R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
A NGELO T ONOLO
Sulle funzioni complesse di più variabili olomorfe di ordine n
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 6 (1935), p. 9-20
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OLOMORFE DI ORDINE
n.di ANGELO TONOLO
Si deve a BURGATTI
C)
il concetto di funzionecomplessa
dei
punti
di un’ areapiana
analitica di ordine n. Perqueste
funzioni
Egli
ha dato alcune formule interessanti, ed ha mostrato anche il loroimpiego
in unproblema
di elasticapiana,
ricavandoin
agile
modo la formula di KOLOSOFF. Lo scopo diquesta
Notaè di dare la definizione in discorso per le funzioni
complesse
dei
punti
dipiù
areepiane,
e di ricavare alcune formule chesono estensioni di
quelle
stabilite da BuRGATTi.Avverto che in
questa
Nota mi sono limitato ai solisviluppi
formali, mettendo diproposito
indisparte
alcunipunti,
che hoaccennati nel corso della
medesima,
e che sono essenziali e. ad essa intimamente
legati.
Lasciando ad un’ altra eventuale ri.cerca l’accurato esame di
questi punti,
mi sono deciso intanto arender nota la
parte
formale.1. Siano
due variabili
complesse indipendenti
che penseremorappresentate
(1) P. BURGATTI, Sulle funxioni analitiche di ordine n, [Bollettino
dell’ Uaione matematica italiana, Anno Io, (1922) fase. 1, e Anno (1923),
fasc. 3].
al solito modo con i
punti X2), (yi , Y2)
di duepiani
com-plessi n
e r’(-).
Introduciamo i dueoperatori
Se
poniamo
e facile riconoscere che si ha
purchè, beninteso,
la funzione allaquale
vengonoapplicati questi operatori
soddisfi aquelle
condizioni per cui è lecito invertire l’ ordine delle derivazioniparziali rispetto
allequattro
variabilireali xi , i x~ , yi , i Ne segue che l’ordine secondo il
quale
vengono successivamente
eseguiti gli operatori Dx, Dy
non hanessuna influenza sul risultato
finale, onde, applicando n
voltedi
seguito
leoperazioni
indiscorso,
si otterrano soltanto le iterate2. Per ciò che diremo al n. 4 conviene trasformare
gli operatori
ora definiti in altriequivalenti.
Aquesto
scopo, ac- canto alle variabilicomplesse x, y,
consideriamo anche le loroconiugate
(2) Le considerazioni che andiamo svolgendo si riferiscono alle funzioni
complesse dei punti di due aree piane ; è ovvia 1’ estensione al caso generale.
Si deduce
e
quindi ogni
funzione(3 )
dellequattro
variabili reali Y2può
trasformarsi in una funzione dellequattro
variabili com-plesse x, xi
y,y.
Avendosisi ricava
(3)
donde
In
generale
si hanno le relazioni(3) Perchè le considerazioni fondate sull’ impiego delle variabili com-
plesse coniugate abbiamo senso, occorre che le funzioni f (XI 1 x2 , YI 1 Y2)
su cui si opera siano analitiche nei quattro argomenti, cioè sviluppabili in
serie di TAYLOR nell’ intorno di ogni punto : (xj , 1 X2) in a, 1 y~) in a’, a e a’ essendo due aree finite situate nei piani x, 1t’ ove le funzioni s’ intendono definite, sicchè 1 1 Y2) si prolunghi in tutto un in-
torno ad otto dimensioni del punto considerato.
3.
W , yx) = u (x~ , xx ,
una funzione dei
punti
di due aree finite a e a’situate nei
piani
1t ove, come abbiamodetto, pensiamo
di-stese le variabili
complesse x,
y.È
ben noto che le condizioniche
supponiamo
verificate neipunti
di o ea’,
sono necessarie esufficienti
perchè
lay,)
sia ivi funzione olomorfa.delle variabili
complesse
y. L’introduzione dei dueoperatori D,,5’ Dy permette
di condensare nelle dueequazioni
le
quattro equazioni (6)
Sia ora
f
funzione non olomorfa di x, y nelle aree a, a’ :allora,
una almeno delle due funzioniDx f, Dy f
non è iviidenticamente nulla. Per fissare le
idee,
si supponga che en- trambe non si annullino in o, a’. Potrebbe accadere allora che tutte e due siano iviolomorfe,
per laqual
cosa è necessario ebasta che ivi siano verificate le tre relazioni
In tal caso diremo che
f è funxione olomorla
di ordine 2nelle aree a,
a’,
convenendo di chiamaref funzione olomorfa
di ordine uno nelle aree in
discorso, quando
ivi si haIn
generale,
se nelle aree a, à sussistono le n+ 1
rela-zioni
.
cioè,
se ivi sono olomorfe le n funzioniallora diremo che
f
èfunzione olomorfa
di ordine n nellearee a, a’.
4. Per trovare la forma
generale
d’una tale funzionef,
si osservi che in forza delle relazioni
(5)
devono sussistere nellearee a, a’ le
equazioni
e
perciò f
dovrà essere unpolinomio
digrado n
1 nellevariabili
Y, y
con coefficienti funzioni soltanto di x, y, equindi
funzioni olomorfe di ordine uno in o, a’. Possiamo
quindi
scri-vere
,
dove
fh ex, y) (h = 0, 1, 2,
...? 20131)
è unpolinomio
omo-geneo di
grado
h nelle variabilix, y,
i cui coefficienti sonofunzioni soltanto delle variabili x, y. Se si vuole
esprimere
ilpolinomio f
nelle variabili y", basta osservare chee
conglobare poi
nei coefficienti delle funzionitp1& (x, y)
le variepotenze
delle variabili x, y, mettendo in evidenza soltanto lepotenze
dixi -f -
+y~ .
Si ottiene cosdove le
c~h
sonopolinomf omogenei
digrado
hnegli argomenti indicati,
con coefficienti funzioni olomorfe di ordine uno delle variabili x, y.gdunque : ogni furtxione olomor fa
di ordine ndei
punti
delle aree a, a’ è necessaria1nente dellaforma (11).
Inversamente è manifesto che :
ogni f unxione
deltipo (11)
èolomor fa di
ordine n nelle aree a, a’.Osservaxione I. -
È
ovvio che il risultato espresso dalla(11)
sussiste anche senzal’ipotesi
del carattere analitico di n, yi,yz)
nei suoiquattro argomenti. È questo
unpunto
essenziale della
quistione
che dovrebbe essere chiarito.Facciamo ancora notare ’che il risultato in
parola potrebbe
venire
collegato
con la teoria dellefunxioni olomorfe (a)
diPOMPIEU. In
questa
teoria infatti le funzioni olomorfe diCAUCHY, tengono
ilposto
delle costanti additive dellaintegrazione
or-dinaria
{4)
5.
Siano s, s’
le curve chiuse che limitano le aree a, a’.Se
f (x,
funzione olomorfa(di prim’ ordine)
nelle aree indiscorso,
contorniinclusi,
e see, Tj
sono duepunti
interni ri-spettivamente
di a ea’,
vale la formulaove s, .s’ s’ intendono
percorsi
in senso diretto.Limitandoci,
perbrevità,
alle funzioni olomorfe di ordine 2 nelle aree a,a’,
an-(4) Cfr. A. TONOLO, Sulle fuitzioni olomorfe (a) di più variabili, della R. Accad. di Scienze, Lettere ed Arti di Padova, Vol. LI, (1935)].
diamo a stabilire una formula
analoga
alla(12).
Siaf2
unatale
funzione;
le funzioni sono allora olomorfe diprimo ordine,
eperciò,
indicando con(Dx f~}a, _~ ,
,(Dy f~)s, s~
i lorovalori
lungo
le curve s,s’,
avremo neiMa nei
punti ;2),
M’ne)
di affissarispettiva 9, i
si hadove ~
è funzione olomorfadi x, y e i, fi
sono leconiugate
delle affisse
e,
7 .I valori
di ~
sui contorni s, s’ sarannoquindi
dati dalla formulae
perciò
nei avremoNe
risulta,
sostituendo le(13), (15)
nella(14),
la formula finale :6. Le funzioni
Dy h
chefigurano
nenaespressione (14)
difz
sono funzioni olomorfe di ordine uno ; sequindi
co-nosciamo i loro valori
lungo
icontorni s, s’,
la formula(12), ove si
ponga beninteso alposto
dif
le funzioni indiscorso,
cidarà i loro valori nei
punti
interni di a, a’. Se è data inoltre sopra ed s’ la funzionef,,,
la(14)
stessa ci farà conoscere la~ lungo
le curve inparola
equindi
la(12),
ove naturalmente laf
vengasurrogata dalla
determineràquesta
funzione neipunti
interni delle ’areea,
a’.Questo ragionamento
sipuò
esten-dere alle funzioni
£
e conduce al risultatoseguente :
unaf un-
xione
f;, olomo1ia
di ordine 1 nelle aree a, a’ ècompletamente
deternainata dai valori che assumono
liingo
i contorni s, s’ lefunxioni
’Questo
teorema sipuò
enunciare in un’ altro modo. Aquesto
scopo denotiamo con p,p’ rispettivamente
le normalialle .
curve s, s’ vòlte verso l’ interno delle aree a, a’. Si
ha,
come èfacile
riconoscere,
Le
derivate
sonocompletamente
conosciutequando
sono dati i valori di
f. lungo
le curves, s’ ;
ne segue che as- seguare le funzioniDzf, Dy f sopra s, s’ equivale
adare,
inforza delle
(17),
i valori delle derivate normali Sonoperciò
note anche le derivate seconde18 , i
°
come
pure le Se
,quindi
conosciamo le funzioni10 fi, lungo
le curve in discorso veniamo a determi-nare
completamente
dalle(18)
lederivata
normali secondeSeguitando questo ragionamento
si arrivaalla conclusione
seguente :
Unafunziom f~, olomorfa
di ordinen nelle aree o, a’ è
completamente
determinata dai valori cheassumono
lungo
le curve s, s’ lafunxione
stessa e tutte lederivate normali successive secondo p e
p’ fino
aquelle
di or-dine n - 1.
’
2
Osservazione II. - Una funzione olomorfa ordinaria in un’ area a è
completamente
determinataquando
si dànno sulcontorno di a la
parte
reale ed un valore dellaparte immagi-
naria.
Quali
sono i dati strettamenti necessari per individuareuna funzione olomorfa di ordine
superiore ? È questo
un’ altro punto che dovrebbe essereapprofondito,
limitando pure lo studio alle funzioni definite in una sola areapiana.
’
7. Terminiamo
questi
studi con lo stabilire unaformula, analoga
aquella
diGREEN,
laquale permette
di determinare i valori d’una funzionef regolare
neipunti
interni delle areea, a’
quando
sono conosciuti inqueste
areegli operatori U:x;y f
elungo
icontorni s, s’
la funzione stessa. Perciòricordiamo che se
f
è funzioneregolare
soltanto deipunti
di a , si ha(5)
dove M è un
punto qualsiasi
di a,purchè interno,
diaffissa E,
e il contorno s è percorso in senso diretto.
Sia ora
f
una funzioneregolare
deipunti
delle due areea,
a’ ;
indichiamo conM,
M’ duepunti
interniqualunque
diesse di affisse
rispettive 9,
n, eponiamo
- Nell’
integrale lungo s’ P
denota unpunto
fissodi s,
mentreQ
è unpunto
variabilelungo
s’. Alla funzionef (P, Q,,,,)
consi- .derata
nell’ area
a’applichiamo
la formula(19) ;
si trae(5) La formola (19) è notissima. Credo si possa attribuirla a BZLTRAIU:
~S’ulle funxioni
complesse,
Rend. Ist. Lombardo, Voi. XX, serie II (t887) ; i oppnre : Opere IV).e
perciò
Alla funzione dei
punti
di aM’) applichiamo
ancorala formula
(19) ;
si ottieneSostituendo nella
(21)
e risolvendorispetto
adf M, M’)
siha intanto la relazione
Ora osserviamo che nel
primo
termine del secondo membro si possono invertire leintegrazioni,
ottenendo cosMa si
ha,
sempre in virtù della(19),
Ne risulta che
e