La Medicina Basata sulle Prove di Efficacia
Lezione n. 3
Storia e Filosofia
della Medicina
La medicina basata sulle prove di efficacia
Nascita: indagine su professionisti
I risultati delle osservazioni condotte dimostravano che una percentuale molto alta delle decisioni prese quotidianamente nei reparti di Medicina Interna, Pediatria, Psichiatria erano basate su informazioni non aggiornate o semplicemente sbagliate. Le decisioni erano state prese, cioè, sulla base di informazioni diverse da quelle prodotte dalla
ricerca clinica e teoricamente disponibili dal momento che erano state pubblicate nella letteratura internazionale. I dati evidenziavano che per ogni mezza giornata di lavoro, circa tre decisioni rilevanti per il paziente sarebbero state diverse se il medico avesse avuto a disposizione delle informazioni di migliore qualità
Fine: migliorare l’agire professionale Mezzi:
1. conversione del bisogno di informazione in quesiti clinici ben definiti;
2. ricerca delle risposte ai quesiti posti, ossia ricercare le migliori evidenze disponibili;
3. valutazione critica delle evidenze;
Questioni epistemologiche (I)
• qualifica la conoscenza della metodologia proposta come sempre necessitata di prove.
• attribuisce alle prove di efficacia un valore di assoluta certezza tant’è che le svincola dalla logica
probabilistica e dall’impostazione critica che invece richiede un continuo controllo delle ipotesi.
• considera la validità dei dati statistici (evidence) come
unica e vera garanzia di verità, e non come un grado
di corrispondenza alla verità, vuol dire attribuire al
dato un carattere metafisico.
Questioni epistemologiche (II)
• vuole essere al servizio della verità scientifica, ma considera solo alcuni aspetti dell’essere umano. Infatti, riducendo tutta la conoscenza possibile a quella sperimentale essa afferma che è possibile conoscere solo la
dimensione quantitativa del paziente, e ritiene impossibile conoscere le realtà qualitative del malato, ossia quelle dimensioni che per quanto non misurabili fisicamente e, quindi, non formalizzabili matematicamente contribuiscono a definire la vera complessità dell’essere umano, quali ad esempio la dimensione affettiva e relazionale, nonché i desideri, la
personalità, la spiritualità propria di ogni persona.
• In questo modo, la MBPE non nega solo la possibilità di conoscere gli
aspetti qualitativi propri del soggetto, ma nega altresì la stessa esistenza di fattispecie mediche conoscibili senza prove quantitative.
MBPE & clinica (I)
• Guardata dalla prospettiva della clinica la MBPE fornisce molte informazioni in merito ad una
patologia e a come questa risponde ad una terapia, ma dice ben poco del malato che è affetto da quella patologia e del modo in cui egli risponderà alla terapia in questione.
• In modo intenzionalmente paradossale
possiamo spingerci ad affermare che la MBPE
risulta una medicina sine malato.
MBPE & clinica (II)
• Senza negare la validità e l’importanza delle informazioni (evidenze) che fornisce la MBPE, bisogna, però, sottolineare
che quelle informazioni danno al clinico solo delle indicazioni di carattere generale che si adatteranno al suo paziente
particolare in misura e con modalità sempre diverse. Nella clinica, infatti, le evidenze sono pochissime, mentre sono praticamente infinite le singolarità.
• Il clinico sa che il malato nella sua singolarità (e quindi
complessità) fa della medicina una scienza della complessità, nella quale applicare una logica lineare (da A consegue B) è poco produttivo. Oggi, è sempre più necessario che il clinico ricorra ad una logica non lineare, ad una logica della vera
complessità, giacché in ambito medico un evento raramente è prodotto da una singola causa, bensì da una molteplicità di
cause e, ancora, piccoli cambiamenti possono causare dei
MBPE & medico
• La MAPE, vista come un apparato tecnico che integra le conoscenze del medico, è di notevole importanza.
• Essa potenzia il sapere dei clinici e le loro conoscenze,
• Essa fornisce una serie di informazioni che come tutti i saperi devono
essere valutati criticamente dalla ragione clinica. Misinterpretano la MAPE quei clinici che rinunciano ad un approccio critico di fronte alle evidenze e applicano tali evidenze senza averle valutate e interpretate alla luce del paziente che hanno di fronte.
• Confidare eccessivamente nella MBPE, quindi, misinterpretarla, significa riporre fiducia esclusivamente nel metodo a scapito del medico, ciò
rischia di far degenerare la pratica clinica in una contraddizione, ossia in una medicina sine medico.