A NNALI DELLA
S CUOLA N ORMALE S UPERIORE DI P ISA Classe di Scienze
E MILIO B AIADA
Un criterio di convergenza in lunghezza e la derivazione per serie
Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Scienze 3
esérie, tome 6, n
o1-2 (1952), p. 59-68
<http://www.numdam.org/item?id=ASNSP_1952_3_6_1-2_59_0>
© Scuola Normale Superiore, Pisa, 1952, tous droits réservés.
L’accès aux archives de la revue « Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Scienze » (http://www.sns.it/it/edizioni/riviste/annaliscienze/) implique l’accord avec les conditions générales d’utilisation (http://www.numdam.org/conditions). Toute utilisa- tion commerciale ou impression systématique est constitutive d’une infraction pénale.
Toute copie ou impression de ce fichier doit contenir la présente mention de copyright.
Article numérisé dans le cadre du programme Numérisation de documents anciens mathématiques
http://www.numdam.org/
UN CRITERIO DI CONVERGENZA IN LUNGHEZZA
E LA DERIVAZIONE PER SERIE
di EMILIO BAIADA
(Pisa)
’
,~;1 (x), (n =. ~ 2 , ...)
una successione dii-eali,
di variabile di
reale, definite
tutte sull’ intervallo(a, b),
che siano con derivata delprimo
ordinecontinua, (oppure
solo assolutamentecontinue)
esoddisfa-
centi alla condizione :
dove e,,
(h)
sianoinfinitesimi
conh2 soddisfacenti
allacondizione :
qualunque
sia n, e con a(h) infinitesimo
con h.Se lcG successione
In (x)
converge in(a, b)
a unafunzione f (x) (che
èquindi continua)
alimitata,
allora lasuccessione
delle derivatef’ n (x)
converge in misura in(a, b)
alla derivataf’(x),
e lasuccessione
delle
lunghezze
delle curve y= .1;. (x)
tende allalunghezza
della curva y= f (x).
Dall’ipotesi
dellacontinuità
della derivata(x)
discende che la curvapiana
y=,~~a (x),
a --- xb
9 è rettiticabile e la sua1 uughezza lli
è datadall’integrale
classico :’
,
Inoltre,
chiamando cnn a = aoa2 ... am =
b un numero finito dipunti
dell’intervallo(a ~ b)
e cosòrdinati,
definenti una suddivisionein
parti
di(a, b),
e considerandoquella holigonale
iiiscritta sulla cur.va
(x),
i cui vertici siproiettano
sull’asse delle x neipunti
ao ,9 ...
sappiamo
che lalunghezza
diP~m’~
tende a1,, , quando
la massi-ma delle
parti (ar , ar+1)
tende a zero. Inparticolare
lalunghezza
ditende
a lsa
se si suppone di suddividere (ar, in dueparti uguali
esi
prosegua indefinitamente a suddividere sempre in
parti ugnali. Questo
fattodiscende immediatamente dalla dimostrazione classica dell’esistenza della
lunghezza
d’una curva continua contangente
variabile con continuità edall’esistenza
dell’integrale ,(2)
nel senso diConsideriamo ora una
parte qualunque (ar, (i*
=0,1, 2~ ... , ~t - 1)
e
poniamo = hr.
Confrontiamo lalunghezza d;z ~
delsegmento
chefa
parte
dellapoligonale
e che siproietta
suquesta parte
con la lun-ghezza
dellaspezzata
con duelati,
avente stessi estremi delsegmento
e .il cui vertice intermedio sia sulla curva y
= fn (x)
e abbia ascissa ar+ 2 ’ hr
avremo :
e
qaindi, applicando
due volte ladisuguaglianza triangolare :
61
ma,
poichè :
viene
uguale
ancora, ~~~e
quindi :
oppure ancora, valendo la fornola, fondamentale del
calcolo integrale :
Spezzando
l’intervallo (ar, ar + hr) nelleparti
otteniamo :
Operiamo
nelprinio integrale
al secondomembro,
la sostituzione :avremo :
e, scrivendo di nuovo x al
posto
diX,
avremo:Scriviamo la relazione
precedente
per tuttigli r
=0 ~ 1,
2 ... 1n - 1 esommiamo
rispetto all’indice r ,
si ottiene alprimo
membro la differenzatra le
lunghezze dn
dellapoligonale P(.")
e lalunghezze en
dellapoligonale
ottenuta suddividendo ’ancora ulteriormente in due
parti, uguali, ogni parte
~ar ,
ossia : ,Supponiamo
ora lelmrti
di suddivisione tutteuguali,
cioè avremo :Indichiamo
lunghezza
del1apoligonale
inscritta ottenuta dalla po-Hgouale
dilunghezza en
suddividendo ulteriormente in dueparti uguali
ogni parte
avremo, perlo stesso
ragionamento già
fatto :63
Operando indefinitamente
nella maniera sopra indicata ed osservando chee" ~ e;~ ~ e" , ...
tende allalunghezza In
della avretno, som- inando le relazioni cos ottenute :e, per le
(1), (1’) :
Adesso,
per il fatto che la funzione limitef (x)
è continua e a variazionelimitata,,
e per un noto teorema diIJEBBISGUR,
in tutti ipunti
di(a, b)
adesclusione al
più
di una successione S di intervalli diampiezza complessiva
minore di
2e(l-~-~
dove e è un numeropositivo
arbitrario ed 1 è lalunghezza
della curvay = f (x),
la derivata,f’(x) esiste, finita,
e in modulom i nore di
cotg
E .’
Scelto
pói
ad arbitrio un altro numeropositivo
a, derminiamo un nu- meropositivo £1 ~
E, y tale che :ogni qualvolta
sia :Inoltre,
per la forna data da TONELLI(1)
allaproposizione
delLEBESGUE,
abbiamo che
l’aingolo:
formato dal
segmento
colsegmento P’ P,
dovePr (1’=O,1,2...n~-l)
sono i vertici d’una
poligo ale n
iscrittanelln
curvay = f (x), poligonale che
soddisfa alla
disuguaglianza
abbiamo indicato siala
poligonale
che lalunghezza
diessa)
è minore die,/3, quando
P e P’siano
punti
della curva le cui ascisse fannoparte
dellaproiezione
dellacorda
Pr)
sull’assedelle x,
ma laproiezione
di P nonappartiene
aduna successione determinata di intervalli che indichiamo di lun-
ghezza complessiva
minore diE1/3.
’
Indicata con t la
tangente,
oveesiste,
alla curva in corri-spondenza
alPascissa x, abbiamoche,
per tuttigli
x di(a, b) ,
ad eccezioneal
più
diquelli appartenenti agli
intervalli delle due successioni by e yla derivata
f’(x) esiste,
ed è :(nella,
secondadisuguaglianza,
x checorrisponde
alla tappartiene
allaproie-
zione sull’asse x di
Pt-l Pr).
·Supporremo,
adesso e in tutto ilseguito
che leproiezioni
diPr-l Pr
sull’asse delle x siano tutte
uguali
e diampiezza 28
5 con s un interoopportuno; ,in
altreparole,
si passa da una suddivisione di(a, b) a una altra,
suddividendoogni parte
in due altreuguali.
L’esistenza d’unapoli- gonale
n,corrispondente
ad una tale suddivisione e soddisfacente alladisuguaglianza :
°deriva dalle
seguenti
considerazioni.Costruiamo una
poligonale n’
iscritta sulla e soddisfa-cente alla
disuguaglianza :
,(1) L. Successioni di curve e derivazione per serie. Rendiconti Accad. Líneei.
1916,
10 semestre. -65
Supponiamo
pure che i suoi lati non abbiano tuttiuguale proiezione
sul-Fusse delle x e di
ampiezza
Consideriamo una suddivisione inparti uguali
diampiezza
con s sufiicientérnentegrande,
e indichiamocon n" la
poligonale
inscritta sulla curva y= f (x)
e i cui vertici siproiet-
tono sudasse delle x sui
punti
diquesta
suddivisione nonchè suipunti sui quali
siproiettavano
sull’asse delle x i vertici dellapoligonale n’,
nel casoche siano distinti dai
precedenti. Questa poligonale
soddisfa a fortiori alladisuguaglianza :
Possiamo supporre le
parti uguali
nellequali
abbiamo suddiviso(a, b)
cospiccole che,
in virtù della uniforme continuità dellaf (x) ,
lalunghezza
totale di
quei segmenti
dellapoligonale
n"’in cui unodegli
estremi sia un estremo diqualche segmento
dellapoligonale ~c’?
sia minore di -si ricordi che il numero di tali
segmenti
è fisso.Se consideriamo allora la
poligonale
n"’ i cui vertici stanno sulla curvay
- f (~)
e siproiettano
snll’asse delle x nei solipunti
di suddivisione di(a , ~ b )
che lo suddividono inparti
di avremo che n"’ e n"differiscono al
più
perquei segmenti,
che indichiamo con(u) ,
che conside-rati
chiusi, contengono
unpunto
che siproietta
sull’asse delle x nelpunto
di
proiezione
d’un vertice dellapoligonale n’,
equindi :
infatti -i"’ a cui
si sono
tolti isegmenti (u)
differisce inlunghezza
da n"per meno di e per tanto
n’’’,
che è minore inlunghezza di
~"differisce da
n",
inlunghezza,
per meno della stessaquantità.
Inconclusione,
dal confronto delle
poligonali n’, n",
viene :come volevasi.
5. Annali della Scuola Norm. Sifp. - Pisa.
In virtù della relazione
(3),
e siccome sipuò
supporre che leparti uguali
siano in numero convenientementegrande,
avremo :per tutti
gli
n , edove n,,
è lalunghezza
della,poligonale
7t11 inscritta nellacurva
y = f (,x) ,‘
i cui verticiPr,,,
banno le stesse ascissedei.
vertici1’r
della,.poligonale
7t, 9 equindi
i lati di 7ln siproiettano
tutti susegmenti uguali.
A causa della convergenza uniforme di
,f (x)
sipotrà
trovare un n,intero,
tale che y si abbia :(ricordiamo
che é(P Q ;
R8)
indica1’angolo
formatodagli
assiP Q
e RS).
Considerata una
qnalsiasi
funzione,f§j (x), (n
>Ìi) ,
sipuò,
per essadetermiinare una successione di intervalli che indicheremo con 9 di lun-
ghezza
totale minore diE1
9 taleche,
perogni punto Pn
diy = f (x) ,
avente3
ascissa x esterna ai suoi
intervu liy
inaappartenente
a,llaproiezione
di~’?.,~
sull’asse delle v, y si abbia :dove
-P,,
è unpunto qualsiasi
della medesima curva, di ascissaappartenente
alla
proiezione
di sull’asse delle x .Si
può
inoltre determinare un altra successione diintervalli
9 dllunghezza complessiva
minore di"1 3
y con .laproprietà che,
perogni x
e-sterno a
questi intervalli,
esista finita la derivataf’(x). (Nell’ipotesi
dellacontinuttà delle
derivate, questa
considerazione èsuperflua).
’
Perciò,
se indichiamo latangente
alla curvay = f,~ (x) ,
corri-spondente
all’ascissagenerica
x, abbiamoclie,
per tuttigli
x di(a, b) ,
adeccezione al
più
diquelli appartenenti agli
intervalli delle due successioni81.n , 82,,,
la derivata esiste finita evale, supponendo
che xappartenga
alla
proiezione
di sull’asse delle x, ladisuguaglianza :
67
Si haperciò,
che perogni
x di(a, b),
ad eccezione alpiù
diquelli appartenenti
allequattro
soccessioni di intervalliS, SI , 81,11 , 8~,~~’
le duederivate
f’ e (n > ~z)
esistono fifiite esoddisfano
alledisuguaglianze :
e
quindi,,
per il modo come E1 è stato determinato :Siccome
poi
la soInlnacomplessiva
dellelunghezze
di tuttigli
intervalli.
delle
quattro
successioni~~, ~~’1, ~Yl,~z , S2,n è
minore di: ,e
poichè
e, è arbitrario la derivataf’n
converge in misura alla derivataf’.
OSSERVAZIONI. I. - La
ipotesi
della continuità delle derivatef ~ (x) può
essere sostituita con
qaella,
meno restrittiva della assoluta continuità delle, f,~ (x) .
Basterà a tal fine osservare che lalunghezza
delle curvey = fn (x) ,
si
può,
anche inquesto
caso, ottenere come limite dilunghezze
dipoligonali
ottenute suddividendo in
parti uguali
l’intervallo(a ~ b)
dell9assedelle x,
valendo un
ugnai ragionamento
diquello fatto,
nella dimostrazione prece- dente aproposito
della curvay = f (x) ,
il rimanente della dimostrazioneri ai e do invariato.
Nelle
applicazioni, però,
chefareno,
del criterioottenuto,
tale genera- lizzazione èsuperflua.
II.
2013 È semplice
costruire unesempio
di successionefn(x),
conver-gente
uniformemente a una funzione a variazione limitataf (x),
soddisfa-cente alle condizioni
(1), (1’)
e tale che le non convergonoquasi dappertutto
allaf’(x) . Questo
fatto è dovuto al carattereglobale
delle(1), (1’).
La convergenza in misura dell’enunciato nonpuò quindi
esseresostituita con la convergenza
qnasi-dappertutto.
COROLLARIO. - Le condizioni richieste dal teorema sono verificate se ’
le funzioni
In (x),
y oltre apossedere quelle proprietà
diregolarità
che sonoivi
menzionate,
soddisfano alla :dove
M,, (x)
sono delle funzioni sommabili in(lt, b) ,
con laproprietà :
Infatti abbiamo :
e
quindi :
cosicchè :
La condizione
(1 "’)
è deltipo
diLIPSCHITZ -CARATHÉODORY
ed ha un no-tevole interesse in varie