R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
M ARIO B ALDASSARRI
Su alcune proprietà proiettive delle superficie d’ordine 2 p + 1 dello S
p+2, non rigate
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 20 (1951), p. 184-193
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SU ALCUNE PROPRIETÀ PROIETTIVE DELLE SUPERFICIE D’ORDINÉ 2 p+ 1 DELLO Sp+2,
NON RIGATE.
Nota
(*)
di MARIO BALDASSARRI(a Padova).
In una
nota (1) ,
cheapparirà contemporaneaniente
aquesta
nella stessarivista,
ho introdotta la nozione di y°esidtrn di un sistema lineareC I rispetto
unascomposizione
razionaledi ! ~ C I
ed ho din~ostrato cheogni superficie
2 p+ i ,
con
i ~ 1,
nonrigata, è
unasu~roe~~ ficie
a residuodi t~n
(2) ,
@ iciteudendo di riferirsi in tal casoal
sistema ~ C j 1
delle sue sezioniiperpiane,
considerando in par- ticolare comesuperficie
a residuo di genere zeroquelle
nellequali
ilsistemi C ~ I
è somma di sistemi lineari di curverazionali.
Nel
presente lavoro,
limitatldomi al caso i = 1 ed a super- ficie ditipo generacle,
nel senso che i loro sistemi lineari rap-presentativi
nonpresentino pmlti
baseprossimi,
studio uninsieme di
proprietà
chepermettono
di vedere nelle a resi- duo di genere zero lapiù naturale generalizzazione,
in un sensoalquanto stretto,
dellesuperficie
cubiche ditipo generale.
Comincio col far vedere
che,
inqueste ipotesi, ogni F~~>+~
può rappresentarsi
sulpiano
con itn sistey?za did’ ordine ~~Zinore od
eguale
~.c p+ 2 ,
sistema che risulta riducibile persuperficie
a residuo di genere 1t>
0 ad una sistema d’ Ordlile minimopari a p + 2
-~r -~-- h ,
indicando con h(*) Pervenuta in redazione il 12
gennaio
1951.(1) Ricerche sulle
superficie
d’ordine ii dello Rendic. Seni. l’tat.,p. 167 di questo volume.
(2)
Indichiamo talisuperficie
col simbolo Fx .la ~uinima
molteplicità
deipunti
base. Tali sistemi lineari si possono iiiogni
caso considerare come di unfascio
di e di itn sistema lineare
co~~a~leto
di genere 1t.Consegue
da ciòche,
se 1t =0 ,
sullasuperficie
si possonotrovare due curve razionali
d’ordine p,
fra loi-o,
volendo con ciòsig ifleare
che i lorospazi
non stantlo iii Ull
iperpiano
delloDa
qui
si ricava lapossibilità
di diret.t(,~iîtei~~e ~LI un
piano
lasuperficie,
perche abbia
quei
due comeassi,
e di ritrovare il sistema linearerappresentativo
nel caso 7c = 0 .Infine si
dimostra,
sempre nel caso 1t =0 ,
che sulla super- ficie esistono delle reti omaloidiche di curve razionali e normali d’ordine p i-
2 . Essepermettono
di estendere lagenerazione proiettiva
di GRASSVANN e CRùmuxà dellasuperficie cubica,
me-diante
l’ impiego
di stelleproiettive d’ iperpiani.
Dimostro
precisamente
aquesto proposito
cheogni
dello a di
genera~~si
cornelzco,go
delle inte -sezioni di(p + 2)
stelle~’p+Z , fra
loroproiettive
in che(p + 2)
-ple
dispazii ornologhi
che zrzdegli 8Vi
1Ne consegue anche che
ogni superficie
diquei tipo può
ottenersi co~ne un certo
cli in un (li
spazii.
Si rilevano
anche,
nel corso dellavoro,
alcune osservazioni relative al massimo numero di rette contenuto in una di~Sp+2 , a
~~3 a duesghembe,
equindi
i sulla inassin>adimensione
ben nota per altre
vie,
di un sistema linearesemplice
su unasuperficie,
nonchè sul sistemadegli iperpiani (p + 1) - tangenti
alle
F~.
t . - Si supponga di avere su un
piano
un sistema linearecompleto
c~i curve ~l’ ordine ~y~ ,grado
2 p-F ] ,
eavente
punti
basesemplici
o1l1ultipli,
ma nonprossimi. Jn
tali186
ipotesi
sussiste il risultato che abbiamogià
dimostrato(3 ) ,
cheil sistema ~
c~’’z ’
contieneparzialmente,
se ridotto all’ ordine In~-nimo,
mediante trasformazioniquadra,tiche,
almeno un fascio dirette,
ma anzi il teoremapuò
essereapprofondito
dimostrando che il sistemadelle ~ ccy’i I
dev’ essere tale cherrz ~ ~~ +
2 . Valecioè il teorema :
I. - « lineare
se~~z~lice
dig -ado 2 p +
1 e p, ditipo
nianarnente ad sisteyna od
eguale
a p+ 2».
Infatti si ha :
Se si suppone:
si ha dalle (1) :
quindi
se, alsolito,
e
quindi :
Se si pone :
( 3)
Nota cit. in (1), p. 177.e si suppone che il
sistema
~ sia di ordine minimo per tra- sformazioniquadratiche,
dovrà essere :per
ogni
ternadei v. ,
equindi :
In tali condizioni si
può applicare
il lemma che abbiano altrove dimostrato(4)
e si ha con una discussione identica aquella
leseguita
che si cade in unassurdo,
cioè la(2)
risultaincompatibile
con le(1)
e con lageneralità
amoessa neipunti
base del sistema.
Ne scende da ciò che tutti i fasci di rette aventi il centro in un
punto
base delsistema, supposto
di ordineminimo,
sonoparzialmente
contenuti nel sistema. D’altraparte
se ilpunto
hase di minimamolteplicità
ha ordine v, =h ,
siacquistano
nello
spezzarsi
di una in una retta perquel punto
e unacurva
residua,
~n hpunti
dicollegamento
epoichè
si ha se xè il genere della curva
residua : p
= 7c+ ( m - h ) - 1 ,
se nededuce :
che fornisce 1’ ordine 11lini~no cui si
può
ridurre il sistema.Si vede che in
particolare
unapuò
sempre essere rap-presentata
sulpiano,
segenerale,
con un sistemacompleto
dicurve d’ ordine
minimo p -~-
2 . Si ha inoltre il corollario :TEORE>IA
l’. - Ogni
sisie~~aà linea)-eserízplzce
di pe
g¡’ado 2 p
-Í--1 ,
ditipo generale
e o1’dineottenei-si so~~a~~aando
fascio
di retteche
abbia il( 4)
Nota cit. in (1 ), p. 175.188
nel
punto
din~~olte~licii~ pari
ad(h
-1) ,
di ~,cnsistema lineai-e di curve d’ordine p
+
h - 1t e genere 1t, al sisterna stesso.2. - F.
ENRIQUES,
in una sua anticanota (5) ,
determinò la masssima dimensione di un sisten~a lineare di curve di genere p contenuto su unasuperficie,
con una serie diopportuni
teoremi.Egli
accenna ivi allapossibilità
diappoggiarsi
alprocedimento
che ora esporremo, ma senza che si
capisca
ilmotivo, poi
loabbandona.
Io credo che
valga
la pena di ritrovarequi quel
massimoper tale via naturale che è
poi quella seguita
da DEL PEzzo nelsuo studio
(gj
sulle F" delloIntanto se si considera la
immagine proiettiva
di un sistemalineare, semplice, e completo,
di curve di genere p , si trova una F’~ dello che sipuò,
per il nostro scopo, suppore d’ or- dine>
2 p+
1 .Quel
che si tratta di far vedere è allora in sostanza il massimo valore chepuò
toccare 1~ o, se sivuole,
ladimensione
( n - p + 1)
del sistema.Si osservi
perciò
che la F"può proiettarsi
da saoi ?1- 2 p -1 punti indipendenti
in una dello che verrà a pos- sedere un numeropari
a p =211-
1 di rette a due a duesghembe
che nel sistema linearerappresentativo
diF’
possonopensarsi rappresentate
da ppunti
basesemplici
e distinti. Dun- qne la nostraquestione
divienequella
di far vederequanti punti
base
semplici può
alpiù
avere un sistema lineare diquel tipo.
Lo si supponga
perciò
ridotto all’ordinep fl-
2.Faeciamo
allora vedere che p ~2 ~u -~-
3. Infatti dalle(1 )
con 1n = p+ 2,
si . ha:( ~)
F. E~1RIQUES : Sulla ~nassima dimeiisiont etc...., Atti Accad.Scienze di
Torino,
t. 29, 1894.(1)
DEL PEzzo : Sullesuperficie
d’ ordi11e ~a efc.... , Rendic.Cire. Mat.
Palermo,
T 1.da cui
ponendo :
si ha per i
ví
resiaui :Da
queste
risulta che iy~
devono ridursi ad un unicovi
= ~ . Cioè 1 non possono esservi altripunti
basesemplici,
ed anzi il valore2 ~
+ 3 stesso eraggiunto
solo nelcaso che le curve siano
iperellittiche.
La conclusione su cui non insistian10 per la sua evidenza vale a
maggior
motivoqualora
il sistemapotesse
ridursi ad un ordine minimoC ~ -~-- 2 .
Anzi allora ilinassiino 2 p +
3 nonpotrebbe
neppure essereraggiunto.
Si ritrova
dunque
cos che il massimo richiesto è il ben noto numero3 p + 5 .
3. - Torniamo, dopo questa digressione,
al nostro studio.Notiamo intanto che fra i
gradi
1l~ ed 112 dei due sistemi in cui sipuò
scomporre ilsisten~a j 1 C 1
delle sezioniiperpiane
di unaF;~+i
vale la relazione(7)
Se
C,
J eO2
sono le due curve esse stannorispettivamente
in
spazii
e la cui i nterseziü~~e tenendo conto detta(3)
è unospazio
diùililellSi0lÌe l p -
7t. Poieliè ipunti
dicollegamento
sonoesattamente ~ - ~ +
1 si ha che essi sonolínearmente
indipendenti.
La
proprietà
osservatapuò
invece nonpici
vera seriferita,
almichè aipunti
dicollegamento,
al gruppo de~Je interse-( 7)
Cfr. nota cit. (1), p. 181.190
zioni di
Cl
eC, , poichè
inquesto
possonoapparire punti limiti
di
punti
che eranogià multipli
per CprÍll1a
dispezzarsi.
COll1unque possiamo
concludere che suF~+~
ipunti,
dí contatto
degli iperpiani (p
- 7r+ 1)
-tangenti
sono
indipendenti.
4. -
Supporremo
sempre d’ ora in In tal caso la1~,,
~ èrappresentabile
sulpiano
da un sistema lineare di iI
, ottenuto sommando un fascio di rette con ; l 1razionale isolata non
passante pel
centro del fascio e tale che lemolteplicità
basemassi~ne Y.,
Y2, V3 soddisfiaoalla v, +
Y~ +V3
_-_ p+
2(8) .
La
CP+’,
isolata nel sistema somnia,possiede
certamentedue
punti
basesemplici
equindi
il sistema dipossiede
altiietio tre
punti
basesemplici A ,
B e C. I tre fasci di rette di centriA ,
B e C sono alloraimi»agini
di tre fasci di i curverazionali e normali
(Cfr.
n°.3) segate
sulla da trefasci
d’ iperpiani
aventi il centro in trespazi S p risp. a , fi
e 7 checontengono
unaCP
pure razionale enormale, immagine
della curva residuo del
rispettivo
fascio di retterispetto 1
.Gli
spazi
e y sono a due contenutiiperpian .
Sepoi
siconsiderano le tre rette a,
b,
c lati deltriangolo
AB C ,
ad essecorrispondono
fuori delle retteimmagini
diA ,
B e C altre treCP razionali normali che staranno in tre
Sp a* , ~3*
e~* . È
chiaroinoltre che ad
esempio a*
èsghembo co~~ ~3
e y,etc... ,
mentrea*, ~*, 1*
sono a due a due contenuti iti uniperpiano.
Fissiamo allora ad
esempio
i dueSp sghembi.
Siprenda
nello unpiano i , generico rispetto
a* e cioètale da
tagliare
entrambi in un solopunto
P’ eQ’ rispettiva-
mente. Si consideri un
punto
X di F esterno ad a*e fi°.
Esisteuno ed un solo che passa
per X
etaglia
a* secondodegli ~~~_, ,
che si costruisce come intersezione dei dueiperpiani passanti per X
erisp.
per a*o P .
Tale
taglia
ilpiano
-rl in unpunto
X. Viceversa loS,
che passa per un
generico punto X’ di n
ed incide x*e P
secondo
degli
sega F in2 ~ -E-
1punti,
p deiquali
sono(8)
Perchè altrimenti 1’ ordine sarebbe riducibile.in a* e p ancora in
Quindi
resta una sola intersezione resi- dua JY. In tal modo si ottienedunque
un di1’etto disu un
yano
per«prnie-
zione
È
facile ritrovare cos il sistema lineareimnagine
diFP+.
Infatti i
puiiti
P’ e~’
sarannoirnlnagini
delle curve residuedelle CP contenute in a* e e
quindi
sarannomultipli
d’ or-dine p
+
1 per le del sistema. La retta I’’Q’
è eviden-temente fondamentale . e
quindi le ~
dovranno esseled’ ordine 2 p +
2 . Inoltre lo’-~’1’
x incide sia a’~sia
in unoe
quindi
la sua traccia .I~’ su 11 èimmagitle
della CP contenutain a , e
quindi
èp plo,
e sipuò
anche dire chele p
avrannocome
punto
basesemplice
ilpunto
traccia su 7j della retta checompleta
la sezioneiperpiana a +
a* o a+ ri.
Si trovadunque
un sistema di
curve 1~
d’ordine2 h -~- 2 ,
aventi duepunti
base
(p -t- 1)
ed altripunti
base fra iquali,
al meno uno
semplice.
Una evidente trasformaziooe
quadratica,
trasformapoi questo
sistema in
quello
delle9P+’
con trepunti
base almenosemplici.
Risulta anche chiaro
che,
a meno cheFo
non sia a curve sezioniiperellittiche
i due,S’~,
ot*e ~
non possono avere altri,S’p
i nci-denti in
spazi
e contenenti una e inquel
casopotrebbero
al
più
esservene due.Non ci soffermiamo
qui
sulle ovvie deduzioni e studi chesi
potrebbero
fare sullesviluppando questa
loro rappresenw tazione.5. - Come ultirno
argomento svilupperemo
un metodo digenerazione proiettiva
delleF§P+1
che estendeelegaltemente
laben nota
generazione
di della e che con-sentirebbe
ampi sviluppi,
cheperò
esorbiterebbero dalla linea diquesto lavoro,
e su cuiquindi qui
non (’1 soifermeremo.Cominciamo con l’ osserv.are, che la rete deile rette del
piano
è
immagine
di una rete omaloidica di curve d’ordine~-(-2,
secanti su una
generica
sezioneiperpiana
C sprieconyleta
e non
speciale ,gp+~ (9) .
(9)
Nota cit. in ( 1 ) , p. 182.192
0onsideria~l1o
p ~- 1 punti giacen f
1 su una curva p dellarete,
e lo che li contiene.Questo Sp ,
che dicia~no Àtaglia
lat
in 2p
-~- 1punti
equindi
fuori diquei p + 1 punti
int11tC1 ~7 punti.
chegiacciono
in uno i ai ; se si considerano allorayli Sp passanti
per ~X~ ess seganolfl,
secondo una serie 002di
gruppi
di~~ -~-
1punti. È
facile vedere chequesta
serie haogiii
suo gruppogiacente
su una curva dellarete ;
basta infattitenere conto che entro un
iperpiano passante
per À e per un altro~S’p
per ai,gli Sp
per al segaiio una sulla sezioneiperpiana C,
cheo quella
stessa che vienesegata
dalle curvedella rete
passanti
per ilpunto
f~ diC,
residuo dellarispetto
il L gruppo
segato
da .Si supponga ora di fissare
p -~-- 2
deltipo
di ai, e siano o~,..., aI,+~ . Si associ ad unoSp
della stella di centro a, ,quello ~S’’p
di ciascuna delle altre stelle che è(p -~- 1)
- secantela stessa curva della rete
( è
chiara la unicità di tali.Sp ) .
Si ottiene cos una
corrispondenza
bi univoca senza eccezioni fraquelle
stelle prese a due a due : si trattaquindi
diomografie,
che inducono delle
omografie
fra le stelled’iperpiani
aventii centri
rispettivamente
in at e1’uichè se si considerano
(p -+- 2)
fascid’ iperpiani legati
nellesuddette
proiettività
le intersezionidegli spazi omologhi
gene-rano
proprio
nna curva dellarete,
si ha che le intersezionidegli spazii omologhi
delle stelle getlerallu laÈ però
facilmente visto che illuogo
diquelle
intersezioninon è esaurito dalla
l?~p+~.
Infatti se si considerano le curve fon- damentali dellarete,
clle hanno perimmagine
sulpiano
ipunti
base del sistema
gli spazii
diqueste
curvecompaiono
nel
luogo,
inquauto
essiin~pongono
una sola condizione. Ciòpermette
diprevedere
che lagenerazione
indicata non sa.rà sen-z’ altro
invertibile,
cioè che leproiettività
1tu: dovranno essereopport~~na~nente
scelte.6. -
Supponiamo
ora,viceversa,
di aS~U~l~ere nelloSp+2, p +
2 stelled’ iperpiani
di centri atlegate
da certeon~ografile ~ t~, ,
generiche.
È
allora beunoto (1°) ,
ed è del resto iiiiinediat,,xtuet te ri ca- (LO) Cfr. ad es., T. G. Room : Deter~ninant~xlCamùriùge,
p. 43.vabile con 1111
procedimento
diretto che ho altrove indicato che le intersezionidegli iperpiani analoghi
generano una super- f cie irriducibile d’ordine(’ ~ ) ==2~+ 1+t")
B 2/
~2 immagine
del sistema lineare
piano
ottenutoaggiungendo
ad un fascio (li rette una isolata con solipunti
basesemplici
e non pas- sante per il 1 centro del fascio.Seguendo
un metodo CI1H hoadoperato
iii un (’aS0analogo (12)@
si vede che
imporre
allaC ~’+’
unpunto base vt
-plo equi-
vale ad
imporre
alle 7r,,, di essere tali che una(p + 2)
-?~lo
di
iperpiani analoghi
sitaglino
111 uno8,,i
3 e che ciòporta
11I1abbassamento 11811~ oI’(11t1P
pari a
. Sequindi questo
processo èproseguito
sinchè la CI’+’ divienerazionale,
cioè si11c11È~ :7 il i
ltiogo
si riduce ad un certo numero dispazi
c1i certe din~eus~on~ e ad una~i
può dunque
concludere col teore~na:2. - fe in
lzcogo
delle i~ztcmse~ioni .ll(~ -f- 2j
stelledello e
(p -I- 2)
stelle(li
tipo
unaF ó~+"- perchè
esistano delle(p -j- 2) - plP
secantisi i n~S’ ~à
3Da classici risultati
(13)
consegne anche il teorema :2’. - Ogni F~~’+-1
dello~S’~,+2 ~
sipuò
2
S pt;q
in
spazi
con lf~ ’)idalle
(11)
1B1. BAr,nASS:~~~rt~ : ~S’u unrt clz Ptc... , ’ t i ’la t ,’~.
31,
(1950), n°, 1~.(12)
Men1. cit. sopra, 14.(13)
Cfr. a~l es., trattato cito ~n(9).
p. 44.13