A NNALI DELLA
S CUOLA N ORMALE S UPERIORE DI P ISA Classe di Scienze
L EONIDA T ONELLI
Su gli integrali del calcolo delle variazioni in forma ordinaria
Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Scienze 2
esérie, tome 3, n
o3-4 (1934), p. 401-450
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IN FORMA ORDINARIA
di LEONIDA TONELLI
(Pisa).
In una bella
Memoria,
inserita inquesti « Annali »,
E. J. MCSHANE(i)
si èoccupato
dei teoremi di esistenza per il minimodegli integrali
curvilinei del Cal- colo delleVariazioni,
in formaordinaria,
aggiungendo,
aquelli già conosciuti,
notevolirisultati,
sia per il caso relativo allecurve
piane,
sia perquello
relativo alle curve di unospazio
ad un numeroqual-
siasi di dimensioni. Riattaccandosi ad un’ idea del LEWY
(2), Egli
ha associato adogni integrale
della forma(1)
un convenienteintegrale
in formaparametrica,
dallostudio del
quale
ha dedottoquanto
lo interessava relativamenteall’ integrale (1).
L’integrale
associato nonsoddisfa,
ingenerale,
alle condizionidegli integrali
informa
parametrica
che ordinariamente si considerano nel Calcolo delle Variazionie
pertanto
ilMCSHANE,
perraggiungere
il suo scopo, ha dovutopremettere
unlargo
studio del nuovointegrale introdotto,
ed ègiunto
cos apresentare
sottoun nuovo
aspetto
la teoria della semicontinuitàdegli integrali
sia nella formaparametrica
che inquella
ordinaria.I teoremi di esistenza per il minimo stabiliti dal MCSHANE escludono sistema- ticamente alcuni
tipi importanti
diintegrali : gli integrali quasi regolari
che nonsono
seminormali, quelli
la cui funzionef(x, y, y’) ha,
pery’-~
+ 00 e pery’-~ -
oo,comportamenti
diversi(ad esempio, f(x,
y,y’)
=cp(x,
equelli
neiquali
la
f(x,
y,y’)
ha la formacp(x, y) Y1
+y’2,
cony) dipendente
effettivamente dalla x.Ho voluto
perciò
esaminare anchequesti tipi
e sono stato cos condotto adiversi nuovi teoremi che mi sembra
rispondano
bene allo scopo.Di
qui
traeorigine
lapresente Memoria,
laquale
rielabora tutta la teoria rela-(1)
E,. J. MCSHANE : Exislence theorems for ordinarg problems of the Calculus of Varia- tions. (Annali della R. Scuola Normale Superiore diPisa,
Serie II, Vol. III (1934), pp. 181-211, 287-315).(2)
H. LEWY : Über die Methode derDifferenzengleichungen
zur Lósung von Variations- und Randwertproble2nen. (MathematischeAnnalen,
B. 98 (1927), pp. 107-124).tiva all’ esistenza del minimo per
gli integrali (1)
e, limitandosi alle curve delpiano,
contiene risultatiche,
inparticolare,
racchiudono tuttiquelli,
a menoti,
che si riferiscono a
questo argomento
e non derivano direttamente dai classici teoremi sui minimi relativi. Alcune osservazioni e alcuni lemmigenerali
stabilitidal MCSHANE
permettono poi
di vedere inquale
misura e inquale
forma leproposizioni
da me ottenute per le curvepiane
si estendono alle curve dellospazio
ad n
( > 2)
dimensioni. Ma di ciò non mi occupo per non renderetroppo lunga questa
Memoria.---
Non mi sono servito
dell’ integrale
associato del MCSHANE : hopreferito,
in-vece, di attenermi al mio vecchio metodo di
svolgere
la teoriadegli integrali
informa ordinaria in modo del tutto
indipendente
daquella degli integrali
in formaparametrica.
Hopotuto
cos trattare casi per iquali
il metodo del MCSHANE nonsembra
utilizzabile;
e in tuttiquelli
studiati dalMCSHANE,
hopotuto
mostrareche,
scelta una successione minimizzanteYi(X), Y2(X),...., queste
funzioni risultano tutteequicontinue, anzi,
tranne nel caso del secondo dei teoremi d’esistenza delMCSHANE,
hoprovato
chequeste Yn(X)
sono tutteequiassolutamente
continue.Relativamente al
primo
dei teoremi d’ esistenza dati dalMCSHANE,
ho dimo-strato che esso è
perfettamente equivalente
aquello
di M. NAGUMO(3),
che contienecome caso
particolare
laproposizione
da meesposta
a p. 282 del Vol. II dei miei Fondamenti diCalcolo
delle Variazioni. Del secondo teorema d’esistenza delMCSHANE,
ho dato unageneralizzazione;
e del terzo e delquarto,
che il MCSHANEaveva
provati
percampi rettangolari
a latiparalleli agli
assi dellecoordinate,
homostrato la validità in
campi
moltogenerali,
checomprendono
tuttiquelli
chepiù
comunemente si
presentano
nelleapplicazioni.
Passando
agli integrali quasi-regolari
nonseminormali,
va osservato che diquesti integrali
vi sono duetipi particolarmente interessanti,
che conviene stu-diare
separatamente : quello
in cui le linee sullequali
viene a cessare per l’ inte-grale
laproprietà
di essere seminormale sono delle retteparallele
all’ asse delle y,e
quello
in cui le linee indicate sono,invece, rappresentabili
nella formacon
cp(x)
funzione assolutamente continua. Per ilprimo tipo,
avevogià
dato unteorema d’ esistenza nel 1932
(4) :
oraottengo
un risultato moltopiù generale
chemi sembra esauriente. Per il
secondo,
dò un teoremagenerale
che contiene una notevoleproposizione
stabilita recentemente da B. MANIA(5).
(3)
M. NAGUMO: die gleichmässige Summierbarkeit und ihre Anwendung auf ein Variations p roblem. (Japanese Journal ofMathematics,
Vol. VI(1929),
pp. 173-182).(4)
L. TONELLI : Un teorema di Calcolo delle Variazioni. (Rend. R. Accademia deiLincei,
1932 (1~
sem.),
pp. 417-423).(5)
B. MANIÀ : Un teorema di Calcolo delle Variazioni. (Rend. R. Accademia deiLincei,
1933 (21
sem.),
pp. 478-483).Quando
ilcomportamento
della funzioneintegranda
perè diverso da
quello
pery’- -
00, per ottenere risultati di una certaimportanza
occorre allontanarsi dai
procedimenti seguiti
nei casi cui abbiamogià accennato,
e conviene sfruttare la considerazione delle estremali. Per
questa
via sonogiunto
ad una
proposizione (n.° 28)
che ne estende un’ altra da megià
data nei mieiFondamenti,
e che ha un carattere digrande generalità, perchè poggia
su unacondizione a cui sottostanno moltissimi
integrali. Seguendo
la stessa via ho otte- nuto anche un teorema(n.° 31)
pergli integrali
dellaforma i
i
quali (se
lacp(x, y) dipende
effettivamente dallax)
sono ipiú
notevoli fraquelli
che
sfuggono
alla condizione cui dianzi accennavo.I teoremi d’ esistenza per il minimo saranno
qui
stabiliti alcuni per tutte le classicomplete
di curve ordinarie di un dato campoA,
altri soltanto perquelle
classi
complete più comuni,
comequella
di tutte le curve ordinarie di uncampo A
che
congiungono
due datipunti
o due dati insiemi dipunti.
E in tutti icasi,
uno solo eccettuato
(n.° 30), supporrò
sempre che il campoA,
che contiene lecurve
considerate,
sia limitato. Deicampi
illimitati mi sonooccupato
solamentenel teorema del n.°
30, perchè
null’ altro di nuovo avrei avuto daaggiungere
allecondizioni di
passaggio
daicampi
limitati aquelli
illimitatigià
indicate da menei miei Fondamenti
(Vol. II,
p. 307 eseguenti),
e, in formapiù generale,
dalMCSHANE nella sua Memoria citata. Le condizioni date dal MCSHANE si possono ottenere senza alcuna difficoltà
indipendentemente
dalla considerazionedegli
inte-grali parametrici
associati.Ho anche tralasciato
qui
dioccuparmi degli integrali
per iquali
la funzioneintegranda
non si mantiene finita. Taliintegrali
furono da mestudiati,
nella formaparametrica,
nei miei Fondamenti(Vol. 11,
p. 72 eseguenti),
con un metodoche,
con
opportuni complementi,
siapplica
ancheagli integrali
in forma ordinaria epermette, quando
si sfruttino i risultati dellapresente Memoria,
digiungere
adiversi teoremi
d’ esistenza,
uno deiquali
èesplicitamente
stabilito nel lavoro del MCSHANEgià
citato.Voglio però
osservare che ilpiù importante
risultato inquesto
ordine di idee èquello
relativo alproblema
dellabrachistocrona, problema
che trovasi
già completamente
risoluto nei miei Fonda1nenti(Vol. II,
p. 405 eseguenti),
nella formaparametrica
equindi
anche inquella ordinaria, perchè
lacurva minimante ottenuta per la
prima
forma èrappresentabile
medianteun’equa-
zione
y=y(x),
con funzione assolutamente continua.D’altronde,
perintegrali
come
quello
che sipresenta
nelproblema
dellabrachistocrona,
sipuò
provarecon un
semplice ragionamento,
eindipendentemente
dalla conoscenza della solu-zione,
che(almeno
per icampi più comuni) ogni
soluzione delproblema posto
in forma
parametrica
lo è pure per la forma ordinaria.Annali della Scuola Norrn. Sup. - Pisa. 28
Nel §
1 dellapresente
Memoria hoesposto quanto riguarda
la semicontinuitàdegli integrali
che dovremo studiare.Nei miei
Fondamenti
diedigià
diverse dimostrazioni della semicontinuitàdegli integrali quasi-regolari
nella forma ordinaria. Diqueste,
una, la meno gene- rale(perchè applicabile
soltanto aquegli integrali quasi-regolari
per iquali
la
f(x,
y,y’)
diventainfinita,
pery’ 1 -,3c,
di ordinesuperiore
ad1)
fu estesaalle curve di uno
spazio
ad un numeroqualsiasi
di dimensioni da L. M. GRAVES(6);
un’ altra dimostrazione
più generale (perchè
valida perqualsiasi integrale quasi- regolare)
non è estendibileagli spazi
ad unqualsiasi
numero didimensioni,
el’impossibilità
della sua estensione è per cos dire bennaturale, perchè,
mentrenel caso delle curve
piane,
in formaordinaria, ogni integrale quasi-regolare
èsemicontinuo,
nel caso delle curve dellospazio
a tre dimensioni ciò non èpiù
vero
(come
ha osservato ilMCSHANE)
e la semicontinuitàpuò
stabilirsi soltantoaggiungendo, all’ ipotesi
chel’ integrale
siaquasi-regolare, qualche
altracondizione,
come per
esempio
chel’ integrale
sia anche seminormale. Nelpassaggio
dalpiano
allo
spazio
a tre dimensioni sipresenta cos ,
pergli integrali
in formaordinaria,
la medesima differenza
che,
nello stessopiano,
fugià
da meposta
in luce tra la forma ordinaria equella parametrica.
IlMCSHANE,
nel suo lavoro a cui ci siamopiù
volteriferiti,
servendosidegli integrali parametrici
associati aquelli
in formaordinaria,
ha dimostrato la semicontinuitàdegli integrali quasi-regolari
seminor-mali,
per curve in unospazio
ad un numeroqualsiasi
di dimensioni.Ritornando alle dimostrazioni della semicontinuità contenute nei miei Fonda-
menti,
devo rilevareche,
oltre alle due cuigià
hoaccennato,
ve n’ è una terzaper
gli integrali
in forma ordinaria(relativi
a curvepiane).
Tale dimostrazione fuesposta
per la semicontinuità su una data curva, in un caso checomprende,
in
particolare, gli integrali quasi-regolari normali ;
equi
mostrerò che essa siapplica
a tuttigli integrali quasi-regolari
seminormali.È
notevole chequesta
dimostrazione - che
ritengo
una dellepiù semplici
che possano essere imma-ginate
- è valida senz’ altro pergli integrali
in forma ordinaria chedipendono
dalle curve di uno
spazio
ad un numeroqualsiasi
didimensioni ;
ed è valida anche pergli integrali
in formaparametrica. Essa, infine, permette
di ridurre al minimo leipotesi
sulla derivabilità della funzionef(x,
y,y’);
ed inparticolare,
elimina
completamente,
pergli integrali quasi-regolari seminormali, l’ipotesi
del-l’ esistenza della derivata
parziale (lJ’X,
che io avevo ammessa neiFondamenti,.
(s)
L. M. GRAVES : On the Existence of the Absolute Minimum in space Proble1ns of the Calculus of Variations. (Annals ofMathematics,
Vol. 28(1927),
pp. 153-170).CAPITOLO I.
Sua semicontinuità.
1. - Definizioni e
ipotesi.
Il campo
A,
delpiano (x, y),
che considereremo in ciò che segue, saràsempli-
cemente un insieme di
punti,
del dettopiano,
contenente tutti i suoipunti
di accu-mulazione
(posti
alfinito).
Perogni punto (x, y)
di A e perqualunque
valore(reale)
finito diy’, immagineremo
definita una funzione(reale) f(x,
y,y’),
finitae continua insieme con la sua derivata
y’) (~).
Diremo curva ordinaria C una curva
appartenente
al campoA,
rappresen- tabile nella formacon
y(x)
funzione assolutamente continua in(a, b)
e taleche,
in tuttoquesto intervallo,
risultiintegrabile (nel
senso delLEBESGUE)
la funzionef(x, y(x), y’(x));
e porremo
Diremo che
Ia
è unintegrale quasi-regolare positivo
se, inogni punto (x, y)
del campo
A,
lafy,(x,
y,y’),
come funzione della solay’,
è sempre non decre-scente ;
e se,inoltre,
in nessunpunto (x, y)
diA,
lafy,(x,
y,y’)
è costante per tutti i valori diy’,
diremo chela
èquasi-regolare positivo seminormale;
in-fine,
se perogni (x, y)
diA,
lafy’(x,
y,y’)
è funzione sempre crescente dellay’,
diremo che
Ia
èquasi-regolare positivo
normale.2. - Lemma.
Se
Io
è unintegrale quasi-regolare positivo seminormale,
preso ad arbitrioun ~ > o,
perogni punto (xo, yo)
di A e perogni
valoreyo’,
sipuò
determinare(almeno)
una di numeri p, q, e, cono > o,
in modoche,
intutti
ipunti (x, y)
di A distanti da(xo, yo)
nonpiù
di e, siaper tutti
gli y’,
eper
gli y’
tali cheConsideriamo,
nelpiano (y’, u)
lafigurativa
(7)
Relativamente all’ ipotesi fatta sulla derivatafy,
vedansi le osservazioni dei n.i 4 e 7. p(8)
Per gli integrali quasi-regolari positivinormali,
questo lemma è contenuto in quellodei miei Fonciamenti, Vol. I, p. 407.
della
f(x,
y,y’),
relativa alpunto (xo, yo).
Nelpunto
dellafigurativa, corrispon-
dente al valore
yo’
diy’,
sia t latangente
allafigurativa
stessa. Per essereIe quasi-regolare positivo,
lafigurativa
non hapunti
al disotto di t.Supponiamo,
inprimo luogo,
che lafigurativa
e t abbiano in comune il solopunto
M.Allora,
seè
l’ equazione di t, sarà,
perogni
Inoltre,
per la continuità dellaf(x,
y,y’),
fissato un8> °, potremo scegliere
un iin modo
che,
perogni y’
tale che risultiPosto
avremoanche,
per tuttigli ~’
or oraindicati,
Sempre
per la continuità dellapotremo
anchescegliere
un e tale chesia i e
per tutti i
punti (x, y)
di A distanti day,)
nonpiù
di e e per tuttigli y’
soddisfacenti alla
Detti e i
punti
dellafigurativa (4) corrispondenti rispettivamente
aivalori e di
y’,
indichiamo con r’ e r" iraggi
uscenti da M epassanti rispettivamente
per eM";
indichiamopoi
con t’ la retta diequazione
Le rette a cui
appartengono r’
e r" hanno coefficientiangolari rispettivamente
minore e
maggiore
diquello
di t’.Perciò,
se ~ è sufficientementepiccolo,
le retteanaloghe
aquelle
contenenti r’ er",
e relative allafigurativa corrispondente
alpunto (x, y), .
distante da(xo, yo)
nonpiù
di (2, hanno ancora coefficientiangolari rispettivamente
minore emaggiore
diquello di t’,
e di conseguenza iraggi
ana-loghi
a r’ er", corrispondenti
a(x, y),
restano tutti aldisopra
della retta t’.Quindi
anche laparte
dellafigurativa, corrispondente
a(x, y),
che è relativa ai valori di~’ degli
intervalli resta aldisopra
vale a
dire,
pery’
esternoall’ intervallo
èQuesta disuguaglianza,
insieme con la(7)
prova le(2)
e(3).
Supponiamo
ora che latangente 1
abbia in comune con lafigurativa (4) più
di un
punto.
Inquesto
caso, ipunti
comuni a 1 ed alla curva(4)
costituiranno tutto unsegmento
rettilineo(che può
anche essereinfinito,
senzaperò
compren-dere tutta la
t)
di cui indicheremo con(YI’, y2’)
laproiezione ortogonale
sull’ assedelle
y’.
Se~//
eY2’
sono ambeduefiniti,
basteràripetere
ilragionamento
fattonel caso
precedente, sostituendovi,
alsegmento
ilsegmento Se, invece,
uno dei duey1’
eY2’
èinfinito,
esupposto,
per fissare leidee,
che siay2’=
~- 9C(onde y1’ finito),
determinato Qt in modoche,
per
ogni valga
la(5)
equindi
anche la(6),
si faccia ruotare lat’,
intorno al
punto (yo’, p + q yo’),
in modo da diminuirne il coefficienteangolare
ein modo anche
che, detta t
la nuovaposizione
assunta da t’ e scritta1’ equa-
zione di t nella forma risulti
per tutti
gli y’,
eper tutti
gli y’
dell’intervallo(y1’ - 01,
Si faccia anche in modo che il coefficienteangolare
di t risultimaggiore
diquello
della retta che passa per ilpunto
AI e per ilpunto
lll’ dellafigurativa corrispondente
al valore diy’.
Allora,
scelto un o tale che sia0 o ~O1
i eper tutti i
punti (x, y)
di A distanti da(xo, yo)
nonpiù
di p e per tuttigli y’
dell’intervallo
2/o~+~i)~
e indicati con r’ e r" iraggi
uscenti da M epassanti rispettivamente
per M’ e per ilpunto
31" della curva(4) corrispondente
a
poichè
i coefficientiangolari
delle rette su cuigiacciono questi raggi
sonorispettivamente
minore emaggiore
diquello di t,
nerisulta,
comepiù
sopra,che,
se O è sufficientementepiccolo,
perogni punto (x, y)
di A distanteda
(xo, yo)
nonpiù di o,
laparte
dellacorrispondente figurativa
relativaagli
intervalli
( -
00,y1’ - Oi), (yo’ ~ ~1, ~ ge)
resta aldisopra
dit,
vale a dire èper
y’
esterno all’intervalloyo’ + 01),
ilche,
insieme con la(7’)
prova il nostro enunciato.3. - Teorema di semicoiritinuità.
Se la
è unintegrale quasi-regolare positivo seminormale,
esso è semi-continuo
inferiormente (9).
Sia
una curva ordinaria e
proponiamoci
di dimostrare chel’integrale Ia
è semicon-tinuo inferiormente su tale curva.
(9)
Cfr. Fondamenti, V 01.I,
p. 397, ove però è supposta 1’ esistenza e la continuità della derivata parzialef~,~,
ipotesi che qui viene completamente abbandonata.In virtù del lemma del n.° 2 e di un noto
ragionamento, possiamo
scomporre laCo
in un numero finito di archi:Co,1, C ,2,....,
e determinare m terne di numeri pr,(r == 1, 2,...., rn),
in modo da aversiper tutti i
possibili
valori diy’
e per tutti ipunti (x, y)
di A distanti nonpiù
di (!r dall’arco
Co, r.
PoniamoSia ora
una
qualsiasi
curva ordinariaappartenente propriamente
all’ intorno(o)
dellaCQ,
con O minore della metà del
più piccolo
dei er(r=1, 2,...., m)
e tale che il seg- mento(a, b) contenga
nel suo interno leproiezioni ortogonali
sull’ asse delle xdegli
archiCo,z, Co,3,...., 00, m-i. Spezziamo
la C in m archi:Ci, C2,...., C,,
me-diante i
punti
che siproiettano ortogonalmente
sull’ asse delle x sulleproiezioni degli
estremidegli
archiCo, 2,....,
Avremo allorae, preso ad arbitrio un
8> °, risulterà,
se o è sufficientementepiccolo,
Teniamo
presente
che suC,. e Co, r
è sempref ~’’> > o,
per tuttigli y’.
Indichiamocon
dr
laproiezione ortogonale
di7o~.
sulfassedelle x,
e conEr
un insieme chiusodi
punti
dió,
ilquale
noncontenga
nè ao nèb~,
soddisfi alladisuguaglianza
e sia tale che in esso la derivata esista sempre finita e sia continua sull’ in- sieme stesso.
Consideriamo un
punto
i diEro Applicando
il lemma del n.° 2all’integrale /(1’) (che
èquasi-regolare
seminormale comeI), possiamo
determinarequattro
nu-03BB > 0,
in modo che siaper
qualsiasi y’
e per tutti ipunti (x, y)
di A distanti nonpiù di Q
dall’ arco dellaCo
che ha per
proiezione ortogonale,
sull’ assedelle x,
ilsegmento (33 - A, ~~
+~),
e chesia anche
per
ogni
x diEr
soddisfacente alladisuguaglianza x-x
I ~ ~.Siccome Er
échiuso, potremo ricoprirlo
con un numero finito di intervallianaloghi
a(~ - ~,, ~ + ~,).
Indichiamo con
qr, v, (v=1, 2,...., Nr)
le ternep, q, Q, corrispondenti agli
intervalli cos scelti. Da
questi
intervallisopprimiamo quelle parti
che eventual-mente uscissero dal minimo
segmento
contenenteE,;
con altreopportune
soppres- sionipossiamo
ridurci ad un numero finito di intervalli Wr,2,...., nonsovrapponentisi, ricoprenti
tuttoEr
e in modoche,
dettoEr’
~ insieme deipunti
di tutti
questi
nonappartenenti
adEr,
risultidove indica un numero
superiore
al massimo deiper
v= 1,
,2,....,
> Indichiamo con l!...r,s e i che corri-spondono
aquello degli
intervalli(x-~,, ~c+~,)
scelti perricoprire Er
a cui appar- tiene interamente indichiamo conCo,r,s
eC,,, gli
archi delle curveCo
e Cche hanno per
proiezione ortogonale
sull’ asse delle x. Avremoallora,
se g è sufficientementepiccolo,
ed
anche,
essendo sempre, su ~ iAvremo, inoltre,
indicando conEr,s
e leparti
diEr
eE,.’
contenute incon
onde
Dalle
(8), (9), (10),
seguee
quindi,
se (2 è sufficientementepiccolo,
e siccome 03B5 è arbitrario ed m è
indipendente da 8,
la semicontinuità di I suCo
è dimostrata.
4. - Osservazioni.
I. - La dimostrazione del n.°
precedente
vale anche nel caso in cui non si faccial’ ipotesi
dell’ esistenza della derivataparziale
Essa sussistesupponendo
soltantoche la
f(x,
y,y’)
sia continua e che la suafigurativa,
perogni punto (x, y)
delcampo
A,
sia una curva concava verso1’ alto,
senza mai ridursi ad una retta(10).
II. - Il teorema del n.°
precedente può
anche essere stabilitoapplicando dap- prima
ilragionamento
ivi fattoagli integrali quasi-regolari positivi
normali ededucendo
poi
la semicontinuità dile
daquella dell’integrale
e
(o>0)
mediante l’uso dellaproposizione
che daremopiù
oltre al n. o 15(ii).
111. - Dal teorema del n.O 3 segue facilmente che :
Se
Icr
è unintegrale quasi-regolare positivo,
esso è semicontinuo infe-riormente
inogni
classe K di curve ordinarie C tutte dilunghezza
infe-riore ad uno stesso numero L.
(10)
Recentemente G. BOULIGAND (Essai sur des méthodes directes, Mé~n. de la Société Royale des Sciences deLiège,
3eSérie,
t. XIX, 1934) ha dato un’ elegante dimostrazione di natura geometrica della semicontinuità degli integrali in formaparametrica
sotto 1’ ipotesi che questi integrali siano definiti positivi, con la F(x, y,
x,9 y’) continua
e avente lafigurativa
concava, in senso stretto, verso 1’ alto. Anche la dimostrazione della semicon- tinuità per gli integrali quasi-regolari definiti positivi, da me data nel Vol. I, p. 262 eseguenti,
dei Fondamenti, vale indipendentemente dall’ ipotesi dell’ esistenza delle derivateparziali
Fx’, Fy, :
basta in essa sostituire queste derivate con lecorrispondenti
derivate destre,la cui esistenza yè una semplice conseguenza dell’ ipotesi che la figurativa della F sia concava.
(il)
Questo artifizio fu già da mesfruttato,
in condizioni analoghe, neiFondamenti,
Vol. I, p. 293.
Infatti,
preso ad arbitrio un si ponga0=8: 2L
e si consideri l’inte-grale (11),
ilquale
risultaquasi-regolare positivo normale,
ed alquale
èperciò applicabile
il teorema del n.° 3.Alloia,
fissata una curvaCo
diK,
sipuò
deter-minare 0 in modo che
ogni
curva C di Kappartenente propriamente
all’ in-torno
(e)
dellaCo
verifichi ladisuguaglianza
vale a dire
5. -
Integrali
soltantoquasi-regolari positivi.
Supponiamo
che laf(x,
y,y’) sia,
per tutti i valori diy’,
definita anche in uncampo A’ contenente A nel suo
interno,
e in modoche,
per tutti ipunti (x, y)
di A’ e per
qualsiasi y’,
essa risulti sempre finita e continuainsieme
con la derivataparziale fy, ; supponiamo, inoltre,
che in A e in A’ e per tuttigli y’
esista sempre finita e continua anche la derivata
parziale (12).
Abbiamo allora che:Se
Ic é
unintegrale quasi-regolare positivo,
esso è semicontinuo riormente(13).
Infatti, posto,
in tutto A’ e perogni y’,
questo
nuovointegrale
risulta anch’ essoquasi-regolare positivo,
edé, inoltre,
sempre
Ripetendo
perIo
unragionamento
fatto nei Vol.I,
pp.272-274,
a
proposito degli integrali
in formaparametrica,
si ottiene senza difficoltà cheIo
è semicontinuo inferiormente. E siccome la differenza
è un
integrale
continuo(Fondamenti,
Vol.I,
p.389),
ne viene la semiconti- nuità dila (14).
(12)
Queste nuoveipotesi
fatte sullaf(x,
y,y’)
vengono ammesse solamente per il pre- sente n.,.(13)
Cfr. loc. cit. in(~).
La proposizione che ora stabiliremo non si estendeagli
inte- graliI.
relativi a curve C di uno spazio apiù
di duedimensioni,
come risulta da un’ osser- vazione fatta dal McSHANE (loc. cit in(1),
pp. 210-211).(14)
Le nuove ipotesi sulla f(x, y,y’),
fatte in questo n.o, intervengono soltanto per affer-6. - Estensione della semicontinuità.
Ritornando alle
ipotesi
fatte sullaf(x,
y,y’)
nel n.°1, vogliamo
oraestendere
la
proprietà
della semicontinuità a curve su cui laf(x, y, y’)
non siaintegrabile.
Sia, dunque,
una curva
appartenente
al campoA,
conyo(x)
assolutamente continua in(ao, bo),
e dimostriamo che :
Se
Io
è unintegrale quasi-regolare positivo seminormale
e se laf(x, yo(x), Yo’(x»
non èintegrabile
in(ao, bo),
preso adarbitrio
un numeroH,
si può
sempredeterminarne
un altroo > 0
in modoche, ogni
curva ordi-naria C
appartenente propriamente all’intorno «(2)
dellaFo soddisfi
alladisuguaglianza
Basterà
ripetere
conqualche
variante ilragionamento
fatto nel n.° 3.Riprendiamo
la considerazionedegli
archirO,1’ (r=1, 2,...., m),
chequi
sosti-tuiscono i
CO,,,
edegli integrali I(r).
Deve esistere almeno unodegli
archiro, r,
che indicheremo con su cui la non risulta
integrabile.
Per R sufficien-temente
grande,
dettoG,
l’insieme deipunti dell’ intervallo w (dell’ asse
delle xsu cui si
proietta
in cui lay,’(x)
esiste finita e taleche yo’(x) 1 R,
si avràpertanto
Sia
E,
uncomponente
chiuso di(~,,, non
contenente nè ao nèbo,
sulquale
la
yo’(x)
risulti continua e tale cheConservando ai simboli lo stesso
significato
del n.°3,
con la sola variante perEv (e
con la sostituzione diCo
conpotremo
scrivere cosmare che il secondo membro di (12) è un integrale continuo. Le sole
ipotesi
del n.° 1 nonpermetterebbero
di affermare questa continuità (cfr. Voi. I, pp. 390-392).(1:) Cfr. Fondamenti,
Voi. I, p. 443, ove però è supposta 1’ esistenza e la continuità della derivatafy’x.
e
quindi,
per o sufficientementepiccolo,
Ma
è,
da unlato,
e dall’ altro
onde
Per o
sufficientementepiccolo,
la somma relativa all’indice s risultaminore,
in
modulo,
di 03B5 e si hapertanto,
tenendopresente
la(14),
e
quindi
la(13),
per essere e arbitrario.7. - Osservazioni.
I. - Per il teorema del n.°
precedente
sipuò ripetere quanto
è detto nelle osservazioniI, II, 11I,
del n.° 4 aproposito
del teorema del n.° 3. Inparticolare,
il teorema del n° 6 vale
indipendentemente dall’ ipotesi
chela
sia semi-normale, quando
ci si limiti ad una classe di curve ordinarie tutte dilunghezza
inferiore ad uno stesso numero.II. - Il teorema del n.° 6 si estende a tutti
gli integrali quasi-regolari positivi
in modo
analogo
aquanto
si è fatto nel n.O 5 per il teorema del n.° 3.CAPITOLO II.
Il minimo per le classi complete di
curve.8. -
Campo AL.
In ciò che segue, il campo A
(del
n.°1) quando
saràsupposto
limitatoverrà indicato con
AL.
9. - Teorema I.
Supposto : 1°)
cheIe
siaquasi-regolare positivo ;
2°)
che esista una funzioneO(z)
definita in(0,
+ inferiormente limi-tata,
tale cheO(z) :
z -- + 00, per z - + 00 e per laquale
siabbia,
in tuttoil campo limitato
AL,
n, Il- " 1,in
ogni
classecompleta (16)
K di curveordinarie C, appartenenti
adAL,
esiste il minimo assoluto di
le (17).
Considerata una classe
completa
K di curve ordinarieC appartenenti
adAL,
per ognuna di
queste
curve abbiamodove
00
indica il limite inferiore(che
abbiamosupposto finito)
diO(z)
in(0,
+e D è la massima delle differenze fra le ascisse dei
punti
diAL. Pertanto,
illimite inferiore i di
7~
in K risulta finito.Sia
una successione di curve di
K,
minimizzante per tale cioè chesoddisfi,
perogni
n, alladisuguaglianza
-1e
proviamo che, posto
le sono tutte
equiassolutamente
continue.Scelto ad arbitrio consideriamo un
qualsiasi
gruppo(ai, (31),...., (am,
di intervalli nonsovrapponentisi,
in numerofinito,
di(an,
Indichiamocon Y’ un numero
positivo
taleche,
pery’
>Y’,
siae dividiamo i
punti degli (~==1~ 2,...., m)
in due insiemi_E,
eE2, ponendo
(i6) Fondamenti,
Vol. Il, p. 281.(i7)
Questa proposizione è dovuta a M. NAGUMO die gleiehmdssige Summierbarkeit und ihreAnwendung
auf ein Variationsproblem. Japanese Journal ofMathematics,
Vol. VI, 1929, pp. 173-182) e costituisce una generalizzazione di quella contenuta nei Fondamenti, Vol. II, p. 282.(18)
In tutta la presente Memoria, considereremo sempre, persemplicità,
le successioni minimizzanti di curve; ma i ragionamenti che faremo si potranno ripetere immediatamente per le successioni minimizzanti di insiemi di curve, analogamente a quanto è stato fatto nei.Fondamenti,
Vol. 11.in
Ei
tuttiquelli
in cui la esiste finita e in modulo minore diY’,
e inE2
tutti
gli
altri. Avremo alloraPerciò, posto
per tutti igruppi
di intervalli(ar, indicati,
i
quali
soddisfino alla èil che prova
1’ equiassoluta
continuità delleSi
può dunque
estrarre dalla(15)
un’ altra successionecon
uniformemente
convergente
verso una curvaappartenente
al campoAL,
conyo(x)
assolutamente continua. E siccome l’inte-grale Ie
èquasi-regolare positivo,
ed anche seminormale(in
virtù della condi- zione2°)
dell’ enunciato delteorema), dalla (16)
e dallaproposizione
del n.° 6segue che la funzione
f(x, yo(x), yo’(x))
èintegrabile
su(ao, bo)
e cheperciò
laCo
è una curva
ordinaria,
laquale (per
essere IC- una classecompleta) appartiene
a K. Ancora dalla
(16)
e dal teorema del n.°3,
seguepoi
il che dimostra il teorema.
10. - Teorema 11.
Supposto: 1°)
cheIe
siaquasi-regolare positivo ;
2°) che,
in ciascunpunto (x, y)
del campo limitatoAL, sia,
perin
ogni
classecompleta
K di curve ordinarieC appartenenti
adAL,
esisteil minimo assoluto di
la.
La dimostrazione di
questo teorema,
dovuto a McSHANE(19),
risulterà senz’altroda
quanto
proveremo nel n.°seguente.
11. -
Equivalenza
dei teoremi I e II.Le
condizioni 1°)
e2°)
del teorema del n.,o 9 sonoequivalenti a q1telle 1°)
e
2°)
del del n.O 10.È
evidente chesupposte
verificate le condizioni del teorema del n.° 9 risul- tano soddisfatte anchequelle
del teorema del n.° 10. Bastadunque
provare lareciproca.
Supponiamo perciò
verificate le condizioni del teorema del n.° 10 e osser-viamo,
inprimo luogo, che,
per esse, inogni punto x y)
diAL,
lafy’(x, y, y’)
risulta funzione non decrescente di
y’
e tale chefy~ -~ + ~,
pery’ -
+ De,e
fy’ -- - 00,
pery’ -- - XJ.
Indichiamo,
perogni y’,
conø1 (y’)
il minimo valore dif(x,
y,y’)
in tuttoAL,
e mostriamo
che,
pery’-- +
èSupponiamo, infatti,
che ciò non sia vero. Esisterà allora un Hpositivo,
sufficientemente
grande,
taleche,
perogni
interopositivo
n, si abbia almeno unvalore
Yn’
soddisfacente alledisuguaglianze
In
corrispondenza
a avremo almeno unpunto (xn, y7z)
diAL
in cuisarà
f(xn,
yn,2 yl,’)
= equindi
e avremo pure, in
AL,
almeno unpunto (X, ~)
taleche,
inogni
suo intorno cadano sempre deipunti (x,,, yn)
di indice n comunquegrande. NIa,
in virtù della(17)
e della
fy,
- + ao pery’- + 00,
avremo, se p è un numeropositivo
sufficiente-(19)
Loc. cit. in(i), (pag.
298).mente
grande,
e
quindi,
in tutti ipunti (x, y)
diAL appartenenti
ad un intorno sufficientementepiccolo
di(3i, y),
ed
anche,
seNell’ intorno indicato di
(3i, y)
èpertanto,
sey’ >~,
onde
e all’ intorno detto non possono
perciò (per
la(29)) appartenere
ipunti (xn, Yn)
con
La
(18)
è cos dimostrata e nello stesso modo si prova cheè,
pery’- -
ce,Osserviamo ora che la è una funzione inferiormente
limitata, perchè,
determinato un
yo’>
0 taleche,
perogni y’ 17?- yo’
sia~1(y’)> ~,
il limite inferiore di in(-yo’, yo’)
coincide col minimo dellaf(x,
y,y’)
per(x, y)
inAL
ey’
in
(2013%/o~(/). Dopo
diciò,
definiamo la funzione4Y(z)
in(O, ponendola,
per
ogni z
di taleintervallo, uguale
al minore dei due valoriØ~(z)
e~1 ( - z).
Conquesta
definizione siha,
in tuttoAL
e perqualsiasi y’,
e la
T(z)
risulta inferiormente limitata e tale che z - + 00 per z - + 00.È
cosprovato
che le condizioni1°)
e2°)
del teorema del n.O 9 seguono daquelle
del teorema del n.O 10.
12. - Teorema III.
Supposto : 1°)
chela
sia unintegrale quasi-regolare positivo ;
2°)
cheognz punto (xo, yo)
del campo limitatoAL
soddisfi o alla condi- zione[condizione a)]
che in tutti ipunti
diAL
di un suo intornovalga,
per
laoppure all’altra
condizione [condizione ~)]
che ad esso si possano farcorrispondere
due ficnzioni e tre costantiL> 0, a> 0
e p, condefinita
in(0, 1),
nonnegativa,
tendente a + X) per z - +0,
eintegrabile
in
(0, 1),
e definita in(0,
+(0),
nonnegativa,
nondecrescente,
taleche, z-+O,
siae in modo
che,
intutti
ipunti (x, y)
diAL
sufficientemente vicini a(xo, yo), risulti,
per tuttigli y’,
in
ogni
classecompleta
K di curveordinarie C appartenenti
adAL,
esiste il minimo assoluto di
la.
Impostiamo
ilragionamento
come nella dimostrazione del n.° 9 e conserviamo le stesse notazioni ivi adottate.Tenendo
presente quanto
fu stabilito nel n.°11,
dalla condizione2a)
segueche ad
ogni punto (x, y)
diAL corrisponde
un intorno in cui laf(x, y, y’)
è infe-riormente
limitata ; perciò
laf(x,
y,y’)
risulta inferiormente limitata in tuttoAL
ed i è finito.
Per provare che le
yn(x)
sono tutteequiassolutamente
continue basterà dimo- strareche,
perogni punto (xo, yo)
diAL,
esiste un intorno coo,rettangolare,
alati
paralleli agli
assi x e y, tale che leyn(x)
risultinoequiassolutamente
con-tinue sulle
parti
dei loro intervalli di definizione checorrispondono
alleparti
delle curve
C72
contenute in intendendo perparte
di unaCn
contenuta in monl’insieme di tutti
gli
archi dellaC7z
contenuti in mo.Se nel
punto (xa, yo)
vale la condizionea) l’ equiassoluta
continuità delle sulleparti
indicate è evidente perquanto
si è detto nel n.° 9(tenendo
anchepresente
il n.°11).
Sia
dunque Yo)
unpunto
diAL
soddisfacente allacondizione (3),
e indi-chiamo con (Vo il
quadrato
di centro(xo, yo)
a latiparalleli agli
assi delle x edelle y e sufficientemente
piccolo
affinchè in tutti i suoipunti (purchè apparte-
nenti ad
AL) valga
la(21).
Considerata unaqualunque Cm,
indichiamo conCrt
lasua
parte
contenuta in (°0.Scelto ad arbitrio un sia
(-]i),...., (am,
unqualsiasi
gruppo di intervalli nonsovrapponentisi,
in numerofinito, appartenenti
interamente allaproiezione ortogonale
diCn
sull’ asse delle x.Poi,
fissati due numerimaggiori
dizero, ),,
e1’’,
che determineremo fra poco, dividiamo ipunti degli (ur, (3r) (~==1~ 2,....,
inquattro
insiemiEs, E2, E;;, 1;;4, ponendo
inEi
tuttiquelli
appar- tenenti a(xo - 1.,
zw+ 1.)
c in cui laY1l’ (x)
esiste finita e taleche I Yn’ (x)
x-xo~);
in
E2
tuttigli
altri cheappartengono
ancora a(~’o2013~ xo ~ ~) ;
in tutti ipunti
esterni a
(xo -)~, Xo + 2)
e per iquali
laYn’(x)
esiste finita e in moduloY’ ;
in