R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
A NGELO T ONOLO
Sugli spazi riemanniani normali ad n dimensioni
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 26 (1956), p. 328-333
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AD
nDIMENSIONI
No ta
(*)
di ANGELO TONOLO( a Padova)
Alcuni anni or
sono 1)
hoassegnato
delle condizioni neces-sarie e sufficienti affinchè uno
spazio
riemannianoV3
sia nor-male,
cioè affinchè con le linee delle sue tre congruenzeprin- cipali
si possa costruire(almeno)
un sistematriplo ortogonale
di
superficie.
Successivamente lo Schouten
2)
hageneralizzato
ilproble-
ma assumendo in uno
spazio
riemannianoVn , con n > 3,
uncampo
qualsiasi
di affinorisimmetrici,
con distintiautovalori,
e lo ha risolto con i suoi
espressivi
edagili algoritmi.
IlNijenhuis ~)
ha risolto laquistione
anche pergli spazi Xn
senza metrica e senza connessione.Mi sono ora
proposto
ilproblema
di caratterizzaregli spazi Yn
riemanniani normali con n > 3 estendendo il metodoesposto
nella miaprecedente
ricerca.Questa estensione
non(*) Pervenuta in Redazione il 4 dicembre 1956.
Indirizzo dell’A.: Seminario matematico, Università., Padova.
1 ) A. TONOLO, roarietà riemanniane normah a tre dimaensioni, Pont. Accad. Sci., Acta~ Vol. XIII, (1949); Rend. Accad. Naz. Lincei, CI. Sci. Fis. Mat. Nat., Serie VIII, Voi. VI, (1949).
2) J. A. ScHOUTEN, ~~r ~ tes tenseurs ~~Mr~ ~e de V~ ~n MM? aux (Mrec~MM directions prvneipates
Conférence au Colloque de Géométrie différentielle à Louvain, 11-14 Avril, (1951).
8) A. NIJENHUIS, o f eigenveetora, Proc. Kon.
Akad. van Wet. Amsterdam, Serie A, Voi. LIV, (1951).
J. I~AANTJES, On sets of eigenvectors, Ibidem, Serie A, Vol. LVIII, (1955).
A. FBõLICBEB and A. NIJENSUIB, Theory of roector-roatued dif fe- rential forms, Ibidem, Serie A, Vol. LIX, (1956).
329
porta
alleequazioni assegnate
dalloSchouten;
essa assegna alle condizioni di normalità la formaseguente:
certipolinomi
nella
indeterminata p,
iquali
si costruisconooperando
sulle
componenti
del tensore misto di Ricci loro deri- vateprime rispetto
alle coordinate diV.,
devono esseredivisibili per il essenziale supporre che
gli
zeri di
questo
determinante(autovalori
diJ~. ~
siano sem-plici.
In taleipotesi
il risultato è valido perogni
campo di affinori simmetrici diVn .
l. - Siano:
(a, p, *X, g, v, ~., ’79
Ty1, 2,
... ,n) V.
unospazio
riemanniano con lecoordinate t’,
il suo tensoremetrico,
il tensore contratto diRicci, PA == P1~ (~l) ( ~ =1, 2,
... ,n)
le radicidell’equazione
( autovalori
diK.~).
Noi supporremo che esse siano sem-plici ;
allora vi sono in determinante direzioniprincipali
mutuamente
ortogonali
e noi indicheremo=1, 2,
... ,n)
rc vettori unità
lungo queste
direzioni(sistema
covariante diautovettori).
Normale è lospazio Vn quando
icampi 1*,;bl
sononoto che ciò avviene solo e soltanto
quando
Per
semplificare
inseguito
lenotazioni,
denoteremo con9 = p (tl)
unagenerica
delle ph e con il icorrispondenti
au-tovettori ; valgono
allora le identitàPoichè la radice
p (C2-)
èsupposta semplice
perl’equazione (1),
la matrice del determinante chefigura
alprimo
membrodella
(1)
con è di caratteristican 1; perciò
icomplementi algebrici degli
elementi di una sua linea sonoproporzionali
aicomplementi algebrici degli
elementi di unasua linea
parallela.
Posto allorail risultato della risoluzione del sistema
(3) può
scriversicos :
ove abbiamo indicato con
i
complementi algebrici degli
elementi(4)
della matrice Nelseguito giocano
un ufficio essenziale leseguenti
espres- sioni :Esse sono funzioni delle
coordinate C2-
e si costruisconooperando
soltanto sullecomponenti E~
e loro derivateprime
rispetto
aqueste
variabili. -2. - Poniamo:
ove p va
pensata
ora come unaindeterminata,
e denotiamo coni
complementi algebrici degli
elementi(8)
della matrice .Essi sono funzioni intere nella p i cui coefficienti
dipendono
dalle CI
e si identificano con icomplementi algebrici (6)
quando
alposto
della indeterminata pponiamo
la radicep ~ p ( ~ ~) dell’equazione ( 1),
cioè della( 9) ;
abbiamopertanto
331
Premettiamo la notazione
seguente:
data unagenerica
fun-zione
delle e >-
e della pcon il simbolo
[F]
intendiamo la funzione dellesole ZI
che siricava dalla F
quando
alposto
della pponiamo
la radicecioè
Dalla
(11)
si ricava alloraPoichè
p()À)
è radicesemplice dell’equazione (9),
saràe
quindi
Sostituendo nella
(13)
ricaviamoMoltiplichiamo
la(15)
per ungenerico complemento alge-
brico per la
(11)
e la convenzione(12),
otteniamoConsideriamo
l’espressione
chefigura
dentro laparentesi quadra
del secondo membro della(16),
cioèEssa è manifestamente una funzione intera nella indeter- minata p i cui coefficienti sono funzioni delle sole
1’
laquale
si identifica col
primo
membro della(16) quando
alposto
della p
poniamo
la radicep(C2-).
Fissiamo ora nella(7)
unvalore per 1:’, che denotiamo ancora con
questa lettera,
eponiamo:
Moltiplichiamo
per sitrae, applicando
la(16),
Per
quanto
abbiamo detto inprecedenza 1’espressiòne
fraparentesi quadre
nel secondo membro della(19),
è unpoli-
nomio nella p con coefficienti
dipendenti
dallecoordinate CI;
esso è
uguale
alprimo
membro della(19) quando
p viene solstituita con la radice
p (E~ ).
Nella
(19) pensiamo
effettuata la sommatoriarispetto
a re facciamo circolare
gli
indici li, v, Q ; otteniamoIl secondo membro della
(20), prima
di effettuarvi la so-stituzione
p = p (;1),
è una funzione intera nella p: .e si ha identicamente
Va osservato che i coefficienti
p.,, p(t) ( t -~ 1,
... , 28)
sicostruiscono a mezzo delle
componenti
del tensore misto di Ricci e delle loro derivateparziali prime rispetto
alle~l.
3. - Possiamo scrivere la
(7)
nella formaseguente:
Poniamo al
posto
deicomplementi algebrici A FV
iprimi
333
membri della
( 5) ;
si ottieneEseguendo
le derivazioni e tenendo conto delle(2)
si ricavaSupponiamo
che ilcampo ~~
sia allora sononulle
le 1p,va
equindi
anche le per le(25);
per le(22) ogni p1~(~l)
è anche radice delpolinomio (21)
qualunque
sia la terna conQuesti polinomi
sono
perciò
divisibili per il determinanteE ( p) :
Inversamente,
sevalgono
le(26)
perogni
terna e sep == p (El)
sono le radicidell’equazione E ( p) = 0, supposte
sem-plici,
allora si annullano anche ipolinomi
con p -p (91);
per le
(22)
sono allora nulle le equindi
le per le(25);
il campo dei
vettori i)
èperciò
OSSERVAZIONE. - S manifesto che la
precedente
teoria èsenz’altro
applicabile
adogni
campo di affinori simmetrici dinell’ipotesi
che sianosemplici
le radici dellacorrispon-
dente