R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
J AURÉS C ECCONI
Su di una congettura di T. Radó
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 19 (1950), p. 342-366
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SU DI UNA CONGETTURA DI T. RADÓ
(*)
diJAURÉS
CECCONI(a Pisa).
1. - In una comunicazione al
Congresso
I~~ternazionale dei àla- tematici tenutosi aBologna
nel 1928 T. RAD6[? J (1)
si intratte-neva sul
problema
dell’ area dellesuperficie
di formaparametrica prendendo
in esame perogni superficie
continuaoltre all’ area di LKBESGUM
L (.S’1,
1’ area di GEÓczM e l’area diPEANO.
Dopo
avere osservato che secondoqueste
ultime definizioni . l’area di Sdipende
da ciò che si assume come area dellaproiezione ortogonale
diporzioni
a di .S supiani
1t)opportuni
ogenerici rispettivamente,
il RAD6 faceva notareche,
se si assume comearea della
proiezione
di a su ir la misuraesterna,
secondo LE- del~’ insie~ne costituito daipunti
cheappartengono
a taleproiezione,
le aree deltipo
di GEÖCZE e di PEANO che cos si ot-tengono
superano, ingenerale,
l’ area di LEBEsouE.Ne risultava allora che le aree cos definite venivano in conflitto con l’area di LEB~4~SGUE e che il loro stadio non avrebbe
portato
sostanziali contributi alproblema,
allorainsoluto,
del-l’area secondo LEBESOU£ di &
Da ciò il RAD6 era
indotto, inspirandosi
anche ad alcuneidee di Z. DE
GE6CZE,
a modificare laproiezione ortogonale
di osu x
prendendo
in sua vece una solaparte
di essa, un cos detto .nucleo della
proiezione.
(*) Pervenuta in Redazione il 21 maggio 1950.
( 1) I numeri in parentesi quadra si riferiscono alla bibliografia in fine
del lavoro,.
Assumendo come
proiezione
di a sulpiano
x la misuraesterna,
secondoLMBMSGUM,
di tale nucleo il RADÓperveniva
alledefinizioni di area del
tipo
di GEÓCZE e di PEANO che nelseguito
saranno indicate con i simboli
GR (~S~)
ePj~ (,S’) , rispettivamente,
formulando
l’ipotesi
che dovesseaversi,
perogni superficie
con-tinua
6’,
,... ,~. - --- - -
In successivi lavori
[8], [10]
T.RAD6,
in collaborazione anche con P. V.RE1CHEI,DERFER,
dava una nuova modificazione dellaproiezione ortogonale
di a su xpervenendo
cos ad una nuova definizione delle aree deltipo
di GEóczE e diPEANO,
areeche nel
seguito
saranno indicate con i simboli erispettivamente.
Quasi contemporaneamente
aqueste
ultime ricerche di T.RADÓ e P. V. RF1CHELDERFER ed
indipendentemente
da esse L. CE-SARI
[2~ , [3]
nei suoi fondamentali studisull’area,
secondo LE-BP,,se,uE, delle
superficie
di formaparametrica,
in cui fra l’altrocaratterizzava la
superficie
di area finita secondoLEBESGUE,
intro-duceva un nuovo
significato
di area dellaproiezione
di a su diun
piano 7c, pervenendo
cos alle nuove definizioni di area deltipo
di GEÓCZE e di PEANO che nelseguito
saranno indicate coni simboli
G’~ (,S’) , P~ (,~’) rispettivamente.
Relativamente a
queste
L. CESARI[4], [3]
stabiliva lé se-guenti
relazionivalide per
ogni superficie
continua S.In
questa
Memoriaprendo
in esame le varie definizioni cui sopra è fatto cenno.Dopo
avere fatto vedere che le aree cos definitedipendono
solo dalla
superficie
~S e non dallarappresentazione
adottata per ,Sdimostro,
valendonii di alcuni risultati di L. CESARI sulle su-perficie
di area finita secondoLEBESGUE,
che perogni superficie
di FRECHET del
tipo
della 2 - cella si haDa ciò
risulta,
inparticolare,
la fondatezza dellacongettura
di T. RAD6 cui sopra ho fatto cenno.
§
1. - Preliminari.2. - Sia S una
superficie
di FRECHET deltipo
della 2 - cella[10]
e siauna sua
rappresentazione rispetto
alla sulquadrato
wnitario Q ; 0 ~ Zc c 1;
delpiano
.."7
Le funzioni
x (u, v) , y (u, v), x (u, v)
sonoperciò
continuein
Q .
Considero le tre trasforn~azionipiane
associate alla T3. - Sia r la
generica regione semplice
di JORDAN appar- tenentea Q
e sia i-* la curva continuasemplice
chiusa costituente il contorno di r . Tale r risulta orientata in conseguenza delverso fissato per le rotazioni nel
piano
zc v .Sia T
(r*)
la curva orientata chiusaimmagine
di 1.* secondo le( 1)
e sianoTi (r*), T~ (r*), Ta (r*)
leimmagini
chiuse orientate di r* secondo le trasformazioniT~, T~ ,
Poichè ix x , sono orientati e su di essi è fissato il verso per le rota- zioni è
possibile
eonsiderare suipiani
coordinatigli
indici diKRONECKER O
(,,,,
z ;T, , r) ,
O(x ,
x ;y:, r) , O (x,
y;T3 , r)
relativialle curve
T, (r*) , T~ (r*) , T3 (r*) rispettivamente.
È
noto che le funzioni O( ;~, x ; T~, r) ,
0(~, x ; T~ , r) ,
i0 (z,
y ;T3 , r)
sono misurabili.4. - Sia K un cubo di lati
paralleli agli
assi x, y, x, contenente nel suo interno ipunti
diS ,
e sianoKi , K2, K3
iquadrati
deipiani coordinati y
z, x x, x y in cui K siproietta
ortogonalmente.
Esiste finito od infinito
l’ integrale
di LEBESGUEintrodotto da If. CLSARI
[ 1 ~ ,
ed in modoanalogo
si introducono lequantità g (T~, r),
,g(T3, r)
relative alle trasformazioniT2
eTa.
Sia inoltre
(L.
CESARI[2])
5. - Essendo r la
generica regione semplice
di JORDANappartenente a Q
considerata in 3 sia r~, . , .. r" un gruppo diregioni semplici
di JORDANappartenenti
ad rprive
a due adue di
punti
interni in comune. Un tale gruppo sarà indicato nelseguito
con il simbolo a,..Pongo, seguendo
L. CESARI[2]
dove 1’ estretno
superiore
è presorispetto
a tutti ipossibili gruppi
di
regioni
Or.È
allora evidentequali
siano isignificati
deisimboli
Q), ~), Q) , ~) .
In virtù di alcuni teoremi stabiliti da L. CESARI
[1~ , [2]
laquantità Ga ( T, Q)
èindipendente
dallarappresentazione
T di Srispetto
allà terna X.IJ z ed è altresindipendente
dalla direzionedegli assi x, y, x .
. La
quantità dipende perciò
soltanto dalla super- ficieS,
essa è ciò che nella introduzione si è indicato con il simboloG, (5).
Deve intendersi cioè6. -
Sia 11 C
una terna cartesianaortogonale congruente
alla terna x y z considerata in
2,
ilpiano i q
sulquale
risultafissata una
pagina positiva
sarà indicato nelseg-uito
con il sim-bolo ir- .
Sia T’ la
rappresentazione
di S che si deduce da T me-, diante il
passaggio
dallecoordinate x y
z allecuordinate ~ ~ ~ .
Sia K’ un cubo con i lati
paralleli agli
contenentenel suo interno la
superficie
,~’ e sianoA, ; i
=1, 2, 3 ;
leproie-
zioni di K’ sui
I simboli T’
(r*), T~ , T; (1"*) ;
i = 1,2, 3 ;
ecc. servano ad indicarerispetto
allarappresentazione
T’gli analoghi degli
entiindicati con
T (~~*) , Ti, T~ (r’~) ;
i =1, 2, ~ ;
ecc.rispetto
allarappresentazione
T .Pongo,
secondo L. CESARI[3 j ,
ove l’estremo
superiore
è preso per tutte lepossibili
orien-tazioni della
terna C -1 C,
o ciò che è lo stesso per tutte le pos- sibiligiaciture
delpiano. .
. Posso allora considerare la
quantità
ove il
significato
dei simboli i-i, o~ èquello
stabilito in5,
edove l’ estremo
superiore
è presorispetto
a tutti ipossibili gruppi
di
regioni
di JORDAN 3,, di r .È
anche evidentequale
sarà ilsignificato
del simboloP~ ( T, Q) .
La notazione
Pc (T, Q)
indica che la definizione diquesta quantità implica
laparticolare rappresentazione
T di S data in 2. Essacostituisce 1’ area - secondo P.EANO CESARI della
superficie
rap-presentata
dalle(1)
di 2.7. - Sia ~S’ la.
superficie
data in2 ;
sia T la rap-presèntazione
di S ivi considerata. Ciascuna delle trasformazioniT,; i
=1, ~?, 3 ;
dàluogo,
secondo T. RADÓ[8],
ad una funzionedi
molteplicità
essenziale suogni regione semplice
di JoanArT r ap-partenente a Q .
Sianok ( y, x ; T 1, r) , k (~, x s T2, r), 1~ (x, y ; T$ , r j
queste
funzioni dimolteplicità. Sia 9 ( y, x ; r)
la funzione che vale 1 sek ( y, x ; T, , r) ~ 0
e vale zero altrimenti. In modoanalogo
siano definite lefunzioni 9 (x, 1t ; T2 , r), cp (x,
y ;r) .
Tutte le funzioni ora introdotte sono
misurabili,
esistonoperciò gli integrali
di LEBESGUE,il
primo
deiquali può
eventualmente valere-F aJ.
In modoanalogo
si defiuiscono lequantità
.~( T2 , 14) ,
1 g,.( T3, r),
cp(T! , T) ,
iPongo
Si possono allora considerare le
quantità
ove il
significato
dei simboli r,, a,. èquello
di 5 e dove l’e-stremo
superiore
è presorispetto
a tutti ipossibili gruppi
diregioni
di JORDAN a, di r .Risultano in
particolare
definite lequantità Ge (T, ~) .
Le notazioni adottate per
queste quantità
indicano la lorodipen-
denza dalla
rappresentazione
T di ~e:;. Lequantità
1sono
rispettivamente
l’area secondo G14;ÖCZE RADÓ e 1’ area essenziale di GEóczE considerate nella introduzione.8. - I
T, 7N , K( ;
i =1, 2, 3;
abbiano lostesso
significato
che in 6.Siano k
(e, 1J; T3, r) ,
c~(~ , ~ ; T,’ , r) rispettivamente
la fun-zione di
molteplicità essenziale,
secondo T. RAD6, diT3
associataad r,
e la funzione che vale 1 sek (~ , ~ ;
vale 0 al-trimenti.
Possono
prendersi
in considerazionegli integrali
diLEBESGUE,
il
primo
deiquali può
eventualmente essere + oo ,Pongo
rr
per tutte le
possibili
orientazioni dellaterna ~ ~ C,
o ciò che èlo stesso per tutte le
possibili giaciture
delpiano x
..Pongo
infineessendo l’estremo
superiore
presorispetto
a tutti ipossibili gruppi
a, diregioni
di ~TORDaN di r . ..Risultano in
particolare
definite lequantità PR (T, Q) ,
che sono
rispettivamente
l’area secondo PEANO RADÓ e1’ area essenziale secondo PEANO considerate nella introduzione.
Anche
qui
i simboli adottati indicano ladipendenza
delle quan- titàPR (T, Q), Pe (T, Q)
dallaparticolare rappresentazione
T di ,S .9. - Sia .S la
superficie
considerata in2,
T la rappresen- tazione ivi adottata perS ,
T unaragione semplice
di JORDANappartenente
aQ .
Il simboloZ.(7~’)
indicherà 1’ area secondo LMBESGUE dellaporzione
di .S’ che è data mediante la rappresen-tazione
ove le funzioni
:~ (tc, z~) .
sono le funzioni con-siderate nella
(1)
di 2.Poichè 1’ area secondo LEBKSGUM di S è
indipendente
dallarappresentazione
di S e dalla direzionedegli assi x, y, z
si scri-verà talvolta
L (S’)
invece di L(T, Q) .
10. -
Raccolgo
inquesto
numerogli
enunciati di alcuniteoremi di L. CESARI di cui mi servirò nel
seguito.
Teorema I
[4~ . -
Se .S è lasuperficie
data in2,
1 è larappresentazione
di S iviconsiderata,
~~1, 1’2’ .... 1.~ un gruppo diragioni semplici
di JoRn~~Nappartenenti
aQ
eprive
a due adue di
parti
interni in comune vale ladisuguaglianza
Teorema II
[2]. -
Se S è lasuperficie
data in2,
se T èla
rappresentazione
di iS ivi considerata e se S ha area finita secondo LEBESOUK esistonoquasi
ovunque inQ
tre funzioniH~ (n,v; T) ,
v;T) , H3 (u, v ; T) ,
dettegli
JACOBIA~’I gene- ralizzati nelpunto (t4, 1.»
delle trasformazioni1B, T3
associatealla T.
Queste
funzioni sonointegrabili
secondo LEBI£SGUI1; inQ
e si
ha, posto D ( ~.c, v ; S ) - [ H1 (u, ’li; T )
,T ) +
il segno
uguale
valendo allora ed allora soltanto che le trasfor- maziouiTl , T~, T3
siano assolutamente continue.Teorema 111
[2]. -
Se lasuperficie
S data in 2 ha areafinita secondo LMBESGUE e se T è la
rappresentazione
di S iviconsiderata,
allora aquasi ogni punto (ic, v)
interno aQ,
sipuò
far
corrispondere
una terna di assi cartesianiortó~onali ~ ~ ~ ,
congruente
alla terna x aventeorigine
sulpunto
Rimmagine
secondo T di
(u, 1’)
e tale che seè la
rappresentazione
di 15rispetto
allaterna i q 1
che si deducedalla T di 2 mediante cambiamento delle
coordinate,
e seZ ; ; i
=1, 2, 3 ;
sono le trasformazionipiane
ad essaassociate,
ove q è un
quadrato
con i latiparalleli agli
assi ti, vapparte-
nente a
Q
e contenente(u, v)
e 8(q)
è il diametro di q . Laterna ~ 11 C
è tale che di essa ha i coseni direttorise
D (u, v; T ) ~ 0 ,
altrimenti è unaqualunque
terna conorigine
in .R .
Teorema IV
[5]. -
Se lasuperficie S
data in 2 ha areafinita secondo e se T è la
rappresentazione
di .S’ iviconsiderata esiste una
rappresentazione
di S’ nelquadrato unità Q
del
piano
sia essaper la
quale
le trasformazionipiane
associateT, , T2 , Tx
sonoassolutamente continue..
. ~
2. -L’ area
secondoP e a n o - C e s a r
i11. - Sia la
superficie
di ]1"’R~;CH~T data in 2 e sia T larappresentazione
di ,S ivi considerata. Allo scopo di studiare ladipendenza
diP~ ( T, Q )
dallarappresentazione
T di ,S dimostro che laquantità P, (T, Q)
è un funzionale inferiormente semicon- tinuo di T . Precisamente dimostro ilTEOREMA : ed
’’)n;n
-1, 2,.., ;
.sono F r e - deltipo
della 2 - cella esono loro
rappresentazioni
sirnultanee nelquadrato Q ,
se inoltresi ha
Z~~ai for~nenaente
i1tQ
allora
DIM. --
Suppongo
che siaP~ (7’, Q) C
+ oo . Sia r lagenerica regione semplice
di JORDANappartenente a Q .
Sia p
(T, r)
laquantità
definita in7 , sia p (T,., r)
la ana-loga
relativamente aTn .
Perogni e> 0
sipuò
determinareuna
terna i q 1 , congruente
alla terna x y x in modo che si abbiaYoichè~ in virtù della
ipotesi
e di noteproprietà
di semi- continuità inferioredegli
indicitopologici [1]
si haesiste un intero v
(e)
tale chese n >
v(s)
si haed anche
dalla
quale
si deduce a causa della arbitrarietà di ePer
ogni E > 0
si possono oradeterminare regioni
sem-plici
di JORDA1V’appartenente
aQ ,
,prive
a due a due dipunti
interni in comune, in modo che sia
e per la
disuguaglianza
sopra stabilita si hadalla
quale
per 1’ arbitrarietà di e si deduce 1’ asserto .Nel caso in cui sia
P; (T, Q) =
+00 il teorema si dimostracon
ragionamento
del tuttoanaloghi.
12. - Sono ora in
grado
di dimostrare ilseguente
TEOREMA : .S’e S è
superficie di tipo
della 2 - cella e se
ove
Q
è ilquadrato
’li nita1.io delpiano
wr ed .Il è unaregione
semplice
di .Jo i d a n delpiano
u v , sono duerappre~seoLtazi oni
di S alla teina cartesiana x y z , si ha
Considero intanto il caso
particolare
in cui esistauna trasformazione
di 1~ in
Q ,
biunivoca e continua con lapropria
in~~ersa[]-~,
tale che detta T - ~’ la
rappresentazione
di ~S’essa coincida con la
rappresentazione
T di .S . Concisamente dirò che è(T ~ C/,J~) ==(7~) .
In tal caso per la trasforma- zione inversa di iU ,
t si ha(7~’ ( T, Q) .
Per
ogni regione semplice
di JORDAN rappartenente
ad Resiste in virtù della U una
regione semplice
di JORDAN r appar- tenente aQ
tale chee
quindi
perogni terna ~7jC, congruente
alla terna seiha,
con evidente
significato
dei simboliNe viene allora,
ed in conseguenza
Ragiooaudo
sulla ne vieneanalo~amente
dal confronto delle
quali
sideduce,
nel casoparticolare
preso in esame,13. - In
questo
numero continuo la dimostrazione del teo-rema
precedentemente
enunciato considerando il casogenerale.
In virtù della
ipotesi
che( T, Q)
e( T, R)
siano due rappresen-tazioni della stessa
superficie
di FRKCHMT esiste una successione di trasformazioni,di R i n
Q ,
bi uni voyhe e continue con leproprie
misureL’
tale che si ha uniformemente
in Q
e
perciò
in virtù del teorema dimostrato i n 11 si dedueedove si è
posto
Da
questa
e dallauguaglianza
conseguita
in 12 si deduce alloraLa
disug’~~aglianza complementare
si deduce iu modo ana-logo.
Ne vieneperciò
che dimostra
completamente
il teorema.14. - Da quanto sopra risulta che se S è la
superficie
diFRECHET data in 2 la
quantità
èindipendente
dallarappresentazione
T di ,S’rispetto
alla terna x y .~ . Poichè laquantità Pc ( T, Q)
èanche, evidecltemente, indipendente
dallaterna scelta per rappresentare la
superficie 1&
ne discende che ladipende
solo dallasuperficie
S.Posso
perciò
porre, come i n 5P (S)
inluogo
diPc (T, Q).
~
3. -~ Conironto fra lequantità
ed 15. - In questo numero dimostro illa 2.
e la ~~i ha
DIM. -- La
!~i5ugmyliur~ia
di sinistra è stata provata da L.CESARI [3].
Ne
riporto
aditnostrazione per comodità dei lettore. Sia l"una
regione semplice
di appartenente a ~.J.7 :
unaterna cartesiana
ortogonale
co~~gruente alla terna T’la
rappresentazione
di Srispetto
allaterna i q 1
che si deducedalla T mediante cambiamento di coordinate. Poichè l’area di LEBESGUK e l’area secondo GE6CZF, C~sAm sono
indipendenti
dallaorientazione
degli assi,
epoichè,
come si è ricordato nella intro-duzione,
esse coincidono perogni superficie continua,
si haSia J~ un
gruppo di regioni semplici
di JoRD~r r, r~ .... ~yapparteueuti
ad i eprive
a due a due dipnnti
interni iu co-mune. Sarà
dove l’estremo
superiore
è presorispettu
a tutti igruppi
diregioni
o,, di r. Si ha
perciò
dove l’ estremo
superiore
è presorispetto
a tutte lepossibili
orien-tazioni della
terna ~ ~ ~ ,
o ciò che è lo stessorispetto
a tutte lepossibili giaciture
di x .In virtù del teorema I di 10 si ha
perciò
dove OQ è un gruppo di
regioni semplici
di JORDAN T1 r~ .... i ."appartenenti a Q
eprive
a due a due dipunti
interni in comune,e l’ estremo
superiore
è presorispetto
a tutti ipossibili gruppi
a,.. La
disuguaglianza
di sinistra è cos dimostrata.Per dimostrare la
disugnaglianza
di destra osservo che perogni regione
di JORDAN rappartenente
aQ
si hane risulta
e
quindi
Il teorema enunciato è cos
completamente
dimostrato.16. - Dal teorema ora dimostrato si deduce il
seguente
TEOREMA : Se .S è lasuperficie
di F r e c h e t data in2,
se , T è la
rappre.se~ita,~ ione
di S ivico~asicte~~ata,
condizione ne-cessaria e
sufficiente a f~’t~aehè Pc jS)
siafinito
è che lo sia L(S).
17. - In
questo
numero dimostro ilsegaente
~Se ,S’ è la
superficie
di F r e c h e t data i n 2 e se essa ha areafinita
secondo si haDim. - In virtù del teorema IV di L. O}4;SARI citato in
10 ,
e della
ipotesi
che lasuperficie
S anmetta area secondo LEBKSGUE finita esiste unarappresentazione
di S per laquale
le tre tra-sformazioni
piane
associate sono assolutamente continue.Sup-
pongo, per
semplicità,
chequesta rappresentazione
sia la stessaT di 2.
Risulta
perciò
Considero i
seguenti
insiemi dipunti di Q
Dai teoremi II e III di
CASARI, riportati
in 10 risultache l’insieme E =
E1 -~- E2
è di misura. nulla.Fissato E> 0
ad arbitrio determininoa > 0
tale che perogni
insieme h di misura minore di a si abbiaOgni punto (u, 1’)
diQ - E gode
delleseg-nenti proprietà
esiste una terna 7~ ==
T ~ ~’~ , Pw (ii, ~’)
per cui si haove si è indicato con cl un
quadrato
con i latiparalleli agli
assii~
appartenente a ~)
e eontenentey71, , v)
e eoÒ (q)
il dia-metro di ~y.
Per il teorema di
copertura
di V ITAL~ esisteperciò
un gruppo finito dipunti
diQ -- E
siano essi(u2, V2), ... (Un, v")
e di altrettatlti
quaclrati y,
y~ .... qn con i latiparalleli agli
assiu, v
appartenenti
ed aventi il centro telcorrispondente punto
(?;, U) tali
i cheessendo e e a i nnmeri sopra
introdotti,
ed essendo le trasformazioni che siottengono
daT, . T3 passando
dalla ternacartesiana xyz alla terna che
corrisponde
alpunto (Ui L’i)
secondo laproprietà ~) .
Da questa si deduce
ed anche in virtù della assoluta- continuità della
rappresentazione
T di SIn virtù della dennizione di
Ci~ (’I’~3~, ~~i) ~
i -1~2 ...
n; e allorapossibile
determinare un gruppo dipoligoni
interni a(li ; 2 -=
~, ~~ · .. ~2 ;
. siano cos 1t i ,I , ~Ti,2 ~ ’ · · Zi,;~~ . ~ 2
, s ’-’1,
’ 2,... ’ ’ ° ° ’ adue a due senza
puuti
interni in comune tali che si abbiaSe ne deduce allora
e da
questa
per la definizione diQ)
e l’ arbitrarietà di aIn conseguenza del teorema stabilito in 13 risulta
quindi
18. - I risultati dei nurneri
14, 15, 16,
17per~nettüno quindi
di concludere con ilSe ~~ è una
superficie
di Fr e c h e t deltipo
della 2 - cella si ha
§
4. - Le aree secondo P e a n o R a d óPH ( t~’) , P, ( ~’) .
19. - Sia ~S’ la
superficie
data in 2 T larappresentazione
di ~S’ ivi considerata.
Valendomi della
eguaglianza
e delle
analoghe
stabilite da L. CESARI[2]
e T. RAD6[9]
si pro- vano, conargomenti analoghi
aquelli
delparagrafo 2,
per lequantità Px (T, Q) , Pe (T, Q) gli analoghi
dei teoremi stabiliti in11, 12, 13,
14.Questi
teoremi consentono, fral’ altro,
di concludere con laindipendenza
dellequantità P~ ( T, Q)
dalla rappresen- tazione T dellasuperiicie S
e dal riferimento xyz.In tal modo risulta
legittimo
l’uso dei simboliPR (S), Pe (S)
in
luogo
di i20. - Confronto in
qaesto
numero lequantità
edL (S).
Un esame delle definizioni prova che si
ha,
in virtù dellaeguaglianza
ricordata in19,
per
ogni superficie
di FRECHET S.In forza della
uguaglianza P~ (,S) = L (S)
basterà provare cheP,(.S) ~ L (~S) perchè
ne risultiP,(.S’)
=L (S) .
Allo scopoosservo
che,
usando delle notazioni finqui
adottate e della ugua-glianza
di19,
sipuò
scriveredalla
qmle
per laindipendenza
dell’areaGc(S)
dalla orieiita- zionedegli
assi ~S’ è riferita si deducee
cluindi,
perogni regione semplice r
di JORDANdi Q
Allo stesso modo che in 15 si
può
allora con ladisugua- . glianza
Risnlta cos
provato
che perogni superficie
~S’ di FoucHEi’del
tipo
della 2 - cella si ha21. - .%llo scopo di confrontare le
quantità
edL (S) raccolgo in’questo
numero alcuneproprietà
dellequaiitità co (Ti, r) ;
i =
1, ~, 3 ;
definite i n 8.Sia r una
regione seuplice
di Jor~n:~~appartenente
a(3.
conservino il
signii cato precedentemente
fissato.funzione che vale 1
vale 0 altrimenti. In modo
analogo
siano definite le t’unzioniLe
quantità
sono state studiate da L. CESARI
(2),
ilquale
ha dimostrato leseguenti
relazioniSussistono itioltre le relazioni
valide dalle per
ogni regione semplice
di JORDAN rappartenente
aQ, quale
si desumono le’
22. - Un facile esame delle definizioni delle
quantità P. (S) , PR(S)
permette di concludere che siha,
perogni superficie ,S
e
quindi
in virtù dei risultati del numero 20Osservaudo poi
che perogni regione semplice
di JORDAN rappartenente a Q
si hasi deduce per
ogni superficie
xSSe infine nella ultima
parte
delragionamento
fatto in 17 si usa la relazione .) ,
anzichè la
si ottiene facilmente atiche nel
presente
caso ladisuguaglianza
valida per
ogni superficie S,
di h’RECHET deltipo
della2 - cella,
di area secondo LEBKSGUE finita.
Da tutto ciò risulta allora per
ogni superficie
di FRECHETdel
tipo
della 2 - cella~
5. - Le areesecondo Geocze-Radó GR (,S’) , Ge (S) .
23. - Sia .S la
superficie
data in 2, e sia T la rappresen- tazione di ~S ivi considerata.Gli
argomenti
usati nelparagrafo
4permettono
intanto di affermare che èDalle definizioni risalta inoltre
È
stato dimostrato da T . che si haTutte
queste
considerazioni mostrano che siha, qualunque
sia la
rappresentazione
adottata per S equalunque
sia il riferi- mentorispetto
alquale ,9
èrappresentata
Ne risulta in
particolare
che lequantità G1~ ( T, Q), G. (T, Q)
sono
indipendenti
dallarappresentazione
di S e dalla ternarispetto
allaquale
~~’ è riferita.Si
può perciò
porreGe (S)
eGR (:5’)
inluogo
diGe (T, Q)
e
GR (T, Q) .
§
6. -Conclusíone.
24. - Si è
perciò conseguito
il seguente finaleTÈOREMA ò .Se S è ’una
superficie
di Fr e c h e t delti po
della 2 - cella esistono
i~2dipencle~zte~ne~zte
dalla~w,ppre.~enlaxio~m
~l? S’ e dalla terna scelta pPr 5) le quantità l),. (~-")) , Vale inoltre la
2cguaglianza
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