R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
A LBERTO F RIGERIO
Caratterizzazione dei gruppi speciali finiti G mediante le classi di proiettività dei quozienti primi di L(G)
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 43 (1970), p. 55-61
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MEDIANTE LE CLASSI DI
PROIETTIVITÀ
DEI QUOZIENTI PRIMI DIL(G)
ALBERTO FRIGERIO
*)
1. In questa nota dimostriamo
dapprima
una caratterizzazione deigruppi speciali
finitiG,
a mezzo delle classi diproiettività
deiquozienti primi
diL(G),
reticolo deisottogruppi
di G.Ricordiamo che
quando
in un reticoloL,
l’elemento A copre l’ele-mento
B(A.>B),
lacoppia A/B
è detta unquoziente primo (q.p.)
di L .Due q.p.
A/B
eC/D
di L sono tra lorotrasposti quando
valeA=BUC e
D=BnC,
oppure C=AUD e B=AnD.Due q.p.
A/B
eC/D
di L sono tra loroproiettivi
se una suc-cessione finita di q.p. tra loro
trasporti collega A/B
conC/D.
La re-lazione di
proiettività
7t è una relazione diequivalenza
nell’insieme K dei q.p. diL(G);
K verràripartito
da n in un numero m di classi.Denotiamo con
i G l’ordine
di G e siacon Pi un determinato
pi-Sylowgruppo
di G e con Ki l’insieme dei q.p.di
L(Pi);
siapoi
mi il numero delle classi in cui la xripartisce
Kioperando
solo tra elementi di questo.2. Usando le
precedenti notazioni,
sussiste il seguente*) Indirizzo dell’A.: Seminario Matematico, Università, Padova.
56
TEOREMA I. Condizione necessaria e
sufficiente perchè
G siaspeciale
è che(i)
esso sia risolubileProviamo la necessità. La
(i),
cioè larisolubilità,
è evidentemente richiesta. La necessità della(ii)
è corollario del seguenteLEMMA. Se
con (IHi i , !~))=1, i ~ j,
ele classi dei q.p. di sono allora
Osserviamo che
qui
valeL(G)=L(H1)XL(H2)X...XL(Hs) 1).
Se
A/B
è un q.p. diL(G),
mettendo in evidenza i costituenti di A e B secondo lecomponenti
nelprodotto diretto, questi
saranno tuttiuguali,
eccettoquelli
di unacomponente,
allaquale
diremo essere as-sociato il q.p.
A/B.
Indicheremo conKL.9
l’insieme di tutti i q.p. asso-ciati alla i-esima componente
(i =1, 2,
...,s).
t immediato verificare che due q.p. possono essere tra loro tra-
sposti
solo se appartengono al medesimoKi°.
Di conseguenza i q.p.di
K;°
e diKm°
apparterranno a classi diproiettività
diversese j ~ m.
In un determinato
Kt°
si osservi che un suogenerico
q.p.A/B appartiene
alla stessa classe diA’/B’,
conA’=~(E1 , E2 ,
...,A1,
...,E,), Ez,
...,Bi,
...,Es),
dovegli El
sono isottogruppi
identici de-gli Hj :
infatti edA’IB’
sono tra lorotrasposti.
Quindi i rappre- sentanti delle classi diKi°
si possonoscegliere
nell’insiemeK’i degli A’ IB’.
Poichè la cp : è una
corrispondenza
biuni-voca che conserva la relazione di
proiettività
~n, si ha che inKi°
visono al
più hi
classi.Sono
poi
di fatto in numero dipoichè
seM/N
edR/S
diK=°
sono tra loro
proiettivi,
ancheM’/N’
edR’/S’
lo sono attraverso una1) Vedasi [ 1 ], p. 5.
successione di
trasposti
diK’= .
Varràquindi
per il gruppo G ches
m=Eihi.
i
Come corollario del lemma segue la necessità della
uguaglian-
za
(ii):
infatti se G èspeciale,
esso è isomorfo alprodotto
diretto dei suoiSylowgruppi
che sonosottogruppi
di Hall.Dimostriamo ora la sufficienza delle condizioni espresse nel teo-
rema I.
T
Dalla
(i)
si deduce intanto che1
Per provare questa consideriamo una serie di
composizione
r delgruppo G. Essendo ..., e G
risolubile,
in r i q.p.A/B
per cui[A : B] = pi
costituiranno un insieme conI Cil
= et(i =1, 2,
...,r).
Inogni
Ci sipuò
introdurre un ordinamento stretto tra i suoi q.p.ponendo A/B>C/D
se e solo seB~C;
in base a tale or-dinamento ci sarà utile numerare i q.p. in
ogni
Ci incominciando dal massimo.Se intersechiamo r con il
pi-Sylowgruppo Pi, otteniamo,
tolte leripetizioni
di elementiuguali,
una serie ~ dicomposizione
diPi ,
nellaquale
evidentemente due elementi successivi individuano un q.p. diL(Pi);
erisulta, dopo
aver numerato i q.p. di ~~) con il criterio adottato inCi ,
che loi-esimo
q.p. di Ci è trasposto equindi proiettivo
alloj-esimo
q.p. di V.Infatti sia K il
più piccolo
sottogruppo di r che contiene Pi . SePi = K,
la D, viene a coincidere con il tratto di r che da K di- scende fino alsottogruppo identico,
e l’affermazioneprecedente
risul-ta evidente.
Se si consideri
H,
l’elemento successivo di K in r.Poichè sarà
K = Pi U H,
come pure[P i : H] =
un numero
primo,
che nonpuò
essere che pi . Si haquindi
anzi ne è il
primo
q.p.poichè K i) Pi ;
come pure è ilprimo
di D. Inoltre si ha
K/H
trasposto di fl H.L’essere
gli
eventuali successivi q.p. di Ci e di o ordinatamentetra loro
trasposti,
si dimostrariapplicando (un
numero finito divolte)
convenientemente lo stesso
tipo
diragionamento.
Perciò ciascun q.p. è
proiettivo
aqualche
q.p. di e vice-versa ciascun q.p. di Ci è
proiettivo
aqualche
q.p. dello stessop,-Sy-
lowgruppo
Pi .58
Ne consegue intanto che
ogni
q.p. diL(Pi)
èproiettivo
aqualche
elemento di C~ .
Infatti se Pi è
ciclico, gli
unici q.p. diL(Pi)
sonoquelli
dellaserie 1>’. Se Pi non è nè ciclico nè dei
quaternioni (generalizzato)
siha in
L(Pi)
una sola classe di q.p.. Attraverso un q.p.qualunque
di c~>, tutti i q.p. diL(Pi)
vengono ad essereproiettivi
ad un q.p. di CZ .Se Pi è dei
quaternioni (generalizzato),
detto Z il suo centro edE il
sottogruppo identico, Z/E
è necessariamente un q.p. della catena G ed èquindi proiettivo
ad un q.p. diCi ; gli
altri q.p. diL(Pi)
ri- sulteranno tali attraverso unqualunque
q.p.R/S
diO,
diverso daZIE, appartenendo
essi inL(Pi)
tutti ad una stessa ~s~econda classe diproiet-
tività contenente
R/S).
Parimenti saranno
proiettivi
a convenienti elementi diCi ,
anche i q.p. di eventuali altripi-Sylowgruppi
diG, potendosi applicare
ad essii medesimi
argomenti
fatti perP~ ,
riferendoci sempre alla catena r.Poichè
ogni
q.p. diL(G)
èproiettivo
ad un q.p. del reticolo diqualche p;-Sylowgruppo
diG 3),
si ha che irappresentanti
delle classi diL(G)
si possono tuttiscegliere
tragli
elementi di C= U C; .Ora
gli
elementi diC; ,
come si è visto sopra, sonoproiettivi
a q.p.di uno stesso
pi-Sylowgruppo P~ ;
epoichè già operando
solo tra i q.p.di
L(Pi)
la relazione -n liripartisce
peripotesi
in miclassi,
ne segue che il numero delle classi individuate da elementi di Ci nonpuò
supe-rare mi.
r
E di conseguenza sarà
1
Procediamo nella dimostrazione della sufficienza usando ora anche
r
la condizione
(ii),
cioèi
Essa richiede che le classi
rappresentate
dai q.p. di Ci siano di- stinte daquelle
rappresentate da q.p. diC; ,
sei ~ j.
Equesto
si ha solose per
ogni
pl esiste un solopj-Sylowgruppo
in G.Supponendo
ilcontrario,
consideriamo duepi-Sylowgruppi
distintiche diciamo U e V. Poniamo N= U n V edM=UUV. Sia R un sotto-
2) Vedasi [2], p. 318.
3) Vedasi [2], p. 319.
gruppo tale che e consideriamo un numero
primo
pi che di- vida[M : R ] ;
esso certamente è diverso da p; , essendo U e V dei p;-Sylowgruppi.
DettoT = R n V,
siprenda
L siffatto che V > L·> T : tale gruppo L esisteperchè
risulta T V.Vale ora
M = R U L, perchè
R è massimale inM,
edL,
sottogruppo diM,
non è contenuto in R. Cos pure è T=R flL, perchè
T è sottogruppo diR,
è contenuto massimalmente inL,
equesti
non è contenuto in R.Sarà
quindi MjR1CLjT,
in quanto tra lorotrasposti.
Il gruppo Q non conterrà
R, poichè
Q è un pi-gruppo ed R contiene il p;-gruppo U ed è nè Q sarà contenuto in Rpoichè
pi divide[M .
.R].
Risulterà
quindi
W C R ed esisterà Y tale cheQ >_ Y·> W,
e si avràMjR1CY jW, perchè trasposti
tra loro(la
prova di questo èanaloga
aquella
data per mostrareMj R1CLjT).
Varrebbe
quindi
attraverso il confronto conM/R,
cheLj1’1CY jW;
e
poichè L/T
edY/W
appartengono a classi i cuirappresentanti
si pos-sono
rispettivamente scegliere
inCj
ed in Ci(in
quanto L è un pj-grup- po ed Y è unpi-gruppo)
si avrebbe che una classe individuata da unelemento di Ci coinciderebbe con una individuata da un elemento di
C; .
Quindi
perchè valga
deve esistere in G un solopi-Sy- lowgruppo
perogni
pi , il cheequivale
a dire che il gruppo G è un gruppospeciale.
C.V.D.OSSERVAZIONI.
r
I. Se G è risolubile ed è allora G è ciclico.
Infatti
poichè
ingenerale
essendo in G risolubiler r
l’uguaglianza implica
mi = ei , perogni
i.i i
Pertanto i
pi-Sylowgruppi
sono ciclici~),
e risultandopoi
Gspecia- le,
in virtù del teorema I esso sarà ciclico.r
1I. Se mit ed per
ogni i,
sipuò
tralasciarel’esplicita
1
ipotesi
dellarisolubilità,
inquanto
consegue dall’essere ciclici tutti iSylowgruppi.
G anche in questo caso risulta ciclico.4) Vedasi [2], p. 317.
5) Vedasi [2], p. 317.
60
3. Usando le notazioni del n.
1, proviamo
ora ilseguente
teo-rema che dà una condizione sufficiente
perchè
G siaspeciale.
TEOREMA II. Se G è tale che in
L(Pi), 1i =1, 2,
...,r) si
ha unasola
classe,
ed è m = r, allora G èspeciale.
Chiamiamo Di la classe cui
appartengono,
inL(G),
i q.p. diL(Pi), potendosi
avere che pur essendo non siaDi
distinta daD; .
Per la prova del teorema II
premettiamo
la dimostrazione della se-guente
proposizione
ausiliaria: cioè i q.p. di(i=1, 2,
...,r),
qua-lunque
sia x diG,
nelle nostreipotesi,
sono inL(G)
dei q.p. tutti ap-partenenti
ad una stessaDas ,
con sconveniente,
in funzione di i.Consideriamo
dapprima quei
numeriprimi
pk, divisori di n, per iquali
esiste unsottogruppo
massimaleM,
cos chepk ~ [ G : M] .
Alme-no un pk siffatto esiste.
Posto K==PknM e scelto H tale che Pk > H·> K
(il
che èpossibile perchè Pk 12 M),
risulta conH/K
un q.p. diL(Pk).
Poichè in
L(Pk)
si ha una solaclasse, G/M
èproiettivo
adogni
p.q. di
L(Pk).
E nella stessa relazione risultano tutti i q.p.degli
even-tuali distinti
L(Pkx), potendosi
anche per Pkxripetere
la stessa prova diprima
riferendoci sempre aG/M.
Quindi se pk divide l’indice di un mas-simale in
G,
esiste la classeDk ,
che contenendo anche conterrà i q.p. diL(Pkx) qualunque
sia x.Alla classe Dk si vede
poi
cheappartiene
ancheogni
q.p. massimaleG/T
per cuiT ] .
Se invece un
primo
pj non divide nessunodegli
indici dei massi- mali inG, può
verificarsi il caso in cuiPj
è contenuto in tutti i massi-mali ;
allora comep~;-Sylowgruppo
delsottogruppo
di Frattini diG,
sarà normale inG, quindi unico,
e ad una stessa classeDj
apparterranno i q.p.degli L(P;x),
perogni x
diG,
identificandosiquesti
conL(P;).
Altrimenti,
pur non dividendo pj nessunodegli
indici dei massimali inG,
ci sarà unsottogruppo
massimale A che non contienePi.
Poniamo e scelto C tale che
P; ? C ·> B,
valee tutti i q.p. di
L(Pj) apparterranno
alla classe in cui staG/A.
Scegliamo
ora un pk che divida l’indice[G : A ] . Varrà,
per quantoosservato
precedentemente G/A E Dk .
Si ha inoltre(qualunque
siax),
essendo la 1Ccompatibile
conogni
automorfismodi
G. Poichè ancorapk ) [ G :
varràparimenti
cui appar-terrà anche
CIIBX,
e per le nostreipotesi questo
si avrà per tutti i q.p.degli L(Pj-’),
chequindi
stanno nella stessa classe Dk . Ed è cosprovata
laproposizione
ausiliaria.Richiamato che
ogni
q.p. diL(G)
èproiettivo
aqualche
q.p. diL(Pix)
segue che se le classi in tuttoL(G)
sonoproprio
r, le classiDj (j=1, 2,
...,r)
devono essere tra loro distinte.Ma
perchè
siano tali non devono esistere dueSylowgruppi
distintirelativi al medesimo numero
primo.
La prova èanaloga
aquella
prece-dentemente svolta nel n. 2.
La unicità del
p;-Sylowgxuppo
perogni
pjequivale
all’essere G ungruppo
speciale.
C.V.D.BIBLIOGRAFIA
[1] SUZUKI, M.: Structure of a group and the structure of its lattice of subgroups.
Springer Verlag, Berlin, 1956.
[2] FRIGERIO, A.: Sopra le classi di proiettività dei quozienti primi nel reticolo dei sottogruppi di alcune classi di gruppi finiti. Memorie dell’Accademia Patavina di SS. LL. AA. Classe di sc. Mat., Vol. LXXVII (1964-65), p. 315-323.
Manoscritto pervenuto in redazione 1’1 aprile 1969.