R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
P IERO P LAZZI
Su certe equazioni convolutorie per distribuzioni
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 54 (1975), p. 257-269
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equazioni
PIERO PLAZZI
(*)
SUMMARY - In
paragraphs
1 and 2 of this paper we define the « convolutionproduct
on a linear manifold » of two distributions(in
[2], [3] it wasdefined for
functions) ;
the usual convolution turns out to be aspecial
case of the former, but the main
properties
of the latteroperation
stillhold: thus, we can prove
exchange
formulas for Fourier andLaplace
transformations
(theorems
3 and 5). Inparagraph
3, thefore-going
resultsare
applied
to thestudy
of certainconvolution-type equations
of non-finite order for distributions: the classical results about these equations( f 11, [4])
still hold, but now the solution may fail to be
unique.
Notazioni.
Se
y = (yl ... yp)
scriveremo seV; = l ... p (analogamente sostituendo > con > ) ;
se M E Rp porremose è un
operatore
lineareiniettivo
(7~, n E N, 1 c ~ c n),
e A è la sua matricerispetto
alle basicanoniche,
diremo che ll èpositivo
se i termini ...,n, j =1... 7~)
di A sono tutti non
negativi (scriveremo
porremo Y -Se a è un
p-indice
e xa hanno ilsignificato consueto;
D2 valeove le derivazioni s’intendono sempre nel senso delle distribuzioni.
Adotteremo le usuali notazioni per
gli spazi
di funzioni test egli spazi
didistribuzioni;
se T è una distribuzione sullospazio
di funzioni(*) Indirizzo dell’A.: Istituto Matematico « S. Pincherle » - - Piazza di Porta S. Donato, 5 - 40127
Bologna.
Lavoro
eseguito
mentre l’autoregodeva
di una borsa di Studio del CNR.test
ø,
indicheremo il suo valorein ç
c- 0 con la scrittura oppure~Tx~g~(x)~ ;
indicheremo conY(T)
la trasformata di Fourier di T(se
~ E
C(Rp)
intendiamo§ 1.
DEFINIZIONE 1. Sia A unoperatore
linearepositivo
comequello
sopradescritto;
sesupp per costanti
M E Rk,
N e R"opportune ( S,
T hanno sup-porto
inferiormentelimitato)
chiameremo convoluzione di S con T secondo la varietà lineareV,
e la indicheremo con 8 *T,
la distri- buzione su Rndefinita,
da’V
ove ay E
ccy(x, y)
E[0, 1], ’v’ (x, y)
E = 1 su un intor-no di supp
gg(y
+Ax)
r1(I(M)
XI(N)).
La definizione è correttaperchè :
(x,v)i) Vç
E ècompatto
in epertanto
esiste una fun-zione come
quella
descritta nelladefinizione;
ii)
la definizione nondipende
dalla scelta diiii )
Sv
T è una distribuzione diNotiamo che se supp rp
+ AM) - ø,
allora.K~
=0; perciò
supp
( S Y
vT)
SI(N
+TEOREMA 1. Sia 11
l’operatore già descritto,
S Eposto,
risulta : O O
k-indice;
e per un risulta
DIMOSTRAZIONE.
i) È
immediato cheA(S)
E~’(I~~).
Se ora e supp 99 n
A(supp 8) = 0
si ha1(S) ~q~~
-= 0
perchè
n fJ(se
so E nn
supp S, Ax0 E
supp q nA(supp S), as surdo ) ; perciò
supp CC A (supp S).
allora
VeER+,
tale checiò premesso, se
3x E
supp 8 C
.Rk tale cheaperto
@supp c W tale che
~S ~ ~
0 : se ora y E D C Rnaperto,
sia W unaperto
di Rk tale che se qo è la funzionegià descritta,
relativa a si ha suppll.(~S)
= =- ~S ~~~o~ ~ 0,
cioèdunque
Iterando si ha la tesi.
ii)
Seg E S(Rn) poniamo l.(S) Ig)
- è facile allora ve- rificare chequesta posizione
estende su in una distribuzionetemperata.
iii)
Osserviamo chese f è
continua suR,
~’ è continua da Rpa
Rm,
sonocompatti,
alloraper un
opportuno ~>0.
(*) Se 8> 0, denotiamo con
V,(A)
l’intorno diraggio e
di ~. :Ciò premesso, siano
Si ponga
(3
è la matrice identica èDgoA
avendo indicato ancoracon Z l’operatore (lineare iniettivo)
da J+" a R"+" associato alla ma-trice
Ã
nelle basi canoniche.Posto
.g2 =
supp +Ax)
n(I (1V1 )
c Rk+n si haÃK2 ç Ki :
(xw)
per l’osservazione premessa segue 1 su
Vr¡(K2) per q >0
oppor-tuno : allora dalla definizione 1 segue
S,,0
+Ax»
==e
perciò A(S)*T = S*v
T.v
OSSERVAZIONI.
1) iii)
offre una definizione alternativa di con-voluzione secondo un varietà
lineare;
dipiù,
ne segue lapossibilità
di definire vT anche nella
ipotesi
che Il. sia unoperatore
lineareiniettivo
generico
ed 8(oppure T)
sia asupporto compatto.
TEOREMA 2. Siano
1 c 1~ c n, SUpp 8 C: I(M)
per .M E Rk
opportuno,
suppI(N)
per un N ERn,
~., ~
V abbiano ilsignificato esposto
nella definizione1;
allorarisulta:
La dimostrazione è immediata:
i)-iii)
seguono dalleproprietà
dellaconvoluzione ordinaria e dal teorema 1.
OSSERVAZIONE.
Analoghi
risultativalgono
se-(oppure T)
è asupporto compatto
e ll. è unoperatore
lineare iniettivogenerico.
TEOREMA 3.
A, A,
TT abbiano ilsignificato
convenuto all’inizio delparagrafo, F
sial’operatore
diFourier;
DIMOSTRAZIONE. I simboli scritti hanno senso
perchè
nelleipotesi i)
eii)
S*T ètemperata
eY(T)(y)
sono funzioni div
C), moltiplicatori
perS’(Rn).
Dalla definizione segueBasterà ormai provare che se
È 8 = y
per un(a k-indice)
e certe Ee(Rk, C),
suppfa
C|a|p
c K c Rk,
@ .Kcompatto;
la derivazione è nel senso delle distribuzioni.Allora,
Poichè
~-~(J.(~))(~
sonocontinue, dallluguaglianza
come distribuzioni
temperate
segue lauguaglianza puntuale.
TEOREMA 4. Siano
A, A,
V abbiano il so-lito
significato.
Se T: è unoperatore
lineare invertibile di matrice B e..1-
r-lo...1 ha matrice2- B-1A, posto A(Rk)=V
si haDIMOSTRÀZIONE. I simboli scritti hanno senso: infatti
11
è 1-1 esupp(T%
= supp T ècompatto.
Sia ora
ove
è evidentemente
compatto.
Perciò°
,1’operatore
associato risulta lineare e in-0 93 ’
vertibile su
poichè
è un
compatto
tale che per l’osservazione premessa alla dimostrazione dii)-iii)
seguecc~(~(t, y)~ = o)(,%t,,%y)
=1, V(t, y)
E(q > 0 opportuno).
Perciò l’ultimaespressione
scritta vale8 ~
e il teorema è
provato.
~~ 2.
abbiano ilsignificato già convenuto;
d’ora inpoi
si
supporrà
Se è trasformabile secondoLaplace (L-trasformabile)
sulla striscia(o tubo)
di Re s(a,
bERp),
sidenota con
L(T) (s)
il valore in s della sua trasformata diLaplace (nel
senso di
Schwartz).
DEFINIZIONE 2. Si pone
è uno
spazio
vettorialecomplesso, sottospazio
ditale che ci > c si ha ancora, se T è L-trasformabile per Re s > c e
~~(y) = 1
sey > p - 1, j (!I) - 0
sey c,u - 2 ;
sipuò
verificare che il secondo membro di(*)
ha sensoperchè x
-> exp[- ~s
- c,r) ]
_è a decrescenza
rapida
per Re s > c.OSSERVAZIO-.NE. è chiuso per convoluzione su
varietà,
cioè ,S E @ T E =>
S Y
T EÈ
immediato cheS,
T Ebasterà allora provare
E
Intanto,
per lapositività
di.~1.,
suppA(8)
è inferiormentelimitato;
siapoi
tale che see risulta
perciò
se h è tale che exp[- h,
ètemperata;
ciòprova che E essa è inoltre L-trasformabile per Re s > h
(purchè c) .
TEOREMA 5. V abbiano il
significato solito, S E
siano
c E .Rk, C1ERn
tali cheDIMOSTRAZIONE. Basterà provare che per Re s > h è
=
L(S)(ATS).
Infatti per Re s > hove
su un
aperto
W di Rk contenentesupp 8
le due funzioni a decrescenzarapida (cfr.
la dimostrazione del teorema1, ii))
coincidono ; perciò
e infine
§ 3.
Se F è una distribuzione porremo sei r
r > 2 ; F*1 - F, (purchè
i simboli abbianosenso);
se F =_ (.F1... E ( ~~ (I~p) )m
denoteremo con F*2l’espressione
* ... ~ F’~am.Ciò premesso, siano dati
degli operatori
lineari iniettiviA ; : (1 c k~ c n, ~
== 1 ...m)
di matrici~~j> > 0 (il generico
termine di si denoterà conponiamo
e V =(V~... TTm) ;
se il sim-bolo ha senso, scriveremo per
(X2«2 Ya
...(X*01- ymY*~)..., )
ove X =
(Xl ... Xm)
e Y =(Y1
...Y1))
sono unam-upla
ed unap-upla
di
distribuzioni,
a unm-indice, f3
unp-indice.
Infine siaq(z, w)
== ç(z1... zm; w1... wp) = E a(a,B)zawB
una funzione intera su Gm+p. .(a,B)
questi
simboli manterranno lo stessosignificato
per tutto ilparagrafo.
TEOREMA 6. Siano
Tj
EXz
E(j
= 1 ... m, 1 - 1p)
con
supp -T,,
1b’j, Vl,
exp
[- ~cc~)~
E8’(Rki)
exp[- c,
E8’(RII)
peropportuni C(i)
ERkil
e ERn ;
sia h E .Rn tale che h > c,c(i), Vj
= 1 ... m.Se
3K; , I~í
costantipositive
tali chee ciò 1 ... m, 1 ...py risulta:
converge in ad una distri- buzione
ii)
se s ECn,
Re s > h si haDIMOSTRAZIONE.
Anzitutto,
T*a v v E +supp(T*a
* vX*P) C
C: I(0),
Vam-indice, p-indice; poi,
se s E Cn eRe s > h, X*~)(s)
è definito e si ha(dal
teorema5)
il
Si consideri la serie in
ogni
sua ridotta è una distribuzionetemperata;
si haavendo
posto
=.~ (g)(z), perchè,
come è notose T è
L-trasformabile, 8
ètemperata.
Perciò sussiste la
seguente maggiorazione:
e
dunque
converge(assolutamente)
segue che
(1)
converge in ad una distribu-zione
temperata perciò r
T*av X*P
converge in a (ot,03B2)’ ~
è immediato che
supp 8 C I(0).
Infine,
se Re s > h siha, posto (a,
í EOSSERVAZIONI 1.
Ipotesi
deltipo
dia)
eb),
non necessarie nel casoclassico di funzioni
([4]),
non si possonotroppo
attenuare: si consi- derino i! non converge in
~’(I~);
infatti seg(x)
oscillano.
2)
Un teoremaanalogo
valenell’ipotesi che 99
sia olomorfa sulpolidisco
dipurchè
siaTEOREMA 7.
V, Aj, ae(j)
abbiano ilsignificato già esposto;
inoltreSi abbia
l’equazione
si dice soluzione di
(2)
una X E(sicchè
abbiano senso le con-voluzioni
scritte)
che soddisfi(2)
e tale che L commuti con 27.Allora,
sei) l’equazione q(z,
~,v,~) =
0 ha le soluzioni locali u =y(z, ~,u)
==con- le distribuzioni del
tipo
sono tutte e sole le soluzioni di
(2).
DIMOSTRAZIONE.
Anzitutto,
per l’osservazione 2 al teorema pre-cedente,
la serie(3)
converge a un ~Y Esupp X C I(0)
e inoltreper Re s > h
opportuno
Dunque IL(X)(s) C K"
per h eperciò (2)
converge se X è deltipo (3);
dipiù
perRe s > h’ opportuno
avendo
posto _
dùnque (3)
risolve(2). Viceversá,
se X ri-solve
(2), applicando
L si ha(Re s > h" opportuno) allora,
per leipotesi
su 92ove i
&~)
sono i coefficienti di unagenerica
soluzionelocale; perciò
per unicità
x = ~ b(a,~)S*a Y T~‘~,
cioè X è deltipo (3).
(a~~)
’ ~
Un risultato
analogo
al teorema 7 sussiste persistemi;
per sem-plicità,
si omette ladimostrazione, analoga
allaprecedente.
TEOREMA 7
A(5), V, T ~
~ siano definiti come nel teo-rema
precedente (~~=1...~~=1...~);
sianoassegnate
le funzioniintere su
(a
sarà allora unm-indice, fl
unp-indice, y
unr-indice).
Sia dato il sistema
si dirà soluzione del sistema una
r-upla
di distribuzioni di X =(X~
...Xr)
che soddisfi(4)
e tale che L commuti con E. Allora sei)
le soluzioni locali del sistemag~~(z, w, u) = 0,
s = 1 ... r deltipo
u = ip -("P~ ...
sono olomorfe(cioè
acomponenti olomorfe) sul polidisco Rí, (j
= 1 ... m, 1 = 1 ...p);
con le distribuzioni del
tipo
ove i
b~à ~)
sono i coefficienti della s-esimacomponente
di unagenerica
soluzione
locale,
sono tutte e sole le soluzioni di(4).
BIBLIOGRAFIA
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relative allatrasformazione
diLaplace,
Rendiconti dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, classe di Scienze, 76 (1942-43).
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Rendiconti dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, classe di Scienze, 84 [1951).[4]
P. RIZZONELLI, Sulla risoluzione delleequazioni integrali
concernenti com-posizioni
secondo varietà lineari, Bollettino U.M.I., 14 (1959).Manoscritto pervenuto in redazione il 28