R ENDICONTI
del
S EMINARIO M ATEMATICO
della
U NIVERSITÀ DI P ADOVA
G IUSEPPE C OLOMBO
Maggiorazioni delle componenti di stress nel problema di De Saint-Venant
Rendiconti del Seminario Matematico della Università di Padova, tome 24 (1955), p. 70-83
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MAGGIORAZIONI DELLE COMPONENTI
DI STRESS NEL PROBLEMA
DI DE SAINT-VENANT
Nota
( ~’)
di GIUSEPPE COLOMBO( a Padova)
Si considera il
problema
di DE Semrr-v~N~T relativo alcaso della torsione e della flessione non uniforme di un solido elastico cilindrico
isotropo,
avente per sezione normale uncampo C
semplicemente
connesso, il cui contorno soddisfa aqualche ipotesi
diregolarità
e si determinanomaggiorazioni
funzionali delle
componenti
di stress. Ci si vale di alcune formule dimaggiorazione per
ilproblema
di Dirichlet dovuteal
prof.
G. CIMMINO. I valorimaggioranti
i massimi moduli dellecomponenti
non nulle di stresscoincidono,
nél caso chela sezione sia
circolare, proprio
con i massimi dei moduli delle stessecomponenti.
~. - PREMESSE AL CASO DELLA TORSIONE. ’
~i consideri un solido elastico cilindrico. Come è ben
noto 1),
assunto un sistema di riferimento con l’asse z pa- rallelo allegeneratrici
delcilindro,
il metodo semi-inverso di DE SAirrT-VEN~avT riduce ilproblema
della torsione alla ri-cerca di una
y),
definita neipunti
della sezione~ ,
ove soddisfa allaequazione
(*) Pervenuta in Redazione il 15 ottobre 1954.
1) Cfr. Tx~oscHENxo : Theory of EZa8ticitll, Me Graw-Hill Book Com- pany. New York and London, 1934, p. 230 e seg.
essendo K una costante indeterminata a
priori,
e annullan-tesi sulla
frontiera, 2, di ~ . Supposto
inoltreassegnato
ilmomento torcente
applicato
ad una dellebasi,
sod-disfa alla condizione
integrale
Una volta determinata tale funzione O le
componenti
nonnulle di stress sono date da
Come si sa, il
principio
diapprossimazione
di DE SAINT-VENANT ci assicura che
questa
soluzione delproblema può
ritenersi
praticamente
esatta perquanto riguarda
ipunti
suf-ficientemente lontani dalle basi.
Ogni
limitazione del massimo modulo delle derivate della c~- espressa solo in funzione del momeno torcenteM,
e dellaforma della
sezione
porge una limitazionesuperiore
per il massimo sforzo nel criterio diapprossimazione
di DE SAINT- VENANT.2. - UN LIMITE INFERIORE PER LA RIGIDITÀ TORSIONALE.
Siano
dunque,
comegià detto, ~
la sezione normale del cilindro e S la sua frontiera. Sulla formadi (S
e E non fac-ciamo per ora nessuna
ipotesi
oltre aquella
che ilcampo La
sia
semplicemente
connesso. SianoE~, ~’~,
... ,En n-ellissi, prive
dipunti
interni in comune e senzapunti
esternia
e siano a,. ,
b,
i semiassi dellagenerica
Osserviamo che
poichè
si annulla su 2 e il suo~2
è
costante,
essa conserveràin 6
sempre il medesimo segnopoichè
nonpotrà
avere il massimo e il minimo ambedue inpunti
estern~ a -E.Non sarà restrittivo supporre nel
seguito,
inaienle a(10, k ~ 0 ;
allora D sarà nonnegativa
intutto @ .
Sarà
quindi
Consideriamo ora la
generica E,..
InE,,
1a 4Y soddisfaancora alla
(1)
e sulla frontiera2:,
diE,.
essa èpositiva
onulla.
Decomponiamo,
in~,, ,
la q, nella somma di due funzioni:soddisfacenti alle
_411ora,
come ben si sa,ove sono le coordinate di un
generico punto
diE r rispetto
ad un riferimento cartesianoortogonale
conl’origine
nel centro di
E,,,
e congli
assi coincidenti congli
assi del-l’ellisse
E,..
D’altra
parte
da( 62),
ricordandoche,
in0-, (D è
non ne-gativa,
si ha’
Basta ora tener conto di
(5), (7)
per ricavaree
quindi
tenuto conto di(8)
In base a
(2) possiamo
concluderequesto
numero con la relazioneche si traduce
La
(12)
porge anche un limite inferiore per larigidità
tor-sionale limite che
può
fornire il valore effettivo della fLstessa
rigidità
nel caso della sezione ellitticaqualora
l’in-siemè delle ellissi
E,.
coincida con la sezione stessa.. - IMPOSTAZIONE DEL PROBLEMA.
Supponiamo
che il contorno E ammetta unarappresenta-
zione in coordinate
polari
deltipo
con
periodica
diperiodo
2x e semprepositiva.
Si sup- ponga inoltre chea(6)
ammette le derivate deiprimi
tre or-dini limitate e che il
raggio
di curvatura non si annulli innessun
punto
del contorno S.Dovendo risolvere il
problema
poniamo
Ci ridurremo
quindi
alproblema
Nelle
ipotesi
ammesse neiriguardi
del secondo membrodi ( 13),
otterremo limitazioni per le derivate dellafunzione ~,
74
risolvente il sistema
( 1ó), giovandoci
di risultati del Prof.G.
CIMMINO 2),
sulle funzioniarmoniche, conseguiti
col me-todo delle funzioni_ super e subarmoniche.
Ogni maggiora-
zione dei massimi moduli delle derivate
parziali
fornisceuna
maggiorazione
dei massimi moduli delle derivate par- ziali cioè unamaggiorazione
dei massimi moduli dellecomponenti
di stress.Notiamo
che, poichè
la derivata di ~lungo E
ènulla,
basta
maggiorare
il massimo modulo della derivata normale per avere unamaggiorazione
del massimo modulo delle deri- vateparziali
di ~ sulla frontiera ~.Basta
poi
osservare che le derivateparziali
di ~ sonofunzioni armoniche e che le ’ta:.8" sono massime su E per
poter
concludere che una talemaggiorazione
della derivata normale di 4Y su E è atta a fornire unamaggiorazione
delmassimo modulo delle
componenti
di stress.4. - FORMA ESPLICITA DI ALCUNE MAGGIORAZIONI RELATIVE AL PROBLEMA
(16).
Cominciamo con il richiamare i risultati dal
prof.
G. Cim-MINO. Si denoti con
i,(P)
unafunzione,
delgenerico P
di0-,
nulla sul contorno
E,
il cui ammetta inC
un massimonegativo
- M.Si indicano
poi
con ’V~ e v2 due funzioni diP,
assumentii valori
di ~
e tali che sia limitato inferiormente da una costantenegativa
o nulla e~QvZ
sia limitatosuperiormente
da una costantepositiva
o nullaM,.
Valgono
allora leseguenti disuguaglianze
2) -O. CIMMINO: di muggioraczione nel ~-oblemu di
per Ze funzioni oa-»taniche. Sem. Mat. Un. Padova>, 1932, vol III.
p. 46-66.. ’
Sarà utile assumere u in modo tale che risulti
piccolo
ilrapporto
1 duM dn
*Si sa
determinare 8)
unafunzione ~
nulla sulcontorno,
a derivata normale unitaria e tale che il relativo
å2U,
semprenegativo,
soddisfi allaove si denoti con
I~o
il massimo deiraggi
dicurvatura, presi questi
con il segno-t-
o a seconda che il vettore che va dalpunto generico
al centro del cerchio osculatore è diretto verso l’interno o verso l’esternodi O.
e conSo
ilraggio
del mas-simo cerchio tutto contenuto da notare che se
Ro
è
positivo. -
elimitato, So
è certamente inferiore ad Se-~-
e ciò succede certamente se la curva E ha al-meno un
punto
diflesso,
la(17)
diventaIn
corrispondenza
aquesta u
risulterà ingenerale
Tenuto conto di
(19)
la(16)
porgeSiano
p1
ep2
il minimo ed il massimo dia (0), p’
il mas-simo di
oí (8) I
eP2"
il minimo ed il massimo dia~’ ( 8).
Assumiamo,
in base a loco cit. in nota2)
3) Cfr. loco citato in 2.
76
Avremmo,
incorrispondenza,
e inoltre
Esplicitando
la(22)
si hae si osserva subito
che,
essendo xP~ 2 2
semprenegativo,
saràx
mentre, poichè
è sempreDalle
(23)
si ha inoltree
quindi
Sempre
da(23) per i
- 1 si hae
quindi
Le
(20)
porgono allora tenuto conto di(25), (26), (28), (30)
che è la
disuguaglianza
che ci eravamoproposti
di ottenere.S. - FORMULE DI MAGGIORAZIONE NEL PROBLEMA DELLA TORSIONE.
Per stabilire le
preannunciate
formule dimaggiorazione
per lostato
tensionale nel caso della torsione il passo è breve.Osserviamo intanto che
e
quindi
Da
(15) poi,
tenuto conto di(31),
e(32)
si haRicordando ora che
: . =0 otterremo
e
quindi
e soddisferanno alledisuguag ianze
La (33)
e la(12)
forniscono un valoremaggiorante
il man-78
simo di
I
cioè un valoremaggiorante
il massimoM )
.,
È di facile verifica che tale valore
maggiorante
coincideproprio
con il massimo modulo di ’t.6 e diqualora
la se-zione sia circolare.
Si deve
dunque
ritenere che ledisuguaglianze
stabilite sonotanto
più
efficaciquanto più
la sezione si avvicina aquella
circolare. Osserviamo anche che le
maggiorazioni
ottenute nondipendono
dalla natura del materiale di cui è costituito il ci- lindro. Esse hannoquindi
caratterepuramente geometrico.
6. - CASO DELLA FLESSIONE NON UNIFORME.
Riferiamo il cilindro ad una terna di riferimento con l’asse coincidente con l’asse dei baricentri delle
sezioni, l’origine
nelbaricentro della base
vincolata, gli assi x,
y coincidenti congli
assi centrali d’inerzia della sezione.
La sollecitazione in una delle sezioni terminali
equivalga
ad una forza unica P
parallela
e concorde con l’asse x edappli-
cata in un
generico punto Q.
Aquesto
caso ci sipuò
sempre ricondurre per ilprincipio
disovrapposizione degli
effetti.Infatti se P non è
parallela
ad unodegli
assi centrali della sezione delcilindro,
basteràdecomporla
secondo le loro di-rezioni. ’
Supponiamo dapprima
che la retta di azione di .Ppassi
per il centro di torsione in modo che la flessione non sia accom-pagnata
da torsione. In un secondotempo
ci libereremo daquesta ipotesi
restrittiva.Denotiamo con 1 la
lunghezza
delcilindro,
con I il mo-mento d’inerzia
di ~ rispetto
ad y, con v il modulo di PoÏ880n.(x, 1/), }(1/)
sono due funzioni soddisfacenti allele
componenti
non nulle di stress, as , is,~ , Ty; sono fornite dalleSia ora
p == a(6) l’equazione
del contorno riferita ad unsistema
polare
conl’origine
in G e l’assepolare
coincidenticon l’asse ~. Sarà ovviamente
o:f6-t-2~)==x(6).
Supponiamo a ( 8)
> 0 esiano,
comeprima,
ci. pty(F~".
il minimo e il massimo
rispettivamente
dia ( 8). ( a" ( 9) ) . Con ?
(lenotiamo infine il ma5simo di
x’ ( 8) 1.
Poniamo
Allora le
( 36)
porgonola seconda e terza delle
(37)
dannoCon la ulteriore
posizione
le
(39)
diventano80
mentre delle
(40)
si haCi serviranno in
seguito
le derivateprima
e seconda diA calcoli
eseguiti, posto
si haTenute
presenti
leposizioni
fatte sopra si hanno dalle(42)
e
(44)
léseguenti disuguaglianze
Volendo
applicare
alproblema (42)
le formule(20)
assu-miamo
Maggiorando
come nel n. 4 i moduli dei e le derivatenormali .
dv‘
si ottiene infine
norn~a 1
dn SI O ~ene ~n ne
Basta tener
presente
che scelta unagenerica
direzione p risultaper ottenere le formule di
maggiorazione
per le derivate par-.
z~a i
3y
*
Notiamo
chementre la
(48)
porge per la derivata nellagenerica
direzione pIl secondo membro di
( 50)
dà il limitesuperiore
per le derivatea~
ax’a~
intutto 0
euindi
tenutereaenti
le(43)
3y
~ ’ P~ )
f ornisce le
S facile verificare che = 0 se pio = P2 e
quindi
se a’ _= a" = 0 cioè se la sezione è circolare.
82
7. - UNA LIMITAZIONE SUPERIORE PER LA DISTANZA DEL CENTRO DI TORSIONE
DI (R
DAGLI ASSI PRINCIPALI D’INERZIA.Volendo
completare
le formule dimaggiorazione
lasciamocadere
l’ipotesi
restrittiva che l’asse centrale della sollecita.zione esterna
agente
in una delle basi terminalipassi
per il centro di torsione e sia b la distanza diquesta
retta dal bari- centro Q~ di C.Denotiamo
con 91
ilseguente integrale doppio
e calcoliamo in base a
(43)
il momentodegli
sforzi ditaglio agenti
sullagenerica
sezionerispetto
all’asse x.°
Si ha con facili calcoli
che porge
Da
quest’ultima
si haimmediatamente, (@
denotando an-che l’area della
sezione)
tenuto conto di(451)
Si avrà cos che il valore assoluto della distanza d del cen-
tro di torsione dall’asse .’1J soddisfa alla
seguente
relazioneInfine per avere i limiti
superiori
per i massimi moduli di 1r10,91 nel caso di una sollecitazione sulla baseterminale, equivalente
ad una forza Pparallela
e concordeall’asse x,
la cui retta di azione
dista,
in valoreassoluto,
3 daQ~,
basteràaggiungere
ai limitisuperiori
forniti dalle51),
i limiti supe- riori dati da( 35), (33)
relativi alla sollecitazione torsionalecorrispondente
ad un momento1.1/ ~
che valeIl secondo membro di
(57) può
essere sostituito con il pro- dotto di P per ilmaggiore
dei duesegmenti d
e8,
equindi
lemaggiorazioni
possono esseremigliorate, qualora
si possa, inqualche modo,
riconoscere che la retta d’azione di P e il cen- tro di torsione stanno dalla stessa bandarispetto
all’asse a.Finiremo osservando che le formule di
maggiorazioni (55), (56)
sono verificate comeuguaglianze
nel caso che la sezionesia circolare. -