R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
F. K ÜMMICH H. S CHEERER
Sottogruppi topologicamente quasi-normali dei gruppi localmente compatti
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 69 (1983), p. 195-210
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dei gruppi localmente compatti.
F. KÜMMICH - H. SCHEERER
(*)
0. Introduzione.
Sia G un gruppo
topologico
eQ
unsottogruppo
chiuso. Diremo cheQ
ètopologicamente quasi-normale (abbreviando
un sotto-gruppo
tqn),
se perogni sottogruppo
chiuso A di G la chiusuradegli
insiemi
AQ
eQA
èuguale,
cioèAQ = QA.
Condizioneequivalente:
l’insieme
AQ (o QA)
è unsottogruppo
perogni sottogruppo
chiuso A di G.Tale nozione fu introdotta ed analizzata nei lavori
[10], [11].
Ri-cordiamo,
da[11],
che unsottogruppo tqn compatto
connesso è nor-male. Anche
ogni sottogruppo tqn
connesso di un gruppo localmentecompatto
G con un gruppoquoziente G/Go compatto
è normale(dove Go
è lacomponente
connessa dell’elemento identico diG).
L’intenzione del
presente
lavoro èquella
di dimostrare due teoremi che sicollegano
allaseguente
definizione:0.1. DEFINIZIONE.
(a)
Diremo che un gruppotopologico
G è espo-nenziale,
se Gè U
im(q), dove 99
percorre l’idsiemedegli
omomor-cp
fismi continui R - G.
( b ) Se Q
è unsottogruppo
diG,
indichiamo con[Q]
ilsottogruppo topologicamente generato
da‘J
im(y), dove y
percorre l’insiemedegli
11’
omomorfismi continui
R - G,
tali che il gruppoyl(Q)
non è triviale.0.2. TEOREMA. Sia G un gruppo localmente
compatto
connesso esia Q
unsottogruppo tqn
di G conQ
c[Q]. Allora Q
è normale.(*) Indirizzo
degli
AA.: Mathematisches Institut, Freie Univ.Berlin,
Arnimallee 2-6, D-1000 Berlin 33
(Germ. Occ.).
0.3. TEOREMA. Sia G localmente
compatto
connesso eogni
quo- ziente di Lie del radicale di G siaesponenziale.
Alloraogni
sotto-gruppo
tqn
di G è normale.0.4. CONGETTURA.
Ogni sottogruppo tqn
di un gruppo localmentecompatto
connesso è normale.Oltre ai due teoremi dimostreremo nelle
pagine seguenti
che lacongettura
è vera nel caso del rivestimentouniversale É
del gruppodei movimenti del
piano
euclideo.(Il
gruppoÉ
non èesponenziale.)
Però è
possibile generalizzare questo
risultato:0.5. OSSERVAZIONE. La
congettura
vale nel caso di un gruppo di Liesemplicemente
connesso, checontenga
unsottogruppo
di Lie nor-male abeliano A di codimensione 1 ed un elemento centrale non con-
tenuto in A.
(Sulla
struttura diquesti gruppi
vedasi adesempio [3], iii, § 9,
Exercice21.)
La dimostrazione
dell’esempio É
èinteressante,
forse per la ra-gione seguente:
Da unaparte,
nei teoremi 0.1 e 0.2 si possono tro-vare in numero sufficiente
sottogruppi
A conAQ chiusi,
per dimo- strare la normalità dclsottogruppo tqn Q;
d’altraparte
dobbiamoosservare
nell’esempio
delgruppo É
ancora deisottogruppi
chiusi Acon
AQ =1= QA.
Dopo preparazioni generali
nelle sezioni 1 e 2 otterremo il teorema 0.2 nel caso digruppi
di Lie alla fine della sezione 2. La sezione 3 conterrà la dimostrazion e di teorema 0.3 per un gruppo diLie; questa
saràcompletata
nella sezione 4 nella dimostrazione dei due teoremi. Nella sezione 5 saràdimostrato,
cheogni sottogruppo tqn
diÉ
è normale.Salvo affermazione
contraria,
sisupporrà
chegli
omomorfismi sonocontenuti e i
sottogruppi
sono chiusi. Dato unsottogruppo Q
diG,
indichiamo con
N(Q)
il normalizzantedi Q
in G e conZ(G)
il centrodi G. La notazione
esprimerà
la normalità diQ
in G. Ilprodotto
semi-diretto di H e N
(con
Nnormale)
sarà indicato N X1. Osservazioni
generali
suisottogruppi tqn.
Dapprima
osserviamo ilsemplice
fattoseguente:
1.1. LEMMA. Sia G un gruppo
topologico
e sianoA,
B sotto-insiemi di G. Allora vale
DIMOSTRAZIONE. Sia m: la
moltiplicazione
del gruppo.La continuità di m
implica
la relazionequindi
ancheA
.B c A B. Tenendo conto di otteniamo cioèZ7B=ZBS.
1.2. LEMMA. Sia
f :
G ~ .g un morfismo suriettivo eQ
un sotto-gruppo
tqn
di G. Alloraf (Q )
è unsottogruppo tqn
di H.DIMOSTRAZIONE. Sia B c H un
sottogruppo
chiuso. Alloraf-l(B -Q)
è un
sottogruppo
diG,
di conseguenzasottogruppi
di Essendopossiamo
concludere che è unsottogruppo
di H.Ricordiamo la nozione
seguente ([4], 111, 2.8) :
1.3. DEFINIZIONE. Un omomorfismo
/:(72013>J?
è un morfismostretto, se f è
continuo e se la corestrizionef’ : G ~ f (G)
èaperta.
1.4. LEMMA. Sia
f : G > .H~
un morfismo stretto con nucleo E esia
f (G)
chiuso. Se M c G è un sottoinsieme invariante per l’azione di.K,
cioè cM,
allora vale la relazionef (M)
=f (M).
DIMOSTRAZIONE.
(Vedasi [4], I, 5.3).
Dalla continuità dif
segue che cf (M)
perogni
sottoinsieme M c G. Poichèf (G)
èchiuso,
è contenuto in
f(G).
L’insieme == = M èchiuso, perchè
anche M è invariante per l’azione di ..1~. L’omomorfismof’
essendo una identificazione
f(M)
è chiuso inf (G)
e anche in.H~,
da cuila conclusione
j(11) :) f(M) .
Notiamo il caso
particolare seguente:
1.5. OSSERVAZIONE. Se A è un
sottogruppo
chiuso di G che con-tiene il nucleo di
f ,
alloraf (A )
è chiuso.1.6. LEMMA. Sia
f :
G - H un morfismo stretto e suriettivo eQ
unsottogruppo tqn
di .g. Allora unsottogruppo tqn
di G.DIMOSTRAZIONE. Sia A un
sottogruppo
di G.è un
sottogruppo
di G. Laprima ugualianza
risulta dalla suriettività dif,
la seconda da 1.4.Dunque
è unsottogruppo tqn
di G.1.7. LEMMA. Se
Qi, Q2
sonosottogruppi tqn
diG,
allora anche è unsottogruppo tqn
di G.DIMOSTRAZIONE. L’asserzione risulta immediatamente da Lem-
ma 1.1.
1.8. LEMMA. Sia
Q
unsottogruppo tqn
di G di indice finito. Al- loraQ
è unsottogruppo
dicomposizione
di G. Inparticolare
un sotto-gruppo-tqn
di indiceprimo
è normale.DIMOSTRAZIONE.
(Vedasi [13]
nel casodiscreto).
Basta dimostrarela normalità di un
sottogruppo tqn
massimale di indice finito.Sia Q
un tale
sottogruppo
eg E G.
Allora è un unione finita diclassi laterali di
Q
edunque
è chiuso. A causa di1.7,
è unsottogruppo tqn
diG,
che contieneQ.
Se fosse sarebbeed
esisterebbero q, q’ E Q
cong-i ;
ne risulterebbe il che è un assurdo.1.9. DEFINIZIONE. Sia G un gruppo
topologico.
(a)
Un elemento z E G è unZ-elemento,
se valez~
~ Z.( b )
Un elemento z E G è un Z-elementoriguardo
aQ,
se z è unZ-elemento, z~ - Q
è chiuso e~ m Q = {1}.
1.10. TEOREMA. Sia G localmente
compatto, Q
unsottogruppo tqn
di G e z E G un Z-elementoriguardo
aQ.
Allora z è contenuto nel nor-malizzante di
Q.
DIMOSTRAZIONE. La funzione
(q, n) ~ q -zn,
è unomeomorfismo ; poichè Q(z)
è unospazio
localmentecompatto
equindi
uno
spazio
diBaire, perciò
unodegli
sottoinsiemiQzn
diQz>
ha unpunto
interno(rispetto
aQ~z~).
Poichè l’azione diQ
suogni
insiemeQzn
è transitiva e
~ permuta gli
insiemitransitivamente,
tuttigli
in-siemi
Qzn
sonoaperti
e chiusi inQ~z~. Quindi ogni
zn è anche un Z-elementoriguardo
aQ.
Seguiremo
adesso una dimostrazione diStonehewer [14]
nel casodei
gruppi
discreti.Sia p un numero
primo.
Il gruppo chiuso e di indice p in .g : =Q~z~.
Sia X =X(p)
il massimosottogruppo
chiuso normale di Hcontenuto in
Q ~z~~ .
L’azione di su èeffettiva, quindi
l’ordine di è un divisore di
p !;
epoichè
è di indice p in.H,
è unp’-sottogruppo
di Per il lemma 1.7QX
è unsottogruppo tqn
diH,
per il lemma 1.2Q.X/X
è unsottogruppo quasi-
normale del gruppo finito
.g/X
edunque
unsottogruppo
dicomposi-
zione di per il lemma 1.8. Poichè
QX/X
non contiene un sotto-gruppo normale non-triviale di
.H/.X,
il gruppo ènilpotente
secondo
[8].
Il gruppo.H/X,
essendo unprodotto
diQX/X
con ungruppo
ciclico,
è risolvibile(vedasi [7], S. ~74).
In un gruppo finito risolvibile vale un teorema diSylow generalizzato (vedasi [71,
S.660).
S
facile convincersi(vedasi
l’osservazione1.11)
che la chiusura nor-male di
QX/X
in è unp’-sottogruppo
diQuindi
essa è contenuta in
ogni p’-sottogruppo
di Hall di inparticolare
in
poichè
non contiene unsottogruppo
normalenon-triviale di vale la relazione =
{1}
e per conse-guenza
Q
c X.Ponendo
cioè Q
è nor-male in
Qz>.
1.11. OSSERVAZIONE. Se H è un
p’-sottogruppo
dicomposizione
di un gruppo finito
G,
allora la chiusura normale HG di .g in G è unp’-sottogruppo.
DIMOSTRAZIONE.
(Vedasi [17]). Dapprima
sia AlloraHG =
.g1 ....gr
con.gi
= dove{gi}
è un sistema di rappre- sentanti dell’insiemeG/K
delle classi laterali.Dunque
HG è unp’-sotto-
gruppo. Se vale e HK è un
p’-sottogruppo
diG, dunque risulta,
che = HG è unp’-sottogruppo
di G. Procedendo per induzione risulta l’asserzione.2.
Preparazioni
della dimostrazione dei teoremi.2.1. LEMMA. Se G è un gruppo
topologico
eQ
unsottogruppo tqn
diG,
allora[Q] (vedasi 0.1)
è contenuto nel normalizzante diQ.
DIMOSTRAZIONE. Dobbiamo dimostrare
che,
se p : R -~ ~ è un omo-morfismo tale che non sia
triviale, l’immagine q(R)
norma-lizza il gruppo
Q. Questo
è banale sec Q;
siadunque
_=
to?
conto
~ 0. Sia p un numeroprimo
e z:= AlloraQ ~z~
è chiuso
(poichè
è l’unione di un numero finito di classi laterali diQ)
e
Q
ha l’indice p inQz>.
Essendo unsottogruppo tqn
diQz>
massi-male
Q
è normale inQ z~
tenendo conto del lemma 1.8.È
ovvio cheq(R)
ètopologicamente generato
da talielementi;
di conseguenza ed anche[Q],
sono contenuti inN(Q).
2.2. DEFINIZIONE. Diremo che il gruppo G è
generato
datori,
se G è
topologicamente generato
da tutti i suoi sottotori.2.3. COROLLARIO. Se G è
generato
datori,
alloraogni sottogruppo tqn
di G è normale.2.4. OSSERVAZIONE.
Ogni
gruppo di Liesemi-semplice
è il rive- stimento di un gruppo di Liegenerato
da tori.Infatti,
il rivestimento universaleSL(2,
~R)
diSL(2, R)
è - a meno di isomorfismi - l’unico gruppo di Liequasi-semplice
senzasottogruppi compatti
non-triviali(vedasi [15]).
2.5. DEFINIZIONE. Diremo che un
sottogruppo
H di un gruppotopologico
G ècompattamente centrato,
se tutti isottogruppi
com-patti
di G sono contenuti in H.2.6. LEMMA. Sia G un gruppo di Lie connesso e H un
sottogruppo
connesso chiuso e
compattamente
centrato. Allora o vale .g = G op- pure esistono omomorfismii = 1, ... , r
con r>1 tali chel’applicazione
sia un diffeomorfismo.
DIMOSTRAZIONE. Procediamo per induzione
rispetto
alla dimen- sione di G. L’asserzione è banale se dim(G) c 1.
Siadunque
G ungruppo di Lie connesso tale che l’asserzione sia vera per tutti i
gruppi
di Lie connessi di una dimensione minore.
Basta dimostrare l’asserzione per i
sottogruppi
connessi chiusi mas-simali .g’ di G.
Giacchè,
H non essendo massimalepossiamo scegliere
un
sottogruppo
connesso chiuso massimale .~’ tale che .g c .g’ c Ge tale che l’asserzione sia vera per H’ col
sottogruppo
H tenendo contodella premessa
d’induzione; allora,
se l’asserzione vale per G col sotto- gruppog’,
essa vale anche per G colsottogruppo
H.Sia
dunque
.H~ unsottogruppo
connesso chiuso massimale di G.Dapprima supponiamo
che esista unsottogruppo
normale con-nesso non-triviale N di G contenuto in .H. Si considera la
proiezione
Per l’osservazione 1.5 è un
sottogruppo
chiusoche è
compattamente
centrato tenendo conto di[9],
Lemma 3.15. La premessa d’induzioneimplica
l’esistenza di omomorfismi Via: R -G/N,
i =
1,
... , s, tali chesia un diffeomorfismo. Si
sceglie
omomorfismi R - G = Da unargomento
classico(vedasi [9],
p.532,
oppure[5],
p.22-16)
discende che
è un diffeomorfismo.
Supponiamo
ora che .g non contiene unsottogruppo
normale con-nesso non-triviale di G. In
particolare,
allora G non ha unsottogruppo compatto
Cnon-triviale, perchè,
essendocompattamente
centrato Hconterrebbe la chiusura normale di C in G. Risulta da
[9],
lemma3.14,
che G è
dunque semplicemente
connesso.Inoltre
ogni sottogruppo
di Lie connesso g di G è chiuso: Per[6],
p.
192,
g èchiuso,
se e solo se la chiusura diogni sottogruppo
ad unparametro
di .K è contenuto in K. Ma se unsottogruppo
ad unparametro
non èchiuso,
la sua chiusura è un toro([6],
p.191).
Poichè Gnon ha un
sottogruppo compatto non-triviale, ogni sottogruppo
ad unparametro
di G è chiuso.Ne segue che
l’algebra
di Lie h di .H~ è unasotto-algebra
massi-male
dell’algebra
diLie g
diG, perchè
H è anzi massimale fra tutti isottogruppi
di Lie connessi(eventualmente
nonchiusi).
Infine resta da discutere i due casi
seguenti:
Il radicale r
di g
non è triviale.Allora r contiene un ideale abeliano non-triviale ac di g. Poichè h
non contiene un ideale di g,
vale a g h,
e h essendo massimale vale la relazione-~-- h
= g. Dalla commutatività di ac risulta che a o h èun ideale
di g
equindi
èf 0~. Dunque g
è unprodotto
semi-diretto di ace h, rispettivamente
G = A X dove A è ilsottogruppo
diLie di G connesso
coll’algebra
a,perchè
G èsemplicemente
connesso.Ne risulta l’asserzione per G col
sottogruppo
H.(b)
Il radicale r è triviale.~
Allora G è isomorfo ad un
prodotto Sl
X... doveSi
=S.L(2, R);
basta supponere
l’uguaglianza
In
primo luogo
sia G =SL(2, R).
Unsottogruppo
di Lie con-~
nesso massimale di ha la dimensione 1 o 2. Si verifica imme- diatamente che
quelli
della dimensione 1 sono tutticoniugati
e sonosituati sopra i tori di
SL(2, R)
e che isottogruppi
della dimensione 2 sono anche tutticoniugati
e sono situati sopra iconiugati
del sotto-gruppo dei matrici
triangolari superiori
di~SL(2, R).
Se A è un sotto-gruppo connesso massimale della dimensione 1 e .B‘ un
sottogruppo
della dimensione
2,
ladecomposizione
dllwasawaimplica,
che A(a, b) ~ a ~ b,
è un diffeomorfismo. Risulta l’asserzione.Infine
procediamo
per induzionerispetto
al numero r dei fattori- -
SL(2, R)
di G. Sia G unprodotto
diretto di(r + 1)
fattoriSL(2, R)
e
supponiamo
che l’asserzione sia dimostrata per tutti iprodotti
diun numero minore di fattori.
Sia
.R(.g)
il radicale di .g eL(H)
unsottogruppo
di Levi di H.Ovviamente
L(H)
o è triviale o è isomorfo ad unprodotto
dicopie
diSL(2,
~R).
Se non ètriviale,
allora esiste un fattore diretto-
Si
=SL(2, R)
di G con non-trivialerisolvibile,
dove G -Si
è la
proiezione.
Inparticolare
vale ~~Si; poichè
.H~ èmassimale,
vale .H’ =
81
X... XJti(H)
X ... X conmassimale; quindi
l’as-serzione risulta dalla premessa d’induzione.
Se è
triviale,
otteniamo un isomorfismo H ~Si >C ...
X~St
con
8,
=~’L(2, .R).
Poichè .Z~ non contienesottogruppi
normali non-triviali,
esistono un fattore diH-supponiamo
chequesto
siaSÌ
- ealmeno due fattori di G -
supponiamo
chequesti
sianoS,
eS2
-tali che =
S1
eR2(S’1) = S2.
Ne risulta l’inclusioneDalla massimalità di .H’ segue H = dove
Sí
è dia-gonale
in Adesso(x, h) ~ x ~ h,
è un diffeomor-fismo,
e l’asserzione discende da unadecomposizione
d’Iwasawa diS1.
2.7. PROPOSIZIONE. Se G è un gruppo di Lie connesso
e Q
unsottogruppo tqn
di G contenuto in[Q],
alloraQ
è normale.DIMOSTRAZIONE. Per 2.1 lemma
[Q]
è contenuto inN(Q ) .
Un sotto-gruppo
compatto
massimale di G è connesso([6],
p.181)
edunque
egenerato
da tori([6],
p.151). Ciò,
per definizione[Q]
contiene tutti isottogruppi compatti
diG,
lemma 2.6s’applica
con g : _[Q]. L’ap- plicazione
essendo unodegli
omomorfismi di 2.6ogni
ele-mento non-triviale z E è un Z-elemento di G
riguardo
aQ.
Te-nendo conto di lemma 2.6 G è
topologicamente generato
da[Q]
e daiZ-elementi di G
riguardo
aQ ; dunque
dallaproposizione
1.10 risulta 1’asserzione.3. Dimostrazione del teorema 2 nel caso dei
gruppi
di Lie.Sia G un gruppo di Lie connesso il cui radicale .I~ sia
esponenziale,
e sia
Q
c G unsottogruppo tqn.
Sia L unsottogruppo
di Levi di G e un rivestimento universale.Sia e
f : G’ -~ G, (r, x) ~ r ~ Z(x),
l’omomorfismo ovvio.Poichè
f
è unrivestimento,
per lemma 1.6f-1(Q)
è unsottogruppo tqn
di G’. Bastadunque
dimostrare chef-1(Q)
sia normale in G’. Peròvogliamo
supporre nelseguito
chegià
vale G = 1~ con L sem-plicemente
connesso.Sia
Qo
=.RoLo
dove è il radicale diQo
eLo
unsottogruppo
diLevi di
Qo .
Da[2], § 6,
segue che èpossibile
discegliere
un sotto-gruppo di Levi L* di G con
Lo
c L*. Nelseguito vogliamo
supporre chè L siagià
scelto cos .3.1. ASSERZIONE. Mediante la grup-
po
Q
èapplicato
su unsottogruppo
normale chiuso di L.DIMOSTRAZIONE. Poniamo .L ^~ ~’ X L’ dove 8 è il
prodotto
di tuttii fattori di L isomorfi a
SL(2, ll~). L’operazione
di S su l~ si fattorizza mediante 1’ omomorfismo canonicoquesto
fatto si trova in[15],
1.10 e II. Sia K il nucleo diquest’omo- morfismo ;
tenendo conto delle inclusioni .g c G consideriamo Kcome
sottogruppo
diG; operando
trivialemente su .R il gruppo .K è contenuto nel centro di G. Passando alquoziente
per .K si ottiene omo-morfismi r : L -L e tali che il
diagramma.
sia
commutativo,
dove laproiezione
su L si denota per it.Per lemma 1.2
q(Q)
è unsottogruppo tqn
di .R Xs L.
Essendo ge- nerato da tori(vedi
l’osservazione2.4)
L è contenuto inN(q(Q)),
cioèSe .g c R X
s L
è unsottogruppo
contenendoK,
allora valen(H)
= Adessoqwq(Q)
=QK
è un talesottogruppo, dunque n(QK)
= = è normale in L.È
ovvio cheQ~
è normale in
Qg, dunque
Infine l’asserzione segue dal Lemmaseguente:
3.2. LEMMA. Sia .L un gruppo di Lie
semi-semplice
connesso.Se Q
è unsottogruppo
dicomposizione
astratto del gruppo astrattoL,
allora
Q
è chiuso e normale in L.In
particolare,
se L è unprodotto
diretto digruppi
di Liequasi- semplici,
allora ci sono fattorisemplici
tali che
Q
=(Lil
X ... U dove U è unsottogruppo
del centro die è il
complemento
di~il, ... , is~
in{~,
... ,r}.
DIMOSTRAZIONE. Probabilmente l’asserzione è
notoria;
ciò nono-stante schizziamo una dimostrazione non
potendo
indicare una refe-renza diretta.
Se
f : L -+ L
è un rivestimento universale diL,
allora è unsottogruppo
dicomposizione
diL;
nel caso chef-l(Q)
sia unsottogruppo
normaledi.L,
il gruppoQ = f(f-l(Q»
è normale in L e chiuso per l’os- servazione 1.5. Perciò basta dimostrare laparte
seconda dell’asserzione.Inoltre basta provare l’asserzione
seguente:
Sia unprodotto
diretto digruppi
di Liequasi-semplici Li
eQ
c L un sotto-gruppo come descritto nella seconda
parte
dell’asserzione del Lemma- senza restrizione della
generalità possiamo
supporre cheQ
=L1
Xdove è contenuto in -, sia inoltre
Q’ c Q
unsottogruppo
normale astratto diQ,
allora ancheQ’
ha laforma descritta nella
parte
seconda del Lemma.Siano
L -~ Li i proiezioni, i
=1,
... , r. Allora è normalein Li per i = 1, ...,
s.Perciò,
secondo[16],
lemma3.7,
o è con-tenuto nel centro di
Li
o =-L,.
Se =Li,
allora~Li c Q’ . Cioè, sia g
ELi
un elemento tale che esista h ELi
con h2 = g, e siax E
Q’
con = g, allora vale = g EQ’.
PoichèLi
è
generato
da tuttigli
elementi chepossiedono
una radicequadrata, Li
è contenuto inQ’.
Quindi
ancheQ’
ha la forma indicata nel Lemma.3.3. ASSERZIONE. Il radicale
.Ro
diQo
è contenuto in R eLo
ènormale in L.
DIMOSTRAZIONE. Abbiamo
Ro«Qo«Q
equindi
anchesecondo 3.1 è normale in
L, quindi
nor-male in L per il Lemma 3.2 e, essendo connesso e risolvibile è tri- viale. Ne segue che =
Lo è
normale in L.3.4. ASSERZIONE. Il
sottogruppo
L normalizzaQ.
DIMOSTRAZIONE. Trivialemente
Lo
è contenuto inN(Q).
Siacome descritto nella dimostrazione di 3.1. Essendo gene- rato da tori L’ normalizza
Q
per lemma 2.1. Siadunque 81
un fat-tore
semplice
di ~S non contenuto inLo .
Secondo le considerazioni di 3.1 e 3.2 laproiezione di Q
suSi
è unsottogruppo
diZ(81).
Sisceglie
un gruppo ad un
parametro
A di81
tale cheZ(81)
cA ; questo
è situato sopra un toro diSL(2, R). Allora Q
è contenuto indove L" è il
prodotto
dei fattoriquasi-semplici
di L che sono dif-ferenti di Per
ogni sottogruppo
connesso H della dimensione 2di
8, 1’applicazione
è un diffeomorfismo(vedi
laparte (b)
della dimostrazione del lemma2.6) ;
di conseguenza anche(R
Xs (L"~ A)) x H - G, (x, h)
è un diffeomorfismo. Tuttigli
elementi non-triviali di .H~ sonodunque
Z-elementi di Griguardo
a
Q
e normalizzanoQ
per laproposizione
1.10. Essendogenerato
datali
sottogruppi
.g il gruppoSi
è contenuto inN(Q).
3.5. ASSERZIONE. Il radicale .R normalizza
Q.
DIMOSTRAZIONE. Sia
Lo
ilsottogruppo
normale di L con .L =Lo ~ Lól
e
Lo
r1Lo
=~1~;
identifichiamo L con Sia .Ml’immagine
diQ
mediante la
proiezione
di G suL§ , allora,
secondo la descrizione din(Q§
nel Hilfssatz
3.2,
M è contenuto inZ(Ló) .
Se perogni
elemento m e M .sisceglie
un elementorm E .R
con(rm).mEQ (un
tale elementoesiste,
poichè Lo c Q),
allora sipuò rappresentare Q
cos :Adesso costruiamo nel radicale .R. Poichè .R è espo-
nenziale,
vale Per il lemma 2.6 esistono omomorfismi 99i: R - R(i
=1,
... ,r)
tali cheè un omeomorfismo.
Quindi
perogni
m E 1tTl’applicazione
ha
un’immagine
chiusa ed è un omeomorfismo sulla suaimmagine.
Lo
spazio
M essendo discreto anchel’applicazione
è un omeomorfismo sulla sua
immagine
chiusa. Gli elementi non-triviali di
i = 1, ... , r,
sonodunque
Z-elementi di Griguardo
a
Q
e normalizzanoQ
per laproposizione
1.10. PoichèQ1
è contenutoin
[Q]
e[Q]
cN(Q)
secondo il lemma2.1,
infine otteniamo .R cN(Q).
4. Dimostrazione dei teoremi 0.2 e 0.3.
Sia G un gruppo localmente
compatto
connesso eQ
c G un sotto-gruppo
tqn.
Per
[12],
p.175,
G è isomorfo a un limiteproiettivo
limGa
digruppi
di Lie connessiGcx,
dovegli
delsistema
proiettivo
sono suriettivi con nucleicompatti.
Nelseguito
identificheremo G con lim6~.
Siano
f a :
G -Ga
iproiezioni
canonici. Se L c G è unsottogruppo chiuso,
allorafa(L)
è chiuso perogni
a eIII, §7).
Quindi fa(Q)
è unsottogruppo tqn
diGa
perogni
a secondo il lemma 1.2.4.1. DIMOSTRAZIONE DEL TEOREMA 0.2. Da
Q
c[Q]
risultano le inclusioniM(Q)
cf«([Q])
c[ fa(Q)]. Dunque f«(Q)
è normale inGa
perogni
a(per
laproposizione 2.7),
di conseguenzaQ
= limf«(Q)
è nor-male in G. *~
4.2. DIMOSTRAZIONE DEL TEOREMA 0.3. Siano
.R(G) rispettiva
mente i radicali di G
rispettivamente Ga (per
la definizione del ra-dicale di G vedasi
[9]).
Allora vale.R(G)
=lim- R(Ga); (il
radicaleR(G)
è contenuto in lim
.R(Ga), perchè
perogni a il sottogruppo
normaleconnesso risolvibile è contenuto in
viceversa,
è
risolvibile, perchè
i nucleidegli
omomorfismi.Z~(G~) -~ R(G«)
sono
compatti
e, di conseguenza,abeliani; dunque
lim essendoconnesso e normale è contenuto in
.R(G)).
+--Per la premessa i radicali
R(Ga)
sonoesponenziali. Dunque
perogni
a ilsottogruppo
è normale in G per la sezione3;
di conse-guenza
Q
è normale in G.5.
Ogni sottogruppo tqn
del rivestimento universale del gruppo dei movimenti delpiano
euclideo è normale.Sia .E il gruppo dei movimenti del
piano
euclideoe q : É ~
E ilrivestimento universale. Allora X s R colla
moltiplicazione (z, t) (y, s)
=(z + e2nity,
t+ s).
Il centro Z’ =«0,1)
diE
è il nucleo ~ di q; identifichiamocoll’applicazione
dipassaggio
al quo-ziente É - É/Z.
Sia
Q
unsottogruppo tqn
diE.
5.1. ASSERZIONE. Vale
DIMOSTRAZIONE. Il
gruppo E
essendoesponenziale q(Q)
è nor-male in E per il teorema
0.3;
di conseguenza(q-l(q(Q»
=QZ
è nor-male in
É ;
valeperchè Z
è il centro diÉ.
5.2. ASSERZIONE. Se
Q
non è contenutoin CXZ, Q
è normale..DIMOSTRAZIONE. Dato
(x, 8)
EQ con s E Z
sitrova g E É
cong(x, s)gw
=(0, s).
Basta dimostrare cheQ’ = gQg-1
è normale.Dunque possiamo
supporre cheQ già
contiene un elemento(0, s) con s w
Z.(1)
Se 9 èrazionale,
unapotenza
di(0, s)
è contenuto inZ,
cioèQ
=: Z’ è unsottogruppo
di indice finito di Z. Sial’applicazione
dipassaggio
alquoziente,
alloraq’(Q)
è chiuso per l’os- servazione 1.5 e- Q.
Il gruppoE/Z’
ègenerato
datori;
dunque q’(Q),
essendo unsottogruppo tqn,
è normale inJ~/2~ quindi Q
è normale in
É.
(2)
Se s èirrazionale, QZ
contiene ilsottogruppo
di~.
Da un calcolo diretto risulta che
E è la
chiusura normale di in.É.
L’asserzione 5.1implica
cheQZ
=É
eQ«É.
5.3. ASSERZIONE. Sia N un
sottogruppo
normale chiusodi É’
eN r1 non sia banale. Allora
DIMOSTRAZIONE. Il
sottogruppo
N r)(CX {O})
è invariante per l’azione di R suC,
cioè perogni
rotazione col centro 0.Dunque
valeC x {0} C N.
5.4. ASSERZIONE. Un
sottogruppo Q
di Gcon Q c C X Z
è normale.DIMOSTRAZIONE. Se
Q
è contenuto inZ,
l’asserzione è banale.Sia
dunque Q g
Z.Se
QZ
èchiuso, QZ
r1(C
X{O})
è unsottogruppo
normale chiuso non-triviale diÉ, perchè
vale Da 5.3discende C x {0} C QZ.
Poichè Z è
discreto,
ne risulta la normalità diQ.
Supponiamo
cheQZ
non siachiuso,
eprocediamo
per assurdo.Se vale
allora C x {0}
è contenuto inQZ
per 5.3. Siala
proiezione
sulprimo
fattore delprodotto
cartesianoC x R ;
a causa dell’inclusioneQ c C x Z
valeÈ
ovvio che la dimensione diQ
è 0 o 1(poichè
dim(Q)
= 2 im-plica che Cx(0) cQ
edunque
cheQZ
èchiuso). Dapprima
siadim (Q)
=0;
cioèQ
è unsottogruppo
discretodi C X Z.
Allora C XZ
contiene tre elementi(x, s), (y, t), (z, u),
che generano il gruppo abelianoQ,
egenerato
da y,2;}.
Tenendo conto delfatto che
nc(Q)
=C,
due dei vettori -supponiamo
chequesti
sianox e y - sono linearmente
indipendenti
sopraR,
e z = ax+ f3y,
taleche
ogni
relazione-+- + k3
= O con7~i
razionale è banale(ve-
~dasi
[1], Appendice 11).
Poichè è unsottogruppo
di-screto di C X
{O},
èpossibile scegliere
igeneratori
diQ
cosicchè t = s = 0(ma. ~~=0).
Semoltiplichiamo Q
da destra con elementi di~0 ~ >C
Rpossiamo
calcolare come nelR-spazio vettoriale C x R; bisogna
com-prendere
cos i calcoliseguenti.
vale la relazione:
Ma
questo
insieme non è unsottogruppo
diÉ, perchè
lacomponente
connessa P =
R(y, 0) + R(z, u)
dell’elemento neutrale non è un sotto- gruppo : P r1(Cx(0))
-R(y, 0)
non è invariante per l’azione diR(z, u)
c P.Questo
è in contraddizione collaproprietà tqn
diQ.
Nel caso dim
(Q)
= 1 siprocede analogamente.
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