R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
P AOLO B OERO Categorie omologiche
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 35, n
o2 (1965), p. 267-298
<http://www.numdam.org/item?id=RSMUP_1965__35_2_267_0>
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Memoria
*)
di PAOLO BOERO(a **)
Scopo
delpresente
lavoro1)
è lo studio dellecategorie
« omo-logiche »,
cioè dellecategorie
con0-oggetto
e0-mappe,
nellequali ogni
mappa ammetterappresentazione
alla Buchsbaum(V. [1]);
lecategorie omologiche
possono essere anche conside- rate comegeneralizzazione
dellecategorie
esatte definite daBuchsbaum
[1],
inquanto
in esse simantengono
validigli
as-siomi di Buchsbaum tranne
quelli riguardanti
la struttura ad- ditiva dell’insieme delle mappe di unoggetto
in un altro. Le ca-tegorie omologiche compaiono,
con il nome dicategorie
«quasi esatte »,
conPuppe [11];
il cambio di nomepuò
esseregiusti-
ficato in base alla
considerazione, sviluppata
nellaparte
I diquesto lavoro,
che lecategorie omologiche
sono la strutturaalgebrica più semplice
nellaquale
possano essere introdotte nozioni ditipo omologico
in modo da conservare valide molto delleproposizioni dell’algebra omologica
incategorie
abeliane.*) Pervenuta in Redazione il 26
gennaio
1965.Indirizzo dell’A.: Istituto Matematico dell’Università, Via L. B.
Alberti, Genova.
**)
Lavoroeseguito
nell’ambito deiGruppi
di Ricerca Matematica del C.N.R.1) che
sviluppa
alcune considerazioni contenute nella tesi dell’A.,Luglio
1964.Nella
parte terza,
verrà data anche una motivazione «operativa »
dell’introduzione della nozione di
categoria omologica,
utiliz-zandola per facilitare lo studio dei
problemi omologici
relativiall’oggetto
differenziale filtrato(in
unacategoria
abeliana o,più
ingenerale, omologica).
Nella
parte I,
viene indicato come possano essere estesi allecategorie omologiche,
con il metododiagrammatieo,
essenzial-mente tutti i risultati di carattere
diagrammatico
che Buch-sbaum
[1]
dimostra sottol’ipotesi
cheMap (X, Y)
sia gruppo abeliano perogni coppia
dioggetti
X edY,
e che lacomposizione
delle mappe sia distributiva
rispetto
alla « somIna »gruppale.
Si affronta
poi
ilproblema
di caratterizzare lecategorie
omolo-giche
apartire
dai fattiomologici
elementari che restano validi per esse; si trova cos che unacategoria qualunque,
con0-og- getto
e0-mappa, acquista
strutturaomologica
se è per essa pos- sibile definire una teoriad’omologia (vale
adire,
assegnare se- quenze dioggetti
diomologia
perogni complesso)
in modo daconservare le
proprietà,
di cuigodono gli oggetti d’omologia
inuna
categoria omologica.
Nella
parte II,
sisviluppa
lo studio dellecategorie
omolo-giche
dalpunto
di vistareticolare,
cioè si introduce la nozione di reticolo deisottoggetti
di unoggetto
equindi
si prova cheogni
reticolo di
sottoggetti
èmodulare;
si pongono infine le premesse per lo studio dellecategorie omologiche
a reticoli distributivi finiti.La
parte
III è dedicata allo studio dellecategorie omologiche
a reticoli finiti distributivi
(FD-categorie) ; dopo
aver indicato il metodo di utilizzazione diopportune FD-categorie
per lo studiodell’oggetto
differenzialefiltrato,
si prova comeogni
FD-cate-goria
possa considerarsisottocategoria
dellacategoria omologica
i cui
oggetti
sonospazi topologici,
e le cui mappe sono omeo- morfismi tra unaperto
del dominio ed un chiuso del codominio.Gli
oggetti
dellecategorie
che considereremo costituiscono(salvo esplicite restrizioni)
delleclassi;
indicheremo con ex l’iden- titàdell’oggetto X ;
conMap (X, Y)
l’insieme delle mappe di« dominio » X e « codominio » Y.
P ARTE I
I. - Definiamo
categoria
con0-oggetto
e0-mappe
una eate-goria C
per laquale
sono verificati iseguenti
assiomi :A1:
perogni coppia
dioggetti
R edS,
esiste inMap (R, S)
una mappa, che indicheremo con
0,
tale che0 f
= 0 egO
= Oper
ogni f
di codominio R edogni
g di dominio S.A2:
esiste in C unoggetto,
che indicheremo con0,
per cui eo = 0.Sia C una
categoria
con0-oggetto
e0-mappe;
definiamoE-sequenza
una sequenza dioggetti
e mappe :se essa è di ordine 2
(ba
=0),
ed inoltre:se bj
- 0 neldiagramma
allora esiste una ed una sola
mappa j’ in Map (L, X)
conacj’ - j ;
e, se ha = 0 nel
diagramma:
allora esiste una ed una sola mappa h’ in
Map (Z, N)
con h’b = h.DEFINIZIONE 1:
categoria omologica
è unacategoria C
conO-oggetto
eO-mappe
chesoddisfa
ilseguente
assioma :Â3: presi
comunque dueoggetti R,
S inC,
ed una mappaf
in
Map (R, S),
esiste una seguenza dioggetti
e mappe :che
gode
delleseguenti proprietà :
a’cb =
f ,
c è
l’equivalenza E-sequenza
E-sequenza .
Data la definizione fondamentale
1,
si possono senza ecces- siva difficoltà verificare per lecategorie omologiche
tutte lepiù semplici proprietà
dellecategorie abeliane;
inparticolare,
dettarappresentaczione
della mappaf
» la sequenza(1)
dioggetti
emappe, due
rappresentazioni
di una stessa mappa differiranno per un sistema transitivo diequivalenze; inoltre,
detto mono-morfcsmo
una mappa che abbia comeprimo oggetto
di una suarappresentazione
lo0,
i monomorfismi coincideranno con le mappe cancellabili a sinistra(ed analogamente, gli epimorfismi
coincideranno con le mappe cancellabili a
destra, gli
isomor-fismi con le
equivalenze).
La verifica di tali
proprietà
sipuò
effettuare conragionamenti
di
tipo diagrammatico, cioè, sostanzialmente,
utilizzandogli
assioni
A, , A
edAs
e la definizione diE-sequenza.
P plausibile
che conquesta
stessa tecnica possano essere estesi allecategorie omologiche
risultati di carattere «diagram-
matico »
quali
il « lemma dei 5 » od il « lenxnxa 3 X 3 » validi percategorie abeliane;
equesta
estensione èeffettivamente
pos-sibile : ci limiteremo a provare il risultato
cruciale,
dalquale
discendono come conseguenza in modo
piuttosto
banale tuttigli
altri risultati.TEOREMA 1:
categoria omologica; supponiamo
che ildiagramma:
sia
comynutativo,
che lerighe
sianoE-sequenze
e che a e e sianoisomorfismi.
Allora b èzsomor fcsmo.
Verifichiamo che b è monomorfismo : se K ed i sono
rispetti-
vamente il
primo oggetto
e laprima
mappa di unarappresenta-
zione di
b,
bi = 0 onde n’bi = 0 =cni,
ed allora ni = 0 es-sendo c
isomorfismo;
ne viene che esiste una mappa à inMap (K, A )
con i =md,
e d èpertanto monomorfismo ;
osservandopoi
che 0 = bi =
m’ad, poichè
m’a è monomorfismo posso con- cludere che à =û,
il chesigninca
li - 0.Analogamente
si prova che b èepimorfismo.
2. - Sia C
categoria omologica,
ed Aoggetto di C;
sia o ==- ~ (A i , famiglia
dellecoppie
dioggetti A
e mon omorfismi~,
diciamo(A i , f i ) equivalente
ad seesiste una mappa di dominio
A
Z e codominioA ~ compatibile
con le immersioni
f
edt j,
ed isomorfismo.Si verifica facilmente che si tratta di una relazione di
equi-
valenza
in ò ;
indicato con/A i , fil
la classe dellecoppie equiva-
lenti ad
(A i ,
diremo che/Ai, f i /
è unsottoggetto dell’oggetto
A.Per tutti
gli esempi
rilevanti dicategoria omologica
è soddi-sfatta la condizione
(V.
McLane, [8])
che la classe deisottoggetti
di zcn
oggetto è un
e d’ora inpoi
noi ammetteremo veri- ficata tale condizione per tutte lecategorie
che considereremo.La definizione data di
sottoggetto
di unoggetto permette
diintrodurre in modo naturale il concetto di
uguaglianza
di duesottoggetti
di unoggetto; permette
altresi di definire nucleo edimmagine
di una mappa :precisamente,
per definire il nucleo basterà considerare la classe diequivalenza
dellaprima coppia oggetto-monomorfismo
che compare in unarappresenta,zione
della mappa
data;
per definire1’immagine,
basta considerare laquarta coppia.
Per il conucleo e la
coimmagine,
occorreràpoi
ricorrere allanozione duale di
quella
disottoggetto,
il che nonpresenta
dif-ficoltà.
Operando
condiagrammi,
di solito è molto comodo usarela scrittura o Ker
f
» per indicare sia il nucleo dif (come
classe diequivalenza,
neltesto)
sial’oggetto
di unacoppia rappresenta-
trice di tale classe
( punto
» deldia~gramma;
la freccia indicheràil relativo monomorfismo di « immersione
») ;
una convenzioneanaloga potrà
esserefatta, più
ingenerale,
anche per ungenerico sottoggetto
di unoggetto. Naturalmente,
di volta in volta ilcontesto dovrà consentire di riconoscere in modo non
ambiguo
se si tratti di un
singolo oggetto
o di una classe diequivalenza
di una
coppia.
3. - In
categorie omologiche,
nonpresenta
difficoltà la de- finizione deicomplessi,
delle sequenzeesatte, degli oggetti
diomologia
di uncomplesso;
dipiù:
utilizzando lo stesso metodo usato da Heller[7]
di carattere essenzialmentediagrammatico,
si possono provare i
seguenti risultati,
che costituiscono l’esten- sione allecategorie omologiche
di noti risultati validi per le ca-tegorie
abeliane.TEOREMA 2:
dato, in C, categoria omologica,
ildiagramma :
commutativo, a
colonneesatte,
con le duerighe
centrali esatte.Allora esiste una mappa
(c
connettivo») D
inMap (X", Y’)
cherende esatta la sequenza : l
Inoltre,
una trasta.zione di(3)
in undiagramma analogo
induceuna traslazione della
(4)
nella seguenzacorrispondente (natura-
lezza del
connettivo).
TEOREMA 3: in una
categoria omologica C,
sia data una se-quenza esatta di
complessi :
allora,
perogni p
intero esiste una mappa dp-1:Hp-1(D3) -+-+ che rencte la sequenza
d’omologia:
associata alla sequenza esatta di
complessi (5),
ed traslazione di(5)
ind2.cee traslazione della sequenzad’omologia
associata.4. - Data una
categoria
con0-oggetto
e0-mappe,
ci sipuò
chiedere sotto
quali ipotesi
ulteriori siapossibile
associare adogni
sequenza illimitata d’ordine 2(complesso)
una sequenza di« oggetti d’ornologia
» in modo da conservare leproprietà
dia-grammatiche
fondamentali valide nellecategorie
abeliane.I risultati
precedentemente
enunciati indicano come, per for- mulare una « teoriad’omologia
» che conservi iprincipali
risultatidiagrammatici
validi per lecategorie abeliane,
siano sufncientile sole condizioni espresse
dagli
assiomi dicategorie omologica;
dimostreremo ora che tali condizioni non possono essere ulterior- mente attenuate:
assegnata
in uncccategoria
con0- og- getto
e0-rrzappe
« teoriad’omologia
»equivale
a supporre che lacategoria
data siaomologica.
Sia C
categoria
con O eO-mappe ;
considerando comeoggetti
i
complessi
di C e come mappe le traslazioni tracomplessi,
siottiene una
categoria
con O eO-mappe (rispettivamente,
il com-plesso
conoggetti
tuttinulli,
e le traslazioninulle),
che indiche-remo con eco Dato un funtore H di Cc in
e,,
diremo che un com-plesso
di C è H-triviale se viene trasformato da H nelcomplesso nullo ;
indicheremopoi
conl’oggetto
p-mo del trasformato mediante H di uncomplesso (omettendo
l’indicazione del com-plesso
solo se il testoprecisa
suquale complesso
.Hoperi).
DEFINIZIONE 2: sia C
categoria
conO-oggetto
eO-mappe ;
diremo teoria
d’omologia
in e unfuntore
covariante H :Cc
--+ e?soggetto
alleseguenti
condizioni :al : H
tras f orma complessi
incomplessi
a mappe nulle.a2 : i
complessi :
vengono
tras f ormati
da H incomplessi
ccventi lo stessooggetto
nelposto
p(il
p-mooggetto d’omologia dipende
solodagli oggetti
edalle mappe immediatamente
precedenti
ed immediatamente suc-cessive).
a3 : ad
ogni complesso
elementare>> :è associato un
complesso
g-triviale :ed una traslazione di
(7)
induce una traslazione delcomplesso
as-socia,to ; inoltre,
la mappa i è cancellabile a sinistra la mappa p è cancellab le a destra
a4: dato il
diagramma
commutativo a colonne H-triviali con ledue
righe
centrali H-triviati :esiste
mappa D
inMap ( C°, A3)
che rende H-triviale la se- quenza:Inoltre, se j
e p sonoequivalenze zn (9),
b -Le condizioni espresse mediante a 2 , a, sono la tra- duzione in termini
diagrammatici
per unacategoria
con 0 eO-mappe
diproprietà
elementari dialgebra
incategorie abeliane,
o,più
ingenerale, omologiche. Ovviamente,
non sempre èpossibile,
data una
categoria
con 0 e0-mappe,
assegnare in essa una teoriad’omologia ;
proveremo anzi che assegnare in unacategoria
conO e
0-mappe,
una teoriad’omologia equivale
ad attribuire adessa struttura di
categoria omologica.
TEOREMA 4:
categoria
con0-oggetto
e0-mappe;
unateoria
d’omologia de fcnitac
in C attribuisce a e struttura di cate-goria omologica.
Basta verificare 1’assioma
A3:
a tale scopo consideriamo una mappaf :
-A2 ;
per otteniamo una sequenza H-triviale :ove i è cancellabile a sinistra p a destra. Ancora per a 3 , otte- niamo due altri
complessi
H-triviali :proviamo
ora che(11)
è unanel
diagramma:
sia md =
0 ;
ildiagramma
arighe
H-triviali e commutativo:può,
per a3, estendersi ad undiagramma
commutativo a colonne H triviali con le duerighe
centrali .H-tt°iviali :l’assioma a4 fornisce una
mappa ò
D con i~ =d,
e~ è l’unica mappa che
gode
di taleproprietà
per la cancellabilitàa sinistra di i.
Analogamente
si dimostrache,
se ài = 0 neldiagramma:
esiste ed è unica una mappa p:
H1--~
D con = d.In modo simile si prova
poi
che la(12)
è unaE-sequenza.
Consideriamo ora il
diagramma commutativo,
con lerighe
H-triviali :
esso si
può
estendere ad undiagramma :
commutativo,
con colonne H-triviali e le duerighe
centraliH-triviali ;
se d è il connettivo associato aldiagramma (13),
ho che
f ;
resta da provare che ò èequivalenza;
perquesto,
osserviamo che nel
diagramma: (~3) h =
O e k =U,
quindi,
è H-triviale la sequenza:e da ciò si deduce
facilmente,
utilizzando a3 ed a4 al solitomodo,
che ó è
equivalenza.
Il risultato ora
provato
non risolve ilproblema
di stabilirese
(a
meno diequivalenze)
due teoried’omologia assegnate
suuna stessa
categoria
con0-oggetto
e0-mappe coincidono;
conconsiderazioni
piuttosto semplici
sipuò
solo concludere che leE-sequenze
coincidono con le sequenze H-triviali di 5termini,
comunque sia
assegnata H;
e cheogni
teoriad’omologia
coin-cide
(a
meno diequivalenze)
con la teoriad’omologia
aventecome
oggetti d’omologia
i «quozienti »
Ker sui com-plessi
elementari costituiti dasingole
mappe. Le condizioni a ~ , a 3 , a4 non sembrano aprima
vista sufficienti a stabilire il risultato di unicità nel caso dicomplessi qualunque; peraltro,
ammettendo che due teorie
d’omologia
su una stessacategoria
verifichino entrambe anche la
proprietà
espressa mediante il teorema3,
èpressochè
immediato provare che esse « essenzial- mente » coincidono.Heller
[7]
consideracategorie
addittive nellequali
una certafamiglia
di mappe - dette « mappeproprie » -
ammette « rap-presentazione »
perogni
mappa, esviluppa
per talicategorie un’algebra omologica che,
relativamente alle mappeproprie,
conserva le
proprietà piÙ. significative dell’algebra omologica
in
categorie
abeliane.Non è difficile
generalizzare
la trattazione di Heller a ca-tegorie
con 0 e0-mappe:
basta definire alla maniera di Helleruna «
famiglia
di mappeproprie
» e considerare una « teoriad’omologia
locale » relativa a tali mappeproprie.
PARTE II
5. -
Siacategoria umologica ;
se A èoggetto
die,
indichiamocon la
f amiglia ~ (A i , fi)}
dellecoppie
dioggetti
e mono-morfismi di codominio
A,
conL(A)
l’insieme deisottoggetti
diA,
con~*(A), L*(A) rispettivamente
i duali di~(A)
e diL(A) :
~*(A)
è costituito dallecoppie (Ai, con f
iepimorfismo
di do-minio A e codominio
A i, L * (A )
è l’insieme delle classi diequi-
valenza individuate in
~(A )
dalla relazione:se esiste un isomorfismo tra A ed A j
compatibile
con le «proie-
zioni ».
In ~ (A ), poniamo ti)
se esiste unamappa d
in
Map (A i , Ai)
tale chet id
=A. P
facile verificareche,
se talemappa
esiste,
essa èunica,
ed è monomorfismo. Si ottiene unpreordine in ~ (A ) ;
l’ordineparziale
associato a talepreordine
consente di ordinare
parzialmente L(A);
ineffetti,
la relazionedi
equivalenza
«generatrice »
dell’ordine associato alpreordine
sopra considerato coincide con la relazione di
equivalenza
chedefinisce
L(A ).
Indicheremo ancora con l’ordineparziale
ot-tenuto in
L (A ) .
Dualmente, possiamo
porre, inò*(A), (A i, f 2 )
seesiste in
Map A i )
una mappa d condfj
=f i.
Si ottiene unpreordine in ~ * (A ),
che consente di ordinareparzialmente L (A ) ;
sia l’ordine
parziale
diL*(A)
cosi ottenuto.Fissato un
oggetto
A inC,
se/A i , td
è unsottoggetto
di A«
rappresentato
» dallacoppia (A i , f i ),
e lacoppia f i)
è taleche
è
E-sequenza, poniamo fil)
-f z j.
Sipuò
dimostrareche la
corrispondenza
p nondipende
dallecoppie rappresenta-
trici scelte per i
sottoggetti,
e che è un antiisomorfismo traL(A)
edL*(A).
Laprima parte
dell’enunciato segue dalla defi- nizione delle classi diequivalenza
costituenti isottoggetti;
operando
suldiagramma:
si prova
poi
che p inverte 1’ordine tragli
insiemiparzialmente
ordinati
L(A)
edL * (A ) ; infine,
per dimostrare che p è 1 - 1 bastaconsiderare, nell’ipotesi
che/Ai, f i/
=/Aj,
ildiagramma:
che porge un isomorfismo tra
A
i edAi compatibile
con le im-mersioni.
Fissato A
oggetto
inC,
sef i/
ed sonosottoggetti
di
A,
consideriamo ildiagramma :
Indichiamo con = Ker otte-
niamo un
sottoggetto
diA,
per ilquale possiamo
verificare age- volmente leproprietà
chedefiniscono,
in un insiemeparzial-
mente
ordinato,
l’intersezione reticolare di due elementi.È opportuno
osservare come la scritturaAinAk
sottintenda le mappe diimmersione;
conveniamo inoltre che possa, in situazioni nonambigue (es. diagrammi),
indicarel’oggetto
diuna
coppia rappresentatrice
della classeAinAk (coerentemente
con
l’analoga
convenzione fatta per isottoggetti
ingenerale).
In
L*(A),
sipuò procedere dualmente,
definendo =Coker
(Ai ----~ Ak).
InL(A) possiamo
allora porreAiUAk -
una volta verificato che
AinAk gode
delle
proprietà
dell’intersezione reticolare nell’insiemeparzial-
mente ordinato
L*(A),
sfruttandol’antiisomorfismo 03BC
prece-dentemente stabilito è facile concludere che il
sottoggetto AiUAk
di A
gode
delleproprietà
chedefiniscono,
in un insiemeparzial-
mente
ordinato,
l’unione reticolare di due element.In
definitiva, fissato un oggetto
A in unacategoria omologica C,
l’insiemeparzialmente
ordinatoL(A)
deisottoggetti
di A è unreticolo,
con Ker(Ai
---~Ak)
ed Ker(A
---~---->
AinA k).
In modo duale sipuò
concludere perL*(A).
Applicando
il lemma 3 X3,
èpossibile verificare,
per le ca-tegorie omologiche,
i teoremi diisomorfismo
di.Noether,
congli
enunciati
opportunamente
adattati: si tratta di costruire unopportuno diagramma
3 x 3 e provare, con l’ausilio del lemma3 x 3,
che certe mappe sono isomorfismi.Ci sarà utile
più
volte inseguito
un lemma concernente il reticolo deisottoggetti
dei unoggetto,
che a sua volta sia dominio di unmonomorfismo ; precisamente:
A e B sono
oggetti
di unacategoria C,
edf
è unmonomorfismo di Map (A, B),
allora una disottoggetti
di A è un sottoreticolo diL(A)
se e solof f i J }
è sottoreticolo di
L(B).
La dimostrazione del lemma è molto
semplice,
inquanto
unione ed intersezione relativamente ad A sono associate mediante 1’immersione
f
ad unione ed intersezione relativamente a B(monomornsmo
reticolare diL(A)
inL(B)).
6. - Possiamo ora stabilire il risultato fondamentale di
questa
seconda
parte,
cioè la modularità del reticolo deisottoggetti
diun
oggetto qualsiasi
in unacategoria omologica; proprietà
cheenunceremo brevemente asserendo che
categoria omologica
è modulare ».
è
oggetto
di unacategoria omologica C, L(A)
é modulare.
In base al lemma
precedente,
basta dimostrareche,
selAi, i/ ; / Ak, k/; /A,, 1/
sonosottoggetti
diA,
conda e
AinAi
=-
kl
segue/A i , il
_ infatti ciòimplica che,
datoun
qualunque oggetto, ogni
sottoreticolo del reticolo dei suoisottoggetti
èmodulare,
equindi
il teorema.Cominciamo con l’osservare che A = ==
può
scriversi anche:
peraltro,
le mappe:che
compaiono
nella(14)
sonoepimorfismi,
e da ciò deduco:Per
ipotesi, poi, AinA
=A;nAi;
otteniamo cos il dia-gramma commutativo :
In esso, la
prima
mappa verticale èisomorfismo,
la terza èidentità,
mentre /-li e /-li sonoisomorfismi; applicando
il teorema1, possiamo
concludere che d è isomorfismo.7. - Date due catene
finite,
il teorema di Birkoff(v. [0]
pag.
71)
assicura che il reticolo modulare libero da essegenerato
è distributivo e
finito ;
dipiù,
la dimostrazione di Birkoff fornisceun modello assai comodo di tale
reticolo,
come reticolo dei chiusi di unopportuno spazio topologico.
Precisamente: sesono le due catena finite
date,
consideriamo l’insieme ó dellecoppie
di interi(p, q)
con 0 p m, 0q
n; ordiniamoparzialmente t5 ponendo (p, q) (~’, q’ )
sep p’ e q q’;
diciamo chiuso un sottoinsieme 7 di t5 se esso
gode
dellaseguente proprietà :
(p’, q’) (p, q )
e(p, q)
e yrimplicano (p’, q’)
E ~c .L semplice
verificare che 0 e t5 sonochiusi,
che l’unione el’intersezione di chiusi è un chiuso.
Ebbene: il reticolo modulare libero
generato
dalle due ca-tene
(16)
è isomorfo al reticolo dei chiusi dellospazio topologico
ó.Ricordiamo che: una
racppresentaczione
di reticolo modulare liberogenerato
da un insiemeparzialmente
ordinacto(P, C )
è unacoppia (i, L)
con L reticolomodulare,
ed i mappa monotona di P inL,
tale cheogni diagramma :
con ~L’ reticolo
modulare,
ed i’ monotona sipuò completare
inuno e in un sol modo con un omomorfismo
reticolare
L -~ L’che lo rende
commutativo;
dal teorema di Birkoff segue subitoquesto
corollario:COROLLARIO: se C è
categoria omologica,
ed A è unoggetto
di
C, il
sottoreticolo diL(A) generato
da due catenefinite
disottog- getti
aventi entrambe comeprimo
elemento0,
ed ultimoA,
èfinito
e distributivo.
Per provare
questo risultato,
basta osservare cheL(A)
èmodulare e che l’omomorfismo « estrusi vo » che
completa
ildiagramma prima considerato, ha,
nel nostro caso, come imma-gine (distributiva
efinita) proprio
il sottoreticolo diL (A )
gene- rato dalle due catene.PARTE III
8. - Chiameremo brevemente
D-categorie
lecategorie
on~o-logiche
in cui i reticoli deisottoggetti
di tuttigli oggetti
sonodistributivi; F D-categorie
leD-categorie
in cui i reticoli dei sot-toggetti
di tuttigli oggetti,
oltre chedistributivi,
sono anchefiniti. Ricordiamo
che,
se C e C’ sonocategorie,
e ~’ è sottoca-tegoria
die,
C’ si dicesottocategoria piena
se, perogni coppia
dioggetti A,
B diC’, (A, B) = (A, B); sottocategoria,
invariante,
se contiene tuttigli oggetti equivalenti
in (3 ad og-getti
diC’,
e tutte leequivalenze
di C traoggetti
di C’.Se C e Cf sono
categorie omologiche,
un funtore covariantesi dirà esatto se trasforma sequenze esatte in sequenze
esatte;
fedele
seT(f) = T(f’) implica f
=f ’
1( f
edf ’
mappe diC);
rappre- sentativo se è fedele ed esatto.Consideriamo ad
esempio
lacategoria 3
avente peroggetti gli
insiemi e per mappe lecorrispondenze
1-1 traparti degli
in-sierni;
e lacategoria l3
avente peroggetti gli spazi topologici
eper mappe tra due
spazi gli omeomorfismi
tra unaperto
delprimo spazio
ed un chiuso del secondo. Lecategorie 3
e 13 sono mutua-mente correlata da due funtori
covarianti; precisamente
che trasforma
spazi topologici
neicorrispondenti
insiemi senzastruttura
topologica,
ed omeomorfismi incorrispondenze
1 - 1tra
parti
diinsiemi;
edche trasforma insiemi in
spazi topologici
contopologia discreta,
e
corrispondenze
1 - 1 traparti
in omeomorfismi.~ ed £ sono entrambi funtori
rappresentativi; £(3)
è sotto-categoria
invaniante dil3,
mentre non èsottocategoria
in-variante
di 3, poichè
ci sonocorrispondenze
1 - 1 traparti
dispazi topologici
che non sono omeomorfismi.Le
categorie 3
e 13 ora introdotterappresentano
duesigni-
ficativi
esempi
dicategorie omologiche distributive;
il risultato che proveremo alla fine diquesta parte
metterà in luce come lesottocategorie
di 13 a reticoli disottoggetti
finiti esauriscano tutti ipossibili
casi diFD-categorie.
9. - La « caratterizzazione
omologica »
dellecategorie
omo-logiche
come terreno « caratteristico » per losviluppo
di un’al-gebra omologica
che conservi valide leproprietà
salienti verenelle
categorie
abeliane(V. parte I)
consente di dare unaprima
giustificazione
dello studio dellecategorie omologiche; peraltro
una simile
giustificazione
sarebbe ancora insufficiente a moti-vare tale
studio,
ove mancasse lapossibilità
di utilizzare opera- tivamente la nozione dicategoria omologica. Svilupperemo
oraun
esempio significativo
di utilizzazione della nozione di cate-goria omologica.
Consideriamo,
nelpiano cartesiano,
la rete delle retteparallele agli
assi ed aventi intersezione intera con essi. Diremo ambienteuna
parte
delpiano
costituita dall’unione(finita
od Jdi
rettangoli
con lati sulle rette dellarete,
aventi alternativa- mente in comunel’angolo
destro basso e sinistroalto,
e taliche,
dati tre
rettangoli successivi,
l’intersezione delprimo
con ilterzo sia vuota. Fissato un
ambiente,
y sia essob,
diremoregione
di ó
ogni
unione diquadrati
unitari di ~.Tra i
quadrati
unitari di ~può
essere introdotta una rela- zione di ordineparziale:
basta indicare con(p, q)
ilquadrato
di vertice alto destro
(p, q),
e porre(p, q) (p’, q’)
se p Cp’
e q
q’.
Unaregione
p d ó si dirà chiuso di b segode
della pro-prietà :
implicano ( p’, q’ )
E ,u . Detta L lafamiglia
dei chiusidi ~,
è banale verificare che( ~, L)
è unospazio topologico.
Consideriamo ora la
famiglia B
di «oggetti »
e « mappe » cos definite:oggetto di B
è l’intersezione di unaperto
con unchiuso di
(~, L),
e, dati dueoggetti X, Y, il4ap (X, Y)
è l’insieme costituito dall’omeomorfismo tra i sottoinsiemi vuoti di X ed Y(omeomorfismo
« nullo»),
e dall’eventuale omeomorfismo traaperto
di X e chiuso di Y ottenuto persovrapposizione
nelcaso che
Xn Y
siaaperto rispetto
ad X e chiusorispetto
ad Y.In modo
naturale, 9)
sipuò
considerare comesottocategoria
di13, categoria degli spazi topologici
edegli
omeomorfismiaperto- chiuso ;
dipiù,
perogni
mappa diD,
esiste in- una rappresen- tazione mediante mappe edoggetti
di~,
come è facileverificare,
e
quindi 9)
ècategoria omologica (in particolare,
le sequenze dioggetti
e mappe di D che sonoE-sequenze
in 13 sonoE-sequenze
anche in
~). Ogni oggetto
di 9) ammette in generepiù
rappresen-tazioni mediante
unioni, intersezioni, quozienti
diaperti
e chiusi.Indicando con X l’intersezione dei chiusi di ó contenenti
l’og- getto X ;
con X* l’intersezionedegli aperti
contenentiX,
Xsi
può rappresentare
come ovvero, utilizzando soltantochiusi,
comeilinC(X*),
ove~(X *)
indica ilcomplementare
in d di X*
(con
ovviosignificato
del simbolo diquoziente).
Nelseguito
useremoquesta
secondarappresentazione.
Sia C ca-tegoria omologica, f
mappa diMap (X, Y).
Dato unsottoggetto IB, jl
diY,
sipuò
dimostrare facilmente che esiste unsottoggetto /A, il
diX,
che diremocontroimmagine
diIB, jl,
tale chefi
ha come
immagine
Infatti,
basta provare laproposizione
nel casoche f
siaepi- morfismo ;
ed ildiagramma
commutativo con colonneE-sequenze:
fornisce subito una mappa 7
dell’oggetto
Kerj’ f
in.B, epimor-
fismo per il lemma dei
5 ;
verificato cheIB, il
èimmagine
dijn,
si
può
concludereche /
Kerj’f, i/
ècontroimmagine
di/B, j/.
Fatta
questa
premessa, nonpresenta
difficoltà estendere alcaso delle
categorie omologiche
la nozione di «oggetto differenziale filtrato
»:seguendo
Zeeman[12]
perquanto riguarda
lenotazioni,
possiamo
dare laseguente
definizione:DEFINIZIONE 3: /Òia C
categoria omologica,
Aoggetto
di C.Dieesi
oggetto differenziale filtrato
il sistema :{A, d,
ove:
ed inoltre:
con inclusione
propria
per 0 p mm dicesi
lunghezza dell’oggetto differenziale filtrato.
Indichiamo con
A ~
ilsottoggetto
condA,
ilsottog- getto
Imdi~,
cond-lAp
lacontroimmagine
diAv.
Le catene di
sottoggetti:
sono due catene
finite,
dilunghezza rispettivamente m
e 2m + 1.Consideriamo ora un ambiente o costituito da un solo ret-
tangolo
di altezza 2wi + 1 e base m(m
essendo lalunghezza dell’oggetto
differenziale filtratodato).
Sottraiamo alrettangolo
i
quadrati (p, q)
conquadrati (p, q)
conp C m, q ~ p -~- m -~- J. In figura,
èrappresentato
il caso m = 4.Diciamo ~5’ la
regione
cosottenuta,
e consideriamo latopo-
logia
L’ indotta su ~5’ dallatopologia
L di~5;
allospazio topologico
(~5’, L’ ) può
associarsi(in
modoperfettamente analogo
aquello
visto a
proposito
della costruzione di D apartire
da(~, L) ),
una
categoria 1~’, sottocategoria omologica
di 13.Indicata con
(i, L)
unarappresentazione
del reticolo modu- lare liberogenerato
dalle due catene(17),
e con p l’immersione delle catene(17)
inL (A ), esiste,
perd efinizione,
un omomorfi smoreticolare j
di L inL(A)
taleche ji
= p.Sia
(i, L)
larappresentazione
del reticolo modularegenerato
dalle catene
(17)
come reticolo dei chiusi di(~, L ) ;
considerando il reticolo L’ dei chiusi di( ~’, L’), possiamo
realizzare un mo- nomorfismo reticolare a di L’ in Lponendo a(C) - C,
cioè fa-cendo
corrispondere
al chiuso C di L’ l’intersezione dei chiusi di L contenenti C.ja
è un omomorfismo reticolare di L’ inL (A ) ;
di
più:
è facile verificareche,
dettap’
i la mappa isotona delle catene(17)
in L’ ottenuta facendocorrispondere
laregione
di ~’limitata
superiormente da y = k,
alsottoggetto:
se k m;> m ; e la
regione
limitata a destra da x =k,
al
sottoggetto A k ,
siha: p
=jap’ (ciò
naturalmente non vuol dire che(,u’, L’ )
siarappresentazione
di reticolo modulare liberogenerato
dalle catene(17)).
Si tratta ora di
costruire,
apartire
dall’omomorfismo reti- colareja
di L’ inL(A),
unfuntore
covar ante di ~’ in C.A tale scopo, conveniamo di
scegliere
unoggetto-rappresen-
tante per ognuna delle classi di
equivalenza
che siottengono
considerando
sottoggetti, quozienti, subquozienti
ecc. in C. In- dichiamo con lo stesso simbolo usato per la classe il rappresen- tante cos individuato:cos , A ~
indicheràl’oggetto prescelto
per individuare la classe
Ap
=/A,,, Naturalmente,
fattaquesta convenzione,
chepermette
un notevolerisparmio
nei sim-boli ed un
più agile sviluppo
dellavoro, occorrerà,
nei casi am-bigui, integrare
la notazione conesplicite
indicazioni delsigni-
ficato che si vuole essa assuma.
Se C è un
generico
chiuso di~, poniamo T(C) == ja ( C) :
conciò,
adogni
chiuso è associato unoggetto
di C. Le mappe nonnulle tra chiusi di L’ sono
monomorfismi;
datoche ja
conserval’ordine,
se M ed N sonochiusi,
ed lVl è contenuto inN,
esisteuno ed un solo monomorf smo 7t di
T(31)
inT(N) :
se p è il mo-nomorfismo di ~ in
N, poniamo T(p)
- 7.È
facile verificare che:T muta le identità nelle
identità;
e, perogni coppia
dimappe
consecutive;
T(pq) - T(p)T(q);
ciò in base all’unicità del monomorfismo tra dueoggetti
di ecompatibile
con le loro immersioni in A.Estendiamo T a ~’ : se X è
oggetto
diD’, possiamo
rappre- sentare X comequoziente
di chiusi:poniamo
allora:Se X ed Y sono
oggetti
di~’,
edf
è una mappa non nulla inMap (X, Y),
consideriamo ildiagramma commutativo,
conrighe E-sequenze:
In esso, le
quattro
mappe a sinistra sono le trasformate mediante T delle inclusioni tra chiusi:e le due mappe a destra a loro volta sono le
proiezioni
sui quo- zienti. Ildiagramma (18)
fornisce una mappa,unica,
yponiamo
Infine,
facciamocorrispondere
alle mappe nulle le mappe nulle tra i trasformatidegli oggetti
mediante T.TEOREMA 6: T é 2cn
funtore
covariante esatto di ~’ in C.Osserviamo anzitutto che l’estensione di T a ~’ a
partire
dalla definizione di T sui chiusi e sulle inclusioni di un chiuso in un altro è coerente
(se
X èchiuso, ==0). Inoltre,
T trasforma identità in
identità;
e, perogni coppia
di mappeconsecutive f,
g,T(fg)
-T(f)T(g)
per l’unicità della mappa checompleta
in modo commutativo ildiagramma (18).
Per provare l’esattezza diT,
basta provare che T trasformaE-sequenze
aventi per
primi
due termini dei chiusi inE-sequenze;
da ciòinfatti si
deduce,
tenuto conto chepuò rappresentarsi
ingenerale
come:e tenuto conto del fatto
che ja
è monomorfismoreticolare,
l’esat- tezza di T su D’.Per provare che T trasforma una
E-sequenza:
con X ed Y chiusi in una
E-sequenza,
osserviamo che :ma:
e:
ed allora :
10. - Il risultato
provato
consente di utilizzare una cate-goria omologica particolarmente semplice,
in cui i fattiomologici acquistano
evidenza «grafica »,
per trovare e dimostrare fattiomologici
relativi ad unoggetto
differenziale filtrato di unaqualunque categoria omologica (e quindi,
inparticolare,
di unacategoria abeliana); precisamente, potranno
essereprovati
tut-ti i fatti
omologici
« conservati » daT,
oT-invarianti, quali
l’esattezza di sequenze, ecc.
Può accadere che il funtore T muti
oggetti
non nulli di 2Ynell’oggetto
nulloassegnato
un certooggetto
differenzialefiltrato,
y a, lo strumento matematicogiustificato
con il teorema 6può
esseremigliorato
e resopiù
aderente alcomportamento omologico
di at, considerando alposto
di ~’ laregione
ottenutada ó’ mediante sottrazione di
quadrati
elementari che sisappia
trasformati da T nello O di C.
Analogamente
sipuò procedere
per utilizzare i «diagrammi
alla Zeeman » nel caso
dell’oggetto graduato
confiltrazione
compa- tibile con ildifferenziale:
le difficoltà del metodo sono le stessesuperate
per il casodell’oggetto
differenziale filtrato.11. -
L’importanza
delleFD-categorie legittima
l’interesse per ilproblema,
cui accennavamoall’inizio,
dellapossibilità
omeno di considerare le
I’D-sottocategorie
di t come esaurientiil sistema delle
FD-categorie.
Proveremo cheogni FD-categoria
si
può
considerare comesottocategoria
di ~.Ricordiamo anzitutto
(V. Birkoff, [0])
cheogni
elemento di reticolo distributivofinito
ammetteracppresentazione
irri-dondante come unione di element
U-irriducibili
del reticolo.Sia allora una
FD-categoria,
ed Xoggetto
di~;
indichiamocon
IL(X)
l’insiemedegli
elementiU-irriducibili
diL(X), (escluso
lo
0 ),
e diciamo chiuso un sottoinsieme C diIL(X)
se:È
facile verificare che lafamiglia
dei chiusi diIL(X)
dàad