A NNALI DELLA
S CUOLA N ORMALE S UPERIORE DI P ISA Classe di Scienze
L UIGI B IANCHI
Ricerche sulle superficie elicoidali e sulle superficie a curvatura costante
Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Scienze 1re série, tome 2 (1879), p. 285-341
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RICERCHE
SULLE SUPERFICIE ELICOIDALI
E
SULLE SUPERFICIE A CURVATURA COSTANTE
IN TRODUZIONE
IJe ricerche
seguenti
hannospecialmente
periscopo
lostudio delle elicoidi e trovano la loro base nelle
teorie,
cheho svolte nella rnia tesi di laurea.
(*)
L’ evolata di una
superf cie qualunque
ècomposta
dídue
falde,
che sono ingenerale superficie
distinte. Io lechiamo 1’ una della altra.
Data una
superficie,
la suacompleruentare
risulta de-terminata, quando
sia noto sullaprima quel
sistema digeodetiche,
!e cuitangenti
debbono essere le normaldella evolvente.
Quando parlo
di unasuperficie applicabile
sopra una su-perbie
dit,ivo í-tzlotie,
intendo seinpre, cie il sistema digeodetiche
~ n discorso siaqaello
delle deforrnate dei meri- diani. Fattaquesta restrizione,
dimostro che ad una serie disuperficie appl cabili
1’ una sopra ~ altra e sopra una su-perficie
di rivotuzionecorrispondono,
comesuperficie
com-,
(*) Le citazioni, che si riferiscono a questo lavoro, saranno segnate
con ( m. t.).
S. s JV. Lib. l 20
plornentari, superficie applicabili
pure 1’ una sull’ altra esopra una
superficie
di rivoluzione.Naturalmente,
se si tratta di unasuperficie
a curvaturacostante, la restrizione
precedente
non individua un solosistema di
geodetiche,
ma ne caratterizza infinitisistemi, poichè
lesuperficie
diquesta
naturagodono
dellaproprietà
che
ogni
loroporzione può applicarsi
sopraqualunque
altraporzione
dellesuperficie
stesse.Particolarmente interessante è la considerazione delle
superficie complementari
per lesuperficie
a curvatura co-stante
negativa.
Suqueste superficie.,
come hanno dimo- strato iprofessori
Dini eBeltrami,
esistono infiniti sistemi digeodetiche, che, presi
per linee coordinate insieme alle loro traiettorieortogonali,
danno all’ elemento lineare tre _forme diverseappartenenti.
tutte tre asuperficie
di rivolu-zione. Queste
tre forme sono leseguenti:
e come è stato sopra
osservato,
esistono infiniti sistemi digeodetiche,
sia della natura delle v ==:C05t,
sia diquella delle vi cost,
o finalinente delle v2 === cost.Dal teorema di
Weingarten
risultafacilmente,
che lasuperficie complementare
di unasuperficie
a curvaturacostante
negativa
.-A~ rispetto
ad un sistema digeode-
tiche di 1. a
specie w cost)
è ancora a curvatura costantenegativa
-l.
i nve c e lafio L t rispetto negativa - 1-B-;
invece lasuperf cie complementare rispetto
ad un sistema di
geodetiche
della 2. aspecie (V1 cost)
èappticabile
sullasuperficie
dirivoluzione,
il cui meridiano è la curvalogaritmica.
Da ultimo la
complementare rispetto
ad fin sistema digeodetiche
di 3, aspecie (V2 cost)
èapplicabile
sullasuperficie
dirivolnzione,
che ha per meridiano una curva, derivata dalta trattrice come l’ellisse dalcerchio,
epropria-
mente
proiettando
la trattrice sopra unpiano passante
per l’ass ntoto. Aquesta
curva do il nome di trattrice accor-ciata .
Ora,
noto uno dei sistemi digeodetiche
di l. aspecie,
sipossono stabilire
formole,
che danno tuttigli
altri infinitisistemi della stessa
specie
ed anche tuttiquelli
di 2. a e 3. aspecie;
da ciò risultache,
datauna superficie
a curvaturacostante
negativa,
sullaquale
si conosca un sistema digeodetiche deformate
dei meridiani dellapseudosfera
e letraiettorie
ortogonali,
possono dedursene senza calcoli diintegrazione
infinitesnperficie
pure a curvatura costantenegativa,
infinitesuperficie applicabili
suquella
di rivolu-zione
logaritmica,
ed infiniteapplicabili
sullasuperficie
dirivoluzione,
che h 1. per meridiano una trattrice accorciata.Cos dalla
pseudosfera
stessa ho dedotto unasuperficie
a curvatura costante
negativa
ed una classe disuperficie applicabili
suquella
dirivoluzione,
che ha per meridianouna trattrice accorciata. Però in causa della
complicazione
delle formole non ho
potuto
trovarne una:generazione
geo- metrica.Ad un risultato
più
interessante mi ha condotto la con- siderazione dei sistemi digeodetiche
di 2. aspecie.
Ho ottenuto cosl dalla
pseudosfer’a
unasingolare
super-ficie
applicabile
suquella logaritrnica
dirivoluzione;
le tra-sformate dei
paralleli
diquesta superficie
sono catenarietutte
eguali piegate
sopra cilindri circolariconcentrici,
cia-scuno di
raggio egnale
alraggio
delparallelo corrispon-
dente. Le sezioni
prodotte
nellasuperficie
dapiani
normalialle
generatrici
dei cilindri sonospirali iperboliehe
di pa- rametrovariabile;
laspirale iperbolica
diparametro
mi-nimo è deforniata di un meridiano. Ho dimostrato
poi
chequesta proprietà
della cateriaria nonappartiene
ad alcunaltra curva, risolvendo cos
negat ivamente
lii,questione,
se di
questa specie
,li deformazione ei".,ino suscettibili altresuperficie
di rivoluzione oltre lalogaritrnica, quando
sisostituisse alla catenaria curve di diversa
specie.
Fatte
queste applicazioni
delprimo teorema,
passo a dimostrare i teoremi fondamentali per le ricerche successive sulleelicoidi,
e cioè che leevolute,
y le evolventi e le com-plementari
delleelieoidi, rispet,to
alle traiettorieortogonali
delle
eliche,
sono nuoveelicoidi,
dello stesso asse e dellostesso passo.
Mi
volgo quindi
alle ricercheparticolari
ediniostro,
che l’ elicoide
cornplernentare
di un’ elicoiderigata è
purerigata
edapplicabile
sopra di essa.Trovo 1’ evoluta dell’ elicoide
gobba
ad areaminima;
sulquesta
evoluta esiste un sisteinasemplicemente
infinito dicurve
gobbe
del 4.° ordine con unpunto doppio
nelpunto
all’ infinito deÌl’ asse.Procedo alla ricerca delle elicoidi a linee di curvatura
piane
e ritrovo le notevoli elicoidi a curvatura costante ne-gativa,
che ilprofessor
Dinipel primo
fece conoscere. Ne determino le elicóidiconi pleiiieii tari,
lequali
hanno unarelazione notevole colle elicoidi ad area minima e sono ap-
plicabili
sullasaperficie
di rivoluzionelogaritmica.
Dalleelicoidi stesse del D,ni deduco una classe di
superficie
nonelicoidali,
che hanno costante la differenza fra iraggi
dicurvatura ed hanno per falde della evoluta due elicoidi del Dini identiche di forma e differenti fra loro solo per una
trasiazione
lungo
l’ asse.Stabilito
poi
il concetto disuperfic1:e geodetici
delle linee cotne è stato
posto
in un recentelavoro da un
egregio
mio amico il Prof.Gremigni= (*)
dimostro che la
superficie
dei centrigeodetici
delleelicoidi,
sono nuove elicoidi dello stesso asse e dello stesso passo.
Trovo 1’ elicoide dei centri
geodetici
diquelle
a curvaturecostante
negativa
del Dini.Questa nuova elicoide ha una relazione ben
semplice
con
quelle generali
ad areaminitna, potendo
essere gene- rate da una medesima curva, cioè da un’elica di un cilindro avente per base unacvtenaría,
differendone solo per il pas-so. Detertnino
poi
lasuperficie
di rivoluzioneapplicabile
sopra u i essa.
Da ultimo C~0 un modo di
generazione
di una classe dielicoidi
applicabili
sullesuperf cie
di rivoluzione a curva- tura media costante.§.
I.(**)
Consideriaino sopra unasuperficie qualunque,
S un
semplicemente
infinito digeodetiche
e condu-cianl0 tutte le
tangenti
aqueste
linee. Questa seriedoppia-
mente infinita di rette ammette una serie
sempliceinente
infini ta di i
superf cie parallele, ortogonali
a tutte le rettedella serie. Fissiamo una di
queste su perficie
e indichianmola con E.Allora S è una falda dell.’ evoluta di
2:,
e ilsegmento
di
tangente
AB,
compreso fra ilpunto
A dipartenza
da S e ilpunto B,
ove incontraortogonalmente 1,
è uno deiraggi
di curvatura di2:,
chiamiamolo r,. L’evoluta S’ di 2:(*) Sulla teoria delle lmee di curvatura. Tesi inserita in questo stesso volnme degù Annali della Scuola Normale Superí0re di Pisa.
~’*> La parte di queste ricerche, che si riferisce alle elicoidi, è già
stata pubblicata nel WII vul. dei Giornàlc di Matematiche diretto dal Prof. G. Bavaglini.
rispetto
all’ altroraggio
dicurvötura r1
è lasuperficie,
che chiameremo
complementare
di S. Insieme con S essacostituisce 1’evoluta
completa
di ùi .Data S ed il sistema di
geodetiche, rispetto
a cui S’ neè
complementare,
sipuò
trovarequest’ ultima
senzaprevia
conoscenza dell’ evolvente 2.
È
evidente infatti che S’può generarsi
daS, portando
su ciascuna
tangente
apartire
dalpunto
di contatto unaporzione eguale
alla differenza r~ ~~~ deiraggi
di curva-tura di 2:. Ora
questa
differenza èeguale
alraggio
di i cur-vatura
geodetica
della traiettoriaortogonale
delle geo-detiche,
uscente daquel punto
di contatto.(*)
Possiamoquindi
dare la seguentegenerazione
per S’:ciascuna
tangente
alle del sisteinasi stacclzi
eguale
al di curvaturageodetica,
della traiettoriaortogonale
dellegeodetiche
in
quel
Illuogo
dei nuovi è la super-ficie
S’ di S.Questa generazione di S’ ci dà il modo di trovarla
effettivamente, quando
sia data S ed il sisteina digeode- trche,
senza calcoli diintegrazione perchè
non ne occor-rono per determinare la curvatura
geodetica
delle traiet-torie
ortogonali.
Un altro modo di
generazione
di S’ si ricava da unteorema sulla costruzione del
raggio
di curvaturageode-
tica dovuto al Prof. Beltrami
(*~).
Si consideni il sistema di linee L atangenti coniugate
collegeodetiche
G. Letangenti
allegeodetiche
G neipunti
d’ inc:ontro con unamedesima linea L
godono
dellaproprietà
che ciascuna incontra lasuccessiva, inviluppando
cos una nuovaline4
(#~ Dini. Ricerche sopra la teoria delle superficie, § 6.
(") Ricerche di Analisi applicata alla Geometria 2013 Giornale di
Battaglim; Vol. 111; p. 17. § XVIII.
L’,
laquale
varia al variare di L e descrive lasuperficie,
S’
complernentare
di S.La costruzione
precedente
rendemanifesto,
che le tan-genti
al sistema digeodetiche G,
ossia le normali dii, inviluppano
S’lungo
le lineeL’,
lequali
sonoquindi geodetiche
di ~’.S. 11. Riprendiamo
le considerazioni del§. precedente
relative ad
S,
alla evolvente _Y ed aisegmenti
A B ditangente. Supponiamo,
che lasuperficie S,
flessibile edinesiendibile,
si deformi secotrasportando
isegmenti
ditangente
A B. Illuogo degli
estremi B non cessa mai diessere
una superficie ortogonale
a tutte letangenti
AB(*).
Ad ogni nuova
forma,
che assumeS, corrisponde
una nuo-va
superficie
~;però
iraggi
di curvatura ~~~ r~ di ~ non variano. Inquanto
alprimo,
essendorappresentato
dallalunghezza A B,
che restainalterata,
la cosa è evidentePer il secondo
poi
si osserviche,
essendo r2-r1 ilraggio
di curvatura
geodetica
delle traiettorieortogonali
dellegeodetiche, qu,tatità,
che non varia al flettersi diS,
ancheesso non varia.
Supponiamo
ora, che S siaapplicabile
sopra una su-perficie
dirivoluzione,
e che legeodetiche
G siano le tras- formate dei rneridiani. In tal sono funzioni 1’ uno dell’altro,
epossiamo considerare re
come funzionedi rt, a meno che non sia:
r1=cost,
caso che è da esclu-dersi, perchè
allora i sarebbe unasuperficie
canale ed S’si ridurrebbe ad una linea.
Per un noto teorema di
Weingarten
relemento linearedella
S’,
evoluta di 1rispetto
al sa rà datodalla formola v
(*) Ricerche di Analisi applicata alla Geometria - Giornale di
Battaglini: Vol. 11. p. 28C.
la
quale è indipendente
dalle flessioni dpoiché
durantequeste
r, rimane sempre la stessa funzione di r1- Possiamodunque
enunciare il teore~na: .Se una rivoluzione si la se-
rie delle
superficie coinpleiiie ztari
delle ècoínposta
disnpe -ficie applícabt*li
una ii-teciesiiriasuperficie di rivoluzi
In
particolare
per es. ad una serie di elicoidiappl -
cabili
corrispondono,
comesuperficie cornplementari,
eli-cuidi pure
applicabili
fra loro(
vedasi§. X).
Quando
lasnper&cie S
ha la forma disuperflcie
dirivoluzione,
lacomplementare
S’ si riduce ad unalinea,,
1’ asse di
S,
chepuò
considerarsi corne unasuperiicie
in-finitamente
ristretta,
limite dellesuperdcie eomple,,Yientari
delle forme di
S, quando
per forlnesuccessive,
per es. eli- coidali di passo indefinitamente decrescente, si avvicina alla forma disuperficie
di rivoluzione aPer il teorema
superiore
adogni superficie
dzione ne
corrisponde
un’altra,
comeapplicabile
sullesuperficie complementari
delle infiniteforme,
che laprima può
assumere.Propriamente
ve necorrispondono
infinitedeformate l’una
dell’altra,
ma basterà considerarne una.la
beuerale
unasu perf1cie
di rivoluzionecorrisponde
a sèmedesima., quando
larelazione
chelega
i raggi di curva-. tura della evolvente è simnmetrica
rispetto
ai dueraggi.
Per es.
1’alisseide,
evoluta dellapseudosfera corrisponde
a sè medesima.
Facciamo ancora la
seguente osservazione,
che ha irn-portanza
inseguito.
Fra duesuperficie complementari S,
S’viene stabilita
pel
modo stesso digenerazione
una corri-spondenza
dipunto
apunto.,
essendocorrispondenti
duepunti,
che segnanogli
estreini dei dueraggi
di curvaturadella
super6cie
evolvente.Allora,
se S equindi
anche S’è
applicabile
sopra unasuperficie
dirivoluzione,
lerispet-
tive deformate dei
paralleli
saranno lineecorrispondenti
sopra S ed S’. Infatti sopra S
queste
deformate sono le r2-cost, e sopra S’ lerj=cost,
rna,essei-ido rl,
funzionedi r,,
quando
1’ uno è costante, è costante anche l’altro.§.
111.Applichiamo
ora le considerazionigenerali
pre- cedenti ad unasuperficie
S a curvatura costantenegativa
considerando le tre forme
speciali :
che il suo element,o lineare
può
assumere.I
raggi
di curvatura delle evolventi di Srispetto
al’egeodetiche
v ---- cost, sonolegati
dalla relazione(*):
sicchè,
per il teorema diWeingarten
ricordato al§.
pre-cedecoe,
1’ elemento lineare dellacomplementare
S’ di Srispetto
allegeodetiche
v ~ cost sarà dato dalla formola :(*) Dini - Sulle superf cie di curvatura costante. Giornale di
Napoli, Vol. III. - Beliraini I. c.
ciò dimostra
appunto,
chequesta complementare
è anche, 1
essa a curvatura costante
negativa A2.
Invece i
raggi
di curvatura delle evolventi di S ri-spetto
allegeodetiche
di 2. aspecie
cost sonolegati
dalla relazione:
dove c è una costante. Da
questa
relazione si ricava:e
quindi,
in del solito teorema, l’elemento lineare dellacomplementare SB
1 diS, rispetto
allegeodetiche
vi cost sarà dato dalla formola:
Questo
elemento lineare si riduce alla forma ordinaria:delle
superficie
dirivoluzione, ponendo
Per determinare
l’equazione z =t (r)
della curva me-ridiana si ottiene
quindi l’equazione
diiferenziale:e, ,
prendendo
I’ arbitraria k =i -
che è ~
equazione
della curvalogaritmica.
Un calcolo
perfettamente analogo può
farsi per il terzo caso; allora iraggi
di curvatura delle evolventi sono le-gati
dalla relazione :quindi
per 1’ elemento lineare dellecomplementari S’~
ri- .spetto
allegeodetiche v2 cost
si trova:Per
1’ equazione
z~(~~)
della curva nioridiana dellasuperficie
dirivoluzione,
su cuiS’2
èapplicabile,
si trovaquindi:
.quindi
i se si pone:si trova:
Ora se si confrontano
queste
formole colle altre:1 , ,
che danno la trattrice di
tangente
costante A(la quale,
rotando attorno all’ assintoto z,
genera appunto
la pseu.dosfera
applicabile
sullasuperficie
S a curvatura costantenegativa
-1 :
sivede,
che la nuova curva non è altro che laproiezione ortogonale
delia trattrice sopra unpiano
passante
per 1’ assintoto e che fa colpiano
della trattriceun dato da:
Ora,
siccorne k è una costantearbitraria,
chepuò
as-sumere
qualunque
valorepositivo, x potrà
assumere qua-lunque
valore fra Oe ~ (i
i limitiesclusi).
Queste curveproiezioni
dellatrattrice,
cui daremo il nome diaccorciate hanno evidentemente una forma
analoga
allatrattrice
stessa,
avendo l’asse delle z per assintoto.Cos ,
nello stesso
tempo
che abbiarno trovato la curva meridianacercata,
abbiamo anche dimostratoquesta singolare
pro-prietà
della trattrice:Le
lJ}Aoiezioni
(liquesta
soprapiani passante
per generano) attorno
sintoto
superficie
Jmi?;oluzio>ieapplicab li
t’ una
(*).
I risultati
precedenti
possono enunciarsibrevemente) quando
si abbiariguardo
alleseguenti proprietà,
dimo-strate dal
prof.
Beltrami nel suo diinterpreta-
zione della e cioè: le
geodetiche
di
1/specie
v cost sono caratterizzate dall’ avere unC) La trattrice gode anche di un’ a1tra proprietà analogia, che
non credo sia stata osservata. Essa è la seg.uenie: La superficie cli Tivo-
luzione generata da una ruotando intorno ad altrettante parad-
lele all’ assintato dalla stessa banda di sonO applicabili r una
sult
punto
comune a distanza infinita: legeodetiche
di 2. a spe- cie vi cost sono caratterizzate daciò,
che sonoortogo-
nali ad una rne(lesima
geodetica
dellasuperficie:
le geo-detiche d 3.a
specie
V2 cost escono da unpunto
reale adistanza finita della
superficie.
Potremo
quindi
enunciare i teoremiseguenti
l. o La
superficie
disuperfi-
cie a etti-raiura costante
negativa rispetto
ad siste-di
geodetiche
uscenti da ha lastessa Cltrvatura costante
negativa.
2.° La
cortiple neittare
di una °a cu -vatura costante
negativa rispelto
a-d un diad
geodetica,
éG1Jplicabile
sulla di rivoluzione.3." La
co»iple»ienta>.e
£--li unasuperfic£e
a costante
rispetto
ad un diuscenti un
puizio
reale a distanzarlnz,ta
della è
aplJlicabile
sopra la di ri-voluzione, generata
cheruota attorno all’ assintoto.
~.
~v.Supponiamo
noto sopra una datasuperficie
acurvatura c1stante
negativa S
un sistezna digeodetiche
dispecie
e le loro tralettor,íeortogonali.
Lefor-mole,
sta-bilite dal Prrof. Beltraixii nel suo ec. sopra
citato, pprmettono
di dedurre tutti i sistemipossibili
dil.a,
2.ae 3.a
specie (*).
Allora senza calcoli diintegrazione
nederlurrelmo le
superficie cornplenientari
dil. a,
2. a e 3.aspeciP,
lequali
sarannorispett vaniente applicabili
sullapseudasfera,
sullasuperficie logaritmica
di rivoluzione e sopra lasuperf cie
dii-ivoluzíone,
che ha per meridiano la trattrice accorciata.Consideriamo in
particolare
unasuperficie comple-
( t) V. nel detto lavoro le formole (15) e (16) e la Nota II.
montare S’ di
specie
a curvaLura costantenegativa.
Su
questa superficie ( S. II. )
conosciamo un sistema di traiettorieortogonali
digeodetiche
di l.aspecie, corrispon-
dente al sistema noto di traiettorie
ortogonali
digeodetiche
di
specie
dellasuperficie S,
da cui siamopartiti.
Perdetermininare
adunque
sopra S’quel
sistema digeodetiche
, di 1.a
specie
non si avrà che adintegrare un’eqiiazione
differenziale del 1.° ordine e allora con S’ nelle
stesse
condizioni,
in cui eravanio con S. Potremoquindi
dedurre da S’ tre nuove serie di infinite
superficie,
come’ le
precedenti,
e cos diseguito.
In tal n~odo con successiveintegrazioni
diequazioni
differenziali del I.° ordinepotre-
mo
moltiplicare
all’ infinito risultati.Sarebbe molto interessante
vedere,
seogni superficie
a curvatura costante
negativa può
dedursi col processoprecedente partendo
dallapseudosfera
equindi
anche daogni
altrasuperficie
a curvatura costantenegativa.
s-
V. Ho accennato dianzi allapossibilità
di dedurre da .un noto sistema di
geodetiche
di 1.aspecie
e delle loro tra- iettorieortogonali
tuttigli
infiniti sistemi di1.~,
2.11. e3/ spe-
cie. Del resto ciò risulta anche dalle considerazioni
seguenti.
Nelle ammesse condizioni
P equazione generate
diffe-renziale delle
geoletiche
siintegra
immediatamente eallora,
per ottenere tutti i sistemi
possibili
digeodetiche
di 2. aspecie,
basterà considerare il sistema digeodetiche
orto-gonali
ad una stessageodetica
e far variarequest’
ultimaPer ottenere
poi
i sistemi d 3 . aspecie
basta far uscire legeodetiche
del sistema da un medesimopunto
reale ad arbitrio dellasuperficie.
Resta solo avedersi,
come si pos-sano ottenere tutti i sistemi di
geodetiche
di l. aspecie.
Perciò mi i servirò di un
metodo,
che è statogià
usato daLiouville
(*)
e che spessopuò applicarsi
con successo. i(*) Monge-App icanons de à la Géométrie Note IV.
Il
problema
da risolversi è ilseguente :
dato l’elemento lineare :trovare le tra sformi zi oni
piú
u=u(0, w), v=v(9, w),
che non ne alterano la
forma,
cioè tali che si abbia ancora:Riducendo le
(4), (5)
aiparametri isometrici, ponendo :
il
problema
si riduce alla stessaquestione
fra i due elementilineari :
Trasformiamolo ancora in coordinate sirnmptriche,
immagi- narie, ponendo
allora
(4’), (5’) divengono :
Il modo
più generale
di trasformare la(~"~
nella(~’’)
consiste nel- porre.
ovvero:
ma, 5 siccome il 2. o caso si deduce evidentemente dal 1. °
cangiando v
in -v,possiamo
limitarci al l.°.Per le condizioni del
problerna
dovremo avere :Se in
questa
formola si fa sipuò integrare
llilntne-diatamente
rispe:to
ad x e si trova :dove a, ù ,
2 c sono tre costanti. Medesimamentecon
d, e, f
nuove costanti(*).
Sostituendo allora nella(7)
si vedeche,
per soddisfarlaefrettivamen tc,
si deveavere : .
quindi :
s(*) Il ragionamento seguente può essere in difetto, solo qumndo nella
formola :
, si ponga e si dia a c
un
valore infinito,i~
modo che c a restifinito; ma allora U + i v è una funzione lineare di
8 -f- i w
e si vede facilmente, che in tal caso non vengono carnbiate le linee U , v , giac-chè si 1a :
e introducendo ora le
U , 2 v; e , w
per mezzo delle(6):
le
costanti a,
yb,
2 c debbonosupporsi
perpiù generalità complesse
eperò
scriveremo:perchè
la trasformazione siareale, bisogna
che la 2. a formola nasca dalla 1.~cangiando i
in -i. Si trovaquindi facilmente,
che deve aversi :.
Separando
allora leparti
reale edimmaginaria,
e dandoa v il
doppio
segno per laragione suesposta,
si trova:dove per
semplicità
si èposto
B’ A b .Qúeste
sonoadunque
le formolepiù generali,
che trasformano la(4’)
nella
(5’)
cambiando le coordinate.Se si risolvono
rispetto
a0 , cù
si trova:S. N. L i b. I V. 20
§.
VI.Applichiamo
le formoleprecedenti
allapseudo- sfera,
sullaquale
conosciamogià
un sisteina digeodeti-
che di 1. a
specie
(i imeridiani)
e le traiettorie ortogo- nali(i paralleli).
Osservando le formole soprastabilite,
si vede
subito,
che dallapseudosfera
non sipuò
ottenereche una sola
superficie
a curvatura costantenegativa.
Perciò basterà
prendere
le formolopiù semplici,
caso par- ticolare delleprecedenti:
e,
ripristinando
le antiche coordinate:(*) Osservazione. Se si considerano U, v come coordinate carte-
. siane ortogonali in un piano ponendo U=x , v=y, si ha della superficie a
curvatura costante negativa una rappresentazione piana, in cui gli an- goli sono conservati, e le formole precedenti dimustrano, che ad un
sistema qualunque di geodetiche di 1.a specie e alle traiettorie ortogo- nali corrisponde sul piano un doppio sistema ortogonale di cerchi, di cui i primi toccano in un medesimo punto dell’ asse y una parallela all’ asse x, e i secondi toccano nel lo stesso punto l’ asse y.
Le della
pseudosfera
espresse per iparametri u, v
dei meridiani e deiparalleli
sono:I)obbiamo trovarne la
superficie complementare rispetto
al sistema di
geodetiche w cost, quindi
inprimo luogo
calcolare i coseni di direzione
X, Y,
Z delletangenti
aqueste
linee. Avremo:.
quando
nelle(10)
si siano espresse y, z per8,
M mediante le(8).
Non volendo effettuarequesta
sostitu-zione converrà calcolarle colle formole :
avendo
riguardo
alle formole :che discendono dalle
(8) (9).
Cosoperando,
si trova:Il
raggio
p di curvaturageodef,ica
delle è datoda p ~
A, quindi
le dellasuperficie complementare
cercata si otterranno colle formole:effettuando i
calcoli,
e,ponendo
persemplicità:
si troverà:
Queste equazioni
definiscono unasuperficie
a curvatura. i .
costante
negativa
- A2. Inoltre(V. §.
II infine)
su que-sta
superficie
conosciamo un sistema di linee deformate deiparalleli
dellapseudosfera;
esse sono le linee 0cost,
ossia 1-
In causa della
complicazione
delle(11)
non mi è°
riuscito trovare di
questa superficie
unagenerazione
geo- .metrica
semplice.
_§
VII. Consideriamo ora sullapseudosfera
un sistemadi
geodetiche
di 3. aspecie:,
cioè un s stema digeode-
tiche uscenti da un
punto
reale dellasuperficie.
Eviden-temente,
per la simmetria dellapseudosfera
intorno all’assepossiamo
supporre chequesto punto
sia nel meridiano.v 0. Allora per formole di trasformazione per passare dall’ elemento lineare:
all’ altro :
possiamo prendere
leseguenti (*):
essendo /
k ilraggio
n delparallelo,
che col meridiano 1)=0determina il
punto
dipartenza
dellegeodetiche v2==cost.
Dalle
(12)
si ottiene facilmente:Allora,
osservando che ilraggio p
di curvaturageodetica
delle U2 cost è dato da
effettuando i calcoli come al
§. precedente,
si otterrannoper le della
superficie complemen-
(*) A queste formole si giunge con alcuni calcoli preliminari,
che qui sopprimo.
tare della
pseudosfera rispetto
alle le formoleseguenti:
Su
questa superficie
le deformate deiparalleli
della su-perficie
di rivoluzioneapplicabile
su di essa sono lecost,
ossia per la(13) lei
.... w n , ,L’analogia
delle(14)
colle(1 1)
’èevidente; queste
cidefiniscono una
superf cie applicabile
sullasuperficie
dirivoluzione,
che ha per meridiano la trattrice(pseudosfera), quelle
una classe disuperficie (contenendo
la costante ar-bitraria
l~ ) applicabili
le une sulle altre e sopra una medesimasuperf cie
dirivoluzione,
avente a meridianouna trattrice accorciata. Le
(11) poi
provengono dalle(14)
facendovi L- =-- 0.
§.
VIII. Andiamo ora a considerare i sistemi di geo- det ehe di 2. aspecie
Vi =====cost.,
ciò che ci condurrà arisultati
più
interessanti.Queste geodetiche
debbono essereortogonali
ad una medesimageodetica
dellasuperficie
iniziale
(pseudosfera);
prese per linee coordinate insieme colle traiettorieortogonali U1 ==cost
danno all’elemento lineare la forina:Per
geodetica,
~~ cui tutte le vs =- cost sonoortogonali,
prendiamo
il meridianov =0;
allora si trovafacilmente,
che le formole di trasformazione sono le
seguenti:
dalle
quali
segue:Allora,
osservando che ilraggio
di curvaturageodetica
delle
U1 = cost
è dato da;ed
effettuando
icalcoli,
si troverà per le coordinate’, n’, ’
dellasuperficie complementare
dellapseudosfera (I(i) rispetto
allegeodetiche V1 =cost:
dove si è
posto e
sen g.Evidentemente,
senza al-terare la
superficie, possiamo
scriverne le coordinate cos :Se introduciamo le coordinate cilindriche
r, 0, z ponendo:
avremo per le
(16):
e, siccome da
segue:
si vede che ~
equazione
dellasuperficie (16)
in coordinate cilindriche sarà:Dunque : questa superficie
ègenerata
da unaspirale iperbolica,
il cuipolo
l’ asse z e il cuipiano
riinayée normale
stesso,
mentre laspirale
variadi
grandezza
collalegge asse,gnata
dallafoi-mola
pre- cedente. Lasuperficie
è evidentemente simmetricarispetto
al
piano
xy.Le trasformate dei
paralleli
dellasuperficie logaritmica
di
rivoluzione,
sullaquale
lasuperficie (16)
èapplicabile
sono le U1 =--cost, ossia per la
(15’)
le 1) cost. Maper la 1.a
delle (t7)
le v sen p cost non sono altro che le r cost; ora, se si considera unoqualunqne
dei ci-lindri circolari r cost e si distende sopra un
piano,
lacurva della nostra
superficie,
chegiace
su d esso, sidispone
per la(18)
secondo una catenaria. comune diparametro A indipendente
dalraggio
del cilindro. Dipiù
sivede,
che le direttrici diqueste
catenarie cilindri- che sono tutte in unpiano
per l’ asse comune dei cilindrie i loro vertici sono sopra un
piano
normale aquest’asse ( il piano xy) (*).
Possiamodunque
dire che: Quando lasuperficie loqa?.itnaica
d1: rivoluzione siapplica
sullasuperficie (16)
idivengono
catenarieeguali piegate
sopra cilin(lri circolari concentrici.Osserviamo
poi,
che tuttequeste
catenarie cilinflricheescono dal
piano x
y normalmente allaspirale íperbo:ica luogo
dei lorovertici; questa spirale iperbolica
èdunque
deformata di un meridiano.
Vogliamo
ora ridurre direttamente 1’ elemento lineare della nostrasuperfic,ie
aquello
ordinario dellasuperficie logaritmica
dirivoluzione,
ilche,
mentre servirà di con-fernia ai risultati
ottenuti,
darà ancheluogo
ad un’ ulte-riore
proprietà
diquesta singolare
deformazione. Se si calcola 1’ elemento lineare dellasuperticie (16)
in coor-dinate v e m si trova;
(*) Queste proprietà renderebbero facile la costruzione effettiva di un modello di questa superficie.
la forrnola
precedente
si trasforma nell’ altra: óe
ponendo
si ottiene:
che è la forma ordinaria dell’ elemento lineare della
superficie locaritmica
di rivoluzione z 1-Blog
p. Dalle(20), (19)
confrontate colla(17)
si trae.dunque ogni
catenaria ciliiidrzca della(16),
un
parallelo
della dirivoluzione assu’me un
eguale
aquello
del .cilindro,
su cui èOsserviamo da ultimo
che, analogamente
aquello
cheaccade
quando
le elicoidi siapplicano
sullesuperficie
dirivoluzione,
collasuperficie (16)
siricoprirà
infinite volte lasuperficie logaritmica
dirivoluzione, avvo1gendo
con-tinuamente ciascuna catenaria cilindrica sul
parallelo
cor-rispondente.
Sepoi vogliamo
riferirci unicamente allasuperficie (16), possiamo dire,
chequesta superficie gode
della
proprietà
di essere distendibile sopra sèmedesima,
in
modo,
chequalunque porzione
di una ad arbitrio dellesue catenarie cilindriche si
avvolga
suqualunque
altraporzione
della medesima catenaria.§.
IX. Laproprietà,
che nel§. precedente
abbiamovisto
appartenere
allacatenaria,
dàluogo
naturalmente alladomanda,
seessa
sia comune ad altre curve, od esclusiva alla catenaria. In altreparole:
con una curvadiversa dalla catenaria si
può,
come colla catenaria si genera lasuperficie (16),
generare unasuperficie appli-
cabile sopra una
superficie
dirivoluzione,
e tale che ledeformate dei
paralleli
sianoprecisamente
leposizioni
diquella
curva,piegata
sui cilindri circolari concentrici?Le coordinate di
queste superficie generalizzate
sareb-bero :
indica una funzione arbi traria di r 0 . L’ele- mento lineare di
queste superficie
in coordinate si trova dato da:dove
E, F,
Gr hanno i valoriseguenti:
Ma,
peripotesi,
le linee r cost sono deformate deiparalleli
di unasuperficie
dirivoluzione, quindi
debbonoessere
geodeticamente parallele
fra loro. Ora è noto esserenecessario per
questo,
che: -sia
indipendente
da 0. Sostituendo i valori diE , F ,
Gsi
ottiene:dunque:
deve essere
indipendente
da 0. Derivandorispetto
a 0 siricava:
da cui
integrando:
essendo A una costante. Se ne deduce:
e
integrando
di nuovo, ornettendo la costanteadditiva,
che non influisce sul risultato:
dunque
disuperficie
della classeassegnata,
chegodano
della
proprietà voluta,
non vipuò
essere che laseguente:
Siamo cos riconclotti alla
superficie (18)
e restaquindi dimostrato,
chequella proprietà appartiene
esclusivamente alla catenaria.§.
X. Fattequeste applicazioni
delleproprietà
dellesuperficie complementari
allesuperficie
a curvatura co-stante
negativa,
passo adoccuparmi
dellesuperficie
eli-coidali.
1 teoremi fondamentali sulle evolute e sulle evolventi delle elicoidi si possono dimostrare
geometricamente,
fon-dandosi sull’ osservazione
semplicissima,
che dando ad un’ elicoide E intorno all’assequel
motoelicoidale,
cheI’ ha
generata,
o il motoretrogrado,
essa non faaltro,
che scorrere sopra sè stessa.
Ora se si suppone tracciata sull’ elicoide E una linea di curvatura
C,
e si dà aquesta
linea intorno all’ asseil moto
elicoidale,
che hagenerato E,
essa si manterràsempre sull’
elicoide,
e sarà sempre nelle sue diverse po- sizioni linea di curvatura diE; poichè,
se le normali ad Elungo
laposizione prirnitiva
di C si suppongonotraspor-
tate insieme con
questa linea,
esse si conservano sempre normali all’ elicoide per F osservazione fondamentale fatta sopra. Ora nella loroposizione primitiva inviluppavano
una linea
G,
equindi
nelle nuoveposizioni
successiveinviluppano
leposizioni
successive della lineaG,
il chedimostra
evidentep,- ente,
che leposizioni
successive di Csono linee di curvatura di E.
Risulta inoltre da
queste considerazione
che l’ evolutadell’ elicoide
E, rispetto
al sistema C di linee di curva-tura,
è un’ elicoide dello stesso asse e dello stesso passo,generata
dallospigolo
di regresso G dellasviluppabile luogo
delle normali all’elicoide Elungo
una linea di cur-vatura C. Si ha
quindi
ilteorema,
che altrove ho dimo- strato per altra via:(*)
L’evoluta d’un elicoide è(*) ~~. T. pag. 49.