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I contratti di finanziamento non tipicamente bancari e il credito all'esportazione

I contratti di finanziamento non tipicamente bancari e il credito all'esportazione

come « the life blood of commerce ». Attraverso le lettere di credito il soggetto acquirente ottiene da una banca (la c.d. Issuing Bank) l’emissione di titoli cambiari all’ordine del creditore beneficiario. Solitamente nella transazione interviene anche un’altra banca (la c.d. Advising Bank), del paese dell’esportatore, che può essere autorizzata ad accettare i titoli o – previa verifica della corrispondenza dei documenti esibiti dall’esportatore (attestanti l’avvenuta spedizione, l’origine e/o la qualità dei beni, nonché la polizza di assicurazione comprendente, talvolta, i rischi marini e di eventuali guerre) alle istruzioni impartite dall’importatore – al pagamento del prezzo in suo favore o, ancora, a negoziare i titoli medesimi. È evidente che, essendo il pagamento subordinato all’esecuzione delle istruzioni impartite dall’importatore, l’esportatore è posto nella rischiosa posizione di potersi vedere negato o ritardato il pagamento del prezzo ogni qualvolta il credito abbia carattere revocabile ovvero qualora sorgano contestazioni circa la regolarità dei documenti esibiti. A seconda degli accordi raggiunti con la Issuing Bank, inoltre, le lettere di credito potranno avere o meno carattere revocabile. Qualora sia previsto negli accordi contrattuali, infine, il beneficiario potrà giovarsi della confirmation proveniente dalla banca, che gli assicurerà l’esecuzione del pagamento dietro la presentazione dei documenti richiesti. Le parti possono anche stabilire che le lettere di credito siano trasferibili potendo, allora, il beneficiario utilizzare le stesse lettere di credito per ottenere un finanziamento. Le lettere di credito trasferibili sono, di conseguenza, automaticamente divisibili, tuttavia, esse possono essere trasferite solo una volta.
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La protezione del consumatore nella distribuzione dei prodotti assicurativi a garanzia del credito

La protezione del consumatore nella distribuzione dei prodotti assicurativi a garanzia del credito

commerciali derivanti da rapporti di compravendita sul mercato interno fra imprese e/o commercianti, crediti all'esportazione derivanti dal commercio con l'estero, credito derivante da vendita a rate, crediti ipotecari e crediti agevolati assistiti da garanzia reale, crediti derivanti da contratti di leasing: crediti del locatore. Sono esclusi dal Ramo 14 - e in genere non sono assicurabili - i rischi relativi a operazioni creditizie di carattere finanziario, nonché quelli relativi ad operazioni di finanziamento. L’assicurazione deve essere globale, ovvero la copertura assicurativa deve riferirsi a tutti i debitori dell'assicurato o almeno a gruppi omogenei in modo da prevenire il fenomeno dell’antiselezione del rischio da parte dell'assicurato, il quale potrebbe altrimenti essere indotto ad assicurare solo i crediti nei confronti di cattivi pagatori. La stipulazione in forma globale consente, invece, all’impresa di assicurazione di compensare il rischio relativo a ciascun credito, ponendosi quindi come momento fondamentale nella corretta gestione del ramo. Ove si ragionasse in termini di sinistro cioè perdita definitiva del credito, “il credito verrebbe assicurato nel momento in cui si teme
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Basilea 2 ed il comportamento delle banche : l'impatto sul mercato del credito in Italia

Basilea 2 ed il comportamento delle banche : l'impatto sul mercato del credito in Italia

L’aggregato “impieghi” comprende tutti i finanziamenti erogati dalle banche a soggetti non bancari. Secondo la definizione della Banca d’Italia, l’aggregato comprende: “rischio di portafoglio, scoperti di conto corrente, finanziamento per anticipi (su effetti e altri documenti salvo buon fine, all’importazione e all’esportazione), mutui, anticipazioni non regolate in conto corrente, riporti, sovvenzioni diverse non regolate in conto corrente, prestiti su pegno, prestiti contro cessione di stipendio, cessioni di credito, impieghi con fondi di terzi in amministrazione, altri investimenti finanziari (accettazioni bancarie negoziate, commercial papers, ecc.) sofferenze, effetti insoluti e ai protesti di proprietà. L’aggregato è al netto degli interessi e delle operazioni pronti contro termine”. I depositi sono costituiti da depositi a risparmio, liberi e vincolati, buoni fruttiferi, certificati di depositi e conti correnti liberi e vincolati appartenenti a soggetti non bancari. Le sofferenze comprendono tutti i rapporti per cassa in essere con soggetti in stato di insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili. Si tratta sostanzialmente di crediti il cui realizzo è incerto o che richiede tempi lunghi. Infine, il numero di affidati comprende i soggetti a nome dei quali sono pervenute una o più segnalazioni alla Centrale dei Rischi in seguito alla concessione di crediti per cassa o di firma. Per la nostra analisi sono stati utilizzati gli impieghi, i depositi, le sofferenze ed il numero degli affidati riferiti alla clientela ordinaria, distribuiti per localizzazione della clientela 130 . Nel nostro caso si tratta della regione in cui è localizzata la sede legale o il domicilio delle controparti che intrattengono rapporti con le banche. Ciò ci permette di tener contro della destinazione del credito e quindi di eventuali trasferimenti tra aree. In sintesi, ciò che è affine alla nostra analisi non è tanto, dove il credito è stato erogato ma dove è stato utilizzato. Le statistiche sull’intermediazione creditizia elaborate in base alla sede legale dell’azienda di credito sono poco rappresentative poiché non considerano i cambiamenti avvenuti nel sistema creditizio italiano, ampiamente analizzati in precedenza.
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I sistemi di controllo sui contratti pubblici ed il ruolo delle autorità di vigilanza

I sistemi di controllo sui contratti pubblici ed il ruolo delle autorità di vigilanza

La disciplina sin qui esaminata presenta notevole interesse nell’analisi delle modalità di intervento delle Autorità indipendenti e della loro capacità di incidere sui preesistenti rapporti contrattuali orientandone l’applicazione in senso conforme alle esigenze pubblicistiche individuate dal legislatore. Inoltre, tale disciplina, seppur riferita nello specifico ai rapporti contrattuali tra il consumatore e l’operatore professionale (nei sensi di cui all’art. 3 del Codice del consumo), suggerisce spunti di riflessione in ordine alla possibilità di una sua applicazione anche a quelle fattispecie contrattuali poste in essere dalla pubblica amministrazione nella sua autonomia negoziale. Con riferimento, ad esempio, ai contratti pubblici di appalto, non sono mancate pronunce giurisdizionali che hanno considerato i capitolati speciali (ovverosia quelli predisposti per l’esecuzione del singolo contratto di appalto) alla stregua delle condizioni generali di contratto proprie delle relazioni contrattuali private, così sottoponendo le relative clausole alla disciplina codicistica in materia di clausole vessatorie 134 . Aderendo ad una siffatta interpretazione si potrebbe giungere al riconoscimento in capo all’AGCM di un eguale potere di dichiarare la vessatorietà altresì delle clausole dei capitolati in questione, con notevoli conseguenze sia
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Abuso di dipendenza economica tra diritto dei contratti e tutela della concorrenza

Abuso di dipendenza economica tra diritto dei contratti e tutela della concorrenza

Concordando sul fatto che non si può dare eccessivo rilievo al dato letterale alla luce della sua ambiguità, riteniamo, tuttavia, che è proprio prendendo le mosse dal concetto di dipendenza economica che si devono individuare i rapporti a cui la stessa disposizione è applicabile. Se, infatti, si va oltre la mera suggestione che la locuzione “dipendenza economica” evoca, in quanto, almeno astrattamente, la stessa potrebbe condurre a ritenere che qualunque contratto di durata possa creare una situazione di dipendenza - si pensi ad esempio alle aperture di credito o ad altre forme di finanziamento a cui le imprese sono solite ricorrere per far fronte alle quotidiane esigenze di liquidità o a situazioni di difficoltà contingenti o strutturali, e che possono porre l’impresa che vi fa ricorso in una situazione di sudditanza nei confronti del finanziatore, oppure si pensi anche alla situazione del consumatore che sempre più spesso accede a forme di finanziamento a breve, medio e lungo termine per far fronte alle proprie esigenze di vita (vacanze, automobile, abitazione, etc.) -, e si considera l’art. 9 l. subfornitura non quale clausola generale di protezione del contraente debole, ma quale clausola posta a tutela della concorrenza e del mercato, non si potrà fare a meno di rilevare che il rapporto in grado di generare la dipendenza economica non può che essere di natura verticale. È necessario, infatti, perché possa realizzarsi tale
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Le certificazioni per i contratti pubblici di lavori in Italia: un'analisi empirica

Le certificazioni per i contratti pubblici di lavori in Italia: un'analisi empirica

Le analisi sono state condotte sui dati, forniti dall’AVCP (Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture), riguardanti le qualificazioni delle imprese partecipanti al mercato dei lavori pubblici (secondo il d.p.r. 34/2000). In particolare, le informazioni sono contenute in due dataset distinti, ma comunicanti tra loro. Nel primo dataset sono contenuti i dettagli sulle singole attestazioni SOA rilasciate, in particolare si conosce il numero di attestazione (numero_attestato), la data di emissione e di scadenza, l’organismo SOA che ha rilasciato il documento e l’impresa certificata. L’altro datset invece contiene informazioni aggiuntive che riguardano le categorie di opere e classi di importo per le quali le attestazione SOA sono state rilasciate; quindi si hanno dati ripetuti per numero di attestazione. Questi due dataset sono stati uniti attraverso il campo comune “numero_attestato” e analizzate con il software statistico SATA.
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I ritardi nei contratti di public procurement in Italia: un'analisi della varianza

I ritardi nei contratti di public procurement in Italia: un'analisi della varianza

Il deterioramento delle finanze pubbliche e l’incremento della concorrenza globale hanno indotto i governi e le istituzioni a servirsi dei contratti di public procurement per l’approvvigionamento di beni, prestazioni lavorative di opere e servizi. Questo genere di contratti appare quindi come una “fondamentale necessità del settore pubblico di ottenere risorse per finanziare la spesa pubblica e/o per diminuire la pressione tributaria” (Dimitri et al., 2006). Questi contratti hanno recentemente registrato un rapido incremento sia nel numero che nell’importo, arrivando a coprire una quota pari al 16% del PIL complessivo degli Stati dell’Unione Europea, e intorno al 20% negli Stati Uniti 1 . Tuttavia, tali contratti presentano contestualmente dei benefici e dei costi: i loro benefici derivanti per esempio dall’efficienza allocativa e produttiva, possono essere velocemente vanificati dai costi che spesso insorgono a causa dell’incompletezza contrattuale. Quest’ultima infatti può insorgere in seguito a modifiche delle caratteristiche iniziali del bene o servizio di cui in contratto, dovute a disegni e specificazioni inadeguate, e comporta spesso aggiustamenti sul prezzo che possono includere significativi adattamenti e costi di rinegoziazione.
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Il sistema di finanziamento degli enti territoriali: strumenti e tecniche di gestione innovativi: una verifica empirica

Il sistema di finanziamento degli enti territoriali: strumenti e tecniche di gestione innovativi: una verifica empirica

regioni avviene sostanzialmente soltanto sul lato delle competenze di spesa, ma non di entrata. «Inizialmente il modello di finanziamento pensato per le neonate regioni prevedeva tributi propri, compartecipazioni a tributi erariali e opportuni sistemi di perequazione. Tuttavia, la spirale inflazionistica fa sì che le previste compartecipazioni ad alcune accise crescano a tassi insufficienti a garantire il finanziamento delle regioni e vengano ben presto trasformate in trasferimenti erariali dal bilancio dello Stato, la cui quantificazione è demandata annualmente alla contrattazione in sede di legge finanziaria. Dal lato delle entrate proprie, con la riforma del sistema tributario, anche l’Imposta locale sui redditi (ILOR) inizialmente pensata come contributo proprio degli enti decentrati diviene ben presto, e tale rimane fino alla sua soppressione avvenuta nel 1998, a tutti gli effetti un’imposta nazionale ».
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Nullità dei contratti di commercializzazione a distanza dei servizi finanziari ai consumatori

Nullità dei contratti di commercializzazione a distanza dei servizi finanziari ai consumatori

V. ROPPO, Il contratto del duemila, Torino, 2005, p. 28. Si è peraltro osservato che sarebbe superficiale ricondurre la ratio sottesa al diritto di recesso alla mera esigenza di tutelare il consumatore nelle ipotesi in cui versi in uno stato di debolezza psicologica, giacché nei contratti a distanza (differentemente da quanto accade nella vendita fuori dai locali commerciali) l’effetto sorpresa non gioca un ruolo significativo, e tanto meno nella negoziazione telematica; infatti, il consumatore telematico è in condizione di procurarsi tutte le informazioni necessarie e comparare le varie offerte, e la tecnica impiegata gli dà, di norma, la possibilità di operare una scelta più ponderata e consapevole rispetto alle potesi di cd. vendita aggressiva. Occorre invece tenere presente che le caratteristiche della negoziazione per via telematica sono la speditezza velocità, e che nella specie lo jus poenitendi è calato, appunto, in un modello di contrattazione che dà priorità alla celerità piuttosto che alla certezza (anche perché spesso il consumatore non ha piena padronanza strumento utilizzato). Deve quindi concludersi che a beneficiare dell’attenuazione della portata del principio secondo il cui il contratto ha “forza di legge tra le parti” non è il solo consumatore, giacché lo jus poenitendi agevola gli operatori commerciali nell’attività di “cattura” del consenso del contraente “debole”, il quale presterà il consenso con maggiore tranquillità proprio perché consapevole della possibilità di rimuovere unilateralmente il rapporto. Così, F. GRECO, Profili del contratto del consumatore, in Studium iuris, 2007, p. 311. Si afferma in dottrina che il diritto di recesso si risolve in un vantaggio per la collettività in virtù dell’incremento degli scambi che con esso vengono a stimolarsi. Inoltre il diritto di recesso incentiva
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Il credito ai consumatori categorie civilistiche e nuove prospettive comunitarie

Il credito ai consumatori categorie civilistiche e nuove prospettive comunitarie

Il settore del credito al consumo si è dimostrato anche molto reddi- tizio offrendo importanti margini di profitto per gli operatori. L’ingresso nel settore risente in ogni caso della preoccupazione per il livello delle sofferenze, supposto piuttosto elevato, e della sensazione che la conflittua- lità e la criticità del rapporto con la clientela siano elevati. In realtà, i risultati piuttosto modesti avuti nei primi anni Novanta sono dipesi non tanto dall’incidenza delle sofferenze quanto dall’effetto di scala, per cui in quel periodo la caduta dei volumi di attività, dovuta alla crisi monetaria della lira, non ha permesso di assorbire i costi fissi e di gestione. Oltretut- to, i buoni risultati di medio periodo sono dovuti all’andamento disomogeneo degli operatori: ai successi di molti si sono infatti contrappo- sti i pessimi risultati di altri. In sintesi il settore presenta risultati soddisfacenti ed è capace di un’ottima redditività ma resta piuttosto in- fluenzato dall’andamento della congiuntura dimostrandosi molto volatile. Come detto, il divario tra attivo e passivo non è comunque colpa delle sofferenze che sono perfettamente in linea con i dati bancari riferiti ad altri comparti dell’economia.
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Le sopravvenienze nel contratto di mutuo tra liberalizzazione e regolazione del mercato del credito

Le sopravvenienze nel contratto di mutuo tra liberalizzazione e regolazione del mercato del credito

Nella Segnalazione AS338 del 24 maggio 2006, cit. si legge che: “differentemente dall’Italia, all’estero non risulta contemplato l’istituto della pubblicazione in Gazzetta ufficiale per la comunicazione delle variazioni contrattuali sfavorevoli di carattere generalizzato; è invece previsto che qualsiasi modifica contrattuale sia comunicata personalmente al cliente, al quale è consentito di recedere prima che le nuove previsioni vengano applicate dalla banca. Ad esempio vale ricordare che nel sistema anglosassone è prevista una comunicazione personale almeno 30 giorni prima della variazione con diritto di recesso entro 60 giorni, mentre nel sistema francese vi è l’obbligo di comunicare al cliente le variazioni unilaterali, almeno tre mesi prima della loro entrata in vigore; quest’ ultimo ha diritto di recedere entro due mesi (…) In particolare, in Gran Bretagna la normativa riguardante l’ambito dei rapporti tra intermediari bancari e clienti per l’offerta di prodotti e servizi bancari, si basa su un codice di autodisciplina adottato dalla British Bankers’association: il Banking Code. Esso, con riferimento all’ipotesi di variazione dei termini e delle condizioni contrattuali sfavorevoli al cliente, prevede che la variazione debba essere annunciata al cliente almeno 30 giorni prima mediante comunicazione personale. Il cliente avrà diritto entro 60 giorni dall’annuncio di poter optare per un altro tipo di rapporto o di estinguere il rapporto esistente senza preavviso, spese o interessi passivi aggiuntivi. In Francia, per quanto concerne specificamente i conti di deposito, il Code
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Il rapporto tra regole di validità e regole di correttezza nel diritto comunitario dei contratti

Il rapporto tra regole di validità e regole di correttezza nel diritto comunitario dei contratti

L’individuazione dottrinale di questi “standard comportamentali” consente, dunque, di individuare l’operatore economico medio e i doveri che su quest’ultimo incombono in relazione al rapporto che si instaura con l’altra parte contrattuale. Tuttavia un precisazione è d’obbligo. Nell’ottica codicistica, come abbiamo ricordato, ci muoviamo in una prospettiva neutrale e prescindente che prende in considerazione le posizioni di contraenti dotati del medesimo potere contrattuale: viene dunque a delinearsi un agente modello in relazione a quelli che possiamo definire “rapporti orizzontali” tra contraenti. Da ciò deriva come i parametri comportamentali siano destinati a modularsi in relazioni alle qualità delle parti coinvolte nella stipulazione contrattuale e come ciò sia reso possibile proprio in virtù della elasticità della clausola generale. Si pensi a tutta la disciplina consumieristica introdotta negli anni 90’che, pur richiamando il principio generale di buona fede, si arricchisce di significati ulteriori rispetto a quelli individuabili nel diritto comune dei contratti: la qualità professionale rivestita da un contraente determina un ampliamento dei doveri a favore dei contraenti non professionali in quanto strumentali alla emancipazione di quest’ultimo dalla condizione di squilibrio contrattuale sussistente tra le parti.
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Moduli di contrasto alla corruzione nei contratti pubblici, tra misure eteroimposte e soluzioni procedimentali

Moduli di contrasto alla corruzione nei contratti pubblici, tra misure eteroimposte e soluzioni procedimentali

88 M.P. Chiti, Il sistema delle fonti nella nuova disciplina dei contratti pubblici, in Giorn. dir. amm., 436 ss., come rilevato, “si trattava, in origine, di un testo relativamente sintetico, composto da 257 articoli e vari allegati. Nel corso del successivo decennio il testo iniziale del Codice del 2006 è stato significativamente aumentato per effetto di tre decreti correttivi e di decine di modifiche occasionali, inserite nelle più svariate leggi, a carattere per lo più frammentario e particolare. Non ci sono cifre certe del numero di integrazioni e modifiche. Sul testo hanno inciso sei regolamenti dell’UE. Al Codice si è poi aggiunto il Regolamento di esecuzione e attuazione (d.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207). Del quadro normativo degli appalti pubblici facevano inoltre parte varie discipline “speciali”, come per gli appalti per i beni culturali, la difesa e la sicurezza; nonché un certo numero di disposizioni delle risalenti leggi di contabilità dello Stato (neanche adesso del tutto abrogate). Ed ancora le leggi di regioni speciali e delle Province autonome, numerose malgrado i noti limiti alle loro competenze legislative in materia”.
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Appalti verdi e codice dei contratti pubblici: i criteri ambientali minimi (cam) nell’attuazione delle direttive dell’Unione Europea sui contratti pubblici di quarta generazione e profili di diritto comparato

Appalti verdi e codice dei contratti pubblici: i criteri ambientali minimi (cam) nell’attuazione delle direttive dell’Unione Europea sui contratti pubblici di quarta generazione e profili di diritto comparato

Storicamente i principi servono a fissare delle barriere al legislatore, essi rappresentano dei programmi e di regola la loro caratteristica strutturale è rappresentata dalla genericità. La Costituzione enuncia i principi, ma non ne risolve i loro possibili conflitti; sarà il legislatore o il giudice a contemperarli, dando prevalenza a seconda dei singoli casi concreti ad uno piuttosto che ad un altro. Proprio in ragione del loro carattere generale, essendo richiesta la mediazione del legislatore o del giudice, qualcuno dubita della possibilità che i principi generali della Costituzione possano essere applicati direttamente nel contratto. Secondo qualcuno dovrebbe essere il legislatore ad intervenire in via mediata e poi il giudice applicherà la legge; consentire al giudice di fare applicazione diretta dei principi porrebbe l’attribuzione in capo a quest’ultimo di un potere molto esteso (c.d. giudice-legislatore), in quanto sarebbe in via definitiva lui a selezionare e contemperare i principi. Il dibattito generale circa il valore immediatamente precettivo o programmatico dei principi rimane sempre aperto (sui principi, si veda M. D’ALBERTI, Diritto amministrativo e principi generali, in Id., a cura di, Le nuove mete del diritto amministrativo, Bologna, 2010, p. 67): in questo settore essi si rivolgono in particolare ai pubblici poteri, per conformarne l'azione (P. DELL'ANNO, Ambiente (dir. amm.), in P. DELL’ANNO-E. PICOZZA, a cura di, Trattato di diritto dell'ambiente, I, Padova, 2012, ma più in generale Id., Principi del diritto ambientale europeo e nazionale, Milano, 2004. Per la ricostruzione del dibattito in diritto civile si rinvia a: M. SANTISE, Coordinate ermeneutiche di diritto civile, Torino, 2017; P. PERLINGIERI, Norme costituzionali e rapporti di diritto civile, in Interpretazione e legalità costituzionale, Napoli, 2011. A. GUIDO, I principi generali, Milano, 1993; S. RODOTÀ, Le fonti di integrazione del contratto, Milano, 2003; M. C. BIANCA, Il contratto, in Diritto civile, Vol. III, Milano, 2000; V. ROPPO, Il contratto, Milano, 2011; F. GAZZONI, Manuale di diritto privato, Napoli, 2015; N. Lipari, Diritto civile, Milano, 2009. In giurisprudenza si rinvia ai temi della riducibilità della clausola penale manifestamente eccessiva (Cass., Sez. Un. n. 18128/2005), della caparra confirmatoria eccessiva (Cort. cost. n. 248/2013 e Cort. cost. 77/2014) e dell’ipoteca non proporzionata al credito da garantire (Cass. n. 6533/2016).
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La definizione dei rapporti di finanziamento delle opere in campo irriguo : risultati ottenuti e problematiche emerse : working paper

La definizione dei rapporti di finanziamento delle opere in campo irriguo : risultati ottenuti e problematiche emerse : working paper

La problematica sulla quale è stato necessario sviluppare procedure informatiche innovative scatu- riva dall’esigenza di organizzare in maniera efficace ed efficiente una considerevole mole di dati relativi ai progetti finanziati dalla gestione commissariale dell’ex Agensud. I dati di partenza, precedentemente al finanziamento del progetto REL, erano stati gestiti quasi completamente in maniera cartacea o informati- ca mediante l’uso di strumenti, come fogli elettronici o semplici banche dati, che non garantivano una facile ed immediata gestione ed al contempo i dati stessi risultavano fortemente insicuri in quanto veni- vano ignorate le più banali regole sulla sicurezza informatica.
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Rischio di credito, evoluzione normativa e compliance : organizzazione e gestione nelle banche locali

Rischio di credito, evoluzione normativa e compliance : organizzazione e gestione nelle banche locali

La cooperazione di credito ha svolto un ruolo chiave nello sviluppo economico dell’Europa. Le banche cooperative appartengono alla più vasta famiglia delle società cooperative, il cui ruolo nel panorama europeo è stato riconosciuto e sostenuto dalle Istituzioni di Bruxelles come sottolineano lo Statuto per le Società Cooperative Europee e la Comunicazione sulla Promozione delle Cooperative in Europa. Ed è proprio il principio cooperativo fondamentale, il cosiddetto principio “democratico” , ossia il voto capitarlo, il tratto comune delle banche cooperative in Europa, su cui tutte convergono, nonostante tradizioni e sistemi legali divergano da Paese a Paese. L’altro tratto fondamentale è la centralità dei soci che spesso sono allo stesso tempo clienti.
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Etica, responsabilità aziendale e performance economico-sociale: il caso del credito cooperativo

Etica, responsabilità aziendale e performance economico-sociale: il caso del credito cooperativo

Il Credito Cooperativo, per la sua funzionalità allo sviluppo sociale, è uno strumento importante e significativo che costringe tutti ad avere una concezione rinnovata dell’economia e dei suoi strumenti, a partire dai bisogni delle persone, soprattutto a partire dai bisogni dei poveri. Costringe a ripensare, alla libertà delle persone in campo economico. In definitiva, le imprese cooperative possono dare corpo a ciò che Giovanni Paolo II riteneva fosse essenziale tenere sempre in conto nel campo del lavoro, l’argomento personalistico. Il lavoratore, cioè, nella prospettiva di Papa Wojtyla, deve avere sempre la consapevolezza di lavorare in proprio. Nella considerazione del credito di tipo cooperativo si ritiene che debbono esser considerati alcuni punti opportunamente ispirati dell’etica sociale cristiana: l’attività bancaria deve rispondere all’impegno di operare nella prospettiva in cui la razionalità economica non venga slegata dalle esigenze della razionalità etica, secondo la quale il centro e il fine di ogni attività economica è la persona umana e la promozione del suo bene nella prospettiva di uno sviluppo di tutto l’uomo e di tutti gli uomini. Per questo motivo, la dottrina sociale esige che il mercato venga inquadrato in una cornice etica e giuridica adeguata, che permetta ad esso di esprimere al meglio le sue potenzialità 1 .
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Rischio di credito e probabilità di default: segmentazione clientela e modelli logit

Rischio di credito e probabilità di default: segmentazione clientela e modelli logit

- l’esposizione economica al momento del default (exposure at default, EAD): per quanto riguarda la misura della EAD e del rischio di esposizione, l’approccio di base prevede una serie di regole fisse, comuni anche all’approccio standard. In particolare, il requisito patrimoniale dovrà essere calcolato prendendo a riferimento le esposizioni correntemente utilizzate dal cliente (per cassa o per firma), ma anche i margini disponibili su linee di credito non prontamente revocabili. Le banche saranno ammesse dalle Autorità ad utilizzare l’approccio avanzato, potranno utilizzare in casa le proprie stime; sarà necessario che i valori stimati dalla banca siano basati su un’adeguata base di dati passati e su metodologie di analisi trasparenti, ampiamente documentate e periodicamente aggiornate.
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Analisi della direttiva mifid: il caso della banca di credito cooperativo di Cartura

Analisi della direttiva mifid: il caso della banca di credito cooperativo di Cartura

Lo Statuto Sociale che sintetizza le caratteristiche fondamentali e il funzionamento della Banca dice: “Nell’esercizio della sua attività, la Società si ispira ai principi cooperativi della mutualità senza fini di speculazione privata. Essa ha lo scopo di favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi e promuovendo lo sviluppo della cooperazione e l’educazione al risparmio e alla previdenza, nonché la coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale opera. La Società si distingue per il proprio orientamento sociale e per la scelta di costruire il bene comune. E’ altrettanto impegnata ad agire in coerenza con la Carta dei Valori del Credito Cooperativo e a rendere effettive forme adeguate di democrazia economico-finanziaria e lo scambio mutualistico fra i soci.”.
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Un'analisi del rischio di credito per le banche europee durante la crisi finanziaria

Un'analisi del rischio di credito per le banche europee durante la crisi finanziaria

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