R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
G ABRIELE D ARBO
Sulle coincidenze di mappe ponderate
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 29 (1959), p. 256-270
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PONDERATE
Nota
(*)
(lt GABRIELE DARBO(a
In una
precedente
memoria1)
ho introdotto la nozione di« mappa
ponderata »,
con coefiicienti in un anello A. Il con-cetto si
presenta
come unageneralizzazione
delleapplicazioni
continue. Nella
categoria degli spazi
di Hausdorff e mappeponderate
ho costruito una teoriadell’omologia
soddisfacenteagli
assiomi diEilenberg-Steenrod.
Il teorema di Brouwer ed alcune
nozioni, quali
ilgrado topologico
e il coefficiente di allacciamento sonogià
stateestese al caso di mappe
ponderate °-).
Xon è stato tuttaviapossible
finora estendere il teorema. di Lefschetz suipunti fissi,
per mappeponderate
dipoliedri.
La difficoltà haorigine
nel teorema di
approssimazione simpliciale,
delquale
non sipossiede
alcuna estensioneadeguata (e
pare ardua la via daseguire
pergiungervi ! ).
In
questa
Nota mi sonproposto
disviluppare parte
dellateoria delle coincidenze e dei
punti
fissi di mappeponderate.
ogni coppia
di tali mappe associodegli
invarianti di? omotopia,
iquali giocano
un ruoloanalogo
al numero di(*) Pervenuta in Redazione il 31 maggio 19.i9.
Indirizzo Seminario di llatematiea, Università. I’adova.
1 ) > G. DARBO, Teania dell’omologia in una categoria di mappe z-alenti [ Rend. 3Iat. Padova., vol. XXVIII (1958)],
pp. lM8-2:..’O.
2) L. DAL SOGLIO, Sulla nozione di ttruda e di coefficiente di allat- ciamento per mappe ponderate. [Rend. Sem. Mat. Univ. Padova.
XXVIII (19ó8> ], Pi’. 280-289.
Lefschetz,
nwl senso elie di coincidenzeimplica
l’an-nullarsi di detti iuvarianti. Nel caso di mappe univ alenti tra varietà di
ugual
dimensione si ritrova sostanzialmente il nunero di Lefschetz come unico invariantesignificativo.
Ho cercato di
svolgere
lateoria,
perquanto
è stato pos- sibile, in forma invariantiva e inparticolare
senza alcun ri-corso ad
approssimazioni simpliciali.
Il metodo sipresta
afacili
generalizzazioni
al caso dipiù
di due mappe, onde ottenereanaloghi
risultati in relazione alproblema
delle coin- cidenzemultiple.
1. -
Considereremo,
inf tattoquesto lavoro, spazi
di Haus-tlorff e mappe
(ponderate)
con coefficienti in unprefissato
anello A
(commutativo
con elemento unità). Con Jf denote-remo il funtore
omologico
definito nella citatamemoria 3)
in cui l’anello A dei coefficienti verrà sempre sottointeso.
H denoterà invece il funtore
omologia singolare
a coefficientiinteri, quando
non sia indicatoesplicitamente
l’anello Adei coefficienti. Useremo il termine
omomorfismo
nel senso diomomorfismo coinpatibile
con la struttura di A-modulo tutte le volte chequesta
struttura è definita in modo manifesto.(10s pure per il termine
isomorfism,o
che verrà inteso semprecome
isomorfismo « su
».Siano X e W
spazi
diHausdorff, f, g :
~ -- IV mappeponderate.
Un
punto x
E X diremo una coincitlenza dellacoppia ( f,
g) 1se è
# 0,
essendo’Cr e Jg
isupporti
mini-mali delle mappe
f
e grispettivamente.
Indichiamo con E l’insieme delle coincidenze della
coppia (j, y) ;
come conseguenza della semicontinuità deisupporti.
E risulta chiuso in X.
Sia A un sottoinsieme di
X.’
libero da coincidenze : sarà A c X - E.3) Vedi loc. cit. 1 ) .
4) Vedi loe.cit. 1 ) pag. ] 91.
Consideriamo
quindi
ilseguente diagramma
commutativoin cui ’iV indica la
diagonale
in TV la, mappa dia-gonale, d1v,
t ed e sono inclusioni e la mappa7~f, ~ - (~f, g ,
è def inita da
), f, 9 = W X W
che subordinala W X W -’W.
DEF. : Lac D o e induce per
ogni q omomorfismo
clte indicheremo con
£l g .
Tale omomorfismo
gode
dellaproprietà
fondamentale espres-sa dal
seguente
TEOREMA
1)
Se tacoppia ( f, g)
èpriva
di coincidenze si ha£1 g
= 0 per q.Infatti l’omomorfismo
£f,g
si fattorizza ine se E 0 si ha
X E) = 0
da cui 1’asserto.Valgono
inoltre i teoremiseguenti
TEOREMA
2) .
Sefi,
W sono mappe numeroto)
tati che tutte le(t~, gi)
sianodisgiunte
in A(cioè
di eoznc-idenze ~nA)
e se 1J.~ EA ,
allorapo.sto
, tac
cop pia ( f, g)
èdisgiunta
in A ed èCiò è conseguenza immediata della bilinearità del pro- dotto
(X)
e della linearità del funtoreTEOREMA
3)
Se e 80no6-omotopie
izz 4. X I risulta
DIM. Poniamo
dXxIessendo
la mappadiagonale X
X I -(X
XI )
X(X X I).
Essendo
(h, 7c) coppia disgiunta
in AX I,
la mappa s’ subor- dina una mappapertanto
la mapparappresenta
unaa-omotopia
tra le mappe e e, che induconoquindi
omomorfismiuguali £i., 9,
= perogni
q.DEF.: Sia B un sottoinsieme di X tale che
gli
insiemiE’ - E f1 B ed E" =
En(X - B) chiusi;
diremo allorache B è un
separatore
delle coincidenze dellacoppia ( f, g).
Indicheremo inoltre con
l’omomorfismo
ottenuto percomposizione,
dalla sequenzain cui a è una exeisione e ?, è la mappa subor- dinata dalla
(f
Xg)
o dx : X - W X W.Dalla
precedente
definizione segue immediatamente il-
TEOREMA
4)
SeB1
eB2
.sonoseparatori
delle coincidenzeinoltre il
seguente
teorema (li additività.TEOREMA
5)
iSiaE = U Ei
(Iove lcporzioni Ei sono
in l1U-yixrito
e con,tenute insep«rator.i [7t anerti.
(I. due a (luesi allora
si ha la
rappresentazione
disomma diretta
in cui
e ~i
sono inclusioni. Se indichiamo conle
exeisioni,
si hai, fr ~,
ed e avendo ilsignificato
attribuito neldiagramma ( 1 ~.
Sommando
quest’ultima rispetto
ad i e tenendopreaente
la relazionesi ottiene la,
(2).
2. - DEF.: Per un
generico spazio
diHausdorff W,
1JeT
definizione
che,
come s è detto H denota.5) Se uno spazio normale. Basta evidentemente che le porzioni Et siano chiuse e a due a due disgiunte.
c jt per mappe
ponderate (con coeffi-
in
A).
Sia ora una mappa univalente e localmente biu nivoca.
La
controimmagine
delladiagonale
diW2
X me- diantel’applicazione O
= q >C q :W1 - W2 X
è uninsieme chiuso C
Wl
>CyVl
di cui’W~
el"
== (f)-1 (’lT’2) ’11’1
sonoporzioni
chiusecomplementari.
L’inclusione
è una excisione e ln (I) subordina una mappa
Porremo
quindi
perdefinizione ogni
intero qi t modo che
D q( 9)
essere unomomorfismo
determi-dalla q univalente e localmente
logamente definiremo gli omomorfismi
~‘, facile allora riconoscere che :
a) ogni
identica è localmente biunivoca, e lacomposizione
di ma p pe consecutive univa l enti e localmente biunivoche è ancora una dello stessotipo;
di conse-spazi
di e mappe univalenti local1nente biitnii-ocheformano
una.categoria,
b) Dq(...), Dq(... ; A)
eD(...) sono fitittoi-i
covarianti nella suddettacategoria.
In
seguito
stabiliremo alcuni teoremi che faciliteranno il calcolo nel caso che ~V sia una varietà. É oppor- tuno a tal fine estendere il teorema d’isomorfismo tra igruppi ~4; A)
e1tq (X, ~~)
ad una,categoria più
va,stadi
quella
dellecoppie triangolabili.
Per ilsignificato
di certisimboli che ora
adopreremo,
rinviamo alla memoriacitata 8).
L’omomorfismo naturale
quivi
definitoporge un omomorfismo naturale
che,
come dimostreremopiù avanti,
si riduce ad un iso- morfismo se W è dotato di unatriangolazione
localmentefinita. Avremo
bisogno perciò
delseguente
TEOREMA
6)
Lac teoriadell’omologia H è a 8upporti patti ~).
Dimostriamo la
proprietà
estensiva. SiaX,
A unacoppia
di Hausdorff. LTna classe rappre-
sentata da una
q-catena ponderata
E : Aq - X
il cui bordo
ag = g
OdQ appartiene all’immagine
dell’iniezione~~.1(A) -- ~Q-1(~).
Vi saràdunque
undiagramma
commuta-tivo del
tipo
in cui
E’
è subordinatada e o d’l
per restrizione del codo- minio.Poniamo
quindi
cosi che sarà
AZ
contenuta inX,
A.Poichè V appartiene
8) Vedi loc. eit in 1).
7) Cír. S. EILENBERG and V. Foundations of algebraic to- pology. (Prlnceton University Press) (1952), pp. 255.
all’immagine
dell’omomorfismoindotto da
inclusione,
basterà dimostrare che lacoppia X~ , Ai é compatta.
Ma ciò risulta dasemplici
considerazioni ,se si osserva cheX ~
eA,
sonoimmagini
dicompatti
nelletrasformazioni
sup-semicontinue imi
eimi, rispettivamente
e che
queste
mutanopunti
in insiemi finiti. Conragiona-
menti altrettanto facili si dimostra la
proprietà
riduttiva.Possiamo allora enunciare il
seguente
teorema d’isomor-fismo :
TEOREMA
7)
Se X è unCW-complesso 8)
ed A èaperto
in~,
naturaleè un
isomorfismo
perogni
q.Ciò è conseguenza del f atto che il sistema delle
coppie compatte
contenute inX,
A ordinato perinclusione,
contieneun sottosistema
cofinale
dicoppie triangolabili
per lequali
~~
è un isomorfismo.In
particolare
si ha ilseguente
COROLLARIO. Se W è uno
spazio
che ammette unatriango-
lazione localmente
finita,
il teorema(7)
èapplicabile
allacoppia
TT’ X T~ X e porgequindi
Dimostriamo ora un teorema che
facilita
ilcomputo
deigruppi Dq(U)
per i sottoinsiemiaperti
II dellospazio
euclideon-dimensionale Rn.
TEOREMA
8) categoria
dei sottoinsiemiaperti
U diRn e delle mappe d’inclusione esiste U1t
isomorfismo
naturale8) Per la definizione di ClV-complesso cfr. J. H. C. WHITEHEAD, Combinatorial homotopy I. [Bull. Amer. 1Iath. Soc., 55, 3 (1949)],
pp. 213-245.
Sia Bn la nt-cella unitaria di .Rn col centro
nell’origine
1~°(cioè
15insieme dei per cui èll x ll 1),
e sia unqualunque
insiemeaperto
(nonvuoto).
Perogni I
E Uponiamo
convenendo di
prendere
1 ~e Z7 coincide con tuttoRn. Definiamo la mappa univalente
mediante
l’assegnazione (usiamo
notazionivettoriali)
mappa gu si fattorizza in un omomorfismo una
excisione e
perciò
induce isomorfismo(per ogni q)
che, composto
congli
isomorfismi canoniciporge
l’isomorfismo yqU
desiderato.L’asserita naturalezza di
questo
isomorfismo seguepoi
facilmente dal fatto che per
ogni
due insiemiaperti
U eV di Rn con il
diagramma
in cui le frecce verticali sono
inclusion,
èomotopicamente
commutativo
9).
9 ) Una omotopia h tra le due composizioni è data da
Il risultato
precedente può
esser notevolmente genera- lizzato al caso di varietà(anche
noncompatte,
ne connesse)per mezzo di un notevole teorema c1i dualità del
tipo
diPoincaré.
dovuto a H. epuò
esser cos for-mulato :
9)
1r" r(’£l nella
rategorin
T.’ di Th e dclle rnappe un
isomorfismo
per
ogni q
Se coii
HP(T’)
denotiamo ilp-esimo
gruppo di coo-mologia
asupporti compatti,
basato sulle cocatene di Alexan-den-Spanier
a coefficientiintera
esiste un isomorfismo ca-nonico
dipendente
dalla scelta di una orientazione sulla varietà 21t- dimensionale T’ per la n-varietà U si avrà un isomorfismo(determinato a sua volta da. una orientazione di U. Fissata
quindi
una orientazione su fl7 è individuata in modo cano-nico una orientazione su W X W. Prendendo per i sotto- insiemi
aperti
l’orientazione indotta daquella
della varietàambiente, gli
isomorfismi(4) (5)
sono determinati canonica- mente e sono nellacategoria
considerata. Daquesti
si ottiene l’isomorfismo
(3)
percomposizione.
Se A è un anello a ideali
principali
sipuò ripetere
il medesimo
ragionamento prendendo omologia
ecoomologia
a. coefficienti in A .
Si ha in
proposito
ilseguente
10) Cfr. H. Seminaire topologie f I~-~0- il ).
TEOREMA
10)
Nelleipotesi
del teorema9)
un iso-morfismo
naturalepurchè
sipresenti
una almeno delleseguenti
circostanze:a)
un anelloprincipale (o
inparticolare
un.corpo), b)
A inquanto
Z-modulo èprivo di torsione,
c)
q n-~-1 (senza
condizione perA).
Nell’ipotesi a)
sussiste il teorema di dualità e 1’iso- morfismo si ottiene conragionamento analogo
aquello
delteorema
(9).
Nelle
ipotesi b)
ec)
siapplichi
il teorema dei coeffi- cienti universali e si osservi che in entrambi i casi èpertanto
si hannogli
isomorfismi naturalida cui l’isomorfismo
(4)
tramite(3).
TEOREMA
11)
Se W è una paracompatta orienta- bile che ammette unatriangolazione
localmentefinita
esi-ste un
isomorfismo
naturaleU
aperto
in Win ciascuna delle
ipotesi a) b) e)
del teoremaprecedente.
E infatti il teorema segue dal teorema
10),
dal teorema7)
e dal suo corollario.
OSSERVAZIONE: Se
X,
A è Una relativa (X - Aconnesso)
e W una varietà(pure connessa)
entrambe trian-golabili,
n-dimensionali eorientabili,
ese f, g:X - W
è una
coppia
di mappeponderate disgiunte
suA,
l’unicovalore di q per cui Pomomorfismo
£1,g: A) 2013
è
significativo
è q n. Infatti mentre èA ) = 0
se q > n, dal teorema11)
segue che è3~(W)=0
perq n. Infine
poichè A ) = A = Dn(W),
I’omomor-fismo
£qf,g può
venirrappresentato
da un elemento di Aqualora
si fissino le orientazioni suX,
A e su W.3. - Sia X uno
spazio
diHausdorff, f :
.g --- X una mappaponderata
e i l’identità in X. Le coincidenze dellacoppia f, i
si dirannopunti
fissi dif :
diciamo E il loro insieme esupponiamo
che A sia un sottoinsieme chiuso di X e libero dapunti
fissi.Posto U = X’ A consideriamo il
diagramma
commuta-tivo
m
in
cui 9
è la mappa definita da perx E X,
q è subordinata
dalla q
e le rimanenti sono inclusioni dellequali quelle
indicate con «exc » sono excisioni. Potremo dare allora laseguente
DEFINIZIONE: Indicheremo con
l’omomorfismo
ottenuto percomposizione,
dalla sequenzasegue che l’omorfismo
£1"
si fattorizza inil secondo fattore essendo indotto dalla, inclusione. Inoltre
sussistono le
seguenti proposizioni
eyidenti:a)
sef
èpriva
cl ipunti
è perogu i
q;b) Oqf
èrispetto
a iche della
f
nel senso n .et teorema 3 ;c) ~ f dipende
dallaf L’: ~ --- X,
rale a (lire: se
f,
g : X X X sono tali chef Ll = grU
si ha~~)1’
=~9
perogn2
q.TEOREMA
12)
Se W è(coíi patta)
triangolabile
ed oí-ientabile k: W - W è unaapplicazione
costante
uniivalente, l’omomorfismo
è it t
isomorfismo (c7ie
nondipende
dalln sccl-ta di k).
D~)~.: Sia X :
IV.
TV 2013 JJo ~ W X TV X lV 2013 la mappa definita daA(x) = (ro, x)
perx E W ;
l’omomorfismo0 v
-,i fat-torizza in
il
primo
isomorfismo essendo indotto da inclusione. Se U è un intorno di T,, omeomorfo a Rn e , :U,
- UX U,
Z’ X è subordinata di ,, si ha il
diagramma
commuta-tii.o
seguente
izi cui le frecce verticali sono
isomorfismi, perchè
ilprimo
è indotto da excisione e il secondo è
equivalente,
in virtùdel teoremi
(11),
all’iniezione H0(U) -- Inoltre è un isomorfismopoichè
A èequivalente (a
meno di omeo-moifixmi)
all’inclusione standardR",
R" - R° - R" XRn,
L1r ·i IR".
Dunque
anche5, * è
un isomorfismo e da ciò il teorema.Per le varietà relative sussiste
l’analogo
TEOREMA
11) 1V,
W èCf/ con bordo e k: W - 1T- e
k(W)
== .To E lI7 -ÌT fismo
è ’t Il I
La dimostrazione è in tutto simile alla
precedente..
Sia ora
f :
W una mappaqualsiasi,
Il- una n-varietàtriangolabile
connessa ed orientahile. L’omomorfismo otte- nuto percomposizione
diè un endomorfismo di
Hn( W) =
A epertanto
qi identificacon un be~~ fleterminato elemento cZi 4B clie indicheremo con
L(f).
Sussistono allora evidentemente leproposizioni seguenti:
a j L(f)
è zttt di dif :
b)
Sef
è?Htstti f isei.
cioè~r(~) ogni
~ E W è
L(f) 0;
c) Se
f 5.,ji
con ll" eAi E
A(i = 1,
... ,r)
èi
’
L(f)
= EAiL(fi).
Se unpunto
isolato sipuò
definireil suo « indice »
ponendo L ( f ;
x)uguale
aquell’elemento
di Aper cui è
L(f ;
=£~ ~: Z ;
allora si had) f tict
solta topU1lti
dettiquesti
~1 .... , ~~, si 11 (!Ne segue che se
f
è una ordinariaapplicazione
continua(mappa univalente)
e .1 coincide con 1’:ll1ello Zdegli
iiiteri,L( f ~
coincide con il numero di Lefschetz classicamente defi- nito come somma alterna di tracce di endomorfismi.Questo
ultimo risultato si
può
ottenere con leseguenti
considerazioni:è
univalente,
mediante deformazioneomotopica
èpossibile
far si che abbia soltanto
punti
fissi isolati esemplici.
Conciò non si altera
L( f ).
Basteràquindi
osservare che l’indicedi un
punto
fisso isolatosemplice
coincide conquello
classi-camente definito e allora l’affermazione segue dalla
proprietà d )
e dallaanaloga proprietà
del numero di Lefschetz.È bene
però
osservare che non sempreL ( f ) può
esser calcolatomediante la formula delle tracce. Intanto è necessario
(perchè
abbia senso la nozione di « traccia di un endomorfismo
~)
che_1 sia un dominio