R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
E NRICO M AGENES
Sull’equazione del calore : teoremi di unicità e teoremi di completezza connessi col metodo d’integrazione di M. Picone. Nota II
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 21 (1952), p. 136-170
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DI UNICITÀ E TEOREMI DI COMPLETEZZA CONNESSI COL METODO D’INTEGRAZIONE
DI M. PICONE
Nota II
(*)
di ENRICO MAGENES(a Padova))
Questa
nota faseguito
alla Nota I dallo stessotitolo,
con-tenuta in
questi
stessi Rendiconti(v.
pag. 99 eseg.) ;
ad essa ri-mando per l’introduzione al
problema
che tratterò, per le nota- zioni e la nomenclatura e per labibliografia.
Nella Nota I si sono dimostrati teoremi di unicità
(e quindi
teoremi di
completezza
ad essiconnessi)
per variproblemi
alcontorno relativi
all’equazione
del caloreSi è
però
solamente dato un cenno(v.
n. 6 della suddettaNota)
del cosidettoproblema «misto »,
consistente nell’asse- gnare la soluzione u sulla « base » inferiore del dominio T, in cui si considera la(I),
ancora su unaparte
della super- ficie « laterale » s di v e una combinazione linea.re di u e di au sulla rimanenteparte
di 8; e si è messa in luce la difficoltàav p ’
che si incontra se lo si vuol studiare con lo stesso metodo ado-
perato
pergli
altriproblemi
al contornotipici
della(I).
In
questa
Nota II ilproblema « misto »
.viene studiato ap-poggiandosi
ad un’estensioneopportuna
di una nota identità*) Pervenuta in Redazione il 2 giugno 1952.
integrale,
secondo unprocedimento sviluppato
da G. FICHWR&nell’analogo problema
misto per leequazioni
ditipo
ellittico[8] ~).
Lamaggior
difficoltà si è incontrata nello stabilire al-cune
maggiorazioni
diintegrali (n. 2),
necessarie perl’applica-
zione del metodo
(n. 3). Queste maggiorazioni
hanno permesso anche disviluppare
unostudio, più approfondito
diquello
che era stato finora
fatto,
delleequazioni integrali
a nucleosingolare
checompaiono
nella teoriadell’equazione
delcalore,
in
particolare
perquanto riguarda
il nucleo risolvente.Conseguenza
immediata del teorema di unicità sonopoi
iteoremi di
completezza
hilbertiana di taluni sistemi di fun- zioni e inparticolare quella
di un sistema di funzioniottenute opportunamente
dai cosidettipolinomi parabolici omogenei
edalle loro derivate normali
(n. 4).
Nel n. 5 vengono
rapidamente
estese leproprietà
deinoti
integrali analoghi
aipotenziali
disemplice
e didoppio strato, già
considerati nel n. 2 della Nota I nel caso di « di- stribuzioni » dellatemperatura sommabili,
anche al caso di« distribuzioni » non sommabili mediante l’uso
dell’integrazio-
ne secondo
STIELTJES ; queste
estensionipermettono poi
di di-mostrare,
in un modoanalogo
aquello sviluppato
dal FicH~~nei lavori
[9]
e[ 10 ]
relativi alleequazioni
ditipo ellittico, proprietà
dicompletezza
nellospazio
delle funzioni continue per i sistemi deipolinomi parabolici omogenei
e delle loro de- rivatenormali,
ritrovando tra l’altro nel caso m = 1 risultati di G. CIMMINO(v.
la nota9)
del n.5).
Nel n. 6 viene infine dato un cenno sull’
applicazione
deiteoremi di
completezza
hilbertiana diquesta
Nota e della pre- cedente al metodo dei minimiquadrati
per il calcolo della solu- zione neiproblemi
al contorno per la(I).
1. - Teoremi
preliminari.
- Mettiamoci nelleipotesi
suldominio c del n. 1 della Nota
I,
usando esattamente le defi- nizioni e il simbolismo ivi introdotti.1) I numeri tra parentesi quadre si riferiscono alla Bibliografia finale della Nota I.
LEMMA. I: Posto per
ogni coppia
di
punti
di srisulta per
ogni y’ ~ y"
essendo K una costante
positiva (indipendente
da M eN).
Dimostriamo il lemma per
G(M, N);
in modoanalogo
sipuò
dimostrarlo perG(M, N)
eN).
Possiamo supporre, senza ledere la
generalità
date leipo-
tesi di
regolarità
fatte sullasuperficie s,
che ilpunto
N abbiacoordinate
(0, 0, y’)
cony’
>0,
ilpunto
M coordinate(xl , x’2, y")
con
y’’ y’
e che 1’ asse xa siaparallelo
edugualmente
orientato alla normale a 8 in N cosicchè la
superficie 8
inun intorno 8w di N si possa
rappresentare
conl’equazione
0,= con continua con le sue derivate
prime
e
seconde,
per(m1) y)
variabile in un certo intorno (a) di(O, y’)
sul
piano y),
e per dipiù
costanterispetto
a y.Ricordiamo
poi che,
se R e S sono duepunti di s,
E. E. LEVIha dimostrato che è
B essendo una costante
positiva indipendente
da R e S2 ).
2) La (3) segue dai n. 5 (in particolare formula (5)) e 3 (in parti- colare formula (6)) di [13].
Inoltre osserviamo che la funzione
G(M, N)
è funzione con-tinua di
(M, N)
inogni coppia (1’tTo, No)
dipunti
di s non coin-cidenti
3).
Possiamo
quindi
affermareche,
fissato un intorno8’Ci)
diN,
chiuso e tutto interno
ad 8Ci) ,
esiste una costante k* taleche,
per
ogni punto
M esterno a8’Ci)
si abbiaSupposto
allora Mappartenente
ad8’w
si avràL’integrale
esteso a 8 - 8w è funzione continua delpunto
M
per M
variabile in8’ (ij
equindi
in modulo minore di unacerta costante
k**; sicchè,
indicata conc~ (y’ )
laparte
di òper cui è y
> y’
e cony)
le coordinate diQ,
si avràper ~
variabile in8’w
B* essendo
un’opportuna
costantepositiva.
Si tratterà
quindi
di studiaregli integrali
deltipo
3) Ciò si ottiene immediatamente, con artifici noti in questioni di questo tipo, dai ragionamenti citati nel n. 2 della Nota I, che servono per dimostrare la continuità rispetto a N variabile su s dell’integrale
Si osservi allora anzitutto che costante
rispetto
a y si haA essendo il massimo del modulo di anche
in 6);; in
particolare
Sicchè si avrà
A* essendo
nn’ opportuna
costante. Senzatogliere
genera-lità, potremo
supporre chew (y’ )
sia unrettangolo
deltipo
- 8 ~ xi :2r-
8, y’ ±
y:5 y’ +
~~ ; sicchè l’ultimointegrale
orascritto, posto
diventerà
lo indicheremo con
~(~e; a’, ~’)
e sarà funzione di x’’e di e per 8 C ~" a e per e variabile in un intorno destro limitato dello zero, lo zero stesso escluso.
Si consideri ora la funzione delle 4 variabili reali
x, t,
e, ~"per t ~ 0, a
>0, o
e x"qualunque. ; fissati t,
e, o studiamolacome funzione della sola a".
Se a =
0 f
è semprepositiva ;
inoltre èlim f
= 0 eperciò
il massimodi f
si ottiene per = a? ed èuguale
a(t . Dunque
per ex = O è semprePer a >
0 f
èpositiva
per x"=~=
x, si annulla per (i)" = o ed ha ivi il minimoassoluto ;
inoltre derivando per si havalendo il segno
-~-
o il - secondo che è x" oppure al’si ha
dunque l’ t/Ø"==
0 se~’’ _ ~ ±’~/2a(t + e).
Inoltre è ancora ,lim f = 0,
sicchèla f
assume il suo massimo assoluto011 --. o0
________
nei
punti
risultando iviuguale
aDunque,
se a >0,
risulta sempreFacendo la convenzione che sia 0°
=1,
la(8)
sipuò
farrientrare nella
(9);
con ciò riterremo inogni
caso valida la(9).
Riprendiamo
ora la funzioneX(x", e ; a, fi ; a’, ~’ )
e ricordia-mo che
(v. [12,
pag.231])
la funzioneè
integrabile
nel campo 0t ~ ~,,
se a’+ 1
> 0 ea’
-~-
3- 2~’
>0,
equindi
lo è nel nostro caso(in
cui(ri, ~’ )
assume i valori
(2, 2), (1, 1)
e(0, 1)) ;
sicchè sfruttando la(9)
si ottiene .
Operiamo
ora la sostituzione di variabiliSi ha
r indicando la funzione di EULERO.
~tudiamo ora
l’integrale
dando a
( a, Ø), ( a’, fi’)
i valori che ci interessano. Siottengono
in definitiva per I i
seguenti
4integrali
E allora dalle
(10), (11), (131), (132), (13,), (134),
tenendo1
presente
anche chelog e
è infinito di ordine inferiore a -v~
per e -· 0
-~-, otteniamo,
per - 1 o" b e per E variabile inun intorno destro limitato dello zero
C essendo
un’opportuna
costante.Segue quindi
dalle(4), (5), (6), (14)
H* e essendo
opportune
costanti e diqui ovviamente, poichè y’
ey"
variano in un intervallo(0, yo) limitato,
scendela
(2).
Si osservi
che2
dalla dimostrazione data e dai risultati ri-chiamati,
segue che le costantiadoperate
successivamente nel- la dimostrazione si possono determinareindipendentemente
dalla scelta dei
punti
M e N di s(ciò dipende
in sostanza dalleipotesi di « regolarità »
ammesse sullasuperficie s) ;
sicchèin definitiva anche la costante g che compare nella
(2)
non di-pende
e N.Osservazione I: In modo
analogo
sipuò
vedere che il ri- sultato del Lemma I vale anche pergli integrali
ottenuti daiprecedenti
scambiando l’ordine delle variabili nelle funzioni che vicompaiono;
per es. perl’integrale
Osservazione II: Sarà anche bene osservare che dalla di- mostrazione stessa risulta che il
lemma,
cioè ladisuguaglianza (2),
vale anche pergli integrali
ottenuti daiprecedenti
sosti-tuendo le funzioni
integrande
con il loromodulo;
cos per es. èLEMMA II : Posto per
ogni coppia m’ 2’ y’)
eM(xl", Z2", y")
di
punti
di sg"
essendo
gi
una costante da M eN).
(~jue~tto
lemma si dimostra conragionamenti
dello stes-so
tipo
diquelli
fatti per il Lemma I. Dimostriamolo per*
N),
la stessa dimostrazione valendo anche perN) (i=1,2,3,4)~).
Osserviamo anzitutto che se è
y"
risulta come conse-guenza della definizione di
F(M, N)
cheè
Basterà
quindi
considerare il casoy" y’.
Mettiamoci al- lora nelle stesseipotesi
circa ipunti
M e N del Lemma I edeterminiamo
gli
intorni ed 6)sopradetti.
Anche in
questo
caso si vede subito che èfunzi~
continua di
(M, N)
inogni coppia (~,, N,)
dipunti
di a noncoincidenti. Possiamo
quindi
anche ora supporre senz’altro ilpunto
Mappartenente
ad8’ ~ .
11 Indicata allora cony" )
laparte
di 6) per cui èy"
yy’
e con(oi,
le coordinate diQ
e osservato che 1’integrale
è funzione continua di M variabile in
8’u
si avràe essendo
opportune
costanti.4) Per (i - 2, 3, 4) sarà bene ricordare, anzie~è la ( 3),
Sono
quindi
da studiare oragli integrali
deltipo
In modo
analogo
aquanto
si è fattoper ~ (~t, N ; a, ~ ; 1, P’)
si ottiene
’
Supponiamo
chefù(y’, y")
sia unrettangolo
deltipo
- 8 Z~
S, y"
yy’
eponiamo y’ -11’ = s;
l’ultimointegrale
di(17)
sipotrà,
scriveredunque
cosavendo per brevità tralasciato di scrivere la funzione inte-
granda.
Si consideri ora il
primo integrale
dell’ultimo membro di(18) ; posto
=o",
~1 = x,y y" = t,
esso diventalo indicheremo con
ago; a’, ~’ )
e sarà funzione di a~"la seguente relazione dimostrata dal LEVI in [ 12, pag. 257]
B 1 essendo una opportuna costante indipendente da R e S.
e e per - 1 o" a e per e variabile in un intorno destro limitato dello zero, lo zero stesso escluso. In modo
analogo
aquanto
si è f atto per il Lemma I e conanaloga
convenzione sulsignificato
di 0° si ottienepoi,
perE > 0,
~"2 v
qualunque
.
e
quindi
anche laMediante la sostituzione risulta
e
l’integrale
può
esseremaggiorato
in modoanalogo
aquanto
si è fatto perl’integrale
I nella dimostrazione del LemmaI,
ottenendoh essendo una costante
opportuna ;
sicchè dalle(19)
e(20)
siha,
C,
l essendo unaopportuna
costanteSi
passi poi
al secondointegrale
dell’ultimo membro della(18).
Posto
’’1"= e", y’ - ~ -_-- t
esso diventae in modo
analogo
aquanto
si è fatto pera, ~ ; d, ~’)
si
può maggiorare
conl’integrale
.--
L’ultimo
integrale
scritto è salvo lo acambio di a con a’ eP con ~’ 1’integ~ale I ~;
risultaperciò
verificata anche ora laconC2
costanteopportuna.
Dalle
(16), (17), (18), (21)
e(22)
si ottiene allora la(15).
Oírsemazione III: Vale anche per il Lemma II un’osserva- zione
-analoga
all’Ossertazione II fatta aproposito
del Lemma I.Ferme
restando
le notazioni Ano ad ora adottate dimo- striamo ilL1DM:HÂ III: t Gli
integrali,
aono
funzioni
continue dellacoppia (M, N)
dipuuti
di s.Dimostriamo il lemma per
G1fM, N).
Osserviamo anzitutto che segue anche ora immediatamente dalleproprietà
delle fun-zioni e che è
funzione
continua~~°~~
~’ÌÉi~ ~ ~ )
~~~_( ~ ) ~~~~~°~~
~°~~~~"N
di
(M, N)
inogni coppia
dipunti (M,,, No)
di a non coincidenti.Dimostreremo ora
che, supposto
fissatoN, G1(M, N) è
fun-zione continua di ~ anche per M = N.
Anzitutto osaerviamo che se è
y’ y"
risultasicchè ci
possiamo
limitare a considerarepunti
~’ per cui èy" y’. Mettiamoci
nelle stesseipotesi
circa ipunti
~ e Nfatte nella dimostrazione del Lemma I e determiniamo
gli
in-torni s~ ,
Ùu
ed w come si è ivi fatto. Possiamo senz’altro ~np-porre ~ appartenente
ad"CI) ;
si avràL’integrale
esteso ad è funzione continua di M alvariare di ~ in
s’~ ;
; basteràdunque
far vedere che il secondointegrale
di(23)
è infinitesimo col diametro di s,,.Detta ancora
c~ ( y’, y" )
laparte
di c~ per cui èy"
Ce ricordate la
(3)
e la(15),
si haessendo
un’opportuna
costante.Si studi
l’integrale
(cc, ~)
assumendo i valori(2, 2), 1, 1), (0, 1).
Siha,
conragio-
namenti
già
fatti esupponendo
al solitow (y’, y’’ ) rettangolare
d’ essendo
un’opportuna
costante e avendoposto
= ~,Ora la funzione
è
integrabile
nella striscia 0 t e, 0 x--~-
00. Basta in-f atti f are la sostituzione
x 2 =
4t p, t = q perottenere,
dipiù,
una
maggiorazione
perl’integrale
della funzionestessa,
indi-pendente
invero si hae d’altra
parte
siha,
se a =2, p
= 2 oppure a =0, p
= 1 :Ne segue allora che
l’integrale
tende a zero con è.
E da ciò segue in virtù delle
(24)
e(25)
chel’integrale
tende a zero col diametro di da cui la continuità di al tendere di M a N.
Si osservi ora
che,
date leipotesi
di «regolarità ~
fattesulla
superficie a,
la dimostrazione stessa ora data ci dice chequesta
continuità di inquanto
funzione di M’ è uni- formerispetto
aN ;
ne vienequindi
la continuità dirispetto
alcomplesso (M, N)
al variare comunque di M e N su s.In modo
analogo
si dimostra la continuitàdegli
altri inte-grali
di cui nell’enunciato del Lemma.Osservazione IV : Vale per il Lemma III un’osservazione
analoga
all’Osservazione II: cos per es. è funzione continua di(M, N) l’integrale
2. - Osservazioni su certe
equazioni integrali.
I Lemmidel n.
precedente
cipermettono
di fare alcune considerazionisu certe
equazioni integrali
checompaiono
nello studio dellaequazione
del calore.Si consideri
l’equazione integrale
nella funzione
incognita z(N).
Essa èun’equazione
linearedi seconda
specie
deltipo
misto di VOLTERitA-FRzDHOLM. Sisupponga
g(N)
continua su 4r; il Lavi[13;
pp.448-450]
ha di-mostrato in
questo
caso l’esistenza e l’unicità della soluzione di(26)
nel campo dellefunzioni
continue su 8 ;egli
è arrivatoal risultato dimostrando direttamente la convergenza della serie di NEUMANN relativa alla
(26),
senzaoccuparsi
dello stu-dio del nucleo risolvente della
(26).
Aggiungeremo
ora alcuneconsiderazioni, riguardanti
sopra- tutto il nucleo risolvente della(26),
che ci saranno utili per ilseguito.
Introduciamo la successione dei nuclei iterati del nucleo
Il Lemma It ci dà una limitazione sul
compoí~tamento
diN)
e il Le.t~ma III ci assicura la continuità diG,(M, N) ;
ne segue, con
ragionamenti
ormaiimmediati,
la continuità dei nuclei iterati successivi.Mediante calcoli
analoghi
aquelli
svolti dal Lavi sipuò
allora dimostrare la convergenza uniforme della serie~i ottiene cos lo
sviluppo
del nucleo risolventeDa esso vengono
esplicitamente
rilevate le «singolarità >
del nucleo risolvente stesso e si
può
ottenere di nuovo il teoremadi esistenza e di
unicità,
riuscendo inoltre aesprimere
la so-luzione di
(26)
mediante la formularisolutiva
Insomma
scende,
dallo studio sopra fatto dei nuclei iteratie del nucleo
risolvente,
lapossibilità
disviluppare
la classicateoria delle
equazioni integrali
lineari(v.
ad es.[ 14, Cap.
I).
.Possiamo anzi ora dire di
più
che tale teoria vale anche seci sei pone per la funzione
g(N)
e per la soluzione nel campo delle funzioni solamente sommabili su o. Basta per que- sto osservareche,
seg(N)
èsommabile,
dalla(28),
medianteil
ragionamento più
volteadoperato
nel n. 2 della Nota 1 e’
basato sui teoremi di TONELLI e di FUBINI per
gli integrali multipli,
segue che la funzione(di M) g(M)H(M,N)
è somma-bile su * per
quasi-tutti gli
N di s el’integrale
è funzione sommabile di N su s. Ne segue che si
può
conside-rare la funzione
z(N)
data dalla(29)
e verificarepoi,
medianteprocedimenti
ben noti nella teoria delleequazioni integrali
linea.ri
’),
che essa è soluzione della(g6)
e ne è l’unica solu- zione(naturalmente
si intende ora che la(26)
sia verificataquasi-dappertutto
su8).
’Considerazioni del tutto
analoghe
alleprecedenti,
in virtùdei Lemmi Il e III e di alcuni risultati del LEVI
[12,
pp. 260-263 ; 13,
pp.448-450],
possono anchesvolgersi
perl’equazione integrale
essendo una funzione
quasi-continua
e limitata in s.5) Si osservi a questo proposito che le inversioni nell’ordine delle integrazioni che vengono richieste in tale teoria sono senz’altro lecite anche per la (26); la cosa è per es. conseguenza immediata dei lemmi del n. precedente e dei teoremi di TONELLI e di FUBINI sugli integrali multipli, usati in modo analogo a quanto si è già fatto nel n. 2 della Nota I.
a) Anche in queste ipotesi sono possibili le inversioni nell’ ordine delle integrazioni che intervengono nei ragionamenti (si veda la pre- cedente nota 5)).
Osáervazione. - I risultati dei n. 1 e 2
valgono
anche seil dominio r non è cilindrico a
generatrici parallele
all’ asse y,ma del
tipo più generale
considerato nel n. 6 nella Nota I. Solo persemplicità
diesposizione
ci siamo limitati a dimostrarli nel caso del dominio cilindrico.3. - Il teorema di unicità. - In
questo
numero e nel suc-cessivo supporremo che il dominio r sia cilindrico a
generatrici parallele
all’ eprecisamente
ci metteremo nelleipotesi
del n. 1 della Nota
I;
ciò è essenziale per la validità di una certa relazioneintegrale
che useremo(la (35)).
Si osserviperò
che
questo
è il solo caso che ha unsignificato
fisico relativa-mente al
problema
dellapropagazione
del calore.Dimostriamo ora il
LEMMA IV: Se tac
f unzioue
diquad rato
ao~n~na~b~te su s allora sonopure te funzioni,
. Dimostriamo
dapprima
il lemma perE1 (N).
Si considerila funzione dei tre
punti M,
N e REssa risulta sommabile su 8
X S X 8;
e infatti perquasi-tutti gli
M e R di s X s la funzione è sommabile come funzione di N e risulta per il Lemma I(Osservazione II)
dove con yR e YM si indica la
coordinata y rispettivamente
deipunti R
e M di 8. Dimostriamo ora che la funzioneè sommabile su s X s ;
infatti,
in virtù delladisuguaglianza
diSCHWARZ e di note
disuguaglianze integrali (v.
ad es.[15,
pago
626]),
detta yQ la coordinata 1 y di unpunto Q
variabilesu s, si ha
C~’ e C** essendo costanti
positive opportune.
Ne viene
quindi
la sommabilità su s X s della funzione aprimo
membro di(31)
equindi,
per il teorema di TONELLIpiù
volte
citato,
la sommabilità su s X s x 8 della(30) ;
e allora ilteorema di FUBINI ci assicura la sommabilità su s di
In modo
analogo,
sfruttando sempre il LemmaI,
si dimostra che è diquadrato
sommabile su sPassando a
E3(N)
basterà ricordare(v.
la(28))
che ècon
H,(M, N)
funzione continua di(M, N); E,(N)
sipuò quindi
spezzare in tre
integrali:
ilprimo
di essi risulta essereagli
altri due si possonoapplicare ragionamenti
deltipo
diquello
ora fatto(e
anzipiù ~emplici),
tenendo conto del riem-OaBervaz~one : Il Lemma IV vale anche se
negli integrali
ivi considerati si sostituiscono alle funzioni
integrande
i loromodnli ;
cos per es. è diquadrato
80mmabile la funsioneSi consideri ora nella classe r
(v.
n. 1 della NotaI)
lasottoclasse r~ costituita dc~ctte
f unx~ion~ u(P)
di J2 per le lecorrispondenti funzioni A(M)
-sonouguali
a zeroque su
p (0)
e sono diquadrato
-sommabile 8U s e lefunzioni B (M)
sono diquadrato
ao~ram,abite su s. Ricordiamopoi
che ilTeorema VII della Nota, I pone una
corrispondenza
biunivocatra le funzioni
u(P)
di ~ e le funzioni sommabili sus
-~- p(0), corrispondenza
data dallarelazione,
per P in r - crLe relazioni esistenti
tra f,
A eB,
rilevateappunto
nella dimostrazione del suddetto TeoremaVII,
nel caso che u ap-partenga
a I* si riducono alleIndicata allora con la clagse delle
funzioni
ovu~zque nulle su
p(0)
e diquadrato
sommabile su s, si vedesubito,
in virtù del Lemma I ~ e dei risultati del n. 2sull’equa-
zione
integrale (26),
che alle di r-corr~8poudoxo fu.øiom , di [ ~ ]
e ~versa.i
Ci sarà utile introdurre anche una sottoclasse della
[~1
eprecisamente quella 1 p delle
funzioni di[ ~ ]
che sono continuesu 8 ; ad essa
corrisponderà
una sottoclasse r** di funzioni tidi r*. ’
Dimostriamo ora il
LEMMA y : t classe r** vale 1a
seguente
ideutitd m-tegrale
per che
0 C y’
yo .Si consideri infatti all’ interno del dominio D =
p(0),
baseinferiore del cilindro r un
qualunque
dominioregolare
D’ dellostesso
tipo
di D e si dica r’ il dominiospaziale
costruito suD’ come r lo è su D
(~’ è dunque
il dominio deipunti y)
tali che 2 sia in D’ e
yo) ;
si indichinopoi
eoaT~). $~(y’)~ p’(y’) gli analoghi
di-.(y), 8(Y’)
eP(y’).
Ogni
funzioneu(P)
di ~** èbiregolare
in-r’;
basta pensare che una taleu (P)
è data dallacon
q (M)
funzione continua su s.Dunque
per essa vale la notarelazione,
conseguenza della formula di GREEN:per
ogni y’
di(0, yo).
Dalla
(37)
facendo tendere in modoopportuno
D’ aD,
equindi
~r¡’ a v, siottiene
allora la(35).
Infatti ilpassaggio
allimite è lecito nell’
integrale
poichè u(P)
essendo data dalla(36)
con continua è fun-zione continua in
tutto.
lospazio,
come è ben noto[ 12,
pag.253].
Quanto
all’integrale
si
pensi
P inoltreche
~ sempre Poichè q(M)
P~( )
ècontinua
’av N
tende a
B (N)
inogni punto
N di 8 ad eccezione alpiù
deipunti
dic(O),
al tendere di P comunque aN,
rimanendo inol-tre sempre limitata
[ 13, n. ~ ] ;
ciò basta per assicurare che an.che nell’
integrale (38)
è lecito ilpassaggio
al ,limite equindi
per arrivare alla
(35).
Siamo ora in
grado
di dimostrare ilTEOREMA I: Considerato per
ogni y’
di(O, yo)
nella clacssef unzional e
,esso risulta
semidefinito positivo
e si annulla perogni y’
di(0, yo)
atlora e atlora soloSi osservi anzitutto che
.F’(u, y’)
sipuò
considerare anchecome un funzionale
y’ ) della 9
nella classe[ ~ ] ;
infatti se9
corrisponde
ad u s haDimostriamo che
y’)
è continuo in con la metrica di HILBERT. Indichiamo ilprimo
e il secondointegrale
del se-condo membro della
(39) rispettivamente
cony’)
e conh (~, y’) e
dimostriamoseparatamente
la continuità di cia-scuno di essi.
Detta ~
un’ altra funzione di[ 9 ]
si haConsideriamo il
primo degli integrali
orascritti;
la disu-guaglianza
di SCHWARz ed il Lemma I ci dànnoripetendo
allora ilragionamento già
fatto per dimostrare la(32)
si ottiene indefinitiva,
à essendo una costanteopportuna
Disuguaglianze analoghe valgono poi
pergli
altri due inte-grali
della(40) (per
il secondo sitenga presente
1’ Osservazio-ne I
seguente
il Lemma I nel n.1) ;
esse ci assicuranoquindi
che-f- c~, y’) I,(~, y’)
tende a zero con la normadi ~
ins (V).
Quanto y’ )
risulteràe
perciò
la differenza1~ ( ~ -E- c~, y’ ) I a ( ~, y’ )
sarà data dadove,
per il Lemma I e ilragionamento
fatto aproposito
della(32À
s ha..
e
analogamente
pergli
altri dueintegrali,
ciò che dimostra cheanche
12(f+c~~, 1/)-12(f, 1/)
tende a zero con la norma’
Dimostrata cos la continuità hilbertiana di
y’ ),
segue subito il fatto che esso risulta semidefinitopositivo
in[ Supponiamo
per assurdo che ci sia una 9 di[ ~ ]
per cui risultiy’) 0; e
siaf,.(M) ~ ~
un sistema di funzioni continue sua e ivi hilbertianamente
completo.
Esistono certamente di talisistemi,
per es. sipotrebbe prendere
il sistema delle funzioni considerato nel n. 5 della Nota I. Si costruisca allora la aerie di Fourierrispetto
af,.(M) ~ ~
e siala mm ridotta n-esima. Posto
per le
u.(P)
vale la(35)
ed èdunque y) > 0;
e d’ altraparte è
pure limI(T., 1/) = 1{" 1/);
sicchèyl)
nonpuò
x-·oo
eøøere
negativo.
Supponiamo
ora cheF(u, 1/)
si annulli perogni y’
di(0, yo)
e dimostriamo che è
u (P) - 0
Sia per assurdo pe ae!!(2;:, xr~*,
unpunto
- a in cui èu(P*)=~=
0. Allorasarà per un
opportuno
dominiopiano D(y*)
intero ap(y*)
p essendo un
opportuno
numeropositivo.
DI altra
parte
è immediato vedere che le funzioniu,~ (P),
definite dalle
(41 ),
convergono uniformemente a inogni
dominio T~ intero a r. Basta infatti osservare che per la disu-
guaglianza
di ScHwARz si ha in T,4ør.
essendo un numero chedipende
dal massimo diF(M, P)
per .~ variabile su 8 e P in In
particolare
sarà lim~x(P)=
= t~ (Pj
uniformemente inD ( y’~ )
equindi
e
perciò,
in virtù della(35) applicata
alle u~(P) :
il che è assurdo dovendo essere
Il Teorema I è
dunque
dimostrato.Ne segue il teorema di unicità per il
problema
« misto ~.Indichiamo con r’ la sottoclasse di r per cui
A(M)
è di qua- drato sommabile supt0) -~- a
e lo è su s.TEOREMA II:
Decomposto
s in due insie~ni mi-ourabili 8’e
8",
esiste in ~’ solo laf unzione u(P) 0,
chesoddis fi
alleh(N) essendo funzione quasi-continua.,
limitata e non ne-gativa
in s".Infatti per la
(42)
lau(P)
deveappartenere
ar~’ ;
e per la(42’)
e(42")
risulta perogni y’
da(0, yo)
Ne segue
poichè
èh(N)
~ 0e
quindi u
0.OBServaz~,one : Ovviamente tutti i risultati dei n.
precedenti (1, 2, 3)
e inparticolare
il teorema di unicità per ilproblema
misto » si possono dimostrare con
gli
stessiragionamenti
anche per
l’equazione aggiunta E* (u)
=f (v.
n. 4 NotaI).
4. - I teoremi di
completezza
hilbertiani..- Il teorema di unicità dimostrato nel n. 3 cipermette,
perquanto
si ègià
dettonel n. 5 della Nota
I,
di enunciare teoremi dicompletezza
hil-bertiana dei sistemi di funzioni che
intervengono
nel metodo delPICONE. · .
In
particolare
sarà bene rilevare lacompletezza
hilbertiana deiseguenti
sistemi.’
Si supponga che D -
p(0)
siasemplicemente connesso, tas super ficie s
siacdecomposta
in due ~nsiemi ~rcisur~txbiti s’ es",
e
h(N)
sia unaf ~cnzione quasi-continua,
tim~tacta e nonnegativa,;
indicati,
come nel n. 5 della NotaI,
e(r =
= 1, 2, ... )
i cosidettipolinomi parabolici omogenei,
si costrui-scano i due sistemi di vettori nello
spazio 8,
Allora il
sistema ~ w,." ~ ~ [t 00,." ~] è completo
totalitàdei vettori dello
spazio 83
dcomponenti
diquadrato
somma-bile
rispettivamente
sup(yo), su s’ e su
s"[su p(0),
su s’e su
s"].
5. - Ulteriori estensioni di alcune formule
integrali
e loroapplicazioni.
ègià
accennato nella Nota I(v.
la notal)
-del n.
2,
inparticolare
per le citazionibibliografiche)
allapossi-
bilità di estendere le note
proprietà degli integrali,
che si pre- sentano nello studiodell’equazione
del calore e di cui ci siamo interessatiampiamente
nel n. 2 della NotaI,
anche al caso dia distribuzioni » di
temperatura
nonsommabili,
mediante l’uso dell’integrale
di STiEi/rjBS.Questa
estensione viene fatta senz’altro in modorapido,
sfruttando le
proprietà
classiche della soluzione fondamentalepiù
volte richiamate(v. [ 12 ] , [ 13 ] , [11])
esviluppando
oppor- tunamente untipo
diragionamenti,
che il FICS~s~ haadoperato
per lo studio delle
analoghe proprietà
deipotenziali
disemplice
e di
doppio
strato( [ 10 ] , [ 9,
cap.II ] ).
La cosa nonpresenta
ormai difficoltà
dopo quanto
si è detto e mi limitoperciò
a enun-ciare i risultati.
Indichiamo con
a(T)
una funzione additiva e a variazionelimitata del
generico
insieme boreliano T di s-~- p(0),
consP
e
8p [p+(O)
epP (0)]
lesuperficie parallele
a 8[a. p(0)]
eavente da s distanza p, che si trovano
rispettivamente
dallaparte
della conormalepositiva
enegativa
a s[della
normalepositiva
enegativa
ap(0)] ;
conTt
egli
insiemicorrispon-
denti
rispettivamente
sust
e~ [su
ep- (0) ]
di uninsieme T di s
[di p( 0 ) ] ,
cons ( T) [ ~ ( T ) ]
la misurasuperfi-
ciale di
T,
se Tappartiene
a s[a p(0)].
Si hanno allora i se-guenti
teoremi.TEOREMA III: La
funzione F(M, N)
perquasi-tutti gli
Ndi 8 è
f unzione (di M)
sommabile su s.rispetto
allaf unz~one a(T).
Inoltrel’integrate
è
f unzione (di N)
80mmabile 8U srispetto
a8(T)
e si haTEoREMA Iv : La
funzione
perqua8i-tutti gli
N di s è
f~cnzione (di M)
80mmabile s~c srispetto
ada(T)
e
t’ integrate
è
f unzione (di N)
sommabile Bu 8ris petto
ads(T).
Indicatacon r una
porzione
diguper f~cie regolare
contenuta 1n a e con~T
la 8uafrontiera
in s,allora,
se~T
ha massa nullar~ispetto
ada(T)
si l~aT~o~,~~d V:
La funzione
erquasi-tutti gli
NYM
di s è
funzione (di M)
8oynmabite su 8rispetto
acda(T)
eè
funzione (di N)
so~nmabile su srispetto
ads(T).
Nelle8te$se
ipotesi
per ~ del teorema ~Y 8i hapoi
TBOREMA y’’I: ~’ndicata oon r una
porzione
disuperficie regolare
conten~ta inp(©)
tale che la suafrontiera 8f r
inp(0)
abbia massa nullarispetto
t~da(T),
si haQuesti
teoremivalgono
anche nel caso che lanon sia cilindrica a
generatrici parallele all’ asse 1/,
abbiata f orma generate
Indicata nel n. 6 della Nota I.Inoltre teoremi
analoghi
si possono dimostrare anche pergli analoghi integrali
relativiall’eqnaz~.one aggiunta
della(I).
Questi risultati permettono
di stabilireproprietà
di com-pletezza
nellospazio
delle funzioni continue di taluni sistemi di funzioniI)
connessi con 1’equazione del , calore,
in modoanalogo
aquello sviluppato
dal FICH1D1tA(v. [ 10 ] , [ 9,
cap.III ] )
per le
equazioni
della Fisica Matematica ditipo
ellittico.In
particolare,
cke il domvn~o D =p(0)
siasempt~cemente connesso, la snperftc~e
8pottmdo
anchemere ta
f orma generale
Indicata nel n. 6 della Nota1,
essipermettono di
dimostrare lacompletezza
dei sistemi. vettore~
mr )1
e~ (J)r’ ~ [~ 1
ew,.’ ~]’)
totalité dei vettori dellospazio 82
dicomponenti
continue sup(yo)
e 8U s e raccor-dantzsi con continnitrl 8U
c(yo) [8U p(0) e
8U 8 e raccordantis~con
c(0)] 1).
7) Diremo che un sistema di funzioni f r ~ ~ è completo in un dato spazio di funzioni continue se ogni funzione di tale spazio si può approssimare uniformemente mediante combinazioni lineari di un nu- mero finito di funzioni
8) v. n. 5 Nota I ; la funzione h(M) che compare nei sistemi ~
e ~
~ ;r’
~ sarà ora supposta continua.’) Per n = 1 tale completezza di ~ C8r ~ e ~ è già stata dimo- strata da G. CIMMINO [4] ; per n = 2, ma in ulteriori restrittive e sem-
plificatrici ipotesi sulla euper8cie s, essa è stata dimostrata, seguendo
lo stesso. procedimento di [4], da un’allieva del prof. C~cacn~o, C. GNU-
DI, in una tesi di laurea discussa all’Università di BotoQna nel 1940 e
non pubblicata. Sempre per n = 1 e per i sietemi
~ (f)r
~ e ~ ~ il ri-sultato è anche in sostanza contenuto nel lavoro [3] di C. 0iLmmTo- Non mi risulta invece rilevata prima d’ora la proprietà per i sistemi
~ e
Dimostriamo,
comeesempio,
lacompletezza
del sistema~ (J),. ~;
in sostanza si tratta di dimostrare cheogni
funzionecontinua su 8
-#- p( yo)
sipuò approssimare
unif ormemente. ins -~- p ( yo)
con combinazioni lineari dipolinomi parabolici
sPer il che basta dimostrare per un noto teorema di HAHN che se
I(f)
è un funzionale lineare nellospazio a
delle fun- zioni continue su8 + p(1/o)
per ilquale
sono verificate lerisulta necessariamente
qualunque
siala f
in Q.Ora un tale funzionale è noto che ha la forma
con
a(T )
funzione d’ insieme additiva e a variazionelimitata ; dunque
le(43)
diventanoDimostreremo che da esse discende che è
a( r) = 0
suogni porzione
disuperficie regolare
contenuta in oin 8 e tale che
ST
abbia massa nullarispetto
ada(T):
diqui
viene necessariamente
I ( f )
= 0 perogni f cli
Q.Si consideri inf atti per
ogni Pa
esterno a r la funzione di PLa funzione
V (P)
ammette perogni
P esterno a r il se-guente sviluppo
in serie , ~gli
a,.(P)
essendoopportune
funzioni di P. Infatti inogni
do-minio T’ dello stesso
tipo
contenente x nel suo internoe al
quale però
P siaesterno,
la funzione di MF(M, P)
èsoluzione
biregolare
dellaE~ (u)
= 0. Perciò sipuò sviluppare
in serie di
polinomi
uniformementeconvergente
inogni domiqio
interno a T’1°);
eprecisamente
si avràda
qui
segue la(45)..
Le
(45)
e(44)
ci dicono allora cheV (P)
si annulla perogni
P esterno a T.
Ma allora dal teorema
IV,
tenendopresente
anche che èF (M, P)
= 0 se P ha ordinata y p minore ouguale
aquella
yM di
~,
si deduce laper
ogni porzione
~ disuperficie regolare
contenutain 8,
lacui frontiera abbia massa nulla
rispetto
ada(T ).
Procedendoallora come nei lavori citati di FICHERA
([9]
e[ 10 ] )
e ricor-dando il teorema di unicità per 1’
equazione integrale (26) (n. 2)
si ottiene che è
x(f)=0.
10) Il fatto, qui adoperato, che ogni soluzione u(P) E* (u) = 0 birego are in un certo domin~i,o (sia esso per es. il dominio
8vztupare in serie di ~Dr unif or~ne~nente convergente in ogni dominio interno a x è per es. conseguenza immediata della completezza hilbertiana del aistema ~ ~ su (v. n. 5 della Nota I); basta esprimere la ~u(P) mediante i valori A (M) che essa assume su p ( yo) + s, attraverso la classica formula che fa uso della funzione di GREEN M) (v. in proposito GEVBEY [ 11, memoria I, pag. 412 e seg. ] , e approssimare poi in media su p(yo) -f- ~ la funzione A(M) mediante la
00
sua serie di Fouiaizia relativa al sistema ~ tOr ~ : ~ br1Dr. Si avrà
r=1
e di qui, adoperando la disuguaglianza di SCHW ABZ, si ottiene l’asserto.