R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
P AOLO S ALMON
Sulla fattorialità delle algebre graduate e degli anelli locali
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 41 (1968), p. 119-138
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GRADUATE E DEGLI ANELLI LOCALI
PAOLO SALMON
*)
Introduzione.
Una redazione
provvisoria
diquesto
lavoro era stata fatta stam- pare a Genova inpoche copie
neiprimi giorni
delluglio
1964(cfr.
[9]).
Ho atteso moltotempo
apresentare
il lavoro per lapubblica-
zione su una
rivista,
nella speranza diaggiungere qualche comple-
mento ai risultati ottenuti. Tuttavia ho ritenuto
opportuno pubbli-
care a
parte
ilpiù importante
dei due nuovi risultaticonseguiti (cfr. [10]),
consistente in uncontroesempio
a unacongettura
di Sa-muel sulla fattorialità
degli
anelli localicompleti
cheriproduco
soloparzialmente
nelpresente
lavoro : cfr.l’esempio
1 del n°4 ;
comparecos ,
inquesto lavoro,
un unico risultato non incluso nellaprima
redazione : si tratta
precisamente
del teorema 3. Per il resto la pre- sente redazione non differisce di molto dallaprimiti,va ;
ho tuttaviadovuto tener conto che un risultato relativo
agli
anelli locali della formak [[X, Y, Z~J / (Z2 -~- X 3 + Ym) (cfr. l’esempio
2 del n°4),
cheallora si
presentava
con carattere dinovità,
è ora assorbito dai ri-sultati di
Scheja, Brieskorn,
ecc.(cfr. [3], [14], [15]).
Nella
prima parte
diquesto
lavoro(n° 2)
mi sonoproposto
diestendere
agli
anelli fattorialiA,
che sianoalgebre graduate
su uncorpo oppure anelli
locali,
laseguente proprietà
stabilita in[1]
perl’algebra
dipolinomi
A = 1£[Xo ,
... ,Xn]
in n+
1 indeterminate :‘) Lavoro eseguito nell’ambito del Comitato Nazionale per le Scienze Mate- matiche del C. N. R.
Indirizzo dell’A. : Istituto Matematico -Via L. B. Alberti, 4 16132 Genova.
« condizione necessaria e sufficiente
perchè
una forma irriducibile omogenea di A sia contenuta in un idealeperfetto
di altezza 2 nonprincipale
modulof
è chef
possa scriversi come determinante omo-geneo d’ordine s
h 2
».La
generalizzazione
voluta è espressa dal teorema1,
in cui siè inoltre
supposto
che l’anello fattoriale A sia diMacaulay. Se,
tut-tavia,
siprescinde
daquesta ipotesi,
molteproprietà parziali
restanovalide,
come è stabilito nelle varieproposizioni
cheprecedono
1’e-nunciato del suddetto teorema.
Nel n° 3 viene indicata una
applicazione geometrica
del teore-ma
1,
nel caso in cui A sia l’anello delle coordinate di unaparti-
colare varietà intersezione
completa
di unospazio proiettivo
conn ~
4 ;
insostanza,
si ottiene un’estensione alle varietà intersezionecomplete
di unaproprietà
stabilita in[1]
per leipersuperficie (cfr.
[1],
n°10).
Inparticolare
si verifica che certe varietàintersezioni complete
contenenti intersezioni noncomplete
hanno unluogo
sin-golare (di
codimensione3),
come risulta da un nototeorema,
sta-bilito da Lefstchetz sul corpo
complesso
egeneralizzato
da Grothen- dieck ad un corpo di caratteristicaqualunque (cfr. [4], Exposés
XIe
XIII).
Come
applicazione
del teorema 1agli
anelli locali ho conside-rato,
nel n°4, gli
anelli deltipo k [[X, Y, Z J] / ( f )
dove k è un corpo,X, Y, Z
sono indeterminate su k ef
è della forma Z2-~-
~3-f-
con
F ( Y) E Y 1~ [[Y J]. Questo tipo
diapplicazione,
che ha permesso di ottenere ilgià
citatocontroesempio
alla fattorialitàdegli
anelliA
[[T]],
con Acompleto
efattoriale, può probabilmente
essere an-cora
sfruttato ; qui
mi son limitato aritrovare,
comeesempio,
deirisultati stabiliti da
Scheja
in[14].
Lapossibilità
di ottenere nuovi risultati pergli
anelli deltipo
suddetto sembra confermata dal teo-rema 3 del che dà una condizione sufficiente
piuttosto signi-
ficativa
perchè
un anello A[[T]],
con Acompleto,
sia fattoriale.Nel n°
6, infine,
hoapprofondito
alcune considerazioni relative ailegami
tra fattorialità ed idealiperfetti,
fatte da Samuel nella nota[9].
Le mie osservazioni confermano ulteriormente l’esistenza el’importanza
diquei legami,
che sonoperò più riposti
diquanto
possa
apparire
aprima vista ;
inquesta
direzione restanoaperti
vari
problemi
che nonappaiono
di facile soluzione.n. 1. Tutti
gli
anelli che consideriamo sono commutativi e dotati di elemento unità.Supporremo inoltre,
peruniformità,
che tuttigli
anelli in
questione
sianonoetheriani,
anche sequalche
risultatoiniziale
(per esempio
laproposizione 1)
è valido per anelli non noe- theriani.La
terminologia
concernente le nozioni che occorreranno nelseguito
nonè, purtroppo,
ancoraunificata,
ed abbiamoperciò
rite.nuto
opportuno
richiamarequalche
definizione di altri autori accantoa
quelle
da noi adottate nelpresente
lavoro.Diremo che
gli elementi a, , a2 , ... ,
am di un anello A formanouna
A-successione,
se ai non è divisore delle 0 inA/(a1’’’.’ ai-l),
per
ogni i (1 c i ~ 1n).
Se a
è un ideale di un anelloA,
chiameremogrado
di e lodenoteremo
gr (a),
il massimo numero di elementidi a
formantiuna A-successione. Secondo altre
notazioni,
usateperò
inprevalenza
per moduli su un anello
locale,
ilgrado
di a si indica conprof.
A(a-profondità
diA)
oppure concodh,
A(a-codimensione
omolo-gica
diA).
Indichiamo con h
(a)
l’altezza(o rango)
di un ideale a.Inoltre,
se M è un
A-modulo,
indichiamo condhA (M)
la dimensione omolo-gica
di tl su A.Se a
è un ideale di un anello A si ha sempre gr(Ala).
Diremo che l’ideale a è
perfetto
se gr(a)= dhA (A/a) .
Taledefinizione
posta
da Rees in[8] generalizza
la classica definizione diMacaulay.
Diremo che A è un anello di
(più propriamente
do-vremmo dire « localmente di
Macaulay »),
se sono soddisfatte leproprietà equivalenti :
(a)
h(a)
= gr(a),
perogni ideale a
dell’anelloA ~
(b) ogni
idealegenerato
da una A-successione è puro(cioè,
isuoi ideali
primi
minimali hanno la stessaaltezza).
Altri autori chiamano
gli
anelli diMacaulay (locali
omeno)
neiseguenti
altri modi : anelli diCohen-Macaulay,
anellisemiregolari.
Vale
questa
notaproprietà :
in un anello diMacaulay ogni
ideale
perfetto
è puro(cfr.
ad es.,[8],
Theorem3.2).
Ricordiamo ancora che un anello noetheriano
integro
A è fatto.riale se e solo se
ogni
idealeprimo
di altezza 1 di A èprincipale
da ciò segue facilmente che A è fattoriale se e solo se
ogni
idealepuro di altezza 1 di A è
principale.
n. 2. Ci
proponiamo
anzitutto di dimostrare laseguente
PROPOSIZIONE 1. Siano A un anello
fattoriale,
s un intero ~ 2... , a, elementi di A
formanti
un sistema minimale digeneratori
per
l’ideale a
=... , a,)
A. Sia g~ : Aa --~ Al’omomorfismo
dato da :8
(bi ,
... ,bs)
-.bi
ai(bi
EA,
1 iC s),
esupponiamo
che Ker 99 siai=j
un A-modulo libero. Allora esiste una matrice ad s 1
righe
ed scolonne
formata
da elementi non invertibili inA,
tale che i minori d’ordines - 1
presi
con segnoalterno,
sonorispettivamente eguali
adai , ... , a18.
precisamente,
indicato conDi
il minore ottenuto da Mtogliendo
la i-esiinacolonna,
si ha : ai =(- 1)i Di .
Osserviamo subito che
possiamo
limitarci a dimostrare la pro-posizione
nel caso in cuigli elementi a, ,
... , as sianocoprimi.
Postoinfatti d = m. c, d.
(ai’
... ,gli
elementi d-1 a1 , ... ,d-1 a,
verifi-cano le
ipotesi
dellaproposizione ; onde,
se per essi vale latesi, questa
è di conseguenza valida anche per come si veri- fica immediatamente.Ciò premesso, consideriamo A immerso nel suo corpo dei quo-
8
zienti .g.
Sia :
K8 - K l’omomorfismo dato da ... ,c8)
i=
Si ha allora A8 c K8 e Ker g c
Ker p K;
si
può quindi
osservareche,
se&~) ~...
sono un numero finito di elementi di Ker cp linearmenteindipendenti
suA,
essi sono linear-mente
indipendenti
anche su g. Risulta intanto da ciò che il mo-dulo libero Ker g è di
tipo
finito e di dimensione -1,
inquanto Ker y
è unospazio
vettoriale di dimensione s 1. D’altraparte
siriconosce subito che una base di
Ker g
su A è anche una base diKer y
suK~
edunque
Ker g ha dimensione s - 1.Indichiamo con
b(1) = ... , ... , b8-1> = ... ,
b8_1, s)
una base di Ker g~.Osserviamo che i
bij
sono tutti elementi non invertibili diA, perchè
8
si = 0
(i
=1, ... ,
s -1) ed al
... , acs sono un sistema mi- j=1nimale di
generatori
di a. La caratteristica della matricevale manifestamente 9 - 1. Gli elementi ... , as risultano allora
proporzionali
in .g aiminori Bi
=(- 1 )~ Ni ,
ygli N~
essendo ottenuti da N per omissione dellacolonna i-esima,
inquanto
las-upla
s
(ai’ ... , a8)
è una soluzione non nulla del sistema lineare Z = 0.j=1
Si ha
dunque
in = éBi (e
Eg,
1C. i ~ s),
e sipuò
scriveree =
uiro
con u, vappartenenti
ad A ecoprimi. Valgono
allora le re-lazioni vai =
uBi ,
da cui risulta subito che u è invertibile inA,
in
quanto
abbiamosupposto
... , as sianocoprimi.
Se mostria -mo che anche v è invertibile in
A,
il nostro asserto saràprovato, prendendo
per M la matrice che si ottiene da Nmoltiplicando gli
elementi di una sua
riga
per UV-l.Supponiamo
che v non sia invertibile e sia w un fattore irri- ducibile di v. Posto A =A/(w),
sia r l’omomorfismo canonico A ~.A ;
se
a E A, poniamo analogamente a = z (ac).
Si ha allora v = 0 equindi Bi
= 0 perogni
i.Immergiamo
A nel suo corpo deiquozienti
Ke consideriamo l’omomorfismo a : K8-1 -~
K8 ,
dato dalle relazioni :Esiste
allora,
i minoriBi
essendonulli, una s
-1-upla
non nulla... , Ker a e si
può
supporre : gi E A perogni
i. Se allora gi E A sonodegli
elementi che rilevano i gi ~ esistonodegli
elementici E A.
per cui vale laseguente
identità diprodotti
matriciali :... , g8-l) N
= w(c1 ~ ... , cs). Moltiplicando
a destra per(a1,
... ,a~)-1,
8
si ottiene Z Ci ai =
O,
onde(c1 ... , cs)
E Ker g. Esistono alloradegli
ip
elementi
d1 , ... ,
in A tali che(c1 , ... , cs)
=(di ,
... , da cui risulta(g,
- ... , - N = 0. Ma Ker qJ è un A-mo- dulolibero
ne segue gi -wdi
= 0(1 C i ~ s)
equindi g;
= 0 :assurdo.
Ci interessano le
applicazioni
dellaproposizione
1 nel caso incui l’anello A verifica una delle due
seguenti
condizioni :1)
A è un anellolocale,
2)
A èun’algebra graduata
su un corpo, vale a dire A = _Y dove la somma è diretta eAo
è un corpo.COROLLARIO. Se A
verifica
la condizione2)
e segli
elementiai , ... , as sono
omogenei, gli
elementibij
della matrice M possono es-sere scelti
omogenei,
digrado positivo
e tali dasoddisfare
altres aqueste
condizioni diomogeneità :
indicato con rij ilgrado
dibij (1 à
-
1, 1 e j C s)
efissate
comunque duerighe i,
h e due co-lonne
j,
k diM,
si ha : rij+
rhk = rhj+
rik ·Il corollario segue da fatti ben noti concernente le
algebre
gra- duate k[Xo ,
... ,X,,] (Xi indeterminate)
e dallapossibilità
di estendere la loro validità al caso2).
Sipuò consultare,
inproposito, [5], 151,
p. 185 e
[11],
Ch. V.DEFINIZIONE. Una matrice M si dice omogenea se i suoi ele- menti sono
omogenei
e soddisfano le condizioni diomogeneità poste
sopra per i minori del secondo ordine
(estendibili
allora in modo ovvio ai minori di ordinequalunque).
OSSERVÀZIONE. Facciamo adesso alcune considerazioni sull’ideale a = ... ,
as)
che compare nell’enunciato dellaproposizione
1. Dalfatto che Ker w è un modulo libero si trae che dh
(A/a)
= 2.Proviamo che se
gli
elementi a1 , ... , as sonocoprimi
si hagr
(a) ~ 2 ;
ciò segue immediatamente dalLEMMA 1. ~Siano A un anello
fattoriale,
un ideale non conte-nuto in alcuni ideale
principal.
Si ha allora gr(a)
> 2.Le
ipotesi
ammesse per Aed aimplicano
infatti che h(a)
h 2.Se fosse gr
(~.)
=1,
esisterebbe unideale p primo
minimaledi a
tale che h
(p)
¿ 2 e gr(p)
= 1(cfr. [7],
th. 3.4.) ; P
conterebbe a sua volta un idealep’ primo
e di altezza1, dunque principale.
Po-sto
p’
=(a),
sia b un elementodi p
nonappartenente
ap’ ;
alloragli
elementi a, b sonoin p
e formano unaA-successione,
ondegr
(p)
> 2 : assurdo.COROLLARIO. Se
gli
elementi a1 , ... , as sonocoprimi,
l’idealea =
... , as) soddisfacente
alleipotesi
dellaproposizione
1 è per-fetto
digrado
2.Dall’osservazione
precedente
e dal lemma 1 si trae dh(Ala)
=- 2 gr
(~) ; quindi
valendo sempre ladiseguaglianza
gr(a)
~e dh si ha l’asserto.
D’altra
parte
vale anche ilLEMMA 2. = 9 ...
as)
un idealeperfetto
digrado
2 del-l’anello
A ;
sia g~l’omomorfis1no definito
nellcc prop. 1. Se Averifica
la condizione
1),
oppure se Averifica 2)
ed ... , 2 a, sonoomogenei,
si ha : al, ... , a, sono
coprimi
eKer 99
è libero.Se gr
(a)
=2,
al , ... , as sono evidentementecoprimi. Se a
èperfetto
si ha dh(A/a)
= 2 equindi Ker p
è un moduloproiettivo
di
tipo finito,
che ègraduato
se A verifica2)
ed a, 9 ... , as sonoomogenei.
Allora Ker 99 è liberoperchè :
un A-modulo ditipo
finitosu un anello locale è
libero ;
un A-modulograduato
ditipo
finitosu
un’algebra graduata
su un corpo è libero(cfr. [11],
Ch.V,
théor.3).
COROLLARIU 1. ~Se
gli
elementi ... , as sonocoprimi
e se Averifica 1),
oppure Averifica 2)
ed ai , ... , as sonoomogenei, l’ipotesi
« Ker p
è libero » della prop. 1può
sostituirsi è un ideale digrado
2 » .COROLLARIO 2. Siano A un anello
fattoriale verificante
la con-dizione
1) (risp.
la condizione2)), ~
un ideale(risp.
un ideale omo-geneo) perfetto
digrado
2 ed a1 , ... , a,s un sistema minimale di gene- ratori(risp. generatori omogenei)
esiste una matrice M a elementi non invertibili
(risp.
unamatrice M
omogenea)
ditipo (s 1, s)
tale chegli
ai sonoeguali
aiminori d’ordine massimo di M
presi
con segno alterno.D m. Il corollario 1 è conseguenza del corollario al lemma 1 e
del lemma 2. Il corollario 2 segue dal
corollario 1,
dallaproposi-
zione 1 e dal suo corollario.
.
OSSERVAZIONE II. Se A è un anello di
Macaulay
si ha h(a)
== gr
(a)
perogni ideale a
diA ;
se inoltre A è strettamente diMacaulay (cioè,
tuttigli
ideali massimali di A hanno la stessa al-tezza)
vale la relazione h(a) +
dim(A/a)
=dim A,
dove la dimen-sione è intesa nel senso di Krull. Ritroviamo
cos ,
come caso par- ticolare del corollario la ben notaproprietà :
l’ideale di una varietà(n
-2)-dimensionale perfetta
dellospazio proiettivo
P~ ègenerato
dai minori di ordine s - 1 di una matrice di
tipo (s
-1, s) (èfr. [5],
p.
155).
PROPOSIZIONE 2. Siano A un anello
fattoriale verificante
la con-dizione 1
(risp.
la condizione2)), ~
un ideale(risp.
un ideale omo-geneo
Inerfetto
digrado 2). f
un elemento non invertibile di A(risp.
un elemento omogeneo digrado positivo)
taleche a
non siaprincipal
modulof.
Alloraf
è il determinante di una matrice qua- drata ad elementi non invertibili(risp.
matricequadrata omogenea)
di2.
Nella dimostrazione ci riferiamo al caso
1 ),
cioè A èlocale ;
nelcaso
2)
la dimostrazione si adatta in modo ovvio.DIM. Sia a1 , ... , a$ un sistema minimale di
generatori
delloideale a.
8
Si
può
scriveref ove bi
E A(1
D’altraparte,
i=l
in virtù del corollario 2
precedente,
si ha anche(-
iDi
essendo i minori d’ordine massimo di una matrice M di
tipo (s
-1, s)
ad elementi non invertibili. Posto allora :
b8j
.-(- 1)8 bj (1 ~ j
Cs),
si
può completare
la matrice M = con una s-esimariga
costi-tuita
dagli elementi b,,j,
y in modo che la matricequadrata
d’ordine scos ottenuta e che
possiamo
indicare ancora con sia tale chef
= det Nel caso in cui tuttigli elementi b,,j
siano non invertibili la tesi èprovata.
Nel caso in cui almeno unelemento bj
sia in-vertibile,
si possonoaggiungere
alleprime s
- 1righe
della matriceopportune
combinazioni dell’ultimariga,
in modo daesprimere f
come determinante d’ordine s - 1 a elementi non invertibili(si
osservi infatti che nelle
ipotesi supposte
per~1~
combinazioni di elementi non invertibili dànnoluogo
a elementi noninvertibili).
Basta allora provare che nell’ultimo caso si ha s
>
2. Se infatti fossef
con, adesempio, b1 invertibile,
si avrebbe(al a2)
=( f, a2)
el’ideale a
risulterebbeprincipale
modulof,
control’i potesi.
La
proposizione seguente
ed i suoi corollari invertono in uncerto senso, i risultati
precedenti.
PROPOSIZIONE 3. Siano A un anello
fattoriale,
M una matricedi
tipo (s
-1, s) ad
elementi in A.supponiamo
che i minori di or-dine massimo
D1 , ... , Ds
di M sianocoprimi
egenerino
un idealeproprio
a. Allora a è un idealeperfetto
digrado
2.Sappiamo,
in virtù di un classico teorema diMacaulay,
gene-ralizzato da Northcott e
Eagon (cfr. [4],
theorem2),
che si ha sempre gr(a)
-(s - 1) +
1 = 2 eche,
se vale il segnod’eguaglianza,
l’ideale a è
perfetto.
Concludiamo allorache a
è un idealeperfetto
di
grado 2,
in conseguenza del lemma 1 edell’ipotesi
che i gene- ratoridi a
sianocoprimi.
COROLLARIO 1. Siano A un anello
fattoriale ed f
un elementoirriducibile di A che possa scriversi come determinante d’ordine s
~ 2
ad etementi in A :f =
Det(1 C i, j s) Supponiamo
che esista.una
riga (o colonna)
della matrice(bij)
i cui elementiappartengono
al radicale di A e i cui minori
complementari Di generino
un idealeproprio.
Allora
l’ideale a
= 9 ***Ds)
èperfetto
digrado
2 e non èprincipale
modulof.
Sia,
adesempio, b11, ... , bls
lariga
della matrice soddisfa- ciente alleipotesi
delcorollario ; supponiamo
inoltre che i minoricomplementari D1 ~ ... , D$
sianopresi già
colproprio
segno. Si has
blj _Dj
e Ciò mostra chegli
elementiD1 , ... , .D8
sonoj=1
coprimi,
altrimentif
sarebberiducibile,
ibl~ appartenendo
al radi-cale di A.
Segue
allora dallaproposizione
che a è un ideale per- fetto digrado
2.Supponiamo
ora che a siaprincipale modulo f .
Esiste alloraun elemento a E A tale che
~. --- ( f, a) ;
valequindi
una relazionedel
tipo
Poichè f
è irriducibile in A e tuttigli
elementi di1-f - (bll , ... , bl$)A
sono
invertibili,
se segue a= f ed a
èprincipale :
assurdo.In modo del tutto
analogo
si dimostra anche ilCOROLLARIO 2. Sia A un anello
fattoriale verificante
la condi-zione
2).
Siaf
un elemento irriducibile omogeneo digrado positivo
che possa scriversi come determinante omogeneo :
f
= Det(bij)
coibij omogenei
e digrado positivo.
Allora i minoricomplementari
di unaqualunque riga
o colonna di(bij)
generano un idealeperfetto
digrado 2,
nonprincipale
modulof.
Siamo adesso in condizioni di enunciare il
seguente
teorema1,
che
generalizza
laproprietà
stabilita in[1]
e richiamata nel secondo capoverso dell’introduzione.TEOREMA. 1. Siano A un anello
fattoriate
diMacaulay verificante
la condizione
1) (risp.
la condizione2))
edf
un elemento non inver-tibile
(risp.
omogeneo digrado positivo)
e irriducibile.Condizione necessaria e
sufficiente perchè
inA/( f )
esista un ideale(risp.
un idealeomogeneo)
di altezza 1 nonprincipale,
la cui imma-gine
inversa in A sia un idealeperfetto,
è chef
possa scriversi come determinante a elementi non invertibili(r18p. omogeneo)
d’ordine s > 2.DIM. Se infatti in
A/( f )
esiste un ideale nonprincipale
di altezza1 a tale che la sua
immagine
inversa a in A sia un ideale per-fetto, a
risulta un ideale di altezza2, quindi
digrado
2(osserva-
zione
11)
e nonprincipale
modulof ;
alloraf
è un determinante deltipo
voluto in virtù dellaproposizione
2. Viceversa sef
è undeterminante del
tipo menzionato, f
è contenuto in un ideale per-fetto a
digrado
2 nonprincipale mod f
in virtù dei corollari allaproposizione 3 ; l’immagine
di a inA/( f )
è evidentemente nonprin-
cipale.
OSSERVAZIONE. Un anello
A/( f )
soddisfacente alle condizioniequivalenti
espresse nella tesi del teorema 1 non è certamente fat-toriale,
inquanto
contiene un ideale puro di altezza 1 nonprinci- pale.
Il teorema 1 caratterizzadunque
certi anelli non fattoriale deltipo A/( f ).
n. 3. Ci
proponiamo
adesso di estendere a certe varietà inter- sezionicomplete
ilprocedimento seguito
in[1 J,
no 10 con cui sistabilisce l’esistenza di un
luogo singolare
per leipersuperficie
dellospazio proiettivo
Pn(n > 4)
contenenti intersezioni noncomplete perfette.
Sia A = k
[Xo ,
... , l’anello delle coordinate di uno spa- zioproiettivo
Pn su un corpo k.Consideriamo una varietà intersezione
completa 1Th
di dimensioneh ~
3,
definita da un ideale ... , diA,
e soddisfacente aqueste
condizioni :(a)
la varietàVh+i
definita dall’ideale(al ,
... , contiene solo intersezionicomplete (di
con unaipersuperficie) ;
(b) Vh
contiene un’intersezione W noncompleta
e W è per- fetta relativamente a in altreparole
l’anello(anello
delle coordinate di contiene un idealeperfetto
di al-tezza 2 non
principale
moduloSi ha allora il
TEOREMA 2. Sia
Vh
una varietà intersezionecompleta
per- cuivalgano
le condizioni(a)
e(b). Esiste
allora un sistemac minima,le digeneratori
dell’ideale diVh
contenente unacforma
chepuò
scriversicome determinante omogeneo d’ordine s ~ 2. In
particolare Vh
ha unluogo singolare
di cod mensione 3.Si
può, infatti,
in virtù del teorema 1 e delleipotesi (a), (b),
scrivere an_h
(immagine
di inA)
come determinante omogeneoa elementi in A d’ordine s ~ 2. Risalendo in
A,
si ha ==
f mod (al ,
... , dovef
è un determinante omogeneo di A d’ordine s > 2. Ne seguedonde la
prima
asserzione del teorema.Sappiamo
chef
ha unluogo singolare
di dimensione > n 4(cfr. [1~,
n°10);
allora la varietà definita dall’ideale(all,...
ha un
luogo singolare
di dimensioneh n - 4
-- (n
- h -1)
= h - 3. Ciò termina la dimostrazione del teorema.Abbiamo
dunque
verificato per le varietàVh
soddisfacenti alle condizioni(a)
e(b)
la validità del teorema di Lefschetz-Grothendieck cheasserisce, più generalmente,
l’esistenza di unluogo singolare
di codimensione C 3 per
ogni
intersezionecompleta Vh
contenenteintersezioni non
complete.
Sarebbe
auspicabile poter togliere
le restrizioni(a)
e(b)
e di-mostrare
pienamente
per tale via il suddetto teorema di Lefschetz- Grothendieck. Restanoperò
da superare grossedifficoltà,
forsedovute ad una insufficienza
degli
strumenti di teoriadegli
idealinello studio di certi
problemi geometrici.
n. 4.
Vogliamo
adessoapplicare
il teorema 1 al caso in cui A è un anello di serie formali lc[[X, Y, Z]]
con k un corpo ; come ve- dremo sipuò giungere
a dei risultati di fattorialità perparticolari
anelli di dimensione 2 che sono stati studiati con altri metodi da vari autori. Poichè i metodi usati da Brieskorn
(cfr. [3])
relativa-mente al corpo
complesso (o
ad un corpoalgebricamente chiuso)
siestendono a tutti
gli
anelli locali di dimensione 2 che sono quo- zientidi C [[1 ,
... ,Xn]]
egiungono
a risultatidefinitivi,
il metododa noi
seguito può
dare risultatiapprezzabili
solo nel caso dicorpi
non
algebricamente
chiusi.Ed infatti il risultato
più
notevole(cfr.
il successivoesempio
1 :controesempio
alla fattorialità di A[[T]],
con Acompleto)
è statoottenuto relativamente a un corpo base
k(U):
corpo delle funzioni razionali in una indeterminata IT su un corpo basequalsiasi
k.Premettiamo un lemma che estende
agli
anelli localiregolari
una nota
proprietà degli
anelli dipolinomi.
LEMMA 3. Tn un anello locale
regolare
di dimensione nogni
ideale altezza n - 1 è
perfetto.
L’asserto è
equivalente
aquesto : Ala
è un anello diMacaulay
(cfr. [8],
theorem5.4).
MaAla
è un anello locale di dimensione1,
in cui l’ideale nullo non ha
componenti immerse, dunque
è di Ma-caulay (cfr. [16], Appendix 6, exemples).
Dal lemma 3 e dal teorema 1 segue allora il
COROLLARIO. Sia A un anello locale
regolare
di dimensione3, f
un elementoprimo
di A. Leseguenti
condizioni sonoequivalenti :
(a) A/( f )
non èfattoriale,
(b) f
sipuò
scrivere come determinante d’ ordine s ~ 2 ac ele- menti non invertibili.Applicheremo
l’ultimo risultato ottenuto allo studiodegli
anelliA = k
[[X, Y, Z]]/( f )
dove k è un corpo ef =
Z2-f- X3 + F (Y),
avendo indicato con F
(Y)
un elemento non invertibile dell’anello k[[Y]].
’Si ha in
proposito
laseguente
PROPOSIZIONE 4. Sia k un corpo ; sia
f
un elemento dell’anello k[[X, Y, Z ]]
dellaforma f
= Z2+ X3 +
F(Y)
con F(Y)
E Yk[[ Y]].
Allora l’anello A = k
[[X, Y, ZJJ/( f )
èfattoriale
se e solo sel’equa-
zione z2
+
x3+
F(Y)
0 non è risolubile con z, x E Y k[[ Y]].
1
Dal corollario al lemma 3 risulta che
A/( f )
è fattoriale se esolo se
f
nonpuò
scriversi come determinante di ordine s > 2 ad elementi non invertibili.Supponiamo
chef
sia un determinante di ordine s ; si ha ne- cessariamente s = 2 inquanto
la forma inizialedi j
è di secondogrado.
Postoe considerando
gli
elementia, b,
c, d come serie in Z si vede subito che almeno una delleserie,
sia a, ha ordine ridotto(rispetto
aZ) eguale
ad 1. La serie a èquindi
associata per il teorema di pre-parazione
di Weierstrass ad unpolinomio
diprimo grado in Z,
acoefficienti in k
[[X, Y]] ; conglobando
un suo eventuale fattore in- vertibile nella serie d sipuò quindi
supporre che sia a = ao+ Z,
con
ao E (X, Y) k ~~~, Y JJ. Inoltre,
se la relazioneY]]) esprime
la divisione di b per a,possiamo aggiungere
alla secondacolonna del determinante
(1)
laprima moltiplicata
per - q e sup-porre
quindi
che sia b E(X, [[X, Y]]. Analogamente
sipuò
sup- porre c E(X, Y)
lc[[X, Y]].
Poniamo ora
d=do -+- d2Z2
--j- ... (di
Ek [[X,
=0,1, 2, ...).
Il confronto dei due membri di
(1),
considerati comepolinomi
in Zconduce alle relazioni :
Si ha
allora d2
= -ao d3
=aó d4 = - aó d5
= ... equindi 00
2onde
d2 =
0 per il teorema dell’intersezione di Krull.Analogamente
si ha per
ogni n h 3.
Indefinitiva,
dalle(2)
risulta:d=-ao+z.
Dalla
(1)
si ottiene allorada cui
Adesso si
può
osservareche,
considerando c come serie inX,
risulta dalle 3 che uno dei dueelementi b,
c,supponiamo b,
è una serie di ordine ridotto
eguale
ad 1.Ripetendo
considerazionianaloghe
aquelle
svolte inprecedenza possiamo
supporre che sia : b= bo + X, bo E Y]],
ao E YkI[ Y ~J.
Posto allona - c = co-f -
C2X 2 +
... con[[ Y Il (i
=0, 1, 2, ...)
si hanno le relazioni :Si prova
poi,
come sopra :Dopo
ciò si ha dalla(3) :
e
quindi, ponendo
Viceversa,
è facile vedereseguendo
ilprocedimento inverso,
chel’esistenza di x, z soddisfacienti alla
(4)
conduce a scriveref
nellaforma
(1).
Ciò prova laproposizione
4.Come
applicazioni
dellaproposizione
4 considereremo due esem-pi
notevoli.ESEMPIO 1.
(Esistenza
di un anello loca-lecompleto fattoriale
Atale che A
[[T]]
non èfattoriale).
Siano k un corpo, U un’indeterminata su
k, f
= Z 2-~-
X 3+
Uy6.In tal caso
l’equazione (4)
diventa z2-f- x3 -~- Uy6
=0 ;
sequesta
è
risolubile, può
certoporsi
z = y3 v, X = Y2 w(v,
w E k( U) [[ Y]])
equindi
si deve averev2+
w3 - - U con v, w E k(U).
Maquest’ultima equazione
non è risolubile(cfr. [10],
dimostrazione della prop.~) ;
di conseguenza l’anello A = k
(U) [[X, Y, Z]]/(Z 2 -f -
.X 3--+- Uy6)
veri-fica l’asserto
([10],
loc.cit.).
L’esempio seguente
dà un risultato sostanzialmente contenuto nel lavoro[14]
di G.Scheja.
ESEMPIO 2. Sia k un corpo. Sia
f
un elemento dell’anello k[[X, Y, Z ]]
dellaforma f =
Z 2-~-
X3 - Y m(m
intero ~2).
SiaA = k
[[X, Y, Z]]/( f ).
Allora :1)
A èfattoriale
se m = 5.2)
A non èfattoriale
sem ~
5.Alla dimostrazione dell’asserto conviene
permettere
ilLEMMA 4. Siano k un corpo, A . = k
[[ X ]],
a un elemento appar- tenente all’ideale massimale(X)
di A. ~’i ha allora :(a)
se la caratteristica di k è diversa da2,
esiste in A unaradice
quadrata
di 1-f -
a(b)
se la caratteristica di k è diversa da3,
esiste in A unaradice cubica di 1
-E-
a.Si vede facilmente che
possiamo
limitarci a dimostrare il lemma nel caso in cui a = X.Posto,
nel caso(a),
1-+-
.~ _(1 + _Y
si determinanoi2:1
gli
elementiincogniti
ai,risolvendo,
perricorrenza,
delleequazioni
del
tipo 2h ai =
c dove h è un interopositivo
e c E k.Analogamente,
nel casoposto
1-~-
.~’ =(1 +
I siiW 1
determinano
gli
ai medianteequazioni
deltipo 3h ai
= c.Il lemma è cos dimostrato.
°
Dimostriamo ora il nostro asserto
(ovvio,
per ~n =2, 3, 4).
Sitratta di
vedere,
a norma dellaproposizione 4,
se12equazione
è oppure non è risolubile.
Sia
m ~
6. Se allora k è un corpo di caratteristica diversa da2,
si risolve la
(5) ponendo
x - - Y2 e determinando di conseguenza z, a norma del lemma4, (ac). Se, invece, k
è un corpo di caratteri- stica2,
si risolve la(5) ponendo z
= y3 e determinandoquindi
x, anorma del lemma
4, (b).
Se, infine,
m =5,
è facile convincersi chel’equazione (5)
nonè risolubile.
n. 5. Il risultato che proveremo in
questo
numero(teorema 3)
è strettamente
legato all’esempio
1 del numeroprecedente,
ma vieneconseguito
in modo del tuttoindipendente
dalle premesseposte
nel n° 2 delpresente
lavoro. Si tratta di unaproprietà
relativa allafattorialità
degli
anelli localicompleti
a cui siperviene
servendocidi
proprietà
che mettono in relazionegli
anelli noetheriani coi lorocomplementi m-adici.
TEOREMA 3. Siano A un anello locale
completo
efattoriale,
lnl’ideale massimale di
A,
T una indeterminata suA9 8
l’insieme molti-plicativamente
chiuso dellepotenze
di T. Se ilcompletamento
dell’anelloA [[T]]s per la topologia
m A[[T]]s-adica
èfattoriale,
l’anello A[[T]]
è
fattoriale.
DIM. Basta dimostrare che l’insieme
1 -~- n1A (~ T J]s
ègenerato
da elementi
primi.
Infatti l’anello A[[T]]s
risulterà allora fattoriale in virtù di un teorema diMori-Nagata (cfr. [13],
Ch.IV,
theor.10),
Ma l’insieme
moltiplicativo 8
ègenerato
da T che èprimo
in A[[T]];
allora la fattorialità di
A [[T]]s implicherà quella
diA [[T J~
per unnoto teorema di
Nagata (cfr.
ad es.[13],
Ch.III, théor. 5).
Si
può
osservare cheogni
elemento non invertibile di 1+ -f- mA [[T]]s è,
a meno di un fattoreinvertibile,
una serie dell’anelloA [[T J]
di ordine ridotto nonnullo;
tale serie èdunque associata,
in virtù del teorema di
preparazione (cfr. [2], § 39
no8),
ad unpolino-
mio
« privilegiato » (con privilegiato
si intende che l’unico monomio avente coefficiente invertibile èquello
digrado massimo ;
in francese :«
distingué »).
Bastaperciò
provare cheogni polinomio privilegiato
è
prodotto
di fattoriprimi. Ora, quest’ultimo
fatto è conseguenza di unragiouamento
standard fondato sulla fattorialità dell’anello A[T] ]
e sul teorema dipreparazione (si può
vedere adesempio
ilmodo con cui si conclude la dimostrazione della prop. 8 in
[2],
§, 3,
no9).
COROLLARIO. Siano k un
anello,
indeterminacte su k e sia k[[x1,
... ,zn~] il quoziente
di k[[X1,
... ,Xn]]
per un suo ideale.Si ha altorac : se
k (( T )) [[x1,..., xn~J 1)
èfattoriale,
anche kè
fattoriale.
DIM. Basta osservare che se 8 è il sistema
moltiplicativo generato
da
T,
ilcompletamento
dell’anello(k [[x1, ... , x~J] ~[T ]~)s rispetto
allatopologia (x1, ... , xn)-adica
è l’anellodal teorema si ottiene allora subito il corollario.
OSSERVAZIONE I. Il corollario
precedente
mostra che l’esem-pio
10 del n° 4 sarebbe caduto in difetto nel caso dell’anello A =- k ( Ú) ((T )) [(, ’, Z(Z2 -- X 3 -- ZTY6). Questo
fatto sipuò
con-trollare
direttamente ; cioè, l’equazione
v2-!-
w2= - U,
non risolu-bile
può
invece risolversi nell’estensione k(U) ((T )).
Cogliamo
1’occassione per notare chel’equazione
suddetta si risolve anche nel corpok (( Ú)) dunque
il corpo base haun’impor-
i) Con k ((T)) si intende il corpo delle frazioni dik [[T]]
ovvero il corpo delle serie formali di Lanrent (troncate a sinistra).tanza decisiva per la validità dei
controesempi
allaimplicazione
- -
A fattoriale
= A [[ T]]
fattoriale.OSSERVAZIONE II. Il corollario
precedente
assiemeall’esempio
2 del n° 4 mostra che se A k
[[X, Y, Z ]]/(Z2 + X3 + Y5)
l’anelloA
[[T J]
è fattoriale : è un casoparticolare
di un risultato stabilito daScheja
in[15],
Satz 4.n. 6. Terminiamo il lavoro con una osservazione
sugli
idealiperfetti
in relazione alla fattorialità. P. Samuel pone in[12],
n° 6la
seguente questione :
se A è un anello localeintegro
di Macau-lay
in cuiogni
idealeprimo perfetto
di altezza 1 èprincipale,
Aè fattoriale
Si dimostra
qui
mediante laproposizione 5,
che non sipuò rispondere
allaquestione
in modo affermativo.Anzi,
per dare larisposta negativa,
basta unesempio
di anello localeregolare
B didimensione 3 e di un elemento
f E
B tale che :B/f
èfattoriale, (B/f ) [[T]]
non è fattoriale.Ora,
1’esistenza diesempi siffatti,
con-fermata anche
dall’esempio
1 del n°4,
è stata stabilitaproprio
daSamuel nel 1959
(«
Onunique
factorisation domains » Illinois Jour- nal Math.1961).
PROPOSIZIONE 5. siano B un anello locale
regolare
di dimen-sione
3, f
un elemento di B tali cheB/( f )
èfattoriale
mentre A =- B [[T ~]/( f )
non èfattoriale.
Alloraogni
idealeprim o perfetto
dialtezza 1 di A è
principale.
DIM. Mostriamo anzitutto che
ogni
idealeprimo perfetto
dialtezza 2 di B
[[T]]
contenentef,
èprincipale
modulof. Infatti,
secos non
fosse,
sipotrebbe,
per il teorema1, scrivere f
come deter-minante ad elementi non invertibili in B
[[TJ~. Ma, allora, passando
al
quoziente
modulo(T)
sipotrebbe
anche scriveref
come deter-minante in B e
B/( f )
non sarebbe fattoriale. Assurdo.Sia