Nuove norme legislative per combattere la violenza domestica in Ticino

Dans le document Vers une convention européenne sur la violence (Page 47-50)

intervista con Pierluigi Vaerini, primo tenente della polizia cantonale ticinese

di ARIANNA GIUCLIANO e VIVIANA MESCHITTI

Secondo i dati deU'Ufficio fédérale di statistica, in Svizzera tra il 2000 ed il 2004, sono State uccise, ogni anno, in media, 25 donne al di sopra dei 14 anni in seguito a violenza domestica. Nel Can-ton Zurigo, da aprile 2007 la polizia ha dovuto intervenire mediamente tre vol-te al giomo e predisporre misure di pro-tezione per atti di violenza domestica.

Una fra le più recenti indagini a Uvello svizzero (KilUas et al. 2005) mostra che, nel 2003, il 39.4 % delle donne ha subito violenze almeno una volta in età adulta, e la quota deUe violenze domestiche si situa al 10.5%.

Come ci mostra Pierluigi Vaerini, pri-mo tenente della poUzia del Canton Ti-cino, nel primo semestre del 2008, gU in-terventi della poUzia cantonale ticinese per casi di violenza domestica sono stati 324, e gU aUontanamenti dalla comu-nione domestica in seguito a decisione d'ufficio 42 (sono stati allontanati 39 uo-mini e 3 donne); bisogna poi calcolare anche 34 casi in cui c'è stato un allonta-namento volontario. Chiediamo al sig.

Vaerini di spiegarci quaU sono le espe-rienze della poUzia per i casi di violenza domestica in Ticino.

Cosa stgntjîca violenza dotnestica, e quali sotio i reatt che st riscontratio con maggior Jrequenza?

SoUtamente la violenza domestica vie-ne fatta coincidere con violenza fisica, ma è bene sottolineare che neUa Legge suUa poUzia si fa espUcito riferimento aU'integrità fisica, psichica o sessuale, di un membro della comunione domestica.

È quindi importante rilevare che, quan-do si parla di violenza quan-domestica, non ci si riferisce esclusivamente aUe persone che formano la coppia, ma a tutti i mem-bri di una comunione domestica. Ad esempio, in una famiglia allargata, se ci fosse un caso in cui U nipote usa violen-za domestica sul nonno, noi possiamo intervenire suU'aggressore anche se

mi-norenne. L'unico vincolo, in questo ca-so, è l'obbUgo di trovare una struttura di accogUenza per il minorenne. C'è stato un episodio in passato in cui abbiamo preso un prowedimento simile.

Cosa puô /are la vittima di violenze do-mestiche? Che tipo di aiuto puô oJfHre la polizia?

La vittima è abbastanza protetta, e ri-ceve sostegno fin dal primo momento.

Quando siamo chiamati ad intervenire, infatti, distribuiamo degU opuscoU in cui sono spiegate tutte le procédure ed inoltre sono contenuti tutti i numeri te-lefonici di diverse istituzioni che offirono sostegno ed accompagnamento. Non da ultimo, anche in sede di interrogatorio e verbaUzzazione, se c'è un reato pénale, noi indichiamo sempre il supporto deUe unità di intervento regionaU, che di so-lito si attivano con soUecitudine a soste-gno alla vittima.

GU agent! e le agenti hanno avuto la possi-btlità di seguire una/ormazione specijica in materia?

Si, gli agenti hanno seguito una for-mazione specifica riguardo norme e mo-dalité operative da seguire nei casi di vio-lenza domestica. Nell'autunno scorso circa 800 agenti fra poUzia cantonale e poUzia comunale hanno superato que-sta formazione.

Spesso si associa la violenza domestica aile fasce sociali più deboli, meno abbientt o meno intégrale, la vostra esperienza puô con/ermorlo?

A primo impatto sembra che la vio-lenza domestica sia più diffusa nelle fa-sce sociaU più basse, o nelle famigUe straniere. In realtà si tratta di un feno-meno diffiiso in tutte le fesce, ma esistono deUe differenze neUe modalité di af-frontarlo. Ad esempio, le persone ap-partenenti ai ceti meno awantaggiati, in un caso di violenza domestica vedono

come unica soluzione quella di far in-tervenire la poUzia, mentre nelle fasce più awantaggiate della popolazione di soUto esiste una stretta rete di sostegno interna, fra famigUari ed amici, che tende ad arginare ed a nascondere il fenomeno.

Quali sono le norme legislative attualmente in vigore in materia?

Attualmente sono in vigore deUe nuo-ve disposizioni in materia di aUontana-mento. Il nuovo articolo 9a della Legge suUa poUzia nel Canton Ticino, entrato in vigore il 1° gennaio 2008, décréta che

«l'ufficiale di poUzia puô decidere l'al-lontanamento per dieci giomi di una per-sona dal suo domiciUo e daUe sue immé-diate vicinanze (...), se lei rappresenta un serio pericolo per l'integrità fisica, psi-chica o sessuale di altre persone facenti parte deUa stessa comunione domestica».

Un problema è che ora l'autore non usu-fruisce di molta assistenza, anche se fi-nora non abbiamo mai avuto compUca-zioni particolari. È anche difficile stabiU-re se dieci giomi sono un margine di tem-po adeguato, ma è tem-possibile che il preto-re décida di aUungapreto-re il periodo deU'al-lontanamento fino a trenta giomi.

Potete intervenire su s^gnalazione della vit-titna 0 anche su segnalazione di un'altra persotM, cotne un victno di casa?

Interveniamo sempre su segnalazione, nella maggioranza dei casi la segnala-zione proviene daUa vittima, in altri dai vicini. Puô anche capitare che la vittima si presenti direttamente allo sportello dei posti di poUzia, il giomo successivo all'accaduto. Nel caso in cui si intervie-ne su segnalaziointervie-ne di un vicino, puô ca-pitare che le persone segnalate siano sor-prese daU'intervento, ma se la pattugUa intrawede un reato perseguibile d'uffi-cio, procède in ogni caso. Non c'è dubbio che, quando la segnalazione proviene dal vicino, l'intervento si fa più difficile.

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Nuove norme legislative per combattere la violenza domestica in Ticino

Da quanto avete potuto riscontrore, questa nuova disposizione ha avuto effetti posttivi?

Probabilmente si, anche se è difficile fare ora un bilancio suUa sua efficacia:

sicuramente la possibiUtà deU'allonta-namento con decisione d'ufficio, che è ben conosciuta, costituisce un freno per l'aggressore. A volte viene chiesto espli-citamente di non prendere questa mi-sura, anche se noi possiamo prenderla indipendentemente dalla volontà della vittima o deU'autore. Nel caso in cui ci fosse un procedimento pénale, se c'è un reato perseguibile d'ufficio, il tutto pro-cède comunque. Possiamo dire che que sta misura è stata presa appositamente per non far sentire la vittima colpevole per aver denunciato il proprio partner o un membro della propria comunione domestica, cosî che non ci siano ecces-sive ripercussioni: grazie a questa nuo-va disposizione, la responsabiUtà cade più sul legislatore.

Cosa succède quando termina il periodo di allontanamento? Se la vittima ha paura, oppure se non ha i tnezzi per andare via da casa, come si puô comportare?

Trascorsi i dieci giomi l'autore rientra.

Non abbiamo mai avuto casi in cui le vit-time sono in difficoltà dopo i dieci gior-ni: quando l'autore è aUontanato, la vit-tima usufruisce di questi dieci giomi di tempo per organizzarsi, per cercare di avère ulteriori misure di protezione, per consultare un legale, o un pretore. Ab-biamo avuto un caso in cui il periodo di aUontanamento è stato allungato. La vit-tima comunque non puô intervenire neU'accorciare i l periodo di allontana-mento: la misura dei dieci giomi, una volta presa, è tassativa. Dopo che la mi-sura di allontanamento è stata stabiUta, il pretore, che riceve da noi entro tre giomi la copia del rapporto, e copia deUa decisione di aUontanamento, verifica la proporzionalità deUa nostra misura.

Quindi il pretore puô decidere di sentire le parti, ed eventualmente decidere la sospensione deUa misura.

Come si procède nel caso in cui siano cotn-volti dei minori?

Quando una pattugUa interviene, ha a propria disposizione un formulario che deve essere compilato nel caso siano pre-senti dei minori: i l formulario com-prende una série di domande, ad esem-pio, se i minori sono feriti, o se hanno visto le scène, se sono impauriti. Quindi gh agenti devono compilare il formula-rio, e successivamente i l caso viene

se-gnalato alla Commissione tutoria regio-nale, che deciderà come procedere con i minori coinvolti.

È possibile tracciare un profile dell'aggres-sore?

È molto difficile attribuire aU'aggres-sore un profilo preciso. Possono essere individuati dei fattori scatenanti la vio-lenza, come l'alcol, che contribuisce ad abbassare la sogUa di autocontroUo, perô questo non costituisce mai un motivo.

Le cause deUa violenza possono essere diverse e difficilmente rintracciabiU. Al-cuni fattori che hanno un certo peso sono l'esigenza di controUo suU'altro, la gelosia, la mancanza di rispetto, o anco-ra la pressione finanziaria o psicologica.

Cosa si puô/are se l'aggressore non rispetta il divieto di rientro?

Nel caso il divieto non venisse rispet-tato, l'aggressore viene denunciato se-condo l'articolo 292 del codice pénale, in osservanza a decisione dell'autorità.

Di fatto, questa procedura non è parti-colarmente utile: infatti, prima del 2004 per questo reato era previsto l'anesto, ora è prevista solo la multa. È anche vero perô che questo aggraverebbe comun-que la posizione dell'aggressore, poiché l'allontanamento non ha una connota-zione pénale, è solo una misura ammi-nistrativa, disciplinare, che punta alla protezione della vittima, mentre infran-gere i l divieto di rientro comporta un reato pénale.

Con quali enti a Itvello cantotwle, o anche tuizioiuile 0 internazionale, collabora la polizia?

Attualmente a coadiuvare il compito della poUzia c'è solo la Commissione permanente di accompagnamento in materia di violenza domestica, voluta dal ConsigUo di Stato, e che comprende diversi attori coinvolti neUa materia. So-no infatti rappresentati nella Commis-sione, oltre che la polizia, l'Ufficio per la legislazione e le pari opportunité del Canton Ticino, la Commissione tutoria, la Casa delle donne, l'Ufficio per i per-messi e l'immigrazione, ed altre asso-ciazioni di sostegno presenti nel Canto-ne. L'auspicio è che la Commissione di accompagnamento ci permetta di ap-profondire gU aspetti legati al sostegno degli autori di violenze.

Quitult, secondo lei, la prosstma mossa da intraprendere è dedicarst al recupero di cht commette atti di violenza?

Sicuramente, poiché si tratta di un ambito rilevante, dove attualmente ci sono delle forti mancanze. L'Ufficio fédé-rale per l'uguagUanza fra donna e uomo ha appena pubblicato un rapporto sui programmi contro la violenza per auto-ri e autauto-rici di violenza domestica in Sviz-zera, dove sono presentati degU esempi molto interessant! (cfr. l'articolo di Theres Egger in questo fascicolo). Nella Svizzera itaUana non esiste ancora alcu-na offerta in questo senso, mentre neUa Svizzera tedesca, ad esempio, sono pre-senti ben 19 istituzioni che offiono con-sulenze specifiche o programmi contro la violenza, e nella Svizzera francese è stata creata anche una piattaforma temet sul tema. È quindi necessario in-traprendere presto delle mosse in que-sto ambito.

Quali sono le campagne di in/ormazione cotulotte/inora, e le nuove azioni previste?

Oltre al volantino informative che di-stribuiamo anche quando avviene un in-tervento, stiamo preparando un volan-tino informativo più brève in 16 Ungue, che dovrebbe essere pronto al più tardi entro la fine dell'anno. Da questo punto di vista, il problema è sempre costituito dell'esiguità deUe disponibiUtà finan-ziarie, situazione che non awantaggia le attività di promozione.

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Nuove norme legislative per combattere la.violenza domestica In ticino

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ArlänhäCiugliano,:d6ttore dl Hcenca in Scleiize della cömünicaziöne, è la Respönsabiie sciéntifi-ca del Servizio gender e la délegàta per le pari op-poitijhità'de|ruhlvèrsità delîâ Svizzera Itällana.

Viviana Meschitti ha ottenuto.un Master in gestlo-né dei media âjl'Università della Svizzera Italiana, dove lavpra;come collaboratrice'scientlfica de|

Servizio'gender.

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