Tale indagine è sempre successiva ad esami

standardizzati, (EGDS,

pancolonscopia, scintigrafia).

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(9)

Un sistema di elettrodi registra anche la sede di ripresa per una migliore localizzazione delle

lesioni.

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(10)

Le immagini registrate saranno successivamente visionate dal medico con l’aiuto di un sistema di valutazione computerizzata delle lesioni (ad

esempio vengono evidenziate quelle con colore rosso dominante, sospette per sanguinamento).

Nei bambini piccoli, incapaci di deglutire, la capsula viene trasportata endoscopicamente oltre il Piloro.

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(11)

Preparazione del paziente

Per l’esecuzione della EGDS, il paziente dovrà

essere digiuno, soprattutto per evitare i rischi di inalazione del materiale vomitato.

In caso di emorragia digestiva si dovrà

preventivamente procedere all’esecuzione di un lavaggio gastrico, utilizzando un sondino di

grosso calibro onde consentire l’aspirazione dei coaguli.

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(12)

Preparazione del paziente

Per l’esecuzione della rettocolonscopia è necessario attenersi scrupolosamente ai

protocolli di preparazione intestinale, adeguati all’età ed alle condizioni del paziente.

Una preparazione intestinale inadeguata espone il bambino ad inutili rischi di perforazione

intestinale e non consente alcuna diagnosi.

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Preparazione Anestesiologica

In età pediatrica gli esami endoscopici vanno eseguiti in regime di anestesia generale o

quantomeno di sedazione profonda, seguendo protocolli precisi di somministrazione dei

farmaci e di procedure di monitorizzazione, con personale preparato ad affrontare

qualsiasi eventuale complicanza.

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(14)

Esofagogastroduodenoscopia EGDS

L’EGDS consente di esplorare l’ipofaringe, l’esofago, lo stomaco e le prime porzioni duodenali. Tale esame trova le sue indicazioni in caso di:

Ulcera Duodenale Pilorica

Disfagia;

Vomito e/o rigurgito;

•Dolore addominale e/o retrosternale;

•Malassorbimento;

Malattie infiammatorie croniche intestinali;

Emorragia gastrointestinale;

•Ingestione di caustici;

•Posizionamento di sonde per l’alimentazione;

Screening nelle poliposi.

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(15)

La malattia da reflusso gastro- esofageo è una delle principali

indicazioni per una EGDS nei

bambini. Dell’esofago andrà descritta la normale canalizzazione o la

presenza di stenosi, ed andrà rilevato il

probabile ristagno di secrezioni o residui alimentari, in un esofago dilatato o ipotonico.

Esofago di Barret

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In caso di varici va descritta

l’estensione (a tutto l’esofago o alla

sola parte distale, la morfologia (lineari, tortuose, polipoidi).

Poliposi Multipla

Esofagite

Della mucosa, gastro-esofagea, và descritto il colorito e

l’eventuale presenza di erosioni o ulcerazioni.

E’ di particolare importanza la ricerca dei polipi a livello della seconda porzione duodenale e della Papilla di Vater, dove è più alta la frequenza di

polipi adenomatosi che vanno facilmente incontro a degenerazione neoplastica precoce.

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(17)

I prelievi bioptici, in caso di esofagite, o dolore addominale ricorrente,

consentiranno la diagnosi differenziale tra l’esofagite da reflusso ed esofagite

eosinofila, (da eziologia immunoallergica), e di eseguire il test per l’Helicobacter Pilori, per la cultura, con eventuale

antibiogramma.

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Rettocolonscopia RCS

Indagine endoscopica che consente l’esplorazione di tutto l’intestino tenue. Trova le sue indicazioni in caso di:

Emorragia digestiva bassa;

Diarrea mucoemorragica cronica;

Sospetta malattia infiammatoria cronica intestinale;

Screening nelle poliposi;

Rimozione di corpi estranei;

Decompressione in ostruzione colica;

Dilatazione di stenosi coliche.

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Della mucosa retto-colica và descritta l’opacità, la

modularità, o

granulomatosità, la presenza o l’assenza del reticolo

vascolare, alterazioni tipiche della Malattia Infiammatoria Cronica Intestinale.

Lo stato della mucosa può consentire la diagnosi

differenziale tra la Rettocolite Ulcerosa ed il Morbo di

Crhon. La principale

indicazione alla RCS è la rettorragia.

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(20)

Zoom-endoscopia

E’ una tecnica diagnostica indicata per la diagnosi di piccole lesioni del tratto

gastroenterico quali le malformazioni artero-

venose o per individuare il sito su cui effettuare prelievi bioptici nel caso di zone sospette per neoplasie esofagee, gastriche o coliche.

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(21)

Endoscopia operativa in età pediatrica

In questo modo possono essere diagnosticate e trattate moltissime patologie del tratto

gastroenterico minimizzando i traumi per il bambino e riducendo l'impatto chirurgico.

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(22)

Le tecniche di chirurgia

videoendoscopiche, trovano una vasta gamma di applicazione nel

campo della chirurgia pediatrica dove grazie a tecniche

chirurgiche sempre più avanzate, risulta

sicuramente vantaggioso ricorrere a procedure più conservative, grazie all'utilizzo di mezzi

ottici ingranditori o di ottiche e strumenti laparotoracoscopici.

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(23)

Da anni sono eseguiti, quasi

quotidianamente, interventi chirurgici considerati di «chirurgia maggiore»

mediante approcci laparo, toraco o retroperitoneoscopici, poiché in mani esperte e allenate queste procedure non comportano rischi particolari ma, al

contrario, apportano indubbi vantaggi in termini di dolore post-operatorio,

complicanze, risultati estetici e tempi di degenza.

La videochirurgia endoscopica, nonostante un'iniziale ondata di scetticismo sta conquistando nel corso degli ultimi anni il

consenso di numerosi chirurghi pediatri grazie all'introduzione di strumenti specifici, al miglioramento delle tecniche di assistenza

perioperatoria e alla diffusione di una nuova mentalità tesa a ridurre il traumatismo legato agli atti chirurgici tradizionali.

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(24)

La microchirurgia endoscopica viene

utilizzata in campo pediatrico soprattutto nel trattamento di alcune patologie

specifiche dell'infanzia e dell'adolescenza, quali:

Stenosi esofagee;

Varici esofagee;

Poliposi;

Malformazioni congenite delle Vie Biliari o Pancreatiche

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(25)

La microchirurgia endoscopica consente di eseguire diverse manovre operatorie:

asportazione di polipi (polipectomia endoscopica)

posizionamento di fili guida e dilatazione di stenosi, eventualmente con posizionamento di tutori esofagei

sondaggio delle vie biliari con eventuale rimozione di

calcoli (colangiopancreatografia perendoscopica retrograda o ERCP)

sclerosi o legatura di varici esofagee

posizionamento di sonde per alimentazione attraverso la parete gastrica (PEG o PEJ) o del colon (PEC)

pulizia intestinale nei pazienti incontinenti

rimozione di corpi estranei in esofago o stomaco.

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(26)

Il Ruolo attuale dell’Infermiere in endoscopia:

Compiti e Responsabilità

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(27)

Miglioramento della qualità del servizio erogato

soddisfazione del paziente

riduzione di rischio

tecniche relazionali,

diagnostico-terapeutiche

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(28)

La figura dell’infermiere elemento fondamentale nella:

• organizzazione del servizio

• assistenza al paziente

• sicurezza igienico- ambientale

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(29)

ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO

Ai fini di una buona organizzazione vanno considerati alcuni requisiti essenziali:

risorse umane a disposizione: medici e infermieri strumenti endoscopici a disposizione

sale endoscopiche

tipo di esami richiesti

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(30)

Programmazione del lavoro

Confronto continuo tra i componenti dell’equipe medico-infermieristica.

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(31)

ASSISTENZA AL PAZIENTE

L’assistenza al

paziente parte dal momento

dell’accoglienza al servizio

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(32)

Prenotazione esame endoscopico

In tale occasione l’infermiere dovrà offrire tutte le

informazioni necessarie al fine di ottenere la massima collaborazione del paziente e dei suoi familiari;

le informazioni dovranno essere le più aderenti al tipo di esame cui il paziente dovrà sottoporsi.

Tutto ciò deve rientrare in un protocollo di accettazione cui un servizio di endoscopia non dovrebbe

prescindere.

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(33)

INFORMAZIONE AI GENITORI

Una completa, esauriente e ben

compresa informazione ai genitori è in grado di trasformarli da soggetti

ansiosi, paurosi ed ipercritici in persone sufficientemente serene, in grado non solo di offrire la migliore

collaborazione assistenziale in ospedale e a domicilio ma anche di creare quelle

condizioni di tranquillità attorno al

bambino che rappresentano la premessa indispensabile per ogni atto diagnostico o terapeutico privo di inconvenienti.

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(34)

L’informazione deve:

far comprendere la natura della malattia e le sue conseguenze

le modalità di trattamento possibili e quella consigliata;

di questa vanno illustrati i princìpi, i risultati sperati, i rischi connessi e le possibili

complicanze.

Vanno eventualmente spiegati gli aspetti tipici del ricovero diurno, precisandone le caratteristiche di qualità e sicurezza, illustrando sinteticamente le fasi del percorso assistenziale.

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(35)

L’informazione verbale è più efficace, e di più rapida

proposizione, se supportata da materiale scritto e possibilmente illustrato, che faciliti la

comprensione anche ai pazienti più grandi e che, consegnato ai genitori, possa venir consultato con calma a casa per poi

esprimere eventuali dubbi residui prima dell’indagine o

dell’intervento.

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(36)

Protocollo accettazione

modalità di esecuzione e durata

norme comportamentali prima dell’esame

eventuali disturbi durante l’esecuzione dell’esame

possibilità di utilizzo di farmaci (benefici e controindicazioni)

igiene dello strumentario

modalità sul ritiro del referto

rispetto dell’orario di esecuzione dell’esame

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(37)

La corretta

informazione consente di ottenere il consenso informato veramente consapevole da parte dei familiari del nostro piccolo paziente.

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(38)

L’assistenza al paziente pediatrico che deve sottoporsi ad endoscopia viene svolta

efficientemente dall’intera equipe del servizio

secondo le esigenze peculiari di ogni paziente con divisione razionale dei compiti professionali ed

umani.

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(39)

L’infermiere inizia ad assistere il piccolo paziente e la sua famiglia:

Il giorno dell’endoscopia:

• predispone accuratamente il materiale necessario all’esecuzione dell’esame

• senza sedazione: strumento, accessori, provette, etc.

• con sedazione o anestesia: farmaci, materiale relativo al monitoraggio dei parametri vitali, etc.

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(40)

Il giorno dell’endoscopia:

• verifica il funzionamento delle apparecchiature predisposte

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(41)

Il giorno dell’endoscopia:

• accoglie il paziente

• si occupa della registrazione dei dati anagrafici

• fa conoscere al bambino ed ai suoi familiari la sede di esecuzione dell’esame dove dovrebbe esservi un’atmosfera il più possibile rilassante e gradevole

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(42)

Il giorno dell’endoscopia:

• Si accerta della preparazione effettuata a domicilio

• collabora con lo psicologo e con l’endoscopista ad informare sufficientemente secondo le

capacità di comprensione individuali e a

sostenere costantemente bambini e genitori con calore, decisione e determinazione.

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(43)

Il giorno dell’endoscopia:

• Aiuta il paziente a posizionarsi nel modo

richiesto per la migliore esecuzione ed applica il boccaglio.

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(44)

Durante lo svolgimento dell’esame:

• Assiste il paziente trattenendolo

energicamente, prevedendo ogni movimento incongruo che possa interferire con la corretta esecuzione o rendere pericolose le normali

manovre, informandolo su ogni fase dell’esame ed anticipandone la fine.

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Durante lo svolgimento dell’esame:

• monitorizza i parametri vitali:

– Coscienza

– Polso (FC e PA)

– Respiro (FR e saturazione) – Colorito

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(46)

Durante lo svolgimento dell’esame:

• L’infermiere, inoltre, fornisce assistenza tecnica manovrando pinze, aspirando

secrezioni, applicando ossigeno se necessario, prevedendo le richieste di accessori, sempre pronto ad intervenire in ogni emergenza.

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(47)

Negli esami condotti in sedazione- anestesia:

Collabora con anestesisti ed endoscopisti dalle fasi induttive fino al momento in cui il paziente potrà essere riaffidato ai suoi genitori-tutori, una volta che avrà riacquistato lo stato

psicofisico precedente l’esame.

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(48)

Al termine dell’esame l’infermiere:

• si occupa della dimissione del paziente e della programmazione di eventuali successivi esami,

• sorveglia attentamente lo stato di vigilanza del paziente e le reazioni tardive dei suoi familiari, rassicurando ognuno sulla fine dell’evento.

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(49)

Nel caso degli esami effettuati senza sedazione

 gratificherà il paziente con

una merenda, per consentire

l’immediata utilizzazione del canale orale, interessato dagli esami

endoscopici “alti”.

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(50)

Al termine dell’esame l’infermiere:

• è responsabile dei prelievi bioptici;

• Provvede personalmente al

lavaggio e sterilizzazione degli strumenti e degli accessori

utilizzati.

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Esami eseguiti in urgenza

Alcune qualità professionali come la capacità di valutare la gravità della situazione clinica, la

sensibilità nel cogliere prontamente

lo stato d’animo del bambino e di chi lo

accompagna, la tempestività nell’organizzare l’esame endoscopico, mantenendo un

atteggiamento di rassicurante saldezza, si

rivelano fondamentali per l’esito della procedura endoscopica.

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DISINFEZIONE DEGLI STRUMENTI

L’art. 28 (DPR 225/74) sancisce che l’infermiere ha il compito della disinfezione e sterilizzazione del materiale per l’assistenza diretta e indiretta al paziente.

Inoltre l’art. 1 della Legge 739/94 fa riferimento al ruolo dell’infermiere nella prevenzione delle malattie.

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DISINFEZIONE DEGLI STRUMENTI

D.Lgs 28.09.90

” Tutti i pazienti debbono essere considerati portatori potenziali di malattie infettive “

Con la recente abolizione del mansionario e

l’introduzione del codice deontologico si rafforzano le responsabilità del professionista nell’attuare tutte le procedure di prevenzione delle infezioni.

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0%

10%

20%

30%

40%

50%

60%

70%

Disinfezione Automatica

SempreProcedure Disinfezione Linee Guida

Non Sempre Procedure di Disinfezione Linee Guida

Quasi Mai Procedure di disinfezione Linee

Guida

Sterilizzazione Strumentario endoscopico

su 14 endoscopie in media

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(55)

Il 16% quasi mai

Quest’ultimo dato invita a domandarci quale sia la ragione del mancato rispetto delle procedure di disinfezione.

Molto probabilmente una delle cause potrebbe essere legata all’eccessivo numero di endoscopie giornaliere a cui l’infermiere assiste e quindi

l’impossibilità di rispettare pienamente i protocolli di prevenzione.

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Livello qualitativo delle prestazioni di un servizio di endoscopia

pensare globalmente e agire nel proprio ambiente non

accontentandosi della qualità raggiunta.

Tanto più gli infermieri e i

medici saranno convinti della necessità di cambiamento più sarà facile raggiungere un

livello qualitativo più alto.

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BIBLIOGRAFIA

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La fibroscopia del tratto gastrointestinale superiore Endoscopia Pediatrica, S.Gans 1985 MartInucci

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L’endoscopia e il bambino: uno studio integrato sul grado di accettabilità e nuove prospettive di cambiamento

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Linee guida per la sedazione in endoscopia digestiva

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