A NNALI DELLA
S CUOLA N ORMALE S UPERIORE DI P ISA Classe di Scienze
V INICIO V ILLANI
Fibrati vettoriali olomorfi su una varieta’ complessa q-completa
Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Scienze 3
esérie, tome 20, n
o1 (1966), p. 15-23
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SU UNA VARIETA’ COMPLESSA q-COMPLETA (*)
di VINICIO VILLANI
Introduzione.
Scopo
dellapresente
nota è la dimostrazione delTEOREMA 1.
Ogni fibrato
vettorialeolomorfo
.E su una varietàcomplessa q-completa X,
è a sua volta una varietàRicordiamo che una varietà
complessa X
si diceq-completa
se esiste suX una
funzione g (x)
a valorireali,
differenziabile di classeC°°,
fortementeq-pseudoconvessa
inogni punto
diX,
e tale chegli
insiemiBc = (x E X; c~
sono relativamente
compatti
inX,
perogni
c E 1I.La
funzione 99 (x)
si dirà(debolmente) q-pseudoconvessa
nelpunto Xo E
x se, fissato un sistema di coordinate locali Zn su un intorno di xo ~ 5 la forma di Leviha
almeno n - q
autovalori 2 0 nelpunto (x)
si diràpoi fortemente q-pseudoconvessa e)
in xo ~ 9 se tali autovalori sonotutti >
0 nelpunto
x~ .Pervenuto in Redazione il 10 Agosto 1965.
(*) Lavoro eseguito nell’ambito dell’attività dei Gruppi di Ricerca Matematica del
Consiglio Nazionale delle Ricerche.
(1) Seguendo la letteratura più recente, in questo lavoro si è usata una
terminologia
diversa da quella abituale; precisamente le funzioni (debolmente o fortemente) q-psoudo-
convesse secondo la nostra definizione sono le funzioni che precedentemente (ad es. in
[1])
venivano dette (q + 1)-pseudoconvesse. Di conseguenza le varietà q-complete secondo la
nostra definizione sono le varietà che precedentemente venivano dette (q + 1)-complete.
Questa modifica appare giustificata da una maggiore semplicità di talune formule.
16
Le varietà
0-complete
sono le varietà di Stein(cfr. [2]). Quindi
il nostroteorema 1 estende al caso
di q
arbitrario il teorema 7 di[2] : Ogni fibrato
vettoriale
olomorfo
.E su una varietà di SteinX,
è a suavolta
una, varietàdi Stein
(2).
La dimostrazione del nostro teorema 1 ricalca
quella
del teorema 7 di[2] ;
tuttavia l’estensione non è del tuttobanale,
inquanto
occorre superare delle difficoltàtecniche,
derivanti dal fatto che per q > 1 la somma di due funzioni(fortemente
odebolmente) q-pseudoconvesse
non è ingenerale
unafunzione debolmente
(e
tanto menofortemente) q-pseudoconvessa.
Accanto alle varietà
q-complete,
Andreotti e Grauert hanno introdotto in[1]
le nozioni di varietàforte1nente q-pseudoconvessa
e di varietàfortemente
la varietà
complessa X
si dirà fortementeq-pseudoconvessa (rispett.
fortementeq-pseudoconcava) (3)
se esiste su X una funzione g(x)
avalori reali
(rispett.
a valori reali> 0),
differenziabile di classeC°°,
forte-mente
q-pseudoconvessa
al di fuori di unopportuno compatto
.g di~,
etale che :
gli
insiemiBc
=(x
E(x) e)
sono relativamentecompatti
in Xper
ogni
c reale(rispett. : gli
insiemiBc
=(x) ~ c~
sono relativa-mente
compatti
in .X perogni
c reale> 0).
Sotto moltiaspetti
le varietàfortemente
q-pseudoconvesse
e fortementeq-pseudoconcave
sono simili alle varietàq-complete (del
resto le varietàq-complete
sonoparticolari
varietàfortemente q~pseudoconvesse) ;
ci sipotrebbe quindi aspettare
che un teoremaanalogo
al teorema 1valga
anche per varietàfortemente q-pseudoconvesse
e
fortemente q-pseudoconcave.
Con duesemplici esempi (precisamente
condelle fibrazioni vettoriali
banali)
faremo vedere che cos non è.1. Sia X una varietà
complessa q-completa,
di dimensionecomplessa n;
esiste
dunque
su X una funzione p(x)
a valorireali,
differenziabile di classeC°°,
fortementeq-pseudoconvessa
inogni punto
diX,
e tale che perogni
c E R l’insieme
B~ _ (x
EX ; p (x) e)
è relativamentecompatto
in X. Poichè p(x)
assume un valore minimo ,u suX,
modificando se necessario la fun-zione (x)
conl’aggiunta
di unaopportuna costante,
non è restrittivo sup- porre che sia ~~ h0 ;
nelseguito
supporremo tacitamente soddisfatta anchequesta
ulteriore condizione.Supponiamo
ora che sulla varietà X sia data una formahermitiana W
di classeC°°,
definitanegativa
inogni punto
di X.(2) Sempre riguardo alle varietà di Stein sussiste anzi un risultato più generale, do-
vuto a Matsushima e Morimoto (Bull. Soc. Math. de France 88 (1960)) : Ogni fibiato olomorfo
con gruppo strutturale connesso la cui base e la cui fib1’a sono varietà di Stein, è a sua volta
una varietà di Stein.
(3) Quanto alla terminologia usata in questo lavoro, si veda la nota (1).
LEMMA 1.
Si p2có
una R -~R, diffei-enziabile
di classeC°°?
conlim w (2) = +
oo, taleche, posto
u(x)
= tp(_p (x)),
laforma
tiana
_P (u, x) + qe (x)
abbia almeno n - q autovalori>
0 inogni punto
x E X.DIMOSTRAZIONE : In
primo luogo
ricordiamo che condizione necessariae sufficiente affinchè una forma
hermitiana G(x) (di
classeC°°)
sulla varietàX abbia
almeno n - q
autovalori>
0(oppure
~0)
in unpunto
x E ~ è cheesista una sottovarietà
complessa L1:-q
3 x, di dimensione n - q,regolarmente
immersa in un
opportuno
intornoaperto di x,
e tale che la restrizione(4)
sia definita
)
0(oppure > 0)
nelpunto
x.x
Con
questa
premessa, dimostriamo il lemma 1. Apartire
dalla funzionep (x)
che dàla q completezza
diX, poniamo
Si ha evidentemente U
Fj
=X,
e ciascunFj
ècompatto.
Perogni j
esistei
un
ricoprimento
finito di y medianteaperti
diX, godente
delle dueproprietà seguenti :
(I)
CiascunW(j)
è una carta localeolomorfa ;
(II)
Indicato con Dwq ilpolicilindro
unitario diC’~-q,
ossia Dn-q = esisteun’applicazione
dif-ferenziabile r : - X tale che z
(x, IOJ)
= x perogni
x E etale inoltre che per
ogni fissato
x El’applicazione
è unaapplicazione
biolomorfa dinn-q
su una sottovarietàcomplessa A n-17
rego- larmente immersa in un intornoaperto di x,
con laproprietà
che la formadi sia
definita >
0 nelpunto
x.x
,
La
possibilità
discegliere
unricoprimento {T~~j godente
diqueste
dueproprietà,
segue dallacompattezza
di e dal fattoche (x)
è una fun-zione
dif’erenziabile,
fortementeq-pseudoconvessa.
(4) La restrizione di una forma hermitiana
a
ad una sottovarietà A’-2
regolarmente immersa in X, è la forma hermitiana su si ottiene dalla forma data, imponendo al vettore
(dzl , ... , dzn)
di appartenere allo spazio (n - q)-dirnensionaledei vettori tangenti a z~*~. Senza ledere la generalità, possiamo supporre che in un con- veniente intorno Úo di x siano state scelte coordinate locali
olomorfe zl ,
... , zn tali che. La restrizione della forma
è allora la forma in n - q variabili :
18
Sia ora un nuovo
ricoprimento
diFj,
tale checiascun
a).
Esiste una costantepositiva opportunamente grande
tale cheper
ogni
a la forma «( p) _P) IAX + g{ Cg JAx
siadefinita > 0
su4i
nel
punto
x(si
sfrutti la continuitàdegli
autovalori diL (jp)
al variare_
x
di x in tenuto conto anche delle
proprietà (I)
e(II) imposte
al rico-primento
Posto
c~
= maxc(j) ,
ne segue che perogni
h la forma(h -e(_p) +
a
~ ~ ’
+
è definita>
o suA x n-q
nelpunto
x,qualunque
sia x EFj
x
Sia ora h
(t)
una funzione a valorireali,
di classeC°°,
definita per- oo
t -~- oo,
tale che :Definiamo la
fanzione y :
R -->R, ponendo
e sia
u ~x)
= ’~P( p (x)) (x
EX).
Si calcola(per ogni punto xo
EX,
e perdz1,..., dzn arbitrari) :
considerando ora soltanto i vettori
(dz1,..., dzn) tangenti
a e ricor-dando
lán-q
è una formadefinita > 0,
ne segue che ancheT,,,
Inoltre la scelta della funzione h prova
-~o
che è
definita > 0
in xa altres la forma(2 (U) +
ciò prova ilxo
lemma 1.
Segnaliamo
due conseguenze del lemma 1 :(1).
Oltre allafunzione p (x),
anche la funzione u(x)
è atta a definirela
q-completezza
diX;
infatti inogni punto x E X
la forma di Levi2 (u) 1,,.-q
èdefinita > 0 ;
ha almeno n - q autovalori > 0 in4z
ogni punto
diX,
ossia u è fortementeq-pseudoconvessa.
Inoltredall’ipotesi lim y (À) _ -E-
oo, segue chegli
insiemi(x
EX ; u(x) o)
sono relati-vamente
compatti
inX,
perogni
c reale.(2).
Sulla varietà X sia dato unricoprimento
localmente finitoBl1 =
con carte locali
olomorfe ;
siapoi V =
un nuovoricoprimento
diX,
tale che ciascun
Vt
sia relativamentecompatto
in Perogni i,
sia91
(i) "
c,
una forma hermitiana di classe C°°su Ui (sulla
cui,u, v=1
segnatura
non facciamo alcunaipotesi).
Su X esiste chiaramente una forma hermitianaglobale 9~
definita0,
con laproprietà
che su ciascunVi
siabbia 9(
Sia u(x)
la funzione costruita nel lemma 1 incorrispondenza
della
forma Ql ;
daquanto precede
risulta che su ciascunVi
la forma her-mitiana E (u, x) +
haalmeno n - q autovalori > 0,
eprecisamente
inciascun
punto
x EY~,
la forma(E (u, x) + 9~i (x)) IAn-q
èdefinita >
0.x
Se
poi
su ciascunUi,
inluogo
di una sola formaHi
si considera una tota- lità di formeHi (E), dipendenti
con continuità da un numero finito di para-metri ~,
varianti su uncompatto,
sipuò
trovare ancora una formaglobale g{
definita 0 suX,
laquale
su ciascunVi
minora tutte le forme(~),
onde
ragionando
come sopra si vede che tutte le formehermitiane L (u, x) + + (E) (x)
hannoalmeno n - q
autovalori>
0 inogni punto
diVi .
2. Sia -+ X un fibrato vettoriale
olomorfo,
con fibraCr~
sullavarietà X. Su un
opportuno ricoprimento V ==
dipuò
essere rap-presentato
mediante unV-cocielo (olomorfo) :
Per il
seguito
sarà utile supporre che esista unricoprimento
localmentefinito
’U1
=1 Ui)
diX,
mediante carte localiolomorfe,
in modo tale che cia-scun
_F
i sia contenuto come insieme relativamentecompatto
intTi,
e che ilcociclo sia
1’immagine di un
cociclog) :
nell’omomor- fismo naturaledi restrizione,
relativo alpassaggio da a Queste ipotesi
chiaramente non sono restrittive.Siano
20
le coordinate sulle
fibre,
nella cartaYi .
Suvi
ftvi
si hadunque
Fissiamo
poi
una metrica hermitiana(definita
>0)
sulle fibredi E;
in termini del
ricoprimento V
si tratta di assegnare incorrispondenza
adogni i, un’applicazione hi,
differenzia bile di classeC°~
deipunti
diVi
nellospazio
delle matrici hermitiane definitepositive
diordine r,
con laproprietà
che su
Vi n vi
siabbia ltj
=tgij hi gij .
A
partire
daquesta metrica h,
introduciamo la funzioneglobale 4lh
su
E,
definita localmente su n-1( Yz)
daSu
ciascun Vi
consideriamopoi
la matrice diordine r, 19i =
i cui elementi sono forme alternanti nelle variabili
-
1
dz1, ... , àzn .
Consideriamo infine su n-l la forma alternantehi ei
e sia
Fh;
lacorrispondente
forma hermitiana su n-1( Vi),
nelle variabilidz1,
... ,dz,,.
Si verifica subito che al variaredell’indice i,
le formeFhi
dannoluogo
ad una forma hermitianaglobale ~’h
su tutta la varietà E.LEMMA 2. In
ogni _punto
~o =(xo, ò(i))
E .~ si h~ :ove
SA (xo , E(i))
è unaforma
hermitiana > o suE,
laquale
inoltre èdefinita
>
0 nelle direzionitangenti
allefibre
di E.DIMOSTRAzIONE : Basta evidentemente provare la tesi in un sistema di coordinate convenientemente scelto in
corrispondenza
a ciascunpunto poEE.
Seguendo
ilragionamento
di[1],
pag.257, possiamo
fissare le coordinatesulle
fibre,
in modo tale che si abbia(ah)~ = 0 ;
risulta allora :ciò prova il lemma 2.
DIMOSTRAZIONE DEL TEOREMA 1 : Osserviamo
preliminarmente che,
data una metrica hermitiana sulle fibre di
E,
e indicata con u unafunzione su
X,
a valorireali,
dif’erenziabile di classeC-,
y anche il sistema(ki)
== è una metrica hermitiana sulle fibre di E.Sfruttando l’arbitrarietà di
questa
funzione u suX,
econseguentemente
della metrica hermitiana k = sulle fibre di
E,
proveremo ora. che peruna scelta conveniente di u la varietà E è
q-completa
relativamente alla funzioneCalcoliamo in
primo luogo :
Detta
E0
la sezione nulla del fibrato .E(Eo
definita localmentesu Vi
da~(i)
=0),
facciamo vedere ora che èpossibile scegliere
la funzione u in modo che la forma hermitianaFk
abbiaalmeno n - q autovalori >
0 inogni punto
di(ed almeno n - q
autovalori > 0 inogni punto
diE,
inclusi i
punti
di In virtùdell’espressione
calcolata perFk,
y basterà provare a tal fine che èpossibile scegliere
la funzione it in modo che suciascun
Vi
la forma herm itiana2 (zc) fl(i) hi ~(i) -~- Fh (x, ~(i))
abbia almeno n - qautovalori >
0quando
il vettore~(i)
descrive l’insiemecompatto t~~i~ ~(i)
=1.Con tale limitazione per
~(i)
1 la funzione è suVi maggiore
di unaopportuna
costante] 0 ;
sipuò quindi applicare
il lemma 1(e più precisa-
mente la sua conseguenza
(2))
alle forme hermitianene segue l’esistenza di una funzione u su
X, godente
dellaproprietà
richie-sta. Più esattamente dalla dimostrazione del lemma 1 risulta
che,
fissatocomunque un
punto xo
EX,
esiste una sottovarietàregolarmente
im-mersa in
X,
tale che :nel
Punto Xo
EX ;
in
ogni punto _
in
ogni punto
_,tutti i vettori non
tangenti
alle fibre di E.Con
questa
sceltadi u,
la è fortemente q--pseudoconvessa
su.E ; precisamente
siogni
punto
po =(xo,
perverificarlo,
basta ricorrere al lemma2,
tenutoconto anche delle
proprietà (a), (b), (c)
stabilite or ora ; si noti chequesta
conclusione è
possibile perchè
inogni punto
po le formehermitiane E (u o ~)
ed sono entrambe > 0 su una medesima varietà
(n -f-
r -q)-d men-
sionale
(Ax0n-q),
e non sono simultaneamente nulle su alcun vettore tan-gente
a talevarietà,
escluso il vettore nullo.Per terminare la dimostrazione del teorema 1 basta osservare a
questo punto
chegli
insiemig~ ( p) ~ c)
sono relativamentecompatti
in Eper
ogni
e ER,
e ciò è evidente dalla costruzione della funzione 99.22
COROLLARIO. Sia X itnlarbitraria varietà
complessa
di dimensione coin-plessa
n ;ogni , fibrato
vettorialeolomorfo
n : E --> X è una varietàn-completa.
DIMOSTRAZIONE : Basta ricordare che
ogni
varietàcomplessa X
di di-mensione n è n
completa (cfr. [4]), dopodichè
il corollario è conseguenza immediata del teorema 1.3. Diamo ora un
esempio
di varietà fortementeq-pseudoconvessa (ma
non
q-completa)
Y ed unesempio
di varietà fortementeq-pseudoconcava W,
tali che le fibrazioni banali @
(r ~ 1 )
non sianopiù
varietàfortemente
q-pseudoconvesse, rispettivamente
fortementeq-pseudoconcave.
Ricordiamo
preliminarmente
laseguente proprietà coomologica
delle varietà fortementeq-pseudoconvesse
e fortementeq-pseudoconcave (cfr. [1J,
pag.249) :
PROPOSIZIONE 1 : Sia X una varietà
complessa.
Si haper-
ogni fascio 9
coerente sitX,
e per iseguenti
valoridi j : j > q
se X èfortemente
j
se X èfortemente q-pseudoconcava.
ESEMPIO 1. Sia yn una varietà klhleriana
compatta,
di dimensionecomplessa n ~ 1 ~
e di generegeometrico >
0(ossia,
indicato con Qn il fascio deigermi
di forme differenziali olomorfe digrado n
su 5 si abbiadimc
HOQn) > 0).
Adesempio
sipuò prendere
come yn un toro com-plesso
di dimensione n.Vn ,
y inquanto
varietàcomplessa compatta,
è fortemente0-pseudocon-
vessa. La fibrazione banale E = yn X Cr
(r
>1)
non è fortemente(n - 1)- pseudoconvessa,
e di conseguenza non è neppure fortementeq-pseudoconvessa
per alcun
valore q ----n - 1 ;
i inparticolare
E non è fortemente0-pseudo-
convessa
(5).
DIMOSTRAZIONE : Consideriamo su J~7 il fascio strutturale
0~ .
Per pro-vare la nostra
asserzione,
tenuto conto dellaproposizione 1,
basta far vedere chedimc
Hn(E, = +
oo ; ed invero(5) Invece la varietà E è fortemente n-pseudoconvessa, anzi addirittura n-completa,
in virtù del corollario al teorema 1.
(conseguenza
della formula diKùnneth-Grothendieck,
cfr. ad es.[3],
pag.211).
Oradimc
HO(Cr ,
_+
00, e d’altraparte,
in virtù della käble- rianità di Vn si hadimC
Hn(V’n
=dimc Qn) >
0.ESEMPIO 2. Sia Wn una arbitraria varietà
complessa
fortemente0-pseu- doconcava,
di dimensionecomplessa ? > 1 (sono
fortementeO-pseudoconcave
ad es. tutte le varietà
complesse compatte ;
unesempio
di varietà fortemente0-pseudoconcava
noncompatta
è dato da una funzione che dà la0-pseudoconcavità
si ottiene raccordando differenziabilmente la funzione(z z)-1,
definita al di fuori
dell’origine
diC1~
con un’arbitraria funzione differenzia-bile,
definita su unopportuno
intornodell’origine stessa).
La fibrazione banale E = > Cr
(r
>1)
non è fortemente(n +
r -2)- -pseudoconcava,
e di conseguenza non è neppure fortementeq-pseudoconcava
per alcun valore -
2 ;
inparticolare
.E non è fortemente0-pseu-
doconcava.
DIMOSTRAZIONE :
Ragionando
esattamente comenell’esempio 1,
ed os-servando che
prof
= n-~-
r, basta far vedere chedimc
HO(E,
=+
00.Ed
invero, qualunque
sia @ lospazio
vettoriale contiene le costantiC,
onde inoltredimc HO (Cr
=+
C>01 onde(sempre
per la formula diKiinneth-Grothendieck)
come volevasi dimostrare.
Università di Pisa
BIBLIOGRAFIA
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