www.slidetube.it Pagina 1
ASSISTENZA AL PAZIENTE CON APPARECCHIO GESSATO
DURANTE LA FASE DELL’ESSICAMENTO (QUESTO PERIODO PUO’ DURARE DALLE 24 ALLE 72 ORE A SECONDA DEL MATERIALE USATO, LO SPESSORE, LA TEMPERATURA, L’UMIDITA’ E LA
VENTILAZIONE AMBIENTALE) il gesso umido si presenta grigio ed opaco e produce un suono ottuso alla percussione; quando è asciutto, invece, appare bianco e lucente e produce un suono chiaro alla percussione
MANIPOLARE CON IL PALMO DELLE MANI, per non creare rientranze con le punta delle dita
APPOGGIARE LA PARTE INGESSATA PER TUTTA LA LUNGHEZZA SU UN CUSCINO O ALTRA ZONA NON DURA O CON BORDI AFFILATI O ONDULATI (per non creare zone di pressione , specialmente per apparecchi gessati voluminosi )
UTILIZZARE CUSCINI PROTETTI DA CERATE E DA UNA TRAVERSA ASSORBENTE che permetta di assorbire l’umidità’
MANTENERE L’ESTREMITA’ INGESSATA SOLLEVATA RISPETTO AL TORACE
SE POSSIBILE FAR RUOTARE IL PAZIENTE PER PERMETTERE L’ASCIUGATURA OMOGENEA DEL GESSO, se questo è voluminoso tale manovra dovrà essere realizzata da più persone per evitare torsioni inutili CONTROLLARE QUANDO IL GESSO VIENE SOLLEVATO CHE NON VI SIANO AMMACCATURE O SCHIACCIAMENTI
FACILITARE L’ESSICAMENTO MANTENENDO NELL’AMBIENTE ARIA SECCA, CALDA E VENTILATA per questo bisogna evitare di coprirlo
POSIZIONARE CUSCINI SOTTO ZONE CON GESSO, CHE ESSENDO MODELLATE SUL PROFILO DEL CORPO PRESENTEREBBERO DELLE CURVATURE
MANTENERE UNA ADEGUATA TEMPERATURA DEL CORPO NELLE AREE NON PROTETTE DAL GESSO, durante il consolidamento del gesso c’è evaporazione e quindi il paziente sente freddo, specie se la zona ingessata è ampia
IL CARICO SUL GESSO PER LA DEAMBULAZIONE COMINCIA QUANDO E’ COMPLETAMENTE SECCO, ACCERTARSI CON IL MEDICO CHE NON VI SIANO ALTRE CONTROINDICAZIONI PER RITARDARE L’INIZIO
ACCERTARSI CHE I BORDI DEL GESSO SIANO PROTETTI DALLA MAGLIA TUBULARE, eventualmente provvedere ad esempio con cotone di Germania o cerotto
AIUTARE NELLA REALIZZAZIONE DI FINESTRE NEL GESSO PER RIDURRE ZONE DI PRESSIONE ( es:
in zona epigastrica nel pelvi-podalico) O PER OSSERVARE ZONE DI LESIONE ED ESEGUIRE MEDICAZIONI (in al caso si riposiziona al suo posto facendo attenzione perchè abbia lo stesso livello di profondità del restante gesso, fissandolo con cerotto)
PRINCIPALI DIAGNOSI INFERMIERISTICHE CHE L’INFERMIERA PUO’ EVIDENZIALE O PREVEDERE DURANTE L’ASSISTENZA A PAZIENTE PORTATORE DI APPARECCHIO GESSATO
RISCHIO DI ALTERAZIONE DELL’IRRORAZIONE SANGUIGNA CARATTERIZZATO DA CAMBIO DEL COLORE, TEMPERATURA, RIEMPIMENTO CAPILLARE E PRESENZA DI EDEMA DELLA PARTE DISTALE DELLA ZONA CORPOREA INGESSATA CORRELATA ALLA PRESSIONE DELL’APPARECCHIO GESSATO RISCHIO DI ALTERAZIONE DELL’INTEGRITA’ CUTANEA CARATTERIZZATO DA DOLORE ,
ARROSSAMENTO DELLE ZONE CUTANEE AI LIMITI DEL GESSO, EMANAZIONE DI ODORE O PRESENZA DI MATERIALE DRENATO CHE MACCHIA IL GESSO CORRELATO ALLA PRESSIONE DEL GESSO O A PRECEDENTI LESIONI CUTANEE (FERITE O ALTERAZIONI DERMATOLOGICHE)
RISCHIO DI COMPROMISSIONE DELL’INTEGRITA’ CUTANEA CORRELATO AGLI EFFETTI IRRITANTI MECCANICI (apparecchio gessato)
Caratteristiche definenti:
Alterazione del tessuto epidermico e dermico Lesioni
www.slidetube.it Pagina 2
Abrasioni Eritema Prurito
Fattori correlati: correlato al trattamento : apparecchio gessato Obiettivo
Il paziente dimostrerà integrità cutanea e assenza di lesioni da compressione Interventi:
Valutare e rilevare: colorito, temperatura e sensibilità cutanea, eventuale presenza di dolore Ispezionare la cute in prossimità dei bordi del gesso
Imbottire i bordi del gesso
Riparare ogni bordo rugoso del gesso Riferire al medico qualsiasi alterazione
RISCHIO DI LESIONI DEI TESSUTI MOLLI E STRUTTURE NERVOSE CORRELATO A COMPRESSIONE CARATTERIZZATE DA DOLORE, PARESTESIE O ALTERAZIONE DELLA SENSIBILITA’ E DELLA MOTILITA’ DISTALE
COMPROMISSIONE DELLA MOBILITA’ CORRELATA A INSUFFICIENTE CONOSCENZA DELLE TECNICHE ATTE AD AUMENTARE LA FUNZIONALITA’ DEI SEGMENTI CORPOREI INTERESSATI Fattori correlati:
Presenza di apparecchio gessato
Forza e resistenza insufficienti per la deambulazione mediante ausili Affaticamento
Dolore
Mancanza di motivazione Obiettivo
Il paziente raggiungerà un adeguato livello di capacità motoria
Interventi: incentrati sul rafforzamento e il ripristino delle funzioni e sulla prevenzione dell’aggravamento.
Accertare la presenza di disturbi sistemici a carico dei vari apparati
Accertare il grado di mobilità (girarsi, sedersi, stare in piedi, alzarsi, trasferirsi, deambulare) Accertare la capacità di resistenza, rilevare i parametri vitali
Accertare la motivazione Aumentare la mobilità degli arti
Aumentare progressivamente e ogni giorno il percorso e il tempo di deambulazione Insegnare le tecniche di trasferimento dal letto alla posizione eretta
Attuare contrazioni muscolari isometriche per prevenire atrofia e conservare la forza muscolare RISCHIO DI ALTERAZIONE DELLA COMODITA’ CARATTERIZZATA DA DOLORE E PARESTESIE CORRELATA ALLA PRESSIONE ESERCITATA DAL GESSO
INTERVENTI
VALUTARE E RILEVARE ( OGNI 30 MINUTI PER LE PRIME ORE IN SEGUITO ALMENO DUE VOLTE PER TURNO):
COLORE, TEMPERATURA SENSIBILITA’, MOVIMENTO ARTICOLARE , EDEMA, RIEMPIMENTO CAPILLARE
RIFERIRE SUBITO AL MEDICO EVENTUALI MODIFICHE E NON SOMMINISTRARE ANALGESICI SENZA AVER SCOPERTO LA CAUSA DEL DOLORE
INCORAGGIARE IL MOVIMENTO DELLE DITA DELL’ESTREMITA’
CONTROLLARE IL GESSO PER RILEVARE PRESENZA DI ZONE CALDE O MOLLI O CON ALTERAZIONI DI COLORE, DI ODORE
ISPEZIONARE LA CUTE IN PROSSIMITA’ DEI BORDI DEL GESSO PER RILEVARE TUMEFAZIONI, ARROSSAMENTI, CIANOSI, FORMAZIONI DI VESCICHE E ALTRE LESIONI CUTANEE
RIFINIRE AL MEDICO E RIPARARE OGNI BORDO RUGOSO DEL GESSO
APPLICARE GHIACCIO NELLA ZONA DI LESIONE, DOPO CHE IL GESSO SI E’ SECCATO per ridurre l’edema
POSSIBILI PROBLEMI COLLABORATIVI CORRELATI A PARTICOLARI APPARECCHI GESSATI (del tipo toraco brachiale, minerva, pelvi-podalico)
www.slidetube.it Pagina 3
RISCHIO POTENZIALE DI DIMINUZIONE DELLA PERFUSIONE TISSUTALE GASTROINTESTINALE RELAZIONATAALLA COMPRESSIONE DA PARTE DI APPARECCHI GESSATI CHE CIRCONDANO LA ZONA ADDOMINALE
RISCHIO POTENZIALE DI ALTERAZIONE DEL MODELLO RESPIRATORIO CORRELATO A MOVIMENTI TORACICI LIMITATI DALL’APPARECCHIO GESSATO
RISCHIO POTENZIALE DI ALTERAZIONE DEGLI SCAMBI GASSOSI CORRELATI AD INSTAURARSI DI EMBOLIA POLMONARE
RISCHIO POTENZIALE DI STATO NUTRIZIONALE ALTERATO PER DIFETTO CORRELATO ALLO STRESS METABOLICO IN CUI SI RICHIEDE MAGGIOR APPORTO CALORICO PER FAVORIRE LA
CICATRIZZAZIONE
D..I.: LIMITAZIONE DELLA MOBILIZZAZIONE FISICA CORRELATA ALLA PRESENZA DELL’APPARECCHIO GESSATO
INSEGNARE E STIMOLARE LA REALIZZAZIONE FREQUENTE ( ALMENO OGNI ORA) DI ESERCIZI ISOMETRICI ( CONSERVA LA MASSA MUSCOLARE E LA FORZA PEVENENDONE L’ATROFIA) INSEGNARE E STIMOLARE IL PAZIENTE A REALIZZARE DEI MOVIMENTI ATTIVI DI TUTTE LE ARTICOLAZIONI NON IMMOBILIZZATE
FAR PARTECIPARE IL PAZIENTE NEL DEFINIRE GLI OBIETTIVI E LE ATTIVITA’ NELLA CURA PERSONALE
INSEGNARE AL PAZIENTE ALL’USO DI CANADESI ED ASSISTERLO NELLA FASE INIZIALE FINO A QUANDO SI SENTIRA’ SICURO
D.I. : DEFICIT DI CONOSCENZE SULLA CURA DEL GESSO A LIVELLO DOMICILIARE
OBIETTIVO. IL PAZIENTE SA RICONOSCERE L’INSORGENZA DI POSSIBILI COMPLICANZE E SA GESTIRE CORRETTAMENTE L’APPARECCHIO GESSATO
INTERVENTI
ISTRUIRE E COINVOLGERE SIA IL PAZIENTE CHE LA FAMIGLIA
INSEGNARE EVENTUALI SEGNI E SINTOMI O ALTERAZIONI DEL GESSO CHE DEPONGONO PER L’INSORGENZA DI COMPLICANZE, COMPARANDOLO CON LA ZONA CONTROLATERALE INSEGNARE ALCUNI ACCORGIMENTI MOLTO IMORTANTI: MANTENERE O ELEVARE CON FREQUENZA L’ESTREMITA’ INGESSATA AL DI SOPRA DEL LIVELLO DEL CUORE
LAVARE, QUOTIDIANAMENTE, LA PELLE LUNGO I BORDI DEL GESSO CON SAPONE NEUTRO ED ACQUA;.SI PUO’ USARE UNO STRACCIO UMIDO PER PULIRE LA PELLE RAGGIUNGIBILE
ALL’INTERNO DEL GESSO FACENDO ATTENZIONE A NON BAGNARE IL GESSO ASCIUGARE COMPLETAMENTE ED ACCURATAMENTE LA PELLE
MASSAGGIARE LA CUTE A LIVELLO DEI BORDI CON CREMA CHE DEVE ESSERE COMPLETAMENTE FATTA RIASSORBIRE
RIMUOVERE LE PARTICELLE DI GESSO CHE SI STACCANO E CHE SI RAGGIUNGONO DAL BORDO EVITARE DI INTRODURRE OGGETTI ALL’INTERNO DEL GESSO NEL CASO DI PRURITO, PER NON RISCHIARE DI PROCURARSI LESIONI CUTANEE O INFEZIONI
MANTENERE SEMPRE SECCO IL GESSO ( PROTEGGERE CON SACCHETTI DI PLASTICA O ALTRO MATERIALE PLASTICO LA ZONA INGESSATA SOLO DURANTE IL PERIODO DEL BAGNO
ALTRIMENTI EVITARLO poiché PROVOCA CONDENSAZIONE ED INUMIDIMENTO DEL GESSO; NON CAMMINARE SOPRA PAVIMENTI O SUOLO BAGNATO MA APPLICARE APPOSITE PROTEZIONI) SE IL PAZIENTE HA UN GESSO PELVICO O UN BUSTINO GESSATO, PROTEGGERE I BORDI PERINEALI DEL GESSO MEDIANTE L’APPLICAZIONE DI MATERIALE PLASTICO DURANTE L’ELIMINAZIONE
SEGNALARE AL MEDICO EVENTUALI ROTTURE O DEFORMITA’ ED EVITARE DI AGGIUSTARLO DA SOLI
PER MANTENERE PULITO IL GESSO . ELIMINARE EVENTUALE SPORCO CON UNA PEZZA UMIDA E RITOCCARE ZONE MACCHIATE CON UN LEGGERO STRATO DI LUCIDO PER SCARPE
INDICARE LE DATE DEI CONTROLLI E SEGNALARE CENTRO MEDICO DI RIFERIMENTO PER EVENTURALI INSORGENZE DI PROBLEMATICHE
www.slidetube.it Pagina 4
RIMOZIONE DEL GESSO
per produzione di una cicatrizzazione ossea adeguata per complicanze
per necessità di altri trattamenti Il gesso viene tolto con l’aiuto di :
una sega per gesso elettrica che realizza un taglio longitudinale con formazione di un gesso bivalve, un divaricatore per aprire i due pezzi di gesso
una forbice per gesso per tagliare l’imbottitura.
D.I. TIMORE CORRELATO ALL’USO DELLA SEGA ELETTRICA
D.I. MANCANZA DI CONOSCENZE RIGUARDO AL SISTEMA DI RIMOZIONE DEL GESSO E DELLE ATTENZIONI DA PRESTARE SUCCESSIVAMENTE
Bisogna ricordare che l’apparecchio gessato ha per un tempo variabile sostenuto e protetto la zona , che dopo aver rimosso il gesso si presenterà rigida e dolente.
E’ consigliabile sostenere la parte del corpo con dei cuscini per simulare la posizione precedente e gradualmente togliere questo appoggio.
Si può fare uso di tutori che riproducano periodicamente l’azione dell’apparecchio gessato.
D.I. RISCHIO POTENZIALE DI LESIONE CORRELATO ALLA DIMINUZIONE DELLA FORZA MUSCOLARE, ATROFIA, INSTABILITA’ ARTICOLARE NELLA ZONA INTERESSATA PRECEDENTEMENTE DAL GESSO E/O MANCANZA DI CONOSCENZE SUI LIMITI SUCCESSIVI DELL’ATTIVITA’
E’ necessario iniziare un programma di riabilitazione per restaurare ed aumentare la forza muscolare e riprendere il movimento delle articolazioni immobilizzte.
D.I. ALTERAZIONE DEL MOVIMENTO RELAZIONATO CON LA DIMINUZIONE DELLA FORZA MUSCOLARE E POSSIBILI INSTABILITA’ DELLA /E ARTICOLAZIONI ( il paziente potrebbe essere restio a riprendere il movimento della zona per paura di nuove lesioni)
E’ necessario ripulire la cute per il deposito di epitelio desquamato .
la zona si lava con acqua e sapone neutro asciugando delicatamente e applicandovi una lozione emoliente, cercare di evitare di rimuovere subito lo strato corneo depositato.Controllare l’integrità cutanea, grado di forza e tono muscolare.
D.I. RISCHIO POTENZIALE DI CAMBIO DELL’IMMAGINE CORPOREA CORRELATO ALL’ATROFIA MUSCOLARE NELLA ZONA PRECEDENTEMENTE INGESSATA
E’ frequente la comparsa di edema anche dopo la rimozione che può essere risolto con il mantenimento dell’arto sollevato al di sopra del livello del cuore.
Il controllo radiologico confermerà l’avvenuto consolidamento osseo o la necessità di un nuovo riposizionamento.
ESSICAMENTO DEL GESSO Il tempo di essiccamento varia secondo:
Il materiale utilizzato Lo spessore
La temperatura, l’umidità e la ventilazione dell’ambiente
ATTENZIONE a come poggiare e maneggiare il gesso appena confezionato:
soggetto ad alterazioni da pressione, alterazioni della forma, rientranze pressione lesive della cute, inefficacia del gesso
COME SI SOLLEVA utilizzare il palmo della mano e non le dita, la punta delle dita possono causare rientranze COME SI POGGIA
su cuscini in posizione declive (arto superiore-inferiore), per evitare il contatto con il materasso rigido in caso di gessi lunghi effettuare manovre in sincronia in 2-3 persone per evitare torsioni sul gesso per gesso lungo (d’arto o tronco), assicurare un sostegno lungo tutta la lunghezza dell’apparecchio gessato COME FAVORIRE L?ESSICAMENTO
esposizione del gesso all’aria secca, non umida, calda e ventilata per favorire l’evaporazione dell’umidità dal gesso
lasciare il gesso scoperto
alternare la posizione del gesso sui cuscini, per favorire un essiccamento omogeneo (ogni 2 ore) COME VERIFICARE CHE IL GESSO SIA ASCIUTTO
Umido
Colore grigio opaco
Suono ottuso alla percussione
www.slidetube.it Pagina 5
Asciutto
Colore bianco-lucente
Suono chiari alla percussione
La deambulazione con carico inizia solitamente dopo 48 ore quando il gesso è completamente secco
RIMOZIONE DEL GESSO Indicazioni
Per la formazione di callo osseo adeguato Per complicanze
Per necessità di altri interventi Strumenti
Sega elettrica per gesso che realizza un taglio longitudinale con formazione di un gesso bivalve Divaricatore per aprire i due pezzi di gesso
Forbice per gesso per tagliare l’imbottitura Attenzione da prestare durante la rimozione del gesso
Sostenere la parte del corpo con dei cuscini per simulare la posizione precedente mantenuta dal gesso Togliere gradualmente il sostegno dei cuscini
Ripulire accuratamente la cute dal deposito di epitelio desquamato, applicare una soluzione emolliente Controllare l’integrità cutanea e il tono muscolare
Iniziare in programma di riabilitazione per ripristinare e aumentare la forza muscolare e riprendere il movimento delle articolazioni immobilizzate
È frequente la comparsa di edema dopo la rimozione del gesso, che può essere risolto mantenendo l’arto sollevato al di sopra del livello del cuore
Il controllo radiologico confermerà l’avvenuto consolidamento osseo o la necessità di un nuovo riposizionamento
Possibili diagnosi infermieristiche
Mancanza di conoscenze riguardo al sistema di rimozione del gesso
Rischio potenziale di lesione correlato alla diminuzione della forza muscolare, atrofia, instabilità articolare Rischio di disturbo dell’immagine corporea
Rischio di alterazione dell’integrità cutanea
Valutazione del deficit neurovascolare Dolore: sede, caratteristiche, evoluzione, irradiazione risposta alla terapia antalgica Polso: periferici alla lesione e confronto con il contro laterale
Parestesia: pungendo con un ago la zona distale e prossimale alla lesione comparandola con la contro laterale Pallore o aree cianotiche: colore e temperatura dell’estremità lesionata
Paralisi: movimento nella prima articolazione intatta dopo la frattura Interventi
Accertare e valutare lo stato neurovascolare ogni ora nelle prime 24 ore e confrontare con l’arto contro aterale Cute, temperatura e colorito
Polsi bilaterali, frequenza, ritmo, volume Edemi
Tempo di riempimento capillare
Accertare la capacità di movimento e la sensibilità per identificare una lesione Ridurre l’edema e i suoi effetti sulla funzionalità
Togliere gioielli dall’arto interessato Tenere l’arto interessato in posizione declive
Stimolare il paziente a muovere le dita dell’arto interessato 2-4 colte/ora Crioterapia
Segnalare al medico qualsiasi alterazione
Se si riscontrano segni e sintomi interrompere il posizionamento declive e la crioterapia Favorire la circolazione dell’arto interessato
Assicurare una buona idratazione
Verificare che l’apparecchio gessato non eserciti compressione su vasi e nervi Incoraggiare l’esecuzione attiva di esercizi di completa escursione articolare e la deambulazione (se possibile)
Educare il paziente a riferire sensazioni insolite, nuove o diverse Prurito
www.slidetube.it Pagina 6
Insensibilità
Diminuita capacità di muovere le dita dei piedi o delle mani
Educare il paziente e i familiari ad osservare e riferire i segni e sintomi sottolineando l’importanza della continuazione dei rilevamenti
BIBLIOGRAFIA
COLLANA “PHOTOBOOK” L’ASSISTENZA AL PAZIENTE ORTOPEDICO ED. PICCIN
COLLANA INFERMIERISTICA “ CORSO INTEGRATO DI MEDICINA CHIRURGIA ASSISTENZA INFERMIERISTICA “VOL II EDIZIONE EDISES
BRUNNER SUDDARTH “INFERMIERISTICA MEDICO CHIRURGICA VOL II CAP 47, 54, 57, 58 HOLLOWAY “PIANI DI ASSISTENZA IN MEDICINA E CHIRURGIA “ ED SORBONA
L. SIMON, M.BRUN, G. HOULEZ “ARTRITE REUMATOIDE ED ECONOMIA ARTICOLARE”
DOCUMENTA GEIGY
F.BLOTMAN, L.SIMON, J.CLAUSTRE “REUMATOLOGIA MASSON ITALIA EDITORE 1985 A. GOBBI, A. DIARIA “IL BENDAGGIO DINAMICO AD IMMOBILIZZAZIONE PARZIALE NELLA TRAUMATOLOGIA DELLO SPORT” ED. SCIENTIFICHE LOHMANN
ASSISTENZA INFERMIERISTICA DEL NORD AMERICA, VOL 6 NO2, VOL 3 NO3, VOL 12 NO3 AMERICAN JOURNAL NOURSES JUNE 1996, VOL 96, NO 6