A NNALI DELLA
S CUOLA N ORMALE S UPERIORE DI P ISA Classe di Scienze
A DOLFO D EL C HIARO
Sull’ esistenza del minimo in problemi di calcolo delle variazioni
Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Scienze 2
esérie, tome 3, n
o1 (1934), p. 63-83
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IN PROBLEMI DI CALCOLO DELLE VARIAZIONI (1)
di ADOLFO DEL CHIARO
(Pisa).
Introduzione.
Nel suo libro di Fondamenti di Calcolo delle Variazioni
(2),
il TONELLIha dato numerosi teoremi di esistenza del minimo
(assoluto)
perintegrali
curvi-linei
quasi-regolari,
semidefinitipositivi;
perquegli integrali
che non risultanoanche
seminormali,
si è limitato a supporre la funzioneintegranda
della formaIl metodo da Lui usato per lo studio di
questi
ultimiintegrali
sipresta
adessere
opportunamente esteso, permettendo, cos ,
digiungere
a notevoli genera- lizzazioni dei risultati da Lui ottenuti. Ilpresente
lavoro èdedicato, appunto,
allaesposizione
dei teoremi che costituisconoqueste generalizzazioni.
In essi la fun-zione
integranda
non sipresenterà più
sotto la forma(1),
maassumerà,
sottoparticolari ipotesi,
la formapiù generale
Inoltre, poichè
molte volte viene sfruttatal’ ipotesi
del minimo relativo rego-lare,
abbiamo dato anche un teorema per 1’ esistenza di taleminimo,
teorema chegeneralizza
unaproposizione già
ottenuta dal TONELLI.Estenderemo, infine,
un altro teorema delTONELLI,
che si riferisce al casoin cui la funzione
integranda
diventa infinita inqualche punto
del campo consi- derato.§
1. - Preliminari.1. - Chiamato campo A un insieme chiuso di
punti
delpiano (x, y),
diremoche un insieme di curve ordinarie
(cioè
continue erettificabili) C, appartenenti
(1) Lavoro eseguito nel Seminario Matematico della R. Scuola Normale Superiore di Pisa.
(2)
L. TONELLI: Fondarnenti di Calcolo delle Variazioni, Zanichelli, Bologna.al campo
A,
costituisce una classecompleta, quando ogni
sua curva di accu-mulazione,
serettificabile, appartiene
essa pure all’ insieme(3).
Una classe K dicurve ordinarie C sarà
poi piena
nell’intorno di unpunto Po
del campoA,
se esiste un tale che
sostituendo,
in unaqualsiasi
curva C di K un suo arcoqualunque, purchè
tutto contenuto nel cerchio(Po, ~O),
con la corda corri-spondente,
siottenga
ancora una curva della stessa classe I~(4).
Una classe K di curve ordinarie C sarà invece
piena
nell’intorno e sullacurva
continua, in
sensogenerale (5), 11
del campoA,
se, perogni parte
limi-tata A’ di
A,
esisteun o > 0
tale che sostituendo in una curvaqualunque
Cdi
K,
ad un suo arco ilquale appartenga
ad un cerchio diraggio o
e col centroin un
punto
di h facenteparte
diA’,
la cordacorrispondente
o laspezzata
otte-nuta unendo il centro di detto cerchio con
gli
estremidell’ arco,
siottenga
ancorauna curva di K
(6).
.Sia ora
F(x,
y,x’, y’)
unafunzione,
laquale
risulti definita econtinua,
insiemecon le sue derivate
parziali
deiprimi
dueordini, rispetto
a x’ ey’,
perogni punto (x, y)
delcampo A
e perogni coppia (x’, y’)
di numeri non ambedue nullie, per
gli
stessi valori di x, y,x’, y’,
risultipositivamente
omogenea digrado
1rispetto
alle x’ ey’, soddisfi, cioè,
allauguaglianza
per
ogni k > o.
Presa allora una curva ordinaria C ed indicato con
l’integrale
curvilineoessendo s la
lunghezza
dell’ arco della C contata apartire
dalprimo
estremodella curva, se
questa
èaperta,
da unpunto qualunque,
se èchiusa ;
e chia-mato Fi
l’ invariante diWEIERSTRASS,
dato dalle relazioni(~)
Loc. cit.(2),
VOI. II, pag. 1.(’~) Loc. cit.
(2),
vol. II, pag. 56.(5)
Una curva piana continua in senso generale è costituita dall’insieme ordinato dipunti definito dalle equazioni
dove î(t) e g(t) sono funzioni date in tutto l’intervallo (a, b), eccettuati, al più, gli estremi a eb,etaliche:
1°) in ogni punto di (a, b) in cui sono definite, esse siano continue;
2o) se nell’ estremo a non sono ambedue definite, una almeno di esse tenda, per t-a,
a e cos pure nell’ estremo b.
(6) Loc. cit.
(2),
vol. II, pag. 65.diremo che
l’ integrale
è :quasi-regolare positivo,
se, perogni punto (x, y)
del campo A e perogni coppia (x’, y’)
di numeri non ambeduenulli,
èsemidefinito
positivo,
se, pergli
stessi x, y,x’, y’,
è sempre F>0(7).
§
2. - Minimi relativiregolari
di una funzioney).
2. - Data una funzione
q;(x, y),
definita e continua in tutti ipunti
delcampo A,
diremo
(8)
che essaha,
in unpunto Po = (xo, yo),
un minimo relativo rego- larerispetto
adA,
se èpossibile
determinare tre numeri e,h, k, positivi
eminori di
1,
tali che:10)
scelto comunque unpunto P= (x, ~)
del cerchio(Po, e)
edappartenente ad A,
neipunti
di A che si trovano sulsegmento
rettilineoPoP
sia sempre2°)
indicate con r edr’, rispettivamente,
la minimadistanza,
daPo,
deipunti
di A in cui èg~(x, y) = p(-X, y),
e la massimadistanza,
pure daPo,
deipunti
diA, appartenenti
al cerchio(Po, e),
in cui èsia
Diremo
(9) poi
che lay) ha,
in una curva C diA, continua,
in sensogenerale,
una linea di minimi relativiregolari rispetto
adA,
se, in tutti ipunti
dellaC,
la p assume un valore costante po, e se,inoltre,
perogni parte
limitata e chiusa A’ di
A,
esistono 3 numeri e,h, k, positivi
e minori di1,
tali che:
10)
scelto comunque unpunto
diA’, appartenente
all’ intorno(e)
della
C,
edetto Q
unpunto
di tale curva, preso in modo che ilsegmento
retti-lineo
PQ
siauguale
alla minima distanza diP
dalla curvamedesima,
neipunti
di A’ che si trovano sul
segmento PQ,
sia sempreq;(x, y) p(-X, y);
2°)
indicati con r edr’, rispettivamente,
la minimadistanza,
dallaC,
deipunti
diA’,
in cui èg~(x, y) =-- 99(-X, y),
e il massimo valore delle minimedistanze,
dalla
C,
deipunti
di A’ in cui èe che
appartengono
all’ intorno( o)
dellaC,
sia -r’-- kr-.(7) Loc. cit.
(2),
vol. I, pag. 224.(8) Loc. cit. (2), vol. II, pag. 44. ,
(9) Loc. cit. (2), vol. II, pag. 63.
dnnali della Scuola Norm. Sup. - Pisa. 5
Dimostriamo ora il
seguente
teorema :Ammesso
che,
in tutti ipunti
di un intorno diPo
=(xo, yo),
siacon
f(x, y) > f(xo, yo)
e perz> f(xo, yo)
e che la 1p e la f siano continue insieme con le loro derivaterispettivamente
deiprimi
n edei
primi
dueordini ;
ammesso inoltre che inPo
l’Hessiano dellaf(x, y)
sia
positivo
e che si abbiae
la
y) ha,
nelpunto Po,
un minimo relativoregolare (iO).
Posto cos a, sen a,
abbiamo,
nell’ intorno considerato diPO,
ed
essendo,
peripotesi,
nelpunto (xo, Yo)
si possono trovare tre numeri
positivi
,u, ui, Qo, con taliche,
nelcerchio
(Po, eo),
si abbia(3)
cioè
Dalla
(3),
essendoaf
ào= o,
P=0 siha,
perogni
a e perogni
0,Per l’ ammessa continuità di
1p(n)
e per aversupposto
si hapoi,
per eo sufficientementepiccolo,
nel cerchio(Po, eo),
od
anche, posto
per brevità(i°)
Questo teorema contiene come caso particolare quello dato dal TONELLI in loc. cit.(2),
vol. II, pag. 47.
da
cui,
tenendo conto delle1p(r)[f(xo, yo) ] = 0 (r=1, 2,...., n -1),
Per la
(6)
segueAnalogamente
si haOra
e
quindi,
per le(4), (5), (7), (8),
si haDi
qui,
tenendopresente
che segueod anche
cioè, posto
Essendo
dunque,
per la(9), 5 òop Lo de
semprepositiva,
tranne pere=0,
laè funzione sempre crescente con e e se è un
punto
di Aappartenente
al cerchio il valore che in esso assume
la ~
èmaggiore
di tuttiquelli
che
la ~
assumenegli
altripunti
di A delsegmento PoP.
Inoltre,
la minimadistanza r,
daPo,
deipunti
di A in cui èq;(x, ~), soddisfa,
per la(10),
alladisuguaglianza
e la massima distanza
r’,
daPo,
deipunti
di Aappartenenti
al cerchio(Po, !?o),
in cui è J»)
soddisfa,
pure per la(10),
alladisuguaglianza
e la condizione è verificata per ~ ~
Le condizioni stabilite sono
verificate,
se è- - - - , - - , -,
con n intero > 1.
La
f(x, y) n (_-2 + y2) è, infatti,
semprepositiva
in tutto ilpiano
tranne l’ori-gine,
ove si annulla. InoltreNell’ origine
siha, quindi,
un minimo relativoregolare.
Altrettanto si ha per la funzione
con n intero ~ 1.
E cos pure, se è
con ab + 0 ed
n ~ 1,
si ha un minimo relativoregolare nell’ origine.
§
3. - Costruzione di una, successione minimizzante.3. - Sia
F(x, y, x’, y’)
una funzionedi x, y, x’, y’
soddisfacente alle condizioniposte
al n.O 1. Siapoi,
perogni coppia (x’, y’)
normalizzata(ii), F(x,
y,x’, y’) > 0
in tutto
A,
eccettuato unpunto Po = (xo, yo)
ove si . haF(xo,
yo,x’, y’)
? 0. Siasempre,
infine, F’~ (x, y, x’, y’) ~ 0.
L’ integrale
(ii)
Soddisfacente,
cioè, all’ uguaglianzarisulta allora
quasi-regolare,
semidefinitopositivo
e data comunque una classe K di curve ordinarieC,
tutte contenute in unaparte
limitata A’ di A e sup-posta
Kpiena
nell’intorno diPo,
èpossibile
costruire una successione minimizzante per nella classeK, convergente
uniformemente ad una curva continua(12).
Osserviamo intanto che essendo semidefinito
positivo,
il suo limite infe-riore
i,
nella classe K è finito e nonnegativo.
Consideriamopoi
una successione di insiemi di curveminimizzante per
la
nella classe K. L’ insieme~~
sia costituito da tutte le curvedi
1~,
per lequali
si haPossiamo supporre che la successione
degli
insiemi deiprimi
estremi(13 )
dellecurve di
Wn
tenda ad un unicopunto Q*,
e chequella
relativa ai secondi estremitenda ad un unico
punto Q**.
Preso unqualunque
ed unaqualsiasi
curva Cdi
K,
diciamo la misura lineare contata sulla curva dell’ insieme di tutti ipunti
di C non interni al cerchio(Po, ~O)
ed indichiamo con il minimo va-lore
(>0)
che la funzione F assume neipunti
di A’(14 )
non interni al cerchioindicato e per
ogni coppia
normalizzata.Si ha allora
e per la
(11),
se Cappartiene
aWn,
Possono ora
presentarsi
tre casi :1°)
èpossibile
determinare un (20 taleche, qualunque
sia n, esista sempre inWn
almeno una curva costituita tutta dipunti
non interni al cerchio(Po, (20);
2°)
comunque siprenda
(2 e perogni
n, esiste sempre, inW,
almeno unacurva tutta contenuta nel cerchio
(Po,
3°)
per p sufficientementepiccolo
èpossibile
determinare un n taleche,
per
ogni n > n, esistano,
suogni
curva diWn, punti
esterni epunti
interni al cerchio(Po, ~O).
(12)
Per brevità ometteremo i particolari della dimostrazione, per i quali si veda loc.cit.
(2),
vol. II, pagg. 49-55, i ragionamenti ivi fatti, nel caso particolare di F(x, y,x’, y’)
i== cp(x,
y) x~2 -E- y~2,
avendo carattere generale.(13) Per ciascuna curva che sia chiusa si intenderà fissato un punto da considerare come
primo punto.
(14) L’ esistenza di tale minimo si ha ammettendo che A’ sia un insieme chiuso, il che,
per altro, si può sempre supporre.
Nel
primo
caso èpossibile (15)
costruire unasuccessione {Cn}
di insiemi di curve, tutti estratti daiWn,
econvergente
uniformemente ad una curva con-tinua
Co.
Lasuccessione
è ancora una successione minimizzante per in K.Nel secondo caso, la successione
Wi, W2,...., Wn,....
ammette una curva diaccumulazione costituita dal solo
punto Po
epossiamo quindi
costruire un’ altrasuccessione di tutti estratti dai
Wn, convergente
uniformemente allaCo. -
Lasuccessione C1 ~, ~ C2 ~,...., ~ Cn ~,....
risulta ancora una successione minimizzante per in I~.Nel terzo caso, siano eo e no due numeri tali
che,
perogni esistano,
su
ogni
curvaCn
diWn, punti
interni epunti
esterni al cerchio(Po, po). Suppor-
remo 90 minore
del e
di cui siparla
nella definizione di classe di curvepiena
nell’ intorno del
punto
ed anche minore diPOQ*
se e diPo Q**,
se
Po ~ ~**;
e supporremono
anche tale che pern ->-_no
ilprimo
estremo diCn
sia interno al cerchio
(Po, eo)
sePo=Q*
ed esterno a tale cerchio nel casoopposto.
Supposto
diciamoM,,
ilprimo punto
diCn
non interno al cerchio(Po, éo)
e
C§ji)
il massimo arco diCn
che lo contiene e tale che ad esso nonappartenga
alcun
punto
interno al cerchio(P0, ° . 2).
Detto allora 1’ insieme
degli
archiC,, ,
èpossibile (1s)
costruire un’ altra successioneW(1)2,1,..., W(1)n,1,...., convergente
e uniformemente e ad una curvaC(1)
di accumulazione per la
W 1,
1’insieme essendo un insiemei accumulazione per a 1 l’insieme
W,,,,
i essendo un insiemeestratto da un con r > n.
-
Se diciamo i 1’ insieme delle curve di essendo l’indice di
quell’ insieme
da cui è estratto la successioneWi, 1, W2,1, ... W 2,1,....
èancora una successione minimizzante per
c70 in K.
Consideratopoi
il cerchioPo, 4°
in
luogo
t, diquello Po, 2° 2)
eripetuti gli
stessiragionamenti, partendo
dalla succes-sione dei si troverà un’altra successione
Ws, 2, W2, 2,...., Wn, 2,....,
essendoWn, 2
un insieme di curve estratto da un di indice e tale
che,
detto1’insieme
degli
archiCn2~2 analoghi
aiO~~i),
la successioneW~z2,...., Wn?~2,....
converga uniformemente verso una curva
C(2), contenente,
come arcoparziale,
la
C~1~. Seguitiamo questa
costruzione considerando il cerchio e la suc-cessione dei e cos
proseguiamo
indefinitamente.Consideriamo allora la successione
?~2~’"~ Wi- , n,....
laquale
è ancorauna successione minimizzante per in K.
Ogni Wn, n
è formato da curve tutteestratte dallo stesso
Wm,
essendo m > n.Inoltre,
dettoC§i§i
il massimo arco diogni
curva di contenente ilprimo punto
della curva non interno al cerchio(Po, eo)
ed a cui nonappartiene
alcunpunto
interno al cerchio(po’
2v.(15)
Cfr. loc. cit.(2),
vol. II, pag. 50.(is)
Cfr. loc. cit.(2),
vol. II, pag. 51.ed indicato con 1’ insieme di tutti
questi archi,
la successioneYJ"r(v)
e o con "’n i U i q ues i arc l, a successione W1 19 2, 2>""1
TI
converge uniformemente ad una curva dilunghezza finita,
aventealmeno un
punto
non interno al cerchio(Po, 9,,)
ed almeno un estremo sulla circonferenza diPo, 1 9-0 , 2v
senza contenere alcunpunto
interno aquesto
cerchio.( 2
Infine, C(v)
ècontenuto,
come arcoparziale,
in Preso ora unpunto
qua-lunque
M diCt1>, supponiamo
che esista taleche, qualunque
sia v,nessun
punto
di chepreceda
M sia interno al cerchio(Po, e).
In tal caso,detto M(T) il
primo
estremo di l’ arcoC(v)(M(v), M)
halunghezza
inferioread un numero
fisso, indipendente
da v(i 7).
La successione
M), C(2)(M(2), ll~),....
convergeperciò
uniformemente ad una curva continua.Se il
numero é
nonesiste,
comunque siprenda
si trova sempre un vs tale che per sull’ arcoC(,)(M("), M)
vi siano sempre deipunti
interni al cer-chio
(Po, 9).
Esiste(18)
allora un v2 tale che per v > V2 tutti ipunti
diappartengono
al cerchio(Po, Q).
Da ciò segue che la successioneC(1)(M(’), M), C~2~(~1~2>, lVl ),....,
@O(v)(M(v), M),....
converge uniformemente ad una curva continua avente ilprimo
estremo inPo
ed il secondo in AI.Analogamente,
detto il secondo estremo di anche l’ arcoO(v)(M, N(,,»
converge uniformemente ad una curva continua. Ne segue
quindi
che la succes-sione
C~1>, C~2>,....
converge essa pure ad una curva continua 0(00). Indichiamocon a~’~ la curva
0(00)
trovata e sianoQi
eQ2
ilprimo
e secondo estremo di SaràQ1= Q*.
Detti ora il
primo
estremo eNn;n
il secondo estremo dell’ arcoCiti,
indichiamo con il
punto Mli§i
di indice vpiù alto,
se la nonfigura
in tutti
gli
insiemi e il limite diMlÒi
per w - ao in caso contrario. Ana-logamente
indichiamo con ilpunto
di indice vpiù alto,
se laCn~ n
nonfigura
in tuttigli
insiemiWn,n,
e il limite di per se accade il casocontrario. Abbiamo allora
(19) che,
preso un equalunque,
esiste taleche,
perogni
e perogni n maggiore
di un certon’,
tuttigli
archiMn,n)
risultano contenuti nel cerchio
(Qi, e)
e tuttigli
archi risultanocontenuti nel cerchio
(Q2,,o
Detto l’insiemedegli
archin, n, )
relativi a tutte le curve
Cn,n
diWn,n
si ha(2°)
che la successioneU,~1), U2~1)2,....,
Un1 ~,....
converge uniformemente verso la curvaDa
ogni
curvaCn, n
deduciamo la curvaC’n, n
ottenuta sostituendo all’ arcodi
C,,,,
cheprecede
la cordacorrispondente,
e indichiamo conW’n,n
l’in-(~7)
Cfr. loc. cit.(2),
vol. II, pag. 52.(18)
Cfr. loc. cit.(2),
vol. II, pag. 53.Cfr. loc. cit.
(2),
vol. II, pag. 54.(2°)
Cfr. loc. cit. e), vol. II, pag. 55.sieme delle curve La successione dei
W’n, n
è anch’ essa minimizzante. To-gliamo
ora, daogni
curva diW’n, n,
tutti ipunti
cheprecedono
eripetiamo,
pergli
archirestanti,
iragionamenti fatti,
e cosproseguiamo finchè,
per infiniti valori di n, esistono
degli
archi restanti contenentipunti
esterni alcerchio Veniamo cos a costruire
gli
archia (2 ), a(3),....,
@ ognuno deiquali
ha tutti i suoi
punti
interni distinti daPo,
mentre ambeduegli
estremi cadono inPo, eccettuato,
alpiù,
il secondo estremo dell’ ultimo di essi.Ognuno degli
aha
poi
almeno unpunto
non interno al cerchio(Po,
Da ciò ne viene(2~)
cheil
procedimento
indicato avrà untermine ; gli
a sono,cioè,
in numero finito. Dettaquindi Co
la curva costituita da tuttigli
archia~i~, at2>,...., il procedimento seguito
per la costruzione
degli
a ci dà unaCm 1,....
di insiemidi curve della classe ~ uniformemente
convergente
verso laCo,
e l’ insiemefCm1
si dedurrà da un
altro C~,~~
estratto da unWn
di indice n > ~jL, sostituendo adun numero finito di archi di
C~,
tutti contenuti nel cerchio(Po, (>0)
le cordecorrispondenti.
Lasuccessione C2 ~,...., ~ íC,.~,....
èpoi
ancora una succes-sione minimizzante.
§
4. - Teoremi di esistenza.4. -
,S~ia, in
tutto il campoA,
dove
supponiamo
chey)
sia finita e continua in tuttoA,
ey) > 0
in tutti ipunti
del campo, eccettuati alcuni diessi,
in numerofinito, Po, Pi ,n.., Pn,
in ciascuno deiq2tali
lap(x, y)
si annulla ed ha un minimorelativo
regolare rispetto
ad A.Supponiamo, inoltre,
che la y,x’, y’)
soddisfi alle condizioni
poste
per la F nel n.O 1.Sia, infine,
perogni coppia (x’, y’) normalizzata,
Se allora K è una classe
completa
di curve ordinarieC,
tutte contenute in unaparte
limitata del campoA,
e se tale classe èpiena
nell’ intorno di ciascuno deipunti PQ, Pi,...., Pn,
esiste il minimo(assoluto)
di~’c
in K(22).
Essendo,
per leipotesi poste, l’integrale c~~ quasi-regolare,
semidefinitoposi- tivo,
perpoter
affermare 1’ esistenza delminimo,
basterà(23) costruire,
per esso, inI~,
una successione minimizzanteconvergente
uniformemente ad una curvaordinaria
Co.
(21)
Cfr. loc. cit. (2j, vol. II, pag. 55.(22)
Questo teorema generalizza quello dato dal TONELLI in loc. cit.(2),
vol. II, p. 56.(23)
Cfr. loc. cit.(2),
vol. II, cap. I, n., 4 b).Supponiamo,
persemplicità
ditrattazione,
che la F si annulli solamente nelpunto Po
*(xo, Yo)
e siala successione minimizzante per in
K,
costruita col metodo indicato al numeroprecedente.
Tale successioneconvergerà
uniformemente verso una curvaCo,
con-tinua,
laquale,
come curva limite di una successione di insiemi di curve tutteappartenenti
al campoA, apparterrà
essa pure a tale campo. Se laCo
fosse ancherettificabile,
sarebbe senz’ altro una curva ordinaria. Essendo peripotesi
K unaclasse
completa,
il teorema enunciato saràdunque dimostrato, qualora
siprovi
la rettificabilità della
Co.
Se,
nella costruzione della(12),
sipresenta
ilprimo
caso considerato al numeroprecedente,
tutte le curvedei Cn ~
hannolunghezza
inferiore ad un numerofisso,
indipendente
da n equindi (24 )
anche laCo
halunghezza finita,
nonmaggiore
di tale numero.
Se
poi
sipresenta
il secondo caso,poichè
allora laCo
si riduce ad un solopunto,
la rettificabilità è evidente.Nel terzo caso
considerato,
basteràpoi
mostrare che è rettificabile 1’ arco dellaCo,
ilquale, seguendo
le notazioni del numeroprecedente,
coin-cide con 1’ arco
0(00)( Qi, M)
ed è la curva limite della successionedegli
archirettificabili
M), C~2y(~T ~2>, 1Jl),....
La rettificabilità di
M)
segue subito se esiste il numerog del
numeroprecedente, perchè
alloragli
archi della successione sopra scritta hanno tutti lun-ghezza
inferiore a(i+1):m(g/2
2(z5)
equindi
anche lalunghezza
diCo(Qi, M)
risulta inferiore o al
più uguale
a tale numero.Resta cos da considerare il caso in cui
il é
non esiste. In taleipotesi,
ilpunto Qi
coincide con
Po,
e dato un numero sufficientementepiccolo,
èpossibile
determinare un v2 tale che per
ogni v > v2
nessunpunto
dell’ arcoC(v)(M(v),
e
quindi
anche diCO(Qi, M(V2»
risulti esterno al cerchio(Po, e).
Ora,
peripotesi,
lacp(x, y)
ha inPo
un minimo relativoregolare
e la classe Kè
piena
nell’ intorno diPo. Scegliamo quindi
il numero di cui soprapiù piccolo
di
quelli
chefigurano
nelle definizioni di classepiena
nell’ intorno di unpunto,
e di minimo relativo
regolare.
Poniamopoi,
persemplicità,
e chia-miamo gi i il valore
della q
inquesto punto.
Preso allora il numero h conside- rato nella definizione di minimo relativoregolare,
indichiamo conlVl2
ilprimo punto
diCo( Qi, Mi)
tale che sull’ arcoCO(M2, Mi)
sia sempre Poichè inQ! == Po è,
peripotesi, g=0,
nelpunto
sarà certamenteg=hgi
ed indi-(24)
Cfr. loc. cit.(2),
vol. I, cap. II, n.4 19 e).(::5) Cfr. loc. cit.
(2),
vol. II, pag. 53.cata
con 4
lalunghezza
di si avràessendo p il minimo valore assunto dalla
’lp(x, y, x’, y’),
perogni coppia (x’, y’)
normalizzata e per
ogni punto (x, y)
di unaparte
limitata del campo A conte- nente tutte le curve di I~.Poichè la successione 2
U~lz,....,
2Un1?~z,...., già
considerata al numero prece-dente,
converge uniformemente ada(’) = Co(Q1, Q2)
e la classe K èpiena
nel-l’ intorno di il
segmento
rettilineoP0M1 appartiene
interamente alcampo A
ed
allora,
dalla definizione di minimo relativoregolare,
si hadove con
li
i abbiamo indicato lalunghezza
diPomi
e con ll~ il massimo dellax’, y’)
perogni coppia (~’, y’)
normalizzata e per tutti ipunti (x, y)
della
parte
limitata del campo A di cui si è detto poco sopra.Ma
poichè
abbiamo(26)
- - -dalle
(13)
e(14)
segueRagioniamo
ora sull’ arco comeprima
sull’ arcoChiamato, cioé, M3
ilprimo punto
diC,, (Qi, AI2)
tale che sull’arcoCO(M3, M2)
siasempre e dette
l2
e12
lelunghezze rispettivamente
die di
PoM2,
si avràProseguendo
cosindefinitamente,
avremo, perogni
interon> 0,
dove
2~
è lalunghezza
diPolVln
edln quella
dell’ arcoMn),
essendoil
primo punto
diM)
tale che sull’ arcoMn)
sia sempre · Saràpoi,
inMn+i’
g~ equindi, poichè
è h1,
siavrà,
per n - 00,La
lunghezza
di è data allora da(26)
Cfr. loc. cit.(2),
vol. II, pag. 58.Ma la cp
ha,
peripotesi,
un minimo relativoregolare
inPo
equindi
dove k è il numero considerato nella definizione di minimo relativo
regolare.
Ne segue
cioè,
essendoLa
disuguaglianza
ora ottenuta mostra che lalunghezza
diCo(Qi, Mi)
è finitae
quindi
che 1’ arco è rettificabile. In maniera del tutto 03BCh 1-k’ e quianaloga
si dimostra la rettificabilità diCo(M, Q2),
da cui segue la rettificabilità diCo(Q1, Q2)=
a(i). Cos pure, risultano rettificabiligli
archia(2), a~3>,....,
vale adire la curva
Co.
Il teorema enunciato risulta cos dimostrato.Esempi. -
Sia ilcampo A
coincidente con tutto ilpiano (x, y)
econ n intero ~1.
Tenendo
presente
il risultato del n.O2,
sono verificate perquesta
funzionetutte le condizioni indicate nel teorema
precedente
equindi l’ integrale C70
ha ilminimo nella classe di tutte le curve continue e rettificabili del
piano (x, y),
checongiungono
duepunti
dati e chegiacciono
in unquadrato
contenente nel suointerno
1’ origine (0, 0).
La stessa cosa accade se è
con n intero ~ 1 e
ab ~ 0 ;
e cos pure, se ècon n intero ~ 1.
Le condizioni
poste
nel teoremaprecedente
sonoparimenti
verificate se è od anchecon n intero ~1 e
g(x, y)
continua e taleche I g(x, y) 11.
5. -
Supponiamo
ora chegli
zeri dellaF(x,
y,x’, y’) (cioè quei punti (x, y)
di A in cui è
F(x, y, x’, y’) =0,
per una opiù
od anche tutte lecoppie (x’, y’)
normalizzate),
anzichè essere in numerofinito, riempiano
delle curve e dimo-striamo il teorema
seguente : Sia,
in tutto il campoA,
dove
supponiamo
che lay)
sia finita e continua in tuttoA,
cony)
> 0 in tutti ipunti
del campo eccettuatiquelli appartenenti
ad unnumero finito di curve
continue,
in sensogenerale, n, Ti,,,,,, rn, senza punti comuni, prive
dipunti multipli
e di classe2,
su ciascuna dellequali
la 99 si annulla ed ha una linea di minimi relativiregolari rispetto
ad
A ; supponiamo, inoltre,
che la soddisfi alle condizioniposte
per laF(x, y, x’, y’)
nel n.O 1 e sia tale cherisulti,
perogni coppia ~x’, y‘~
normalizzata,
Se allora K è una classe
completa
di curve ordinarieC,
tutte contenute in unaparte
limitata del campoA,
e se tale classe èpiena
nell’intorno e suciascuna delle curve
ro,1’i,..,., rn,
esiste il minimo(assoluto)
di in K(27).
Poichè,
nelleipotesi poste, l’integrale JC
èquasi-regolare,
semidefinitoposi- tivo,
per dimostrare il teoremaenunciato,
basterà costruire una successione minimizzante per nella classe I~’ econvergente
uniformemente ad una curvaordinaria.
Osserviamo, intanto,
che èpossibile
costruire una successione minimizzanteconvergente
uniformemente ad una curva continuaCo. Basta, infatti, sostituire,
nei
ragionamenti
del n.°3,
al cerchio di centroPo e raggio
~O un intorno(e)
della curva
To ,
a cui supporremo, persemplicità,
si riducano le curveFo, F,, ... rn.
Basterà
dunque
dimostrare la rettificabilità dellaCo.
Se oraripetessimo quanto
si è detto al n.°
3,
sigiungerebbe
anchequesta
volta alla considerazione deiseguenti
casi(28):
1°)
èpossibile
determinare un oo taleche, qualunque
sia n, sempre esista inWn
almeno una curva costituita tutta dipunti
non interni all’intorno(Qo)
di1’0;
2°)
comunque siprenda
e perogni n
esiste sempre, inWn,
almeno unacurva tutta contenuta nell’ intorno
(e)
diFo;
3°)
per p sufficientementepiccolo
èpossibile
determinare un n taleche,
per
ogni n > n, esistano,
suogni
curva diWn, punti
esterni epunti
interni all’ intorno(p)
diJTo.
Nei
primi
due casi segue subito la rettificabilità dellaCo. Nel terzo,
se esisteil numero
p analogo
aquello
di cui si èparlato
al n.°3,
ne viene pure subito la rettificabilità diOo( Qi’ M).
Resta cos da esaminare ilterzo
caso,quando
ile
(27j
Questo teorema generalizza quello dato dal TONELLI in loc. cit.(2),
vol. II, pag. 65.(z8j
In quanto segue, adotteremo le stesse notazioni dei n.i 3-4.non esista. In
questa ipotesi
laCo
ha certamente un estremoP4
suro .
Siapoi Mi
unpunto
diCo
tale che nessunpunto
diOo(Po, Mi)
risulti esterno all’ intorno(o)
dilr’o, essendo
un numeropiù piccolo
diquelli
chefigurano
nelle definizioni di linea di minimi relativi
regolari
e di classe di curvepiena
nell’intorno e su una curva continua. Indichiamo ora conM2
ilprimo punto
diCo(Po, Mi)
tale che sull’ arcoCo(M2, Mi)
sia sempre essendo g~1 il valore chela g
assume inMi.
Poichè inPo è,
peripotesi,
nelpunto M2
sarà
g=hgi
ed indicatacon li
lalunghezza
di00(M2, Mi)
si hadove ~u
rappresenta
il minimo valore assunto dalla1jJ(x, y, x’, y’),
per tutte lecoppie (x’, y’)
normalizzate e per tutti ipunti (x, y)
di unaparte
limitata delcampo A
contenente tutte le curve di K.Consideriamo ora la minima distanza di
Irfi
daro
e diciamo yi lacurva costituita dall’ arco
I ó(Po, P1)
e dalsegmento
rettilineoPIMI.
·Essendo per
ipotesi
la classe Kpiena
nell’intorno e sulla curvaro,
lacurva ys
appartiene
interamente alcampo A
equindi,
dalla definizione di linea di minimi relativiregolari,
segueavendo
li
ed M lo stessosignificato
che al n.° 4. Ma anche ora abbiamoe
quindi,
per le(15)
e(16),
Ragionando
sull’ arcoCo(Po, M2)
comeprima
sull’ arcoCo(Po, M~)
e cos prose-guendo indefinitamente,
verremo a costruiredegli
archiCO(M3, M2), M3),...., analoghi
aquelli
considerati al n.°4,
percui, seguendo
le stessenotazioni di
allora,
avremo ancoraed anche
Da
questa disuguaglianza poi,
come al n.O4,
segue la rettificabilità dellaCo.
Il teorema enunciato risulta cos
pienamente
dimostrato.Nella classe di tutte le curve continue e rettificabili che
giacciono
in un
quadrato
delsemipiano y:~1-0
e checongiungono
duepunti dati,
esiste ilminimo
dell’ integrale
Parimenti,
esiste il minimodell’integrale
nella classe di tutte le curve continue e rettificabili
congiungenti
duepunti
datie contenute in un dato
quadrato.
Le condizioni
poste
nel teoremaprecedente
sono pure verificate se èessendo
g(x, y)
continua e taleche ~ y)
1.Lo stesso si ha se è
con
g(x, y)
continua e soddisfacentealla I g(x, y) 1.
6. - Il campo A sia limitato ed in esso sia sempre
dove
y)
ey~(x’, y’)
sono due funzioni continue insieme con le loro derivateparziali
deiprimi
dueordini,
laprima
perogni (x, y)
di A e la secondaper
ogni coppia (x’, y’)
di numeri non ambedue nulli. Lay~(x’, y’)
siapoi,
per le
coppie (x’, y’) dette, positivamente
omogenea digrado
1. Inoltrela
y)
si annulli in unpunto Po
interno al campo A e sia in tuttigli
altripunti;
inprossimità
diPo
sia sulla retta perPo paral-
lela all’asse delle y, e soltanto su di essa, e su
quella parallela
all’asse delle x e soltanto su di essa; per
ogni coppia (x’, y’)
normalizzata siale derivate
parziali ~~-(x’, y’), y’)
abbiano lo stesso segno di x’ ey’
rispettivamente
e siaAllora,
nella classe K di tutte le curve ordinarie 0 checongiungono
due
punti
dati del campo A(ammesso
che di tali curve ne esista almenouna)
esiste sempre il minimo(assoluto)
di~c (29).
Costruiamo,
secondo il metodo indicatoal’n.O 3,
una successione(29)
Questo teorema generalizza quello dato dal TONELLI in loc. cit.(2),
vol. II, pag. 187.minimizzante per
e~C
nella classe ,K indicata nell’ enunciato del teorema e siaCo
la curva continua a cui tale successione converge uniformemente. Affinchè il teorema enunciato risultipienamente dimostrato,
basterà far vedere chequesta
curva
Co
è anche rettificabile.Questo
segue subito se, nella costruzione della(17),
si
presentano
iprimi
due casi considerati al n.° 3. Nel terzocaso, l’arco Co (Ci, M) (conservando
le stesse notazioni di dettonumero)
risulta subito rettificabile seesiste il numero
p
considerato nello stesso n.O 3.Supponiamo
cheil ~
non esista :allora è
Q~ =Po
e 1’ arcoCo(Q1, M)
ha tutti i suoipunti,
esclusoQí,
distintida
Po.
Inoltre tale arco è la curva limite delle lequali,
per la costruzionefatta,
sono delle estremanti. E siccomePo
è unpunto
interno alcampo
A,
sipuò
fissare suCo(Po, M)
unpunto Q
distinto daPo
e in modo che tutti ipunti
diCo(Po, Q)
siano interni ad A. Alloraogni
arco diCo(Po, Q)
noncontenente
Po
è un’ estremale. Possiamo supporreQ
anche tale che 1’ arcoCo(Po, Q) appartenga
all’intorno diPo
nelquale
leuguaglianze q~x~=0
e sono veri-ficate sulle
parallele agli
assi y ed xrispettivamente
e soltanto su di esse.Posto
Po=(xo, yo),
se nessunpunto
dell’arcoCo(Po, Q)
è fuori delle due rette x=xo, y=yo, tale arco coincide con unsegmento
di una di tali rette eprecisamente
colsegmento Po Q,
e la sua rettificabilità è evidente.Supponiamo
allora che esista unpunto ys)
diCo(Po, Q)
tale che Xi =f=Xo,Sia,
per fissare leidee,
x,> yo. Consideriamo,
inluogo
diCo(Po, Q)
l’arco
Po)
dedotto dalprecedente
cambiando il verso eprendiamo Q
comeorigine degli
archi. Ad unpunto
diPo)
distinto daPo corrisponde
unvalore finito di s.
Sia si quello corrispondente
aPi.
Dico che deve essereSe infatti non
fosse,
peresempio,
verificata laprima
diqueste disuguaglianze,
si avrebbe E siccome la
disuguaglianza
nonpuò
essere veri-ficata per tutti
gli perchè,
essendosisupposto
da un certo s inpoi
deve esserex(s)
esiste certamente un e tale che siain tutto
(si, s)
ex’(s) 0
per infiniti valori dis > -8
e vicini ad squanto
si vuole.Sarà
z’(§) = 0
e, nelpunto
Pcorrispondente
ads,
avremoyy, # 0
conL’equazione
delleestremali,
chequi prende
la forma(dove
0 èl’angolo
di direzione dellatangente
allacurva),
dà allora(2013) -0
oppure > 0
secondochè èy’(§) >0
oppurey’ (s) o.
~ ~
Essendo
x’(s) =o,
deve esserey)(s)=+1.
Se èy’(s) =1
si ha dsonde per
ogni s
sufficientemente vicinoa s,
contro ladefinizione
dis;
e se è
y’(s)=-1,
si hade _ > 0
ds onde ancorax’(s) > o
perogni 8
sufficien-$-8