R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
B RUNO P INI
Sulle equazioni paraboliche lineari del quarto ordine, II
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 27 (1957), p. 387-410
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LINEARI DEL QUARTO ORDINE, II
Nota
(*)
di BRUNO PINI( a Modena)
Consideriamo
l’equazione
essendo i coefficienti e il termine noto funzioni continue in un
campo et
delpiano x,
y ove si suppone chec~
eé
siano disegno,
costante. In
I1)
si è studiato il caso chel’equazione
abbia due radici reali dello stesso segno,
distinte,
e si è ac-cennato al caso di una radice
doppia.
Studiamo attualmente il caso che(2)
abbia due radicicomplesse coniugate;
succes-sivamente mostriamo come si possano unificare i risultati
già conseguiti
equelli
chequi conseguiremo provando
chesussiste 1’invertibilità in
piccolo
di una certa trasformazione lineare cui si riduce ilproblema
che trattiamo. Da ultimo esporremo brevemente un ulterioreproblema.
Suicoefficienti,
termine noto e dati faremo
ipotesi
diregolarità analoghe
aquelle
diI ;
esse sono certamentesovrabbondanti,
alcune in(*) Pervenuta in Redazione il 28 settembre 1957.
Indirizzo dell’A.: Istituto matematico, Usiversità, Modena.
1 ) Indicheremo con I la Nota dello stesso titolo della presente che la precede; con I-1, ... , I- ( 1 ) , ..., indicheremo rispettivamente il n. 1,
..., e la formola (1), ... , ~di tale Nota.
modo
palese,
mapermettono
una trattazionepiù rapida;
d’altronde in altro
luogo è
stato indicato unragionamento
chepermette
l’attenuazione di taliipotesi.
1.
Posizione del problema
e teoremadi unicità.
Nelle
ipotesi
diregolarità
sui coefficienti di(1) specifi-
cate in I-1 e
nell’ipotesi
che la(2)
abbia due radicicomplesse coniugate,
equindi ~c e é
abbiano il medesimo segno, le tra- sformazioniI-(3")
e1- (3’) permettono
di riferirciall’eqmazione
e al
rettangolo ~ :
0~ 1,
O ~Supponiamo
che intutto A
siaIl caso di a -= 0 richiede una trattazione a
parte.
Il
problema
che consideriamo èquello
stesso di I: trovareUna
y)
insie-me alle, derivateprime
e tatc che
essendo
pre f issati
i valori c~zSi ha che :
Nelle
ipotesi
di 1-2 suicoefficienti
di(3)
esiste alp-iù
unasoluzione del
problema indicato,
continua insieme allesue
La dimostrazione è
quella
stessa di 1-2.2. Il
problema
perl’equazione ridotta.
Consideriamo ridotta
essendo a una costante tale che 0 a 1. Posto
poichè la (5)
sipuò
scrivereessendo i l’unità
immaginaria,
si hanno subito i dueintegrali
i
quali, prolungati
con lo siprestano
a unruolo
analogo
aquello
della soluzione fondamentaledell’eqna-
zione del calore.
Esiste un numero a, 0 a
~/4,
tale chericordiamo
poi
cheSiano a?o e aJ~ due numeri tali che 310
0,
aJ~ > 1 ei
1, 2,
due funzioni continue su ~o:5, o t::-C
311. Postosi
ha,
tenendopresenti
le(81, 2),
Supposto poi
che lew; (x)
siano dotate di derivate secondecontinue, poichè
onde
eseguendo
alcuneintegrazioni
perparti
e tenendopresenti
le(7)
si haPertanto se e sono due îunzioni definite su
~ 1,
laprima
continua con la derivata seconda e la secondacontinua,
se siprolungano
in tutto a?o :!!9;- o aJ~ in modo che ivi abbiano la dettaregolarità
e siprende
la
(9)
è soluzione di(5)
per y > 0 ed è tale chePertanto il
problema
che ci interessa relativamente alla(5)
ea 8
si riconduce alla determinazione di una funzioney)
continuain 8
con le derivateprime
e tale checon
~(0)=~(0)=0.
Richiedendo la continuità delle derivateprime in A
si dovrà supporre le continue conP~(O) =0
e le continue con
~/(0)==0.
Cercando la soluzione sotto la forma
si è condotti al sistema di
equazioni integrali
di VolterraIl determinante dei termini
integrati
èeguale
a z3 sen2 a~ 0,
onde il sistema
( ~11, Z ~ $ , ~ )
si scriveanalogo
al sistemaI- (20),
delquale
ha la stessaregolarità.
3. Il
problema
perl’equazione completa.
Considerazioni
analoghe
aquelle
fatte in 1-4suggeri-
scono di assumere come soluzione
fondamentale
della(5)
lafunzione
Se
f ( P)
è una funzione continua inÉl,
5 si haSulla base di
(14)
e(15)
si ha che sef ( P)
è continua in~
e hölderiana inogni punto
P tale che 0 ~1,
0y posto
si ha
per 0 c z
-~- j ~ 3, 0 j
1, escluso il casodi i 2, j 1;
inoltre in
ogni punto
P tale che 0 s1,
0y h,
si hae
conseguentemente
Se indichiamo
poi P, Q)
la funzione ottenutadalla
(13) ponendo a ( Q)
eb(Q)
alposto
di a e b e 8ea ( P)
si suppone dotata di derivate
prime continue,
sussiste ancorala
(14),
la(15)
cony)
alposto
dib,
la(17),
lee la
(19)
conb ( P)
alposto
di b. Come in 1-4 si dimostrache esistono due costanti
positive
C e c tali cheper i -~- ~
minore di unprefissato
arbitrario numero naturale.Ne segue che se i coefficienti di
(3)
sono dotati di deri- vateprime
continuein 8 e g(P) è
una funzione continua in~,
la funzioneverifica in
ogni punto
P di~
una condizione di Hòlder.In base alla
(20)
e aquest’ultima proprietà
si posssonointegralmente ripetere
iragionamenti
di 1-5 e concludereche:
Se i
coe f f icienti
di(3)
e il termine noto sonofunzioni
dotate di derivate
prime continue,
se i datiassegnati
sux
0, 1,
0y :!5;, h
e y0,
~1,
sono la traccia d~una
funzione 9
continuasu A
in8ieme a tutte le derivateche
figurano in L ed L [p] è hölderiana,
allora ilproblema in
esanie ha una
Questa
èpoi
se icoefficienti
diS
hanno laregolarità 8pecifica
in 1-2.4.
Unificazione dei
casi, a >1, a -1,
0 a 1.Il
problema
in esame perl’equazione (3) è
stato trattato in Inell’ipotesi
di a > 1 e accennatonell’ipotesi
di a 1 enei
precedenti
numeri dellapresente
Nota trattatonell’ipo-
tesi di Poiché i risultati sono
gli
stessi in tutti icasi,
è desiderabilepoter togliere
la limitazione via viaimposta ad a,
lasciando la sola condizione a >0,
essendoquella
motivata soltanto dal fatto che la soluzione fonda.mentale per
l’equazione
ridotta associata alla(3)
siesprime
diversamente in ciascuno dei tre casi.
.
Vogliamo presentemente
ottenerequesto risultato;
alloscopo, fondandoci su un criterio dovuto a R.
Caccioppoli
sulla inversione in
piccolo
di una trasformazione lineare traspazi
normali ecompleti,
faremo vedere che il pro- blema inquestione
ha soluzione se le funzioniy) 1, y), y), y),
dotate di una certaregolarità,
hanno i moduli sufficientemente
piccoli.
Unprolungamento permetterebbe poi
di eliminarequest’ultima
restrizione.Riprendiamo
in esame sottoqualche
nuovoaspetto
ilproblema
inargomento
relativo allaequazione
Poniamo
e indichiamo con
G (P, Q)
la relativaf ~unzione compensatrzce dimodochè, attualmente, V (P, Q)
è la funzionedi Green relativa alla
(22)
e alrettangolo 8.
Se
f (P)
è continua e soddisfa una condizione di Hölder inogni punto
P tale che0a?l~ 0 y h,
allorala funzione
è la soluzione del
problema
omogeneo per la(22).
Conveniamo di dire che una
funzione p (P)
definitain Él
è ivi di classe H(2l, l) se per
ogni coppia
dipunti P1
eP2
di~
riesceNel
seguito
intenderemo sempre che sia 0 À1/2
e scri-veremo anche in
luogo
di B~Z~~1)
Ciò premesso,
proviamo
che :Se
f (P)
E Hc2~, .~~ in~
e0) = Q,
allora lafunzione
(24)
lui le di classeH(21,2_)
e nulle per y = 0.
Cominciamo con l’esaminare la funzione
Se si ha
È
da osservare che nellaprima espressione
della derivata oppure x = 1 va scritto alposto
diEsaminiamo
gl’incrementi
Per fissare le ideesupponiamo ày
> 0.Supposto y
>ày
si haPoichè
f E H(21, l),
@ tenendopre~sente
che per laV(P, Q)
e per le sue derivate
valgono
limitazioni in tutto simili alle~ 20),
siha,
indicando cong2 ,
2 ... ,opportune
costantipositive,,
Analogamente
Poichè
è
Infine,
essendo 0 unopportuno
numero compreso tra 0 e1,
Per
quanto
si è vistoprecedentemente
èpoi
Per 11 il medesimo risultato è immediato.
6 poi
Ovviamente
Tenendo
presente
chesi ha
poi
ciò è immediato se y c se y >
~y
ciò segue dal fatto cheConcludendo
si haEsaminiamo ora l’incremento
rispetto
a o. Sesi ha
Si ha subito
e,
ragionando
in modoanalogo
aquanto
si è fattoprima,
Infine,
indicando con 6 unopportuno
numero compreso tra 0 e1,
si haSi ha subito
e
poi
Per y
(~~2
il medesimo risultato è immediato.Si ha
poi
si ha subito
e
poi
quest’ultima
è immediata se(åm)2;
sey > (às)2
essa se-gue dal fatto che
In definitiva
Si ha
poi
si possono
perciò ripetere ragionamenti analoghi
ai prece-denti, giungendo
a formoleanaloghe
alle( ~61, z).
Lo stessosi
può
dire di conseguenza della derivata Èpoi
chiaroche
ragionamenti analoghi
aquelli
cheprecedono
si possonoapplicare
alla funzionew (P)
una volta che si sia dimostratoche per la funzione
G (P, Q)
e per le sue derivate sussistono limitazionianaloghe
alle(20)
e che,Fissato un
punto Q
in~Jt
si haPosto
si
può
scriverecon
Allora,
conragionamenti analoghi
aquelli
svolti in1-5
si prova ehe per la Q~ e le sue derivatevalgono
limitazioni in tuttoanaloghe
alle(20).
Proviamo ora la
(28).
Il sistema
(301,2,3,4)
sipuò
scrivereove a è il vettore di
componenti
a$ ,~11, ~Z , l~ è
una. matrice
quadrata
delquarto
ordine i cui termini sono com-binazioni lineari a coefficienti costanti
delle Ai , A-21 A~, A.~
~e
b
è un vettore le cuicomponenti
sono combinazioni linearia coefficienti costanti dei secondi memhri delle
{301, 2, g, ~).
Si hainfatti si riconosce immediatamente che
ciò è ovvio
4; supposto poi
adesempio
i 1 giha con
qualche integrazione parti
e
Analogamente
si haDa
(33) e (34)
segueda cui
Dalla
(35)
e dalla(29)
si deduce la(28).
Dopo
di ciò si possonoripetere
sullaw(P)
iragionamenti
fatti sulla
v(P).
È infine facile riconoscere che se
0)~0y
allora lederivate
è3u/èx
si annullano per y 0.Ciò
posto,
consideriamo lospazio 21
delle funzioniu (P) :
continue
in A ;
dotate di tutte le derivate chefigurano
in2
di classe
H~~> ;
tali che per x =0, 1,
0 c y ~h,
e u nulla insieme a tutte le derivate che
figurano in £
pery 0.
Lo
spazio E
risulta normale ecompleto
assumendo comenorma di u la
ove
M.
indica la somma dei massimi dei moduli di tutte le derivate di u chefigurano in £
edNu
la somma di tutti icorrispondenti v-coefficienti
di Hölder.Chiamiamo ~’ lo
spazio
delle funzioni’Il (P)
continue in~,
di classe e nulle pery=0,
reso normale ecompleto
assumendo come norma di u’ la
essendo
u’ ~ ~,
ilv-coefficiente
di Hölder della u’.Chiamiamo
infine 1,,
lospazio
dei vettoria
componenti
di classe inm,
conc~ ( P) > 8,
ove 8 è unassegnato
numeropositivo 1,
reso normale ecompleto
assu-mendo come norma di 6) la
è la somma dei massimi dei moduli delle
componenti
di 6) ed
N,,,
la somma deicorrispondenti li-coefficienti
diHölder.
Ciò
posto,
consideriamo la trasformazione lineareche,
perogni 6) E :Et.),
trasforma un elemento in unou’ E E’.
Poniamo
Per la
(37)
ècompletamente
invertibile a causa dei risultati ottenuti nelpresente
n. 4. Si hapoi
subito per unopportuno
> 0Perciò,
in base a un criterio d’invertibilità locale2),
la tra-sformazione
(37)
è invertibile in un intorno di Mo.5.
Unulteriore problema.
Il
problema
finqui
trattato è ilcorrispondente
para- bolico delproblema
consistente nella determinazione di unasoluzione
dell’equazione
in un certo dominio ove E è una forma
definita, quando
sianoprefissati
i valori di u e sulla frontiera del dominio.Per
l’equazione (38)
ci sipuò
anche proporre di deter- minare una soluzione avendoassegnati
i valori di u eQuesto problema
in certi casipuò
risultare banale dalpunto
di vista delle
equazioni
delquarto ordine;
cos perInequazione
esso è
equivalente,
inipotesi
diopportuna
rego- larità della frontiera del dominio e deidati,
alproblema
con-sistente
nell’assegnare
i valori di u e áu.In modo del tutto
analogo
perl’equazione (3)
ci sipuò
proporre la determinazione di una soluzione in
R
avendo2) Cfr. per esempio C. MIRANDA, Problemi ctz esistenza in anahgs f unxionate, Pisa 1948-49 n. 8, 111, pp. fi~5-66 e il successivo esempio 2°, pp. 70-73.
prefissati
i valori diAnche
questo problema
in certi casi èbanale;
adesempio
per
l’equazione ( 22?
esso èequivalente
alproblema
consistente nel determinare una soluzione avendoprefissati
i valori diu e 1
e ,~ 0.
Però se si ha ache fare con
l’equazione completa (3)
ilproblema
ora dettonon è banale. Esso si
può
trattare conprocedimento analogo
a
quello
finoraseguito.
Anzitutto sussiste il
seguente
teorema di unicità:Se i
coefficienti di (3)
hanno laregolarità specificata in
>
0,
esiste alpiù
unaf unzione u (.x, y)
continua ino x
1,
0 y hsoddisfa
la(3)
ed è tale che u e assumonoassegnati
valori per x0, 1,
0 yh,
mentre u eassumono
assegnati
valori per y0,
0 x 1(benin-
teso che
questi
valorisoddisfino
k, condixioni diregolarità
e
compatibilità
richieste dallaregolarità imposta
allau).
La dimostrazione è
quella
stessa svolta in 1-2.Attualmente la costruzione di una
funzione compensatrice,
la
quale permette
di costruire unaquasi-funzione
diGreen,
è
più semplice
che per ilprimo problema;
infatti perl’equa-
zione
( 5)
associata alla( 3) nell’ipotesi
di a costante >0,
èpossibile,
cos come succede perl’equazione
delcalore,
lacostruzione
esplicita
della funzione di Green.Supponiamo dapprima
che sia a > 1 e .sianoÀ~
eÀ2
le radicidell’equazione
Osserviamo anzitutto che nella
1- (26)
sipuò
sostituire o0con 0 nell’a9tremo inferiore
d’integrazione.
Il ynetodo detleimmagini permette
allora di scrivere subito la funzione di Green :La
I- ( 26)
andrà invece .sostituita con la(23)
se èa 1;
con la
(13)
se è O a 1.Limitiamoci a titolo
d’esempio
alprimo
caso.+ )2
ondein ~
siha,
indicando con c una costantepositiva
e con k unprefissato
arbitrario numeronaturale,
Tenendo
presente
che se p e q sono due costantipositive
di cui la seconda 1 e a é una variabile >
0,
esiste unacostante
positiva K
tale chesi ha che la
prima
e la terza serie in( 39)
convergono unifor- memente insieme a tutte le derivate (ordine nonsuperiore
a un
assegnato
arbitrario numero naturale in un arbitrario insieme chiuso cui sia esterno ilpunto P == Q.
La somma deiquattro integrali corrispondenti
a un valore di n > 1 e al suoopposto
nella seconda serie di(39),
eanalogamente
nellaquarta,
èonde tenendo
presenti
le(41)
e(40)
si ha che anche la terzae quarta serie in
(39)
convergono uniformemente insieme a tutte le loro derivate d’ordine nonsuperiore
a unassegnato
arbitrario numero naturale in un
prefissato
arbitrario insieme chiuso cui sia esterno ilpunto P --- Q.
È immediato ricono-scere che per
ogni
P tale che 0 ~1,
0y ~ h
èGo (P, Q)
0per § = 0 e e = 1.
Inoltrepoichè
si ha
che
perogni
P come 1precedente
per0 e ~ 1.
Dopo
diciò,
se1t(P)
e soluzione di 0 in~
ed ècon
c~~ , fi,
continue e~(0)=?i(0), ~(1)~~(0),
si haSi prova
poi
facilmente che esistono tre costantipositive . C , C2 ,
c tali cheper j > 1
o i+ j
> 2 e i-~- 9
nonsuperiore
a unprefissato
arbitrario numero naturale.
Sulla base di
queste maggiorazioni
èpossibile
fareragio-
namenti
analoghi
aquelli
di14, 5 ;
onde : =Se r
coefficienti
di(3)
e il termine noto sonofunzioni
con-tinue le derivate
prinie;
se i datiasqegitati
sux 0, 1,
p y h e y
= 0,
0 x 1 sono la traccia di unaf unzione
p continua in
R
insieme a tutte le derivate chefigurano
in2
e allora, ilproblema
inargomento
h.a una è unica nelle