A NNALI DELLA
S CUOLA N ORMALE S UPERIORE DI P ISA Classe di Scienze
C. B AIOCCHI
Osservazioni sulla definizione di integrale di Bochner
Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Scienze 3
esérie, tome 17, n
o3 (1963), p. 239-253
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DI INTEGRALE DI BOCHNER
di C. BAIOCCHI
(Pavia) (*)
§
1. -Introduzione.
Tra le
generalizzazioni portate
alla definizione diintegrale
diLebesgue
assai feconda è stata
quella
data da Bochner[1] (1)
nel1933,
nellaquale
veniva estesa la definizione di
integrale
a una certa classe di funzioni avalori in uno
spazio
di Banach(la
cosa èripresa più dettagliatamente al § 5).
Anche la definizione di Bochner ha avuto molte
generalizzazioni
ed èstata ritrovata
procedendo
in altrimodi ;
ma in genereogni
estensione del concetto diintegrale portava
una estensione della classe delle funzioni in-tegrabili che, rispetto
alla definizione diBochner,
dava di tale classe unacaratterizzazione assai meno diretta.
Hille e
Phillips [5]
sfruttando una definizione diintegrale
data daDunford
[3,4] analoga
aquella
diBochner,
e una osservazione dello stessoDunford,
hannogeneralizzato 1’integrale
definito in[3]
e hanno chiamatoquello
cos ottenutointegrale
secondoBochner ;
in effetti(cfr. § 5)
tale in-tegrale
contienel’integrale
di Bochner come casoparticolare
e per dipiù
le funzioni
integrabili
secondo[5]
sono caratterizzabili direttamente in ma-niera
analoga
aquelle integrabili
secondo Bochner.In
questa nota,
che è unogviluppo
del lavoro svolto a Pisa colprof.
E. De
Giorgi
nel 1962 per la mia Tesi diLaurea,
è dato unprocedimento
diretto di
generalizzazione dell’integrale
diBochner ;
e dalla assiomatica di[1]
è stato tolto un assiomaperchè (cfr. § 5)
era conseguenzadegli altri ; grazie
ad un teorema di esistenza e unicità si ha la coincidenza traquesto integrale
equello
di[5] ;
cioè si è ritrovata la stessageneralizzazione
con un
procedimento più
diretto inquanto gli
assiomi di[1]
sono 1’esten-sione naturale delle
prime proprietà
classichedell’ integrale
diLebesgue.
Pervenuto alla Redazione il 26 Luglio 1963.
(*)
Lavoro eseguito nell’ambito dell’attività dei gruppi di ricerca matematici delConsiglio nazionale delle ricerche.
(1) I numeri tra parentesi quadre rinviano alla bibliografia.
§
2. -Funzioni
dipunto.
È
dato unospazio
astratto S su cai è fissata unafamiglia 7
di insie-mi, famiglia
numerabilmente additiva suS (2). H
definita una funzione nu-merabilmente additiva
(3)
p:9->- (retta
euclideaestesa)
che è a-finita(4)
ed a valori non
negativi ; inoltre y
ècompleta (5) rispetto
a p.Sia B uno
spazio
diBanach ;
la norma di unelemento p
E B sarà in-dicata con
il p il
.Le funzioni su cui si lavora sono funzioni definite
(quasi ovunque)
inS ed a valori
in B ;
traqueste
chiamerò costanti a tratti su un insieme F ECJ quelle
funzioni tali che sipuò
suddividere F in un numero finito di insiemiFi
Ey
su ognuno deiquali
la funzione siacostante ;
in simbolif
è mi-surabile su F se
Chiamerò
poi
funzioni misurabili funzioniche,
a meno di un insiemedi misura
nulla,
sono ottenibili come limitepuntuale
di funzioni costanti atratti.
Si
può
dimostrare(cfr.
p. es.[3], [4])
che si estendono a tali funzioni misurabili il teorema diSeverini-Egoroif
ed il criterio diWeyl-Riesz
sullaconvergenza in
misura ;
e la dimostrazionepuò
farsi in modocompletamente
simile a
quello seguito
nel caso reale(cfr,
p. es.[2] :
basta sostituire i mo-duli con i valori
assoluti).
Sarà sfruttato nel
seguito
il fatto che una funzione limitequasi
ovunque di funzioni misurabili èmisurabile ; poichè
in[1]
la cosa èsupposta
verasenz’altro e
poichè
non è immediatamentegeneralizzabile
la dimostrazione usuale per le funzioni reali che sfruttaproprietà
caratteristiche di R1 nedo una dimostrazione. Premetto un lemma :
LEMMA 1.2. Una funzione tale che risulta misurabile la sua restrizione ad
ogni
insieme di unafamiglia
numerabile di insiemidisgiunti
è misurabile.(2) Cioè S E è chiusa rispetto a complementazione relativa e a unioni numerabili ;
ne segue immediatamente
che Q
Eàfl
ed éF’ è chiusa rispetto a intersezioni numerabili emassimo e minimo limite.
(3) Cioè se
~ Fili-l, 2,...
è una famiglia finita o numerabile di insiemi disgiunti di9,
P.
(U
=Zi
p(Fi)’
"’
i
(4) Cioè S, se non ha misura finita, è unione numerabile di insiemi disgiunti (o equi- valentemente non decrescenti) di misura finita.
(5) Cioè le condizioni e ~u (N) = 0 implicano ogni M C N (e ovvia-
mente F (M ) = 0).
DIMOSTRAZIONE : Sia una
famiglia
numerabile di insiemi di-sgiunti ;
sia perogni i ~
una successione di funzioni costanti a tratticonvergente
inAi - N~
verso la funzionef ;
e siaPosto
è definita
g (x) = f (x)
per perogni i ; g
è ovn-·oo
viamente misurabile. c. d. d.
TEOR. 1.2. Una funzione che coincida
quasi
ovunque col limite di funzioni misurabili è misurabile.DIMOSTRAZIONE : Essendo 8 o-finito posso
limitarmi,
per il lemma 1.2a dimostrare il teorema nel caso in cui p
(8) +
00. Sia(tutti
i limitisono da intendersi
quasi ovunque)
dove
fn,k (x)
è una funzione costante a tratti perogni n
eogni
k.Per il teorema di
Severini-Egoroff
posso trovare un insiemeAo
con,u
(Ao)
~,c(8) -
2-2 tale cheAo In (x)
converga uniformemente af (x).
Analogamente
troverò una successione di insiemi{~.~}~=i,2..
con~C (~’) · 2-2--’~
taliche fn~ k(~x)~k=1,2..,
converga uniformemente aIn (x)
in00
S - A~, .
Posto A = nee0UAn
e inS1 = ~’ - A
tutte leconvergenze sono uniformi.
Fissata una successione di numeri
reali,
decrescente e tendente a zero,,
sia gli primo
indice tale che perogni
»
x E fissato in tal
modo nh
siakh
ilprimo
indice tale che perogni
Posto è ovvio che la
successione di costanti a tratti converge uniformemente a
f (x)
in fissato 8
>
0sia ~~ 8;
si haper
ogni s
ESi .
Ne segue che è misurabile la restrizionedi f (x)
Sostitu-endo al
posto
di 8l’insieme 8 - Si
eripetendo
tutto ilragionamento
finqui
svolto otterremo che è misurabile la restrizione dif (x)
a uninsieme 82
tale
che p (S2) (~S
-~S1)
·2-1 >
p~S) 2-2 ; procedendo
indefinitamentein
questo
modo si ottiene la misurabilità della restrizione dif (x)
a unasuccessione di insiemi
disgiunti
la cui unionecopre S
a meno di un insie-me di misura nulla. Dal lemma 1.2 segue il teorema.
Molto
impiegato
sarà ilseguente
risultato :TEOR. 2.2. Sia
f : S
- Bmisurabile ;
esiste unasuccessione (
di costanti a tratti
convergenti quasi
ovunque af (x)
e tale cheè non decrescente per
quasi ogni x
E ~5.DIMOSTRAZIONE : Sia una successione di costanti a tratti che converge
quasi
ovunquea f (x).
Sia(h. (X), n~l,
2... una successionequasi
ovunque non decrescente di costanti a tratti che convergono
quasi
ovunquea
il f (x) Il . (Per
l’esistenza di(hn (x)~
cfr. p. es.[2]
pag.294 ; qui
le costantia tratti sono chiamate funzioni
semplici). Pongo
Ovviamente se
fl (x)
= 0 è1m (x)
= 0 perogni
m C n e inquasi ogni
altro
punto
inoltre perquasi ogni
x tale
che j
cioè mentre perquasi ogni x
tale che
f (x) #
0 èg~, (x) ~
0 da un certo indice inpoi ;
inogni
caso per- ciò èquasi
ovunque§
3. -Funzioni d’insieme.
In
questo paragrafo
si lavora su funzioni di insieme definite in7
eda valori in
B ;
ad esse si estendono molte delle definizioni e delleproprietà
delle funzioni
reali ;
peresempio
è immediata lageneralizzazione
della defi- nizione di funzione numerabilmenteadditiva ;
e solo diqueste
funzioniparlerò
inquesto paragrafo.
DEF. 1.3. Data una B si dice variazione
di 9
sul-l’insieme A E
9
e si indica conVy (-A)
il numero :dove il
superiore
è calcolato al variare di 2...n 1 sulla classe di tutte ledecomposizioni
di A in un numero finito di insiemidi 9
due a duedisgiunti.
Se
+
oo p si dice a variazione limitata su A.TEOR. 1.3.
Vlp: ~ -~ (retta
euclideaestesa)
è numerabilmente addi- tiva.DIMOSTRAZIONE : Sia . sia una
decomposizione
in insiemi
disgiunti di y
di AU B :
si ha :/
Prendendo il
superiore
delprimo
membro al variare di si ha Poichè è ovviamente non decrescentebasta,
per ottenere ladisugua- glianza inversa,
limitarsi al caso in cui-E- -
oo. Fissatoe
)
O posso trovare unadecomposizione
di A in insiemidisgiunti (Ai)i-1,2...h
1
e una di tali che
è una
decomposizione
di AU B
in insiemi
disgiunti ;
ne seguee per l’arbitrarietà di 8 si ha l’additività finita.
In
generale
seA,)n-1, 2..
è una successione di insiemidi y
due a duedisgiunti
si haper
ogni k ;
al limiteViceversa se è una
decomposizione
di in insiemi di-sgiunti
si ha :Prendendo il
superiore
delprimo
membro si ba la relazione cercata chedimostra il teorema.
TEOB. 2.3. Una
funzione cp:
a variazione limitata su un insie-me A E
y
è continua(1)
sullafamiglia ’
iDIMOSTRAZIONE : Sia
)=i, 2..
una successione di elementidi iÀn A
conlim = F. Le successioni
(Fn
--~~=1,2 ’" ~ f~2013
2., hanno entramben-m
limite vuoto e
poichè
il teorema cercato è noto per funzioni a valori reali si ha :Dalla relazione si ricava :
cioè
è infinitesimo per n tendente
all’infinito,
ed è la relazione voluta.DEF. 2.3. Una
funzione 99 :
si dice assolutamente continua ri-spetto
a unamisura p: 72013~ RI*
se la condizione ,u(A)
= 0implica cp (A)
= 0.Si estende facilmente un teorema noto per le funzioni a valori
reali ;
e cioè
TEOR. 3.3. Una
funzione cp: ’J -+
13 è assolutamente continuarispetto
a una misura ,u :
9~->
Ri* se e solo se fissato e ~ 0 èpossibile
trovare unq >
0 e un insieme S di misura finita tale che p~ implichi
DIMOSTRAZIONE :
Sia g
assolutamentecontinua; poichè
e
poichè
perVtp
il teorema è noto basta far vedere cheV~
è assolutamentecontinua ;
infatti se ~u(A)
= 0 e F E Aè p (F)
= 0quindi 99 (F)
= 0 cioè~~ (A)
= 0. Viceversa se è verificata la condizione enunciata e se p(A)
= 0per
ogni
ecioè 99 (A)
= 0.DEF. 3.3. Una
famiglia 1pAIA,A
di funzioni d’insieme si diceequiasso-
lutamente continua
rispetto
a una misura ,u se, fissato E> 02
èposs bile
(i) Una funzione q; : g - II si dice continua se per ogni
successione Izl 2..
di elementi di ffn 9 con lim
Fn=
F si ha : lim p(hn)
= 99 (F).n-o
trovare
un q >
0 e un insieme S Eif di
misura finita tali che la condizione:~C
(A
fl8) n implichi Il
f~J).(A) Il
8 perogni A
E A e A E~.
§
4. -Definizione
diintegnale ;
sueproprietà.
DEF. 1.4. Una funzione
f : S
--~ B misurabile si dice sommabilerispetto
alla
misura p : 7
- Rl* sull’insieme A iOvviamente una funzione sommabile su A è sommabile su
ogni
insiemedella
famiglia 9: nA.
DEF. 2.4.
Sia jf
lafamiglia
delle funzioni sommabili sull’insieme A.Sia data una
applicazione jT : jf X :~ fl A -~
B chegode
delleseguenti proprietà :
(2)
sef (x)
= a perogni
(4) se 1 A,,, ~~,=1, 2 ",
è unafamiglia
numerabile di insiemidisgiunti
diIn
queste ipotesi
diremoI ( f F ) integrale
della funzionef
esteso al- l’insieme Frispetto
alla misura p.LEMMA 1.4.
Sia e
lafamiglia
delle funzioni costanti a tratti sommabilisu A. Esiste ed è unica
l’applicazione
I :~’ X 7
fl A - B soddisfacente le(1)-(4).
DIMOSTRAZIONE : sia
f lAi
= ai(i
=1,2,... , n).
Si dovrà avereed è banale verificare per tale
applicazione
le(1)-(4).
LEMMA 2.4. Sia
f
sommabile su A esia fn ~n=1, 2 ...
una successione di costanti a tratti non decrescenti in norma econvergenti quasi
ovunque adf.
Esiste il limI (In, F)
perogni
.F Eyf1
A.DIMOSTRAZIONE :
(cioè
infinitesimo al ten-x. A
dere di m ed n
all’ infinito)
per il teorema diLebesgue
sulpassaggio
al limite sotto il segno di
integrale (applicabile perchè quasi
ovunque Allora è una successione diCauchy
e il lemma è dimostrato.OSSERVAZIONE Ia. La non decrescenza in norma
della fn (x)~
non èessenziale e
può
essere sostituita da con AOSSERVAZIONE IIa. Il limite trovato è
indipendente
dallaparticolare
successione scelta : se
quasi
ovunquecon
S (x)
eS’(x)
sommabili suA,
la successione1 h. (x)~~,-1, 2 ...
che ha alter- nativamente pertermini gn (x)
efn (x)
dà una successioneche è di
Cauchy
inquanto quasi
ovunque; nesegue
l~uguaglianza
dei limiti inquanto
en-trambi
uguali
al limite limI (hn , F).
Si noti anche chel’ipotesi
che le fun-zioni
In (,x)
fossero costanti a tratti è servita solo inquanto
per altre fun- zioni non conosciamo ancora il teorema di esistenza eunicità ;
mapotrà
essere abolita non appena si sia in possesso di tale teorema.
TEOR. 1.4. Esiste una ed una sola
applicazione
che
goda
delle(1).. (4).
DIMOSTRAZIONE :
posto
per lefunzioni g
costanti atratti e in
generale (con
le notazioni del lemma2.4.),
verifico che
gode
delleproprietà (1)...(4)
perquanto riguarda
lef
misurabili
(per
lef
costanti a tratti ègià
stata data come ovvia nel lemma1.4).
La
(1)
segue subito dallacorrispondente
per le costanti a tratti con unpassaggio
allimite ; analogamente
la(3) dopo
aver osservatoche,
se ,non
crescenti j
con tenendo conto della osservazione Ia
al lemma 2.4 si
può
passare al limite.La
(2)
non ha senso per le funzioni non costanti atratti ;
resta solo da verificare la(4)
ed anche essa è ovvia nel caso finito per le costanti atratti e con
passaggio
al limite per le funzioni misurabili. Ingenerale
se{ Fn }n=~,
2... è una successione di insiemidi if
n A due a duedisgiunti,
siha
lim U Fk == Q
e per una notaproprietà dell’integrale
diLebesgue
pern-o k’2:.n
ogni f con il f il
sommabile su A è>
Ne segue
cioè
Per dimostrare 1’ullicità della
applicazione
trovata siaI (f, F)
una ap-plicazione
che verifica le(1) ... (4).
Per il lemma 1.4 se~ per
ogni
F Eifn
A.In
generale
se ~ I- con nondecrescente si
avrà,
per le(1)
e(3),
il che prova il teorema.
D’ora in
poi adoprerò
perl’integrale
solo lanotazione .r
tralasciando Fla notazione
I ~ f, F ).
È
immediatamentegeneralizzabile
a taleintegrale (sfruttando
la(1))
laproprietà
enunciatapiù
sopra perl’integrale
di funzioni reali : se lim = Qn-Cc
si ha
TEOR. 2.4. Sia
f
sommabilesu A ;
è a variazionelimitata su A e
precisamente
DIMOS1’RAZIONE. Per la
(1),
perogni decomposizione
di F in insiemidisgiunti (Fi)i-1, 2 ... Il
si ha :prendendo
ilsuperiore
delprimo
membro al variare di(F~~~_l, 2 ", ~,
si ha :La relazione inversa è ovvia per le costanti a tratti : è :
In
generale
sia funzioni costanti a trattied
equilimitate
in norma da una funzione sommabile. SiaAvrò :
Sommando membro a membro le
precedenti
relazioni perogni i rispetto
auna
decomposizione
di ~’‘ in insiemidisgiunti
si ha :e
prendendo
ilsuperiore
del II° membro al variare di(Fil
Passando al limite per n -~ oo si ha la relazione cercata.
TEOR.. 3.4.
(Generalizzazione
del teorema diLebesgue).
Data una suc-cessione di funzioni misurabili
convergente quasi
ovunque versola funzione
f’ (x)~
sequasi
ovunque conDIMOSTRAZIONE : Già vista alla fine della osservazione Ila al lemma 2.4.
TEOR. 4.4.
(Generalizzazione
del teorema diVitali).
Sia f (x)~~,~1, ~",
una successione di funzioni sommabiliconvergenti quasi
ovunque verso unafunzione f (x).
Condizione necessaria e sufficiente,. 1
affinchè è che le funzioni di
insieme siano
equiassolutamente
continue.DIMOSTkAZIONE. Se
quindi
per ilteorema di Vitali per funzioni reali la successione di funzioni di insieme
i f8 1
è formata da funzioni
equiassolutamente
continue.r
Viceversa se le funzioni sono
equiassolutamente
continueper il teorema di Vitali è fissato e ) 0 sia
S~
un insie-me
di £Fn A
tale che(1) Cosa possibile perchè ,S è o-finito e sono equiassolutamente continue.
Fissato cos
8,
siaI,
un insieme tale chee su
~58
-Ia
la convergenza difn (x)
af (x)
sia uniforme. Sia infine n tale che pern ) n
ex E S8 - Ia
siaSi ha allora
e il teorema è dimostrato. Si noti che anche
qui,
come nel casoreale,
lacondizione
esprime
che ilpassaggio
al limite :è uniforme al variare di F
§
5. - Confronti con ledefinizionj
diBochner [1],
cliDunford [3, 4]
edi Rille -
Phillips [51.
La definizione di Bochner è data in modo
analogo
alla def. 2.4 : le fun- zioni prese in considerazione sono definite inspazi
euclidei con la strutturadi
spazio
mensuralerispetto
alla misura diLebesgue,
le definizioni di fun- zione costante atratti,
funzione misurabile e funzione sommabile sono iden- tiche aquelle
date neiparagrafi
2 e4 ;
e la definizione diintegrale
è dataanalogamente
alla def. 2.4 congli
assiomi(1), (2), (3), (4),
e inpiù
il se-guente
assioma :(5)
Se( fm (x)
è una successione di funzioni misurabili che converger
quasi
ovunque af (x) ;
sequasi
ovunque èallora per
ogni
insieme misurabile secondoLebesgue.
Per i teoremi
1,
4 e2,
4 tale definizione coincide con la definizione 2. 4 in cui si sostituisca Rn alposto
di- e la struttura mensurale di ~~ siaquella
definita dalla misura diLebesgue ;
cioè la def. 2. 4 è una estensionedell’integrale
di Bochner e inquesto
l’assioma(5)
è sovrabbondante epuò
essere eliminato.
Dunford
[3, 4]
diede laseguente
definizione diintegrale.
Sia
CJ1
lafamiglia
delle funzioni definite inRn,
a valori in unospazio
di Banach
B,
uniformemente continue e di normaintegrabile.
_
si definisce
1’integrale (a
valori inB)
e si indica conf à,u
come limite delle somme di
Mengoli-Cauchy
relativea f ed
alla misura diLebesgue,
limite la cui esistenza è una banale conseguenza dellaipotesi
della continuità uniforme
di f e
dellaintegrabilità
diil f (x) 11
. Laquantità
--
è una norma
su cM rispetto
a cui non ècompleto ; detto -9 ~il completamento
astratto di~
si vedeche -7
è identificabile a unafamiglia
di classi diequivalenza
difunzioni, rispetto
alla relazionef - g
= 0se
f (x)
- g(x)
= 0quasi
ovunque.Tali funzioni si diranno
integrabili.
-
Perf E ck
si ha 3Ìoè la trasformazionelinearej i
è limitata e
può
essereprolungata
a tutto5~
l’elemento di BJ f dp
si diràintegrale
della funzioneintegrabile f.
Con tali definizioni si verifica facilmente che
se 1
« converge »a f
nel senso che
allora
Dunfõrd
stesso osservò che è densain 9
la classecg
definita da :i -
è misurabile secondo
Bochner ; f
assume1 -1
al
più
una infinità numerabile di valorie che
se f E 9~
cioè s(la
serie ha senso inquanto
converge assolutamente essendo iIn altre
parole
la classe0L poteva
essere sostituita alla classe~
nella definizione diintegrale.
Dunford si fermòqui
e la sua idea è stataripresa
da
Hille-Phillips [5] che,
osservando che la definizione di non richiedeuna
topologia
sullospazio
di definizionedi f ma
solo una struttura mensu-rale,
hanno esteso la definizione di[3]
inquesto
modo :Sia B uno
spazio
diBanach ; (by, ~, ,u)
sia unospazio
mensuralea-finito;
sia
9L
la classe :( f: S - B ; f
è misurabile nel senso della definizione delf
assume alpiù
una infinità numerabile divalori).
Per
f E
= ai si pongaSia 9
la classe delle funzionif : S
-~ B tali che esiste una successionef,?
di elementi di9L
per cui si dirà succes-s sione
approssimante
dif ).
Let funzioni di
~
si dicono funzioniintegrabili.
Si verifica facilmente
che,
sef E 9,
esiste ed èindipendente
dalla par- ticolare successioneapprossimallte
il limite perogni
m--·oo F
Tale limite si indica con
f d,u
e si diceintegrale
della funzione inte-F
grabile f
esteso all’insieme F.Con tali definizioni
Hille-Phillips [5,
pagg.79-82]
hanno dimostrato che :(a)
sef E 9
allora(b)
selE 9
alloraf
è misurabile nel sensodel §
2.I
è una seminorma su lospazio
normato associato è com-pleto
(à)
è lineare limitata(e)
se è una successione di elementi diy
due a duedisgiunti
f8 I»
si ha
Da
(a), (b), (c) prendendo per S
lospazio
euclideo Rn con la struttura mensurale definita dalla misura diLebesgue
si ritroval’integrale
di Dun-ford ;
cioè effettivamentel’integrale
di[5]
è una estensione diquello
di[3].
Da
(a), (b), (d), (e)
e dal teor. 1.4 seguel’equivalenza
tral’integrale
di[5]
equello
della def.2.4;
cioè effettivamentel’integrale
diHille-Phillips
èuna estensione di
quello
di Bochner.BIBLIOGRAFIA
[1]
BOCHNER S. « Integration von Funktionen deren werte die Elemente eines Vectorraumes sind » Fund. Math. vol. XX (anno 1933) pag. 262-276.[2]
CAFIERO F. « Misura e integrazione » Monografie matematiohe del Consiglio Nazionaledelle Ricerche.
[3]
DUNFORD N. « Integration in general analysis » Trans. Amer. Math. Soc., vol. 37 (1935)pagg. 441-453.
[4]
DUNFORD N. « Uniformity in linear spaces » Trans. Amer. Math. Soc. vol. 44 (1938)pagg. 305-356.
[5]
HILLE E. PHILLIPS R. S. « Functional analysis and Semi-groups » Am. Math. Soc. 1957.5. Annali della Scuola Norm. Sup, . P sa.