R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
G IUSEPPE G RIOLI
L’opera scientifica di Ernesto Laura
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 19 (1950), p. 443-449
<http://www.numdam.org/item?id=RSMUP_1950__19__443_0>
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di GIUSEPPE GRIOLL
i(a Padova).
Non ho avuto la fortuna di stare a contatto con
Lui ;
solodue conversazioni: una
durante
il recente congresso diPisa,
,
l’ altra nello scorso
dicembre
inquella
clinica diPadova
ove loaveva costretto un male crudele.
Eppure
ciò è bastato aprodurre
in mequella
stima equel
senso di affetto che ovunque accompagnano la Sua notorietà e,
purtroppo,
il Suo ricordo. Ho avuto subito lapercezione
dellaSua bontà e alta dirittura morale soltanto riflettendo
sull’ impres-
sione che ai
primi
contattiproduceva
in uno che ancora nonlo conosceva
personalmente.
Quando
sono stato a trovarlo ill clinica fi~i ha comunicato che aveva intenzione di dire dueparole
dipresentazione
alla miaprima
lezione.Questo
Suo affettuosoproponimento
mi dava la certezza che venendo a Padova per assurvere ilposto
cheEgli
lasciava per limite di età avrei trovatoun’ amicizia preziosa
e certamente ricca di
consigli.
La sorte non lo
permise
e sembri naturale la mia coin-rnozio ie mentre mi
accingu modestamente
a ricordarel’operosità
scientifica di un Uomo col cui destino
s’ ineontrù
il mio nel inomentopiù
crudele per tuttiquelli
che lo avevauo caro.* * *
Non è facile riuscire entro ristretti limiti di
spazio
a dareun’ lciea della notevole mole di lavoro di
ERKESTO
LAURA e del Suo contributo allasistemazione
e allosviluppo
diimportanti capitoli
di FisicaMatematica. Seguirò
pergrandi
linee la Suaproduzione scietlti#ica,
sorvolando su moltepreziosità
delle di-mostrazioni.
2 Q .
444
Uno dei
campi
chepiù
lo attirarono fuquello
dello studiodei muti vibratori dei
corpi
elastici di cuiEgli
sioccupò
in ungruppo di
Meenorie,
considerando sia ilprobletna
delle vibrazioni di un corpo elastico omogeneo edisotropo,
siaquello
della pro-pagazione
di vibrazioni all’ esterno di unasuperficie
chiusa con-vessa in un mezzo elastico
indefinito,
omogeneo edisotropo.
Per evitare la
complessità degli sviluppi
analitici - che fatal- mente sipresenta
in similiquestioni - Egli
spesso si serv del-1’ algoritmo
dicomplesso
chegli permise rapidità
edeleganza.
Nel
primo
dei dueproblemi
ilLAURA, collegandosi
ai lavoridi
TEDONJ4:, S01(IGL~ANA,
si pone la ricerca della formapiù generale degli integrali
dei moti vibratorisemplici
e smorzati eosserva che la distribuzione del movimento nello
spazio dipende
non da un solo
vettore,
come nel caso delle vibrazioni armonichesemplici,
bens da due le cuicomponenti
soddisfano ad un sistema di seiequazioni
alle derivateparziali
non scindibile in due sistemi in tre funzioniincognite.
Dimostra che a differenza delle vibrazioni armoniche
quelle
smorzate
perchè
pussano averluogo
presuppongono una solleci- tazioneesterna,
e stabilisce il teurerna di unicità inostrando cheogni
vibrazione srnorzata risulta dallasovrapposizione
di duesemplici
con differenza di faseuguale
a2
Onde avere le
espressioni
dellecomponenti
dellospostamento,
della rotazione e
quella
della dilatazione il LAURA determina le solution’:[(-ioè,
aventi una deterrniuatasingolarità
in un
puiito ; ll,ll,l’lPZ
ni. nel casostatico] corrispon-
denti a
perturbazioni
dovute ad una o ad uncentro (ti
cornprPSS~;on~
o di o ad unacoppia
diforze
con momento o di rotazione attorrto ad un asse. Interessanti alcuni teoremi di media che
Egli applica
al caso di unospazio indefinito,
dando le condizioni di convergenza all’infinito e laprecisazione
delprincipio
di HuvGHKXs in relazione alla classe dei moti considerati. Considerandopoi
motipiù generali
diquelli
vibratori
semplici
e smorzati, il I LAURA ricerca e dete~"~uina la classepiù rerieritie
di vibrazioniiappreseiitate
da vettori sommadi
prodotti
di funzioni delterupu
per fnniioui diposizione.
Successivamente
Egli
si occupa delproblema
di propaga-zione all’esterno di una
superficie
o chiusa e osserva che la di- mostrazione della formula di KIRCHHOFF relativaall’ equazione
delleonde,
fondandosisull’ ipotesi
fisicamente inaccettabile che il moto vibratorio duri datempo
infinitamenteremoto,
deve ritenersi difettosa e ne dà una nuova dimostrazionesupponendo
invece chenel!’ istante attuale lo stato vibratorio interessi solamente lo
spazio
compreso tra o e una certa
superficie
a~ .,
Nel 1914 il LAURA inizia lo studio sistematico del
problema
esterno della Dinamica dei
corpi
elastici. Ammettendo con il Lov}1~la continuità dello
spostamento
attraverso i bordid’ onda, Egli precisa
il meccanismo di ipropagazione
all’ esterno di una super-ficie,
in un mezzo indefinitoelastico,
omogeneo edisotropo,
sup-ponendo
l’onda a due bordi col pensare scissa la vibrazionepi i generale
in unalongitudinale
ed una trasversale e stabilendone leequazioni.
Ad avvalorare lo schemaproposto
dimostra il teo-rema di unicità e fa vedere che il moto
prodotto
in un mezzoelastico indefinito da un centro ~ii
forza,
debitamenteinterpretato,
è in accordo con la
supposta propagazione
all’esterno di unasuperficie
chiusa. Ponendosi nel caso di unasuperficie,
a, sfericaesamina la
questione
dico~npatibilità
delle condizioniimposte
su ae sui due bordi dell’onda e dimostra la
possibilità
dellosviluppo
in serie di funzioni sferiche dello
spostamellto
dovuto a date ten-sioni o velocità
superficiali.
Datal’importanza
dellaquestione,
il LAURA ritiene
opportuno
ritrovare con considerazionipuramente energetiche
le condizioni valide sul bordo di un’ ondapropagantesi
in un mezzo
indefinito, già otteiiute [LOVE]
per via cinematica.E sfruttando il teorema delle forze vive dà forma
rigorosa
alproblema
della riflessione di un treno d’onde su un ostacolo fisso.Da ricordare pure lo studio delle vibrazioni normali di una
pia-
stra immersa in un fluido indefinito. Bello studio dei
problemi
di
propagazione
il èportato
a considerareparticolari
motiche
Egli
chiamaquasi
liberi iquali
dannuluogo,
comequelli liberi,
aspostamenti
o tensioni nulle sopra a senza,però,
sod-disfare alla condizione di continuità dello
>l~u5tament-u
attraversoal bordo dell’ unda.
Questi
moti sonoperiodici
ditipo
smorzato.Basta
questa rapida
scorsa per mettere in luce come il pro- blemavibratorio,
siaquello
interno come purequello esterno,
trova nella trattazione del LAURA una messa a
punto completa
446
che apre la via ad ulteriori
ricerche, specialmente
suiproblemi d’ integrazione.
Sipuò
certamenteaffermare,
comeEgli
medesimoosserva, che la
posizione
stessa delproblema
dipropagazione
costituisce uno dei risultati
più interessanti,
dato che essa costi-tuiva uno dei
punti più
dubbi della teoria delle vibrazioni. Uno schemaanalogo regola
lapropagazione
delle onde elettroma-gnetiche
nelvuoto, problema
di cui il LAURA si occupa nel 1936e a
proposito
delquale Egli segnala
l’esistenza di vibraxioniqitasi
libere.Completa
uu risultato del Lov~riguardante
il teo-reina di
unicità,
dimostrando cheogni coppia
di vettoriE,
I~soddisfacenti alle
equazioni
di MAXWELL - HERTZ e alle condizioni di =H -~-
E/B n
=0 ]
è di vettori a diver- genza nulla. Studiaquindi
lapropagazione
all’esterno di unasfera.
* * *
Risultati si devono al LAURA in
questioni
di elasticità tridi-mensionale, riguardanti
ilproblema dell’equilibrio
elastico dei solidi limitati da unasuperficie di rotazione, i ,
e da due sezionimeridiane,
a) i e a 2.Egli
determinaquelle
distribuzioni di sforzi che danno tensioni nulle su E edipendono
dallalongitudine
permezzo di funzioni lineari di
se1Z 3,
cosa . A talproposito
mostrache le
corrispondenti
deformazioni coincidono conquelle
ottenuteper distorsione da V OLT~~RRA e dimostra che la determinazione delle deforinazioni per distorsione dei solidi di rivoluzione
dipende
dall’
integrazione
di sistemi differenziali in due variabili indi-pendenti
di cui assegna la formagenerale.
Ilprocedimento esposto
combinato con ilprincipio
di SAINI, - VENANT ben sipresta
alla determinazione delle deformazioni del solidoquando ~
èlibera da forze e a2 sono
soggette
a varitipi
di solleci- tazioni.Più tardi
(1933)
il LAURA si occupa ancora di elasticità tri- dimensionale mostrando comegli
elementi fondamentali[coef-
ficente di dilatazione
cubica,
rotazionelocale,
caratteristiche didefurmyzione, l~,placiano, equazioni indefinite]
siottengono rapi-
damente iii coordinate curvilinee
applicando
la teoria del triedro mobile nella forma che essa assume usando1’ algoritmo
di matrice.A. tal hne dimostra celle un
sistema
di coordinate curvilinee dellospazio
ordinario èrappresentabile
a mezzo di tre vettori le cuicomponenti
verificano un ben determinato sistema differenziale[equazioni
dicompatibilità]
e dà le formule per iltrasporto
diun vettore e di un tensore.
* * *
In un gruppo di lavori il LAURA si occupa dello studio del moto di n vortici rettilinei
perpendicolari
ad unpiano
e deduce dalcorrispondente
sistema diffeuetiziale in formaHAMILTO1~TIANA
un nuovo sistema ilquale
benchè non in formaHA~fLTONiANA
riesce utile nella discussione diquei
casiparticolari
di moti di n vortici in cuigli integrali
notipermettono
di ridurre allequadrature
ilproblema d’integrazione.
Inparticolare
determina il moto diquattro
vortici due a due simmetricirispetto
ad unpunto, quando
il loro momento d’inerzia
rispetto
alpunto
è nullo. Inoltre carat.terizza i
quadrangoli più generali
i cui vertici si possono con-siderare come tracce di filetti vorticosi
perpendicolari
alpiano
del
quadrangolo
e muoventisirigidamente.
In relazione a taleproblema dimostra
che lo studio della stabilità sipuò
ricondurrea
quello
della discussione delle radici diun’ equazione
di 20grado.
In
riguardo
alla stabilità del moto nel caso di nfilamenti
vor-ticosi
perpendicolari
ad unpiano
invecedimostra
un teorema.non esaurientemente dimostrato
prima
dalTuomsos
in base alquale
il moto risulta stabile solo per nC
7.***
Un gruppo di
cinque
lavori - tragli
ultimi -riguarda
lateoria delle
superficie
flessibili ed inestendibili. Diquesti,
due siriferiscono al caso statico. In essi il LAURA osserva che la
prin- cipale
difficoltà che sipresenta
nelproblema dell’equilibrio
diuna
superticie pesante,
flessibile ed inestendibile consiste nel- 1’ eliininazione deimoltiplicatori lagrangiani [tensioni]
dal sistemadelle tre
equazioni
diequilibrio
e delle tre che assicurano 1’ ine- stendibilità e mostra come essa sipuò
superare nel caso dellesuperficie sviluppabili.
Trattacompletamente
il caso in cui sipossa ritenere che la
configurazione
diequilibrio
siacilindrica
448
oppure conica e
nell’ ipotesi
di uDasuperficie
conicaapplicabile
ad un settore circolare dimostra la riducibilità alle
quadrature.
Gli altri tre lavori
riguardano
invecequestioni
dinamiche.Riprendendo
un concetto di BELTRA~I il LAURAprecisa
ilsigni-
ficato di
equilibrio
stabile e studia lepiccole
oscillazioni intorno ad unaconfigurazione
diequilibrio
stabile[presupposto, cioè,
conforze interne aventi il carattere di
trazione].
Inparticolare,
me-diante il metodo del triedro
mobile,
studia il moto di unasuperficie
conica inestendibilepesante. Riprendendo
ingenerale
ilproblema
della Dinamica dellesuperficie
flessibili ed inestendibilie
adoperando
il metodo del triedro mobile lo traduce in un sistema alle derivateparziali
neimoltiplicatori lagrangiani
e nellafunzione caratteristica di WEIN(ÌARTEN BIANCHI e ritrova
l’ equa.
zione a cui
quest’ ultima
soddisfa.* * *
Risultano
già
chiaramente daigruppi organici
di ricerche acui sopra ho accennato la mole e l’interesse del lavoro scientifico di ERN}4~STO LAURA ma devo anche ricordare un
cospicuo
numerodi altre note e memorie che mostrano come
Egli
abbiapenetrato
i
più
svariaticampi
della Matematica. Dimostra che note le com-ponenti
della velocitàangolare
nel moto di un corporigido
conun
punto fisso,
la determinazione del moto siriporta
adun’ equa-
zione di RICCATI nello
spazio tridimensionale,
a due inquello quadridimensionale.
Inriguardo
allagenerazione
dei moti alla-POINSOT
riprende
unaquestione già
studiata dal SIACCI e ricerca lapiù generale
trasformazione che muta duesuperficie ,Ù
eT,
di cui
8 girevole
intorno ad unpunto
fisso etangente
aT,
indue altre che
godono
della stessaproprietà,
osservando che ilproblema
sipuò
studiareseguendo
i classicipiocedimenti
diDà un
elegante
teorema eoncernentel’ equilibrio
diquattro
forze
applicate,
stabiliscedisuguaglianze
relative allaparte
realedegli
autovalori diun’equazione integrale
di secondaspecie
anucleo non simmetrico o alle
soluzioni,
funzioni della sola di-,. ÕL
stanza, dell’equazione
i ~~ = 4 , ’I dimostra varie fortuule~= ~ .
riguardanti
ipotenziali generalizzati
di stabilisce le con-dizioni di monodromia
dell’ integrale
a destra secondoV OLTERRA
di una sostituzionefunzione
di una variabile e indica un metodod’integrazione
del sistema chelo definisce. Considera
la relazionedifferenziale
nonillimitatarnente integrabile
a cui soddisfano lecomponenti
dellospostamento infinitesimo
di una varietà. anolo-noma con due
gradi
di mobilità e mostra come ridurla a forma canonica. Inpiù
dimostra che la ricerca delle traiettoriesponta-
nee
dipende dall’iiitegrazione
diun’equazione differenziale
delterzo ordine.
Riprendendo
unproblema posto
daSiBiRANi determina
le condizioni cui devono soddisfare le linee di una datafamiglia
affiuchè esista una
superficie
che le ammetta comegeodetiche
oasintotiche. Successi vamente
si pone ilproblema
dideterminare
lesuperficie
che acnnlettono unafamiglia
digeodetiche giacenti
sopra cilindii circolari coassiali e
riporta
ilcorrispondente
pro- blema analitico allarisoluzione
di un’equazione
del secondo ordineanaloga
aquella
della teoria del calore. Con il metodo dell’ 1l - edro mobileapplicato
alla teoria delle varietà rieman.niane dà la
rappresentazione
cinematica diuna V"
e fa lo studiodegli
elementi delprimo
ordine delle linee su essatracciate.
Ancora ricorderò che in altre note il
LAURA
si occupa di que- stionirigiiardaiiti
ladeterminazione
dellagravità
allasuperficie
della
Terra,
della sua velocitàangolare,
lo studio delle funzionitoroidali,
il tiro di caduta daareoplano,
le radici caratteristiche di una matrice a coefficienti reali oitumaginari,
la ricerca delle relazioni necessarie tra i coeindenti di un d s 2 an nchè essorisulti di classe h .
Finirò col ricordare il chiaro libro di
Meccanica
nazionale oheEgli
scrisse per i Suoi allievi che sempre tanto attaccamento dimostrarono per unMaestro
clre li trattava con 1’ affetto diun Padre.