R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
G IULIANO B RATTI
Problema di Cauchy semiglobale in due variabili
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 69 (1983), p. 169-179
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Cauchy semiglobale
GIULIANO BRATTI
(*)
0. In R 2la variabile sia
(x, y) .
P =P(Dae, Dy)
sia unoperatore
dif-ferenziale lineare a coefhcienti costanti.
Se N =
(«, ~8)
è un vettore non nullo di.R2,
@ indicherò con .H~ ilsemipiano
di .R2 definito dalladisequazione:
ax-f- 0 ;
e conG(H)
il
sottospazio
diOOO(R2)
definito da:f
sta inG(.H)
se e solo se la suarestrizione su
,.H~,
è nulla.Dal
punto
di vista dell’AnalisiFunzionale,
la risolubilità univoca delproblema
diCauchy
perP,
con dati nelcomplementare
chiusodi è
equivalente
alla richiesta chesia un automorfismo
topologico,
ovvero che P siaiperbolico rispetto
ad
N,
come sipuò
dedurre da(3):
teoremi 5.4.1 e 5.6.4.In
questo lavoro,
y mi propongo diindagare
su di unproblema analogo
aquello
diCauchy,
e lo chiamerò : « Problema diCauchy
semi-globale
»,(la
risolubilità delquale
è tra l’altro connessa alla risolubi-lità di certi sistemi differenziali sovradeterminati del
tipo:
Pu =f, Qu = 0),
relativo alla caratterizzazione diquegli operatori
P per iquali
per « abbastanza »aperti
di .R2 si possa averedove,
ormai ènaturale,
(*)
Indirizzo dell’A.: Seminario Matematico dell’Università, Via Belzoni 7, 1-35100 Padova.Nel
seguito :
ilparagrafo
uno sarà dedicato alle notazioni ed aqualche richiamo;
neldue,
oltre che ariportare
alcuni teoremi del- l’Analisi Funzionale interessantiquesto lavoro,
sarannosviluppati
ipreliminari
per la dimostrazione del risultatoprincipale qui
contenutoTEOREMA. Le
seguenti proposizioni
sonoequivalenti :
a)
perogni aperto
B di=R2,
convesso elimitato,
si ha :P(G(B))
=G(B);
b)
perogni aperto
B di.R2,
P-convesso elimitacto,
si ha :P(G(B))
=G(B) ; e)
P èiperbolico rispetto
adogni
vettore di .R2 non caratteristico.La dimostrazione di
questo
teorema sarà svolta nelparagrafo
tre.I. In Rn la variabile sia x =
(x~,
... ,xn) .
Se .~. è unaperto
di.Rn,
per brevità
porrò :
con le usuali
topologie; D’(A)
edE’(A)
saranno i duali(forti) rispettivi.
un
operatore
differenzialelineare,
a coef-|a|m
ficienti
costanti,
y indicherò conil
trasposto
di P.DEFINIZIONE 1. A è P-convesso se e solo se
tP(E’(A))
è chiuso inE’(A).
La P-convessità di A è condizione necessaria e sufficiente al fine d’avere
(visto
chetP: E’(A) - E’(A)
è sempreiniettiva);
essa si caratterizzabene, (3),
pag.90,
pergli aperti
di .R2: se A è unaperto
diR2 ,
A èP-convesso se e solo se
ogni
linea caratteristica di P interseca A inun connesso.
Se
(A, B)
è unacoppia
diaperti
di.Rn,
tale che la chiusura diB,
B-,
è contenuta inA, porrò
Poichè
E(A)
è unospazio
di Fréchet-Schwartz(brevemente :
è unFS-spazio) ,
ancheGA(A)
e KerP/A,
con letopologie
dedotte daE(A),
ed
E(A)/(Ker P/A)
r’1GA(B),
con latopologia quoziente,
sono FS-spazi [2],
pagg. 332 e segg.Infine : la
definizione,
e leproprietà degli operatori
P che soniper-
bolici
rispetto
aqualche
vettore diRn,
sonoquelle
elencate nel ca-pitolo
V di[3] ;
ai fini diquesto lavoro, particolare
interesse avrannoi teoremi 5.3.3 e 5.6.3 di
quel capitolo.
2. Oltre al teorema di Hahn-Banach
(prolungamento
continuo deifunzionali),
farò uso, nelseguito,
deiseguenti
teoremi :A)
E ed F sian duespazi
diFréchet;
sef :
.E -~ F è lineare e con-tinua,
alloraf
è suriettiva se e solo se la suatrasposta t f :
I" -~ E’ è iniettiva ed haimmagine chiusa;
B)
E ed F sian duespazi
vettorialitopologici,
localmenteconvessi;
se sono
spazi
di o dualiforti
dispazi
diFréchet,
allora: sef :
èlineare,
continua esuriettiva, f
èaperta;
C) (E t,
t EA, > , Q t
S t >s)
sia un sistema induttivo dispazi
vet-toriali
topologici
localmente convessi e diHausdorff; Qts : Et
sia lineare econtinua ; .F’t
t sia il dualetopologico
diE,.
Se si pone
P st: Fs de f inita
dasi ha
1 ) (F’t ,
t EA, > , Ps
t t >s)
è un sistemaproiettivo ;
2 )
il dualetopologico
del limite induttivo lim(Et),
dotato dellatopo- logia
limiteinduttivo,
è il limiteproiettivo
lim(I’t), (5),
pag.150;
D)
Se E ed F sonospazi
vettorialitopologici,
dualiforti
diFS-spazi;
e se
f :
E ~ F è lineare econtinua,
alloraf (E)
è chiuso in F se e solose lo è per successioni.
Indicherò con
G~ (B )
il duale forte diG~(B).
LEMMA 1.
G’A(B)
èisomor f o
edomeomorf o
aE’(A)/E’(B-), quest’ul-
íimo
spazio
dotato dellatopologia quoziente.
DIMOSTRAZIONE. y: E’(A)/E’(B-) - G](B)
siaP applicazione
linearedefinita da
~ è un isomorfismo
suriettivo,
visto che ha latopologia
dedotta da
E(A); dimostrerò,
ora,che V
è continua.p;
sia una reteconvergente
a zero in.E’(A)/E’(B-);
se V è un intornodi zero in
6~(~)~ ~
è deltipo
dove L è limitato in
GA(B)
ed 8 è inR+ (reali positivi).
V è intorno di zero anche in
E’(A), poichè
L è limitato anche inE(A);
visto che laproiezione
canonica n:E’(A) - .E’ (A ) /.E’ (B-) ? n(V)
= V+ .E’ (B-),
èaperta, n(V)
è intorno di zero inE’ (A ) /E’ (B -) ~
allora: esiste
jo
tale chese j > jo
si hae con e Ciò dimostra che
la yx
è continua.
L’applica~zione
lineare e continuaè suriettiva fra duali forti di
spazi
di Fréchet che sonriflessivi;
inbase al teorema
B)
citato di sopra, risultaaperta,
cos che lastessa y
èaperta.
La dimostrazione è conclusa.
Determinato il duale forte di
G,(B),
il teoremaA)
fornisce imme- diatamente ilTEOREMA 1. Le
seguenti proposizioni
sonoequivalenti : a) -P(G~(B‘)) = GA(B);
b)
se p sta inE’(A)
e se supp( tP,u )
cB-,
anche supp(p)
cB-;
edinoltre :
tP(E’(A)) + E’(B-)
è chiuso inE’(A).
DIMOSTRAZIONE.
ac) implica b).
Poichè
deve essere
iniettiva,
si ha:se p sta in
E’(A)
e se è inE’(B-),
alloratP (,u + E’(B-»
= tP(p) + E’(B-)
è lo zero diE’ (A ) /E’ (B-) ; dunque
p+ E’(B-)
deveesser lo zero di ovvero supp
(p)
c B-.-~-
v, sia una rete inE’ (A ) convergente
debolmente a q inE’(A).
In
.E’(A)/E’(.B‘-)
si ha:e
quindi
per
qualche p
inE’(A).
b) implica a).
La
prima parte
dellaproposizione b) implica
che tP è iniettiva.sia una rete
convergente a q
inE’(A)/E’(B-);
dimostreròche q
sta inE’(A) + E’ (B-) ; dopo
di che la dimostrazione è conclusa.Infatti :
poiché tP(E’(A)) + E’(B-)
è chiuso inE’(A),
se q non ap-partenesse
aquello spazio,
in base al teorema di Hahn-Banach esi- sterebbef
inE(A)
tale che(a)
èassurda, poichè q(f)
= lim(tP(03BCj)(f))
= 0.i
La dimostrazione è conclusa.
OSSERVAZIONI.
A)
Sisupporrà
sempre che A sia connesso; è immediato allora verificare che la condizioneP(G~(B)) - GA(B)
esclude che P possa .esser ellittico.
B)
SeP(G~(B)) - G,(B),
e se B èlimitato,
usando lo stessoragionamento
di[3],
teorema3.5.4,
pag.81,
è facile dimostrare che A deve esser P-convesso.C)
Nel caso in cui(A, B) c .R2 >C.R2,
la condizioneP(GA(B)) =
-
GA(B)
mostra che B « vicino » all’esserP-convesso,
senza esserlocertamente come dimostra il facile
esempio seguente
sia sia A = R2 e e
1)
~«0, y) :
y >0).
Siha,
ovviamentee B non è
Dx-convesso.
D)
Se(A, B)
sonoaperti
diR2,
sipuò
dimostrare che: la con-dizione
JP(6~(~)) == Gà(B) implica
che: se r è una retta caratteristica diP;
se(E1, E2) C r n (B ~ E3),
e seE3 E (E1, E2) n (R2 ~ B), allora E3
sta sulla frontiera di B.
E)
Se P =D~)
non èellittico,
e se B c R2 èP-convesso,
allora vale per P e B la
prima parte
dellaproposizione b)
del teo-rema 1: la verifica è immediata.
3. P =
P(Dx,
sia unoperatore
differenzialelineare,
in duevariabili,
y a coefhcienti costanti.Se B è un
aperto
diR2,
@ per brevitàporrò
TEOREMA 2. Le
seguenti proposizioni
sonoequivalenti :
a)
perogni aperto
B di.R2,
limitato e convesso, si ha :P(G(B))
=G(B) ;
b)
perogni aperto
B di.R2,
limitato eP-convesso,
si ha :P(G(B))
=G(B) ;
. c)
P èiperbolico rispetto
adogni
vettore di .R2 non caratteristico.DIMOSTRAZIONE.
a) implica c) .
In base all’osservazione A del
paragrafo due,
P nonpuò
esserellittico. Sia N’ un vettore caratteristico di
P,
e sia N un vettore non,caratteristico di
P;
sipuò
supporre direttamente che sia N =(0, 1),
e che P abbia solo N’ come vettore caratteristico:
negli
altri casi la . dimostrazione è unaleggera
variante diquesta.
Dimostrerò che: se .H’ è il
semipiano
di R2 deipunti
con ordinatanon
positiva,
alloral’ipotesi P(G(B))
=G(B),
perogni B
di.R2, aperto
limitato e convesso,
implica
chedopo
di chel’iperbolicità
di Prispetto
al vettore(0, 1)
è conseguenza A della dimostrazione del teorema 5.4.1 di[3].
Sia
Bn
ilparallelogramma
con latiparalleli
all’asse x, edortogonali
al vettore
N’,
di vertici(- n, 0), (n, 0)
ecc., contenuto in .g. Postoe
posto
definita da
+ Ln+1)
=f +
il sistema è unsistema
(di FS-spazi) proiettivo.
Posto
lVl limite
proiettivo algebrico,
si considerino lee si ponga su M la
topologia
limiteproiettivo
definitadagli Mn
dalle
A
facile verificare che con taletopologia,
.111 risulta un sotto-spazio
chiuso delprodotto Dimostrerò,
ora, chel’applicazione
lineare
definita
da j ( f )
=((f -E-
è un isomorfismo ed un omeomorfismo(suriettivo).
Risulteràquindi,
che anche latrasposta tj della j
~ è un isomorfismo ed un
omeomorfismo ;
epoichè : .Mn
è un.F’~S-spazio ; + E’ (B~ )
è il suoduale,
in base aC)
delparagrafo due,
si avrà
In definitiva:
poiché
.g è convesso, se p EE’(.R2)
e supp cH,
;anche supp
(,u)
è contenuto inH; tP(E’(R2)) -f - E’(H)
è chiuso in.E’(.R2),
sicchèP(G(H))
=G(H),
ovvero P èiperbolico rispetto
a(0, 1).
A) Che j
sia continua segue dal fatto che è laproiezione
canonica.B) Che j
sia iniettivadipende
dal fatto che la frontiera di Hnon è caratteristica. Infatti:
se j(f)
=0,
si hain base al corollario 5.3.1 di
(3),
segue chef = 0.
C) j
è suriettiva. Infatti: se in base alla definizione di limiteproiettivo
risulta’
con
i =1, 2, ... , n.
Poichè gi
è nulla suBi
eP(gi)
= O suR2,
in base al teorema 5.3.3 .di[3],
gi risulta nulla su tutta la striscia~’i generata
dalparallelo-
gramma
Bi (dalle
retteortogonali
a N’ epassanti
per ilsegmento
[2013~~]).
Allora la funzionefE(R2)
definita danella striscia
~’i
risolvel’equazione j(f)
=~~ f n -~-
Basta
dimostrare,
ora, chec) implica b)
perconcludere,
visto cheogni
convesso è P-convesso.c) implica b).
Poichè B è
P-convesso,
in base al teorema 1 ed all’osservazioneD)
del
paragrafo due,
per dimostrare lab)
basteràdimostrare,
in base alteorema
D)
delparagrafo due,
chetP(E’(R2)) -~- E’(B-)
è chiuso per successioni inE’(R2) (1).
A)
Se lim-E- v~,
= q inE’(.R2),
per n abbastanzagrande
sin
ha supp
(tp(Pn) + vn)
cg,
con K intorno limitato delsupporto
di q;per la P-convessità di
.R2,
@ sipuò
supporre che supp(pn)
cK’,
con K’aperto
e limitato.B)
p sia unpunto
della frontiera di B : p E 2B. Perogni
p EaB,
esiste un cono
aperto
e convesso,h~ ,
con vertice in( o, 0 ),
tale che:in base a
[3],
teorema 5.6.1.Si ha:
U (rp,
p E2B) - R2/B-;
inoltre: se 99 ED(p + rp), poichè
supp
(Ep * cp)
è contenuto in(p + rp),
risultain base a
(8),
teoremaXIII,
esisteÂp
inD’(p +
tale chein
Si osservi che : in base ad
A)
di sopra, si ha : supp(~)
c(p + Tp)
nK’;
ed inoltre: se
pc- 2B,
e se, con le notazioni di sopra, si hain allora non appena
(1)
Il teorema D) siapplica
cos : +E’(B-)
èl’immagine,
inE’ (R2), dell’applicazione
lineare e continua(tP,
i) :E(R 2) >CE’(B-) --~ E’(.R2) , i)(,u,
v) = + v .Gli
spazi
indicati sono duali forti di.F’S-spazi (E’(B-)
è chiuso inE’(.I~2),
ed è,
quindi,
il duale diE(B2)/G(B) ).
restrizioni di
Âp
e diÂp’
suD(Z)
coincidono. In base al «Principio
diincollamente
» [8],
pag.2 7,
esiste A in tale che : = A.n
Indicata con qi la restrizione
di q
suD(R2/B-),
sipuò scrivere,
alloracon
supp (À )
contenuto inSe si dimostra che esiste
Âo
inE’(.R2)
tale che  =Âoj(R2jB-),
ladimostrazione è conclusa.
(Pn)
sia una successione inconvergente
a zero nella to-pologia
indotta da...,1’pn
siano n coni tali chese ai sta in
poichè Âpe
è continua suD(Z),
dove Z =(pi -~-
n supp(«i),
conla
topologia
indotta daG(B),
risultaLa dimostrazione è conclusa.
BIBLIOGRAFIA
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Ann. Sc. Norm.Sup.
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Ann. Math. (1968).[5]
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è unFS.spazio ;
e la successione è limitata nel duale diquella
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Manoscritto