R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
C ARMELO T OTARO
Questioni di dinamica del corpo rigido
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 61 (1979), p. 49-60
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rigido.
CARMELO TOTARO
(*)
Introduzione.
Mi propongo di stabilire vari risultati
riguardanti
ilproblema
dina-mico del moto di un corpo
rigido C,
intorno ad unpunto
fisso0, nell’ipotesi
che il momentoMo
delle forze esternerispetto
ad 0dipenda
dalla velocità
angolare
co e da due vettori c ed H invariabilirispetto
al riferimento S.
Nella detta
ipotesi
rientrano il caso di un ~corporigido pesante, quando
si vuole tenere conto anchedegli
effetti della forza di Coriolise l’altro caso, pure
rimarchevole,
di un corporigido pesante
elettrica-mente carico mobile in un campo
magnetico ’ uniforme ( 1 ) .
Nel n.
1,
scritte leequazioni fondamentali, prima
ingenerale
epoi
conspeciale riguardo
al caso delle forze diCoriolis,
sirichiamano,
per il sistema differenziale che governa il
problema,
treintegrali primi
di natura
geometrica
e si stabiliscono condizioni per l’esistenza del-l’integrale dell’energia
edell’integrale
del momento assiale in un casospeciale.
Si prova pureche,
ingenerale, nell’ipotesi
di forze deltipo
di
Coriolis, l’integrale
del momento assiale non esiste.Nel n. 2 si tratta il
problema
delle rotazioni uniformi. Trovo chetali rotazioni sono
possibili
solo aipoli
dell’asse terrestre(H == :l: c) quando
unageneratrice
del cono di Staude sidispone
verticalmente(*)
Indirizzo dell’A.: Istituto di Matematica dell’Università - Via C. Bat-tisti, 90 - Messina.
Lavoro
eseguito
nell’ambito della Sezione n. 3 del G.N.F.M.(Meccanica
dei continui
solidi)
del C.N.R.(1) G. GRIOLI, Sul moto di un corpo
rigido
asimmetrico soggetto aforze
di potenza sulla, Rend. del Sem. Mat. dell’Univ. di Padova, vol. 27 (1957).e
gli
siimprimono
certe ben determinate velocitàangolari.
Le formuleclassiche sono rese
più complicate
dallapresénza
della velocità ango- lare della Terra.Nel n. 3 si
ottiene,
con riferimento ad ungiroscopio,
unintegrale primo
chegeneralizza quello
classico diLagrange-Poisson
per il corpopesante
e sisegnala
un caso in cui il sistema dinamico fondamentale subisce una notevolesemplificazione.
Nel n. 4 si caratterizzano le
precessioni regolari
dinamicamente pos- sibili ad asse diprecessione
verticale e con asse difigura
coincidentecon l’asse
giroscopico.
Si trova che le detteprecessioni
sonopossibili
solo ai
poli
dell’asse terrestre.1.
Equazioni
fondamentali edintegrali primi.
Il
problema,
cui si è accennatonell’introduzione,
si traduce nelseguente
sistema diequazioni
ove a è
l’omografia
d’inerzia di C relativa ad 0. Unodegli esempi
notevoli è
quello
del corpopesante sottoposto
pure all’azione delle forze diCoriolis,
nelqual
caso le(1.1)
sispecializzano
inquesto
modoove G =
mgOG
è ilprodotto
del modulo del peso, mg, per la coordi- natavettoriale, OG,
del baricentroG,
c il versore della verticale discen- dente ed H il versore della velocitàangolare
della Terra[52
=QH]
nel moto di rotazione intorno al
proprio
asse; si èposto
inoltrey =
Q(1 - 2a),
ove ,~ è il modulo della detta velocitàangolare
e 1l’invariante lineare di a. Poichè A è una omotetia e a una
dilatazione,
segue che
anche V
è una dilatazione.Le
(1.2)
sono altresvalide,
con un diversosignificato
edH,
nel caso di forze di Lorentz.
Il sistema
( 1.1 ),
equindi
anche(1.2),
ammettequesti
treintegrali
primi
ove, per
brevità,
si èposto k
= cos cH.Col fine di stabilire per il sistema
(1.1)
unquarto integrale primo
del
tipo dell’integrale dell’energia
( U potenziale
dellasollecitazione, E energia
meccanicatotale),
molti-plichiamo
la(1.1,)
scalarmente per w ; si ottieneQuesta (2)
dàluogo
ad unintegrale
deltipo (1.4)
se e solo secioè
Pertanto,
il sistema(1.1)
ammettel’integrale dell’energia
seMo
è deltipo
ove
è una funzione arbitraria.
Nel caso
particolare (1.2)
da(1.7)
sigiunge
al ben notointegrale primo
in accordo col fatto che le forze di Coriolis non lavorano.
(2) Cfr. G. GRIOLI,
Questioni
di dinamica del corporigido,
Rend. Accad.dei
Lincei,
ser. VIII,35,
fasc. 1-2 (1963), pp. 35-39.Tentiamo adesso di ottenere un altro
integrale primo, moltiplicando
ambo i membri di
(1.li)
scalarmente per cProcedendo come sopra, osserviamo che la
(1.10)
dàluogo
ad un inte-grale primo
se esiste una funzionetale che
Premesso
ciò,
fissiamo l’attenzione sul sistema differenziale(1.2),
distin-guendo
due casieli H
ee 9 H.
Primo caso.
Supposto
H=== :~:
c, scriviamoIn
questo primo
caso, Ldipende
solo da c e la(1.12),
tenendo pure conto di(1.22),
divienePrescindendo da un inessenziale termine
proporzionale
a c, sipuò
soddisfare la
(1.14) ponendo
.da cui si deduce
Quindi l’integrale primo
che cerchiamo èSecondo caso. Se
H,
la(1.10),
conriguardo
al sistema(1.2), diviene
Generalizzando un poco il
ragionamento
delprimo
caso eprescindendo dagli integrali (1.3),
si prova facilmente che il secondo membro nonpuò
essere una derivatatemporale
esatta di una funzioneL(c, H).
Proveremo ora che L non esiste neanche tenendo conto
degli
inte-grali (1.3). Imponendo
al secondo membro di(1.18)
di essere la deri-vata
temporale
di una funzioneL(c, H),
si ottieneRiferendo i vettori di
(1.19) agli
assiprincipali
d’inerzia di C, relativa- mente alpunto
fisso0,
si haove la
sopralineatura
serve a ricordare che in non èsottintesa,
contrariamente al
solito,
alcuna sommazionerispetto
all’indiceripe- tuto ;
le 1pi sono le trecomponenti
diverse da zerodell’omografia
1p.Scritte le
(1.3)
in formacartesiana,
assieme alleequazioni
derivatele ultime tre si possono risolvere
rispetto
a~1’ ~2’
ottenendoove, per
brevità,
si èposto
Sostituendo le
(1.21)
in(1.19’)
si ottieneEseguiamo
laseguente
sostituzione di variabiliCon tale sostituzione di variabili abbiamo
Da
(1.23),
data l’ arbitrarietà diHl , H2 ,
si ottienePosto
e tenuto conto delle
(1.25),
le(1.26) divengono
Le
(1.28)
devono soddisfare leseguenti
condizioni dicompatibilità
Le
(1.29)
devono verificarsi inqualunque punto
dei domini di varia- bilità diE1, E2, E3,
che sono variabili tra loroindipendenti.
Mostreremo che la condizione
non si verifica nei
punti (~1
~O, ~2
=0, ~3
=0 ).
A tale scopo notiamo che dalle
(1.3’)
per~3 = 0
si ottienee le
( 1. 2 81 )
e( 1. 2 82 ) divengono
Con un
pò
di calcoli si ottienePertanto la condizione
(1.30)
dàQuesta,
data l’arbitrarietà di~,,
nonpuò
ritenersi soddisfatta. Con- cludiamo che non esiste una funzione L soddisfacente la(1.19).
2. Rotazioni
permanenti.
Cerchiamo ora i movimenti che avvengono con velocità
angolare,
w, costanterispetto ad 8;
segue che w è costanterispetto
epertanto
anche ow‘è
costanterispetto
a C.Conseguentemente
la(1.2)
divieneMoltiplicando
scalarmente per w, si haQuindi w
è combinazione lineare di c e Gove p e v sono due
quantità
scalari.,
Dato
che,
perl’integrale dell’energia (1.9),
èG X c
=cost,
la(2.3)
’
rappresenta
effettive rotazioni(e
nonprecessioni)
solo perSupporremo pertanto,
senza ledere lageneralità, p
= 0.L’equazione (1.22)
è senz’altro soddisfattaperchè, appartenendo
call’asse di
rotazione,
risultaé
= O e si ha pure = 0. Le altre dueequazioni ( 1. 21 )
e(1.2g) divengono
Eseguendo
la derivatatemporale
relativa di( 2 .51 )
si haossia
ove e è un coefficiente di
proporzionalità.
Sostituendo in
(2.5~),
segueQuesta
relazione mostra che muta c in un vettore ad esso orto-gonale
o nullo.Quindi y-i
dovrebbe essereun’omografia degenere;
poichè
ciò nonè,
dev’essere é - 0.Si conclude che
Tenendo conto di
questo
risultato edell’espressione
di 1p, la(2.51)
diviene
Questa equazione
è soddisfatta daopportuni
valori di v see si ha
ove
Ji
i(i
=1, 2, 3)
sono i versoridegli
assi cartesiani solidali con C.Si noti che in realtà si è ricondotti alla teoria del cono di Staude del solido
pesante
e la(2.11)
ne èl’equazione ; però
le velocità ango- lari v sono diverse per la presenza di il nelle(2.12).
Se in
(2.12)
il radicando risultassenegativo
si invertirebbe l’orien- tamento dellageneratrice
del cono diStaude,
che si èportata
a coinci-dere con la verticale discendente e si otterrebbe senz’altro un radicando
positivo.
Abbiamo dimostrato cos che le rotazioni
permanenti
possono aversi solo intorno allegeneratrici
del cono di Staudedisposte
verticalmente.Corrispondentemente
adogni generatrice
le velocitàangolari
pos- sibili non differiscono solo per il segno come nel caso di un corpo sotto-posto
alla sola forza peso. Adesempio,
intorno a G le velocità pos- sibili sono v = 0 e v = 2Q o - 2Q a seconda delpolo
terrestre ovesi
sperimenta.
Altra differenza da
segnalare
è che esistono la retta baricentrale edaltre, appartenenti
sempre al cono diStaude,
per lequali
è indif-ferente il senso della
generatrice
che siporta
a coincidere con la verti- cale discendente. Con riferimento a talirette,
esclusa labaricentrale,
le velocità
angolari possibili
sonoquattro.
3. Caso
giroscopico.
Abbandonando ormai il caso di un
corpo C
di struttura assoluta-mente
arbitraria, vogliamo
fissare l’attenzione su ungiroscopio
fissatoper un
punto
0 diverso da G maappartenente
all’assegiroscopico.
Proveremo che si
può
costruire subito unquinto integrale primo
che
generalizza quello
diLagrange-Poisson.
Detto
O~,
l’assegiroscopico,
nelle condizioni in cui ci siamoposti,
si ha
ove
A2 , A3
sono i momentiprincipali d’inerzia, ~1’ ~2’ ~3
le com-ponenti
di Grispetto agli
assi solidali con C e coincidenti congli
assiprincipali d’inerzia;
la condizione~3
> 0 si ottiene con oppor- tuno orientamento dell’assegiroscopico.
Fra le nove
equazioni
cartesiane che siottengono
da(1.2) proiet-
tando
sugli
assi per dedurrel’integrale preannunciato,
inte-ressano solo
queste
dueove sono le
componenti
di wrispetto
a · Dalle(3.2)
segue
da
cui, integrando,
y si ottieneessendo p3o ed
H30
i valori iniziali di P3 ed.H~3;
èquesto
ilquinto
inte-grale primo
del sistema(1.2)
scritto per ungiroscopio
vincolato inun
punto
0 diverso da G maappartenente
all’assegiroscopico;
natu-ralmente,
essogeneralizza quello
diLagrange-Poisson
al caso in cuiall’azione del peso si sovrappongono le forze di Coriolis o altre forze di
analoga
struttura.Vogliamo segnalare,
sempre con riferimento ad ungiroscopio,
uncaso
particolare
in cui leequazioni (1.2)
sisemplificano
notevolmente.Se 1’ellissoide centrale
d’inerzia,
oltre cherotondo,
è schiacciato nella direzione dell’assegiroscopico esistono,
y sul detto asse, duepunti
0 e 0’ simmetricamente
posti rispetto
a G relativamente aiquali gli
ellissoidi sono sferici. Fissata l’attenzione su uno di
questi punti,
adesempio
suO,
le(1.2) divengono
ove con A si indica il valore comune dei momenti d’inerzia di C
rispetto
aqualsiasi
retta per O.4. Precessioni
regolari
nel casogiroscopico.
Utilizzando anche
l’integrale (3.4) possiamo
determinare tutte leprecessioni regolari,
dinamicamentepossibili,
ad asse diprecessione
verticale e con asse di
figura
coincidente con l’assegiroscopico.
Poniamo
ove v è la velocità di
precessione, p
la velocità di rotazionepropria
il versore dell’asse
giroscopico
che orientiamo come0~3.
Sostituendo la
(4.1)
nelle(1.2),
ed eliminando pureé
dallaprima
equazione,
si ottieneDopo qualche sviluppo,
la(4.21) può
scriversi cosDa
questa
segueossia
Dalla
(4.4’)
discende chePoichè H e c sono invariabili in
8,
mentre k variarispetto
ad89
segueTenendo conto di
questa
e dellecomponenti di 1p,
si haSostituendo in
(4.3),
si ottieneSi noti la
completa analogia
della(4.8)
con le ben noteequazioni
checaratterizzano le
precessioni regolari
nel caso delgiroscopio pesante.
Si
può
soddisfare la(4.8) ponendo
Premesso
ciò,
la ricerca delleprecessioni regolari
soddisfacenti le equa- zioni(1.2)
nonpresenta
alcunadifficoltà;
lecomponenti
di w, c ed H siesprimono
elementarmente in funzione deltempo.
Concludiamo che le
precessioni regolari
di ungiroscopio pesante, quando
si tiene pure conto delle forze diCoriolis,
sonopossibili
soloai
poli
dell’asse terrestre.Manoscritto pervenuto in redazione il 6