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Gli aneurismi dell’arteria splenica rappresentano
il 60-70% circa degli aneurismi delle arterie viscerali, con un’incidenza negli studi autoptici ed epidemiologici sulla popolazione che varia dallo 0,01 al 10,4%.
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La storia naturale è caratterizzata dalla frequente
asintomaticità,da un rischio di rottura più basso rispetto alla patologia aneurismatica aortica, ma sovrapponibile per la mortalità nel trattamento in urgenza.
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L’eziologia dell’aneurisma splenico rimane ancora non perfettamente chiara,anche se sono state associate a esso parecchie circostanze, come l’aterosclerosi, la fibrodisplasia, le artriti,le collagenopatie,
il deficit di α1 antitripsina,i disordini infiammatori e infettivi, i cambiamenti emodinamici e ormonali della gravidanza, la pancreatite e l’ipertensione portale con splenomegalia.
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I pazienti con ipertensione portale hanno una predilezione nello sviluppare aneurisma splenico a causa dell’incremento del volume ematico e della velocità del flusso nell’asse
venoso splenico e portale.
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Frequentemente, gli aneurismi splenici sono asintomatici e si diagnosticano casualmente, durante procedure diagnostiche eseguite per altre patologie
Nella nostra serie,il 75% dei pazienti era : asintomatico
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Le calcificazioni della parete non sembrano avere alcun effetto protettivo nei confronti della rottura,
che generalmente si ha negli aneurismi con diametro superiore a 2 cm, mentre un effetto protettivo è stato attribuito ai betabloccanti.
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La scelta del trattamento dell’aneurisma splenico dipende dalla sua localizzazione, dal rischio
operatorio e dallo stato clinico del paziente.
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Nei casi di localizzazione al 1/3 prossimale e medio, il trattamento chirurgico tradizionale prevede:
la legatura prossimale e distale all’aneurisma e la resezione dell’aneurisma con ripristino della perfusione splenica, preservando la milza e il rischio di infezioni post-splenectomia.
Quando la localizzazione è al 1/3 distale, è preferibile la legatura dell’arteria splenica e splenectomia
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Un’alternativa è rappresentata dalla chirurgia laparoscopica, che permette di trattare l’aneurisma mediante legatura, resezione e obliterazione.
La tecnica laparoscopica può risultare difficoltosa nei pazienti con pregressi interventi chirurgici addominali, negli obesi, nei casi in cui l’aneurisma è imbrigliato nel parenchima pancreatico o quando si trova in profondità nell’ilo splenico.
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Una buona opzione al trattamento chirurgico è l’embolizzazione endovascolare:
una tecnica poco invasiva che permette di mantenere la perfusione splenica escludendo l’aneurisma,
con un successo riportato dell’85% circa
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TOMMASO MANDOLFINO, ALDO CANCIGLIA, MARIO D’ALFONSO
Sezione di Chirurgia Vascolare – Dipartimento di Chirurgia Generale – Università degli Studi di Messina
http://www.sichirurgia.org/editoria/rivista/2009/N3_2009/PDF/Mandolfino_309.pdf