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Malattie dell’apparato digerente

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Academic year: 2022

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Malattie dell’apparato digerente

(2)

Regioni dell’addome

 L’addome può essere diviso in 9 regioni mediante linee virtuali verticali e orizzontali;le due linee

verticali sono i prolungamenti delle linee

emiclaveari e raggiungono il punto di mezzo delle pieghe inguinali;la linea orizzontale superiore

attraversa l’addome al livello della decima

cartilagine costale;la linea orizzontale inferiore

congiunge le due spine iliache anteriori

(3)

Quadranti dell’addome

Le tre mediane dall’alto verso il basso sono:

Epigastrio ,mesogastrio ,ipogastrio

Le sei regioni laterali sono: le regioni

ipocondriache,superiori,l e regioni del fianco e le regioni della fossa

iliaca,inferiori

(4)

Cenni di anatomia e fisiologia

 L’apparato digerente è costituito da un canale lungo 10-12 metri,che si estende dalla bocca

all’ano e dalle ghiandole extraparietali annesse ,le ghiandole salivari ,il fegato e il pancreas.E ‘

costituito da otto segmenti:

 La bocca,la faringe,l’esofago,lo stomaco,l’intestino tenue,l’intestino crasso,il retto e l’ano.

 L’apparato digerente è adibito all’assunzione

,all’elaborazione e all’assorbimento degli alimenti

ed alla espulsione delle scorie.

(5)

Stomaco

Costituito da tre porzioni::

Fondo, corpo e porzione pilorica

(6)

Intestino tenue

Misura circa 6-8 metri.E’

diviso in :

Duodeno ,digiuno,ileo Funzioni :assorbimento delle sostanze nutritive attraverso i villi

intestinali,produzione di muco ,produzione di enzimi da parte delle

ghiandole intestinali(cripte di Lieberkuhn) e

produzione di ormoni.

(7)

Intestino crasso

Misura circa 1,5-2 metri Diviso in:cieco,colon ascendente,colon trasverso,colon

discendente,sigma,retto e ano.

Funzioni di :assorbimento

dell’acqua,serbatoio delle feci ed espulsione delle feci

(8)

Malattie dell’esofago

 Approccio semeiologico

 Pirosi retrosternale:consiste nella sensazione di un bruciore

localizzato in regione retrosternale,spesso irradiato verso il collo.E’

provocato da reflusso di materiale acido in esofago(MRGE)

 Disfagia:le alterazioni della deglutizione possono originare da

problemi nel trasferire il bolo alimentare dall’orofaringe all’esofago superiore(disfagia orofaringea-danni meccanici e neurologici)o da un alterato trasporto del bolo lungo il corpo esofageo(disfagia

esofagea,ostruzioni meccaniche o disturbi della motilita’)

 Odinofagia:dolore acuto retrosternale provocato dalla deglutizione che limita il normale introito quantitativo di cibo(esofagite erosiva severa,esofagite infettiva)

(9)

Semeiotica strumentale

Endoscopia del tratto digestivo superiore:Consente la visione diretta del viscere e l’effettuazione di prelievi bioptici,dilatazioni delle

strutture,terapia dell’acalasia,delle varici esofagee,di polipi,il

posizionamento di endoprotesi o stent metallici,la laser terapia e la terapia fotodinamica delle lesioni maligne

Cinefluorografia:consiste in immagini radiologiche riprese in rapida seguenza durante la deglutizione del bolo baritato

Esame radiologico dell’esofago con contrasto: differenzia le lesioni meccaniche dalle alterazioni della motilita’

Manometria esofagea:consente di studiare la motilita’ esofagea con uun catetere provvisto di tre o piu’ sensori pressori che studiano la pressione al livello degli sfinteri esofagei(inf-sup) e del corpo esofageo

Ph-metria esofagea: consiste nello studio del Ph esofageo mediante una piccola sonda collegata ad uno strumento di registrazione di PH

portatile(24 h)

(10)

Malattia da reflusso gastroesofageo

 MRGE identifica uno spettro di manifestazioni cliniche ,accompagnate o meno da danno tessutale,legate al reflusso di materiale gastrico e duodenale in esofago.Il materiale gastrico (PH < 3,9) è estremamente caustico per la mucosa esofagea e rappresenta il principale

agente lesivo per la maggior parte dei pz.Normalmente il materiale acido refluito in esofago viene neutralizzato dai bicarbonati presenti nella saliva e dalla peristalsi

esofagea,ma un ‘alterazione di questi due aspetti puo’

alterare la clearance esofagea (sclerodermia,sindrome di CREST,ernie iatali,alterazioni dello svuotamento

gastrico)

(11)

Anatomia patologica

 Si distinguono in 4 gradi di gravita’ di esofagite:

 1°grado:esofagite semplice-la mucosa appare iperemica ed edematosa

 2°grado:esofagite ulcerativa- sulla superficie della mucosa sono presenti ulcerazioni con tendenza al sanguinamento

 3°grado:esofagite ulcerativa con rigidita’ della parete-i

fenomeni sono di natura cronica e hanno comportato una proliferazione connettivale fibrosa che provoca

ispessimento e rigidità dell’esofago

 4°grado:stenosi-la retrazione cicatriziale del tessuto

connettivo provoca il restringimento irreversibile del lume

esofageo e l’accorciamento dell’organo con conseguente

attrazione del cardias nell’esofago

(12)

Sintomi ed obiettivita’

• Pirosi retrosternale di entita’ variabile

• Disfagia

• Odinofagia

• Rigurgito

• Scialorrea accessionale ed eruttazioni

• Dolori toracici e sintomi respiratori

• Raucedine e sensazione di bolo al livello cervicale

• Emorragia acuta (più rara )o cronica( più

frequente)

(13)

Diagnosi

 Anamnesi :pirosi ,rigurgiti

 EGDS:indagine di scelta per documentare tipo ed estensione del danno tessutale

 Studio radiologico dell’esofago con Bario:utile solo in presenza di disfagia

 PH-metria esofagea:rappresenta il miglior metodo di studio per documentare la presenza di acido

 Manometria esofagea:per individuare la sede

dello sfintere esofageo inferiore e per definire la

motilita’ esofagea in pz candidati ad intervento di

chirurgia antireflusso

(14)

Terapia

Risoluzione della sintomatologia acido correlata:

1)cambiamento dello stile di vita(abolizione di fumo,alcol,caffe’ ,tè,cioccolata,menta,brodo di carne,bevande gassate,alimenti acidi e riduzione dei grassi

2)Postura e alimentazione:pasti piccoli e frequenti,una buona masticazione e un ritmo di masticazione non affrettato,riducono la secrezione acida e migliorano lo svuotamento dello stomaco.E’ importante non coricarsi prima di tre ore dal pasto e che sollevi la testiera del letto di almeno 15 cm

3)dimagrimento

4)terapia farmacologica:

H2 antagonisti(ranididina) garantisce un beneficio sintomatologico ,ma non cura l’esofagite

Farmaci procinetici(cisapride,domperidone)aumentano la pressione dello SEI favoriscono la clearance esofagea e lo svuotamento gastrico

Inibitori di pompa protonica(omeprazolo)guarisce almeno 90% dei casi

Ripristino della barriera tra esofago e stomaco:

Intervento chirurgico di fundoplicatio eseguito per via laparoscopica o laparotomica.E’ indicato in quei pz che non rispondono a terapia medica,o che presentano complicanze respiratorie,e ripetute dilatazioni(efficacia 85%)

(15)

Complicanze

• Esofago di Barret:è una metaplasia che si estende per più di 2-3 cm,con la presenza di ulcerazione

esofagea.Questa condizione si può tramutare in un adenocarcinoma dell’esofago.

• Stritture peptiche: è la formazione di queste stritture on corrispondenza della linea Z che provocano un

restringimento del lume esofageo e costringe il pz a

ripetute dilatazioni endoscopiche

(16)

Diverticoli dell’esofago

• I diverticoli dell’esofago sono delle estroflessioni circoscritte della parete dell’organo

paragonabili proprio a delle vere e proprie

“tasche”extraesofagee.

(17)

Patogenesi

 Possono essere acquisiti o congeniti

 In quelli acquisiti bisogna considerare tre aspetti:

 1) debolezza circoscritta o secondaria della parete esofagea(diverticoli cervicali come quello di

Zenker)determinato da processi infiammatori estrinsechi dell’esofago

 2)pressione abnorme endoesofagea,caratteristica tipica nelle alterazioni funzionali dell’esofago e dei suoi

sfinteri(spasmo esofageo)

 3)trazioni dall’esterno sulla parete esofagea da parte di

processi patologici contigui,che evolvendo verso la sclerosi

con retrazione tira sulla parete esofagea sollecitandola ad

estroflettersi

(18)

Sintomatologia

 Dipende dalle dimensioni

 Disfagia:può essere grave e costante

 Presenza di una tumefazione laterocervicale sopraclaveare che aumenta durante il pasto

 Deglutizione rumorosa:per rumori di gorgoglio determinati dal passaggio degli ingesti(solidi ,liquidi,gas) in una grossa sacca diverticolare

 Alitosi:dovuta ai gas fetidi usciti dai processi putrefattivi che avvengono nel diverticolo

 Broncopolmoniti ab ingestis ad evoluzione verso ascessi

polmonari

(19)

Diagnosi

• Si esegue con l’esame

radiologico con mezzo di contrasto

• Esofagoscopia

• Manometria esofagea

(20)

Terapia

• Se i diverticoli sono piccoli e asintomatici non richiedono alcuna terapia.

• Trattamento chirurgico:diverticolectomia chirurgica associata a miotomia

extramucosa estesa a tutta l’area di alta

pressione rilevata con la manometria

(21)

Complicanze

• Emorragie:mai gravi che si manifestano con perdite occulte o rigurgiti ematici

• Flogosi:diverticoliti,mediastiniti,empiemi pleurici

• Perforazioni nel mediastino:gravi mediastinite

• Broncopolmoniti ab ingestis

• Trasformazione neoplastica:carcinomi in

diverticoli

(22)

Tumore dell’esofago

• Il carcinoma dell’esofago è il più frequente tumore maligno

dell’esofago anche se negli ultimi anni si è ridotta notevolmente

l’incidenza.Colpisce prevalentemente il sesso maschile e la popolazione

orientale.

(23)

Eziopatogenesi

• Fattori di rischio primario sono considerati il fumo di tabacco e l’alcolismo.Un incremento dell’incidenza si ha soprattutto nei soggetti che hanno avuto lesioni esofagee da

caustici,radiazioni o stasi da lunga

durata(acalasia cardiale non trattata).Inoltre anche nei pz affetti da “esofago di Barret” e da malattia da MRGE si ha una notevole

incidenza della malattia

(24)

Sintomatologia

 Disfagia :è il sintomo più frequente inizialmente solo per i solidi

 Anoressia e calo ponderale

 Polmonite ab ingestis :nelle forme ostruttive complete

 Dolore retrosternale :per interessamento delle strutture mediastiniche

 Raucedine:per compressione sul nervo laringeo ricorrente

 Emorragia:prevalentemente occulto ma anche massivo e letale quando infiltra l’aorta

 Alterazioni paraneoplastiche:ipercalcemia ,sindrome di

Cushing

(25)

Diagnosi

 Esami ematici:aspecifici ,anemia,alterazioni delle transaminasi e fosfatasi alcalina(metastasi ossee),ipoalbuminemia

 Rx del torace:mette in evidenza la presenza di adenopatie ,allargamento del mediastino e metastasi ossee o polmonari

 Rx dell’esofago con mezzo di contrasto:permette di evidenziare lesioni polipoidi,infiltranti o ulcerate

 Esofagoscopia:permette la visione diretta del lume dell’organo e la possibilità di eseguire biopsie

 Ecoendoscopia:permette di essere più accurata dell’esofagoscopia perche da una valutazione degli spessori e delle metastasi

linfonodali

 TAC:permette la stadiazione del tumore e le eventuali metastasi

(26)

Terapia

 L’approccio terapeutico al cancro dell’esofago dipende dallo stadio della malattia.Se inoperabile si eseguira’:

 Terapia palliativa che puo’ essere:resezione

chirurgica(per risolvere la disfagia),terapia radiante(per ridurre il dolore e la disfagia),terapia endoscopica con posizionamento di stent autoespansibili o attraverso laser terapia(per migliorare la disfagia)

 Terapia curativa che si effettua con l’intervento

chirurgico: esofagectomia transiatale con anastomosi

dello stomaco all’esofago cervicale

(27)

Note generali di assistenza al pz sottoposto a intervento chirurgico dell’esofago

Sorvegliare attentamente il /o i drenaggi

Controllare le caratteristiche e la quantita’ del liquido drenato

Praticare un’accurata igiene del cavo orale

Prevenire le lesioni da decubito della narice determinate dal sondino a permanenza

Aspirare il sondino e osservare le caratteristiche del materiale aspirato

Provvedere ad una corretta reidratazione e nutrizione per mezzo di infusioni venose o di NPT

Sospendere l’alimentazione orale per almeno 10-12 giorni dopo l’intervento

Riprendere con una dieta liquida

Sorvegliare attentamente il pz durante la prima assunzione per os

Continuare la rialimentazione in modo lento e graduale con poltacei frazionati a pasti piccoli e frequenti

(28)

PATOLOGIE DELLO

STOMACO

(29)

Gastriti

 Le gastriti sono processi infiammatori a carico della mucosa dello stomaco.Possiamo distinguere le gastriti in tre categorie:

 1)gastrite erosiva ed emorragica

 2)gastrite non erosiva

 3)gastrite specifica ad un disordine particolare

 Possono essere divise anche in:

 1)gastriti acute:infettive,chimiche,esogene(sostanze chimiche),endogene(gastriti uremiche)

 2)gastriti croniche:da cronicizzazione di processi

acuti,autoimmunitarie

(30)

Sintomatologia

Gastriti acute

 Inappetenza

 Nausea

 Vomito

 Dolori epigastrici che regrediscono con

l’ingestione di cibo

 Modesti

sanguinamenti,fino all’ematemesi o alla

melena(nelle forme erosiva emorraggica

Gastriti croniche

• Stessa sintomatologia di quelle acute ma piu’

resistenti al trattamento

• Inappetenza ai cibi carnei

• Anemia ipocromica(deficit alimentare)

• Anemia ipercromica(ridotta produzione del fattore

intrinseco di Castle)

• Perdita di peso

(31)

Diagnosi

 Anamnesi:storia di abusi alimentari o di uso sconsiderato di terapia con FANS o cortisonici

 Esami ematici:non ci sono dati di laboratorio specifici(anemia?)

 Esame endoscopico:(ottimo anche per fare diagnosi differenziale con situazioni più gravi come l’ulcera peptica e le varici esofagee) si può presentare come petecchie ed erosioni superficiali che variano di numero

 Determinazione dell’attivita’ ureasica:tramite prelievo bioptico

 Ricerca immunologica:anticorpi IgG anti –Hpylori

 Breath test(test del respiro):indicano la presenza di infezione attiva e rappresentano pertanto test di scelta per lo screening non invasivo dell’infezione da H pylori

(32)

Terapia

 Controllo della dieta:riduzione dell’alcol

 Terapia farmacologica:

 H2-antagonisti(ranididina):ottimo beneficio al livello delle patologie duodenali e delle gastriti da FANS

 Farmaci di barriera(sucralfato):per ridurre la secrezione acida

 Inibitori di pompa protonica(omeprazolo):riducono le possibilita’ di sanguinamento

 Terapia specifica contro H-pylori:antibiotici

 Trattamento acuto contro l’emorragia nelle forme

erosive-emorragiche

(33)

Malattia ulcerosa

• L’ulcera peptica è una lesione della mucosa gastrica o duodenale che si

verifica quando i fattori difensivi ,presenti al livello della mucosa,vengono

sopraffatti da fattori aggressivi

endoaddominali quali l’acido o la

pepsina.Quindi è un processo di

autodigestione.

(34)

Etiopatogenesi

 Ci sono tre cause principali

 1)infezione da H.Pylori

 2)utilizzo cronico di FANS e condizioni nelle quali sussiste una ipersecrezione acida(sindrome di Zollinger-Ellison)

 3)iperparatiroidismo primitivo

 Fattori secondari:

 Assetto neuro-vegetativo costituzionale

 Disordini dietetici

 Tabagismo

 Reflussi biliari duodeno-gastrici

 Stress

(35)

Sintomatologia

 Dolore epigastrico:dispepsia,rappresenta il sintomo per eccellenza,è localizzato in sede epigastrica e non è in genere molto intenso.E’ un dolore sordo,sensazione di malessere,come vuoto da fame ed è caratterizzato da ritmicita’ e periodicita’(ritmicita significa che il dolore fluttua in intensita’ dal giorno alla notte,periodicità che il dolore si presenta della durata di parecchie settimane e poi scompare per mesi o anni)

 Nausea

 Anoressia

 Modesti sanguinamenti

(36)

Diagnosi

 Esami di laboratorio:sono normali nella malattia ulcerosa peptica senza complicazioni.A volte è presente un’anemia per il

sanguinamento cronico.Altre volte ci può essere un incremento

dell’amilasi può indicare penetrazione dell’ulcera nel pancreas.Altre volte leucocitosi può suggerire la possibilita’ di penetrazione o

perforazione.La ricerca della Gastrina per escludere una sindrome di Zollinger-Ellison.

 Endoscopia:è l’esame di scelta perche’ garantisce accuratezza

diagnostica con la possibilita’ di eseguire biopsie e fare diagnosi di infezione di H.Pylori

 Radiologia:l’esame dello stomaco a doppio contrasto utile per screening in pz dispeptici senza complicanze

 Ricerca dell’H.Pylori:è importante per la patogenesi dell’ulcera e si effettua tramite prelievo endoscopico o tramite breathtest(poco importanti i falsi negativi)

(37)

Terapia

 Alimentazione : equilibrata e bilanciata ad intervalli regolari

 Riduzione del tabagismo

 Terapia farmacologica:basata su tre categorie di farmaci:

 1)Antiacidi e antisecretori:a)inibitori della pompa

protonica(mezz’ora prima dei pasti),inibiscono la secrezione acida)antagonisti dei recettori H2 anche questi inibiscono la secrezione acida ma soprattutto notturno

 2)Farmaci protettori della mucosa:il sucralfato agisce formando una barriera protettiva contro acido bile e pepsina e stimola la

produzione di muco e bicarbonato e favorisce la riparazione

 3)Farmaci eradicanti l’H.Pylori:è basata sull’uso di ranididina ,inibitori di pompa associati a due antibiotici per 7 giorni

 Trattamento chirurgico:indicato solo in caso di complicanze con lo scopo di ridurre la secrezione acida(vagotomia)

(38)

Tumori dello stomaco

• L’adenocarcinoma dello stomaco rappresenta il tipo di cancro più diffuso al mondo .Colpisce

maggiormente il sesso maschile con incidenza massima dopo i 60

anni.Colpisce principalmente le

popolazioni del Giappone ,Cile e

Colombia.

(39)

Eziologia

• Helicobacter Pylori

• Gastrite cronica atrofica con metaplasia intestinale

• Anemia perniciosa

• Storia di resezione gastrica

parziale(anche benigna)

(40)

Sintomatologia

• Asintomatico fino a quando non è abbastanza avanzato

• Sintomi dispeptici associati a perdita di peso in pz con più di 40 anni

• Anemia sideropenica

• Dolore epigastrico

• Anoressia

• Senso di sazietà

• Ematemesi e melena (nelle formazioni ulcerate)

(41)

Diagnosi

 Esame obiettivo:segno di Virkov(linfonodo sovraclaveare sn

ingrossato),un nodulo ombellicale,uno scalino rettale rigido(scalino di Blummer)

 Esami di laboratorio:anemia sideropenica,alterazione degli enzimi epatici (in caso di metastasi)

 Esame endoscopico:biopsia ,”brushing”,

 Esame radiologico:rx con contrasto di bario(non efficace nelle lesioni piccole o superficiali)

 TC addominale e ecoendoscopia :delimita l’estenzione e le eventuali metastasi

 Stadiazione:Sistema TNM(T1-T4=invadono sottomucosa-muscolare- sierosa-strutture adiacenti/N0-N2=nessun linfonodo-linfonodi

perigastrici-linfonodi a distanza maggiori di 3 cm)

(42)

Terapia

• Resezione chirurgica

curativa:gastrectomia subtotale distale con linfadenectomia

regionale,gastrectomia totale

• Terapie palliative:gastrodigiunostomia

per prevenire l’ostruzione

(43)

Prognosi

• La sopravvivenza

complessiva a 5 anni del carcinoma gastrico è

solo del 10-15%

(44)

Posizionamento di un Sondino naso - gastrico

 Introduzione di un tubo flessibile in materiale

sintetico nello stomaco

attraverso il naso

(45)

Indicazioni

• Prelievo di contenuto gastrico a scopo diagnostico

• In corso di occlusione intestinale meccanica per drenare all’esterno il materiale gastrico

• Per somministrare farmaci o nutrienti in particolare nei pz in coma

• Per eseguire la gastrolusi o in corso di

emorragie del tratto gastro-intestinale

(46)

Controindicazioni

• Pazienti con varici esofagee ,

esofagiti

(47)

Materiale occorrente

 Sondino naso gastrico(di vario calibro=Fr,radiopachi)

 Sondino per enterale:più piccoli e morbidi provvisti di un mandrino

 Busta di raccordo per la raccolta del materiale gastrico

 Lubrificante

 Telo pulito

 Bicchiere d’acqua

 Cerotto adesivo

 Siringa monouso

 Fonendoscopio

 Garze

(48)

Tecnica d’introduzione

Illustrare la tecnica al pz per avere la sua collaborazione

Invitare il pz a rimuovere la dentiera

Invitare il pz a sedersi,a soffiarsi il naso ad estendere il collo

Porre un telino sul petto

Verificare la pervieta’ delle narici

Calcolare la lunghezza del sondino e raccordarlo alla busta

Indossare i guanti e lubrificare il tubo

Inserire il tubo nella narice fino al rino faringe

Invitare il pz a piegare la testa in avanti e a deglutire(magari con un po’

d’acqua)mentre si spinge il sondino ruotandolo fino al punto di riferimento

Se il pz non è cosciente inserire un dito in bocca per stimolare il riflesso della deglutizione favorendo la progressione del sondino

Fissare il sondino con un cerotto al naso del pz

Accertarsi che il sondino sia nello stomaco:aspirazione del sondino,posizionare l’estremita’ del sondino nell’acqua per vedere se si trova nell’albero

respiratorio,auscultazione con fonendoscopio

(49)

Nei giorni successivi

• Osservare una corretta igiene orale quotidiana

• Le S.E. devono essere lavate con acqua

• Pulire il sondino al livello della narice

• Controllare la presenza di decubiti locali

• Osservare una posizione semiortopnoica

(50)

Rimozione del S.N.G

• Guanti monouso

• Garze

• Bacinella

• Siringa da 20 ml

• Bicchiere d’acqua

• Traversa

• Pinza

(51)

Tecnica d’esecuzione

 Illustrare l a procedura

 Porre il pz in posizione seduta

 Staccare il cerotto dal naso e liberare il sondino da altri sistemi di fissaggio

 Indossare i guanti e disporre la traversa

 Aspirare il materiale gastrico

 Invitare il pz a mantenere il respiro e sfilare rapidamente il sondino

 Provvedere all’igiene del naso e a curare eventuali

irritazioni

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