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ASSISTENZA AL PAZIENTE CON APPARECCHIO GESSATO

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Academic year: 2022

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ASSISTENZA AL PAZIENTE CON APPARECCHIO GESSATO

DURANTE LA FASE DELL’ESSICAMENTO (QUESTO PERIODO PUO’ DURARE DALLE 24 ALLE 72 ORE A SECONDA DEL MATERIALE USATO, LO SPESSORE, LA TEMPERATURA, L’UMIDITA’ E LA

VENTILAZIONE AMBIENTALE) il gesso umido si presenta grigio ed opaco e produce un suono ottuso alla percussione; quando è asciutto, invece, appare bianco e lucente e produce un suono chiaro alla percussione

MANIPOLARE CON IL PALMO DELLE MANI, per non creare rientranze con le punta delle dita

APPOGGIARE LA PARTE INGESSATA PER TUTTA LA LUNGHEZZA SU UN CUSCINO O ALTRA ZONA NON DURA O CON BORDI AFFILATI O ONDULATI (per non creare zone di pressione , specialmente per apparecchi gessati voluminosi )

UTILIZZARE CUSCINI PROTETTI DA CERATE E DA UNA TRAVERSA ASSORBENTE che permetta di assorbire l’umidità’

MANTENERE L’ESTREMITA’ INGESSATA SOLLEVATA RISPETTO AL TORACE

SE POSSIBILE FAR RUOTARE IL PAZIENTE PER PERMETTERE L’ASCIUGATURA OMOGENEA DEL GESSO, se questo è voluminoso tale manovra dovrà essere realizzata da più persone per evitare torsioni inutili CONTROLLARE QUANDO IL GESSO VIENE SOLLEVATO CHE NON VI SIANO AMMACCATURE O SCHIACCIAMENTI

FACILITARE L’ESSICAMENTO MANTENENDO NELL’AMBIENTE ARIA SECCA, CALDA E VENTILATA per questo bisogna evitare di coprirlo

POSIZIONARE CUSCINI SOTTO ZONE CON GESSO, CHE ESSENDO MODELLATE SUL PROFILO DEL CORPO PRESENTEREBBERO DELLE CURVATURE

MANTENERE UNA ADEGUATA TEMPERATURA DEL CORPO NELLE AREE NON PROTETTE DAL GESSO, durante il consolidamento del gesso c’è evaporazione e quindi il paziente sente freddo, specie se la zona ingessata è ampia

IL CARICO SUL GESSO PER LA DEAMBULAZIONE COMINCIA QUANDO E’ COMPLETAMENTE SECCO, ACCERTARSI CON IL MEDICO CHE NON VI SIANO ALTRE CONTROINDICAZIONI PER RITARDARE L’INIZIO

ACCERTARSI CHE I BORDI DEL GESSO SIANO PROTETTI DALLA MAGLIA TUBULARE, eventualmente provvedere ad esempio con cotone di Germania o cerotto

AIUTARE NELLA REALIZZAZIONE DI FINESTRE NEL GESSO PER RIDURRE ZONE DI PRESSIONE ( es:

in zona epigastrica nel pelvi-podalico) O PER OSSERVARE ZONE DI LESIONE ED ESEGUIRE MEDICAZIONI (in al caso si riposiziona al suo posto facendo attenzione perchè abbia lo stesso livello di profondità del restante gesso, fissandolo con cerotto)

PRINCIPALI DIAGNOSI INFERMIERISTICHE CHE L’INFERMIERA PUO’ EVIDENZIALE O PREVEDERE DURANTE L’ASSISTENZA A PAZIENTE PORTATORE DI APPARECCHIO GESSATO

RISCHIO DI ALTERAZIONE DELL’IRRORAZIONE SANGUIGNA CARATTERIZZATO DA CAMBIO DEL COLORE, TEMPERATURA, RIEMPIMENTO CAPILLARE E PRESENZA DI EDEMA DELLA PARTE DISTALE DELLA ZONA CORPOREA INGESSATA CORRELATA ALLA PRESSIONE DELL’APPARECCHIO GESSATO RISCHIO DI ALTERAZIONE DELL’INTEGRITA’ CUTANEA CARATTERIZZATO DA DOLORE ,

ARROSSAMENTO DELLE ZONE CUTANEE AI LIMITI DEL GESSO, EMANAZIONE DI ODORE O PRESENZA DI MATERIALE DRENATO CHE MACCHIA IL GESSO CORRELATO ALLA PRESSIONE DEL GESSO O A PRECEDENTI LESIONI CUTANEE (FERITE O ALTERAZIONI DERMATOLOGICHE)

RISCHIO DI COMPROMISSIONE DELL’INTEGRITA’ CUTANEA CORRELATO AGLI EFFETTI IRRITANTI MECCANICI (apparecchio gessato)

Caratteristiche definenti:

Alterazione del tessuto epidermico e dermico Lesioni

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Abrasioni Eritema Prurito

Fattori correlati: correlato al trattamento : apparecchio gessato Obiettivo

Il paziente dimostrerà integrità cutanea e assenza di lesioni da compressione Interventi:

Valutare e rilevare: colorito, temperatura e sensibilità cutanea, eventuale presenza di dolore Ispezionare la cute in prossimità dei bordi del gesso

Imbottire i bordi del gesso

Riparare ogni bordo rugoso del gesso Riferire al medico qualsiasi alterazione

RISCHIO DI LESIONI DEI TESSUTI MOLLI E STRUTTURE NERVOSE CORRELATO A COMPRESSIONE CARATTERIZZATE DA DOLORE, PARESTESIE O ALTERAZIONE DELLA SENSIBILITA’ E DELLA MOTILITA’ DISTALE

COMPROMISSIONE DELLA MOBILITA’ CORRELATA A INSUFFICIENTE CONOSCENZA DELLE TECNICHE ATTE AD AUMENTARE LA FUNZIONALITA’ DEI SEGMENTI CORPOREI INTERESSATI Fattori correlati:

Presenza di apparecchio gessato

Forza e resistenza insufficienti per la deambulazione mediante ausili Affaticamento

Dolore

Mancanza di motivazione Obiettivo

Il paziente raggiungerà un adeguato livello di capacità motoria

Interventi: incentrati sul rafforzamento e il ripristino delle funzioni e sulla prevenzione dell’aggravamento.

Accertare la presenza di disturbi sistemici a carico dei vari apparati

Accertare il grado di mobilità (girarsi, sedersi, stare in piedi, alzarsi, trasferirsi, deambulare) Accertare la capacità di resistenza, rilevare i parametri vitali

Accertare la motivazione Aumentare la mobilità degli arti

Aumentare progressivamente e ogni giorno il percorso e il tempo di deambulazione Insegnare le tecniche di trasferimento dal letto alla posizione eretta

Attuare contrazioni muscolari isometriche per prevenire atrofia e conservare la forza muscolare RISCHIO DI ALTERAZIONE DELLA COMODITA’ CARATTERIZZATA DA DOLORE E PARESTESIE CORRELATA ALLA PRESSIONE ESERCITATA DAL GESSO

INTERVENTI

VALUTARE E RILEVARE ( OGNI 30 MINUTI PER LE PRIME ORE IN SEGUITO ALMENO DUE VOLTE PER TURNO):

COLORE, TEMPERATURA SENSIBILITA’, MOVIMENTO ARTICOLARE , EDEMA, RIEMPIMENTO CAPILLARE

RIFERIRE SUBITO AL MEDICO EVENTUALI MODIFICHE E NON SOMMINISTRARE ANALGESICI SENZA AVER SCOPERTO LA CAUSA DEL DOLORE

INCORAGGIARE IL MOVIMENTO DELLE DITA DELL’ESTREMITA’

CONTROLLARE IL GESSO PER RILEVARE PRESENZA DI ZONE CALDE O MOLLI O CON ALTERAZIONI DI COLORE, DI ODORE

ISPEZIONARE LA CUTE IN PROSSIMITA’ DEI BORDI DEL GESSO PER RILEVARE TUMEFAZIONI, ARROSSAMENTI, CIANOSI, FORMAZIONI DI VESCICHE E ALTRE LESIONI CUTANEE

RIFINIRE AL MEDICO E RIPARARE OGNI BORDO RUGOSO DEL GESSO

APPLICARE GHIACCIO NELLA ZONA DI LESIONE, DOPO CHE IL GESSO SI E’ SECCATO per ridurre l’edema

POSSIBILI PROBLEMI COLLABORATIVI CORRELATI A PARTICOLARI APPARECCHI GESSATI (del tipo toraco brachiale, minerva, pelvi-podalico)

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RISCHIO POTENZIALE DI DIMINUZIONE DELLA PERFUSIONE TISSUTALE GASTROINTESTINALE RELAZIONATAALLA COMPRESSIONE DA PARTE DI APPARECCHI GESSATI CHE CIRCONDANO LA ZONA ADDOMINALE

RISCHIO POTENZIALE DI ALTERAZIONE DEL MODELLO RESPIRATORIO CORRELATO A MOVIMENTI TORACICI LIMITATI DALL’APPARECCHIO GESSATO

RISCHIO POTENZIALE DI ALTERAZIONE DEGLI SCAMBI GASSOSI CORRELATI AD INSTAURARSI DI EMBOLIA POLMONARE

RISCHIO POTENZIALE DI STATO NUTRIZIONALE ALTERATO PER DIFETTO CORRELATO ALLO STRESS METABOLICO IN CUI SI RICHIEDE MAGGIOR APPORTO CALORICO PER FAVORIRE LA

CICATRIZZAZIONE

D..I.: LIMITAZIONE DELLA MOBILIZZAZIONE FISICA CORRELATA ALLA PRESENZA DELL’APPARECCHIO GESSATO

INSEGNARE E STIMOLARE LA REALIZZAZIONE FREQUENTE ( ALMENO OGNI ORA) DI ESERCIZI ISOMETRICI ( CONSERVA LA MASSA MUSCOLARE E LA FORZA PEVENENDONE L’ATROFIA) INSEGNARE E STIMOLARE IL PAZIENTE A REALIZZARE DEI MOVIMENTI ATTIVI DI TUTTE LE ARTICOLAZIONI NON IMMOBILIZZATE

FAR PARTECIPARE IL PAZIENTE NEL DEFINIRE GLI OBIETTIVI E LE ATTIVITA’ NELLA CURA PERSONALE

INSEGNARE AL PAZIENTE ALL’USO DI CANADESI ED ASSISTERLO NELLA FASE INIZIALE FINO A QUANDO SI SENTIRA’ SICURO

D.I. : DEFICIT DI CONOSCENZE SULLA CURA DEL GESSO A LIVELLO DOMICILIARE

OBIETTIVO. IL PAZIENTE SA RICONOSCERE L’INSORGENZA DI POSSIBILI COMPLICANZE E SA GESTIRE CORRETTAMENTE L’APPARECCHIO GESSATO

INTERVENTI

ISTRUIRE E COINVOLGERE SIA IL PAZIENTE CHE LA FAMIGLIA

INSEGNARE EVENTUALI SEGNI E SINTOMI O ALTERAZIONI DEL GESSO CHE DEPONGONO PER L’INSORGENZA DI COMPLICANZE, COMPARANDOLO CON LA ZONA CONTROLATERALE INSEGNARE ALCUNI ACCORGIMENTI MOLTO IMORTANTI: MANTENERE O ELEVARE CON FREQUENZA L’ESTREMITA’ INGESSATA AL DI SOPRA DEL LIVELLO DEL CUORE

LAVARE, QUOTIDIANAMENTE, LA PELLE LUNGO I BORDI DEL GESSO CON SAPONE NEUTRO ED ACQUA;.SI PUO’ USARE UNO STRACCIO UMIDO PER PULIRE LA PELLE RAGGIUNGIBILE

ALL’INTERNO DEL GESSO FACENDO ATTENZIONE A NON BAGNARE IL GESSO ASCIUGARE COMPLETAMENTE ED ACCURATAMENTE LA PELLE

MASSAGGIARE LA CUTE A LIVELLO DEI BORDI CON CREMA CHE DEVE ESSERE COMPLETAMENTE FATTA RIASSORBIRE

RIMUOVERE LE PARTICELLE DI GESSO CHE SI STACCANO E CHE SI RAGGIUNGONO DAL BORDO EVITARE DI INTRODURRE OGGETTI ALL’INTERNO DEL GESSO NEL CASO DI PRURITO, PER NON RISCHIARE DI PROCURARSI LESIONI CUTANEE O INFEZIONI

MANTENERE SEMPRE SECCO IL GESSO ( PROTEGGERE CON SACCHETTI DI PLASTICA O ALTRO MATERIALE PLASTICO LA ZONA INGESSATA SOLO DURANTE IL PERIODO DEL BAGNO

ALTRIMENTI EVITARLO poiché PROVOCA CONDENSAZIONE ED INUMIDIMENTO DEL GESSO; NON CAMMINARE SOPRA PAVIMENTI O SUOLO BAGNATO MA APPLICARE APPOSITE PROTEZIONI) SE IL PAZIENTE HA UN GESSO PELVICO O UN BUSTINO GESSATO, PROTEGGERE I BORDI PERINEALI DEL GESSO MEDIANTE L’APPLICAZIONE DI MATERIALE PLASTICO DURANTE L’ELIMINAZIONE

SEGNALARE AL MEDICO EVENTUALI ROTTURE O DEFORMITA’ ED EVITARE DI AGGIUSTARLO DA SOLI

PER MANTENERE PULITO IL GESSO . ELIMINARE EVENTUALE SPORCO CON UNA PEZZA UMIDA E RITOCCARE ZONE MACCHIATE CON UN LEGGERO STRATO DI LUCIDO PER SCARPE

INDICARE LE DATE DEI CONTROLLI E SEGNALARE CENTRO MEDICO DI RIFERIMENTO PER EVENTURALI INSORGENZE DI PROBLEMATICHE

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RIMOZIONE DEL GESSO

per produzione di una cicatrizzazione ossea adeguata per complicanze

per necessità di altri trattamenti Il gesso viene tolto con l’aiuto di :

una sega per gesso elettrica che realizza un taglio longitudinale con formazione di un gesso bivalve, un divaricatore per aprire i due pezzi di gesso

una forbice per gesso per tagliare l’imbottitura.

D.I. TIMORE CORRELATO ALL’USO DELLA SEGA ELETTRICA

D.I. MANCANZA DI CONOSCENZE RIGUARDO AL SISTEMA DI RIMOZIONE DEL GESSO E DELLE ATTENZIONI DA PRESTARE SUCCESSIVAMENTE

Bisogna ricordare che l’apparecchio gessato ha per un tempo variabile sostenuto e protetto la zona , che dopo aver rimosso il gesso si presenterà rigida e dolente.

E’ consigliabile sostenere la parte del corpo con dei cuscini per simulare la posizione precedente e gradualmente togliere questo appoggio.

Si può fare uso di tutori che riproducano periodicamente l’azione dell’apparecchio gessato.

D.I. RISCHIO POTENZIALE DI LESIONE CORRELATO ALLA DIMINUZIONE DELLA FORZA MUSCOLARE, ATROFIA, INSTABILITA’ ARTICOLARE NELLA ZONA INTERESSATA PRECEDENTEMENTE DAL GESSO E/O MANCANZA DI CONOSCENZE SUI LIMITI SUCCESSIVI DELL’ATTIVITA’

E’ necessario iniziare un programma di riabilitazione per restaurare ed aumentare la forza muscolare e riprendere il movimento delle articolazioni immobilizzte.

D.I. ALTERAZIONE DEL MOVIMENTO RELAZIONATO CON LA DIMINUZIONE DELLA FORZA MUSCOLARE E POSSIBILI INSTABILITA’ DELLA /E ARTICOLAZIONI ( il paziente potrebbe essere restio a riprendere il movimento della zona per paura di nuove lesioni)

E’ necessario ripulire la cute per il deposito di epitelio desquamato .

la zona si lava con acqua e sapone neutro asciugando delicatamente e applicandovi una lozione emoliente, cercare di evitare di rimuovere subito lo strato corneo depositato.Controllare l’integrità cutanea, grado di forza e tono muscolare.

D.I. RISCHIO POTENZIALE DI CAMBIO DELL’IMMAGINE CORPOREA CORRELATO ALL’ATROFIA MUSCOLARE NELLA ZONA PRECEDENTEMENTE INGESSATA

E’ frequente la comparsa di edema anche dopo la rimozione che può essere risolto con il mantenimento dell’arto sollevato al di sopra del livello del cuore.

Il controllo radiologico confermerà l’avvenuto consolidamento osseo o la necessità di un nuovo riposizionamento.

ESSICAMENTO DEL GESSO Il tempo di essiccamento varia secondo:

Il materiale utilizzato Lo spessore

La temperatura, l’umidità e la ventilazione dell’ambiente

ATTENZIONE a come poggiare e maneggiare il gesso appena confezionato:

soggetto ad alterazioni da pressione, alterazioni della forma, rientranze pressione lesive della cute, inefficacia del gesso

COME SI SOLLEVA utilizzare il palmo della mano e non le dita, la punta delle dita possono causare rientranze COME SI POGGIA

su cuscini in posizione declive (arto superiore-inferiore), per evitare il contatto con il materasso rigido in caso di gessi lunghi effettuare manovre in sincronia in 2-3 persone per evitare torsioni sul gesso per gesso lungo (d’arto o tronco), assicurare un sostegno lungo tutta la lunghezza dell’apparecchio gessato COME FAVORIRE L?ESSICAMENTO

esposizione del gesso all’aria secca, non umida, calda e ventilata per favorire l’evaporazione dell’umidità dal gesso

lasciare il gesso scoperto

alternare la posizione del gesso sui cuscini, per favorire un essiccamento omogeneo (ogni 2 ore) COME VERIFICARE CHE IL GESSO SIA ASCIUTTO

Umido

 Colore grigio opaco

 Suono ottuso alla percussione

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Asciutto

 Colore bianco-lucente

 Suono chiari alla percussione

La deambulazione con carico inizia solitamente dopo 48 ore quando il gesso è completamente secco

RIMOZIONE DEL GESSO Indicazioni

Per la formazione di callo osseo adeguato Per complicanze

Per necessità di altri interventi Strumenti

Sega elettrica per gesso che realizza un taglio longitudinale con formazione di un gesso bivalve Divaricatore per aprire i due pezzi di gesso

Forbice per gesso per tagliare l’imbottitura Attenzione da prestare durante la rimozione del gesso

Sostenere la parte del corpo con dei cuscini per simulare la posizione precedente mantenuta dal gesso Togliere gradualmente il sostegno dei cuscini

Ripulire accuratamente la cute dal deposito di epitelio desquamato, applicare una soluzione emolliente Controllare l’integrità cutanea e il tono muscolare

Iniziare in programma di riabilitazione per ripristinare e aumentare la forza muscolare e riprendere il movimento delle articolazioni immobilizzate

È frequente la comparsa di edema dopo la rimozione del gesso, che può essere risolto mantenendo l’arto sollevato al di sopra del livello del cuore

Il controllo radiologico confermerà l’avvenuto consolidamento osseo o la necessità di un nuovo riposizionamento

Possibili diagnosi infermieristiche

Mancanza di conoscenze riguardo al sistema di rimozione del gesso

Rischio potenziale di lesione correlato alla diminuzione della forza muscolare, atrofia, instabilità articolare Rischio di disturbo dell’immagine corporea

Rischio di alterazione dell’integrità cutanea

Valutazione del deficit neurovascolare Dolore: sede, caratteristiche, evoluzione, irradiazione risposta alla terapia antalgica Polso: periferici alla lesione e confronto con il contro laterale

Parestesia: pungendo con un ago la zona distale e prossimale alla lesione comparandola con la contro laterale Pallore o aree cianotiche: colore e temperatura dell’estremità lesionata

Paralisi: movimento nella prima articolazione intatta dopo la frattura Interventi

Accertare e valutare lo stato neurovascolare ogni ora nelle prime 24 ore e confrontare con l’arto contro aterale Cute, temperatura e colorito

Polsi bilaterali, frequenza, ritmo, volume Edemi

Tempo di riempimento capillare

Accertare la capacità di movimento e la sensibilità per identificare una lesione Ridurre l’edema e i suoi effetti sulla funzionalità

Togliere gioielli dall’arto interessato Tenere l’arto interessato in posizione declive

Stimolare il paziente a muovere le dita dell’arto interessato 2-4 colte/ora Crioterapia

Segnalare al medico qualsiasi alterazione

Se si riscontrano segni e sintomi interrompere il posizionamento declive e la crioterapia Favorire la circolazione dell’arto interessato

Assicurare una buona idratazione

Verificare che l’apparecchio gessato non eserciti compressione su vasi e nervi Incoraggiare l’esecuzione attiva di esercizi di completa escursione articolare e la deambulazione (se possibile)

Educare il paziente a riferire sensazioni insolite, nuove o diverse Prurito

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Insensibilità

Diminuita capacità di muovere le dita dei piedi o delle mani

Educare il paziente e i familiari ad osservare e riferire i segni e sintomi sottolineando l’importanza della continuazione dei rilevamenti

BIBLIOGRAFIA

COLLANA “PHOTOBOOK” L’ASSISTENZA AL PAZIENTE ORTOPEDICO ED. PICCIN

COLLANA INFERMIERISTICA “ CORSO INTEGRATO DI MEDICINA CHIRURGIA ASSISTENZA INFERMIERISTICA “VOL II EDIZIONE EDISES

BRUNNER SUDDARTH “INFERMIERISTICA MEDICO CHIRURGICA VOL II CAP 47, 54, 57, 58 HOLLOWAY “PIANI DI ASSISTENZA IN MEDICINA E CHIRURGIA “ ED SORBONA

L. SIMON, M.BRUN, G. HOULEZ “ARTRITE REUMATOIDE ED ECONOMIA ARTICOLARE”

DOCUMENTA GEIGY

F.BLOTMAN, L.SIMON, J.CLAUSTRE “REUMATOLOGIA MASSON ITALIA EDITORE 1985 A. GOBBI, A. DIARIA “IL BENDAGGIO DINAMICO AD IMMOBILIZZAZIONE PARZIALE NELLA TRAUMATOLOGIA DELLO SPORT” ED. SCIENTIFICHE LOHMANN

ASSISTENZA INFERMIERISTICA DEL NORD AMERICA, VOL 6 NO2, VOL 3 NO3, VOL 12 NO3 AMERICAN JOURNAL NOURSES JUNE 1996, VOL 96, NO 6

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