R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
S ALVATORE C HERUBINO Su le forme associate ai polinomi
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 2 (1931), p. 80-107
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Nota di SALYATORE CHERUHIXO
In nn recente
lavoro,
inseritonegli
Atti del R. Istituto Veneto,(1),
il Prof. SANSOXK haassegnate
due interessantiespressioni,
fun-zioni dei
primi
2ni coef~cienti dati di unpolinomio f(;)
digrado 2?t ,
con le
quali
il termine noto delpolinoolÎo
stesso sipuò giorare
in modo che risulti nonnegativo,
su tutto 1’ asserale delle .r.
Queste espressioni
sono stateapplicate
dall’ A.a tre
particolari polinomi
a coen cientinumerici,
ottenendone trecoppie
di valoripel
terminenoto,
moltopiù
elevati del mi-nimo che sarebbe stato desiderabile
raggiungere.
Poichè il
problema
interessa leapplicazioni,
credo sia oppor- tuno costruire altreespressioni che,
mercè calcoli numerici nonsoverchial1~ente
faticosa
faccianoco~~seg-uire
valoripossibilmeute migliori (cioè più bassi) pel
termine che si vuolmaggiorare.
Espressioni
dirette aqnesto
scopo, possono certamente otte-nersi,
sotto svariateforme,
dalle mie recenti ricerche(2)
suipolinomi
definiti osemidefiniti,
bastando utilizzareopportuna-
mente i
parametri
arbitrari checompaiono
nelle formole ivi trovate.Qui
ne assegno alcune che mi sembrano raccomandabili per la lorosemhlicità
diimpiego
egeneralità
diapplicazione.
A mezzo di esse, ho anche
potuto
indicare alcune classi dipoli-
nomi definiti o seinidefiniti di
grado (pari) qualunque ed,
inparticolare,
deigradi 4, 6, 8,
che non credo siano state mai indicate.Profittando di
qnesta occasione, -
che mi ha fatto ritornare(1) Tomo XC, parte seconda (1930-1931) pp. 205-215.
(~? ~S’ui polinomi definiti o semide~niti [Rend. Sc. Napoli, s. 4~
vut. 35 (1929)].
sii ricerche
precedenti,
Im datorisposta
a due domande che neiriguardi
di esse sipresentano
naturalmente al lettore.La
prin~a
èquesta :
che interesse o chesignificato
possono avere, inrapporto
con ~ enu~l~erazione delle radicireali,
la mas-. situa o la minima caratteristica e F indice d~ inerzia delle forme
quadratiche
associate ad unpolinomio f (.x) ? Qui
viene facilmenterilevato cile il
significato più
notevole si haquando
esistanoforme connesse al
polinomio f (:~r),
che ne risulta definito o semi-_ definito,
e ci si limiti a considerare solo forme connesse, casolargamente
studiato nel gruppo di lavori che si ricoluettono alla Meiu. cit.(2).
Nel casogenerale
delle forme associate non mancaqualche
enunciato d’interesse : per essi il cortese lettore vorrà consultare il0160
1 del testo. Le osservazioniquivi sviluppate
trovano anche
applicazione
nelproblema
din~aggiorazione
sopra iiidicato.La seconda domanda e~
suggerita
dalle interessantiproposi-
zioni del
(3 )
e dell’ 0KADA1’)
su la teoria deipolinomi
definiti o
se~uidefiniti,
lequali
siricollegano
allasuggestiva duistione
trattata dallo RURWITZ(5)
ed al hel teorema diquesto A.,
sutgili polinomi. Poichè quest’
ultimo teorema è stato riot-tenuto,
conqt alel e
altro risultato e con diversiesempi (di
HER-IiIT~,
HAUSDORFF,
S1’RIDSBERli e di HURWI1’Zstesso)
dalpunto
di vista della mia Mem. poco farichiamata,
è lecito do-mandarsi se i teoremi del FUIJWARA e delFOKADA possono anche essi
inquadrarsi
inquesto
stesso schema e, in esso, facilmente stabilirsi.’
Questa
doluanda riceverisposta rapida
epienamente
affer-iiiativa§
ciò chepotrà giovare
a 1’ nlterioresviluppo
dei pro- blemi che si riattaccano aquello
di HURWITZ.La
portata
di una delleproposizioni
mentovate ne riesceulteriormente
anipliata ed, inoltre, aggiungo
due osservazioniche,
bei~chè di deduzione
quasi immediata,
~ui senibranodegne
dinota
(nè
mi constano altrovegià segnalate).
f~) Zieber
ITUhoku
Math. Journ. 6 (19~4.191~)J pp. 20-26.(4) S’ote o-n Definite [Japanese Journ. of. Math. 1,
nl1. 1-2] pp. 2~-25 .
(5) Ueber definite
[Math.
Ann., 73 (1913)] pp. 173-176.’
§
l. -Le
forme associate.1. Dato un
polinomio
digrado pari
si dice che la forma
quadratica
è as.sociata ad
f (x), quando
hannoluogo le
relazioniossia
quando
haluogo
l’identitàApplicando
alla il noto metodo di riduzione aforma
normale,
dovuto alLA(ÌRANCIE,
si ottiene un’ identità deltipo
dalla
quale,
causa la(2),
si passa all’altraViceversa,
daquesta,
mediante la(3), può
subitopassarsi
alla
(2).
Ciò mostra che la ricerca delle formeassociate
adf(x)
coincide con
quella
delledecomposizioni
dif(x)
in combinazioni lineari di m-f-
1polinomi
deltipo
’
Questi polinomi, qualora
si supponga0,
r ~0, 1, ... ,
l1l,sono linearmente
indipendenti,
cioè la matrice dei loro coefficienti è di caratteristicanjassima,
mentre i coe~cienti ao, ai, ... , ~Xn~possono anche non essere tutti diversi da zero. Se
p+1~~-~-1
è il numero di
questi
coefficienti che non sononulli,
la teoriadelle forme
quadratiche
ciassicura,
riferendosi alla(3),
che lacaratteristica è
p -~-1,
e viceversa. "Più
generalmente (8),
sef (x)
ècombinazione~ lineare,
a coeffi-cienti tutti diversi da zero, di
p+ 1 polinomi
linearmenteindipen- denti,
digrado
nonsuperiore
ad m, adf (x)
è associata una formaquadratica
su m + 1variabili,
di caratteristicap+ 1 ;
e viceversa.Per
estensione,
si dirà anche associata adf (x) ogni
formaequivalente
ad una una forma come4> (y).
Siaunà forma
equivalente a ~ (~),
e sipassi
daquella
aquesta
me-diante la sostituzione lineare
propria
1
Ponendo
questi
m -+-1polinomi
saranno linearmenteindipendenti
e soddi-sferanno all’identità
la
quale
non è altro che la trasformata della(2),
mediante la(5).
ò di caratteristica
p + 1,
nella sua matrice discri-minante esisterà un minore
principale,
di ordinep -~-1,
a determinante diverso da zero. Se
questo
èquello
contenuto(fi Cioè considerando polinomi anche non del tipo dei Xr
(x) :
ad. es.tutti dello stesso grado m.
mlle
prime p+ 1 righe
e(y)
èequivalente
allà formae, tenendo conto della sostituzione
(i)
che fa passare~ia ·~ ( :) ~ D (y),
la(2)*,
si scrivedove i
o~(:r)
sono~-{-1 po inonn
linearmenteindipendenti,
deitipo
’
2. Se
f (.~~)
~ unpolinomio
defiaito o sen~irlefi~~ito(8),
fra lesue furrue associate ve tl’ è almeno uua ad esso connessa, cioè uefirtita o semidefinita come
f(x), quindi
ad indice d’ inerzia(9) eguale
alla sua caratteristica. Il massimo diquesta,
di ~1~in uit~t di uno, dà il numero(1~)
dellecoppie
di radicicomplesse
eoniu-gate
di i/*(.i-y.
l~To~liatno
esaminare se anche alla massima o alla minima caratteristica delle tore associate adf(.r)
ed airispettivi
indicid’inerzia possa attribuirsi un
significato.
Coininciamo con 1’ osservare che se fra le tortne associate ad
f (~x;)
ve n’ è una di caratteristica uno, èquadrato
diun altro
polinomio,
cioè le sue radici sono tutte dimolteplicità pari ;
e Y~ceversa.Dopo
diche,
cadeopportuno
di domandarsi subito : esiste seinprequalche
forEUa di caratteristica due ~(7) Uyz’ ~cg~~lienzzn~ae del cu.lculo... [Rend. Ist. Lo~nb., vol. 62 (1929)] n. 1.
(~) Sulle [Rend. Ist. Lo~nb., vol. 62, (I 929)J, ~ 2, n. 6.
(!~) Per indice d’inerzia intendiamo la differenza, in valore assoluto.
fra il numero delle radiei positive e quello delle radici negative .dell’ equa-
zione caratteristica della forma.
(~()
Nota cit. (8) § 3, n. 8.Se
f (.r)
è definito o semidetinito e le sue radici non sonotut.te
reali,
esso è oerto somma di duequadrati
a basi linear-mente
indipendenti (11!,
cioè fra le forme ad esso connesse ven’ è almeno una di caratteristica
due,
e viceversa. Ma inoltre :Se
f(x) ~uos.si et~e
dueconiugale,
è dei di indi-
pendenti,
cicèfra
le site t-e n’ è al1neno didue ed indice ero. E z·iceversa.
Invero,
diciamo21) (> O)
il numero delle radiciimaginarie,
a
coppie coniugate,
dif(x),
eponiamo ~) =1?’ -E- ~‘l~’, ~~‘l’ ~ Irl~
1’~p" ~ m,
ciò che épossibile perchè
Distribuiamocoppie
di radiciiUlt~ginarie coniugate
in duegruppo,
uno dir~’
coppie,
1’ altru dip" coppie,
edaggreghiall10
a ciascuno di essirispettivamente /Il -- 2//
edlil - 2p"
radici reali ci i1’(.1’.,.
Siano eP(x)
i duepolinomi
digrado
»c che hUl1noper radici ordinatainente
quelle
dei duegruppi.
Sipotrà
scrivere( 12)
e
ponendo
risulterà
Se
f(x)
ha almeno due radicidistinte,
noncomplesse
coniu-gate,
sipotrà
fare in ~~lOdo che i 2gruppi
di radici di$ériseanu almeno per unieleinento,
sicché r.p(x) e 1~ (.~;)
differiranno almeno per unaradice, quindi
saranno.linearmenteindipendenti, poichè
sarà
impossibile
una identità deltipo
(11) Nota cit. (~) 9 1, n . 1. "
(1’) I coefficienti di cp (x) e :~ (x) essendo deter~ninati a meno di un t atto l’e costante, la identità (8) può sempre verificarsi.
con a e b costanti non entrambe nulle. Da ciò segue facilmente che sono linearmente
indipendenti
anchexi(x)
e ed ilteorema diretto è dimostrato.
Viceversa,
dalla identità(10),
mediante le(9),
si risale alla(8)
edall’ indipendenza
lineare deipolinomi- X2 (x)
si risalea
quella di ~ (x) (x), quindi questi
duepolinomi
differiranno almeno per unaradice,
equeste
radicidistinte,
per la realtà dei coefficienti di epotranno
sempre ritenersi non com-plesse coniugate.
3.
Ogni polinomío f (x),
digrado 2m,
è sempre combina- zione lineare deiquadrati
di m o di m-E-1 polinomi
digradi rispettivi
m, m-1,..., 1,
0 ed isegni
deicoefficienti
dellacombinazione si possono
fissare
tutti adarbitrio,
meno i dueestremi. Cioè a
dire, _ad f(x)
è sempre associataqualche forma
di caratteristica m od
m+ 1,
le cui radici dellaequaxione caratteristica,
meno una o d2ce secondochè la caratteristica è~n od ~ra
+ 1,
hanno che si possonoprefissare
ad arbitrio.La
(4)
si scinde nelle relazioniove
bisogna
porre pers > 0 .
Queste (I)
si scrivono anchedove
infine
In
queste
relazioni è facile riconoscere che :a)
Scelto e lasciando arbitrari tuttigli
e,,e
gli
a. ,s >0,
i coefficienti ao , al , ... , a. dif(x)
edi
parametri
eoi , e.,..., eo,n , si determinano linearmentegli
uniper
gli altri,
mediante leprime m+1
relazioni(I) * ;
b j
Scelto(r = 1, 2,..., ~ 2013 1 ),
mentre tuttigli
altri
parametri
restanoarbitrari,
mediante le rimanentirelazioni (I)*,
si determinanoreciprocamente,
in modolineare,
i coefficienti a"~1, a",.~ , ... , lJzm-1 dif (x)
ed i termini noti deipolinomi
Xl
(x),
X~(.r), ... , X,,~, (x),
cioè iparametri
ex~ , ... , 1 ,n ;c) Scegliendo
la relazione~I~**
determina l’ uno perl’ altro, linearmente,
il termine noto dif(x)
ed il para- metro am ,purchè
Inoltre ao è del segno di ao, mentre a,~
può
anche riuscire nullo. 1parametri
a, , ~1~,..., restano arbitrari in valore ed in segno,purchè
diversi da zero: tuttigli
altriparametri
er8, sopra nonnominati,
restano del tutto arbitrari.Con
ciò,
laproposizione
enunciata èpienamente
stabilita.OSSERYALIOhE. La
proposizione
ora dimostratapuò comple-
tarsi osservando che : So
f (x) è privo
di radici reali coincidentiesso ammette
(almeno)
unaforma
associata dicaratteristica m -~-1.
Perconvincersene,
basta imitare ilragionamento
che èstato fatto altrove
(13)
per dimostrare che la stessa caratteristica si haquando f (x)
èprivo
di radici reali. Ne segue che : se la(13)
Nota cit. (8), § 2 n. 5.caratteristica delle ~cssocT~rte ad
f(x)
~ m, i lpolznornio possíede
una rmlice realetnultipla (l~).
4. Se si pone
~n = ~w,
oppure 1n -.~2p. + 1,
secondo che rr~è
pari
odispari,
nel le relazioni i(I ~
i èpossibile prendere
x, = ~Xt = ....- = 0. In tal caso : se ~o.
O,
si determi-nano
reciprocaruente,
come pocofa,
i coefficienti a~,...., tt,,~ ed iparametri
e~" , ... , e,,,,,:supponendo a.~~ . 0,
si determinano anche, sempre linearmente egli
uni mediantegli
altri, i coefli-cienti a
a .., > cx ,n-~-~.~,
ed iparametri e ~, , "~-~-~-~~, , -
i 1***~ >°
es~.,., ;
sces;liendo
~f.1+i-l.ei +;-, , > +--1 5 O,
peri=2, ~, ...,
i,;i coefficienti a",+~,+, , a,(f+J.t. :-2, ..., a2m-l determinano linearniente i
parametri
ef.1--:-I. ;", er~2. ", , ... , e",_,. ,t , > equesti
i determinanoquelli;
infine la(I)**
detertnina 1’ uno mediante l’altro linear-mente,
il termine noto dif (x)
ed ilparametro
’J.,f~’purchè
eli,. ,,,
:~:
0. I rin1anentiparametri
restano~o~npletame~lte
arbitraried 2r~, r%~1+~,..., sono soltanto tenuti a non essere nulli.
Perciò :
Ad
g1’adO 21n,
comm = 2~,
onm = ~ ~. --~-1,
è ol»aerao ii m di ~jt
+ 1
od
m - ~. -~- ~, le
cui c~cnattenisticct hanno che sifissa -e
czriarbitrio, quelli
di una odiie
rctdici,
secondo che la caratteristica (lella è nc - ~..+ 1
od rtt - p. + 2.
.
Prec~sá~nente,
si ha .e
ponendo
(14) Questa proprietà non è invertibile. Basta considerare 1’ esempio
iiel quale f ~x~ possiede due radici reali doppi~ col una forma associata di caratteristica m -E-1 = 3.
si ha che di
grado 2(~2013~).
cioè digrado
tri od r~a+ 1,
secondo
pari
odispari.
Operando
su come snf(x),
e via disegaita,
èpossi- bile,
ingenerale,
abbassare ancora il numero deiquadrati
di cuirisulta c0l11binazione
lineare,
cioè la caratteristica delle forme associate adf’(x),
sempre facendo in modo ciei ~
coefficienti dif(.~)
e certiparametri
x,. ed e,., si individninogli
uni mediantegli
ialtri,
con relazionilineari,
mentre i rimanentiparalnetri
’
restano arbitrari.
5. Le osservazioni dei due numeri
precedenti
provano intanto che il massimo della caratteristica delle forn~e assoe ate adt’(.x~)
eprivo
disignificato,
iti confronto della realtà o menodelle radici di
f (x).
Al massimo dello indice d’inerzia di unaforma associata
può
invece attribuirsisignificato
nel senso cheuna forma ad indice d’ inerzia massimo
(cioè eguale
alla carat-teristica)
e adf(x)
edf(.r)
À definito o semidefinito.Sotto la condizione dell’ indice d’ inenzia
massimo,
ossiaquando
e solo
quando
si considerino esclusivamente forme connesse,quindi 1’(x) è
definito osemidefi~~ito,
il massimo della caratteri- stica assume il notevolesignificato già
noto.Al minimo della caratteristica delle forme
associate, può
attribnirsi
significato
interessante per le radici delpolinomio.
soltanto
quando
tale minimo e zero(polinomio
identican1entenullo)
oppure uno(polinomio
a radici tutte di~1lolteplicità pari).
In
ogni
altro caso il minimo è due ed (--sempre raggiunto.
Le osservazioni
predette
hanno interesse ancheperchè
dimo-strano la
pussibilità
di risolvere con soleoperazioni
lineari ilproblema
dellarappresentazione
di((.r)
con combinazioni lineari diquadrati.
Talepossibilità
nonpuò
verificarsi se nonscegliendo opportunamente
il numero diquesti quadrati (a
basi linearmenteindipendenti).
Questo
numero ammette unminimo, poichè,
se ilnumero stesso è
certo > 2.
Di ciò è facilepersuadersi
conside-rando,
ad es., il caso di nnpolinomio
di 40grado.
Invero,
se si poneè
possibile determinare,
conoperazioni lineari,
iparametri
e01, e, , el~ in funzione dei coefficienti a3 e delparametro
a~.Ma
poichè questo
nonfigura
solo nella ultimarelazione,
comeinvece accade nei due casi considerati nei Dn. 3 e
4,
la relazione chelega
xl ai coe~cienti dif (x)
non è lineare.§
2. - I teoremi diHuR~mTZ,
FuuwARA ed OKADA.6. Sia
f (x)
unpolinomio
digrado
2m euna forma ad esso
associata,
di caratteristicap -~-1.
Avràluogo
1’ identità ,
con
~o(x), Xl (.:c),..., polinomi
linearmenteindipen-
denti di
grado
nonsuperiore (ad
es. coigradi rispettivi
~20131?."~ 1, 0).
Consideriamo il
polinomio
digrado
2111combinazione lineare di
f (x)
e delle sue derivate.Ponendo
si avrà la forma
quadratica
la cui caratteristica
diciamo q -~-
1 ~-E- 1,
mentre conP~ , I 1 * * i Pq indichiamo le radici non nulle della sua
equazione -
caratteristica.
’
Altrove
(15)
abbiamo dimostrato che haluogo
1’ identitàdove i X’~~ sono
polinomi
in x,, combinazioni lineari convenienti deipolinomi
X, e delle loroderivate,
ottenute con coeffcienti chedipendono
esclusivamente dei numeri ~L,,.I
polinomi 9 (Xih)
sonodunque polinomi
digrado 2m,
che sono tutti associati alla stessa
forma f (y),
associata adf (x).
Dunque :
F(x)
è una combinazione lineare di nonpiù
di m+ 1 polinomi
digrado superiore
a2m, à
ciascuno deiquali
sono associate tutte le
forme q2cadratiche
associate adf (x) .
Se è definito o semidefinito con
(almeno)
p+ 1 coppie
di radici
imaginarie complesse coniugate,
la forma c~CIJ)
associataad esso,
può supporsi
definita. Allora l’ osservazione orafatta,
come
già
si è osservato altrove fa dedurre facilmente : I. Sef (.r)
si conserva non’zegatiuo (cioè se~nide~nito
po-.sitivo)
° perogni
’ .r,reacle,
succede altrettanto perF(x),
o...« .
la = ~ sia non
negativa (cioè
, rs
definita o semidefinita
positiva) :
Il. Nella stessa
ipotesi
diI, af~nchè T (x)
si eonsert,iposi-
tivo
su f~ZCiente (11)
siadefinita (ne- ,gativa) ;
111. Se
f(x)
è addirittura semprepositivo,
si conserverà(negativo)
anche F(x),
sia nonnegativa
(15) Mem, cit. (2), n. 7, pag. 16.
(l6) Ibiden~. La proposizione I è parte della a) del n. 8. La II e la III coincidono,
rispettivamente,
con la b) e la e) e la IV non è che ~ ÛSSER-VAZIONF dello stesso num. 8.
(non
cioè definita o sen~idefinita del segno che si ~-uoleper
F (x) .
_Se
f(x)
moia asoddisfacenti
allesheci ftcate
I - Il -III,
le condizioiii ectrcctr,iate in cia.sccc~a~ !li
queste ioni,
ol-treehè sono anche
proposizioni I,
Il eIII, completate
con la~v,
ciascunanella
parte
che ad essa sii-ifei-isce,
coincidono o~c~Înata~neutpcon due del FuijWARA e con
quella
dello7. Co~ue si è osservato nel ll. 9 della
pi i
~-oltP cit.,affinebè
’P (tt)
sia sell1idefinitapositiva
di e818attel"isticaq + 1 - definita,
se q = oc - occorre e basta che esistam dei numeri reali i 1..=.0, 1, ... ,
rn., k =0, 1, ... ,
q tali i che la matricev = abbia
caratteristica
q--~-
1 e risultiUrbelle,
se si ponecon h
quantità
reale arbitraria, nonnulla., (anche variabile)
ede, costanti
opportune,
si haquindi,
per la(12),
oude,
se si ponela
e ci tice clie la fc~rma
quadratica
t’,
insieme a~(//),
semidefinitapositiva (o negativa)
di caratte-ristica
q+ 1 (11).
Viceversa,
dalle(12)*,
mercé le(15),
si ritorna alle(12),
cioè le
(12) - (12)*
sono ~ una conseguenzadell’ altra,
causala
(13). Dunque :
V. Se non per sia
-
C
dove la h è ltna
quantità
realearbitraria,
non ~~su f- ftrie~tte
che laforoarz ( 1 G)
.sia.seoiide fioitcz
V
a)
Con laipotesi,
.se è(ne-
si
posit,ivo
V
b)
Sef (.r)
si cora.ser2?apositivo
per x, ednon
(non
.si conserva czrzch’ e.s.sopo.,gi-
V
c)
Le condixioni erc~crcciate diventa1to anche necessarie,se
1»(x)
varia apiacere
?r.ell,o deipoli~iomi
che.soddis f~zrar2~
a ciasciccaa delle
ipotesi
sopra indicate.Queste proposizioni contengono
con~e corollariquelle
del-le
quali
ultime siottengono supponendo
che h sia unpolinoinio
in x. Inqueste proposizioni
faecce7~one, pel
teoreiua(l’)
Dalla matrice ,il = livrk
Il si passa alla ¡B ~~~oltiplicando la priu~a., a sinistra, per la matrice che si ottiene dalla unitaria di ordinem, + 1 sostituendo gli elementi della diagonale principale con 1, 11, ln, ... ~ I~ ~(I-r~.
Quindi v c v’ hanno la stessa caratteristica q -f- 1.
V a),
il caso in cui h = h(x)
abbia radici reali comuni cone,
pel
teorema Vb), quello
in cuijB(~)==~.(2~)!~
edh (x)
abbia
qualche
radice reale.Alla considerazione della forma si
può
sostituirequelle
della forma
equivalente
Cos pure la di cui al n.
6,
sipuò
sostituirecon la sua
equivalente
La
equivalenza
è rnanifestapoicbè,
ad es. inquest’ ultimo
caso, dalle
forme 1> (y)
si passa alla1>. (x) ponendo y,,
= k ! x~,(k = 0, 1, ... , m).
8. Fermo restando
f(x),
consideriamo ilpolinomio
Questo,
conopportuna
scelta dei coeffcienti 11., risulta deltipo
di
f (x),
cioè combinazione lineare dif (x)
e delle sue derivate.Dopo
diche,
si riconoscefacilmente,
con OKADA(18),
chele condizioni
perchè c~ (y)
sia definita o semidefinita di caratte-ristica ? -t-1
coincidono conquelle perehò
sia tale l’altra formaNe segue che :
VI - VI
a) - YI b) - Y I e) .
Peipolinomi G (x) valgono
lestesse
proposizioni
I - II - III - Iv con la sola sostituxione diF(x)
con G(x)
e(y)
conC (X). Fanno
per lali,
il caso a,~»z = 0 e, per la
III,
il casoC(x)
= Co.~ó’’~
·(’8) Nota cit. (4).
Più
generalmente,
invece diG (.r)
sipuò
considerare uno dei duepolinomi.
dove h è una
quantità arbitraria, purchè
non nulla. Ciò è del tuttoovvio,
siaperchè
sipotrebbe ripetere
ilragionamento
cheprecede,
per e, =cr . h’’,
siaperchè
bastaeseguire
su C~ unatrasformazione a radici
multiple.
Queste
interessantiproposizioni
sono statesegnalate
dal Fui-JWARA insieme a
quelle
mentovate poco fa.Qui
cipermetteremo
solo diaggiungere
che per ottenere unaC(i) definita, poichè
la sua matrice discriminante èbasta
scegliere
convenientemente i soliparametri
e,, ad indicipari,
mentre i rimanenti possonoassegnarsi
ad arbitrio. Ad es., i ci ad indicidispari
possonoscegliersi
in modo che vengaad
acquistare,
nei termini digrado dispari,
coe~ficieutiprefissati
ad arbitrio.
Dunque : f9)
-1. I
coefficíenti
dei termini digrado dispari
neipolinomi definiti
possonoprefissarsi
ad arbitrio.Analogamente,
nella matrice discriminante(1~) Questa proposizione è contenuta nella e) di cui al n. 3 della Mem.
cit. (2).
della forma
,~ (y) ,
possono fi5sa-rsi apiacere
p.,¡ ad indici dis-pari, quindi.
2. Nelle co~tabi~aa,: ioni di
f (.~~) , ~oli~ao~f2io
non ne-e delle sue ad
(ad
e.~.i delle di ordiiie ronti-
razEa~ado ad- ottene1.e
polúiomí ~’ (.~ y tio.sitivi.
Purchè, beninteso,
i r~mane~~ti coefficienti(dei
tern1ini digrado pari
Q delle derivate di ordinepari)
siano sceltiopportti- nan~ente,
iu relazione conquelli
che si sonoprefissati
ad arbitrio.3. Due ulteriori osservazioni ei sembrano
particolarmente degne
di attenzione.Consideriamo- la n1atrice sin~~uetrica di ordiire 1Jt
+
1ed osserviamo che essa
può
essere assunta come matrice caratte-ristica di una forma
quadratica,
su m+ 1 variabili
se~nidefi~1jt~positiva
di caratteristica due. Facendo coincidere conquesta
1n0 (~. )
e tenendopresenti
i teoremi VI e VIb) ,
si ha :VII.
~l2nonaio~ (Iefiníto
.si taletutti i di
grado
Se la foriiZa
predetta
si fa coincidere conG’’~(r~),
cioè se sisuppone
si ha aneora che:
Se
f’~.~)
è unNoli~aouaio tsejmidefinito~
èdefi-
i ito anehe
(20)
dorUe h è
quantità
realearbitraria,
non nulla.~
3. - Alcune classi dipolinon~i
definiti o sen~idet~niti.9. Dato il
polinomio privo
di termine notoesiste ed è funzione dei coefficienti ao, a~ , ... , un nun1ero
qo tale che per
ogni q
h qv si abbiaper
tutti
i valori reali di x , mentre ciò non accadeprendendo
~ ~ 9o ’
Se anzi sisceglie q > qo ,
ilpolinomio f (x)
risulterà(definito) positivo,
epoichè g (0)
=o ,
saràcerto q ~
0 . Se dun- que si vuole chef(x)
siadefinito,
saràquindi
ilminimo di q, cioè qo, è un numero
positivo
o nullo.Poichè la determinazione di
questo
minimo è unproblema algebrico
non lineare(è
digrado 2~2013 1,
come l’ha mostrato ilprof.
8ANso]E(21)
interessa assegnare, in funzione dei coefficienti a,> ,ai ,’... ,
ac~,n_~ , delleespressioni
atte amaggiorare
q, cioè delleespressioni
ognuna dellequali
fornisce un valore tale che sce-gliendo q
non inferiore ad esso,1*(x)
= g(x) -~- q
risulti definitoo semidefinito.
Basandoci sullo studio da noi fatto nelle Memorie nientovate ed utilizzando anche le osservazioni contenute nel
primo §
diquesta Nota,
daremo alcuneespressioni
e metodi atti araggiun-
gere
questo
scopo.Questo caso non sembra sia stato già da altri osservato.
(21) Nella Nota oit.
(1),
n. 1.10. Nel discriminante à della
generica
formaquadratica
as-sociata ad un
polinomio
Px fC ) ~
digrado
g 2 ~compaiono 2
In(m - 1)
parametri 7~~, ; i ,
k =1, 2 , ... , m 1;
=7~,~; ,
deiquali
bastascegliere opportunamente
i soli~~i ,
perpoter conseguire,
seesiste,
una forma
definita,
mentre i rimanenti~, , i ~ k ,
restano del tuttoarbitrari
(22)..
,Per ridurre a forma abbastanza
semplice
le condizioni dasoddisfare,
supporremo1,,
=0 , i ~ k ,
eporremo 1,i
Postoallora
,
’
-
le condizioni
perchè
una forma associata adf(xy
sia definita po-sitiva,
si scrivonoe
si
trasformano facilmente nelleseguenti :
(22)
Cfr. la mia Mem. cit.(2),
§ III.Scegliendo
ilsegno > ,
ilpolinomio
è certopositivo ;
sce-gliendo
ilsegno inferiore, f (x) può
anche essere nonnegativo (semidefinito)
ma in tal caso avrà una solacoppia
di radici reali(coincidenti).
11. Se nel
polinoniio g (x)
i coefficienti dei termini digrado pari
sono tuttipositivi
e se inoltreallora si
può sce~liere ~
= i =1, 2 ,
... , m1,
con chele
(18)
sono soddisfatte e la(18)*
sisemplifica, perchè
risultaC~~ =
0,
i=1,2,....,m-1.
Si
ottengono
cos iseguenti
enunciatiparticolari :
1. U~n
polinomio
diquarto grado
i cuicoefficienti
ao , a~, isono
positivi,
ed inoltre a,> a’ , 4ao
risulta nonnegativo
sena-pre che :
2. Un
holi~raorraio
di sestogrado
i c2iZG’Oe f~‘?c2Grttt
au, cc~2
sono
positivi,
eda~ 1 4a.
, 7 risulta nonnegativa
sem- che :°
~. Un
~uol ino~~aio
di ottavogrado
i cccicoefficienti
ao , a., (1.., a6sono
yositivi,
ed inoltrenon
i eyativo
sempre che :Se nelle
(20) - (21) - (22)
siprende
il segnosuperiore,
il pu- linomio che si considera risulta certo-(definito) positivo,
mentrecol segno inferiore
può possedere
unacoppia
di radici reali(co- incidenti)
ma una sola.12. Altre
espressioni maggioranti
si possono otteneredalle
decomposizioni
di in somme diquadrato,
di cui allasolita nostra Memoria.
Per comodità del
lettore,
ci riferiremo alle osservazioni con-tenute
nel § 1,
che sostanzialmente non dif~eriscono daquelle
ri-chiamate. -
Senza venir meno alla
generalità,
nelle(1) - (I)* può supporsi
e"~ = e, i = ... - _ = 1 ed
anche a~ . =1I , quindi % -
1 - Perottenere
espressioni
abbastanzasemplici,
aiparametri
arbitrarie,.~ , r ~ s ,
salvo per r = 0 ed s = m , daremo valori tuttinulli,
con che le
(I)*
diventanomente ta
(I)**
si scriveSe,
nelle furmole soprariportate,
ad a2, .... OCm-1 si danno valoripositivi
arbitrari e si eliminano iparametri
figurano
ueil’ ultii~relazione,
dà la
espressione desiderata,
che risutta deltipo
cun 4Y simbolo di funzione razionale.
Anche
quei, scegliendo
il segno> ,
itpolinomio 1*(x)
è (de-finito) positivo,
mentrescegliendo
il segnu = , ilpolinomio
stessopuò
invece risultar(semidefinito)
nonnegati~-~ :
inquesto
caso, avrà una solacoppia
di radici reali(coincidenti).
Sviluppando
i calcolipel
caso m =3,
ossiapei polinomi
disesto
grado,
si hadove si è
posto
In
questa (26)
iparametri
~1ed 94
hanno valoripositivi
arbitrari. Se lJ~ ed a, sono
positivi,
sipotrà scegliere
t:X~ = lJ~ ed x~ = a4 , e si ha 1’ enunciato :f (xj
è unpolinomio
di sestogrado
coicoe f~tcienti
ao , uted a4
prendendo
il
polinomio
risulterà nonnegativo.
Se vale il segnosuperiore
f(x)
riesce certamente(de finito) positivo,
nientre se valeqicello
inferiore f (x) p1tÒ
riescirese~nide f~~aito positivo,
con una solacoppia
di radici reali(coincidenti).
13. Anche dalle osservazioni contenute nel n. 4
può
dedursiuna
espressione
abbastanzacomoda,
permaggiorare
q. La calco- leremopel
caso m =4,
cioè per ilpolinomio
di ottavogrado,
che è il minimo
grado pel quale
si haun’ espressione
distintada
quella
ottenuta sul n.precedente :
il metodo è valevole perf (x)
digrado qualunque.
Nel caso m =
4,
si ha p = 2 onde nelle(I) *
deveprendersi
xl = 0. Senza limitare la
generalità, può porsi
l~o = ac~ = ~ = 1 ed anchee,~ = e~ = eu =1, dopo
di che le(I)*
diventanoElimiqando
iparametri
e~ , eú, e~,quest’ ultima
diventadove si è
posto,
con «~
parametri positivi
arbitrari.Se a, ed a~ sono
positivi,
sipotrà
porre ~X~ = a. ed a3 = a.. , sicchè la(28)
sisemplifica
assai e si ha che :Affinchè
unpolinomio
di ottavogrado,
coii ao = 1 ed a4, a8positivi,
sia nonnegativo,
èsufficiente
che si abbiaO, C~,
M sono date dalle(28)*
per %=a4 ed x3 == as . ~S’e i~z(29)
ha il segno>,
illuoli~aomio
è(deffinito) positivo;
.Qe ha
licogo
il =può (se~nide)~nito)
noned
avr t,
al duecoppil3
di radici reali14. Facciamo un’
applicazione
dei criteriespressi
dalle for-mole
( 18 j - ( 18)~
e(26) - (26)* agli esempi
del Prof. SASSONE.Con le
(18)
si vede chepuò prendersi ~l
=2, À2
=4, (23)
(’~~ Per sempliticare i calcoli, abbiamo adottato per a.~ ed valori in- teri. Âssegn~lndo a ~~ e ~2 valori
opportuni
potremmo ottenere valori di qancora
più
bassi.~li che la
(18)*
fornisce subito~-B(~operando
le tormole(26)-(26-)*
eonvienscegliere,
per- cao~H()(litÙ tli ca~eolo, xl 2013= x2 w 1 e si ottiene subito .Con le sue
espressio i
il SAXsoxH ha calcolatorispet-
r ~ /5B~ h
200~000- 4v00v?0!! e
t~amM~e
fl>(-5)’200-0001>4-000-00()
3 / eDalle
(18)
si vede chepuò prendersi
con che la
(18)* rapidissimamente
Melante le
(26)-(26)*, l~oic.~Eo questa
rr~time ~~anno vaioli tutti nulli per .i ottienepi ~ rapidamente,
11 Prof. ha oalcolato
ih64
eq>2.
Le
(18)
ciermettono
di assumere7~ = 1 ~ - 9
conche la
(18)*
ci fa calcolareIl calcolo mediante le
(26) - (26)*
riesce molto laburioso : per non renderlopiù
penoso, abbiamo preso al =1,
cioè~s2013Xt=20131,
~ epoi posto
ed abbiamo ottenuto(24)
Il Prof. SANSONE ha calcolato
q ~ 0,47
eq ¿ 0,084.
15. Consideriamo infine un
quarto esempio,
nelpolinomio
di ottavo
grado
pel quale
è notorio che basta per avere unpolinomio
de-finito. In
questo
caso,è , applicabile
la formula(29), perche
ed i coefficienti a,
ed a~
sonopositivi.
Siporrà
ed
a3 - r,c~ = 1 ottenendo,
senzatroppo
grav.e fatica(p4)
Qui abbiamo posto meno cura nella scelta dei volori di ai ed a,non sembrandoci valesse la pena di affrontare un calcolo più faticoso. Poi-
chè dalla (26) si vede che il valore di a~ ha scarsa influonza au q, sarebbe stato opportuno, per ottenere un miglior valore di q, calcolare com’ era facile fare, i 3 minimi dei 3 termini a secondo membro (trascurando
a4 - ai)
e prendere per ai un valore prossimo ai 3 valori cos calcolati.(?5) Per q =t~,5 si ha
2/4(a:)==~+(~+~-t-~+l)(~+l)~
cosicchè già definito, quindi somma di 5 quadrati a basi linearmente indi.pnndenti .
E
poichè /~(.c)
soddisfa anche alle condizioni del n.12,
èapplicabile
la(22),
che ci dà immediatamenteRicorrendo alle
espressioni
del Prof. SANSONE si sarebbe invece ottenuto :col teorema
I, b) :
col teurema