A NNALI DELLA
S CUOLA N ORMALE S UPERIORE DI P ISA Classe di Scienze
L ANDOLINO G IULIANO
Sulla differenziabilità asintotica delle funzioni di due variabili a variazione limitata
Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Scienze 2
esérie, tome 8, n
o1 (1939), p. 41-50
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SULLA DIFFERENZIABILITÀ ASINTOTICA DELLE FUNZIONI DI DUE VARIABILI
AVARIAZIONE LIMITATA (*)
di LANDOLINO GIULIANO
(Pisa).
1. -
Riprendendo
i lavori di RADEMACHER(1)
sulla differenziabilità totale(nel
senso di
STOLZ)
di una funzione di due variabilireali, allargando
leipotesi
enunciate da
questo Autore,
edopo
unaapprofondita
analisi sulle condizioni di esistenza del differenzialetotale,
W. STEPANOFF(2)
fuportato
a porre ilseguente
concetto di differenziabilità totale
asintotica, più largo
diquello posto
dallo STOLZ :« Diremo che una funzione
f(x, y)
definita in un insieme misurabileE,
è asintoticamente differenziabile nel
(x, y)
diE,
se esiste un insiememisurabile
E,,y appartenente
adE,
avente in talepunto
densità1,
in modoche se
(x + h, y+k) appartiene
adE.,y,
L’ incrementocorrispondente
dellafunzione si possa
esprimere
come segue : ,con
R(x, y ; h, k) - 0 quando Yh2+k2_0,
il limite essendo calcolato per ipunti (x + h, y + k) di
Intorno ai concetti introdotti da RADEMACHER e da STEPANOFF hanno lavo- rato U. S. HASLAM-JONES
(3)
e J. C. BURKILL(4),
estendendo le considerazioni diquegli
Autori ed enunciando alcune notevoliproprietà
perparticolari
classi difunzioni. Essi fra l’altro hanno dimostrato che
ogni
funzione a variazione limi- tata secondo ARZELÀ è totalmente differenziabile(nel
senso diSTOLZ), quasi dappertutto.
Un tale risultato non è validoperò
per la classe difunzioni, più larga,
a variazione limitata secondo
TONELLI, neanche,
come è noto(5),
se si ammettel’ ipotesi
della assoluta continuità. Nel lavoro citato in(4)
vieneperò
dimostrato~
(*) Lavoro eseguito nel Seminario Matematico della R. Scuola Normale Superiore di Pisa.
(i) H. RADEMACHER : Ueber partielle und totale Differenzierbarkeit, I e II. Mathema- tische Annalen, 79 (1919), pp. 340-359 e 81 (1923), pp. 52-63.
(2) W. STEPANOFF : Sur les conditions de l’existence de la differentielle totale. Recueil de la Soc. Math. de Moscou, 32 (1924), pp. 511-526.
(3) U. S. HASLAM-JONES : Derivate planes and tangent planes of a measurable funetion.
Quarterly Journal of Math. Oxford, 3 (1932), pp. 120-132.
(4) J. C. BURKILL and U. S. HASLAM-JONES : Note on the differentiability of functions
of two variables. Journal of the London Math. Society, vol. VII (1932), pp. 297-305.
(5) Cfr. loc. cit. in (2) pp. 515-516 ; SAKS : On the surfaces without tangent planes.
Annals of Mathematics (1933-1934), pp. 114-124.
che le funzioni
quasi
continue che sono a variazione limitata secondo TONELLIe che soddisfano ad un’ulteriore condizione
(che
indicheròpiù oltre), godono
delladifferenziabilità totale
asintotica, quasi dappertutto.
Uno
degli scopi
dellapresente
breve Nota è diprovare
come si possa fare ameno di porre tale ulteriore condizione ed inoltre che il risultato rimane valido anche per
quelle
funzionipiù generali
che il TONELLI ha chiamatogeneral-
mente a variazione limitata
(~),
e chequi
vannosupposte
anchequasi
continue.Ma,
mentrequesto
risultatopotremmo
ottenerlo moltorapidamente
sfruttandouna
proposizione
dovuta alloSTEPANOFF,
noipreferiamo
di dedurlo da alcune considerazioni e da unteorema,
chequi
proveremo e che ne estende un altro dovuto a BURKILL eHASHAM-JONES,
considerazioni e teorema che sono molto utili anche per altre ricerche.1 2. - La funzione
f(x, y)
chesupporrò
definita nelquadrato
è ivi a variazione limitata
($)
se, indicata conyo) (0 ---- x -e--- 1, 0 yo 1)
la variazione totale della funzione della sola y,
f(x, y)
per y variabile in(0, yo) e
con
y) (0 - x,, -- 1, 0 - y -- 1) quella
dellaf(x, y)
per x variabile in(0, xo),
le due funzioni
Vy(x, 1), V,(1, y), rispettivamente
della x edella y,
sono finitein
quasi
tutto(0, 1), quasi
continue eintegrabili (nel
senso delLEBESGUE).
Ad
ogni
funzionef(x, y)
a variazione limitata vengono cos acorrispondere
due funzioni
Vx(x, y)
eVy(x, y)
definite inQ
e se laf(x, y)
è inQ continua,
le
Vx(x, y)
eVy(x, y)
risultanoquasi continue ;
ciò non èperò più
vero se laf(x, y)
è in
Q
soltantoquasi continua;
èprecisamente,
inquesto
casogenerale, l’ ipotesi
della
quasi
continuitàsuperficiale
delleVx(x, y)
eVy(x, y)
che BURKILL E HASLAM-JONEs hanno
aggiunto
per dimostrare la differenziabilità totale asintoticaquasi dappertutto
dellaf(x, y).
Come ho
già detto, prenderò
senz’altro in esame le funzioniquasi
continuef(x, y) generalmente a
variazionelimitata,
e richiamo la loro definizione(9) :
« Unafunzione
f(x, y) è,
nelquadrato
fondamentaleQ
di verticiopposti (0, 0), (1, 1), generalmente
a variazionelimitata,
se esiste un insieme E dipunti
diQ
dimisura
superficiale nulla,
taleche,
indicate cony), Vy(x, yo) (0 xo 1, 0 -- x -- 1, 0 c y 1)
le variazioni totali dellaf(x, y)
consideratarispet-
(6) L. TONELLI : Sulle funzioni generalmente a variazione limitata. Annali della R. Scuola Normale Superiore di Pisa (1936), pp. 315-320.
(’) Ciò solo per semplicità, valendo, tutto quel che dirò, per funzioni f(x, y) definite in
un campo (insieme misurabile) qualunque A del piano (x, y).
(8) Intenderò sempre, d’ora in poi, a variazione limitata, secondo TONELr.I.
(9)
Cfr. L. TONELLI, loc. cit. in (6) e L. CESARI : Sulle funzioni a variazione limitata.Annali della R. Scuola Normale Superiore di Pisa, 1936, pp. 299-313.
43 tivamente come funzione della sola x in
(O, x°)
e dellasola y
in(O, y°)
- variazionicalcolate senza tenere alcun conto dei valori assunti dalla
f(x, y)
neipunti
di E -le
Vx(1, y)
e1) risultino,
come funzionirispettivamente
di y e di x nel- l’intervallo(O, 1), quasi
ovunquefinite, quasi
continue eintegrabili (nel
sensodel
LEBESGUE)
».3. - L. CESARI
(loc.
cit. in(9)), sviluppando,
fra1’ altro,
per altrericerche,
un’osservazione del TONELLI
(~°),
epartendo
dalla funzionef(x, y) quasi
continuae
generalmente
a variazione limitata inQ,
costruisce una funzionequasi
con-tinua in
Q, f(x, y),
laquale
èquasi dappertutto
inQ uguale
allaf(x, y)
egode
inoltre della
proprietà che,
se x è unpunto
nonappartenente
ad unopportuno
insieme a, di
(O, 1)
di misura linearenulla,
laf(x, y)
considerata come funzione soltanto della y è a variazionelimitata,
ha sole discontinuità a destra ed è continua pery =0.
Perquesta y)
valeperciò
il noto teorema(12)
secondo ilquale
le"1
somme
tendono uniformementealla variazione totale della
y)
in(0,1) quando
tende a zero la massimaparte
incui i
punti yi
dividono l’ intervallo(0, 1).
Indico conVy(x, y)
la variazione totale dellaf(x, y),
considerata come funzione dellasola y
sull’intervallo(0, y),
doveé
0 y 1 (variazione
totale che è calcolata tenendo conto di tutti i valori assunti dallaf(x, y)). È
allora facilededurre,
col solitoragionamento
che si fa per le funzioni continue(13),
che perogni
x nonappartenente
ad a~, lay)
è funzionedi y
continua a sinistra.Inoltre,
come ha mostrato il CESARI(14),
perogni y
di
(0, 1)
layy(x, y)
è funzionequasi
continua di x in(0, 1).
4. - Mi propongo ora di dimostrare che
y)
è funzionequasi continua, .
come funzione di
(x, y),
in tuttoQ.
Perquesto,
osservo anzituttoche,
essendo1’ insieme a, di misura lineare
nulla,
sulsegmento (0,1)
dell’asse delle x èpossibile
costruire un
plurintervallo aperto 21 ,
con n interopositivo,
che racchiudax 2n
tutti i
punti
di ax. Chiamopoi Ax l’insieme,
di misurasuperficiale nulla,
deipunti (x, y)
diQ
in cui xappartiene ad ax
ed è0 - y -- 1,
escelgo
un insieme(1°) L. TONELLI: Serie Trigonometriche. Bologna, Zanichelli, 1928, pag. 449, nota 1.
Cfr. loc. cit. in (9), pp. 303-305.
(12) Il teorema nella forma più generale trovasi in L. TONELLI : Sopra alcuni polinomi
di approssimazione. Annali di Matematica, t. XXV, s. 111, 1916, pp. 275-316, n.- 14. Per le
funzioni continue verso destra tale teorema fu ritrovato recentemente da T. VIOLA : Funzioni
a variazione limitata continue verso destra. Rendiconti Accademia dei Lincei, 1932, vol. XV,
pp. 626-629.
(13) L. TONELLI : Fondamenti di Calcolo delle Variazioni. Vol. I, pag. 43. Zanichelli, Bologna, 1921.
(14) Cfr. loc. cit. in (9), pag. 305.
numerabile uniformemente denso di
punti yi
di(O, 1) (per esempio
l’insieme deipunti
di ordinata razionale di(o, 1)
dell’asse delley).
Per laquasi
continuitàin
(0,1)
della funzione della sola x,Vy(x, y~),
èpossibile
costruire sulsegmento (0, 1)
dell’asse delle x un
plurintervallo aperto
aprescindere
dalquale
la
yy(x, y1)
èfunzione,
della sola x,continua; analogamente
èpossibile
costruireun
plurintervallo aperto d2
_1 3
n 2 sulsegmento (0, 1)
dell’assedelle x,
aprescin-
dere dal
quale
laY2)
èfunzione,
dellasola x, continua ;
ecos ,
ingenerale,
è
possibile
costruire unplurintervallo aperto
_J 2013
n 2111+’ sulsegmento (O, 1)
dell’asse delle x a
prescindere
dalquale
laYy(x,
èfunzione,
della sola x, continua.Costruisco ora un
plurintervallo aperto A
tale che siae che
contenga
tuttigli intervalli
didax, Al Am,....
L’insieme A deipunti (x, y)
tali che x
appartenga
aA,
e 0y 1,
che èquindi
formato da un numero finitoo da una infinità numerabile di
rettangoli
nonsovrapponentisi,
coi latiparalleli
all’asse delle y di
lunghezza uguale all’unità,
ha misurasuperficiale 1,
A contiene_ n
inoltre tutti i
punti di Ax.
ChiamandoQ’
1’ insieme perogni punto (x, y)
di
Q’
e di continuità per lay)
come funzione dellasola y,
equindi
di conti-nuità per la
Yy(x, y)
considerata come funzione dellasola y,
èpossibile,
in corri-spondenza
a un numeropositivo arbitrario s,
determinare due numerib, >
0 e~2 ~
0tali che si abbia
e si
può
sempre fare in modo che ipunti (x, ~y-t-~s), (x, %/2013~)
cadano su duerette del sistema Si
può poi
trovare un numeroò* >0
taleche,
per tuttigli x
soddisfacenti allaIx-x~~5*
e se ipunti (x, 1/+52) (x, y-5i) appartengono
a
Q’,
si abbia1 -- - -
Se
(x, y)
è unpunto qualunque
diQ’ con 1
sendo la
Yy(x, y)
funzione non decrescente di y perogni x
fissato e osservandoche i
punti (x, y + ~2) (x, y - b1) appartengono
necessariamente aQ’,
dalle(1)
e
(2)
si deduceLa
Y’(x, y)
è cos continua iny)
aprescindere
daipunti
di A. Si osservi45
ora che essendo su
ogni parallela
all’ assedelle y,
trannequelle appartenenti
a
A,
laf(x, y)
a variazionelimitata,
su ognuna di taliparallele
esistono alpiù
un’infinità numerabile di
punti
di discontinuità per laf(x, y).
Essicomplessiva-
mente costituiscono
quindi (come
facilmente sivede)
un insieme di misurasuperfi-
ciale
nulla,
e perquanto
sopra si ènotato,
sipuò
dire chequasi dappertutto
inQ’
la
y)
è funzionecontinua,
e,pertanto,
che essa èquasi
continua inQ,
essendo la misura di
Q- Q’ uguale
aquella
di J eperciò 1,
n con n interopositivo
arbitrario."
5. - Di
quanto
si è stabilito al numeroprecedente
darò una seconda dimostra- zione. Osservo subitoche,
per il nostro scopo, sipuò
senz’altro trascurare l’insiemeA
definito al n.° 4. Scelto anche
qui
un insieme numerabile uniformemente denso dipunti yi
di dico A l’insieme deipunti
di cui èVY(X, y)
m essendo un numero fissato arbitrariamente. Essendo misurabile linearmente
(n.° 3)
la funzionedi x, Vy(x, yi) (in
cui suppongo fissatoyi),
è misurabile linear- mente l’insieme deipunti ly.
diQ - Ax
che cadono sulla retta e per cui èYy(x,
ChiamoAy
l’insieme di tutti ipunti (x, y)
diQ
tali che x sial’ascissa di un
punto
diAyi
eyi y 1.
Come ènoto, Ay2
risultasuperficialmente
misurabile
(è
anzi la misura diA’2 uguale
aquella
di~y2 moltiplicata
per(1-yi)).
Poichè
y)
è funzione non decrescente di y perogni x fissato, Ayi
faparte
di A. Se
poi (xo, yo)
è unpunto
diQ-A>
per cui èyo) > rra,
dico cheallora esso dovrà
appartenere
a unAy . Infatti,
nonappartenendo
xo ad a~, la funzioney) è
continua a sinistra come funzionedi y,
equindi
alla sinistra di(xo, yo)
sulla retta x=-xo esiste un intorno in cui è semprey) > m
e intale intorno un
punto yj
per cui è ancheyj) > m. È
cos visto che(xo, yo) appartiene
a Risultadunque
da cui segue che A è misurabilesuperficialmente.
Lay)
èpertanto superficialmente
misurabile inQ - Ax
e
perciò
anche inQ.
6. -
Analogamente
aquanto
si è fatto per laf(x, y),
sipuò
costruire inQ
una funzione
quasi
continuaf(x, y), quasi dappertutto uguale
allaf(x, y), per
laquale
lacorrispondente
variazionetotale,
come funzione dellasola x, V.(x, y)
risulta
quasi
continua come funzione di(x, y)
in tuttoQ,
e inoltre lay)
è funzione
quasi
continuadella y
in(0, 1)
perogni x
di(0, 1).
Ne vieneallora, analogamente
aquanto
ha fatto vedere il CESARI(15),
che sipuò
determinareun insieme E’ contenente E
(n ° 2)
dipunti
diQ,
di misurasuperficiale nulla,
in modo
che,
detteVx*(x, y)
eVy*(x, y)
le variazioni totali dellaf(x, y),
calcolatesenza tenere alcun conto dei valori
della f(x, y)
inE’,
siabbia, quasi dappertutto
in
Q, y)
=y), vy*(x, y)
=y)
- donde risulta chey)
(~~) Cfr. loc. cit. in (9), pag. 305.
e
Vy*(x, y)
sono funzioni di(x, y) quasi
continue inQ -
e in modo anche cheVx*(x, y)
eVy*(x, y)
risultino funzioniquasi
continuerispettivamente
di y e di x per tuttigli
~c ey
di(0, 1).
Essendopoi Vx*(x, y) Vx(1, y), Vy*(x, y) 1),
le
Vx*(x, y)
eVy*(x, y)
risultano finitequasi dappertutto
inQ,
e leYx*(1, y), 1) risultano,
come funzionirispettivamente
di y e di x,integrabili
in(0, 1).
7. - Dimostriamo ora il
seguente :
TEOREMA : Se
f(x, y)
è una funzionequasi
continua inQ
ed ivi gene- ralmente a variazionelimitata,
dato un numeropositivo
arbitrario a, esistono un numeropositivo
N ed un insieme E* dipunti
diQ,
tali che siabbia
m( Q) - m(.E*) a (16),
eper
ogni coppia (x, y), (x’, y’)
dipunti
di E*.Senza restrizione per la
generalità
dellaproposizione
che si vuoledimostrare,
si
può
sempre supporre chef(x, y)
siaquasi
continua linearmente sui lati delquadrato Q.
Sipuò
anche supporre che suquesti
lati l’insieme E’(considerato
al n.O
6)
abbia soltantopunti
costituenti insiemi lineari di misura nulla. Si dica J l’ insieme delle retteparallele
alfasse x su cuiYx*(1, y) (17)
non risultifinita,
diquelle
pureparallele
alfasse x su cui l’ insieme E’ sechi insiemi di misura linearenon nulla od eventualmente non misurabili
(linearmente),
ed infine diquelle,
sempreparallele
all’asse delle x, che passano per ipunti (O, y) appartenenti
ad E’.L’ insieme dei
valori y’ corrispondenti
a tuttequeste parallele
risulta di misura lineare nulla.Sull’ insieme E" costituito dai
punti
delquadrato Q
che nonappartengono
alle rette del sistema
J,
nè all’insiemeE’,
si definiscano le due funzioniP(x, y)
e
Q(x, y)
mediante le dueeguaglianze (17):
da cui risulta
che,
essendole
y)
eQ(x, y)
sono in E"(per quanto
si è visto al n.°6)
funzioniquasi
.continue di
(x, y)
e,inoltre,
funzioni nonnegative
e non decrescenti di x perogni y (i 6)
Con m(Q) e m(E*) indico le misure di Q e di E*.(1~)
Si tenga presente che Yx*(x, y) e y) sono calcolate senza tenere alcun conto dei valori assunti dalla f(x, y) sull’ insieme E’ (considerato al n.o 6).47
fissato.
Se y=yo è una retta nonappartenente all’insieme J,
l’insieme deipunti
nyo che E" sega su essa ha misura lineareeguale
a 1. Chiamo coyo 1’ insieme(di
misuralineare
nulla) complementare
di -ry,,rispetto
alsegmento (O, 1),
su cuiquindi P(x, yo)
eQ(x, yo)
non sono definite. PoichèP(x, yo)
nell’insieme ~yo è funzione finita nondecrescente,
nonnegativa di x,
se x è unpunto
di OJyo, esisterà finito il limite diP(x, yo)
per x -x-O,
con(x, yo) appartenente
a assumo talelimite come valore di
P(x, yo)
nelpunto (x, yo).
Cos facendo perogni punto
di coyo, e
ponendo P(x, yo) = 0
per eP(x, yo)=P(l, yo)
per x >1,
laP(x, yo)
viene ad essere definita su tutta la retta y=yo, su cui risulta non
negativa,
nondecrescente. Per
ogni punto (x, y)
diQ
in cui laP(x, y)
risulta cos definita(quindi
esclusi tutti e soli ipunti (x, y’)
essendoy=y’
una retta del sistemaJ),
si indichi con
y)
l’estremosuperiore dell’espressione
considerata per tutti i valori di ~4=0.
Mostrerò anzitutto che
y)
è funzionequasi
continua di(x, y).
Sehi, h2, h3,...., hn,....
è un insieme numerabile uniformemente denso di numeri non nulli del- l’intervallo(- 1, 1),
per essere lay)
funzione non decrescente perogni y
fissato
(y =~ y’),
sipuò
considerare come estremosuperiore dell’espressione:
1 - -, 1
Poichè
l’espressione
entro il segno di valore assolutoè,
perogni hr,
funzionequasi
continua di(x, y),
taleè p(x, y)
come estremosuperiore
di un insiemenumerabile di tali funzioni.
Fissato ora un numero
positivo
L e detto e l’insieme deipunti (x, y)
in cuiè
y)> g L,
si consideri la sezionee(yo)
di e con la retta y=yo e siosservi
che ad
ogni punto
die(yo) è
associato almeno unsegmento,
dilunghezza della
retta y=yo, che ha tale
púnto
come estremo e per cui è:Ricordando un lemma del VITALI
(1g),
sipuò scegliere
un numero finito di(18) Il lemma è il seguente:
« Sia E un insieme lineare di misura esterna finita me(E). Supponiamo che ad ogni punto P di E siano associati uno o più intervalli chiusi contenenti P come punto interno
o Come estremo. Dato allora un numero e > 0, si può scegliere un insieme & di un numero 1
finito di intervalli associati .. non sovrapponentisi tali che m(&)
> -
m,(E) - e ».3
In una forma leggermente diversa, ma del resto perfettamente equivalente, esso si trova
in VITALI : Sui gruppi di punti e sulle funzioni di variabili reali. Atti Accademia Scienze,
Torino, vQ1- XLIII, 1908, pag. 230.. ’
tali
segmenti
in modo che risultino nonsovrapponentisi
eche, dette I 1
le lorolunghezze,
risultiDa
qui integrando
si ha :dove A è una costante
positiva indipendente
da L.Ragionando analogamente
suQ(x, y)
come si è fatto suy),
siha,
per la seconda delleuguaglianze (1),
essendo
(x, y)
e(x + h, y)
duepunti qualunque
delquadrato Q, purchè
nonappartenenti
ad un certo insieme di misurasuperficiale
2AL-I.Analogamente
si dimostra che in un insiemecorrispondente
èPreso
dunque
uno>0
adarbitrio,
si possono trovare unnumero L > 0
edun insieme chiuso H di
punti
diQ
tali chem(Q) -m(H) ’-5
3 ed in modo chequando (x, y) appartiene
ad Hvalga
la(2)
se anche(x +h, y) appartiene
ad He
valga
pure la(3)
se anche(x, y + k) appartiene
ad H.Si indichi ora con 4 un insieme chiuso di
punti
diQ
tale chem(Q) - m(4) É
e sul
quale
laf(x, y)
risulti funzionecontinua,
e si dica M il massimo modulo dif(x, y)
su 4. Si esamini l’insieme chiuso E deipunti
comuni ad H e a J.È m(E) > m(Q) - 2. Segando
l’insieme E con la rettay = y
si ottiene un in--
3
-
sieme lineare
Ey
y chiuso(e quindi misurabile). Quasi
tutti ipunti
di E- sono, y - per un noto teorema delLEBESGUE, punti
di densità lineare 1 -(rispetto
aE-);
ye
questi punti
di densità lineare 1 costituiscono un insieme di cuiogni punto
w _
è
quindi
di densità lineare 1rispetto
all’ insieme ,E- stesso(avendo
escluso dal-_
l’insieme E solo l’insieme di misura lineare nulla
E--E-).
Si indichi ora- Y - y y
80n E l’insieme
superficiale
di tutti ipunti degli Ey
y per tuttigli y. Questo
in-49 sieme E è misurabile
superficialmente . È poi ~(~)==?~(.E’)>~(0)20132013.
Sia
(~, y)
unqualunque punto
di E e si dican)
la misura dell’ insieme deipunti
diE
che cadono nell’ intervallo diampiezza -
n della e avente ilcentro in
(x, y).
Si pongay) = 2 m(x, y, n).
Le funzioniy), y),....,
qJn(x, y),....
definite inil
sono iviquasi
continue(2°)
e convergono in tutto E al valore1,
per n - 00; per il noto teorema di SEVERINI-EGOROFF èquindi
pos- sibile determinare un insieme chiuso E* dipunti
di E soddisfacente alla condi- zionem(E*) > m(É) - 3
e in cui la convergenza diy), qJ2(X, y),....,
y),....
verso il valore 1 è uniforme.È dunque possibile
trovaretale
che,
perogni
indice parogni punto (x, y)
di E* si abbiaPn(x, y) > 8 ; e
9allora,
se è0ó posto 20132013. 1 ,
si avrà per un qua-n n1+1 n1
lunque punto (x’, y’)
diE*,
e indicando conE(2d)
l’insieme deipunti
di E checadono nell’ intervallo
(.r’2013~~+~)
della rettay = y’ :
Se ora
(x, y)
e(x’, y’)
sono duepunti qualunque
di E*con i
i
punti
di Eche
cadono nell’ intervallo di estremi(x’, y’), (x, y’),
come purequelli
che cadono nell’ intervallo(di uguale ampiezza
di estremi(x, y), (:c’, y),
costituiscono due insiemi ciascuno di misura> 9
ó.Ne segue che esisterà necessariamente una retta
x=x*,
con x* compreso fra xe
x’,
tale che ipunti (x*, y’)
e(x*, y) appartengano
entrambi adE. È allora,
per le(2)
e(3) (e poichè
Eappartiene
adH) :
(~9) Per questo basta osservare che, dicendo y) la funzione caratteristica relativa
x
all’ insieme E, la funzione
y) = cp(x,
y)dx è superficialmente misurabile (cfr. L. TONELLI:O
Sull’integrazione per parti. Rendic. Accad. Lincei, 1909, XVIII, pag. 248) e che tale è anche
y);
1 donde segue che è donde segue che e superficialmente superficialmente misurabile 1’insieme misurabile l’insieme dei _punti in eui dei punti in QUI eè (’~) Infatti, detta q2(z, y) la funzione caratteristicadell’insieme É,
èAnnali della Scuola Norm. Sup. - Pisa.
Se, infine, (x, y)
e(x’, y’)
sono duepunti
di .E~ per cui è si haSe si dice ora N il
più grande
dei due numeri L e sipuò
direche, prefissato
arbitrariamente un è statopossibile
trovare un numeroN>0
ed un insieme E* diQ
tale chem( Q) -m(E*)
a in modoche,
se(x, y)
e(x’, y’)
sono due
punti qualunque
diE*,
si abbia :Il teorema è cos
dimostrato.
8. - Dalla
proposizione precedente
e per un teorema di RADEMACHER-STEPANOFF segue che laf(x, y),
considerata soltanto sull’ insiemeE*,
è totalmente differenzia- bile(nel
senso diSTOLZ) quasi dappertutto
inE*;
epoichè,
per ilgià
ricordatoteorema del
LEBESGUE, quasi
tutti ipunti
di E* sonopunti
di densità super- ficialeeguale
a1,
sipuò
affermare che inquasi
tutti ipunti
di E* la densitàsuperficiale
di E’~ è1,
e laf(x, y) è,
considerata soltanto suE*,
totalmente diffe-renziabilé (nel
senso diSTOLZ).
Se(xo, yo)
è uno di talipunti,
vuol dire che esiste un insieme misurabile(l’insieme E*)
avente nelpunto (xo, yo)
densità su-perficiale 1,
in modoche,
se(.x*o+~ yo + k)
è unpunto qualunque
diE*,
si abbia :con
R(xo,
yo;h, k) -
0quando (h2 + k2 - 0,
il limite essendo considerato soltanto per ipunti (xo + h, yo + k)
di E*.Perciò,
considerando ora laf(x, y)
sututto Q,
risulta che essa è asintoticamente differenziabile in
(xo, yo)
equindi quasi dap- pertutto
in E*. Poichè ilnumero o > 0
del teorema del n.° 7 èarbitrario,
neyiene
che la
f(x, y)
è asintoticamente differenziabilequasi dappertutto in Q.
E siccomeogni
funzione a variazione limitata è anchegeneralmente
a variazionelimitata,
si
può
enunciare il risultato:«
Ogni
funzionef(x, y) quasi continua,
laquale
sia a variazione limi-tata,
o(più
ingenerale) generalmente
a variazionelimitata,
èasintoti-
. camente differenziabile
quasi dappertutto
nel campo(2i)
in cui è definita ».(2i)
Cfr. nota (7). ..’"