R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
E DMONDO M ORGANTINI
Teoria delle corrispondenze trilineari tra forme di prima specie
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 9 (1938), p. 1-121
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TRA FORME DI PRIMA SPECIE
di EDMONDO MORGANTINI a Padova
(*)
Introduzione
1. Un’
equazione algebrica
cheleghi più
serie di variabilipuò pensarsi
comeequazione
di una« corrispondenxa » algebrica
tra i
punti
dispazi astratti opportuni,
dove siinterpretino
comecoordinate le variabili di una stessa serie.
Ad un gruppo di
punti
dispazi diversi « corrisponde »
ungruppo finito od infinito di
punti degli spazi rimanenti,
le cuicoordinate assieme a
quelle
deipunti
del gruppo dato soddisfanoall’ equazione
dellacorrispondenza.
Caso elementare e tuttavia notevolissimo è
quelle
delle cor-rispondenze proiettive
tra due forme diprima specie,
dedottedalla considerazione di una
equazione
lineare omogenea in duecoppie
di variabili :quandó
le xi e le yi sipensino
come coordinateproiettive
omo-genee in due forme di
prima specie ;
oppure dalla considera- zione dellaequazione
bilineare non omogenea in x, y :quando
xed y
vi sipensino
come coordinate non omogenee.(*) Questo lavoro riproduce con qualche ritocco formale la dissertazione di Laurea in Scienze Matematiche dell’ A., discussa il 21 - 2 - 38, relatore il Chiar.mo Prof. A. COMESSATTI, ed eseguita nel Seminario Matematico della R. Università di Padova.
2. Come la
corrispondenza
bilineare oproiettiva
è lapiù semplice
dellecorrispondenze algebriche
tra duecoppie
di va-riabili omogenee
(o
tra due variabili nonomogenee),
cos lapiù semplice corrispondenza algebrica
tra trecoppie
di variabiliomogenee
(tra
tre variabili nonomogenee)
èla corrisporadenxa
:
-
La sua
equazione * omogenea >
è deltipo :
dove le a~~ sono 8 costanti
complesse qualsiasi,
e ledelle variabili
capaci
di assumereogni
valore reale ocomplesso.
Quella c
non omogenea ~ è deltipo :
dove ancora le a., sono delle costanti
ad x, y, x
delle variabilicomplesse.
Se si pensano le xi, e le x, y, x come coordinate
proiettive
omogenee orisp.
non omogenee in tre forme diprima specie E, ’H , Z,
sigiunge
cos ,per via analitica alla nozione dicorrispondenza
trilineare tra le forme di laspeci~e :8, H,
Z.La
(1)
e la(2)
ne sono allora laequazione
omogenea e laequazione
non omogenea.3. A
questa
definizione analitica si riduce anche immedia- tamentequella semplice
edelegante
data dallo SClaUBMT : c cor-«
rispondenza algebrica,
tale che sia unico ilcorrispondente
« sulla terza forma di
due
elementipresi genericamente (willkiir-
«
lich)
sulleprime
due(1)
».Le altre definizioni sintetiche si riducono tutte alla costru- zione di una
corrispondenza
trilineare ditipo generale
tra tre(i) Cfr. SciiuBziaT - Dz;e trilineare 3
eín,tufigen
Grunåg8bilden, [Math. Annalen, Bd. pag. 457.rMc [Math. Annalen, Bd. XVn
(1880)]
pag. 457.particolari
modelliproiettivi
di forme fondamentali diprima specie. Di
esse faremo menzioneparlando degli
autori che lehanno
usate,
oppurequando
se nepresenterà
l’occasione.4. Come la considerazione della
corrispondenza proiettiva
tra due forme di
prima specie
conduce allacostruzione
ed allo studio delle varietàquadratiche,
cos la considerazione della cor-rispondenza
trilineare tra tre forme di laspecie
conduce alla ge- nerazione ed allo studio di varietà cubiche e di loro trasformate birazionali.Si
può
anzi affermare chequasi
tutti coloro che si sonooccupati
dellecorrispondenze
trilineari lo hanno fatto in vista delle sueapplicazioni geometriche.
5.
Cronologicamente
ilprimo
che abbiasegnalato
la corri-,
spondenza
trilineare è stato F. AueusT1’),
ilquale adopera
per costruire lesuperficie
del III 0. tre fasci dipiani
trilineari(o, conr egli dice, duplo-proiettivi),
e suquesta generazione
fondala teoria delle 27 rette della
superficie.
Fu
poi trattata,
sebbene soloincidentalmente,
dalROSANES,
che ottenne per
primo
le sueproprietà
essenziali(O.
Il primo
cheperò abbia,
sempre da unpunto
di vista es- senzialmentegeometrico, approfondito
lo studio dellacorrispon-
denza trilineare è H.
SCBUBERT,
che la considera come « un nuovo mezzod’indagine
dellageometria
sintetica »(4). Egli
nedetermina
elegantemente
leproprietà
essenziali e ne studia i casi ’didegenerazione.
Per uiezzo diquesti
risolvepoi,
serven-dosi dei suoi metodi di
geometria numerativa,
tutti iproblemi
numerativi ad essa inerenti
Q).
(2) F. AueusT - Disquisitiones de
superficiebus
tertii ordinis, [Inaug.Diss., Berolini
(1862)].
(3) Cfr. ROSANZS -
Über linear-abhdngige
Punktsysteme, [Crelle’s Journal, Bd. 88 (1879)].(~) Cfr. nota
(i) .
(5)
Cfr. SCHUBERT - LÖ8ung des auf die trilineare Bexiehung aus- gedehntenProiektivitittsproblems, [Progr.
Hamburg (1882)].6.
Contemporanea
al la trattazione sintetica dello SCHUBERT è la comparsa deiprimi
lavori del LE che si èripetuta-
mente e minutamente
occupato,
anche in collaborazione con M.F. FOLIE della
corrispondenza trilineare,
da lui chiamata onio-grafia
del 90 ordine e del 2° rango(6).
I suoi lavori trattano la
questione specialmente
dalpunto
di vista
algebrico
della teoriadegli
invarianti delle formeternarie,
ma mettono pure in evidenza
importanti applicazioni geometriche
alla teoria delle cubiche
piane.
Lo stesso LE PAIaE ha studiato nei suoi lavori anche cor-
rispondenze
deltipo
lineare trapiù
di tre formefondamentali, cioè,
secondo la suadenominazione, omografie
di ordine e rangoq ualsiasi (’)
. , .E. WKYR considera
queste generalizzazioni
dicorrispondenze trilineari, specialmente
nel caso chedivengano
involutorie(8).
7. G. CASTELKUOVO definisce sinteticamente la trilinearità -
egli
la chiamaomografia
di secondaspecie
o trilineare(9) -
tra(6) Dei numerosi lavori di questi due autori sull’ argomento ricordiamo
i due riassuntivi :
C. LE PAiGE - Essais de supér. du III- ordre [Mém. de la
Soc. Rcy. des Sc. de Liége, II serie, X (1883)].
C. LE PAIGE -M. F. FOLIE - Mém. sur les courbes du III- ordre, [Mém. de 1’ Acad. Roy. de Belgique, Tomo 43 (1882), 2a parte, mem. n. 7 ; Tomo 45 (1884), mem. n. 1]. In essi si trovano anche ampie citazioni sulle
altre ricerche degli stessi autori sull’ argomento. Cronologicamente il primo
lavoro del LE PaiGE sulla corrispondenza trilineare è del 1879 : « Sur quelques applicati,ons des formes algébriques a la geometrù » [Mém . cour. et sav.
étr. Acad. Belg. 42 (1879)]. Importante è anche il lavoro di C. LE PAIGE :
c Note du troiw- ne ordre [Bull. de l’ do
Belgique, 3mO ser., T. V (1883)], dove è data fra l’altro una classificazione
proiettiva delle corrispondenze trilineari.
(7) Cfr. LE PAiGE - Essais de géom. sup.... (cfr. nota (6) ). L’ ordine
indica secondo il LE PAIO-E il numero delle forme poste in corrispondenza,
il rango il grado di libertà di un gruppo di elementi associati.
(8) Cfr. E. WEYR, [Mém. Soc. Se.
Liége,
(2) -10 (1883), mém. n. 3].(9)
Cfr. G. CASTELNUOVO - sulla omografia di 2a specie [Attidel R. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Tomo V, serie ba (1886- 87)], p. 1041. Vedi pure F. ASCHIICIRI : Sulle omografie di 2a specie. [Ren-
diconti del R. Istituto Lombardo, (2) - 23 (1890)] p. 312, ed F. DEYBUTS
[Bull. Acad. Belgique (3) - 17
(1889)]
p. 312-29.tre enti vol
razionali,
di cui assume come modello trepunteg- giate sovrapposte
ad una stessa cubicagobba
diSa.
Le ternedi
punti
associati sonotagliate
daipiani
che da tre corde della cubicaproiettano
ipunti
di unpiano
fisso.Questa definizione, ch’ egli
dimostra essere affattogenerale, gli permette
di fare interessanti osservazionisugli
insiemi sem-plicemente
infiniti di terne - serie delprimo
o del secondo sistema - di elementiomologhi
di tre forme razionali ool fra di loroproiettive.
Ancheegli applica
le sue conclusioni alla teoria delle cubichepiane
ed aquella
dellesuperficie
del 30ordine di
~3.
L’ aver,
definito lacorrispondenza
trilineare tra forme so-vrapposte permette
al CASTELNUOVO di studiare anche il caso in cui lacorrispondenza
sia involutoria.B. KLEIN considera anch’
egli
il caso in cuidue,
oppure tutte le tre formecoincidano,
ed inquest’
ultima alternativa lacorrispondenza
sia involutoriaCO).
G. ÉIAUCK in un suo studio sulla
corrispondenza
trilinearetra forme di 2a
specie
dedica un articolo anche allacorrispon-
denza trilineare tra forme di la
specie,
che definisce sintetica- mente tra tre rettepunteggiate complanari
associando ipunti
che da tre centri fissi dello stesso
piano
neproiettano
unpunto
variabile
Cl).
In
questo
studio èposto
in evidenza un carattereaffine,
lacaratteristica della
corrispondenza trilineare, legato
alla conside-razione dei
p2cnti
difuga
di ciascunaforma, corrispondenti agli
elementi
impropri
delle altre due.(10) Cfr. B. KLEIN - Theorie der trilinear-symmetriselien Elementar- gebilde (Habilitationsschrift, Marburg, 1881 ) - Theorie der Elemententripel einstufiger Elementargebilde, [Annali di Matematica pura e applicata (2) - 18 (1890)] p. 213.
(11} G. HAUCK - Theorie der trilinearen Yer2candtscha ft ebener Sys-
teme. IV Artikel: Die trilineare Beziehung xwiscken drei einstufigen
gebilden;
[Journal fùr die reine und ang. Mathematik, Bd. CVIII (1891),Heft 1] p. 2~. ’
1 8. - Una trattazione
completa
dellacorrispondenza trilineare,
svolta con metodo eclettico è stata
poi
data da F.LoNDON (11);
che considera la
corrispondenza
come un campo di terne(Tri- pelfeld),
di cui mette in luce la natura razionale e di cui ridi- mostra leprincipali proprietà.
’
Notevole estensione è da lui data - alla- teoria - delle
serie
iínicursali e bicursali di
queste ultime,
che sonogli
insiemi di terne comuni ad un fascio di
campi
diterne,
ed aigruppi
associati di sei terne comuni ad una rete dicampi
diterne,
è dedicata la secondaparte
del suolavoro (~).
Le serieunicursali
corrispondono
alle serie delprimo
e del secondo si- stema checompaiono
nel citato lavoro del CASTELNUOVO.Quando
le forme fondamentali sono tre fasci dipiani
diS3,
sullasuperficie
cubicagenerata
dallacorrispondenza
ai si-stemi di
serie
unicursali o bicursalidi .
terne del campo corri-spondono
interessanti sistema - di curvesghembe.
Queste,
oltre che dal LoNDON sono state studiate servendosi della dallo SruRM("),
alquale.
si dove ancheuna lucida e concisa
esposizione
della teoria della nostra cor-rispondenza
in c Die Lehre von dengeometrischen
(15).
_Un’
esposizione
concisa e .particolarmente
ricca di note bi-bliografiche
sui risultaticonseguiti
fin’ allora nella teoria dellacorrispodenza
trilineare èquella
contenuta nellasézione l~)
del-1’ articolo di A. ScHoENFLiEs : Proiective
Geometrie,
nell’Eney-
clopaedie-
der Mathematischen WissenschaftenBd.,
1Teil,
Hálfte(Imipzig, 1907-1910)],
p. 374.Più recentemente CORRADO SEGRE si è
occupato
della trili-(11) F. LoNDON - Zur Theorie der tritinearen Verwc&ndtschaft dreier einstufiger
Grundgebilde,
[Math. Annalen Bd. 44 (1894]], p. 375.(13)
F. Lormorr - Die Baumourve sechaterOrdnung
Geschkchte1 als
Erzeugniss
trilinearerGrundgebíkle, [Math.
Annalen, Bd. 45(1895)],
p. 545.
’
(14) R. STURM - I1läeMn III Ordnung,
(Leipzig, Teubner,
1867).’(5) R. Die den
geometrischen Verwandtschften,
(Leipzig, 1908), Band, p. 319, § 33. Il termineappàre
per la prima volta nei lavori dello stesso STURM.
nearità tra tre
punteggiate indipendenti,
nei suoirapporti
con lateoria dei
complessi
lineari dpiani
inS5 ( 16).
Per il suo carattere
precipuo
digeneralizzazione
della cor-rispondenza proiettiva
la teoria della trilinearità trovaposto
ade-guato
anche neipiù ampi
trattati scolastici moderni digeometria proiettiva.
Mi sia consentito ricordare ad es.quello
delprof.
(17).
. ,CAPITOLO I.
Caso
generale
per formequalsiasi
9. Date tre forme di
prima specie qualsiasi E, H, Z,
incui siano
risp. prefissati.
i istemi di coordinateproiettive
omo-genee
(%1’ x~), (yl , y~), (zll ~4), supponiamo
che i loro elementisi
corrispondano
in una trilinearità diequazione
’Le si penseranno
dapprima
sceltegenericamente (come preciseremo
inseguito)
in modo da nonpregiudicare
lageneralità
della
corrispondenza.
Una
coppia
di elementi di due forme diverse determina ingenerale
ilcorrispondente
sull’ altraforma,
le cui coordinate sitraggono
linearmente dalla(1) dopo
avervi sostituitoquelle
dellacoppia
data.Si viene cos a costruire la
corrispondenza
come un insiemedi m’
terne,
un campo di terne. Se la trilinearità è reale(’8),
(16) C. SKGRE - Sui complessi lineari di piani nello spazio a cinque
dimtmsioni [Annali di Matematica, serie III, Tomo XXVII (1917-18)], p. 75.
(17)
A. COMZSSATTI - Geometria Analitiea e Proiettiva (Padova, 1931), II, n. 101, p. 92.(i8) Cioè quando le askt sono proporzionali a numeri reali. (Qn ed in seguito parlando di trilinearità reali si suppongono implicitamente reali le
forme e, su di esse, i sistemi di coordinate). , B
’
ad una
coppia
di elementi realicorrisponde
un terzo elementoreale,
cosiechè essa contiene m2 terne reali.La
(1)
sipuò
anche scrivere :o
analogamente :
Quindi
ad un elemento(z, , x~)
di una delle tre formedate,
ad es. di
~,
noncorrisponde
una solacoppia
di elementi delle altredue,
ma tutte le ool dellaproiettività « corrispondente »
X2)
del fascio(3).
Viceversa dalla
(3)
edalle analoghe
risulta che una corri-spondenza
trilinearepuò
semprepensarsi
ottenuta facendo cor-rispondere proiettivamente
ad una delle forme fondamentali unfascio di
proiettività
tra le altre due.Infatti,
cambiato eventual- mente il riferimentoproiettivo
nel fascio o nella forma per ottenere cheogni proiettività
abbia imoltiplicatori uguali
allecoordinate dell’ elemento
omologo,
lacorrispondenza
è rappre- sentata da unaequazione
ditipo (3),
equindi
è una trilinearità..
Dalla linearità delle trasformazioni
proiettive
e dalla forma della(1)
risulta immediatamente cheforme proiettive
aforme
trilineari sono trilineari.
10. Una
coppia
di elementi di due formediverse,
ad es.H e
Z,
non determina ilcorrispondente
su E soloquando
ècomune alle due
proiettività (fondamentali)
e
quindi
a tuttequelle
del fascio(3).
Unacoppia
siffatta dicesisingolare
o neutra.Le
(4)
hanno duecoppie
in comune. Infatti eliminando ades. dalle
(4)
Yed Y2 (il
lororapporto),
si ottienel’equazione :
di secondo
grado
inZ2
, che ingenerale
avrà due radici di-stinte,
i cui valori sostituiti in una delle(4)
porgono linearrnente le coordinatedegli
altri due elementi delle duecoppie singolari.
Analogamente
anche i fasci(3’)
e(3")
posseggono ognuno duecoppie
in comune, cosicchè ingenerale
nella trilinearità visono sei
coppie singolari.
Bisogna però
osservare che suogni
forma vi sono solo dzceelemerità
singolari,
tali cioè cheappartengano
ad unacoppia singolare.
Infatti ad es. le duecoppie
comuni alleproiettività
del fascio
(3)
,e le altre due comuni aquelle
del fascio(3’)
hanno su Z
gli
stessi elementisingolari, giacchè
eliminandoxi dalle
equazioni
delleproiettività
fondamentali del fascio(3’)
siperviene
ancora alla(5").
Basta pensare che ciòequivale
a mutare le veci di E ed
H,
cioè a scambiare nei coefficienti della(5")
iprimi
indici coisecondi,
scambio che la lascia evi- dentementi immutata(19) Ciò risulta anche immediatamente se si osserva che la
(5")
si puòscrivere :
Cfr. LE Paiex : Mèm. sur les courbes du ordre, [Mém. Acad. Belg.
43,, mem. n. 7], p. 6.
11..Dal
numeroprecedente
risulta che su ciascun formaogni
elementosingolare appartiene
a duecoppie neutre,
cui è associato da due elementisingolari
di forme diverse fira loro edalla data.
In
altreparole
dato un elementosingolare
c’ é uno ed unsolo elemento
singolare
di un’ altra forma che con esso costituiscauna
coppia neutra, giacchè
lo si determina linearmente serven-dosi del
primo,
ad es. mediante una delleproiettività
fondamen-tali di uno dei fasci
(3), (3’), (3").
Quindi
esistono e sono distinti su H e Zgli
elementi sin-golari S=, Si ; S~ ,
che siaccoppiano rispettivamente
con1
quelli (distinti) Si ed S,
di E. Allorala
trilinearità ammette le terneS=’ ; S~ , giacchè
allecoppie singolari S, S~
edS, SI’ corrisponde
un elementoqualsiasi
della forma rimanente.Quindi
anche è unacoppia singolare perché
ad essa cor-rispondono
i due elementi distintiSi ed S, (e perciò
ancheogni
altro elemento di
S).
Iafine non resta altrapossibilità
per8~’
diversa da
quella
diaccoppiarsi
conS~.
Concludendo: si possono sempre
scegliere
le notabeni inmodo che
gli
elementisingolari S’, S$ ; St." Ss’
si ac-coppino
com’ è indicato nello schema dellafig.
1. In unacoppia singolare
entranoquindi
solo lettere conapice
ed indice diverso.È
da notare la simmetria delcomportamento degli
elementisingolari S~)
edS~).
Per essa è lecito cambiarecontemporanea-
mente. su
ogai
formagli
indici inferioridegli
elementisingolari.
Ad
ogni pròprietà
diSV1 corrisponde perciò l’ analoga.
diS~).
Siamo risaliti dalle
coppie
neutreagli
elementisingolari.
Questi
sipotevano però
caratterizzare ancheindipendentemente,
come
quelli la
cnipr"ettività corrispondente
èdegenere.
Infatti
quando su ’di
una forma l’eleinento variabile cade in una elementosingolare, la proiettività corrispondente degenera,
perché
elementosingolare
delle altre duefqrmT che col primo
costituisce una
coppia
neutra ha I’omologo indeterminato. Per questa coppia
nellatrilinearità,
perquell’
elemento nellaproiet-
tività -é aUom indeterminato il
corrispondente
sulla terza forma.Ne-rísulta anche che terna contiene ura
necessariomMte una
coppia
Le due definiai©ni
degli
elementisingolari coincidono, giac-
chê ad es..- la condizione cui devono
soddisfare x, e . perché
la
proiettività (3")
siadegenere :
è ancora la
(5")
12. Le equazioni analoghe
alla(5") degli
elementisingolari
di
S
e diH
sono :È
da notare che Esse si possono ottenere(come
era preve- dibile apriori)
dalla(5")
scambiando unaprima
volta i terzicon i
primi
indici e x con x, una seconda volta z con y ed i terzi indici con i secondi. Ciòequivale
infatti a mutare le vocidelle forme fondamentali Z e
E,
Z ed H.Il discriminante della
(5".)
è :Nella sua
espressione
si osserva chegli
addendi messi inevidenza
rimangono
inalteratiqualora
si scambino i terzi indicicoi
primi
o coi secondi.Dunque
anche i discriminanti della(5)
e della
(5’)
hanno la stessaespressione (6)
diquello
della(5-).
Ciò vuoi dire che se in unac
norma gli
elementisingolari coincidono,
lo stesso accade nelle altre due.Nel caso delle trilinearità
reali,
sipuò precisare
ulterior-mente :
Se in una delle tre forme
gli
elementisingolari
sono distintie
reali,
odistinti,
maimmaginari
econiugati,
o coincidenti(e questi
sonogli
unici casi che si possonopresentare,
dato chesu ciascuna forma
gli
elementisingolari
costituiscono una ~ccoppia reale ~ ),
lo stesso accade nelle altre due forme.Chiameremo
questi
tretipi
di trilinearità realirispettiva-
mente : trilinearità
iperbolica,
trilinearitàparabolica,
trilinearità ellittica.Ci riserviamo
però
diprecisare
ulteriormentequando
an-nullandosi
0,
cha d’ ora inpoi
diremo il discriminacnte dellacorrispontknxa (o
dellaforma)
trilineare(1),
si possonoancora parlare
di elementisingolari
nelsignificato
finoraacquisito
daltermine. ’
13. Alla considerazione della relazione trilineare
(1)
convienetalvolta associare
quella
della matrice cubicaro)
dei suoi 8coefficienti a.,
Fig. 2
che ben si
presta
a porne in luce alcune simmetrie.(m) Cfr. E. PAscAL - I
Determinanti, (Hoepli,
1897), pag. 241.Osserviamo anzitutto che le sue
« facce »
sono(~1)
i modulidelle
proiettività
fondamentali dei fasci(3), (3’), (3").
Operiamo
sulle x la trasformazione lineare :ossia
precisamente :
dove è la matrice della trasformazione
diretta C
= Bx.La relazione trilineare trasformata delle
(1)
mediante le(8,)
è .dove evidentemente i nuovi coefficienti a sono
legati
ai vecchi adalle relazioni :
che con le stesse convenzioni che in
(8’) possiamo
scrivere con-cisamente :
Nelle
(9’)
1’ asterisco sta ad indicare l’ indice che varia.(21)
Eventualmente a meno del segno, se si lavora esclusivamente nel campo reale. Se però come reale si intende una proiettività tale che i coef- ficienti della sua equazione siano proporzionali a numeri reali, il fattore diproporzionalità potendo anche essere complesso, il segno del modulo non è determinato.
In altre
parole
si èposto :
D’ altra
parte
è noto(~)
che se ad es. si pone :tra simili determinanti si
banno, conseguentemente
alle(9),
lerelazioni:
dove
k ,
2l ;
m , n sono due diversedisposizioni
conripetizione degli
indici1,
2. PoichèI B::~ ~ i
=B 1-’,
conriguardo
allamatrice cubica ed alla
posizione
chegli
abbiamo dato infig. 2,
le
(10)
possonoespressivamente
enunciarsi :Le sezioni della matrice dei
coefficienti
.sono invarianti di peso - 1
rispetto
alletras formaxioni
li-dellp x.
Analogamente applica,udo alle y
ed alle .~ dellegeneriche
trasformazioni lineari C e
D,
cioèponendo
nella( 1 )
una volta:ed un’ altra volta :
si prova
che,
essendo nei due casi i coefficienti della relazione trilineare trasformatalegati
ai vecchi dalle :e
risp.
dalle :le sezioni « trasversali »
e
risp. «longitudinali»
della matrice cubica sono invarianti di peso - 1
rispetto
alletrasformazioni lineari delle ~J e delle z.
Ciò
poteva
anche dedursi immediatamente scambiando 1’ uf- ficio diE, H ,
Z.14. Osserviamo ora che in base alle
precedenti convenzioni,
le
(5), (5’), (5")
possono scriversi:Quindi
i loro coefficienti sonorispettivamente
invarianti di peso - 1 per trasformazioni lineari delle x,delle y
e delle z.Ma
0 (a),
discriminante comune della(5), (5’), (5"), può pensarsi
come un’espressione
omogenea di 2°grado
diquei coefficienti,
equindi
è invariante di peso - 2 siarispetto
alletrasformazioni lineari delle x, che a
quelle delle y
e delle z.Il
discriminante A (a)
della trilinearità èdunque
un inva-riante di peso
pari
di fronte alle trasformazioni lineari delle x, delle y e delle z.15. Siamo ora in
grado
diprecisare
che per trilinearitàgenerale
intendiamo una trilinearità(duplosingolare, ’secondo
Hauck),
tale che il suo discriminante sia diverso da zero.Diremo invece
singolare
una trilinearità tale che il suo discriminante sia nullo.Poichè i coefficienti dell’
equazione
di una trilinearità sin-golare
devono soddisfare alla condizionealgebriéa :
i suoi
parametri
essenziali sono 6 e non 7 come nel caso ge- nerale.Quindi,
costituendo le trilinearitàsingolari
un insiemem6 di dimensione inferiore a
quella
della totalità 007 di tutte lecorrispondenze trilineari,
risultagiustificata
laqualifica
di gene- rali data allecorrispondenze
nonsingolari.
16. Consideriamo una trilinearità
generale,
diequazione :
Operiamo
sulle x, y, z letrasformazioni
lineari(8~), (8"), (8"’).
Le nuove variabili
C,
sono ancoralegate
trilinearmente fraloro,
e laequazione
della trilinearità trasformata della(1)
mediante le
(8) (23)
si ottieneponendo
nella(1)
stessa le espres- sioni delle Y1t, Z L in funzione delle trasformatelr , ~t :
dove
(~3)
Cioè,
se si pensano le (8),(8’),
(8") come proiettività da ~, H, Zad altre forme :8:’ H’ Z’ (eventualmente sovrapposte alle precedenti), quella
che conseguentemente alla (1) lega gli elementi g, r, corrispondenti di x, y, x.
Se le
(8), (8’), (8")
si pensano come trasformazioni di coordinate, cioè set e Er 724o C& sono le coordinate di una stessa terna riferita a due dif- ferenti sistemi, la trilinearità rimane la stessa, e
quello
che si trasforma (formalmente come nella prima accezione) è la forma della sua equazione.Confrontando la
(12 j
con la(1)
si riconosce che si ha~ = O
quando gli
elementi « fondamentali »("~1) p,,), (l~~, (Ò1t, Ò2t)
della trasformazione(8)
costituiscono unaterna della vecchia trilinearità
(1).
Poichè le
(8)
sono arbitrarieponiamone gli
elementi fonda- mentali(~ir , ~2r) ~ (lb, 12’)’ (6,t
1~~t) rispettivamente negli
ele-menti
singolari S’,
diE, H,
Z. Nel caso da noi sup-posto
che la trilinearità(1)
siagenerale,
i sei elementisingolari
di
E, H,
Z formano le terne:ed esse sole.
Quindi
uella(1’)
sono nulli i coefficienti :cioè essa è del
tipo :
Con una ulteriore trasformazione del
tipo
su uua delle tre
coppie
di variabili la sipuò
ridurreaddirittura .
alla
forina principale:
Viceversa
ogni corrispondenza
trilineare la cuiequazione
sia del
tipo (13’),
ègenerale,
ed in essagli
elementi fondamen- tali(1, 0), (0, 1)
delle tre forme sonogli
elementisingolari S2; I 2 2 S~’ .
Inoltre i tre elementi unità costitui-scono una terna di elementi
corrispondenti.
(24)
Cioè, se si pensano le (8) come proiettività, quelli che hanno percorrispondenti gli elementi fondamentali delle coordinate ; se si pensano le
(8) come trasformazioni di coordinate, gli elementi fondamentali del nuovo sistema.
Se
gli
elementifondamentali,
cioècorrispondenti
di:si pongono ancora
negli
elementisingolari
ma non nellamaniera dichiarata sopra, si
giunge
ancora ad una formaridotta,
che differisce dalla
(13)
per uno opiù
scambi tra i due terminidegli
indici diegual posto.
17 Noti
gli
elementisingolari
ed una terna.U, U’,
U" diuna trilinearità
generale,
se assumiamoquelli
come elementifondamentali e
gli
elementi di questa come elementi unità sulle treforme,
la suaequazione
deve ridursi altipo (23),
anzi do-vendo essere = am , addirittura al
tipo (13’). Quindi
èdeterminata ed unica la trilinearità di cui siano dati
gli
ele-menti
singolari
ed una terna di elementicorrispondenti.
In coordinate non omogenee la
( 13’ )
si scrive :Per
quanto precede
e per note(~) proprietà
deibirapporti,
la
( 13" )
sipuò
scrivere :dove
P, , 11,; P’~’, Pé’
sonogli
elementisingolari
edU, U’, U" ; ~, Y,
Z due ternequalsiasi
di elementi corri-spondenti
della trilinearitàgenerale
data(16).
La
(14),
che èindipendente
dalle trasformazioniproiettive
di
E, H, Z, può
anche servire per una definizione sintetica della trilinearitàgenerale.
Inparticolare
da essa risultano leproprietà già
notedegli
elementisingolari,
allequali
la(14)
conferma il carattere dell’ invarianza di fronte alle
proiettività
di
E, H,
Z.(25) Cfr. CoMEssATTi, op. cit., lI, pag. 14.
(26) Questa proprietà, già nota all’ AuousT
(2),
è elegantemente dimo-strata dallo SCHUBERT (), pag. 460.
18. Data una trilinearità
generale,
per determinare le tra- sformazioniproiettive
deisostegni
che la mutano nella trilinea- rità( 13’)
occorredunque
e basta conoscere le coordinate dei suoi elementisingolari. Queste
siottengono, dopo
aver risoltouna delle
equazioni quadratiche (5),
medianteoperazioni
linearisulle sue radici.
°
Quindi
nel campocomplesso
tutte le trilinearitàgenerali
sono
proietti vamente (n) equivalenti.
Infatti,
seB, C,
D eB’,
C’ D’ sono leproiettività
diE, H,
Z che trasformano inquella
diequazione (13’) rispetti-
vamente due trilinearità
generali Ti
eT~ ,
le trasformazioniB’-1 ~ B,
I C’-~.C ,
D’-l. D mutanoTi
inTe .
19. Per le trilinearità reali là
possibilità
della riduzione aforma canonica mediante trasformazioni di coordinate
(a
coef-ficienti) reali,
cioè lapossibilità
di essere trasformate nella(13’)
mediante
proiettività "reali, dipende
dalla sola irrazionalità qua- dratica che si introduce risolvendo una delle(5),
ed in definitivadal segno
positivo
o meno del loro discriminante comune A(a) (").
Abbiamo dimostrato che A
(a)
è un invariante fondamentale di pesopari
di fronte alle trasformazioniproiettive.
Se si trattadi
proiettività reali,
i loro moduli sono necessariamente dei numeri reali. Ma allora iquadrati
dei moduli sono sempre po-sitivi,
assieme ai loro inversi.Quindi
il segno del discriminante di una trilinearità reale è invariante di fronte alleproiettività
reali. Possiamo
perciò
affermare che condizione necessaria per- chè due trilinearitàgenerali
sianoequivalenti rispetto
alleproiet-
tività reali è che i loro discriminanti abbiano lo stesso segno.
Vogliamo
far vedere chequesta
condizione è ancheConsideriamo
dapprima
il caso di due trilinearitàiperboli-
che
Ti
e Allora le coordinate deipunti singolari
sonoreali,
e
quindi
medianteproiettività
realiT~
eT~
possono trasformarsi {~7) Cioè di fronte alle trasf. proiettive dei sostegni (che si immaginano distinti) in sè.(28)
Il segno di d (a), come risulta dalla sua espressione (6;, non di- pende dal fattore di proporzionalità a meno del quale i coefficienti della (1)sono determinati.
nella trilinearità
(13’).
Ma in tal caso si dimostra come in ge- nerale cheesistono,
e sonoreali,
leproiettività
che mutano7~
in
T~ .
In altre
parole T,
eT,
sonoequivalenti
fra loro difronte alleproiettività reali,
inquanto
lo sonosingolarmente
alla(13’),
cioè all’ unica e determinata trilinearità
(reale)
che abbiagli
elementi
singolari
neipunti
fondamentaliP(.11
delle coordi-nate,
ed in cuigli
elementi unità sicorrispondano.
20. Consideriamo ora il caso delle trilinearità ellittiche.
Se T è una tale
trilinearità,
per la definizione di discrimi-nante,
dalle(5)
si ricava che su ciascuna forma le coordinatenon omogenee dei suoi elementi
singolari
sonoiinmaginarie
econiugate.
Quelle
omogenee sono :dove a, ,
b; ,
ci sono numeri reali.Poiché T è reale ammette sempre almeno una terna reale.
Con
opportune
trasformazioniproiettive
reali trasformiamola nella terna deipunti
fondamentaliP, , P§’
delle tre forme.Successivamente con le
proiettività reali ;
trasformiamo i
punti singolari
neipunti
di coordinate(+ i, 1).
Le
(16)
lasciano fissiP2,
In definitiva siamo venuti a riconoscere cheogni
trilinearità ellittica èequivalente
a
(può
trasformarsi conproiettività
realiin) quella
unica e de-terminata avente
gli
elementisingolari ,Si’~ , S(.1~ negli
elementi(+ i, 1),
e in cui sicorrispondono
anchegli
elementiimpropri P§, P,". Quindi
tutte le trilinearità ellittiche sonoequiva-
lenti di fronte alle
proiettività
reali.Quanto precede,
se le trasformazioniproiettive
che vi inter-vengono si pensano come trasformazioni di
coordinate,
ci per-mette di
dare,
ricorrendo alla(14),
una forma ridotta a cui nel campo reale si possono ridurre leequazioni
di tutte le trilinea- rità ellittiche.Infatti,
nel nostro caso, usando coordinate nonomogenee, la
(14)
diviene :cioè :
che ridotta a forma intera si scrive :
E
da notare che ilragionamento precedente
cadrebbe indifetto
quando
nelle(15)
fosse nullo uno dei e,(k
=1,
2,3).
Jla ciò non
può
essere, chè appena un elementosingolare
fosseimproprio,
sarebbereale,
equindi
la trilinearità nonpotrebbe
essere ellittica.
21.
Interpretiamo
le variabili checompaiono
nellaequazione
della trilinearità :
come a.scissc omogenee nelle tre forme
E, H, Z,
e cerchiamodi determinare le
più
notevoliproprietà
dellacorrispondenza
che
rimangono
invariate di fronte alle trasformazioni lineari(cambiamenti
di ascisse osimilitudini)
che lasciano fisso 1’ ele- mentoimproprio
del riferimento.Queste proprietà
chiameremometriche,
e per esse adotteremo illinguaggio
dellageometria
metrica.Ad es.,
poichè
è sempre vero che F annullarsi di un coef- ficiente ailtlesprime
la condizione necessaria e sufficiente che nella trilinearità sicorrispondano gli
elementi fondamentali(i, h, 1
=1, 2)
diE, H5 Z,
cos la relazione = Oche
esprime
ilcorrispondersi degli
elementiimpropri
sarà me-tricamente invariante nel senso suddetto.
Si osservi anzitutto
che
la(14) può
scriversi :dove
ogni parentesi
indica come al solito ilrapporto semplice
della terna ordinata che contiene
(~,.
Se
immaginiamo
la trilinearitàgenerale
determinata me-diante i snoi elementi
singolari
e la terna U U’6~, ogni
altraterna X Y Z è astretta dalla relazione:
dove evidentemente :
Come la
(14) esprime
laproprietà proiettiva
fondamentale dellacorrispondenza
trilinearegenerale,
cos la( i4‘),
attesa l’in-varianza dei
rapporti semplici
che vicompaiono
di fronte allesimilitudini,
ne è la relazione metrica fondamentale e caratte- ristica.22. Di
quei rapporti
non si altera il valore se si opera sulle forme una similitudine od un cambiamento diascisse, quindi K può pensarsi
come un invariante metrico fondamentale della trilinearitàgenerale.
Lo diremo con HAUCK caratteristica della
corrispondenza.
Perchè i
rapporti semplici
checompaiono
nella( L4)
abbianoun valore
determinato,
occorre fissare apriori quale
dei dueelementi
singolari
si debba su ciascuna forma chiamareSl’l
equale Tuttavia,
come abbiamogià
osservato al n.11,
ecome viene confermato dalla
( 14’ ),
è in nostropotere
scambiarecontemporaneamente gli
indicidegli
elementisingolari
di ciascuna(29) Cfr. ad es. per la retta : COMZSSATTI (17), I, pag. 7.