R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
B ENEDETTO S CIMEMI
Cappi di Bruck e loro generalizzazioni
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 60 (1978), p. 141-149
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Cappi generalizzazioni.
BENEDETTO SCIMEMI
(*)
Questa
nota contiene due variazioni su un tema di G. Glauber-man
([2]).
Nellaprima parte
si considerano un p-gruppo finito G eun suo
p’-automorfismo
q.Nel § 1,
nell’insieme[q, G]
dei q-commu- tatori si introduce una nuovaoperazione,
che dàluogo
ad uncappio
su
cui 92 agisce
come automorfismoprivo
di coincidenze. Ciòequivale
a introdurre una struttura nell’insieme delle classi laterali modulo il
sottogruppo
che èquella
del gruppoquoziente
se ilsottogruppo
è normale.
Nel § 2,
delcappio
cos ottenuto si mettono in evidenza certeproprietà caratteristiche,
cheportano
ad un teorema di « immer-sione
speciale » (cfr.
ad es.[4])
in un gruppo, tramite larappresenta-
zione
regolare.
Tutto ciògeneralizza
certi risultati di[2];
infatti nel§
3 si suppone g involutorio(caso
in cui lanilpotenza
èinessenziale)
e si ritrovano i cosiddetti
cappi
di Bruck. Nella secondaparte (§ 4)
si considera un gruppo 2-divisibile sul
quale,
senza ricorrere ad auto-morfismi,
si definiscono due nuoveoperazioni,
ottenendo una strut-tura che ha
qualche analogia
con lealgebre
diLie,
e in cui sussisteuna formula di
tipo
Hausdorff. Ineffetti,
se il gruppo ènilpotente
di
classe 2, l’analogia
siprecisa
e(§5)
si ritrova lacorrispondenza
di Lazard
([3]).
0. Notazione.
Per motivi che si chiariranno in
seguito,
ci discosteremo dalla nota- zione tradizionale della teoria deigruppi,
nel denotare unaconiuga-
( * ) Indirizzo dell’A. : Istituto di
Algebra
e Geometria - Università di Padova.142
zione nel gruppo G con il simbolo y~, : z H z =
gzg-1
ecomponendo
le funzioni da destra asinistra,
cioèscrivendo,
adesempio,
Denoteremo con
[h, g]
il commutatorehgh-lg-1
e, se g è un automor-fismo,
porremo[99, g]
=p(g)g-l.
Per un siffatto elemento x =g].
useremo spesso la relazione
che,
perbrevità,
scriveremoSe H è un
sottogruppo
diG,
un suo « trasversale eccezionale » èun insieme T di
rappresentanti (destri
esinistri)
modulo.g,
che sianormalizzato da H.
Un
cappio L, o
è un sistemabinario,
con unitàbilatera,
in cui leequazioni
hanno soluzioni uniche x, y E L perogni a,
b E L. Il centroZ(L)
di L è l’insiemedegli
elementi z E L per cui risultaper
ogni
x, y E L. Allora.L/Z(L)
è in modo naturale uncappio,
e sidefinisce la «
nilpotenza
centrale » come per igruppi.
Per
semplicità,
si considerano per lopiù gruppi
ecappi finiti,
masarebbe facile
generalizzare quanto
segue al casoperiodico (purchè,
nella
prima parte,
si supponga lanilpotenza) perchè
leargomenta-
zioni si
svolgono
nell’ambito disottogruppi
finitamentegenerati.
I. LEMMA. ~’e cp è un
automor f ismo
di ordine d del p-gruppof inito G,
e p non divide
d,
alloraG] =
h EG}
è un trasversale ecce-zionale del
sottogruppo
EG, cp( f )
=f ~
e risulta(1)
Di. Se T è un
qualunque
trasversale sinistro di è chiaro cheG] _ t--,
t ET}
nonpuò
averepiù
di[G:
elementi.Perciò basterà provare che
g]
=h] ~ f , f
Ecomporta f
= 1.Se G è
abeliano, h] ) g])
dà 1 ef
=1, perchè
p non divide d. Se G non è abeliano siproceda
per induzione sulla classe dinilpotenza, supponendo
il Lemma vero su Z =Z(G)
e su G = Allora
g]
_[99, h] f comporta
come sopraf
= 1 e(1) Si osservi
l’analogia
con il teor. 90 di Hilbert.dunque f
ERiapplicando TI ~~
si trovaf
= 1. Si noti chequesti
stessi
argomenti
provano anche laparte
non banale dell’altroasserto,
e cioè l’inclusione
Poichè per
ogni f
E risultaf [cp, g]’ f -1
=[g~, fgf-l],
è chiaro che il trasversale[cp, G]
è eccezionale.TEOREMA 1. Siano G un p-gruppo
f inito,
99 un suop’-automorfismo
di ordine
d,
e si ponga L =[p, G],
F = Perogni
x, y E L side f iniscano (con
il Lemmaprecedente)
due elementi x o y EL,
E Fponendo
Allora
L, o
è uncappio,
centralmentenilpotente,
di ordine p-, su cui q induce unautomor f ismo, privo
di coincidenze(cioè
che fissa solo.1’unità) ;
risulta perogni
z E Le la
coniugazione
z H(X811)Z
= induce suL, o
unautomorfismo
che commuta con q;.DIM. Proviamo anzitutto che
ogni automorfismo P
del gruppo G che lasci F ed L invarianti induce un automorfismo di.L,
o. Infattiper
ogni
x, y E L risultaP(x),
EL,
e
dunque y)
== per l’unicità delladecomposizione
nelLemma. In
particolare,
sono automorfismi diL, o
le restrizioni ad L delleconiugazioni y f (t E F)
e di g~.Quest’ultima
è anzipriva
di coin-cidenze
(perchè 1)
e commuta conQuanto
alla(3),
scriviamo,
perogni x, y, z
E L144
Come sopra, la
(3)
si deduce con ilLemma,
per unicità. Osserviamo .che se x, y E L e anche xy EL,
allora x o y = xy, ff) g y == 1. Ciòvale,
ad
esempio,
pergli
elementi centrali. Sedunque z
E L nZ(G),
perogni x, y
è - z, zgx =1,
edunque
In
particolare, dunque
1 è unità bilatera perL,
o.Più
generalmente,
se $2’ ... ,xr E L
e risulta xi x~ ...Xr E L, appli-
cando
più
volte la(3)
si ottienePoichè per
ogni
x, risulta z ne segue l’identità(2).
Per provare che
L, o
è uncappio,
basterà provare lacancellazione;
ci limitiamo a
quella sinistra, perchè
l’altra si provaanalogamente.
Siano x,
y,y’E L, x
° y = x ,y’.
Procediamo per induzione sulla classe dinilpotenza
diG, perchè
il caso abeliano è ovvio. Allora il risultato vale su edunque y’ = ya
perqualche scriviamo
.a = zz’ con z’ G F m Z. Allora e
dunque
z’ = 1e, come sopra,
e infine 1 = z = a,, y =
y’,
come si voleva.Dunque L,
o è uncappio. Poichè,
come risulta dalleprecedenti relazioni,
il suo centro contiene L r1Z(G),
si provasubito,
ancora perinduzione,
che ilcappio
è centralmentenilpotente,
di classe non supe- riore aquella
del gruppo G.2. TEOREMA 2. sia
L, o
nncappio,
centralmentenilpotente,
di or-.dzne p-, dotato di un
p’-automor f ismo
qJ, di ordined,
chesoddis f a
perogni
x, z E L la relazioneogni
l’elemento con laposizione
supponga che
ogni f unzione y~x ó ~~ :
z H sia unautomor f ismo
del
cappio,
che commuta con 99. Allora esistono un p-gruppofinito 9
e un suo
automorfismo O
tali che ilcappio definito
con il Teor. i su[0, g]
èisomorfo
adL,
e le azioni di 99 e su Lcorrispondono
aquelle
indotte su[0, g]
da 0 e daconiugazioni
nel gruppo g.Poichè
.L, o
è uncappio,
lemoltiplicazioni
sinistre’
sono
permutazioni
di L. Poichè L è centralmentenilpotente
di ordinep~, il suo gruppo delle
moltiplicazioni
è un p-gruppo( [1 ],
pag.98)
etale è pure il
sottogruppo 9 = 11.~, generato
da 11 nel gruppo dellepermutazioni
di .~. Alloragli
elementi generano unsottogruppo di 9,
siaProviamo che l1. è un trasversale eccezionale di in ~. Poichè
ogni
*a e T è un automorfismo di
L,
o, risultaocÂxoc-1 == ~,a~~~
perogni x
EL,
e
dunque
T normalizza 11. Se anche risultaNe segue che è un
sottogruppo,
edunque
coincide con 9 =~ll~ .
Infine da =
Â1IfJ
segueConsideriamo ora la
coniugazione
indottada 99
nel gruppo delle per- mutazioni diL ; poichè 99
è un automorfismo diZy o
risulta perogni
~,~~x~ ; poichè
q commuta cony~x ~ ~~,
è oc perogni
a E T. Allora taleconiugazione
induce su 9 l’automorfismoche ha l’ordine di ~.
Applichiamo
il Teor. 1 allacoppia Sy
0. Se~,~ _ ~(~,x),
la(2)
fornisce(~x)d
=1 edunque Åz =1,
cioè x è l’unitàdel
cappio. Cos T
èprivo
di coincidenze su.L,
eperciò CC(0) =
T.Proviamo che risulta
[Ø, 9] = A ; anzi,
basteràl’inclusione :2, poichè
146
si tratta di trasversali di un medesimo
sottogruppo.
Ora l’identità(2)
si riscrivee
dunque,
per ilLemma, Âae E [0, 9],
come si voleva.Applichiamo
il Teor. 1 e definiamo ilcappio ponendo,
perogni Ax,
Confrontando con la
(3),
nella formatrova,
perl’unicità,
·Si conclude che ~.:
Âz
è un isomorfismo dicappio,
incui,
comesi è
visto, corrisponde
a ecorrisponde
a3. Nel caso
che q
sia involutorio(d
=2),
il Lemma e il Teor. 1 si possono dimostrare senza far uso dellanilpotenza,
riferiti a un qua-lunque gruppo G
di ordinedispari,
opiù semplicemente 2-divisibile,
cioè tale che la funzione x l-> x2 sia una
permutazione
di G. Ineffetti,
nel lemma risulta
G] _ G;
= e la fattorizzazione(ben nota,
nel casofinito)
si ottiene subito scrivendo g = =- Allora nel Teor. 1 risulta
e
l’automorfismo 99
è l’inversione:(X
= x-1 oy-1.
Come si ègià
osservato in
[4], L, -
è isomorfo alcappio .L( 2 )
diBruck,
studiatoin
[2]. Quanto
al Teor.2, l’ipotesi
dinilpotenza
sipuò
sostituire conquella,
assaipiù debole,
che oltre alcappio
L sia 2-divisibile anche ilgruppo 9 generato
dallemoltiplicazioni
sinistre. Infattil’equazione (2)
per d = 2 fornisce
cp(x) o (x
oz)
- z, inparticolare
x = 1 = x ocp(x),
e
dunque 99(--)
è inverso bilaterodi x,
sia x-1. Allora la(2),
il fattoche q
è automorfismo epermuta
con sono le identitàe dànno
e infine
(poichè
si èsupposto G 2-divisibile) (AxA2yAx)1 2.
Il restodella dimostrazione
procede
senza far uso dellanilpotenza, perchè [Ø, 9]
- A è conseguenza, ancora, della 2-divisibilità di ~. Si per- viene all’isomorfismo tra .L e~l,
edunque
si tratta dicappi
di Bruck.Si noti che dalle relazioni
precedenti
segue anche~x ~~ - ~x ~~ ~x
fornisce( scrivendo y
alposto
l’identità « duale di Bol »: x o( y o (x - z) )
=(x - ( y o x) ) o
z, che in[2]
è uno deipunti
dipartenza
per la caratterizzazione deicappi
di Bruck. Si vedequindi
come i Teoremi 1 e 2
generalizzino
e sianosuggeriti
dai Teor. 1 e 2 di Glauberman.4. È
noto che la struttura delcappio G( 2 )
definito sulgruppo G
(con
leoperazioni
« isomorfe »x~yx~
ovvero nonriproduce
fedelmente
quella
del gruppoG,
nel senso che duegruppi
non isomorfipossono dar
luogo
acappi
isomorfi.Tuttavia,
con ilpunto
di vistada noi
adottato,
suogni
gruppo2-divisibile,
accantoall’operazione o
di
cappio
nasce in modo naturale un’altraoperazione 2,
definita po-nendo,
perogni
x, y E GCi
proponiamo
di esaminare alcuneproprietà
della strutturaG,
°, ge di provare che da essa la
moltiplicazione gruppale
è « ricostruibile ».TEOREMA 3. gruppo 2-divísibile
G,
side f iniscano
due opera- zioni°, g ponendo
perogni
x, y E GAllora
valgono
le identità:148
L’operazione
di gruppo siesprime
mediante le nuoveoperazioni.
In pa1t-ticolare,
duegruppi 01, O2
sonoisomorfi
se e solo se sonoisomor f e
lestrutture
Gl , a ,
~ eO2,
o , g.DIM. Tutte le identità si possono verificare con il calcolo
effettivo,
ma è
più significativo
operare come segue. Si consideri un gruppo libero con 3generatori,
sia E =x,
y,z; ,
lo siimmerga
in un gruppo 2-divisibile minimale(come
in[5]),
siaE*,
esia q
l’automorfismo di E* individuato dalleposizioni cp (x) = x-1, q(y)
= - z-’.Si
applichi
ilLemma, decomponendo opportune parole »
in x, y, ze si usi
l’unicità,
come nella dimostrazione del Teor. 1. La sostituzione in G(cioè
unopportuno
omomorfismo .E* -~G)
trasforma le varieespressioni
di un medesimo elemento di E* in altrettante identità inG ;
adesempio,
le(3), (4)
e(5), (6)
siottengono applicando
il pro-cedimento
indicatoagli
elementi sy -(y-1 x-l )-1
erispett. (xy) z
=-
x(yz).
Poichèsappiamo
cheG, o
è uncappio
in cui lepotenze
hannolo stesso
significato
che nel gruppo, il secondo membro della(7)y
diventa - mediante la
(7)
-un’espressione
ditipo polinomiale
inx, y che fa uso delle sole
operazioni ., 0’.
Adesempio,
se1 G -- 2n -1,
allora risulta
S~
conclude che due strutture o, ó eG2, o , 1
sono isomorfe(con
ovvio
significato
deltermine)
soltanto se lo sono igruppi G2
dacui provengono.
Questo risponde
affermativamente ad unquesito posto
in
[5].
5. Per mezzo della
(’l ),
tutte le identitàprecedenti
si possonoespri-
mere senza far uso della
moltiplicazione
di gruppo, ottenendo cosuna caratterizzazione intrinseca della
struttura G, proponiamo
di farlo per esteso in altra
occasione,
limitandociqui
ad un caso par-ticolare,
cheripropone
un fatto noto( cfr. [3]),
che ha inparte
moti-vato l’intero
problema.
COROLLARIO. Sia G un gruppo
2-divisibile, nilpotente
di c ~ 2.Per
ogni
x, y e G si pongaAllora
G, +, [[ , 1
è un anello diLie, 2-divisibile, nilpotente
diclasse c,
da cui la
moltiplicazione
di gruppo si ricostruisce con laformula (di Hausdorff)
DIM. Poichè G è di classe
:2, ogni
commutatore[x, y]
ècentrale,
e
perciò
risulta[x-1,
=[x, y],
- z perogni
x, y, z e G. Siapplichi
il Teor. 3 e si verifichi:Allora il
cappio G,
-f- è commutativo(per
la(3))
e associativo(per
la
(5)),
equindi
è un gruppo abeliano 2-divisibile. La(4)
è l’antisim- metria del crochet.Quanto
allabilinearità,,
la(6)
sipuò
scrivereda
cui, permutando ciclicamente x, y, z
eopportunamente
combinandosi ottiene
appunto Qx -~- y, z]
--~x, z]
+[y, z~}.
Infine la relazione di Jacobi è banalmentesoddisfatta, perchè
Cos
G, +, [[ , ]]
è un anello diLie,
diclasse c,
e la(7)
silegge
ap--f- y + 1 2 [[x, y],
che è la formula di Hausdorff inclasse 2.
BIBLIOGRAFIA
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of binary
systems,Ergebnisse
der Math.,Springer,
Berlin, 1958.[2] G. GLAUBERMAN, On
loops of
odd order, J.Algebra,
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nilpotents
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special embedding of Bol loops
in groups, Acta Math.Ac. Sci.
Hung.,
30(1977), pp.
95-103.[5] B. SCIMEMI,
Homogeneous
verbalfunctions
on groups, Rend. Sem. Mat.Univ. Padova, 49 (1973), pp. 299-321.
Manoscritto pervenuto in redazione il 24