R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
A NGELO F AVINI
Sulle equazioni differenziali astratte degeneri
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 52 (1974), p. 243-263
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equazioni degeneri.
ANGELO FAVINI
(*)
SuMMARY - This paper is concerned with existence and
uniqueness
of a«
strong »
solution for theequation
in a Banach space ~,
satisfying
the initial conditionwhere Y is a Banach space, in
general
different from X. Here A is alinear closed
operator, B
a boundedoperator
from Y to X.The results allow to handle
degenerate Cauchy problems
for somepartial
differentialequations.
Introduzione.
In
questa
nota considero ilproblema
astratto di stabilire esi- stenza ed unicità di una soluzione « stretta »dell’equazione
in uno
spazio
di Banachcomplesso X
soddisfacente la condizione inizialeessendo Y uno
spazio
diBanach,
ingenerale
diverso da X.(*)
Indirizzo dell’A.: Istituto Matematico « S. Pincherle », Piazza di Porta S. Donato 5, 40127Bologna.
Qui A
è unoperatore
lineare chiuso da Y aX,
B è unoperatore
limitato da Y a
X, f : [0, T] - X
è una funzione continua e Y.Trovo
che,
sottoopportune
condizioni sul « risolvente »(AB -~- A)-12
tale soluzione è
esprimibile
nella formaLa motivazione di
questa
trattazione astratta è oNerta dalla pos- sibilità di risolvereproblemi
diCauchy degeneri
deltipo
dove
oc(x)
è unafunzione >
0 suS2
che si annulla suparte
della fron- tiera 1~ di Q o su un sottoinsieme di misura nulla di Q.Tali
problemi
furonooggetto
di unprecedente
lavoro(cfr. [1]) .
La differenza tra la
prima
elaborazione e lapresente
sta nel consi- derare A e B comeoperanti
inspazi
distinti.Ciò
permette,
fral’altro,
di indebolire le assunzioni sullaregola-
rità dei dati.
LEMMA 1. ~Siano
X,
Yspazi
di Banachcomplessi
immersi concontinuitc in uno
spazio
vettorialetopologico separato
B.Siano
poi
A unoperatore
lineare chiuso da Y a X con dominioD~
denso in
Y,
B unoperatore
limitato da Y a X. SiaAllora per
ogni
~n E N riesceDIMOSTRAZIONE. 27 è
aperto.
Sia infattiÂo E E.
Allora(Si
noti che . ,Quindi
see
quindi
FaHermazione è vera per m = 1.Supposta
lauguaglianza
vera dimostriamola perm = k --E- 1..A. questo
scopo mostriamo che perogni
k E N risultaSupponiamo
oraSi ha
Vale allora
Di
qui
l’aflermazione.DEFINIZIONE 1.
Tratgano
leipotesi
del .Lemmac 1 relativamenteagli operatori
A e B. Sia inoltref (t),
te[0, T],
unaf unzione
continua da[0, T]
a X. Diciamo che x:[0, T] --~
Y è una soluzione « stretta » delproblema
se
x(t)
èf ortemente
continua da[0, T]
aY, f ortemente differe%ziabile
da]0, T]
aY, x(t) E DA
VtE ]0, T],
e vale(1).
LEMMA 2.
Valgano
leipotesi
del .Lemma 1 su A eB; inoltre,
esistaAllora esiste
(AB -~- A)-1
EL(X, Y)
perogni
A in ~cn dominio delpiano complesso
situato alla destra della curva..T’a,
qE ]0, 1[,
di equa-zione Re
DIMOSTRAZIONE. Sia Re A= (1, Im ~, _ T. Se x è un elemento ar-
bitrario di X e
allora
Infatti
che è
convergente
se vale la(2).
Ne segue che
TEOREMA 1.
Valgano
leipotesi
del .Lemma 2.Allora,
perogni
xo E
Y,
ilproblema
ha una soluzione stretta.
DIMOSTRAZIONE. Osserviamo che si
può
senz’altro supporre modo chel’origine
siasituata
alla sinistra della curvaIn forza del Lemma 2
(cfr. [1]),
ha senso in Y e, per la
configurazione
diTq
insieme allamaggiora-
zione ottenuta nel
precedente Lemma,
riesceDimostriamo che Poniamo At =
~.
Alloradove yq
sipuò
supporreindipendente
da t ed ha la stessaconfigura-
zione di
ha.
Sesupponiamo xo E DA, poichè
risulta
D’altra
parte,
Quindi,,
yPertanto,
yPoiché l’ultimo
integrale
converge, lim - zoIl
y = 0.Per la densità di
DA
inY,
l’aflermazioneè,
conciò, completa-
mente dimostrata.
Nella stessa maniera in cui fu
provato
il Teorema 2 in[1],
si prova ilseguente
risultato di unicità.TEOREMA 2. Nelle
ipotesi
del Teorema1,
la soluzione stretta delproblema (3)
è unica.TEOREMA 3. Sia
g(t)
unaf unzione
dac[0, T]
a Y derivabile concontinuità e sia
f (t) = Bg(t).
Allora,
nelleipotesi
del Teorema1,
ilproblema
non-omogeneo(1)
hauna
(ed
unasola)
soluzione stretta.Precisamente, posto
dove 1~
=1~~,
q E]0,1[ (cfr.
Teorema1 ),
tale soluzione èesprimibile
nellaf orma
DIMOSTRAZIONE. In forza del Teorema
1,
basta mostrare cheè derivabile con continuità su
]0, T],
soddisfadalla
maggiorazione
segueQuindi,
Mostriamo che in X
Ciò ci tornerà utile nel
seguito
della prova. Si hae
allora,
dalla dimostrazione del Teorema1, possiamo
senz’altro de- durre chePertanto
Si
può quindi
supporre chePer dimostrare la
parte
restante dell’affermazioneprocediamo
come in
[3],
pp. 486-487.In virtù
dell’ipotesi
su g, risultaD’altra
parte,
Si noti che anche per
quello
che si è visto sopra, ri- sulta ben definito. CosNe segue che
D’altra
parte, poichè
Ora,
si riconosce facilmente che(la
prova èanaloga
aquella che,
per unsemigruppo
olomorfoll(t)
riesce
U(t + s)
=U(t) U(s)). Quindi,
Segue
cheCos
Ciò prova l’aflermazione.
COROLLARIO.
Valgano
leipotesi precedenti sull’operatore
A.Inoltre,
Bsia un
isomor f ismo
da Y a X. Sef: [0, T] ~ .~Y
è derivabile con deri- vata continua e xo EY,
allora esiste una ed una sola soluzione strettadel
problema (1 ) .
DIMOSTRAZIONE.
È
conseguenza immediata del Teorema3,
riu-scendo
f (t)= Bg(t), g(t)
= B-1f (t) .
Il
precedente
Corollarioammette, però,
unageneralizzazione,
nelsenso che esso resta valido sotto
ipotesi
meno restrittive suf . Infatti,
TEOREMA 4.
Valgono
leipotesi
del Teorema 1 su A e B sia un iso-morfismo
da Y a X. Sef: [0, T] ~
X èholderiana,
cioè risultaallora il
problema (1)
ha una e una sola soluzione stretta.DIMOSTRAZIONE. Essendo B un
isomorfismo,
se x =x(t)
soddisfaallora
ed inversamente. Notiamo che
riesce anch’essa hòlderiana in Y.
D’altronde,
sempre perl’ipotesi
suB,
se risulta(AB + A)-1B:
Y - Y
l’operatore
inversodeuloperatore A +
B-xd.Poichè inoltre ,
La teoria dei
semigruppi
olomorfi èquindi applicabile
alla riso- luzione delproblema
È noto, infatti,
che(4)
ha una unica soluzione stretta.Di
qui
scende la nostra aflermazione.Applicazioni.
Sia ,~2 un sottoinsieme
aperto
limitato di Rn con frontiera h chesupponiamo,
persemplicità,
di classe C°°. Siapoi A(x, D) l’operatore
diúerenziale tale che
dove a, ai, i = 1, ..., n,
sono funzioni continue dail
a C e le ai1c sono elementi di conper
ogni
y1, ... ,ku e
una costante a > 0indipendente
Supponiamo
inoltre chevalga (cfr. [5]).
Con
a(x)
denotiamo una funzione continua su17, non-negativa,
tale che
a(x) = 0
mentreCi
proponiamo
di risolvere laquestione
dellaesistenza
ed unicitàdi una soluzione
(in
un senso che verrà sottoprecisato)
delproblema
differenziale
Precisiamo
gli spazi
funzionali in cui considereremo taleproblema.
Con
D)
denotiamo lospazio
di Banach delle funzioni~ :
,S2 -~ C, misurabili,
per lequali
la normarisulta finita.
È
chiaro che lospazio L2(S2)
delle funzioni diquadrato
sommabilisu S~ risulta immerso nello
spazio L2(VCi, Q),
essendoInoltre,
riesce anche~ ..L2(,S~) ; infatti, Q)
èil duale forte di e
quindi,
per l’identificazione di col suoantiduale, possiamo
dedurre che ~Q).
Notiamo che le immersioni sono
dense, poichè 5)(D)
=C~(~2)
èdenso in
questi spazi.
Definiamo
l’operatore
A nel modoseguente:
DA
è denso in.L2(~, Q),
essendoc DA .
Se
poniamo
ilproblema
connesso conl’equazione
viene mutato nel
problema
restando ferme le condizioni iniziale ed ai limiti.
Supponiamo ó
> 0.Poniamo
poi D)
=A(x, D) + óoc(x).
Per provare la
disuguaglianza
successivaprocediamo seguendo
Sobolevskii
(cfr. [5],
pp.55-56).
Poniamoe notiamo che
,SZ) .
Moltiplicando
entrambi i membri dellauguaglianza precedente
per
u(x),
otteniamoOra,
peripotesi,
equindi, integrando
perparti,
Per la
disuguaglianza
di Schwarz si ha(cfr. [5],
p.55):
dove E è un numero
positivo
arbitrario.Segue che,
se Re A >0,
Scegliamo e
tale che sia 0 e a esupponiamo Cla.
Si
può
allora dedurrePoi, da
deduciamo
Poiché
otteniamo
Analogamente, poichè
riesce
e
quindi
B
è,
beninteso, l’operatore
limitato da definito daSi noti che B è addirittura un isomorfismo da In
efietti,
dasegue
J~==0=>~=0;
cos B è 1-1.Infine,
sev -= f /a appartiene
a ef = Bv.
n
Sia à = a
+
a. Poichè1’operatore
AB+ A~,
per ReÂ>0, gode
dellaseguente proprietà:
dataesiste u n tale che
(cfr.
ancora[5]).
Se,
dipiù,
alloraIn effetti, da
segue
e, da una
parte,
peripotesi,
essendo Infine
Cos ,
dataQ)
esiste tale che(ÀB
Pertanto,
daquesto
risultato e dalla(*) possiamo
dedurre chel’operatore
AB-f- A~
ha inverso limitato(AB -~- A~)-l: IJ2(1/ S2)
-ç¡i -T’ 2 (’~/a, ’~ ) ,
Ma allora anche
+
+A1
è unoperatore
chiusocon
DA
=(Si
ricordi che A :DA ~ Xl
è chiuso se e solo seA-’:
A (DA)
--~ ~Y è chiuso(cfr. [3],
p.16~)).
Cos AB +
A~
è chiuso daL2(v’ã,,Q)
aL2(1/v’ã, S~) .
Poichè B èlimitato e
A1= (AB +
ancheA1
è unoperatore
chiuso. Si èquindi
mostrato che esiste perogni
A con eVeniamo ora a fare le
ipotesi
sul dato uo e sullaparte
non omo-genea
g(t, x)
delproblema
inquestione.
Prima ditutto,
supporremoQ)
epoi
Allora il Teorema 4
porta
a concludere che esiste una ed una sola soluzione stretta delproblema (5), (X
=L2 (1 /~/~c, Q),
Y=L2 (~/à, Q)).
Quanto
alla natura della soluzionetrovata, possiamo
dire che essaè,
inparticolare,
soluzione debole di(5)
nel senso di[2].
Infatti, poichè L2(1 /,S) L2(S), l’equazione
risulta soddisfatta anche nellospazio L2(S)
equindi,
seA*(x, D)
denotal’aggiunto
for-male di
A(x, D), vale,
perogni
« test-function »x)
inQT (per
lenotazioni,
cfr.[2],
p.417)
Poichè
possiamo
senz’altro sostituireper ottenere che
Supponiamo
ora che la funzione sia stretta-mente
positiva
suSZo
c D e = 0 Vz E doveS~o
è unaperto
e ha misura nulla.
Consideriamo ancora il
problema (3) .
Poniamofl
è chiaramente misurabile. Possiamo allora considerare lospazio che,
nelle considerazioni che seguono,prenderà
ilposto
diProcedendo come è stato fatto nel
primo
caso, risultache,
seda cui
D’altra
parte,
è facile riconoscere chel’applicazione u --> au
risultaun isomorfismo di
L2 Q)
suQ).
Pertanto, possiamo
ancoraapplicare
il Teorema 4 per ottenereun risultato di esistenza ed unicità della soluzione.
BIBLIOGRAFIA
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theory for
linearoperators,
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1966.[4] S. G. KREIN, Linear
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[5] P. E. SOBOLEVSKI-,
Equations of parabolic
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Traduzione
inglese:
A.M.S. Transl.,(2),
49(1965),
1-62.Manoscritto