A NNALI DELLA
S CUOLA N ORMALE S UPERIORE DI P ISA Classe di Scienze
A. M ARINO
S. S PAGNOLO
Un tipo di approssimazione dell’operatore
n
∑
1
i j
D
i(a
i j(x)D
j) con operatori
n
∑
1j
D
j(β(x)D
j)
Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Scienze 3
esérie, tome 23, n
o4 (1969), p. 657-673
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$$ Di aij (x) Dj) CON OPERATORI 03A3j Dj (03B2 (x) Dj)
A. MARINO - S. SPAGNOLO
§
1.Iutroduzione
erichiami.
In
[2]
e[3]
è stata studiata la convergenza in L2 delle soluzioni diproblemi
di Dirichlet relativi adequazioni
ellitticheautoaggiunte
del 2°ordine e,
equivalentemente,
delle soluzioni diproblemi
diCauchy
relativiad
equazioni paraboliche.
Precisamente,
perogni aperto
il di si è considerata la classedegli operatori
differenziali della formacon aij funzioni misurabili su S~ che verificano le condizioni
E’ noto che
questi operatori applicano
H1(il)
in H-i(il)
e sonoequi-
limitati
rispetto
alle normecorrispondenti ; inoltre,
detta J l’immersionePervenuto alla Redazione il 28 Giugno 1969.
Lavoro eseguito nell’ambito dei gruppi di ricerca per la matematica del C.N.R..
(s) In ogni sistema di riferimento su
1Rn,
un tale operatore individua in modo univoco i suoi coefficienti.
canonica di in H-’
(D), gli operatori
AJ -A,
al variare di A insono isomorfismi di
Hò (D)
su con inversi(’~J
-A)-i equilimitatis
perogni
fissato Â>
0(ed
ancheper A
= 0 se S~ èlimitato).
Si è allora introdotta
(Âo , Sl)
laseguente
convergenza, dettaG.convergenza:
DEFINIZIONE. Siano
Ak (k = 1, 2, 3, ..)
ed A inM(Âo, Q).
Si dice chese per
(Ä
¿ o per illimitato)
si ha(Si
noti che sequesto
limite è zero per un certo A allora lo è anche per tuttigli altri).
Come si è
accennato, questa
definizionepuò
essere tradotta in termini diproblemi
diCauchy
ditipo parabolico :
Dati B E
do , Q)
e p EHl (S~), indichiamo, Tt (B) cp (t > 0)
lasoluzione in
H) (Q)
delproblema :
Si ha allora
se e solo se
In
questo
lavoroprendiamo
in considerazione una classespeciale
dioperatori.
invarianti per trasformazioniortogonali
su1Rt~: gli operatori
dellaforma
e dimostriamo
(Teor. 3.1)
che tale classe èdensa, rispetto
alla G-conver.genza, in
ogni Ao , Q).
Più esattamente
proviamo (Teor. 3.4)
che esiste una costante c,dipen-
dente solo da n, per cui
ogni operatore
di 2Ao, D)
èG-appros8imabile
con
operatori isotropi
di1’iT (c-1 cAo , Q).
Si
giunge
aquesto
risultato tramite unacaratterizzazione,
in terminidei
coefficienti,
dellaa-convergenza
sulla sottoclassedegli operatori isotropi
a coefficienti
decomponibili
inprodotti
di funzioni di una variabile.Le
principali proprietà
dellaa-convergenza,
che sarannoqui utilizzate,
sono le due
seguenti :
1.1
(compattezza)
Ogni
successione dioperatori
diil)
ammette una sottosucces- sione ad ~~noperatore
diM(~o, Ao , D). (vedi [3],
pag.582)
1. ~
(località,)
Siano
Qp aperti
di Q ta,li che mis(D -
UQp)
= 0 edAk (le =1~ 2, 3, .,.) ~
A
operatori
di M(A o ? Ao , il) (e quindi anché
di l~T(lo, Dp),
Allora
se e solo se
(vedi [3],
pag.5H4,
doveperò
si considera il casoparticolare
=U 0p ;
p
la prova di
questo
caso è comunque lastessa).
Riportiamo
altri risultati sullaG.convergenza
che saranno utilizzati.Siano
ed
in Ao , S~)
e sianoAk 1, A-1 gli operatori
inversi daH-l (Q)
suHo (Q) rispetto
alproblema
di Dirichletsu D,
avendosupposto
persemplicità
0 limitato in
(se ,Q
non è limitato basta sostituire adAk 1, A-1 gli (operatori (ÀJ
-Ak)-1, (AJ
-A)-1
per A> 0).
Si ha allora :debolmente in
L2 (Q),
se e solo se
(segue
facilmente da1.1)
(segue
facilmente dalla def. diG.convergenza).
1.5
Valgono
leimplicazioni (a)=--> (b)
>(c)
con:(vedi [3]
pag.589)
1.6. La G - converge tza su
Q)
è indotta da una mietrica.(Basta
definire perA,
B E MS~),
dove
fi (i
=1, 2, 3, ...)
è un insieme denso nellapalla
unitaria di H -1(D»,
Notazioni.
1Rn
è lospazio
dellen-ple
x =(xl
", , con lanorma I
la derivazione i-ma.
Il termine
funzione
sta per classe difunzioni qiiasi
ovunquecoincidenti,
e la locuzione
quasi
ovunqne sarà in genere sottintesa. Sarfinno considerati iseguenti spazi
lineari sul corpo reale1R,
muniti delle solite strutturetopo- logiche : (il aperto
di1Rn)
9b (Q) funzioni
reali C°°(cioè
indefinitamentederivabili)
ed aventisupporto compatto
g u Qdistribuzioni
reali su 9Loo
(Q) funzioni
reali misurabili ed essenzialmente li1nitate su Q LP(D) funzioni
reali dipotenza
p-ma sommabile su Q(03A9) funzioni
reali dipotenza
p-ma sonimabile Sltogni compatto
di QK cc {~
significa
che K è uncompatto
di Q.§
2. LaG-eonvergenza
su unaclasse speciale
dioperatori.
Nel caso di una sola’ variabile
(n = 1)
sipuò
vedere facilmente([3j,
pag.
596)
chese e solo se
Nel caso
generale (Q aperto
di1Rn, n > 1)
non siamo ingrado
di tra.durre la
G-convergenza
in termini di convergenza deicoefficienti,
se non suclassi
particolari
dioperatori.
Una di
queste
classi èquella degli operatori
deltipo
Per caratterizzare la C~- convergenza per
questi operatori (Teor. 2.2),
èutile il
seguente
risultato :LEMMA 2.1.
Consideria7yao,
sii, unaperto
liniitato 03A9 di1Rn, l’operatore
dove
fl è
unafunzione
1nisurabile su il dellaforma
con
Se u E
(S~)
é tale chef
= Bnappartiene
ad L2(S~),
siha :
con 0 costante
dipenderate
solo daQ , D, A2
A.DIMOSTRAZIONI& 1.
Supponiamo dapprima che fi
sia di classe C°° . In tal caso, il teorema diregolarità
locale delle soluzioni di opera-tori ellittici
(vedi
ad es.[1],
pag.138)
assicura che 1t E(Q)
equindi D,
u EPer provare la
(1),
consideriamogli operatori
ellitticiPoichè si verifica che
~i ha per una nota
maggiorazione (ad
es.[4],
pag.170) ~ Qó
cc S~con 5
e. dipendenti
solo daS~, ~,, .~,
equindi
vale la(1).
2.
Se fl
èsemplicemente
una funzionemisurabile,
si possonocostruire,
per
convoluzione,
delle funzioni0’, (x;), (k
=1, 2, 3, ...)
tali cheDetto allora
Bk l’operatore.
~~1 1 u lefunzioni,
inHó (S~),
tali cheBk Ilk
= Bu= f,
si ha(vedi 1.5) :
e
quindi
ancheD’altra
parte
siha,
per la(1)
nel casogià provato, -V Do cc D:
cosicchè,
estraendo una sottosuccessione debolmenteconvergente
in H’(~),
si ha la tesi :
TEOREMA 2.2.
Consideriamo,
suaperto
03A9 di1Rn, gli operatori
con
flk funzioni
misurabili su {~ dellaforma
e
e
l’operatore
si può sempre trovare nn’altra decomposizione per cni
con
Àj funzioni
ntisurabili su Q eAllora
se e solo se,
DIMOSTRAZIONE. Per
la
località della0-convergenza (vedi 1.2)
sipuò supporre Q
limitato.G
’. 1. Proviamo che
(2) implica: (Bk --->G
A.Per
questo,
dettiBk 1, A-1:
iH-1 (Q)
----~Hó (Q) gli operatori
inversi.(rispetto
alproblema
di Dirichlet suQ)
diB, A,
basta verificare(vedi 1.3)
che :e,
anzi,
chedal momento che A e
Bk
sonooperatori
simmetrici.Ora, posto
uk = =A-1 f,
si haMa,
per la(1 ), (Xj) P è,
perogni j,
una successione limitata inquindi compatta
in inoltre tale successione è limitata in.L2 (S~),
inquanto
leuk (=
sonoequilimitate
in(3) La (2) non dipende dalla scelta della decomposizione delle
03B2k (purché 03BB 03B2k(i) c A).
Pertanto
(xJ) D~ zc{
è una successionecompatta
in Li(D)
equindi,
dalla(2),
segue:(Bjk ò-
A.2. Proviamo che da
(Bk 20132013~
A segue la(2).
Le successioni sono, per
ogni j,
limitate in Loo(il)
e
quindi compatte
nellatopologia
debole o(L- (Q),
Li(Q) (4).
Se
pertanto
la(2)
nonvalesse,
esisterebberodegli
interi(k,.,1
----> o0N N N
e delle
funzioni 1, (x),
... ,(x),
con1jo == Àjo
perqualche jo,
taliche, §/ j, :
Ma
allora,
per laparte
1. delladimostrazione,
si avrebbee
quindi
per l’unicità del Q’-limitecontraiditorio.
§
3. Il teoremadi densità.
Con l’aiuto del Teor. 2.2 siamo ora in
grado
di provare il risultatoprincipale
diquesto
articolo :n
TEOREMA 3.1. Sia [~ un
aperto
di1R"
ed A =¿ij 2), (x) Dj)
con aíj1
funzioni
su Q everificanti le
condizioni(4) o
(Loo (~),
Li (Sé)) è latopologia
debole su L°° (D) come duale di~~k~ -k-~
O in tale topologia selim k
w 0, V w E Li.(Q).
Si
può
allora G -appi,-ossii are
su Ql’operatore
A con una successione dioperato~~i
della(k
---1, 2, 3, ...)
con
DIMOSTRAZIONE. La dimostrazione
può
suddividersi in dueparti.
Nella la
parte
si mostra che sipuò trovare,
inogni
intorno(nella
G -
convergenza)
di A unoperatore
con coefficienti costanti a tratti e verifi- canti le stesse limitazioni(3) degli
ciòpermette,
localizzando ilproblema
ed
eseguendo
un cambiamento dicoordinate,
di ridursi al caso che A siadiagonale
ed a coefficienti costanti.Nella
2~ parte
siapprossima
un A diquesto tipo
conoperatori
deltipo (4).
1. Non è
restrittivo, prima
ditutto,
supporre che le aij siano C°° suf2.
Infatti si possono
costruire,
perconvoluzione,
delle funzioni C°° suf2, aij, k (k = 1, 2, 3, ...),
verificanti uniformemente le(3),
tali chema la convergenza dei coefficienti in
implica
laG.convergenza
deicorrispondenti operatori (vedi 1.5)
’Per lo stesso
motivo,
ci sipuò
limitare a cercare icoeflicienti flk degli operatori approssimanti
nell’ambito delle funzioni misurabili su Q.A
questo punto,
data la continuità delle a’j suS~,
si possonotrovare,
fissato e
> O, degli aperti
limitati di~~ S~ra~ (t. = 1, 2, 3,...)
con f1=0
per
+
S, mis(D - U 03A9(e)r =
O eSup aij(x)-
Infaij (x) E.
AlloraB
r=1 /r r
le funzioni che assumono su il valore costante
a,;j (xr),
dove èun arbitrario
punto
di verificano uniformemente la(3)
e inoltrePertanto,
essendo la convergnza L°° dei coefficientipiù
forte della G-con-vergenza, non è restrittivo supporre che i coefficienti aij siano costanti
/ 00 B
su
degli aperti
limitatiQr
tali cheg.= 0
permis Q - B f=i U r .=4. /
Per 1.2 è
quindi
sufficienteapprossimare
A(con operatori
deltipo (4))
su ciascuno
degli 5~,. ,
y il che è come supporre A a coefficienti costanti suil ed Q limitato.
Il
problema
sisemplifica
ulteriormente se si osserva chegli operatori
del
tipo (4)
restano invariati per rotazionidegli
assi coordinati :scegliendo
un
opportuno
sistema di riferimento sipuò quindi
fare in modo che lamatrice ttij
siadiagonale,
cioè chen
2. In vista del Teor. 2.2 costruiremo delle funzioni
=1 k
(le
=1, 2, 3,.. )
che verificano la(2) (con le lj
costanti su0).
Per
questo
è sufficiente chesia, B/t, :
per certi
t(i)5
E1R
taliche
II2013 2013
V(J) =0 vj,
cioèSupponiamo
di aver scelto le~t(i) vii) (con }~(í) v(i) > 0) ;
un modo dicostruire le
f3k )
verificanti la(5)
è ilseguente :
(5) Si noti che, essendo implica la relazione
Si
considera,
perogni k,
unaripartizione
di1R
inintervalli eguali
di1unghezza . precedente hn+1,
k , 2 e si definisce,dove sono
numeri > 0
dadeterminarsi Poicb é
bi)
devono risolvere il sistemaOra
questo
sistema è certamente risolubile e le suesoluzioni
sono po-sitive,
inquanto v( ) >
0.i) >
v(i) >
0.Pertanto,
resta solo dascegliere
unadecomposizione (6) ¿ ,,(1) >
0.Una scelta
possibile
èdove ll = Max
(Ai).
I
valori
ai,b, attribuiti
a~(a-.)
nellaparte
2 dellaprecedente
dimo-strazione
sono tali chequindi
Si è cos
provata
laseguente
PROPOSIZIONE 3.2.
Ogni diagonale
acoefficienti
costantiè di successione di
operatori Bk
deltipo seguente
dove A = Max
Vogliamo
ora studiare illegame
fra le costanti di ellitticitàLk
deiBk (Lk
=)-1)
ed L di A(L
= Max(Aj) - 1
D Q
Si
può
anzitutto verificareche,
perogni
successione dioperatori (Bkl,
del
tipo (7), (8)
cheG-eonverga
adA,
si haInfatti se
(Bk) 2013~2013~ A, passando
eventualmente ad una sottosuccessione dev’essere verificata la(5)
per certeverificanti la (6).
Ma(5) implica
mentre in
ogni decomposizione
ditipo (6) (con
>0)
si haIn
particolare,
indicataLk
la costante di ellitticità diBk
ed Lquella
di
A,
2 si ha9. Annali dalla Scuola Norm. Sup. Pisa.
stima che si riduce a Min lim
(Lkj
¿qualora
siak
Si
può
ora cercare unamigliore approssimazione (Lk
c,,L)
di A conoperatori
deltipo (7),
se si rinuncia alla(8).
Per ottenerla
(Teor. 3.4),
utilizzeremo un lemma relativo alla G.conver- genza dioperatori
le cui matrici dei coefficienti siano costituite da due blocchidipendenti
da differenti variabili :k
Se E= è un
operatore
su unaperto Qo
di1
dove le
Oij
sono funzioni misurabili suQo ,
introduciamogli operatori (in JR"):
’
Si ha allora :
LEMMA 3.3. Sia Q _ ,S~’ X Q’I di
1Rn,
5 con1Rp,
( p +
q =n)
e siano(k
=1, 2, 3, ..,)
Allora
se
(e
solose)
e
DIMOS’L’RAZIONE. Per 1.2 si
può supporre
limitato.Per la
compattezza
dellaG-convergenza (vedi 1.1)
e per il fatto che da B’-y
C" =B. + C
segue B =B ,
C =O.,
basta dimostrare che se(6) 1’dr ( et nizioi e vedi il 9 1.
Per
questo
basta verificare chedove
Infatti le funzioni del
tipo 1t (~) ~
generano unsottospazio
denso diHú (,~l ).
Siano ora Uk
E 1101 (S~’), vk 6 1/J (~2~)
le funzioni tali che ._-B~a,
=
(cv ;
per definizione diG-convergenza
si ha allora1Bfa
quindi
D’altra
parte
e,
poiché
per 1.4 si ha la tesi :TEORF,MA 3.4. Sia Q un
aperto
di1R"
ed . .. con a’j nais2crabili su Q everificanti
le(3).
Si
può
alloraO-approssimare
su Dl’operatore
A con una successione dioperatori
della(k = 1, 2, 3, ...)
con
dove c è una costante che
dipende
solo da n e non dalo,
DIMOSTRAZIONE. =1 il teorema è banale
(c =1).
Supponiamo
vero il teorema su1R~~-l
e verifichiainolo su1Rn.
Per 1.2 si
può
supporreS~ _ ~~ X ~~~,
con Q"C JR.
Inoltre, procedendo
esattamente come nellaparte
1. della dimostrazione del Teor.3.1,
ci sipnb
ricondurre adapprossimare
unoperatore
della formae
anche,
cambiando eventualmente il sistema diriferimento,
sipuò
sup- porre cheOra,
usando le notazioni del Lemma3.3,
sipuò,
scriverecon
e
operatore
su ,~’operatore
su Q".Per
l’ipotesi induttiva, approssimiamo B,
su03A9,
conoperatori
dellaforma
dove
Quindi
utilizzando il Lemma3.3,
ci si riconduce adapprossimare (nel
modo
desiderato)
su S~l’operatore
e
anzi,
usando di nuovo ilprocedimento
dellaparte
1. della dimostrazione del Teor.3.1,
bastaapprossimare l’operatore
con ~O numero reale verficante la
(10).
Ma per la
Proposizione
3.2quest’ultimo operatore è
G-Iimite di ope-91 )
rator -yj n i D? (03B2k (X) -Di) )
con
Pertanto,
utilizzando la(10)
e ricordando~n_1 S
si ha inogni
casodove
da cui la tesi.
NOTA. Indicata
Lk
la costante di ellitticitàdegli operatori (Bk)
cheapprossimano A,
ed L la costante di ellitticità diA,
si hacon c costante
dipendente
solo da n.Istituto Matentatico della PISA.
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